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Quando finisce l'inverno?



Anche se in inverno si possono fare tante attività interessanti come andare a sciare, costruire pupazzi di neve, trascorrere del tempo insieme ai propri cari durante le vacanze di Natale e festeggiare l'inizio del nuovo anno, pare sia la stagione più odiata tra le quattro. Le mattine risultano essere buie e fredde e con queste condizioni climatiche non si ha nemmeno la voglia di mettere un piede fuori dal letto; diventa necessario equipaggiarsi adeguatamente indossando numerosi indumenti quale cappello, cappotti, sciarpa, guanti, scarpe pesanti; si è costretti ad accendere i riscaldamenti con un incremento dei costi in bolletta. Pare che l'odio verso la stagione invernale sia da attribuire principalmente al freddo e la gente non fa altro che chiedersi quando finirà il freddo, che è una caratteristica tipica della stagione invernale. Se volete sapere quando finisce davvero l'inverno, usate il nostro strumento online che vi darà sempre la risposta esatta!



Indice




Inverno online: inizio e fine












Come si usa?

Il nostro potentissimo strumento è in grado di calcolare il giondo esatto dell'inizio e della fine dell'inverno. Tutto quello che dovete fare è indicare l'anno in corso e poi premere il pulsante OK. Esso vi dirà quando inizia l'inverno e quando finisce andando a indicare anche a quale giorno della settimana corrispondono.

Attualmente è già inserita la data 2023, e per ottenere le due date vi basterà un semplice click!

Il calcolatore funziona anche per le date passate (fino al 1990) e per le date future (fino al 2100). Per non cancellare manualmente l'anno inserito nello spazio dedicato ai numeri, abbiamo inserito il pulsante RESET.



Quando finisce l'inverno: rapido ripasso

Inizio inverno Fine inverno
Emisfero boreale 21/22 dicembre 19/21 marzo
Emisfero australe20/21 giugno 22/23 settembre


L'Italia e l'Europa si trovano nell'emifero boreale, pertanto l'inverno ha inizio il 21 o il 22 dicembre (Solstizio d'inverno) e finisce il 19, il 20 o il 21 marzo (Equinozio di autunno). E il nostro strumento online fa riferimento esclusivamente a questo emisfero.

In occasione dell'Equinozio di primavera, ultimo giorno di inverno, avremo esattamente 12 ore di giorno e 12 ore di notte! Da questo giorno in poi le ore di luce andranno ad aumentare e di conseguenza quelle di buio andranno a diminuire.

Per chi invece vive nell'emisfero australe, l'inverno ha inizio il 20 o il 21 giugno e termina il 22 o il 23 settembre.
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Come si dice Boh in inglese



Quando non sappiamo rispondere a una domanda e siamo così insicuri della risposta da dare che, per paura di andare completamente fuoristrada, alziamo le spalle e diciamo un secco "Boh!" oppure un prolungato "Bohhhh!". Il problema è che se lo andrete ad usare durante una conversazione in inglese, lascerete il vostro interlocutore interdetto perché quel suono non sarebbe normale per lui come invece lo è per noi. Sapevate che anche nella lingua inglese esiste l'equivalente dell'italiano "Boh"?





Boh in inglese

In questa pagina andremo a vedere come si può tradurre l'espressione "bho" in inglese, sia nella forma abbreviata sia sotto forma di espressioni più lunghe.



Boh: come si traduce?

In italiano In inglese
Boh idk


Nella lingua inglese non è presente l'espressione "bho", bensì "idk", che è l'abbreviazione di "I don't know" (Non lo so). La differenza sta nel fatto che in Italia abbiamo creato un suono per una parola che riassume la nostra ignoranza, mentre nella lingua inglese sono tutte parole che hanno un senso compiuto.



Alternative a IDK

Se non volete usare questa forma abbreviata, né tantomeno la versione estesa che sono usate con lo stesso significato dell'italiano "bho", allora potreste usare una delle frasi seguenti.

No idea.
Nessuna idea. / Non lo so.
I can't understand a word you are saying!
Non capisco una parola di quello che dici!
I haven't got a clue!
Non ho idea!
It's a mystery to me!
È un mistero per me!
I haven't the faintest idea.
Non ne ho la più pallida idea.
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Calendario scolastico 2022-2023: tutte le date



Il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) ha definito il calendario scolastico 2022-2023 per ogni regione d'Italia e per le province di Trento e Bolzano. Tuttavia ci teniamo a ricordare che il Consiglio di Istituto di una scuola può eseguire un adattamento del calendario scolastico, risultando così diverso da quello ufficiale. D'altronde basta rispettare il numero minimo di 200 giorni di attività scolastica come prevede la normativa nazionale: se si aggiunge un giorno di vacanza in più (come potrebbe capitare per i ponti) e poi lo si toglie da un altra parte, il risultato non cambia.


Calendario scolastico 2022-2023

In questa pagina trovate il calendario scolastico 2022-2023 di tutte le regioni italiane, vi basterà solamente selezionarne una e la pagina scorrerà verso il basso dove è presente il calendario scolastico della regione che avete scelto. Ogni calendario scolastico regionale include: la data del primo giorno di scuola, la data dell'ultimo giorno di scuola, le vacanze di Pasqua, di Natale, di Carnevale ed eventuali ponti nel quale non si deve andare a scuola. Dove non sono presenti informazioni riguardanti i giorni di vacanza di alcune regioni, come quelle di carnevale o altri ponti, vuol dire che non sono previsti, anche se alcuni istituti potrebbero decidere di adattare il calendario scolastico e chiudere ugualmente le scuole.





Festività nazionali

In occasione delle festività nazionali non è prevista scuola in nessuna regione d'Italia. Di seguito sono indicati i giorni di festività in Italia.
  • 1 novembre 2022: festa di tutti i Santi;
  • 8 dicembre 2022: Immacolata concezione,
  • 25 dicembre 2022: Natale;
  • 26 dicembre 2022: Santo Stefano;
  • 1 gennaio 2023: Capodanno;
  • 6 gennaio 2023: Epifania;
  • 9 aprile 2023: Pasqua
  • 10 aprile 2023: Pasquetta o Lunedì dell'Angelo;
  • 25 aprile 2023: Anniversario della Liberazione;
  • 1 maggio 2023: Festa del Lavoro;
  • 2 giugno 2023: Festa nazionale della Repubblica.
  • Festa del Santo Patrono secondo la normativa vigente


Calendario scolastico 2022-2023: Abruzzo

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre all'8 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: dal 20 al 22 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 aprile all'8 aprile
  • Altri ponti: 30 novembre, 24 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno (30 giugno per le scuole dell'infanzia)



Calendario scolastico 2022-2023: Basilicata

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 7 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: 20-21 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: Dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 2 novembre
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno



Calendario scolastico 2022-2023: Calabria

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 7 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 31 ottobre, 9 e 10 dicembre, 24 aprile, 3 giugno
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Campania

  • Primo giorno di scuola: 13 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 6 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: 20 e 21 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 31 ottobre e 1 novembre, dal 24 aprile al 25 aprile, 1 e 2 maggio
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Emilia-Romagna

  • Primo giorno di scuola: 15 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 6 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 2 novembre
  • Ultimo giorno di scuola: 7 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Friuli-Venezia Giulia

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 7 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: dal 20 al 22 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 31 ottobre e 1 novembre, 24 e 25 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Lazio

  • Primo giorno di scuola: 15 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 6 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 8 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Liguria

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre all'8 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 24 aprile, 31 ottobre
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Lombardia

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 5 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: 24 e 25 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 aprile all'11 aprile
  • Altri ponti: 24 e 25 febbraio (rito ambrosiano)
  • Ultimo giorno di scuola: 8 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Marche

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre all'8 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 aprile all'11 aprile
  • Altri ponti: 2 novembre
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Molise

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 7 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: 20 e 21 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 aprile all'11 aprile
  • Altri ponti: 2 novembre, 9 e 10 dicembre, 22 febbraio, 24 aprile, 3 giugno
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Piemonte

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 7 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: 20 e 21 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno



Calendario scolastico 2022-2023: Puglia

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre all'8 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 24 aprile, 3 giugno
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Sardegna

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 6 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 aprile all'11 aprile
  • Altri ponti: 2 novembre, 28 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Sicilia

  • Primo giorno di scuola: 19 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 7 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Toscana

  • Primo giorno di scuola: 15 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 6 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 aprile all'11 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Trentino-Alto Adige

Provincia di Trento

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre 2022
  • Vacanze di Natale:
  • Vacanze di Carnevale: 20 e 21 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 31 ottobre e 1 novembre
  • Ultimo giorno di scuola: 9 giugno 2023

Provincia di Bolzano

  • Primo giorno di scuola: 5 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 8 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: dal 20 al 26 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 31 ottobre; 9 dicembre; 29 maggio
  • Ultimo giorno di scuola: 16 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Umbria

  • Primo giorno di scuola: 14 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre all'8 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'11 aprile
  • Altri ponti: 31 novembre, 24 aprile, 3 giugno
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Valle d'Aosta

  • Primo giorno di scuola: 19 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre al 7 gennaio 2023
  • Vacanze di Carnevale: 20 e 21 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 al 10 aprile
  • Altri ponti: 30 e 31 gennaio, dal 20 al 22 febbraio, 24 aprile
  • Ultimo giorno di scuola: 15 giugno 2023



Calendario scolastico 2022-2023: Veneto

  • Primo giorno di scuola: 12 settembre 2022
  • Vacanze di Natale: dal 24 dicembre all'8 gennaio
  • Vacanze di Carnevale: dal 20 e al 22 febbraio
  • Vacanze di Pasqua: dal 6 all'8 aprile
  • Altri ponti: 9 dicembre, 24 aprile, 3 giugno
  • Ultimo giorno di scuola: 10 giugno 2023



Date importanti per tutte le scuole

Di seguito trovate alcune date importanti per la scuola primaria, la scuola media e la scuola superiore riguardanti le prove invalsi, l'esame di terza media e l'esame di maturità.

  • Prove invalsi 5° superiore: dal 1 al 31 marzo 2023
  • Prove invalsi Terza media: dal 3 al 28 aprile 2023
  • Prove invalsi scuola primaria: tra il 3 e il 15 maggio 2023
  • Prove invalsi 2° superiore: dall'11 al 31 maggio 2023
  • Mancano 100 giorni alla Maturità: lunedì 13 marzo 2023
  • Inizio Maturità - prima prova scritta: mercoledì 21 giugno 2023
  • Maturità - seconda prova scritta: giovedì 22 giugno 2023
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Quando finisce la scuola a giugno 2023?



Se volete sapere quando si conclude ufficialmente l'anno scolastico nel giugno 2023, proprio come nelle informazioni rilasciate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (Miur), siete capitati a fagiolo. Qui troverete tutte le informazioni che stavate cercando, incluso quali sono le scuole che terminano prima e quali dopo, in questo modo potrete festeggiare l'ultimo giorno di scuola e organizzarvi su cosa fare durante le vacanze estive, a meno che non dovrete affrontare la maturità 2023 o gli esami di terza media.





Calendario 2022-2023: ultimo giorno di scuola

In questa pagina trovate una tabella riguardante il giorno esatto in cui finisce la scuola nel giugno 2023, che è diverso a seconda della regione d'Italia (che abbiamo disposto per ordine alfabetico). L'anno scolastico per scuole primarie o elementari, scuole medie e scuole superiori si chiude prima nell'Emilia Romagna (7 giugno), a cui seguiranno le regioni Lazio e Lombardia (entrambe 8 giugno); invece gli studenti che potranno godersi le vacanze per ultimi sono quelli della provincia di Bolzano (16 giugno). La maggior parte delle scuole delle altre regioni d'Italia ha fissato il 10 giugno come ultimo giorno di scuola.



Quando finisce la scuola nel 2023?

Regione Fine scuola 2023
Abruzzo 10 giugno
Basilicata 10 giugno
Calabria 10 giugno
Campania 10 giugno
Emilia-Romagna 7 giugno
Friuli-Venezia Giulia 10 giugno
Lazio 8 giugno
Liguria 10 giugno
Lombardia 8 giugno
Marche 10 giugno
Molise 10 giugno
Piemonte 10 giugno
Puglia 10 giugno
Sardegna 10 giugno
Sicilia 10 giugno
Toscana 10 giugno
Trentino-Alto Adige 16 giugno (Bolzano)
9 giugno (Trento)
Umbria 10 giugno
Valle d'Aosta 15 giugno
Veneto 10 giugno



Eccezioni o casi particolari

Di seguito trovate le eccezioni e i casi particolari riguardanti l'ultimo giorno di scuola giugno 2023:
  • Il Trentino-Alto Adige è l'unica regione che presenta due diverse date a seconda della provincia in cui si frequenta la scuola (Bolzano o Trento).
  • Il termine delle attività per la scuola dell'infanzia è stato stabilito per la data 30 giugno 2023.
  • Anche se le date appartengono al calendario ufficiale, ogni istituto può effettuare attraverso il Consiglio di istituto, degli adattamenti al calendario, anche riguardanti l'ultimo giorno di scuola. Possono effettuare queste modifiche purché alla fine si riesca a raggiungere il numero minimo di ore per rendere valido l'anno scolastico.
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La Roba, Verga: riassunto, analisi, commento


Mazzarò, personaggio de La roba, che mangia una cipolla

La roba è una novella di Giovanni Verga pubblicata per la prima volta nel 1880 sulla rivista "La Rassegna settimanale" e successivamente nel 1883 nella raccolta Novelle rusticane. Narra la storia di un contadino che è diventato un ricco proprietario terriero passando la maggior parte della sua vita ad accumulare roba.





La Roba di Giovanni Verga

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda La roba di Giovanni Verga: il riassunto della novella, la scheda informativa della novella, l'analisi del testo (struttura, linguaggio, tempo, luogo, descrizione dei personaggi, figure retoriche) e infine un commento che spiega la novella dal punto di vista del lettore e del narratore.



La roba: scheda della novella

Titolo La roba
Autore Giovanni Verga
Genere Novella
Raccolta Novelle rusticane
Data 1880 (in rivista); 1883 (nella raccolta)
Corrente letteraria Verismo
Contesto storico Mondo rurale del secondo Ottocento
Temi trattati L'attaccamento per i beni materiali
Luogo Zone di campagna, Francofonte (tra Catania e Siracusa)
Personaggi principali Mazzarò, il viandante, il lettighiere
Frase celebre «Tutta roba di Mazzarò. Pareva che fosse di Mazzarò perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a rannicchiarsi col volo breve dietro le zolle, e il sibilo dell’assiolo11 nel bosco. Pareva che Mazzarò fosse disteso tutto grande per quanto era grande la terra, e che gli si camminasse sulla pancia.»




Riassunto

Un viandante che stava attraversando la pianura di Catania, lungo la strada che costeggia il Lago Lentini, guardandosi intorno non poteva fare a meno di notare la presenza di grandi fattorie, immensi magazzini, vaste vigne, campi di ulivi e di grano, animali al pascolo e numerosi muli in fila. Ogni volta che vedeva qualcosa di nuovo chiedeva al suo lettighiere a chi appartenesse, ricevendo sempre come risposta che questi beni e proprietà appartenevano tutti a Mazzarrò. Stava iniziando a pensare che qualsiasi cosa si trovasse in quel luogo fosse di Mazzarò, incluso il sole, gli uccelli e perfino gli insetti.
Il ricco proprietario terriero, Mazzarò, è un uomo di bassa statura e dalla grossa pancia, e anche se la gente lo ritiene fortunato la sua ricchezza è frutto del suo ingegno e della sua umiltà. Inizialmente era un semplice contadino che lavorava per il suo barone, rivelatosi inesperto in questo campo, così Mazzarò ne aveva approfittato e man mano acquisiva le sue terre ed era disposto a sorvegliarle di persona col fucile senza nemmeno dover incaricare altri. Era al lavoro sia col caldo quando sia col freddo, anche nelle giornate piovose, lui era sempre lì.
In vita sua Mazzarò non si concesso alcun particolare lusso a parte il berretto di seta, che successivamente aveva rimpiazzato con un cappello di feltro che veniva portato dai proprietari terrieri, ma solo perché costava meno di quello di seta. Inoltre, a chi gli chiedeva dei soldi gli rispondeva che non ne aveva e che mangiava solo pane e cipolla come un poveraccio qualunque, d'altronde quel che guadagnava lo reinvestiva prontamente in altri terreni da lavorare. Egli non aveva altri passatempi, non aveva il vizio né per l'alcool, né per il fumo, né per le donne, aveva solamente la passione per la roba e più tempo passava e più ne accumulava. Nonostante era riuscito a subentrare all'inetto barone, non provava compassione per gli altri lavoratori della terra e li faceva lavorare alle stesse condizioni di prima sorvegliandoli con la frusta. Nemmeno la morte della madre lo aveva reso più sensibile e il suo funerale rappresentava solamente una spesa che non poteva reinvestire nelle sue proprietà.
Passarono gli anni e passavano anche per Mazzarò, che cominciava a farsi vecchio, e passava il tempo a osservare i suoi campi verdi e provava invidia perfino per un giovane che pur non avendo nessuna roba ed erano stremato dal lavoro, a differenza sua possedeva molti anni di vita ancora da vivere. Quando un giorno gli suggerirono che doveva cominciare a pensare a chi lasciare la sua roba, non la prese bene e uscì nel cortile come un pazzo e impegnando il suo bastone prese di mira i primi animali che si era trovato davanti, come le anatre e i tacchini, nel tentativo di ammazzarli, gridando che era roba sua e che doveva andarsene (nell'aldilà) insieme a lui.



Analisi del testo

Struttura

La novella La Roba può essere suddivisa in tre macrosequenze:
  1. Descrizione delle proprietà di Mazzarò
  2. Storia e descrizione di Mazzarò
  3. Gli ultimi anni di vita di Mazzarò


Linguaggio e stile

L'autore adotta un linguaggio semplice inserendo espressioni popolari e similitudini. Utilizza il discorso indiretto libero per far parlare i personaggi. Nella narrazione si alternano passato e presente per aggiungere più informazioni sul protagonista.

Il narratore è esterno alla storia infatti il lettore deve trarre da solo le conclusioni riguardanti il personaggio di Mazzarò, proprio come noi abbiamo fatto nel commento finale.



Descrizione dei personaggi

  • Mazzarò: è un uomo che ha costruito la sua fortuna senza l'aiuto di nessuno usando l'ingegno e con una forte dedizione per il lavoro (sotto il sole o la pioggia, mal vestito, anche con la febbre). Ha iniziato a lavorare come contadino sotto il suo barone / padrone e man mano ha acquisito le sue terre. Tutte le sue proprietà fruttano molti soldi (ma sono parecchi anche i costi) e, anziché spenderli per passarsi qualche capriccio, li reinveste nuovamente in altre proprietà. Non è interessato né al denaro né a nient'altro che non sia la roba, conduce una vita umile, dormendo in campagna come altri contadini, lavorando molte ore, mangiando pane e cipolla, infischiandosene delle richieste di aiuto dei suoi compaesani. La morte della madre la ricorda solo per il costo del suo funerale. Invecchiando si rende conto che i beni materiali non potrà portarseli con sé quando morirà e e trascorrerà i suoi ultimi anni di vita pieno di invidia e di rancore.
  • Viandante: rappresenta gli occhi del lettore, perché senza il suo sguardo sorpreso il lettore non sarebbe in grado di quantificare le vasti proprietà terriere di Mazzarò.
  • Lettighiere: rappresenta la voce degli altri abitanti, che in questa novella non hanno voce in capitolo, e il suo ruolo è quello di descrivere fisicamente e caratterialmente Mazzarò: un uomo basso con una grande pancia, coi suoi pregi e difetti.
  • La roba: è la protagonista principale di questa novella perché nonostante siano solo dei beni materiali, sono così importanti per Mazzarò al punto che gli ha dedicato tutta la vita e se avesse potuto se li sarebbe portati con sé anche dopo la morte.


Tempo

La novella risale al secondo Ottocento, quando si passò dalle grandi proprietà agricole che appartenevano a un unico proprietario (latifondisti) alla nuova azienda borghese.

La struttura del racconto è a intreccio per la presenza di flashback, ad esempio quando viene narrato il passato di Mazzarò di quando era un contadino che lavorava per il barone.



Luogo

Le proprietà terriere di Mazzarò vengono nominate una ad una dal viandante che viaggiando sulla lettiga osserva con curiosità. Il percorso che aveva intrapreso è quello lungo il lago di Lentini, in provincia di Siracusa; viene nominata la Piana di Catania, poi Francofonte (per gli aranci), Resecone (per i sugheri grigi), Passaneto e Passanitello (per i pascoli deserti).



Figure retoriche

Similitudine = "una fattoria grande quanto un paese"; ""una fattoria grande quanto un paese"; "come un pezzo di mare morto"; "come gli pesasse addosso la polvere"; "folto come un bosco"; "a rosso come il fuoco"; "ricco come un maiale"; "colla testa come un brillante"; "grande come una chiesa"; "foglie larghe ed alte come un fanciullo"; "come le lunghe file dei corvi che arrivano in novembre"; "come non si possono contare le gazze"; "larghe come tinozze"; "grandi come chiese"; "e non la sciupa come quel barone"; "il denaro entrava ed usciva come un fiume dalla sua casa"; "come un mare,"; "come una nebbia"; "come un asino stanco"; "come un pazzo".



Commento

Leggendo la novella La roba ho appreso che per quanto siano utili i beni materiali per condurre una vita dignitosa, non sono tutto nella vita. Mazzarò è ricco ma è una ricchezza che non porta alla felicità perché non usa le sue ricchezze per prendersi una pausa dal lavoro e concentrarsi su qualcosa di più tranquillo, come mettere su una famiglia, aiutare gli altri, farsi ricordare per cose piacevoli. Ha sempre sentito la necessità di dover gestire tutto in prima persona, pur essendo un proprietario terriero si vestiva come un contadino, fatta eccezione per il copricapo e lavorava quanto o anche più di loro. Da anziano prende atto non solo di non essere felice ma perfino arrabbiato e invidioso verso chi rispetto a lui aveva ancora tutta una vita davanti, pur non avendo nessuna roba. Il valore della vita per Mazzarò si misura in quanta roba possiede. Si sentiva realizzato, perché di roba ne possedeva tanta e poteva aspirare ad averne ancora di più se la sua vita non stesse per finire. Quando si accorge che quanto accumulato avrebbe smesso di essere suo va su tutte le furie e comincia ad ammazzare alcuni animali per sfogare la propria rabbia.

Il finale della novella potrebbe far pensare che Mazzarò avrebbe distrutto tutta la sua roba pur di non lasciarla nelle mani di altri, che l'avrebbero ottenuta senza fare un minimo di fatica. A me piace pensare che il finale di Mazzarò sia solo uno sfogo temporaneo e per quanto legato alla roba non l'avrebbe mai distrutta perché sarebbe significato licenziare molti operai, pagargli la disoccupazione, e poi mettere in azione macchinari agricoli che per distruggere avrebbero richiesto soldi che Mazzarò non possedeva proprio perché tutti i suoi soldi era investiti in terreni. Così facendo sarebbe perfino morto povero. Ricordate che nel testo si dice che Mazzarò era considerato fortunato? Secondo me chi inevitabilmente "erediterà" i suoi terreni, sarà qualcuno dei contadini o più di un contadino, che a differenza sua riesce a fare "squadra" e che avrà o avranno la "fortuna" di ottenere tanta ricchezza senza essersela nemmeno meritata, ma di certo non faranno la vitaccia di Mazzarò e in futuro avranno dei veri eredi a cui lasciargliela. La più grande beffa per Mazzarò è che per quanto fosse una mente brillante e grande calcolatore si sia dimenticato dei veri valori della vita.
Questa è da considerarsi una novella pessimistica dove anche il contadino, sfruttato e maltrattato, che riesce a scalare le gerarchie e avrebbe dovuto dare l'inizio di una svolta, finisce per diventare come i suoi vecchi padroni. E le sue "conquiste" finiranno per diventare delle imprese inutili dato che in punto di morte passeranno nelle mani di qualcun altro.


Curiosità

- Un altro personaggio della letteratura italiana con l'ossessione per la roba è Don Lollò della novella La giara di Luigi Pirandello, questi è un proprietario terriero che in tempo di raccolta delle olive si è ritrovato con una preziosa giara rotta e il conciabrocche nel tentativo di ripararla è rimasto intrappolato all'interno della sua giara. Pur di non romperla preferiva tenerlo lì dentro fino a quando non si sarebbe stancato gliel'avrebbe ripagata. Alla fine dovette romperla perché non c'era altro modo di concludere la vicenda tanto comica quanto assurda.

- Il nome Mazzarò è un riferimento alla mazza che il ricco proprietario terriero, ormai vicino alla morte, usa contro i suoi animali (la sua roba).

- L'inizio della novella con la descrizione quasi fiabesca del proprietà di Mazzarò ricorda vagamente la fiaba "Il gatto con gli stivali" dello scrittore francese Charles Perrault (1628-1703). In questa fiaba un personaggio domanda chi è il proprietario dei campi e dei boschi che stava attraversando, similmente al viandante che pone la stessa domanda al lettighiere.
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Quanti giorni di scuola ci sono in un anno scolastico?



Oggi in Italia la scuola dell'obbligo gratuita vale per la fascia d'età da 6 a 16 anni, pertanto l'istruzione è obbligatoria per una durata di 10 anni. Dal punto di vista dello studente la scuola dura troppi giorni, mentre le vacanze durano troppo poco. In un certo senso è davvero così perché si trascorre più mattine a scuola che senza lontano da essa, ma quanti sono esattamente i giorni di scuola? Quanti sono i giorni di vacanza per gli studenti?





Quanti sono i giorni di scuola?

In questa tabella trovate il numero di giorni di scuola in Italia, nel Regno Unito, la media europea e degli altri paesi.

Paese Giorni di scuola
In Italia 200
Regno Unito 190
Europa 185
Altri paesi da 156 a 190 giorni


Il numero di giorni di scuola obbligatori in Italia è 200. Anche in Danimarca, Olanda e Liechtenstein il numero di giorni scolastici e fissato a 200 e, infatti, sono tra i Paesi che possiedono il calendario scolastico più lungo.

Il Regno Unito prevede 190 giorni di scuola, la media Europa è di circa 180 giorni scolastici, mentre nel resto del mondo il numero di giorni di scuola può raggiungere un minimo di 156 giorni (Albania) fino a un massimo di 190 giorni (Regno Unito).



Frequenza scolastica e limite assenze

Per non rimanere escluso dallo scrutinio finale e per poter essere ammesso alla classe successiva o all'esame finale, lo studente deve aver frequentato almeno ¾ dei giorni o delle ore di tutto l'anno scolastico, cioè è ammesso il 25% di assenze sui 200 giorni di scuola in tutto l'anno scolastico (che corrispondono a 50 giorni di assenza). Se il limite di 50 giorni di assenza viene superato, l'anno scolastico non sarà considerato valido e lo studente sarà costretto a ripetere l'anno, a meno che non ci sia una documentazione seria e documentata in cui si dimostra che le assenze siano dovute a gravi motivi e, inoltre, è necessario aver acquisito un certo numero di sufficienze tale da consentire allo studente di terminare l'anno scolastico.



Come si stabiliscono i giorni di scuola?

I giorni di scuola sono definiti da un decreto legislativo (quello ancora in vigore è DL n. 59 del 2004 e si trova pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale). In Italia ogni regione ha il proprio calendario scolastico (diverse date di inizio e fine, ponti di vacanza ecc.) ma il numero complessivo di 200 per i giorni scuola è uguale per tutte le regioni italiane. Solamente in casi eccezionali può capitare che l'anno scolastico duri meno dei 200 giorni stabiliti e questi giorni non vengono recuperati, come quando si hanno cause esterne di forza maggiore: elezioni politiche, ordinanze dei sindaci, calamità naturali (terremoto, eruzione vulcanica, inondazione, valanga, ondata di caldo o freddo, tornado, pandemia). Se invece è la scuola stessa che decide di sospendere le lezioni, questi giorni di scuola persi dovranno essere recuperati per raggiungere i 200 giorni di scuola obbligatori.

Il calendario regionale viene valutato dal consiglio d'Istituto, che è composto da insegnanti, dirigenti, personale non docente, famiglie e, in seguito, può essere eventualmente modificato e adattato secondo le esisenze, ma tutte le modifiche dovranno avere una motivazione e non devono pregiudicare la valutazione degli studenti.



Quanti sono i giorni di vacanza per la scuola?

I giorni di vacanza per le scuole italiane sono 120, concentrati soprattutto nel periodo estivo (circa 13 settimane), poi ci sono anche le vacanze natalizie, di Carnevale, del santo patrono del paese in cui si trova la scuola. Se vi stavate chiedendo come mai la somma di 200 giorni di scuola più i 120 giorni di vacanza non dà come risultato 365 (il totale dei giorni di cui è composto l'anno), è dovuto al fatto che nel conteggio non fanno parte le domeniche e le festività nazionali obbligatorie come 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 1 novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre.
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Allora, Pascoli: parafrasi, analisi, commento



Allora è una poesia di Giovanni Pascoli del 1891 che fa parte della raccolta Myricae. In questa poesia il poeta descrive un ricordo felice di breve durata ma che in realtà finisce per diventare solo un'illusione.





Allora di Giovanni Pascoli

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda la poesia Allora di Giovanni Pascoli: il testo della poesia, la versione parafrasata del testo, l'analisi del testo (spiegazione del titolo, parole chiavi e figure retoriche) e un commento personale che spiega il parere dell'autore e di chi legge la poesia.



Scheda della poesia

Titolo Allora
Autore Giovanni Pascoli
Genere Poesia
Raccolta Myricae
Corrente letteraria Decadentismo
Data 1891
Luogo Non viene precisato
Contesto storico Un vecchio ricordo di Pascoli
Temi trattati La felicità
Frase celebre «Un punto!... così passeggero, che in vero passò non raggiunto, ma bello così, che molto ero felice, felice, quel punto!»



Testo

Allora... in un tempo assai lunge
felice fui molto; non ora:
ma quanta dolcezza mi giunge
da tanta dolcezza d'allora!

Quell'anno! per anni che poi
fuggirono, che fuggiranno,
non puoi, mio pensiero, non puoi,
portare con te, che quell'anno!

Un giorno fu quello, ch'è senza
compagno, ch'è senza ritorno;
la vita fu vana parvenza
sì prima sì dopo quel giorno!

Un punto!... così passeggero,
che in vero passò non raggiunto,
ma bello così, che molto ero
felice, felice, quel punto!



Parafrasi

Allora in un tempo molto lontano
fui molto felice; ma non adesso:
e quanta dolcezza mi ritorna in mente
dai bei ricordi di allora!
Quell'anno! Per tutti gli anni che sono
trascorsi e che trascorreranno,
non può la mia mente
dimenticarsi di quell'anno!
Quello fu un giorno che non avrà
uguali, che non ritornerà;
la vita fu inutile apparenza
sia prima che dopo quel giorno!
Quel punto trascorse così velocemente,
che in realtà non fu mai raggiunto
tuttavia fu talmente bello, che ero tanto
felice per quel punto!



Analisi del testo

Schema metrico: Ci sono 12 versi novenari, cioè costituiti da 9 sillabe e 4 versi ottonari, cioè formati da 8 sillabe (il secondo, il quinto, il settimo e il quindicesimo verso). La poesia è suddivisa in quattro strofe di 4 versi ciascuna (quartine). La rima è alternata secondo lo schema ABAB CDCD FGFG HIHI.

Della poesia viene messo in risalto il titolo "Allora" per indicare un momento illusorio, perché di breve durata. Un'altra parola chiave contenuta nel testo è "felice", che è collegata ad "Allora" in quanto indica che il concetto di illusione è legato alla felicità, che è bella anche se non dura quasi niente.

Alla fine di ogni strofa è presente il punto esclamativo, che ha la funzione di contenere tutta la bellezza, la gioia di breve durata del passato che non si ripeterà più.
Da segnalare anche una contrapposizione: il presente non è più all'altezza del passato.
Inoltre i tempi verbali sono coniugati al passato remoto (e non al passato prossimo), che si usa, appunto, quando un'azione o un fatto è accaduto in un tempo lontano.



Figure retoriche

Di seguito abbiamo elencato le principali figure retoriche contenute nel testo.

  • Anastrofe = "felice fui molto" (v.2), cioè fui molto felice; "Un giorno fu quello" (v.9), cioè fu quello un giorno; "bello così" (v.15), cioè così bello; "molto ero" (v.15), cioè ero molto.
  • Antitesi: "felice fui molto; non ora" (v.2).
  • Poliptoto = "anno, anni" (v.5).
  • Figura etimologica = "fuggirono, fuggiranno" (v. 6)
  • Epanalessi = "non puoi, mio pensiero, non puoi" (v. 7). Per la ripetizione.
  • Climax discendente o anticlimax = si passa da "Allora", che è un tempo indefinito, a "punto", che è un momento ben definito.
  • Allitterazione della L = "Allora... in un tempo assai lunge" (v. 1); "ma bello così, che molto ero felice, felice, quel punto" (vv. 15-16).
  • Allitterazione della N = "Quell’anno! per anni che poi fuggirono, che fuggiranno" (vv. 5-6); "che in vero passò non raggiunto" (v. 14).
  • Allitterazione della P = "non puoi, mio pensiero, non puoi" (v. 7).
  • Anadiplosi = "felice, felice" (v. 16)


Commento

Pascoli ebbe una vita piuttosto infelice e piena di affanni: prima perché gli uccisero il padre, poi perché a seguito della sua morte i problemi economici familiari lo gravarono per molto tempo. In questa poesia, ci parla di un periodo felice del passato, trascorso così velocemente che non è così sicuro che l'abbia vissuto realmente, e vive solo nel ricordo di questa felicità, come consolazione (come un punto luminoso nel buio pesto della vita piena di sofferenze e delusioni). Forse anche questa piccola e breve felicità che pensa di aver raggiunto e anch'essa un'illusione che non c'è mai stata.
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