luglio 2013
     

Tema Svolto sulle Persone Anziane e la Società

Il fenomeno dell'invecchiamento della nostra società dovuto al brusco calo delle nascite e all'allungamento della vita, è in costante aumento e ad ogni lavoratore ci sono 2 pensionati e la soluzione potrebbe solo peggiorare di questo passo. In vista di tale contesto sociale, si comincia a parlare del problema anziani: mentre una fetta sempre più grande della popolazione ha i capelli grigi, sembra che le strutture non se ne accorgono.

Tema Svolto:
Il fatto che il numero degli anziani sia in costante aumento dovrebbe comportare un adeguamento delle prestazioni sanitarie. Molto spesso invece sono i vecchi che si devono adeguare ai servizi che non tengono minimamente conto delle loro esigenze sottoponendoli o snervanti file per ritirare la pensione, per pagare il ticket e le bollette.
Con la scusa che sono vecchi vengono più facilmente sfrattati; se hanno una casa fanno fatica a curarla e a tenerla pulita, non tutti hanno la possibilità di pagare una domestica, solo i più fortunati ricevono l'aiuto dal comune, tramite una collaboratrice familiare. C'è chi ha bisogno di fisioterapia, di ginnastica riabilitativa, di assistenza sanitaria, ma mancano gli operatori e così i malati si aggravano sempre più. Se gli anziani godono di buona salute si muovono liberamente, al di là dei bar, dove peraltro solo gli uomini giocano a carte, non ci sono ritrovi adeguati dove trovare compagnia, non esistono circoli ricreativi, né iniziative culturali dedicate alla 3° età.
Così mancando i punti di incontro e le iniziative socializzanti, gli anziani piano piano vengono emarginati, si chiudono e sono condannati alla solitudine.
In questo meccanismo perverso un importante ruolo è giocato anche dai rapporti familiari. Negli ultimi 30 anni infatti la nostra società è molto cambiata e di riflesso anche la famiglia si è modificata, da una struttura patriarcale è venuta lentamente ad assumere quella nucleare. Dai grandi gruppi di 10, 15 persone si è passati a nuclei di 3 o 4 elementi: madre, padre, uno o due figli che mantengono rapporti meno intensi e stretti con i parenti d'origine.
A causa di questo processo gli anziani che hanno perso progressivamente quel ruolo e quel carisma, che li rendeva parte integrante e punto di riferimento della collettività. Proprio l'età, che equivaleva a esperienza, saggezza e rispetto, è divenuta sinonimo di fastidio, peso e ingombro. In famiglia non c'è più posto per i vecchi che sono troppo lenti e antiquati d'idea. Il cerchio di una vita attiva si chiude, le porte del ricovero si spalancano ed inizia il malinconico viale del tramonto. Dalla loro casa si ritrovano catapultati in una nuova realtà che non tiene conto delle loro abitudini e del desiderio di un po' di privacy. Ma è soprattutto la solitudine che è difficile da sopportare perché anche in mezzo a persone della stessa età che ci si sente soli, mancano l'affetto e la cura che chi vuol bene riesce a comunicare. Ci si spegne piano piano delusi, afflitti e rassegnati e ci si accorge della loro morto solo dopo giorni e anche settimane. Purtroppo questo è lo scenario desolante nel quale vivono molti anziani, ma sarebbe ingiusto e riduttivo limitare le nostre analisi esclusivamente agli aspetti negativi della vecchiaia perché vi sono anche quelli che vengono aiutati e gli viene concesso un appartamento e sostegno per pulizia e spese. La vita è questa: si nasce, si cresce e si muore ma prima di morire bisogna essere felici e senza rimpianti, quindi deve essere l'anziano stesso a capire come realizzare i suoi sogni senza abbattersi perché con un po' di buona volontà si può fare tutto nella vita.
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Lista Biografie di Personaggi del Passato e del Presente

Vorremmo inserire oltre 1 milione di biografie di ogni personaggio famoso dagli scrittori ai pittori di una volta ai vip e giornalisti di oggi. Se vuoi aiutarci a scrivere o a migliorare biografie, gratuitamente, potete scriverci usando l'apposito modulo di contatto. Saranno pubblicati biografie originali, e di conseguenza saranno rifiutate quelle copiate tali e quali da altri siti.

Musicisti
Scrittori

In Aggiornamento..
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Come inviare sitemap per Blogger da Google Webmaster

Inviare la sitemap a Google tramite gli strumenti per i webmaster è una procedura importante per far sapere ai motori di ricerca che esistiate anche voi. Il sito si indicizza anche non inviandola ma impiegherebbe più tempo, in questo modo si accorgeranno prima se pubblicate nuovi articoli o se avete effettuato sostanziali modifiche in certi articoli. Avrete quindi la possibilità di capire quali sono le cose positive (dove provengono più visite) e le cose negative (contenuti e titoli duplicati) in modo da poter gestire il blog al meglio. Creare delle sitemap non è una cosa facilissima ma se usate Blogger come piattaforma per il blog allora lo è. Iniziate ad aggiungere il vostro blog su Google Webmaster e non dimenticate anche di eseguire la verifica per completare l'inserimento del blog. 


Fatto questo cliccate sull'indirizzo link che si è generato del vostro blog, poi recatevi su Scansione e poi su Sitemap.

Adesso cliccate sul bottone con scritto Aggiungi/Testa Sitemap.


Subito dopo l'indirizzo del vostro blog è presente un campo vuoto in cui dovrete inserire i vari codici riportati qui sotto. Ogni codice corrisponde ad un numero ben preciso di articoli pubblicati; per i nuovi blog basterà inserire solamente il primo (che è /sitemap.xml), perché servirà per i primi 3000 articoli pubblicati. Gli altri codici servono a inserire nella sitemap tutti gli articoli successivi, ogni stringa aggiunge 150 articoli. 

Da 1 a 3000 post.
/sitemap.xml

Da 3000 a 3150 post.
/sitemap.xml?page=21

Da 3150 a 3300 post.
/sitemap.xml?page=22

Da 3300 a 3450 post.
/sitemap.xml?page=23

Da 3450 a 3600 post.
/sitemap.xml?page=24

Da 3600 a 3750 post.
/sitemap.xml?page=25

Incollando una di queste sitemap, ovviamente partendo dalla prima, subito dopo averla inviata apparirà la scritta "La Sitemap è stata inviata. Aggiorna la pagina". Invece dopo un po' dovrebbe apparire la scritta In attesa. Beh

Cliccate sull'immagine per ingrandire


Se tornate dopo qualche settimana specialmente se avete creato nuovi post, il numero di articoli inviati sarà sempre maggiore e tale numero tenderà ad eguagliare il numero di post che avete inserito sul vostro blog. Il numero di pagine indicizzate anch'esso salirà ma impiegherà più tempo.

Un trucchetto (da utilizzare solo in rari casi) per stimolare i motori di ricerca a far funzionare più velocemente le statistiche della sitemap è spuntare la casella della sitemap e poi cliccare sul bottone con scritto Reinvia.
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Come aggiungere sito su Google Webmaster Tools

Chi non l'ha ancora fatto che lo faccia immediatamente disse l'esperto di SEO riguardo all'aggiunta del proprio sito sugli strumenti per i webmaster di Google. In effetti inserendo il vostro sito avrete a portata di mano i suoi pregi ed i suoi difetti per renderlo sempre migliore, sempre più perfetto.
Per accedere agli Strumenti per i Webmaster dovrete per prima cosa avere un account Google e se non riuscite da soli potete seguire l'altra mia guida per crearsi un account Google Plus.


Questa illustrata è la pagina per accedere e come potete vedere vi richiede email e password del vostro account Google. Una volta inseriti cliccate su Accedi.


Come potete vedere nel mio caso sono già presenti due siti perché quella è la lista dove appariranno tutti i siti che aggiungerete. Per farli apparire dovrete cliccare sul bottone rosso in alto a destra con scritto Aggiungi un Sito.
Come è facile intuire dalla grafica dovrete inserire l'url del vostro sito compreso del www ma senza http:// altrimenti non verrà inserito correttamente (ve lo inserirà ugualmente ma potreste avere problemi una volta che avete inviato la sitemap).


Adesso il sito dovrete verificarlo. Il metodo consigliato vi viene messo a disposizione è quello di scaricare il file HTML e di caricarlo sullo spazio web del vostro sito ma questa operazione non è facile per i meno esperti e poi non funziona con chi lo spazio web non c'è l'ha come Blogger. Quindi io vi consiglio di andare su Metodi alternativi e selezionare Tag HTML e di incollare quel codice che vi appare dopo la sezione <head> del vostro sito. Se invece utilizzate su questo sito Google Analytics e quindi avete già incollato la stringa per visionare le visite sul vostro sito da Analytics dovrete solamente spuntare quella casella senza far nient'altro. Dopo aver scelto il metodo, cliccate su Verifica e se è andata a buon fine potrete visionare il vostro sito ogni qual volta che volete.

Dopo aver fatto questo non dimenticate di inviare la sitemap, che a seconda della piattaforma scelta c'è un metodo diverso per inviarla. Per Blogger c'è un codice particolare, per Wordpress ci sono plugin e per i siti veri e propri la sitemap dovete crearvela.
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Tema: Violenza sulle Donne e sui Minori

Il maschio rispetto alla femmina è dotato di una maggiore forza fisica. In natura vi è certamente un motivo per questa, come per ogni altra cosa: il più forte deve eseguire i lavori più pesanti e difendere i deboli. Non deve abusare della superiorità fisica per commettere atti di violenza, come purtroppo succede specialmente verso chi non può reagire , non può affermare la sua supremazia soltanto attraverso la forza bruta, scendere a livello delle bestie.
Dante insieme con gli scolastici, insegna che la violenza può farsi contro Dio, la natura e l'arte: questa è la violenza spirituale e morale, mentre la violenza fisica si fa con la forza materiale. Nell'inferno dantesco troviamo i violenti contro se stessi o suicidi. Oggi i violenti sono molto più numerosi: c'è chi costringe con la forza o con le percosse il figlioletto o il ragazzo a compiere azioni ingiuste. C'è chi compie disonestà con la ragazza minorenne, o con la donna approfittando della propria forza muscolare e dell'altrui debolezza. C'è il marito che tiene sottomessa la moglie e la figlia, con le minacce, c'è ancora il figlio che rende succube la madre con vane promesse e ostentazioni d'affetto, oppure il fratello maggiore più robusto ed espansivo che tiene soggiogato il fratello minore timido e pacifico.
Accade che le circostanze, e i casi, influiscono talmente sui caratteri da far mutare i ruoli, quelli che erano calmi e sereni, a un tratto, si agitano come il mare in tempesta e sfogano la propria ira o esasperazione, verso coloro che sono colmi dall'umore nero o dalla passione.
Si dovrebbe trovare uno sfogo, ma ciò non avviene pacificamente o per reazione endogena: esplode verso l'esterno, colpisce più ferocemente persone quanto esse sono più deboli e indifese. Accade di udire e di leggere ogni giorno, sulle pagine di cronaca dei quotidiani, vicende di stupri, di violenze, di omicidi e di altri crimini simili.
Quello che mi dispiace di più leggere sono le ragazze e le donne fatte oggetto di violenza perché il loro triste e lacerante ricordo resterà dentro di loro per tutta la vita condizionando il loro giudizio sull'umanità, la loro vita sociale, la loro professione e il loro costume. Certamente esse sono condannate a vivere una vita offuscata dall'amarezza, resa dall'incessante ricordo privato di un sorriso luminoso per colpa delle brutali aggressioni, del modo con il quale l'individuo violento annienta le resistenze della vittima e la sottopone suo malgrado ad azioni veramente umilianti nell'animo.
Nella società moderna la violenza anziché diminuire è aumentata, perché oltre alle violenze che leggiamo sui giornali vi sono quelle che non vengono denunciate e poi anche suicidi, dove difficilmente si può dare la colpa a persone esterne anche se sono sempre queste che hanno spinto una persona al suicidio.
Oltre alle donne anche se in modo diverso rispetto al passato esiste la violenza sui minori. Anzi, rispetto agli anni precedenti al 1960 i bambini dove i bambini venivano portati a lavorare alla sola età di 7 anni ed a farsi male lavorando per molte ore sotto al sole, la situazione è migliorata in quanto vengono tutelati per legge e controlli ed anche la mentalità dei genitori è cambiata e puntano ad imbottirli di studio anziché di calli e ferite nelle mani.
Adesso però le violenze sui minori vengono fatte dagli insegnanti degli asili che badando i figli degli altri non si limitano a richiamarli quando commettono un qualcosa di sbagliato o di avvertire il genitore stesso ma alzano le mani, li umiliano e li costringono a fare cose inaccettabili.
L'esempio posto per gli asili è solo uno dei tanti casi di violenza sui minori perché nel mondo ne esistono veramente tanti che però vengono nascoste da altre notizie che le fanno passare prima, ad esempio io sono convinto tutt'ora oggi che vi sono aguzzini che trattano i bambini per venderli anche come schiavi specialmente se riluttanti e svogliati.
Purtroppo non esiste una cura definitiva per mettere fine ai casi di violenza su donne e bambini, nel mondo vi sono tante persone senza scrupoli che riescono ad integrarsi con estrema facilità solo per studiare i momenti di queste categorie di persone per abusarne o addirittura sequestrarle, l'unica cosa che si può fare è non diventare come loro e se ci si accorge che qualcosa è sospetta, denunciare l'accaduto.
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Tema sulla Salute degli Italiani

Più sani e più belli. Non è solo uno slogan, ma anche la conclusione che emerge da alcune statistiche sulle condizioni di vita degli italiani, un po' sorprendenti se si pensa ai casi registrati, sempre in aumento di Aids, infarti, tumori che accrescono le preoccupazioni della gente.

Tema Svolto:
Cento anni fa un neonato su 5 moriva prima di aver compiuto un anno di vita, oggi il rapporto è di 1 su 1000. Segno che per la diagnosi e la cura delle malattie si sono avuti netti miglioramenti nel nostro paese. Ma appena corre voce che la salute degli italiani non è mai stata così buona, molti si sorprendono perché una buona parte degli italiani non si trova nelle migliori condizioni fisiche e sembra quasi che tanti malesseri, malattie, tragedie e sofferenza vengano ignorati.
La verità p che le mutate condizioni economiche e sociali insieme con lo sviluppo industriale, hanno migliorato la vita degli italiani, ma hanno aperto la strada a nuove e più complesse patologie; molte delle quali dovute a fattori psicologiche o ambientali. Ad ogni modo, mai come nell'epoca attuale nella nostra penisola esistono abitazioni salubri e confortevoli, né vestiario così adatto a riparare dalle intemperie e così liberatorio per i movimenti del capo.
I ragazzi non hanno mai fatto tanto sport, e anche le persone adulte dedicano gran parte del loro tempo libero alla cultura fisica. L'alimentazione è più ricca e abbondante del passato, tanto che molto spesso vengono alla ribalta casi in cui le malattie e le disfunzioni organiche non derivano dalla denutrizione ma dalle ipernutrizioni.
Secondo alcuni studi, se si somma che il nostro eccesso di cibi consumati con resisdui alimentari gettati gettati tra i rifiuti, si raggiunge una quantità di calorie tale da nutrire 4.000.000 di indigeni. La stessa igiene pubblica è notevolmente migliorata. Nel passato per evitare di essere colpiti da una grave malattia infettiva, bisognava affidarsi alla buona sorte. La popolazione era esposta a rischi di ogni genere. Contrarre la tubercolosi, il colera, la malattia o la peste bubbonica non costituiva un'ipotesi remota. Nell'acqua e negli alimenti di grande consumo si poteva rintracciare una varietà indescrivibile di agenti patologici, che produceva infezioni intestinali non solo fastidiose ma letale.
Oggi, invece, le pulci e i pidocchi sono più una scocciatura che un reale pericolo e si interessano più gli zoologici che gli epidemiologi. Inoltre, tranne qualche raro caso di importazione, la malaria primitiva è scomparsa dall'Italia, la tubercolosi è molto spesso guaribile, le acque ed i cibi sono meno infetti anche se non tutte le malattie sono curabili soprattutto se non vengono scovate in tempo.
Visto che la salute degli italiani ha fatto un significativo salto di qualità rispetto agli inizi del secolo, non si spiega almeno in apparenza l'apprensione che in talune circostanze si manifesta tra i cittadini. La gente è profondamente indignata verso la persistenza di malattie inevitabili e verso l'incuria che colpisce numerosi ammalati. Nel nostro Paese la sanità è allo sfascio, carenza di strumenti diagnostici e terapeutici, impreparazione del personale, mancanza di adeguate strutture, disfunzioni organizzative, precarietà delle condizioni igienico sanitarie all'interno degli ospedali, interferenze politiche
C'è da considerare la diffusa curiosità per le continue scoperte della medicina, che si avvale sempre più di alte scienze per raggiungere traguardi che nel passato sembravano irraggiungibili, basti pensare ai trapianti di organi, alla fecondazione artificiale e alle tecniche di neurochirurgia. Questa curiosità procede a pari passo con una serie di interrogativi sui risultati morali del progresso medico scientifico, ma più ancora, con la coscienza esiste uno squilibrio tra ciò che è possibile per l'alto livello delle scienze e ciò che avviene nell'esistenza quotidiana dei cittadini.
Infine assediata da nuovi flagelli l'opinione pubblica cerca di reagire per assicurarsi la sopravvivenza e per salvaguardare le giovani generazioni. Tutti tentano di non rimanere vittime degli agguati tesi dall'Aids, dalle malattie cardiocircolatorie, dai tumori, dalle droghe, dalle intossicazioni derivanti dall'inquinamento, dallo stress e da tanti altri deprimenti malesseri o addirittura in alcuni laboratori sono in corso studi per evitare il virus dalla stanchezza cronica, che avrebbe colpito migliaia di persone in tutto il mondo. Nelle storie delle malattie umane è si ormai giunti a un bivio. Finora avevano prevalso malattie dovute principalmente a fattori naturali: alcune causate dalla mancanza di cibo, oltre da agenti infettivi, oltre da avversità climatiche. Oggi questi mali possono essere tenuti sotto controllo e se ciò non avviene, vuol dire che ci sono ingiustizie da correggere più che rimedi medici da inventare. La verità è che molti fenomeno patologici nascono per mano dell'uomo stesso, che spesso non applica alcuni principi elementari che renderebbero al vita meno pericolosa e più sana.
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Come imparare a scrivere bene un testo

Ci troviamo nel 2000 ed ormai chi è adulto è non sa' scrivere non può effettuare facilmente acquisti o vivere da solo perché verrebbe imbrogliato. Imparare a scrivere per loro partendo da zero è un qualcosa di veramente difficile ma non impossibile. Saper comunicare scrivendo è un'abitudine che la maggior parte di noi perde col finire degli studi. Eppure la capacità di esprimersi scrivendo è molto ricercata in ambito lavorativo. Comunque questo non è un articolo che vi farà imparare tutto l'A, B, C perché esiste una sezione dedicata alla grammatica italiana proprio per questo dove potete chiedere se avete dubbi, ma questa guida è solamente un modo per imparare a scrivere come si deve, con carattere e non semplicemente come scriverebbe un bambino delle elementari. Senza offesa ma sono in tanti che scrivono così e sono convinto che dopo avermi dedicato 5 minuti di lettura ricaverete qualcosa di buono per migliorare la vostra capacità nello scrivere, almeno un 5% di miglioramento è garantito.


1. Prendere Appunti
Non abbiate fretta di cominciare, prima prendete appunti su quello che volete scrivere. Gli appunti dovranno essere molto sintetici, non più di una riga per concetto. E' un modo per tenere a mente ciò che dovrete scrivere in modo cronologico evitando di ritornare indietro per dimenticanze.

2. Fare la scaletta
Dopo aver finito con gli appunti dovrete realizzare una scaletta che non è altro che una specie di riassunto in cui sono sintetizzati gli elementi principali del testo. Esempio:
Introduzione – Sviluppo dell'argomento – Conclusione

3. Renderlo leggibile
Un testo si dice scritto bene quando spiega bene ciò che contiene ed è breve, quindi tenete a mente questi accorgimenti: parole brevi, frasi brevi, poche subordinate e coordinate faciliteranno la lettura di qualsiasi individuo. Una frase che rende bene il concetto è migliore rispetto ad una frase lunga che non fa altro che girare attorno all'argomento: le persone e credo anche voi preferiscono trovare sin da subito il nocciolo del discorso. Quindi se scrivete una frase e vi sembra troppo lunga, spezzatela perché le frasi brevi vi aiuteranno ad arrivare subito al dunque. Evitate quindi i paroloni e preferitegli i sinonimi, magari servendovi di un vocabolario, del programma Microsoft Word o di Internet. Evitate anche le perifrasi quando potete perché in molti casi fanno perdere tempo, ad esempio:
è opportuno specificare che, nessuno può negare che, è evidente che (se è evidente non c'è bisogno di dirlo).

4. Usare gli spazi
Nel caso scrivete su un foglio, quando finite un discorso e ne iniziate uno nuovo dovete andare a capo e se possibile lasciare due righi. Se scrivete un documento con il computer che solitamente sono più difficoltosi da leggere è bene impaginarli in modo arioso, con ampi margini ai lati, in alto e in basso. Dovrete distanziare le righe l'una dall'altra e dimensionare i caratteri in modo che siano distinguibili senza fatica. Anche questo contribuisce ad aumentare la leggibilità.

5. Rileggere
Può sembrare banale ma dopo che avete finito di scrivere indipendentemente dalla lunghezza del testo dovrete anche rileggerlo. Purtroppo non è una cosa che fanno tutti e difatti spesso e volentieri capita di ritrovare oltre ai soliti errori di battitura dovuti alla fretta anche ripetizione di parole. Se rileggete il testo subito dopo averlo scritto è molto probabile che conoscendolo a memoria l'occhio tenderà a non notare un eventuale errore, quindi è più facile individuare gli errori facendo passare un po' di tempo, anche un paio di giorni, prima di rileggerlo.

Questi sono alcuni dei metodi che adotto prima di scrivere un articolo sul mio blog e nella maggior parte dei casi quello che mi si è rivelato più utile è la rilettura, mi capita spesso di sbagliare per colpa della fretta o per le correzione fatte in un secondo momento. Se anche voi adottate dei metodi personalizzati di scrittura e volete svelarli, fate pure, scrivendoli nei commenti.
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Tema: Importanza della scrittura

Al tempo di Renzo e Lucia de I Promessi Sposi la maggior parte della gente non sapeva né leggere né scrivere: molti dovevano ricorrere agli scrivani. Questa fu certamente per l'umanità, una calamità forse maggiore dell'occupazione straniera. Non saper leggere significa non arricchire la propria mente, soffocare e togliere la vita alle attività più nobili dell'uomo.
La lettura è utile a tutti, anche al contadino che, alla fine della giornata di lavoro, può aprire la Bibbia, il giornale, la lettera della figlia, l'agendina di contabilità familiare o il romanzo di avventura che lo immette nel mondo gradito dell'immaginazione e della fantasia. Fra i primi passi del bambino e del ragazzo vi sono quelli che lo conducono verso la lettura, come i giochi dove si devono congiungere le lettere dell'alfabeto. Come sopra i rami degli alberi i frutti vogliono naturalmente verso la maturazione e assumono i più bei colori, tali che la tavolozza dell'artista non riesce ad avvicinarsi. Così i bambini e ragazzi, appena si affacciano al gruppo extrafamiliare, sono orgogliosi, contenti e soddisfatti soltanto allorquando potranno far vedere ai più grandi di loro e agli adulti che anch'essi sono diventati eloquenti e capaci di leggere e di scrivere: hanno raggiunto una delle più alte mete sconfiggendo il mondo vegetale e animale nei suoi occhi perché, anche se non lo afferma con parole. Imparare a leggere e a scrivere significa saper ragionare, meditare, pensare, sognare e fantasticare; insomma una vita diversa da quella subordinata del bambino, una via autonoma, una vita non più soggetta agli impulsi e non più legata alla stanza e alla casa, ma aperta liberamente al mondo.
Vi sono molti ragazzi che si dedicano alla lettura di opere ben più profonde e nutrite di pensiero di quanto non siano i fumetti. L'importanza della lettura è legata al linguaggio e alla lingua: linguaggio individuale, proprio di ognuno, e la lingua nazionale nella quale sono scritti i libri.
Oggi l'alunno è portato a leggere anche libri in lingua straniera: è questo è una cosa bellissima perché la lettura permette di conoscere gli inglesi, i francesi, i tedeschi o i russi pur stando seduti tranquillamente nel nostro studio. Leggendo si imparano sempre di più i significati delle parole, aumenta la conoscenza, la propria cultura e l'istruzione fatta da sé. Per poter sviluppare la personalità e il carattere ed arrivare alla massima affermazione di noi stessi, è necessaria la comunicazione: cioè la capacità di esprimersi e di assimilare quanto dicono gli altri. La lettura attira più i grandi che i piccini, dediti al gioco e alle distrazioni, ai piccini è utile l'esempio, l'incitamento, il desiderio e l'imitazione. L'educazione dei ragazzi fino alla loro maggiore età è opera dei genitori e dei più grandi di loro: il che significa che, per tutti, la vita è piena di responsabilità e di doveri piuttosto che di svaghi e divertimento. Del resto una buona lettura soddisfa la mente e il cuore, come tale, da maggior soddisfazione che non un gioco irrazionale e saltuario o una perdita di tempo senza far nulla, o lo stare assieme con compagni oziosi, sfaticati, pigri: ragazzi che non hanno voglia di far nulla, il leggere un libro, anziché un divertimento per loro è un peso.
Ciò significa andare contro natura, perché l'ordine naturale vuole che, come il frutto maturi sull'albero, così il ragazzo diventi uomo allargando sempre di più il cerchio delle proprie conoscenze e della propria cultura. Ora la cultura si arricchisce ascoltando l'insegnante, eseguendo i compiti, studiando nei testi scolastici, seguendo i genitori e i più grandi ma soprattutto, leggendo. La lettura costituisce un orgoglio, un vanto e una gloria per coloro che hanno buona volontà, e un rimprovero per chi non fa nulla per uscire dal suo stato d'ignoranza. Chi legge, ha l'onore e il vanto di poter dire "Sono autodidatta" Quello che so l'ho imparato leggendo dai libri. Non c'è nessuna altra ricchezza che sia sempre attaccata a noi come la virtù e la cultura: due cose che si accompagnano insieme. La delinquenza per lo più è sinonimo di ignoranza. Quando noi moriamo, lasciamo qui sulla terra ogni nostro avere e ricchezza, portiamo con noi nel nostro spirito e ricordo quella cultura e quelle conquiste del pensiero e del sentimento che sono state effetto di noi stessi e non di altri. Nelle buone famiglie e nelle case in cui sono radicate le buone tradizioni non manca mai uno scaffale pieno di libri così il bambino crescendo anche per passatempo quotidiano darà una sfogliata a qualcuno di quei libri e li vedrà come uno strumento utile per diventare uomini e maturare intellettualmente. Per i piccoli vi sono molti libri di fiabe e con illustrazioni così che il linguaggio primario e simultaneo è quello visivo. Ma a molti ragazzi intelligenti le illustrazioni non piacciono perché sminuiscono quelle diverse fantasie che ognuno di noi coltiva entro l'ambito della propria facoltà immaginativa. Il ragazzo intelligente ripudia anche gli sgargianti colori con i quali gli editori vogliono anche abbagliare e fare conquistare a forza, illudendo che dietro il colore vi sia anche la sostanza. Leggere è un passo fondamentale della vita dell'uomo, anzi del bambino dato che si inizia a leggere già da 5 anni. Capire ciò che si legge non è una qualità di tutti ed immaginare e fantasticare su ciò che si letto è una qualità che hanno pochissime persone.
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Tema: Rimedi contro la Violenza e la Droga

Due mali, uno più antico, l'altro più recente, negli ultimi anni sono diventati degli autentici flagelli. Contro il dilagare di droga e violenza la società è divisa: chi condanna inflessibilmente e chi si batte per la rieducazione dei colpevoli.

Tema Svolto:
L'umanità è sempre distinta nelle due categorie dei buoni e dei cattivi. Se essi non esistono nella realtà oggettiva dato che il bene e il male, come due contrari si condizionano a vicenda, esistono nelle coscienze e negli imperativi morali. Esistono nell'ambito delle leggi di Dio che ha creato il paradiso per i buoni e l'inferno per i cattivi rispettivamente quelli che osservano o trasgrediscono i comandamenti. Noi abbiamo comunemente prospettive più umane: consideriamo buoni quelli che ci sono utili, amici, simpatici e sono simili a noi, cattivi quelli che ci sono antipatici, non ci favoriscono, hanno credo e opinioni diverse.
Consideriamo buono ciò che non è di danno. In quest'umanità piena di contraddizioni esistono anche i violenti, i fuorilegge, i criminali, i sequestratori, quelli che frodano e che falsano, tradiscono e fanno scempio di ogni sentimento umano. Il fatto più grave dell'umanità è la droga perché colpisce la gioventù più inesperta, allettata dai paradisi artificiali, priva di avvenire senza ideali, esposta a ogni pericolo e attratta dal consumismo. Così molti ragazzi sono strappati alla vita e alla società da un'overdose, e per quanti rimedi si siano cercati nulla di efficace si è trovato per allontanare da noi questo flagello, il più grave dei tempi del benessere, questa terribile peste che affligge tante famiglie e stronca tanti giovani vite. Eppure la droga non è la vera causa di tutti i mali ma solamente una conseguenza difatti se ognuno avesse avuto la vita che avrebbe voluto fare non si sarebbe di certo abbassato a vendere roba così pericolosa anche ad adolescenti ma avrebbe rifiutato ma siccome la maggior parte degli spacciatori di quartiere è gente che non ha poi molto da perdere, sono già stati in prigione, non sono sposati, non hanno figli o se li hanno li disconoscono. La soluzione sarebbe mettere le persone in una condizione da non cadere nel giro della droga ma nella società per il principio di equilibrio economico è d'obbligo che vi siano i ricchi ed i poveri.
Secondo me il male della droga si eliminerebbe se tutta l'umanità si stringesse in una crociata compatta contro gli spacciatori, i fabbricatori, i produttori di tutti i paesi del mondo: insomma contro i grandi trafficanti che non si curano della vita umana, pur di guadagnare ma per adesso è un qualcosa di impossibile dato che in certi paesi la droga è legalizzata. Se nessuno se la sarebbe comprato il mercato della droga sarebbe finito all'istante ed invece i prezzi sono altissimi proprio perché anche la richiesta è alta. Vi sono anche quelli che si pentono ma solo dopo aver compromesso la vita di molte persone e la loro giustificazione è inaccettabile sul piano morale e sociale. Ma il mondo è fatto di egoismi, d'indifferenza e di illegalità, la legge è osservata, non per sé, ma per le sue sanzioni. Occorrerebbe, a questo punto occultare l'umanità ritornando ai tempi antichi quando vivevano i saggi e i saggi erano quelli che, senza ambizione propria, reggevano i popoli. I saggi vivevano in Grecia ed esaltavano la loro saggezza che è giunta sino a noi, come il Vangelo, nelle massime e nei proverbi: massime e proverbi che noi conosciamo e riecheggiamo, ma che non sappiamo mettere in pratica. Io non so se questa sia una società giusta e se essa avrà il suo privilegio nell'esenzione della guerra e della fame ma posso constatare che essa è ormai lontana dal messaggio del Vangelo.
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Come comportarsi coi bulli della scuola

Pur essendo un luogo di studio la scuola come la strada può diventare pericolosa se presa alla leggera. E' inevitabile che a scuola vi sia l'area nascosta dei fumatori e dal lato meno peggiore si tratta solamente di sigarette. Un aspetto che però causa molti disagi sugli alunni sono gli episodi di bullismo. I bulli sono ragazzi aggressivi che picchiano, sputano, rubano le cose, insultano e fanno fare cose che non vorreste fare. Hanno la capacità di provocare e dato che attorno a loro gira la classe anche quella non cattiva sono in grado di mettere in giro bugie a danno della vittima di turno per isolarla dal resto della classe.

I bulli reagiscono tramite la violenza e se la prendono spesso con quelli che loro considerano deboli e indifesi per assicurarsi la vittoria. I bulli solitamente non sono estranei ma persone che vi conoscono molto bene, potrebbe essere anche un vostro ex amico. I bulli cercano di dimostrarsi forti ed anche incoscienti pur di farsi rispettare ma questo è un modo per nascondere i loro difetti perché sicuramente li hanno.

La vittima solitamente accusa il colpo e tende a sentirsi un verme, una persona fragile che non può fare altro che sottostare ai loro ordini. Si sente male, ha la nausea e perde anche la voglia di andare a scuola.

Come rimediare:

Partendo dal presupposto che i bulli sono persone come voi, forse più alte e forzute, non dovete mai pensare che essi non abbiano paura, anzi, loro utilizzano la forza proprio perché è l'unico mezzo che hanno per prevalere sugli altri ma se gli dite questo è probabile che vi picchiano ancora di più quindi se volete qualche consiglio date un occhiata all'elenco qui di seguito:
  1. Cercate di farvi vedere calmi e tranquilli, senza arrabbiarvi o aver paura, anche se ne avete.
  2. Cercate di evitare cose che non desiderate fare.
  3. Non pensate a quello che vi dicono, anzi, pensate sempre bene di voi stessi.
  4. Cercate di capire quando è bene filarsela in modo di evitare di incontrarli.
  5. Se non potete proprio evitarli, di fronte ai loro insulti cercate di scherzarci sopra, ad esempio se vi dicono che sembrate un maiale, dovete dire che si sono sbagliati e che invece somigliate ad una balena.
  6. I bulli tendono a colpire chi è isolato, se vi fate degli amici le probabilità che vi rompano le scatole diminuiscono.
  7. Se venite picchiati non state con le mani in mano, confidatelo ai genitori o insegnanti, sicuramente sapranno cosa fare per aiutarvi.
  8. Se venite picchiati non è mai colpa vostra, questa è violenza, perseguibile anche per legge.
  9. Se vi confidate con qualcuno non subirete guai maggiori e non sarete umiliati, anzi, sarà un modo per risolvere il problema insieme. E se nessuno vi ascolta spiegate chiaramente che la situazione vi crea problemi e che per voi è importante che venga fatto qualcosa.

E se tutto va storto e non potete contare su nessuno perché i vostri genitori sono degli incapaci, i professori sono menefreghisti, alzate le mani pure voi, non sarà facile fermarli ma neanche impossibile, in fondo le botte le riceverete comunque, almeno avrete la soddisfazione di sferrargli un bel pugno in faccia ad uno di loro a sorpresa che se lo ricorderà finché non andrà dal dentista per ricostruirsi tutti i denti persi. (ovviamente sto scherzando!)

Il consiglio migliore è farsi nuovi amici, veri amici, coi quali aiutarsi a vicenda, la soluzione della vendetta personale dato che non viene condivisa da nessuno se non da voi stessi è sempre la peggiore sotto tutti i punti di vista.
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Tema sulla Xenofobia

Da qualche anno in Europa si parla nuovamente di razzismo. Un fenomeno che ha origini antichissime: germogliava già nei primi invasori dell'India, che si definivano uomini "superiori" per contrapporsi ai popoli da loro sottomessi. Da allora alle formulazioni teoriche ottocentesche il razzismo ha fatto passi da gigante. Suffragato da teorie pseudoscientifiche, il presupposto di una presunta superiorità etnica, generalmente dei bianchi, ha filtrato a lungo cause aristocratiche, ha abbracciato tendenze nazionalistiche ed imperialistiche, fino a generare mostri tristemente noti. E se il vento ha ormai disperso il fumo di Auschwitz restano pur sempre focolai di tensione in America e in Sudafrica, accanto al virus ciclicamente serpeggiante del pregiudizio e dell'intolleranza. Un virus maligno che ha prodotto, e continua a produrre, il rifiuto degli zingari, slogan, xenofobi o antisemiti, scritte razziste, antimeridionalismo strisciante o violento.
Le cronache quotidiane hanno portato alla ribalta la nuova ondata di razzismo e di xenofobia che investe molte nazioni europee. Un fenomeno che ha sollevato polemiche, dubbi e preoccupazioni. La società democratica ha abbassato troppo le sue difese, riaprendo la strada a comportamenti che si credevano annullati e negli ultimi anni sono intervenuti fatti nuovi che hanno dato vita a forme inedite di odio e di intolleranza. In prima fila c'è la xenofobia in senso stretto, cioè l'avversione agli stranieri. La Francia fu l'esempio più eclatante della diffusione della xenofobia, con la linea politica di Le Pen ed i suoi seguaci sottolineava che tra le varie etnie c'è un incompatibilità di fatto, la coesistenza tra persone di mentalità e cultura differenti è impossibile, a meno che lo straniero non rinuncia completamente alle proprie origini e si assimili e nel caso non riusciva ad integrarsi, doveva andarsene. Il passo successivo consiste nell'imputare tutti i mali della società allo straniero, al diverso che diviene vittima di azioni violente. A questo punto è superata la soglia che bisogna fermarsi per capire perché si distingue tra vecchio e nuovo razzismo. Senza dubbio esistono dati di fatto relativamente nuovi rispetto al razzismo tradizionale. In Francia come in Gran Bretagna, in Irlanda o altre parti d'Italia, il tasso di immigrazione è salito a livelli tali che già si parla di società multirazziale e la reazione delle popolazioni, le quali solo di recente hanno preso coscienza del fenomeno. Gli immigrati non hanno alcuna intenzione di integrarsi, quanto meno non secondo gli standard correnti della popolazione che dà loro ospitalità. Inoltre si registrano novità anche su un altro versante di riferimento degli xenofobi: il concetto di nazione. L'alibi della nazione in pericolo minacciata dall'invasione straniera è un alibi razzista, che tra l'altro servì al nazional socialismo per giustificare lo sterminio degli ebrei. Qui il discorso si allaccia ai fenomeni di neo nazionalsocialismi che da alcuni anni attraversa il vecchio continente.
Il rifiuto dello straniero si configura come intolleranza tra etnie minori, o tra gruppi sociali che riscoprono l'etnia, tipico è il regionalismo tra Nord-Sud che diviene uno scontro tra etnie. E se prima questo scontro veniva nascosto e, se scoperto, giustificato con grandi motivazioni ideali, ora viene messo alla luce come un problema molto grave. Resta l'ultima fascia del nuovo razzismo, quello di trascinamento della xenofobia, dall'altra è governata da regole ben precise, legate sia alla memoria storica degli europei, sia all'intensificarsi delle polemiche intorno alla politica israeliana in Medio Oriente. L'antisemitismo, insomma, ha una sua logica autonoma, la quale non fa altro che esaltare fino all'inverosimile gli altri aspetti del nuovo razzismo, creando una miscela altamente esplosiva.
Esso viene di volta in volta tirato in ballo come arma di difesa e di aggressione. Come volgarissimo mezzo di scontro tra opposte fazioni, basti pensare all'uso che l'antisemitismo fanno i teppisti durante le partite di calcio. Questo complesso di fenomeni tra qualche anno potrebbe diventare ingovernabile e mettere addirittura in discussione la validità del Mercato Unico Europeo. La vigilanza, il rilancio di un intelligente campagna civile e il recupero di valori in disuso potrebbero riportare la questione sui giusti binari. Ancora una volta, la ragione chiede di trionfare, non di essere immolata sull'altare dell'intolleranza e della stupidita.
Il concetto di xenofobia, secondo me, è basato sull'invidia. Prendiamo il caso degli italiani che ogni giorno si vedono affossati dal continuo afflusso di immigrati che ricevono ospitalità e tutte le cure del caso viceversa i poveri italiani per ottenere gli stessi diritti ha dovuto sudarseli per via di una burocrazia lenta e inefficiente. Il popolo si chiede del perché il soccorso degli immigrati è immediato mentre per la stessa popolazione che comunque è sofferente gli aiuti non arrivano o se arrivano passa parecchio tempo. Sono anche del parere che i mezzi di comunicazione, televisione e quotidiani su tutti, tendono ad incentivare i fenomeni di sdegno verso gli stranieri mostrandoli come persone spazzatura e non come individui normali come tutti gli altri e poi se questi commettono incidenti, anche molto gravi come nel caso del classico straniero che investe il ragazzo o la ragazza di turno sulla bici viene o i casi di stupro vengono trasmessi come se fosse una normalità che lo straniero faccia vittime innocenti in strada o violenza sulle donne e che a differenza loro gli italiani non commettono "mai" incidenti di cui vergognarsi e che sono rispettosi in tutto e per tutto.
E' anche giusto quando si è "ospiti" come il caso di uno straniero in un altro paese che bisogna comportarsi timidamente ed educatamente ma allo stesso tempo hanno il diritto di uguaglianza e non devono essere trattati male solo perché non parlano benissimo la lingua ufficiale del paese o perché sono di carnagione e cultura diversa; quindi secondo me la incoesione dipende da entrambe le parti: il paese deve cercare di mantenere l'equilibrio e rispettare le culture degli altri ma non deve eliminare quelle tradizionali del luogo solo perché gli stranieri non le conoscono e non le gradiscono.
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Tema Svolto: La Donna tra Casa e Lavoro

Nei tempi antichi la donna, tranne poche eccezioni, è stata legata alla casa, alla famiglia e alle arti femminili. Con le due guerre mondiali e con il mutamento delle economie, esse sono entrate negli uffici, nei mestieri e nelle professioni. Hanno rivendicato la parità dei diritti con gli uomini. Dagli inizi alla fine del 900 e continuando col 2000, il mutamento è stato enorme, resta da chiedersi se continuerà ancora ad allontanarsi dal passato o addirittura di invertirlo. La domanda è legittima pensando che la donna, a differenza dell'uomo, pur lavorando all'esterno, resta amante della casa, cura direttamente l'educazione dei figli, è costretta a trascurare le arti femminili, tra cui il cucito, il rinnovo del vestiario e del guardaroba. Soprattutto è costretta a trascurare la casa affidandola alle mani altrui, oppure a sbrigare frettolosamente e superficialmente le faccende domestiche. Si può, forse pensare che verrà un tempo in cui gli uomini sostituiranno le donne nel disbrigo delle faccende domestiche dato che già i governi sono stati affidati alle donne, così come le professioni, i managements, le direzioni aziendali. Le donne si sono stancate dei ruoli tradizionali e hanno operato per una rivincita contro gli uomini che le hanno tenute come comprimarie. Il tema ormai pone il quesito se la donna stia meglio in ufficio o in casa. Oggi certamente la maggior parte delle donne risponderà che si sta meglio in ufficio che a casa a lavare i piatti: tanto ormai vi sono le attrezzature a basso prezzo che svolgono questa funzione. In ogni tempo esiste una particolare propaganda politica che condanna il passato e con esso il fatto che la donna dovesse stare a casa a servire l'uomo. Io sono convinto che oggi uomo e donna hanno un proprio carattere, che gli fa fare certe scelte ma anche certi sbagli.
Per natura la donna è più brava dell'uomo ad accudire la casa e dato che le leggi naturali sono più importanti di quelle umane, che sono state aggiunte solo successivamente, quest'ultime non devono contrastarle in alcun modo. Lavare i piatti, per terra, stirare, spolverare sono compiti che potrebbero apparire noiosi ed umilianti sotto certi aspetti che possono portare certe casalinghe ad isolarsi specialmente nell'inverno. Potrebbero apparire compiti obsoleti ma non c'è nulla al mondo di obsoleto, se non il fare alcuna cosa. Ogni mestiere è onorevole quando lo si compie volentieri e con felicità e vi sono perfino mariti che spesso danno il cambio alle mogli nel disbrigo delle faccende di casa. La donna può stare bene quando è insegnante e non ha una classe rumorosa e indisciplinata, quando è giudice in tribunale, quando dirige un'azienda o quando è a capo di un ministero. Ma io penso che anche allora e in molti altri casi, le preoccupazioni superino la soddisfazione, i disinganni e la speranza, le mortificazioni e le gratificazioni. Non c'è rosa senza spine: dove le spine sono minori è la dove si è soli e si fa a proprio piacere, come la donna quando governa la casa a suo gusto. La donna, sul lavoro, può avere qualche gratificazione quando esso le va a genio e le dà soddisfazioni ma i lavori di tal genere sono pochi: per lo più la donna comune è relegata a fare la dattilografa, la telefonista, la commessa ecc. Così è costretta a starsene ore e ore piegata sui tasti, sorridente davanti al cliente noioso ed innervosito, paziente quando la pazienza ha già superato i limiti, oppure è costretta per aiutare il marito che guadagna meno di quanto basta per vivere a fare la domestica, l'accompagnatrice, la donna di campagna, oppure starsene ore ed ore in piedi in un negozio pieno di odori sgraditi ad attendere un cliente pur di compensare le spese mensili.
In verità io credo che sia meglio tra uomo e donna collaborare insieme per rendere meno faticoso il lavoro, per prendere una pausa a turno dai lavori più noiosi e pesanti, per migliorare sempre di più la qualità delle prestazioni. Per aver successo ed aspirare ad alti incarichi occorre un complesso di dati che sgorgano dalla volontà più che dalla natura: la determinazione, il carattere, la personalità e l'alta professionalità. Io non credo che la donna controllatrice o vigilatrice, sia più felice della donna madre, della donna educatrice dei suoi figli, della donna che tiene in ordine la casa e la rende accogliente al marito quando egli torna stanco dal lavoro.
Il segreto del successo, della felicità della scelta del lavoro, sta in noi purché badiamo alla ragione, alla razionalità, alla logica, all'ordine naturale. La donna è entrata negli uffici quando l'economia, da primaria è diventata industriale, solo perché l'uomo serviva per combattere la guerra, quindi per necessità e non per merito. Tra l'uomo e la donna non devono esistere rapporti di superiorità in alcuna direzione, ma devono esistere dappertutto, in famiglia come nel lavoro esterno, solo rapporti di reciprocità, di collaborazione e di cooperazione.
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Calcolare Perimetro Esagono e diagonale di un quadrato isoperimetrico

L'area di un esagono regolare è di 4156,8 cmq. Calcola il perimetro dell' esagono e la diagonale di un quadrato isoperimetrico all'esagono. (ris. 240cm; 84,84cm)

Soluzione:
Per calcolare la misura del lato dell'esagono applico la formula inversa dell'area dei poligoni regolari.

area = lato per lato per la costante del poligono
la costante dell'esagono è 2,598

lato = √¯ ( area diviso 2,598 ) = 4.156,8 / 2.598 = √¯ 1.600 = 40 cm

40 * 6 = 240 cm --- PERIMETRO dell' esagono

240 / 4 = 60 cm --- lato del quadrato

diagonale del quadrato = lato per radice quadrata di 2

60 * √¯ 2 = 60 * 1,414 = 84,84 cm --- DIAGONALE del quadrato
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Altezza Parallelogramma Divide Base in 2 parti

In un parallelogramma, avente l'area di 324 cm², la base misura 27 cm. Calcola il perimetro del parallelogramma sapendo che l'altezza divide la base in due parti una doppia dell'altra. (ris. 84 cm).

Soluzione:

324 / 27 = 12 cm --- altezza

27 / 3 = 9 cm --- proiezione del lato obliquo sulla base

Applico il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo che ha per ipotenusa il lato obliquo del parallelogramma e per cateti la sua proiezione sulla base e l'altezza, e trovo la misura del lato obliquo

√¯ ( 12² + 9² ) = √¯ 225 = 15 cm --- lato obliquo

2 * ( 27 + 15 ) = 54 + 30 = 84 cm --- PERIMETRO
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Problema: Calcolare Perimetro del Trapezio

In un trapezio isoscele la base maggiore misura 576 cm, la base minore è i 2/3 della maggiore e l'altezza 1/8 della base maggiore . Calcola il perimetro .(ris . 1200 cm )

Soluzione:
Per trovare il perimetro manca la misura dei lati obliqui, che sono tra loro uguali
il lato obliquo è ipotenusa del triangolo rettangolo che ha per cateti l' altezza e metà della differenza delle basi

576 * 2 / 3 = 384 cm --- base minore

( 576 - 384 ) / 2 = 96 cm --- metà della differenza delle basi

576 * 1/8 = 576 / 8 = 72 cm --- altezza

√¯ ( 96² + 72² ) = √¯ 14.400 = 120 cm --- lato obliquo

576 + 384 + 2 * 120 = 960 + 240 = 1.200 cm --- PERIMETRO del trapezio
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Diagonale Rettangolo Equivalente Somma Due Quadrati

Due quadrati hanno le diagonali lunghe rispettivamente 84 cm e 80 cm. Calcola la misura. della diagonale di un rettangolo equivalente alla somma dei due quadrati e avente l'altezza lunga 58 cm. (ris. 129,69 cm).

Svolgimento:
Il quadrato della diagonale di un quadrato è il doppio dell'area del quadrato

84 * 84 / 2 = 3.528 cm² --- area del 1° quadrato

80 * 80 / 2 = 3.200 cm² --- area del 2° quadrato

3.200 + 3.528 = 6.728 cm² --- area del rettangolo

area del rettangolo = base per altezza

base = area diviso altezza

6.728 / 58 = 116 cm --- base

il quadrato della diagonale è equivalente alla somma dei quadrati di base e altezza

116 * 116 + 58 * 58 = 16.820 cm² --- quadrato costruito sulla diagonale del rettangolo

per ricavare la misura della diagonale estraggo la radice quadrata del suo quadrato

√¯ 16.820 = 129,69 cm --- DIAGONALE del rettangolo
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Giochi di super mario gratis per pc

Ecco un po' di amarcord con uno dei giochi più belli che siano mai stati realizzati: Super Mario. E' stato sviluppato per diverse console (Gameboy, DS e Wii, vi sono anche molte versioni in flash per PC) ma è sempre stato la mascotte della Nintendo. Nato nel 1981 rimane ancora tra i più cercati ed anche se col passare degli anni vengono sviluppate nuove versioni, il preferito rimane la versione classica, e cioè Super Mario Bros. Appartiene alla categoria di giochi platform e azione scorrevole. In linea generale il gioco consiste nell'aiutare l'idraulico italiano con i baffi, con il suo inconfondibile cappello rosso e tuta da lavoro ad arrivare in fondo a queste emozionanti avventure per andare a salvare la principessa Peach rapita dal cattivone drago browser. Mario è in grado di uccidere i nemici (papere e funghi) saltandogli di sopra, se presenti pure i power ups come il fungo diventerà più grande mentre se raccoglie il fiore sarà in grado di sparare.

Ancora oggi si può giocare a Super Mario Gratis dal PC attraverso il browser andando su alcuni siti di giochi oppure scaricando delle versioni gratuite per continuare a giocare offline. Decisamente meglio scaricare il software del gioco (se disponibile) perché in questo caso è possibile salvare le partite mentre su internet si deve per forza fare un'unica tirata e se conoscete per bene Super Mario saprete benissimo che è una missione piuttosto difficile.

Da Giocare Online:

1) Super Mario Flash: questa, per intenderci, è la versione con i mattoni gialli che ruotano anziché distruggersi se colpiti da Mario.

2) Super Mario Crossover 3: versione stramba di Mario infatti oltre a lui potete selezionare altri personaggi come Mega Man, Link, Contra ed usare i loro attacchi caratteristici per avere la meglio sui nemici.

3) Mario Forever Flash: per quanto riguarda le versioni flash di Mario questa è sicuramente tra le migliori, ci sono tutti i personaggi e perfino il fungo rosso fa diventare grandi e si la stella che rende invulnerabili.

4) Super Mario Mushroom: qui dovrete raccogliere funghi rossi per portarli al castello cercando di non perdere le vite a disposizione.

5) Super Mario Word Hardcore: è la versione sparatutto di Mario dato che è dotato di un Rifle, inoltre se verrete colpiti dai nemici non perderete una vita secca ma punti percentuale.

6) Super Mario Rampage: qui Mario non va troppo per le lunghe e dotato di fucile dovrà sparare tutti i nemici che troverà lungo il suo cammino per non venire attaccato a sua volta.

7) Mario Combat Deluxe: i semplici salti non bastano più per fermare i nemici, adesso è il momento di combattere usando calci e pugno come un vero gioco di picchiaduro.

8) Mario Unfair: è la versione più difficile e anche no-sense di Mario dove il pericolo è dietro l'angolo, proprio sotto i piedi e nemmeno si vede. Pensate che sia pazzo? Provatelo e probabilmente pazzi ci diventerete :)

Da Scaricare

9) Secret Maryo Chronicles: è un gioco di avventura coloratissimo in 2D ma non si tratta di Mario bensì di un clone ben riuscito, un bambino con la bandana che vi farà provare sicuramente le stesse emozioni del mitico eroe della Nintendo.

10) Super Tux: è un altro gioco simile a Super Mario ma il protagonista stavolta è Tux, il pinguino di Linux. Anche questo gioco si può scaricare gratis e le versioni disponibili sono per Windows, Mac OS X e Linux.
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Tema sulla Donna

Il mondo del lavoro ha visto da 2-3 decenni l'ingresso femminile nei settori più svariati. Se in un primo tempo però le donne si sono fermate a livello impiegatizio, probabilmente perché si accontentavano di avere semplicemente l'indipendenza economica, oggi puntano ad affermarsi anche ai livelli professionali più elevati e dirigenziali. Non sono poche quelle che sono a capo di importanti aziende e occupano ruoli dirigenziali: dunque si avviano a dare la scalata alla carriera e a contrastare alla pari gli uomini nel mercato del lavoro.
La chiesa riguardo al matrimonio, dice: Nessuno separi ciò che Dio unisce, ma oggi le cose stanno mutando: non si osserva più il comandamento di Dio con il divorzio, né si rispetta la maternità della donna
A poco a poco le donne italiane si stanno inserendo in tutte le attività che un tempo appartenevano all'uomo: la scuola, gli uffici, le fabbriche, i supermercati e le diverse professioni. In pochi anni le abbiamo viste diventare avvocati, giudici, insegnanti, controllori, vigili, poliziotte, direttrici, psicologhe e ostetriche, né i maschi per questo motivo se ne sono offesi.
I partiti politici fanno a gara per esaltare e approvare il nuovo corso e tutti hanno coniato la nuova emancipazione. Emancipazione, termine latino, significa liberazione dalla schiavitù. La parola ci appare alquanto grossa per indicare la nuova condizione delle donne giacché se in passato vi furono donne trattate come prigionieri di guerra, in tale e peggior situazione, e in numero maggiore, non mancarono gli uomini: basti pensare alla tratta dei negri. La donna nei secoli passati a mio avviso, non ha mai perduto la propria dignità e il proprio ruolo, da sempre ha educato i figli, collaborato col marito, accudito oltre ai lavori di casa a quelle "arti minori" che nei scoli scorsi erano numerosissime e che per la maggior parte erano più adatte alle donne che agli uomini, come il fare la sarta, la ricamatrice, la parrucchiera, l'indossatrice e via dicendo.
Non bisogna confondere le istanze politiche, frutto di suggestioni, con la realtà effettiva. Nell'esaltare la donna, ognuno a parole si fa paladino, in realtà la donna quello che ha conquistato e ottenuto, se così si può dire, l'ha ottenuto da sé con le proprie forze e, se non ha ancora ottenuto perfetta parità tra maschi e femmine è dovuto alla maternità che ostacola la continuità sul lavoro. Attualmente le donne sono più numerose degli uomini nell'insegnamento e in molti uffici e negozi, ma avanzano anche in tutte le facoltà universitarie: leggi, economia, ingegneria e medicina. Si infoltisce il numero di donne poste a riscoprire altri incarichi: abbiamo donne ambasciatrici, interpreti e direttrici di giornali. Anche nel passato le donne non sono state soltanto comprimarie: ricordiamo tutte le regine e le moglie dei faraoni.
Il primato di presenza delle donne lo hanno ottenuto nella scuola elementare e media, le donne sono entrate anche nell'avvocatura e tra i magistrati e non mancano nella politica, dove si stanno mostrando le più dure e battagliere specialmente quando rivendicano la parità dei diritti. Dunque, rispetto al passato, l'impiego politico delle donne è grande, ma ancora maggiore è nel mondo impiegatizio e operaio. La maggior parte hanno degli impieghi mentre solo il 30% delle donne può attendere solo alla casa o ai figli, il resto è costretta a dividersi in due: metà del tempo da dedicare al lavoro e l'altra metà alla famiglia.
La gavetta per le impiegate è dura e lunga e le soddisfazioni sono poche specialmente quelle economiche. L'inflazione galoppa e i generi alimentari crescono in proporzione inversa allo stipendio. Si calcola che nel settore delle telecomunicazioni il 16% delle donne arriva alla dirigenza. Qualcuno sostiene che poco si è fatto, il più resta da fare ma sono anche molte le donne che sostengono di sentirsi realizzate nel badare solamente all'educazione dei figli. C'è chi invece crede nella libertà e preferisce la vita da single: sola, ma libera, indipendente da tutti.
La verità e ché anche se molte donne preferiscono limitarsi alle cose che facevano un tempo (badare alla casa e ai figli), questa è una loro scelta di vita ma che non sono obbligati a fare come invece accadeva in passato.
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Tema sulla felicità

Tema Svolto:
Per alcuni la felicità consiste nella ricchezza, per altri nella fortuna, altri ancora credono felici chi è sano, chi non ha dolori, contrasti, problemi e avversità. Sono considerati felici gli individui forti, padroni di sé e dotati di un proprio carattere. Io credo felice chi non si fa affossare dalla materialità, chi si diverte con poco ma soprattutto chi è sereno nell'animo. Per dire dove sta la felicità dobbiamo ritornare alla filosofia antica che insegnava che la felicità è dentro di noi, non fuori.
La maggior parte delle persone soffre di un generale malcontento, dovuto all'intima convinzione che, per essere felici, occorre anzitutto essere liberi di fare quello che si desidera, che occorre possedere molte ricchezze e che si debba essere amati. C'è anche chi è felice quando esercita la forza fisica o quando impone agli altri la propria volontà.
Un ostacolo molto grave alla felicità e la fatica fisica, che l'uomo deve compiere per poter sopravvivere, e quella nervosa che deve sopportare per vincere l'ansia. Anche l'invidia toglie la felicità agli uomini inducendo desideri di rivincita e di confronto, ad esempio popoli più poveri invidiano i ricchi, i contadini vedono le fabbriche come unica certezza economica, i malati invidiano la salute degli altri.
Non pochi sono quelli che soffrono per il fatto che il loro modo di vivere non riceva l'approvazione del gruppo sociale al quale appartengono. Così per non rimanere isolati in un ambiente ostile, si accetta la condizione di imitare gli altri pur sapendo che questa non è il carattere naturale. Ciò è fonte di dolore e di rinuncia alla conquista della libertà dello spirito. La felicità vera è rara, e spesso consiste più in una condizione interiore che nel possesso di beni materiali. L'uomo è stato sempre preso dalla ricerca di risposte sul senso della vita, sul perché della propria felicità o infelicità, e la convivenza di averle e non averle trovate ha contribuito a determinare il suo modo di sentirsi. Quando una persona è adulta, esser o non esser felici dipende dalle risposte che si dà a tali interrogativi, dal sapere affrontare gli impegni, superare le avversità, sperare nel domani, dare un senso alla propria vita. Per i giovani privi ancora di molta esperienza e di saldo equilibrio, felicità e infelicità scaturiscono dal quotidiano in modo più immediato e meno ragionato, e contribuiscono a formare il loro modo di sentirsi anche piccole cose o avvenimenti che non avrebbero molta importanza considerati da soli. Un vestito nuovo, l'ultima generazione di telefono o computer che per un adulto possono rappresentare un momento di relax, per un ragazzo possono essere motivo di felicità vera. Molti giovani ipersensibili ed introversi si sentono però oggi in balia di se stessi, di una frustrazione desolata, frutto spesso di eccessivo permissivismo e di precoce responsabilità concessagli. Si sentono soli e la solitudine è uno dei mali peggiori della nostra epoca. Tutto questo li porta ad essere infelici fino ai casi peggiori, al suicidio, perché la vita per loro è insopportabile. Si assiste oggi alla robotizzazione dell'uomo, non solo dovuto alla meccanizzazione in fabbrica, ma anche alla piattezza della vita di tutti i giorni, una vita che sembrerebbe frenetica e attiva, ma che in realtà ha automatizzato anche i suoi valori.
Tutte le sfere sono correlate a meccanismi autonomi di comportamento, per cui anche i desideri degli uomini vengono standarizzati. Lo scopo della vita è essere felici e la società del benessere ci fa credere che si avrà la felicità se si avranno appagati i sensi. E' facile cedere alla seduzione delle ricchezze o del potere, perché essi offrono il miraggio della felicità; ma come può essere felice chi bada unicamente ad accumulare "roba" placando i sensi e non lo spirito?
Oggi, purtroppo, molti hanno dimenticato valori indiscutibili che dovrebbero invece aiutare a vivere. Si agisce spinti dai bisogni materiali, incuranti di calpestare i vicini, chiusi in un cupo egoismo che la società dei consumi fa aumentare sempre più. Esaurite, perché già conquistate le mete di un tempo (casa, automobile, vacanza) si è allungato il passo per conquistare la seconda casa, la seconda auto ecc finché finiti i bisogni si vorrebbe arrivare ad una grande ricchezza, ad un enorme potere. La lussuria non conosce limiti e le barriere che separano il lecito dall'illecito vengono spesso abbattute in nome della legge del profitto e della speranza di raggiungere una felicità che però è falsa e basata su beni materiali. Saper sorridere per un fiore che sboccia, per il sole che splende, per la primavera che ritorna lentamente per vivere sono cose che potrebbero piacere ad un bambino ma un ragazzo o un adulto pur essendo felici nel vedere queste meraviglie non hanno il coraggio per farlo, sarebbe troppo imbarazzante per loro avere lo stesso stato d'animo di un bambino.
L'uomo pur avendo tante cose e tanta libertà, non è felice perché la felicità consiste invece in uno stato d'animo particolare che ci fa sentire in pace con noi stessi, soddisfatti di quello che si è, di quello che si ha, di quello che si dà agli altri, contenti dello scopo che si è dati alla vita. Felici si è quando si dona, si ama, si capisce, si tollera e si agisce coscientemente. Non mi sento di dare una definizione precisa della felicità perché non sono riuscita a trovarla nemmeno gli scienziati dopo anni di studio e di ricerche ma se potessi dare un mio parere la felicità è un qualcosa che si riscopre col tempo e che non si limita semplicemente al sorriso o al buon umore, dato che secondo me, anche le esperienze negative ne fanno parte, pur essendo cose tristi sul momento col passare del tempo si trasformeranno in eventi divertenti da ricordare e da raccontare.

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Diagonale del Rettangolo stesso Perimetro del Quadrato

Un quadrato ha la diagonale lunga 6,364 cm. Calcola la misura della diagonale di un rettangolo avente lo stesso perimetro del quadrato e avente l'altezza i 4/5 della base. ( ris. 6,403 cm)

Soluzione:

Lato del quadrato = diagonale diviso radice quadrata di due

6,364 / √¯ 2 = 6,364 / 1,4142 = 4,5 cm --- lato del quadrato

4,5 * 4 = 18 cm --- perimetro del quadrato, e del rettangolo

18 / 2 = 9 cm --- base più altezza del rettangolo

9 / ( 4 + 5 ) * 4 = 4 cm --- altezza

9 / ( 4 + 5 ) * 5 = 5 cm --- base

Applico il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo che ha la diagonale per ipotenusa e per cateti la base e l'altezza, e trovo la misura della diagonale

√¯ ( 5² + 4² ) = √¯ 41 = 6,403 cm --- DIAGONALE del rettangolo
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Calcolo perimetro e area del Trapezio

In un trapezio rettangolo il lato obliquo, la base maggiore e la diagonale minore misurano rispettivamente 150 cm, 288 cm e 150 cm. Calcola il perimetro e l'area del trapezio. ( ris. 624 cm; 9072 cm² ).

Svolgimento:
Il lato obliquo, la base maggiore e la diagonale minore formano un triangolo isoscele, quindi la base minore misura metà della base maggiore

Base minore = 288 / 2 = 144 cm

applico il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo che ha la diagonale minore per ipotenusa e per cateti la base minore e l'altezza del trapezio, e trovo la misura dell'altezza

Altezza = √¯ ( 150² - 144² ) = √¯ 1.764 = 42 cm

Somma delle basi = 288 + 144 = 432 cm

Area = 432 * 42 / 2 = 9.072 cm²

Perimetro = 432 + 42 + 150 = 624 cm
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Area del Rombo con perimetro e diagonale

Un rombo ha il perimetro di 148 cm e una diagonale lunga 24 cm. Calcola l'area del rombo. ( ris. 840 cm² )

Svolgimento:

Il rombo ha tutti è quattro lati congruenti, quindi prendiamo il perimetro, lo dividiamo per 4 ed abbiamo il valore di un lato.

L = 148 : 4 = 37 cm

In questo modo si vengono a creare 4 triangoli rettangolo interni. Se ne prendiamo uno a caso ad esempio il triangolo COB, questo è formato dal lato, da metà diagonale e dall'altezza (che sarebbe metà dell'altra diagonale) che non abbiamo.

Metà diagonale = 24 : 2 = 12 cm

d/2 = √37² - 12² = √1369 - 144 = √1225 = 35 cm

Essendo la diagonale il doppio bisogna moltiplicare il 35 per 2.

D = diagonale maggiore = 35 x 2 = 70 cm

Abbiamo entrambe le diagonali e quindi adesso si può benissimo calcolare l'area del rombo moltiplicandole tra di loro e dividendo il risultato per 2.

Area = (D x d) : 2 = 70 x 24 : 2 = 840 cm²
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Tema sulla Famiglia

La famiglia è il primo nucleo della società, è la base della nazione, il santuario degli affetti, senza famiglia non esisterebbero né la società, né la nazione, né lo stato. Sia i giovani sia i vecchi senza una base familiare sono come relitti in balia della tempesta. La famiglia è per i giovani e i ragazzi il faro della salvezza e il rifugio dei naviganti. Ogni uomo, infatti è come un navigante che affronta pericoli e difficoltà: molti di questi si risolvono nel senso della famiglia. Là si condividono gioia e amarezze.

Tema Svolto:
Per formare una famiglia, per legge naturale occorrono coniugi. Affinché la famiglia venga considerata completa, bisogna che siano procreati e che esistano i figli.
La legge considera la famiglia come un istituto sociale e politico con eguali diritti e doveri dei coniugi. Marito e moglie cooperano al raggiungimento dello stesso fine: l'educazione dei figli e il reciproco aiuto. L'arte più difficile è quella di educare i figli. I maestri difficilmente la posseggono integralmente, i genitori la sentono e la praticano d'istinto. Ciò avviene per affinità di sangue che è in loro nei figli. La donna per disposizione naturale riesce, più del marito a dialogare e ad intendersi con i figlioli.
Per quanto i filosofi e i sociologi abbiano indagato, non hanno scoperto altra istituzione sostitutiva alla famiglia che procede per diritto naturale: usanze e costumi invecchiano e scompaiono, la famiglia dura eternamente quanto l'umanità.
E' vero che in molti coniugi c'è difficoltà d'intendersi e cooperare per diversità di caratteri e sentimenti, ma lo sforzo per la concordia è quello che fa approdare ai migliori risultati. Con le separazioni ed i divorzi non si sono mai ottenuti risultati soddisfacenti ma soltanto surrogati illusioni perché quello che soprattutto serve nella vita è l'appoggio della famiglia.
Quando l'adolescente è diventato un uomo maturo, si forma una famiglia propria, ha nuovi affetti e legami ma quello con i genitori ed i fratelli resteranno inalterati o saranno approfonditi.
Il diritto di famiglia è stato scosso dai principi illuministici egualitari, marxisti e democratici. Soprattutto si è ricordata la parità dei diritti fra i coniugi, ma il principio giuridico è sempre astratto e obbedisce spesso a istanze politiche. In realtà in famiglia c'è sempre unità, c'è affetto e di conseguenza con l'unità vi è la concordia. Ma quando una coppia scoppia ed entra in gioco l'avvocato per la spartizione dei beni o dei figli la questione può degenerare.
La divisione dei beni se da un certo punto di vista è un vantaggio da altri è un danno: può dar luogo a discordie. Sposandosi l'individuo riceve molti vantaggi ma va incontro anche a tante pesanti responsabilità verso il coniuge ed i figli, si assume dei doveri ai quali deve sentirsi onorato di far fronte.
Non c'è ragazzo più felice di quello che va d'accordo con i suoi genitori, si confida con loro, si fa consigliare: i genitori amano i figli e si può stare certi che daranno sempre loro dei buoni consigli e li avvieranno per la strada giusta. C'è da rattristarsi nel vedere quei ragazzi sciagurati che contestano i genitori, fuggono da casa, rivendicano la libertà, ascoltano e seguono le cattive compagnie o vogliono bruciare le tappe!
Io non credo che la famiglia possa venir travolta dai cataclismi sociali, né esistano sistemi educativi severi e liberali. Ogni padre e madre si comporta con i loro figli in base al proprio carattere. La pedagogia è sempre stata a cuore alle famiglie e agli Stati; se n'è discusso molto dell'importanza di tale argomento pressoché inesauribile. Vi sono migliaia di metodi educativi, tutti validi, tutti rispecchianti una porzione della realtà, ma nessuno coglie il vero nocciolo della questione. Se la parola famiglia proviene dal latino e significa servo, in famiglia siamo tutti servi, il padre dei figli così come i figli della madre, ma questa servitù è intesa come segno di rispetto e concordia e non di schiavitù. L'unione familiare diventa felicità quando è completa sotto ogni aspetto: idee, sentimenti, volontà e intenzionalità. Il matrimonio non è una celebrazione folcloristica d'altri tempi: è la consacrazione ufficiale di un impegno che si assume davanti a tutti, davanti ai parenti, alla società dello Stato e per i credenti, anche davanti a Dio. Bisogna ricordare che il matrimonio da gioie, ma impone doveri che non si possono disattendere.
Nel matrimonio l'uguaglianza è nominale e politica, in realtà ad ognuno dei coniugi spetta un compito diverso pur nella piena parità e reciproca assistenza; la donna di solito si occupa della casa e dei figli ma nella società moderna, tuttavia, più giustamente, la donna svolge un compito importante anche in ambito lavorativo e molte volte è lei ad essere aiutata dall'uomo come nel caso delle faccende domestiche. Non sempre in famiglia predomina il maschio, nella maggior parte, specialmente nella famiglia moderna ha la supremazia la madre in quanto sa amministrare il patrimonio, ha cura della casa e conosce meglio i figli.
Una famiglia senza figli è come un albero senza frutti e alla fine anche le coppie sposate che non volevano figli in gioventù torneranno sulla loro decisione e se sono in tempo li faranno e se la decisione viene presa troppo tardi penseranno di adottarne uno. Io appartengono ad una famiglia per bene e fortunata, dove sono vivi, vegeti e operanti ambedue i genitori, e la loro vita in famiglia non è monotona, né frenetica in quanto siamo in tre figlioli che raccontiamo spesso e volentieri le nostre avventure scolastiche ed extra scolastiche e così i genitori non avranno modo di annoiarsi.
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Calcolare il perimetro e l'area del triangolo rettangolo

In un triangolo rettangolo la somma delle lunghezze dell'ipotenusa e di un cateto misura 64,8 cm e l'ipotenusa è i 13/5 del cateto. Calcola perimetro e area del triangolo. risultato 108 cm ; 388,8 cm².

Svolgimento:
13/5 + 5/5 = 18/5 somma cateto ipotenusa in frazione

64,8 : 18 = 3,6 cm unità frazionaria

3,6 * 13 = 46,8 cm ipotenusa

3,6 * 5 = 18 cm cateto

√ 46,8² - 18² = 43,2 cm l'altro cateto

43,2 * 18 /2 = 388,8 cm² area

43,2 + 18 + 46,8 = 108 cm perimetro
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Somma Lunghezza Ipotenusa Cateto del Triangolo Rettangolo

In un triangolo rettangolo la somma delle lunghezze dell'ipotenusa e un cateto misura 196 cm e la loro differenza 169 cm. Calcola perimetro e area del triangolo . risultato 378 cm; 1228,5 cm².

Svolgimento:
( 196 - 169 ) / 2 = 13,5 cm --- cateto

13,5 + 169 = 182,5 cm --- ipotenusa

col teorema di Pitagora trovo l'altro cateto

√¯ ( 182,5 * 182,5 - 13,5 * 13,5 ) = √¯ 33.124 = 182 cm --- cateto maggiore

196 + 182 = 378 cm --- PERIMETRO

182 * 13,5 / 2 = 1.228,5 cm² --- AREA
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Somma Lunghezze Cateti Triangolo Rettangolo

In un triangolo rettangolo la somma delle lunghezze dei due cateti misura 154 cm e uno è i 3/4 dell' altro. Calcola il perimetro e l'area del triangolo. risultato 264 cm; 2904 cm².

Svolgimento:
Non mi ricordo del motivo esatto per cui si fa questa operazione ma comunque va svolto così:

3 + 4 = 7
cateto minore = 154 x 3 : 7 = 66 cm
cateto maggiore = 154 x 4 : 7 = 88 cm

Come puoi notare la somma di 66 + 88 dà 154, quindi i numeri non me li sono inventati. Ma ancora non abbiamo finito perché abbiamo i due cateti ma non conosciamo l'ipotenusa e dobbiamo calcolarla con il teorema di Pitagora:

i = √c² + C² = √66² + 88² = √4356 + 7744 = √12100 = 110 cm

Per il perimetro basta fare la somma dei lati rispettivamente cateto minore, maggiore ed ipotenusa:

P = 66 + 88 + 110 = 264 cm

Per calcolare l'area fai:

Area = cateto minore x cateto maggiore ed il risultato diviso 2

A = 66 x 88 : 2 = 2904 cm²
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Triangolo Rettangolo Perimetro e Area

In un triangolo rettangolo l'ipotenusa misura 170 cm e un cateto è i 4/5 dell' ipotenusa. Calcola perimetro e area del triangolo. risultato 408 cm; 6936 cm².

Svolgimento:
Se il cateto rispetto all'ipotenusa è 4/5 significa solo una cosa: che è più piccolo dell'ipotenusa e che quindi bisogna moltiplicare prima per 4 e poi dividere per 5.

c = 170 x 4 : 5 = 136 cm

Adesso applichiamo il teorema di Pitagora per trovare l'altro cateto e, se il cateto che calcoliamo è minore rispetto al cateto precedente significa che è il cateto minore, se è maggiore rispetto al cateto precedente significa che è il cateto maggiore.

c = √i² - c² = √170² - 136² = √28900 - 18496 = √10404 = 102 cm (significa che questo è il cateto minore)

Adesso sommiamo entrambi i cateti ed anche l'ipotenusa per trovare il perimetro:

P = i + c + C = 170 + 136 + 102 = 408 cm.

Per trovare l'area senza il bisogno di calcolare l'altezza c'è la formula che moltiplica i due cateti e poi bisogna dividere il risultato per 2:

A = (c x C) : 2 = (136 x 102) : 2 = 6936 cm²
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Perimetro Triangolo Rettangolo con Cateto e Area

In un triangolo rettangolo, avente l'area di 24,3 mq, un cateto misura 4,5 m . Calcola il perimetro del triangolo. risultato 27m.

Svolgimento:
Dall' area e dal cateto conosciuto, calcoliamo l' altro cateto
C = (A*2)/c = (24,3*2)/4,5 = 10,8 m

Pitagora per calcolare l' ipotenusa
i = √(C²+c²) = √(10,8²+4,5²) = √137,05 = 11,7 m

Perimetro = C+c+i = 10,8+4,5+11,7= 27m
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Ipotenusa Cateto maggiore Triangolo Rettangolo

Ipotenusa e cateto maggiore di un triangolo rettangolo misurano rispettivamente 3,9 cm e 3,6 cm. Calcola perimetro e area del triangolo. risultato 9 cm; 2,7 cm².

Svolgimento:
Avendo l'ipotenusa e il cateto maggiore possiamo avvalerci del Teorema di Pitagora per trovare il cateto minore:

c = √3,9² - 3,6² = √15,21 - 12,96 = √2,25 = 1,5 cm

Quello che ci siamo trovati era il lato mancante e se lo aggiungiamo all'ipotenusa e al cateto maggiore otteniamo il perimetro del triangolo rettangolo:

P = c + C + i = 1,5 + 3,9 + 3,6 = 9 cm

L'area del rettangolo si trova applicando la formula base per altezza diviso 2, ovvero:

A = (b x h) : 2

ma noi l'altezza non la conosciamo e per calcolare l'area potremmo utilizzare la formula di Erone che utilizza il perimetro oppure la formula qui sotto che moltiplica il cateto maggiore per il cateto minore e divide il risultato per 2.

A = (3,6 x 1,5) : 2 = 2,7 cm²
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Tema: Il segreto della Felicità

Vi sono filosofi intellettuali che negano l'esistenza della felicità. Per loro noi viviamo nella sofferenza e nel pessimismo; terminata la paura del dolore, che chiamiamo gioia, entriamo in un nuovo dispiacere e sempre ci illudiamo che questo termini presto e ceda il posto alla gioia. Pochi uomini intelligenti e acuti come il Leopardi, riescono ad aprire gli occhi sulla verità, ma nessun altro è più infelice di loro.
A questa visione pessimistica, quasi dolorante dell'essenza della vita umana mi pare giusto obiettare osservando profondamente le mie esperienze e quelle delle persone che mi sono vicine. Anzitutto vorrei dire che i momenti di serenità, per l'individuo possono essere più numerosi di quelli del dolore. Tra la serenità e il dolore possono interporsi strati o zone di grigiore, d'uniformità e monotonia, ma questi non rappresentano vere immagini del dolore. Molti giovani hanno già sofferto per le disillusioni e non intravedono un avvenire, non godono d'indipendenza ed autonomia e non si compiacciono di ideali. Per loro, la vita scorre priva di attrattive, di gratificazioni, di scopi, per qualcuno pur giovane e prestante fisicamente è valsa la pena di suicidarsi.
Il suicidio è un atto di sfida alla vita. L'Ariosto, nell'Orlando Furioso, fa credere che noi siamo degli Orlandi che inseguono sempre un Angelica, senza mai raggiungerla e che quello che desideriamo con i nostri sensi ci è negato dalla ragione. Seneca, forse il massimo dei pensatori romani, riteneva che la felicità stia nell'imperturbabilità dello spirito: cioè nel non lasciarsi travolgere dalle passioni o sconfiggere dalle avversità e dal dolore. Anche nella morte di persone care si trovano motivi di consolazione: uno fra questi è la solidarietà umana, l'altro è orgoglio di dire a se stesso di aver superato mille difficoltà.
Gli antichi filosofi si accanirono particolarmente nel voler scoprire l'essenza della felicità e la facoltà che in essa si nascondesse ma tutti convennero che era cosa assai importante scoprirla ma nessuno vi riuscì.
La felicità anche ai filosofi recenti, appare un qualcosa che si crede di aver raggiunto ma che in breve tempo ci si accorge di averla smarrita. Il Leopardi nello studio accanito di essa rileva che l'impressione della felicità sta nell'illudersi che essa vi sia e si compia la domenica, il giorno di festa, mentre nella vigilia, il sabato, tutti vivono verso sera, nell'ansiosa aspettazione. Ma nessuna domenica secondo il poeta, reca con sé le gioie fatte balenare alla fantasia e all'immaginazione. Io credo che le gioie si avvicendino con i dolori e che le une siano come la condizione degli altri.
Si pensa alla legge di compensazione per i contrari: quanto più grande è stato il dolore, tanto maggiore sarà la gioia. Per alcuni le gioie provengono dal possesso di beni materiali come l'automobile, una grande somma di denaro, una bella casa mentre per altri dalla salute, nel caso di quest'ultima chi la possiede non l'apprezza e la desidera fortemente chi non l'ha ed è malato. Infatti la malattia ci impedisce lo svolgimento di ogni mansione fisica e mentale.
Le cose brutte che ci procurano dolori sono le malattie, la morte delle persone care i dispiaceri, le preoccupazioni economiche, la mancanza di lavoro e il tradimento. Certi dolori sul piano dello spirito arrecano maggior danno di quelli fisici. Vivendo secondo i ritmi naturali siamo felici, vivendo al contrario ci sentiamo depressi. Il che significa che dobbiamo organizzare le esigenze naturali con quello dello spirito e dell'intelletto. Esistono piaceri e felicità che dipendono da noi: i viaggi, le esplorazioni, i buoni risultati nello studio, un buon posto di lavoro, il successo. Vi sono molte cose che dipendono da noi stessi e dai sacrifici che sappiamo imporre, pur di raggiungerle. Per fare un esempio una brava indossatrice non diventi tale per caso o per legge di natura. Per raggiungere questi traguardi, ha dovuto prepararsi, fare esperienze o rinunce. Dipende da noi evitare certi mali e scegliere certi beni. La felicità è un misto di beni spirituali e materiali, ma vorrei dire che quello dello spirito hanno la prevalenza, dato che il mangiar bene e il possedere molto, il rincorrere piaceri materiali su piaceri non ci soddisfa mai interamente. La felicità spesso sta nel raggiungimento dell'ideale che è diverso per ogni individuo. Spesso riponiamo la felicità nel denaro o in cose o persone fuori di noi e questo è un errore in quanto la maggior felicità sta in noi stessi e l'unico bene che portiamo sempre con noi, anche dopo la morte, è il bene che abbiamo fatto.
Molte persone ci illudono, ci ingannano e ci tradiscono, ma il nostro spirito carburato dalle avversità, non ci tradirà mai. Vi sarebbe motivo di infelicità a parere degli storici se noi personalmente fossimo immuni dal dolore ma in questo modo saremmo degli esseri non umani, una specie di robot senza cuore e senza anima. La felicità, per alcuni, sta appunto nel sopportare con forza il male e il dolore fisico, nell'aver coraggio e sopportazione, nella coscienza delle comuni sofferenze. Un uomo che combatte e vince la sua battaglia si riscopre forte. Il segreto della felicità sta in noi e dipende da noi scoprirlo e farne un'antidoto contro le difficoltà della vita. C'è in noi il buono e il cattivo umore che non dipendono dalla volontà ma che sono tenuti a freno e dominati dalla ragione. Oltre alla ragione, noi possiamo valerci della mente, dell'intelletto, dell'intuizione, della coscienza. Tra gli atteggiamenti che si risolvono in dolore vi sono l'egoismo perché non si ha la possibilità di condividerlo con qualcuno; per i religiosi, invece, è la mancanza di fede un fattore di dolore. Ma una cosa è certa: per essere veramente felici bisogna fare le cose con la propria testa anche andando fuori dagli schemi che ci implica la società in cui viviamo purché la propria felicità non vada a calpestare quella degli altri.
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Tema sul Decadentismo

L'espansione della società borghese e lo sviluppo di nuovi orizzonti culturali e scientifici trovarono una singolare resistenza e contraddizione nell'atteggiamento degli artisti. Soprattutto nei paesi dove è più forte la spinta del progresso tecnico, dell'industria, della nuova cultura scientifica, l'artista sceglie un'opposizione radicale riallacciandosi alle forme più diverse della tradizione o tentando esperienze nuove e sconvolgenti tende a porsi contro il buonsenso borghese. Contro la fede nella scienza e contro il progresso.
Queste nuove tendenze si affermano a partire dagli anni 50, specialmente dopo l'influsso dell'andata rivoluzionaria del 1848 con l'assestarsi dei paesi europei, una data fondamentale è il 1857 quando in Francia appaiono due opere eccezionali che suscitano scandali e subiscono anche dei processi. La raccolta politica Les Fleurs Du Mal (I fiori del male) di Charles Baudelaire e il romanzo di Madame Bovary du Gustave Flaubert.
Lo spirito radicalmente negativo delle nuove forme artistiche mostra molti punti in contatto con la cultura romantica, esse però non vanno considerate come un semplice prolungamento del romanticismo perché incarnano un culto dell'arte assai più distruttivo, concentrato sulla solitudine e sulla libertà dell'artista, non con i suoi legami con la comunità e con i valori nazionali.
Il termine utilizzato per definire i caratteri particolari di gran parte dell'arte della 2° metà dell'800 e ancora dell'900 è Decadentismo (evidenzia la decadenza dell'intera civiltà). Tale termine ebbe all'origine un senso negativo perché usato dai critici contro alcuni poeti che esprimevano la crisi di valori dell'ultimo '800, sconvolto dall'evoluzione dell'industria dai conflitti di classe. Questi poeti avvertivano il fallimento del sogno più ambizioso del positivismo: la presunzione che la scienza sarebbe riuscita a dare una spiegazione razionale ed esauribile al mistero della vita. La ragione ripudiata a favore delle forze oscure, da subcosciente viene rigettato lo storicismo, la vita diviene una successione di attimi e di rivelazioni improvvise.
Si ha da una parte il simbolismo e dell'altra il misticismo estetico. Dal momento che la realtà non si può conoscere (la scienza con la religione) soltanto la poesia può attingere al mistero. La poesia diviene così la più alta forza di coscienza. La parola non è più utilizzata come elemento del discorso logico ma perché la sua virtù evocativa e suggestiva viene infranta e nasce così la poesia frammentata densa di simbolismo. Il poeta non è più il vate romantico, guida e coscienza dei popoli, ma è il veggente sacerdote dell'universo.
Da questi principi sono nate molte mode letterarie. Il simbolismo francese con Baudelaire, Mallarmé e l'estetismo con Huysmans (in Italia c'era D'Annunzio), si aggiungono poi i vari miti del superuomo di Nick.
Il Decadentismo non è una corrente ma un modo di vedere dell'uomo di fronte alla realtà, non si chiude in questo periodo storico ben determinato, ma per vie sotterranee giunge fino a noi. Infatti la letteratura del '900 ripropone il problema dell'esistenza umana, la ricerca di una luce che in qualche modo riscatti l'ombra dal dolore e della morte.
In Italia vi sono tracce del Decadentismo con la scapigliatura. Il rappresentante è D'Annunzio che si riallaccia all'estetismo e che interpreta che del Decadentismo gli aspetti più plateali e il Pascoli vi aderisce intuitivamente e si allaccia al simbolismo.
Il Decadentismo fu un fenomeno europeo che si impose dagli ultimi decenni dell'800 fino al primo decennio del '900. Esso seguì una reazione alla mentalità positiva, che aveva ormai chiaramente deluso. Troppo evidenti erano le contraddizioni all'ottimismo scientifico: le gravi condizioni in cui viveva molta parte della popolazione, i conflitti di classe, le lotte imperialistiche e coloniali.
Per tale motivo presero voce tendenze opposte, più o meno, irrazionalistiche. Occorre però preavvisare che a differenza del romanticismo il decadentismo fu una reazione meno vigorosa, dai toni smorzati e fiacchi. Lo stesso termine che definì tutto quel movimento artistico spirituale è chiaramente negativo, a testimonianza di una certa stanchezza morale e non a caso si paragonò tale situazione alla decadenza dell'Impero Romano e che in effetti in tutta l'Europa la borghesia stava vivendo una profonda crisi ideale, dopo aver creato una nuova società oggettiva, storica e sociale della realtà e non volle proporsi come strumento d'affermazione di nuovi ideali civili e morali, non si risolve innanzitutto alla ragione ma all'inconscio; di conseguenza il linguaggio risulta spesso oscuro, simbolico e metaforico.
Nacque proprio in quegli anni la psicanalisi di Freud con ovvi influssi nel campo letterario. Il Decadentismo non si accontenta di un nulla scavato sotto la superficie delle cose. Questa volontà di coscienza e di appagamento prese da direzioni diverse. Da un lato vi fu l'ossessivo tema della morte e dell'oscuro mistero della realtà, indagato attraverso l'estasi, l'esaltazione, la malattia, il delirio, il sogno anche artificiosamente prodotti per mezzo di droghe e alcool: era la figura del poeta maledetto.
All'estremo opposto si affermò una sorta di sorta di vitalismo inteso come sfrenato e istintivo appagamento dei sensi, in cui erano esaltati il piacere, la forza e l'irrazionalità, era la figura dell'estetico D'Annunzio colui che spinse la propria esistenza lontano dal reale, creando sensazioni e piaceri raffinati.
In Francia le prime forme apparvero con Mallarmé che utilizzò tecniche simboliste. Più tardi Proust, facendo rivalutazioni e proprie le scoperte di Freud, indicò come scopo primo dell'arte la lotta contro il tempo passato e l'essenza delle cose andate.
Joyce inventore del monologo interiore, le cui opere si avvalsero di una profonda analisi psicologica e i cui personaggi non vivono fatti concreti, bensì sensazioni, ricordi, sentimenti.
In Italia i Decadenti furono Pascoli e D'Annunzio, entrambi erano contro il positivismo. Il primo si rifugiò con malinconia e dolore in un mondo poetico intimo e familiare fatto di piccole cose umane e naturali, è il nido che difende da un mondo esterno anonimo e ostile ed è la poetica del fanciullino che gli permette di realizzare ciò. D'Annunzio reagisce violentemente abbracciando di volta in volta miti irrazionali, ha una visione caotica, illogica e assurda. Le sue opere sono cariche di drammi esistenziali quindi costretti a capire di avere una specie di maschere, una forma con cui si adatta alla convenzione la vita, il risultato è la solitudine, l'incomunicabilità espressi nel teatro Pirandelliano.
Più tardi Svevo capace di esagerare introspezioni psicologiche da cui emerge un grigio senso di inutilità dell'esistenza. Si innestano due correnti letterarie italiane: crepuscolare e futurista.
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