Italia: riassunto di geografia



L'Italia, il cui nome completo è Repubblica Italiana, è uno stato membro dell'Unione Europea di quasi 60 milioni di abitanti. Il nome "Italia" potrebbe derivare dall'esistenza di un Re, il re degli Enotri che pare si chiamasse Italo; oppure potrebbe derivare dall'antico popolo degli Itali, che i greci chiamavano Italòi e che risiedevano nell'estrema punta della Penisola italica, in cui si trova l'odierna città di Catanzaro.

Confini: l'Italia è circondata per gran parte dal Mar Mediterraneo che, a seconda dell'area geografica è suddiviso in bacini. Nello specifico è bagnata a ovest dal Mar Tirreno e dal Mar Ligure, a est dal Mare Adriatico, a sud dal Mar Ionio. Inoltre, confina a ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria, a est con la Slovenia. Inoltre nel centro dell'Italia sono situati gli stati Città del Vaticano e San Marino, che non hanno sbocco sul mare.



Indice




Territorio

La penisola italiana con la caratteristica forma di stivale è molto lunga, quasi 1.200 chilometri, mentre è larga, al massimo, 530 chilometri da Monte Chardonnet a Tarvisio. Il territorio dell'Italia è prevalentemente montuoso e collinare. Solo il 23% è occupato da zone pianeggianti. La pianura più estesa è la Pianura Padana, le altre occupano una superficie minore e sono localizzate sulle coste o lungo il corso dei fiumi.

Tra i rilievi montuosi vi sono le Alpi e gli Appennini. Le Alpi separano l'Europa centrale da quella meridionale e comprendono anche l'Italia. Gli Appennini invece cominciano dalla zona settentrionale dell'Italia e si estendono fino a quella meridionale.
Le vette più elevate delle Alpi sono: il Monte Bianco (4810 m) ed è la montagna più alta d'Europa, il Monte Rosa (4634 m), il Cervino (4478 m) e il Gran Paradiso (4061 m).
Le vette più elevate degli Appennini sono: il Gran Sasso (2914 m), il Monte Amaro (2795 m) e il Monte Vettore (2476 m).
I vulcani attivi sono l'Etna (3357 m) e lo Stromboli (926 m), mentre il Vesuvio (1281 m) è un vulcano dormiente, ma che potrebbe riprendere improvvisamente l'attività e pertanto è considerato tra i più pericolosi al mondo a causa dell'elevata popolazione nelle zone circostanti e perché si tratta di un vulcano di tipo eplosivo.

I fiumi più importanti sono: il Po (652 km), che è il fiume più lungo d'Italia, l'Adige (410 km), il Tevere (405 km), l'Adda (313 km), Arno (240 km).
L'Italia è un paese ricco di corsi d'acqua: in genere i fiumi alpini sono più lunghi e posseggono una maggiore portata, mentre i fiumi appenninici hanno un corso breve e sono a regime torrentizio.

I principali laghi naturali sono: il lago di Garda (370 km²), che è il lago più grande d'Italia, il lago Maggiore (212 km²) e il lago di Como (146 km²), che è il più profondo d'Italia.

La fascia costiera è di due tipi: sul Mare Adriatico e sul Mar Ionio si affacciano prevalentemente coste basse e sabbiose, mentre sul mar Tirreno si affacciano soprattutto coste alte e rocciose.

Superficie: 302.068,26 km²

Collina: 41,6%
Montagna: 35,2%
Pianura: 23,2%




Clima

In Italia vi sono grandi differenze climatiche tra una regione e l'altra. In particolare vi è un clima alpino nelle Alpi, un clima continentale nella pianura padana, un clima temperato nel sud Italia e nelle isole, vicino alla costa e ai laghi.



Popolazione

L'Italia è il terzo stato dell'Unione Europea per numero di abitanti. La popolazione italiana è concentrata sulle coste in misura più che doppia rispetto alla media nazionale e un terzo dei capoluoghi di regione e delle grandi città sorgono sulla costa o nelle immediate vicinanze (Roma, Trieste, Venezia, Bari, palermo, Genova ecc.). Fin dai tempi più antichi si preferiva cotruire case, paesi e città sulle alture vicino la costa per sfruttare la posizione di vantaggio e per il clima favorevole.

Tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 molti italiani del Sud Italia e non solo, travolti dalla crisi economica che aveva colpito l'Europa, furono costretti ad emigrare verso le Americhe e l'Oceania nella speranza di avere una vita migliore.

Negli ultimi decenni l'Italia ha registrato un calo della popolazione, diventando uno dei paesi più "anziani" d'Europa: vi sono meno nascite e le famiglie sono sempre meno numerose.

La religione ufficiale dell'Italia è il cattolicesimo.

Gli abitanti dell'Italia si chiamano italiani.



Sistema politico

L'Italia è una Repubblica democratica la cui sovranità appartiene al popolo. Ciò vuol dire che tutte le cariche pubbliche, si riconducono direttamente o indirettamente al consenso del popolo.

Le maggiori istituzioni sono: il Parlamento, che esercita il potere legislativo; il Governo, che esercita il potere esecutivo; la Magistratura, che esegue il potere giudiziario; il Presidente della Repubblica, che è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale; la Corte costituzionale, che è il più importante organo di garanzia costituzionale.



Capitale e regioni

In Italia ci sono 20 regioni, 824 città, 14 città metropolitane e 7904 comuni. La capitale d'Italia è Roma.

Nella tabella sottostante trovate le regioni e i loro rispettivi capoluoghi di regione. Non è solo un elenco ma un continuo dell'appunto sull'Italia in quanto le schede di ogni regione contengono informazioni più nel dettaglio sulla storia, sull'economia e sul turismo di ogni specifica regione.

Regione Capoluogo
Valle d'Aosta Aosta
Piemonte Torino
Liguria Genova
Lombardia Milano
Trentino-Alto Adige Trento
Veneto Venezia
Friuli-Venezia Giulia Trieste
Emilia Romagna Bologna
Toscana Firenze
Marche Ancona
Umbria Perugia
Lazio Roma
Abruzzo L'Aquila
Molise Campobasso
Campania Napoli
Puglia Bari
Basilicata Potenza
Calabria Catanzaro
Sicilia Palermo
Sardegna Cagliari



La bandiera e lo stemma

La bandiera dell'Italia
La bandiera dell'Italia è anche chiamata "Tricolore" ed è formata da tre bande verticali di colore verde, bianco e rosso. I tre colori della nostra bandiera hanno un loro significato ben preciso, ossia il verde per ricordare i nostri prati, il bianco per ricordare le nevi perenni e il rosso, per il sangue versato nelle guerre.

Lo stemma dell'Italia
Lo stemma dell'Italia è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. La stella rappresenta metaforicamente il fulgido destino dell'Italia, il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, il ramo di quercia simboleggia la forza e la dignità del popolo italiano, la ruota dentata d'acciaio simboleggia l'attività lavorativa che è espressa a parole nel primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".



Storia

L'Italia ha una storia incredibilmente lunga. Numerosi sono, infatti, gli esempi di civiltà nella penisola che risalgono dalla preistoria fino all'età del Rame (dal 37 a.C. al 15 secolo a.C.).

Il popolo degli Italioti era situato nella Magna Grecia; i Sicelioti nella Sicilia greca;  i Liguri, i Veneti e le popolazioni galliche nell'Italia settentrionale; gli Etruschi in Toscana e successivamente estero il loro dominio nel Lazio, in Campania e in Val Padana. Tuttavia, i suoi antenati più noti sono un po' più moderni e sono i romani (dal V secolo a.C. al V secolo d.C.). Secondo la leggenda, Roma fu fondata da Romolo nel cuore dell'Italia etrusca nel 753 a.C. Nei secoli successivi il suo territorio si espanse fino a diventare l'Impero Romano, periodo nel quale il paese prosperò.

Con la caduta dell'Impero Romano, il paese venne rapidamente diviso in regni e la penisola venne riunificata.

L'inizio del Medioevo vide il paese soggetto ad una serie di invasioni, principalmente da tribù germaniche come Ostrogoti e Longobardi, in particolare al nord, e il paese si frammentò in diverse regioni. In questo periodo nacque lo Stato Pontificio. Nell'XI secolo con il placarsi delle invasioni il commercio ricominciava a fiorire, così le repubbliche marinare di Genova, Pisa, Amalfi e Venezia divennero tutte grandi potenze commerciali e politiche.

Al tempo del Rinascimento, il contrasto tra il nord e il sud d'Italia era abbastanza pronunciato, con gli stati del centro e del sud economicamente poveri in forte contrasto con le ricchezze del nord. Il Rinascimento iniziò in Toscana nel XIV secolo, a Firenze, diffondendosi a Siena e poi a Roma. Qui il movimento ispirò il Papato a ricostruire la propria città e Roma rifiorì. Il movimento si diffuse anche a nord, a Milano e Venezia.

Ma ancora una volta, dopo questa epoca d'oro, ne è arrivata una oscura. Nel 1494, la Francia invase l'Italia settentrionale, e a seguire subì le invasioni di Spagna e Germania nel 1527. Nel 1559 la Spagna controllava Milano, Napoli, la Sicilia, la Sardegna e la Toscana meridionale e mantenne il controllo fino al 1713. Per gran parte del resto del XVIII secolo l'Italia fu dominata dall'Austria asburgica e questo fu periodo di pace. Nel 1796, l'Italia fu unificata da Napoleone come Repubblica Italiana e poi Regno d'Italia. Ma dopo la sconfitta della Francia napoleonica nel 1814, l'Italia fu nuovamente divisa, questa volta in 8 parti tutte sotto diverso governo.

Il Risorgimento fu un processo complesso che portò all'unificazione di tutti i diversi stati della nazione italiana. Il movimento iniziò nel 1815 con un crescente risentimento contro il dominio dell'Austria sulla penisola. Questo movimento fu guidato da Mazzini e Garibaldi e si concretizzò nel 1861.

Dall'Unità d'Italia, la storia dell'Italia non è stata meno tumultuosa, con le conseguenze disastrose della prima guerra mondiale e della seconda guerra mondiale. Tuttavia, è riuscita a rivendicare la sua importante posizionea livello sociale e culturale negli affari mondiali e i beni e servizi italiani hanno un'ottima reputazione nel mondo.



Economia

L'agricoltura è un'attività importante per l'economia e si produce vino, cereali, mais, olio, pomodori, uva da vino.

Dagli allevamenti di bovini, suini, ovini, pollame si ottiene latte e carne.

La pesca è un'attività molto diffusa, ma i mari italiani sono poco pescosi, fatta eccezione per il Mare Adriatico che è il più pescoso del Mediterraneo, con il suo carico di pesce azzurro, seppie, molluschi, cefali e latterini.

Le industrie maggiormente presenti sul territorio italiano sono: alimentare, tessile, metallurgica, siderurgica, chimica, meccanica, farmaceutica, cantieristica navale.

Le risorse naturali dell'Italia non sono così scarse e poco importanti come molti credono. L'Italia è un importante produttore di minerali industriali quali cemento, marmo, feldspato, calce, argilla, pomice, ma anche minerali ferrosi, minerali non ferrosi, calcare, pietra di gesso, creta, ardesia, ghiaia, sabbia, torba, sale, bitume naturale. Inoltre importa petrolio, gas e carbone da altri Paesi: si tratta di risorse che oggigiorno sono da considerarsi indispensabili per il carburante dei mezzi di trasporto, per il riscaldamento domestico, la cottura dei cibi e la produzione di acqua calda.

Il turismo culturale è rivolto ai monumenti e alle città d'arte e di storia, soprattutto a Roma, Firenze, Venezia. Il turismo invernale è diventato importante per l'economia delle regioni montane grazie alle numerose stazioni sciistiche. Altre attrazioni turistiche sono le località balneari, i laghi, le montagne.

La moneta dell'Italia è l'Euro.



Piatti tipici

I piatti tipici della cucina italiana sono: pizza napoletana, lasagna al forno, spaghetti alla carbonara, pesto genovese, ravioli, tortellini, agnolotti, pasta all'amatriciana, focaccia, risotto alla milanese, polenta, minestrone, bistecca fiorentina, fritto misto, tiramisù, arancino di riso, parmigiano, granita siciliana, baccalà mantecato, carciofi alla Giudia, caponata, spaghetti allo scoglio, pasta cacio e pepe, vitello tonnato, timballo.
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Come studiare con il caldo in estate



Dopo un intenso anno di studio finalmente arrivano le meritate vacanze estive per gli studenti, purtroppo non per tutti è così! Nonostante il caldo, l'afa e la fine della scuola, alcune categorie di studenti devono continuare a studiare anche in estate: gli studenti universitari potrebbero avere esami da recuperare a settembre, gli studenti delle scuole superiori potrebbero dover recuperare il debito scolastico, i neodiplomati potrebbero dover studiare per superare i test universitari, e gli studenti della scuola media potrebbero aver ricevuto numerosi compiti per le vacanze. Non tutti posseggono un climatizzatore e anche se lo possedessero non potrebbero mica tenerlo acceso per tutto il giorno, dal momento che i costi in bolletta sarebbero molto elevati. Ecco perché abbiamo deciso di creare la guida definitiva per studiare anche quando in estate fa caldo, molto caldo, caldo come l'inferno!



Indice




Studiare col caldo: la guida definitiva

Ci tengo a precisare che quelli riportati in questa pagina sono dei suggerimenti generici per chi un metodo di studio nemmeno ce l'ha e non sa nemmeno da dove cominciare per realizzarne uno. Non mi aspetto che li seguiate alla lettera, ma che almeno prendiate spunto per migliorare di un buon 20% la vostra dedizione alla studio anche nella stagione più calda dell'anno.



Orari di studio

Quando andare a dormire?
L'ideale sarebbe andare a dormire non troppo tardi e in orari regolari, così da essere svegli già alle prime ore del mattino ancor prima che vi possa suonare la sveglia, impostata a intervalli di 5 minuti. Il nostro consiglio è quello di andare a dormire tra le 22:00 e le 23:00. Inizialmente questi orari vi sembreranno scomodi, non riuscirete ad addormentarvi velocemente, vi sveglierete assonnati e stanchi, ma mantenendo una certa regolarità per alcuni giorni consecutivi la situazione andrà a migliorare. È del tutto normale se il primo giorno non sarete riusciti a studiare quanto avevate previsto, andrà meglio dal giorno successivo.


A che ora alzarsi dal letto?
Tenendo in considerazione che bisognerebbe dormire tra le 7 e le 8 ore, andando a dormire tra le 22:00 e le 23:00, sarete perfettamente in grado di alzarvi alle 6:00 di mattina. Se il sonno non dovesse bastarvi, la sera successiva andate a letto 30 minuti prima.


Come organizzare la mattina?
Una sveglia alle 6 in punto, una rapida doccia rinfrescante, una buona colazione di al massimo 20 minuti, magari mentre starete guardando un po' di telegiornale "per non perdere il contatto con il mondo esterno", poi una veloce boccata d'aria fresca fuori (balcone, terrazza, giardino) e così prima delle 7:00 dovreste già essere nella vostra postazione di studio, pronti per cominciare a studiare. Suggerisco di sfruttare la mattina, ovvero le ore più fresche del giorno, per lo studio di materie più difficili e in cui dovrete scrivere molto, invece il pomeriggio, ovvero le ore più calde del giorno per ripassare quando fatto in precedenza. Ovviamente è nel vostro interesse, prendere l'abitudine con i nuovi orari e riuscire ad anticipare ulteriormente la sveglia, in modo da potervi alzare ancora più presto per sfruttare a pieno le ore più fresche e silenziose della giornata.


Tardo pomeriggio e sera
Dal momento che lo studio implica un grosso impegno mentale, non si può studiare dalla mattina alla sera con questo caldo, inoltre quando di sera non c'è nemmeno la giusta luminosità per leggere, vi suggeriamo di aggiungere alla stanchezza mentale quella fisica, che è il modo migliore per addormentarsi velocemente e per svegliarsi con l'umore giusto. Potreste fare attività fisica (senza esagerare) nel tardo pomeriggio, meglio se all'aperto, oppure fare delle belle nuotate al mare o in piscina (chi può) o fare la spesa; la sera potreste fare delle passeggiate insieme ad amici, magari andandovi a scegliere quelli che sono nella vostra stessa situazione e che stanno studiando d'estate piuttosto che quelli che snobberanno la vostra dedizione allo studio perché a differenza vostra per loro l'estate è solo divertimento e svago.



Scelta del luogo di studio

La propria casa è il luogo migliore per studiare perché tutto l'occorrente per lo studio è alla vostra portata e inoltre non c'è bagno più comodo del proprio. Se avrete sete o fame avrete tutto vicino a voi, e se vorrete stare comodi in ciabatte, a piedi nudi, e perfino in mutande, nella vostra stanza potrete farlo senza che nessuno vi possa dire nulla.

Sin dalla mattina il caldo potrebbe essere insopportabile nel lato della casa in cui batte il sole, per cui scegliete sempre la stanza dove c'è più ombra guardando verso l'esterno perché in assenza di afa potrete anche mantenere la finestra aperta (meglio se munita di zanzariera).

Se la vostra casa è particolarmente rumorosa già di prima mattina: bambini che girano per la casa o che piangono, genitori indaffarati che svolgono faccende domestiche, tv o radio accesa, vicini di casa rumorosi, farete fatica a memorizzare i concetti chiave della lezione in poco tempo e ciò vi creerà ulteriore stress. Al contrario, genitori che facendo il turno di notte hanno bisogno di dormire di mattina e hanno bisogno di silenzio assoluto e, pertanto, non potrete ripetere la lezione ad alta voce, allora dovrete andarvi a cercare aree della casa più isolate, come un terrazzo o un giardino arieggiato e ben riparato dal sole. In assenza di un'area isolata e fresca, allora dovrete trovarvi una nuova postazione per studiare.

Tra i migliori luoghi dove concentrarsi per studiare vi sono la biblioteca (caratterizzata da un silenzio assoluto), il parco (può essere una buona idea per le prime ore del mattino), altrimenti potrete andare nei musei o centri d'arte che includono spazi per potersi concentrare e studiare, a casa di un parente silenzioso, a casa di un compagno di scuola per studiare la stessa materia insieme, infine come alternativa ci sarebbe anche la spiaggia (se munita di un'area ben riparata dal sole).

In alternativa su Amazon potete trovare dei tappi per le orecchie che vengono principalmente utilizzati per dormire, ma che voi potreste usare per ottenere una massima concentrazione allo studio. Non azzerrano del tutto i rumori ma aiutano molto (suggerisco quelle di piccole dimensioni in silicone) e ovviamente mantenetele pulite senza adoperare prodotti che possano danneggiarvi l'udito.



Cellulare, computer e internet

Prima di iniziare a studiare dovrete togliere il cellulare dalla stanza che avete scelto per lo studio, perché è una delle principali fonti di distrazione. Non è necessario spegnerlo, mettetelo in un'altra stanza con il silenzioso e possibilmente senza vibrazione. Di solito gli smartphone hanno una funzione tramite i pulsanti per modificare il volume per attivare la modalità "silenziosa" con un timer, cosicché possa ritornare la suoneria una volta che il timer sarà scaduto. Un'altra buona idea è quella di mettere come "stato di Whatsapp" che siete in "modalità studio" e che non volete essere disturbati.

Cercate di non usare il telefono di prima mattina per più di un paio di minuti perché accellerebbe il senso di stanchezza e di bruciore degli occhi durante lo studio vanificando tutti i vostri sforzi.

Potreste usare il telefono dalle 11:30 fino all'ora di pranzo o subito dopo il pranzo, che solitamente sono gli orari dove c'è più rumore e più caldo, che potreste usare per rilassarvi un po', oppure la sera prima di cena.

È importante non usare il cellulare o il computer un ora prima di andare a dormire perché la luce blu degli schermi influenza negativamente il sonno, che tarderà ad arrivare.

Un uso intelligente del cellulare potrebbe essere quello di registrare un video di voi stessi che ripetete la lezione, nel caso non abbiate nessun altro che possa fingere di essere l'insegnante per dirvi se avete saltato qualche pezzo e se si denota insicurezza nelle vostre parole. Tuttavia usate questo stratagemma quando mancherà poco per la fine della vostra dose di studio quotidiana.



Ordine e organizzazione

Un altro motivo per cui si perde tempo prezioso da dedicare allo studio è il disordine e la mancanza di organizzazione. Quando arriva l'ora dello studio dovrete avere già tutto pronto dalla sera prima.

La scrivania deve essere ben spolverata e dinsinfettata così come il resto della stanza, dal momento che l'odore di pulito è sempre piacevole perché dà la sensazione di "fresco".

I testi che dovrete studiare dovranno essere posizionati su di essa, pertanto selezionate solamente quelli che andrete a studiare e mettete da parte tutto il resto nella cartella o nello scaffale per i libri di scuola.

Posizionate un orologio non rumoroso davanti a voi altrimenti perderete la cognizione del tempo.

Per evitare di alzarvi spesso dalla vostra postazione di studio, dovrete recarvi in bagno prima di inziare anche solo per risciacquarvi il viso nel caso siete ancora un po' addormentati o sentite gli occhi secchi, inoltre è importante che abbiate vicino a voi un thermos contenente acqua fresca (non troppo fredda) che possa far fuoriuscire l'acqua con un pulsante mantenendo l'acqua alla stessa temperatura per tutta la giornata; l'alternativa sarebbe alzarvi ogni 20 minuti per aprire il frigorifero o prendere una bottiglia d'acqua fredda che dopo circa 15 minuti diventerebbe a temperatura ambiente.


Sono piccoli consigli che potrebbero fare la differenza nella vostra attenzione allo studio.



Cibo e bevande

Per quanto riguarda la colazione, il latte parzialmente scremato con cereali o fette biscottate, meglio se integrali, sarebbe la perfezione. Stimola il cervello e vi darà una sensazione di benessere. Il problema è che non tutti digeriscono il latto, in questo caso optate per lo yogurt bianco magro al quale poter aggiungere cereali integrali.

Per quanto riguarda le bevande, l'acqua fresca andrà benissimo! Invece sono da evitare tutte le bevande aromatizzate, zuccherate ed alcoliche (incluso la birra). Alcune di queste sono spesso pubblicizzate in estate e sembrano anche dissetare e rinfrescare, ma l'effetto dura poco perché contengono troppi zuccheri e dolcificanti. Se avete delle buone arance potreste preparare per la pausa merenda mattutina e pomeridiana una bella spremuta d'arancia o in alternativa comprare dei succhi di frutta contenenti meno zuccheri e più frutta (se sono troppo zuccherati non dissetano).

Evitate le merendine, da eliminare i cibi salati, fritti e insaccati a meno che non avete già finito di studiare. Non farebbero altro che alimentare la vostra sete. Come al solito si consiglia di mangiare molta frutta e verdura, come anche pane, pasta, pesce e carne (quest'ultima con moderazione).

Alcuni cibi consigliati per gli spuntini leggeri sono gli yogurt alla frutta e la macedonia, ma una volta finito i compiti potrebbe starci anche un bel gelato, meglio se artigianale. Ecco perché sarebbe meglio studiare a casa, ci sarà sicuramente un familiare che vi darà una mano a mettere in ordine, ed è meglio uscire la sera, per gustare qualcosa di piacevole e spezzare la monotonia!

L'importante che evitiate gli alcolici perché vi faranno sentire più accaldati la notte e potrebbero scombinare il vostro sonno. Se andrete al bar potreste ordinare dei frullati o dei centrifugati, in modo da poter passare il tempo insieme ai vostri amici e allo stesso tempo ricaricarvi le energie.



Rimanere concentrati e determinati

Un bel trucco per non demoralizzarsi è quello di creare una lista da appendere al muro, o se non volete sporcarlo potrete optare per l'armadio o scaffale della vostra postazione di studio, in cui dovrete elencare tutti i motivi per cui non dovrete MAI mollare. Pensate al vostro futuro, alle vostre prospettive di lavoro quando creerete questa lista, e potete anche farvi aiutare dai vostri amici più cari, che potrebbero aggiungere le loro firme e messaggi di incoraggiamento (e voi potreste fare lo stesso per loro).
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I pavoni hanno le ali e sanno volare?


Le bellissime piume del pavone sono la sua caratteristica più distintiva.

Chiunque abbia un minimo di conoscenza sugli animali è consapevole del fatto che i pavoni sono uccelli, ma non avendo mai visto un pavone volare o addirittura sbattere le ali, non è così strano chiedersi se i pavoni siano in possesso di ali come i loro simili.



Quante ali ha un pavone?

Il pavone comune è famoso per la sua meravigliosa coda colorata, quindi non sorprende che le loro ali passino inosservate. Quando un pavone mostra le piume della coda, non puoi nemmeno vedere le sue ali correttamente poiché sono nascoste dietro le sue piume. Possiamo confermare che i pavoni maschi e femmine hanno due ali, proprio come gli altri uccelli. Le ali dei pavoni sono arrotondate e le loro piume sono generalmente di colore marrone o beige.



I pavoni sanno volare?

Contrariamente alla credenza popolare, i pavoni sono in grado volare, ma non possono volare molto lontano. Potresti vederli volare per salire sugli alberi o su un terreno più elevato per appollaiarsi o per sfuggire ai predatori. Anche se parliamo di eventi rarissimi, possono raggiungere in volo altezze di 25 metri e percorrere distanze anche di 20-30 metri, solo se necessario, e cioè se sono in fuga e in cerca di un rifugio. In particolare è quando riescono a lanciarsi efficacemente da un altezza più elevata che riescono a raggiungere questi valori massimi in altezza e lunghezza, ad esempio da un albero, dal tetto di una casa o da una collina. Ma più comunemente vedrete pavoni spostarsi con le loro zampe e si stima che possano facilmente percorrere 3-4 chilometri al giorno camminando.



Sui alcuni siti stranieri ho letto che il pavone è in grado volare per circa un miglio di distanza, dove un miglio è l'equivalente di 1 chilometro e 600 metri. Tuttavia facendo delle ricerche in rete pare impossibile che possano volare più lontano di alcune decine di metri.

Tutto quello che dovete fare è guardare un pavone per capire perché non sono uccelli che amano il volo: hanno una lunga coda, una struttura del corpo allungata, grandi artigli, sono pesanti e non hanno abbastanza spinta alare. Se ve lo starete chiedendo, anche se i pavoni avessero la coda priva di molte piume o addirittura tagliata, sarebbero ugualmente incapaci di volare in modo naturale e spensierato come gli altri uccelli.

Oltre a questo, i pavoni sono molto abili a sopravvivere sulla terraferma. Non hanno bisogno di volare per trovare cibo e possono respingere la maggior parte dei predatori senza dover spiccare il volo.
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Città con la G



In questa pagina trovate l'elenco delle città che iniziano con la lettera G. Le città italiana con la G sono in tutto 40, per quanto riguarda il resto del mondo sono 16 le città straniere più importanti con la G.



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Città italiane con la G

Gaeta, Galatina, Galatone, Gallarate, Gallipoli, Garbagnate Milanese, Gardone Riviera, Gardone Val Trompia, Garessio, Gattinara, Gemona del Friuli, Genova, Genzano di Roma, Gerace, Ghedi, Giffoni Valle Piana, Ginosa, Gioia Tauro, Giovinazzo, Giugliano in Campania, Giulianova, Giussano, Glorenza, Goito, Gonzaga, Gorgonzola, Gorizia, Gradisca d'Isonzo, Grado, Granarolo dell'Emilia, Gravellona Toce, Grosseto, Grottaglie, Grottamare, Grumo Appula, Grumo Nevano, Gualdo Tadino, Guastalla, Gubbio, Guidonia Montecelio.



Città straniere con la G

  1. Gaborone (Botswana)
  2. Galway (Irlanda)
  3. Georgetown (Guyana)
  4. Gerona (Catalogna)
  5. Gerusalemme (Israele)
  6. Getafe (Spagna)
  7. Giacarta (Indonesia)
  8. Gibuti (Repubblica di Gibuti)
  9. Ginevra (Svizzera)
  10. Glasgow (Scozia)
  11. Göteborg (Svezia)
  12. Granada (Spagna)
  13. Graz (Austria)
  14. Grenoble (Francia)
  15. Groninga (Paesi Bassi)
  16. Guayaquil (Ecuador)


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Maturità: autori usciti negli anni passati nella prima prova



La prima prova di italiano della Maturità non dovrebbe essere la prova più temuta agli esami, perché sicuramente durante l'anno i maturandi avuto la possibilità di fare tantissime prove e si saranno certamente specializzati in almeno una delle tipologie messe a disposizione. Per chi sceglie la tipologia A, dovrà essere capace di eseguire l'analisi e l'interpretazione di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall'Unità d'Italia (1861) ad oggi. In questo caso è importante sapere quante più informazioni possibili sull'autore che uscirà e pertanto i più furbi giocano d'anticipo e vanno a cercare le possibili ricorrenze (come il centenario della nascita, della morte ecc.): a volte questo metodo ha funzionato, altre volte meno. In questa "caccia all'autore" potrebbe aiutare conoscere quali siano stati gli autori usciti negli anni precedenti, ma guai ad escludere del tutto un autore già uscito in passato, perché "a volte ritornano"!



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Autori della prima prova di Maturità

Nella tabella sottostante trovate tutte le prime prove di maturità dal 1977 ad oggi, e sono disposte per ordalla più recente a quella meno recente, così potrete vedere quali autori son usciti negli anni precedenti. Le tre colonne sono divise in base all'anno, l'autore e l'argomento che dovrà essere elaborato. Talvolta l'autore non è presente perché la tematica in questione vi dà la possibilità di parlare di più autori a vostra scelta. Per alcuni autori è già presente un appunto che spiega, in modo semplice e alla portata di tutti, quello specifico argomento.



Maturità: autori usciti per anno

Anno Autore Argomento
2023 😄 È troppo presto! //
2022 Giovanni Pascoli
Giovanni Verga
La via Ferrata
Nedda
2021 sospesa a causa della pandemia solo maxi orale
2020 sospesa a causa della pandemia solo maxi orale
2019 Giuseppe Ungaretti
Leonardo Sciascia
Risvegli
Il giorno della civetta
2018 Giorgio Bassani Il giardino dei Finzi-Contini
2017 Giorgio Caproni Versicoli quasi ecologici
2016 Umberto Eco Su alcune funzioni della letteratura
2015 Italo Calvino Il sentiero dei nidi di ragno
2014 Salvatore Quasimodo Ride la gazza, nera sugli aranci,
2013 Claudio Magris dalla Prefazione di L’infinito viaggiare
2012 Eugenio Montale Ammazzare il tempo
2011 Giuseppe Ungaretti Lucca
2010 Primo Levi dalla Prefazione di La ricerca delle radici. Antologia personale
2009 Italo Svevo Prefazione, da La coscienza di Zeno
2008 Eugenio Montale Ripenso il tuo sorriso
2007 Dante Alighieri Paradiso, canto XI, versi 43-63 e 73-87
2006 Giuseppe Ungaretti L'isola
2005 Dante Alighieri Commedia, Paradiso, Canto XVII, vv.106-142
2004 Eugenio Montale Casa sul Mare
2003 Luigi Pirandello Il piacere dell'onestà
2002 Salvatore Quasimodo Uomo del mio tempo
2001 Cesare Pavese La luna e i falò
2000 Umberto Saba La ritirata in piazza Aldrovandi a Bologna
1999 Giuseppe Ungaretti I fiumi
1998 // Il romanzo italiano dell'Ottocento
1997 Giacomo Leopardi
Eugenio Montale
Le ricordanze
Fine dell'infanzia
1996 Alessandro Manzoni I Promessi Sposi
1995 Dante Alighieri Canto del Paradiso
1994 Alessandro Manzoni Dell'unità della lingua italiana e dei mezzi per diffonderla
1993 Cesare Pavese
Elio Vittorini
La luna e i falò
Conversazione in Sicilia
1992 Sergio Corazzini
Aldo Palazzeschi
Marino Moretti
Perché si scrive poesia? Chi è il poeta?
1991 Giacomo Leopardi Zibaldone
1990 Giovanni Pascoli sviluppare un giudizio su Pascoli
1989 Alessandro Manzoni il rapporto uomo-macchina
1988 // La «condizione femminile» nella narrativa italiana degli ultimi cento anni
1987 // Le maggiori correnti letterarie del primo cinquantennio del '900
1986 // parlare di poeti del '900 (scelta libera)
1985 // Figure femminili nella letteratura italiana dell'età romantica
1984 // Autori che hanno affrontato il tema della guerra (scelta libera)
1983 Giacomo Leopardi riflettere sull'affermazione desanctìsiana sul Leopardi
1982 // Differenze Romanticismo e Decadentismo
1981 // Autori di fine '800, primi '900 più influenti (scelta libera)
1980 Francesco De Sanctis critica su Romanticismo e Classicismo in Foscolo, Parini, Manzoni e Pellico
1979 // Vita nazionale e vita regionale nella letteratura italiana dell’800 e del ‘900
1978 Ungaretti, Montale, Quasimodo parlare di uno di questi tre poeti, indicando, fra l'altro, problemi e motivi ad essi comuni
1977 Luigi Pirandello Pirandello, un Interprete della crisi dell'uomo moderno



Autori con più apparizioni

Dal 1977 ad oggi, alcuni autori sono riapparsi agli esami di maturità anche a pochi anni di distanza dalla loro ultima apparizione. Qui di seguito andremo ad elencare gli autori che sono apparsi più spesso nella prima prova di Maturità e, cliccando sui loro nomi, potrete leggere una sintesi della loro biografia:
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Di vetro o in vetro: come si scrive?



Ci si chiede se le due forme "di vetro" e "in vetro" presentano delle differenze o se quella corretta sia una. Iniziamo col dire che entrambe utilizzano le preposizioni semplici "di" e "in".

In realtà, entrambe le forme sono corrette, ma presentano delle leggere differenze. Qui di seguito vi riportiamo una breve spiegazione che si può applicare anche per altri tipi di materiali come plastica, legno, ferro ecc.



Di vetro

L'espressione "di vetro" è da considerarsi in sé completa e corretta perché qualifica la materia di cui l'offetto è formato. In questo caso la preposizione semplice "DI" serve a indicare una specificità di una cosa: questa caratteristica può riguardare il materiale, la sua origine o provenienza, la sua qualità, le sue dimensioni e la sua tipologia. In questo caso, pur nominandolo, non si vuole attirare l'attenzione sul tipo di materiale, in quanto è come se fosse un tutt'uno con il sostantivo a cui si vuole fare riferimento.

ESEMPIO:
La bottiglia di vetro va messa al centro del tavolo.
Come si chiama la celebre piramide di vetro che si trova a Parigi?
Devo riempire la bottiglietta di plastica o la bottiglia di vetro?




In vetro

L'espressione "in vetro", che contiene la preposizione semplice "IN", viene usata nello specifico per attirare l'attenzione sulla materia di cui è composto l'oggetto (perché è pregiata, scadente, economica, fragile) e sulla tecnica della sua lavorazione. Un altro utilizzo di questa espressione potrebbe essere quando si sta facendo una lista/inventario dove gli oggetti sono identificati in base al tipo di materiale. È comunque consigliato usare questa espressione accompagnata da una forma verbale pertinente.

ESEMPIO:
Vaso in vetro lavorato a mano
La Piramide del Louvre è una piramide in vetro e metallo.
La teca è in vetro o in plexiglas?
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Perché le api non volano di notte?



L'ape è un animale che suscita parecchia curiosità e ci si chiede come si comporta di notte. Questo argomento è oggetto di indagine scientifica, e in questo appunto mi attengo a quello che ho trovato su fonti che ho ritenuto affidabili per rispondere a domande come: le api volano di notte? oppure, le api vedono al buio?



Le api, la notte e il buio

Quando chiediamo "le api volano di notte?" e "le api possono vedere al buio?", cosa intendiamo effettivamente con "notte" e "buio"?

"Notte" e "buio" sono termini che possono avere un significato simile. Pertanto, dovremmo considerare cosa intendiamo per notte e se intendiamo oscurità totale, o almeno un po' di luce.

Una creatura può essere notturna nelle sue abitudini (attiva di notte), crepuscolare (attiva durante il tramonto e l'alba – cioè il crepuscolo); o diurna (attiva durante il giorno).

La maggior parte delle api (api mellifere o api europee, i bombi) sono diurne, tuttavia, ci sono delle eccezioni, ovvero un piccolo numero di api che sono crepuscolari o notturne.



Api notturne e crepuscolari

Per quanto ne sappiamo, le api notturne o crepuscolari sono specie prevalentemente tropicali.

È interessante notare che anche un certo numero di specie di vespe tropicali hanno sviluppato questo stile di vita. Questo tipo di api (e vespe) sono in grado di volare dal loro alveare al sito di foraggiamento che hanno preso di mira anche attraversando una foresta oscura.

Le api attive di notte raccolgono nettare e polline dai fiori che si aprono di notte e offrono abbondanti quantità di polline e nettare. Inoltre, per ovvie ragioni quando la luce del sole va via, c'è molta meno concorrenza con le altre api, farfalle e insetti per la ricerca del nettare e del polline.

Le api che possono vedere e volare nell'oscurità hanno sviluppato occhi leggermente diversi. Le api hanno 5 occhi e i 3 ocelli sono responsabili della riflessione della luce. Gli ocelli delle api che volano di notte sono notevolmente più grandi in proporzione al loro corpo, rispetto alle api che sono attive durante il giorno. Alcune api possono tollerare diversi livelli di oscurità, ma la maggior parte sembra richiedere almeno un po' di luce lunare (il chiaro di luna), oppure volano via al crepuscolo.

Quindi in assenza totale di luce pare che non riuscirebbero a vedere. Tra le famiglie di api notturne e crepuscolari vi sono:
  • i colletidae;
  • gli andrenidae;
  • gli halictidae;
  • gli apidi.

Un'ape in grado di volare all'aperto nella più totale oscurità, senza nemmeno l'aiuto del chiaro di luna, è l'Xylocopa (appartenente alla famiglia degli apidi). Questo animale è comunemente chiamato ape del legno, ape legnaiola o in inglese ape carpentiere (carpenter bee).

Davvero interessante il video condiviso su Twitter (VEDI VIDEO) da Hamish Symington, un dottorando dell'Università di Cambridge, nel Regno Unito, che studia l'impollinazione, i fiori e la sicurezza alimentare. Nel video in questione, che è davvero molto breve perché ha una durata di soli 10 secondi, viene mostrato uno sciame di api che vola all'interno di una teca, ma che allo spegnimento della luce smettono di volare e cadono istantaneamente e in modo goffo nella superficie: alcune rimangono ferme altre procedono lentamente con le proprie zampe.
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