La Lombardia - Riassunto



La Lombardia è una regione italiana di 9.964.993 abitanti. È la quarta regione italiana più estesa per superficie (dopo Sicilia, Piemonte e Sardegna) e la prima per numero di abitanti. L'origine del nome della regione deriva dai Longobardi, una popolazione di origine germanica che giunse in Italia nel VI secolo d.C. e che elesse Pavia come capitale.

Confini: la Lombardia si trova nell'Italia nord-occidentale, non è bagnata dal mare e confina a nord con la Svizzera (attraverso le Alpi), a ovest con il Piemonte, a est con il Veneto e il Trentino-Alto Adige e a sud con l'Emilia-Romagna.



Territorio:

Il territorio della Lombardia è equamente diviso tra montagna e pianura, con bassa presenza di collinare.

Le cime più alte della catena alpina sono il monte Disgrazia (3.678 m), il massiccio del Bernina (4050 m), il monte Cevedale (3769 m), il monte Adamello (3554 m).La regione comprende anche un breve tratto dell'Appennino ligure nell'Oltrepò Pavese.
Tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige si estende il Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei più antichi parchi naturali italiani, istituito nel 1935, nato allo scopo di tutelare la flora, la fauna e le bellezze naturalistiche. È caratterizzato da maestose cime, ampie foreste e verdi vallate.

Fiumi: I fiumi più importanti della regione sono il Ticino (il principale affluente del Po per volume d'acqua e che raccoglie le acque del Lago Maggiore), l'Adda (il più lungo affluente del Po), l'Oglio (che trasporta le acque del lago d'Iseo nel Po) e il Mincio (unico emissario del lago di Garda), il Lambro, il Serio e il Brembo. Nella parte meridionale scorre il fiume Po (che ha origine in Piemonte).

Laghi: I principali laghi naturali sono il lago di Garda (il più grande d'Italia), il lago Maggiore, il lago di Como, il lago d'Iseo.

Superficie: 23.863,65 km²
Montagna: 40,6%
Collina: 12,4%Pianura: 47% 



Clima

Il clima è di tipo alpino nelle zone di montagna, meno rigido nelle fasce prealpine e collinari, continentale in pianura e temperato nelle vicinanze dei grandi laghi.



Popolazione

La popolazione è concentrata per la maggior parte nell'alta pianura e nella fascia collinare, cioè nella zona delle attività industriali: il solo settore nord-occidentale, comprendente le province di Milano, Varese, Como, Lecco e Lodi, ospita circa il 62% della popolazione regionale.
Sono moltissime le persone provenienti da ogni parte del mondo che scelgono di stabilirsi in Lombardia per ragioni di lavoro o di studio.



Città e Province:

Nella Liguria ci sono 12 province e 1506 comuni.
  • Milano, capoluogo della regione e centro di una delle più popolose aree metropolitane d'Europa.
  • Bergamo, suddivisa in Città Alta e Città Bassa.
  • Brescia, conosciuta per la celebre corsa d'auto d'epoca Mille Miglia e per la produzione dello spumante Franciacorta.
  • Como, nota come la città della seta.
  • Cremona, nota per l'artigianato tradizionale del violino.
  • Lecco, nota per essere il luogo in cui lo scrittore Alessandro Manzoni ambientò I promessi sposi.
  • Lodi, punto di riferimento per l'agricoltura e l'allevamento.
  • Mantova, si trova il Palazzo Ducale dei Gonzaga.
  • Monza e Brianza, nota per la presenza dell'Autodromo nazionale, dove si disputa il Gran Premio d'Italia di Formula 1.
  • Pavia, si trova l'Università degli Studi di Pavia, fondata nel 1361, tra le più antiche e prestigiose università d'Italia e d'Europa.
  • Sondrio, famosa per le montagne della vicina Valtellina.
  • Varese, famosa per i suoi parchi tanto da essere definita “Città Giardino”.



La bandiera e lo stemma

La bandiera della Lombardia

La bandiera della Lombardia è formata da una croce curvilinea argentea (rosa camuna, una incisione rupestre lasciata in Val Camonica dall'antichissimo popolo dei Camuni) in campo verde inclinata in senso orario ed è alta i due terzi della sua lunghezza. La rosa camuna simboleggia la luce mentre il verde sullo sfondo simboleggia la Pianura Padana.


Lo stemma della regione Lombardia

Lo stemma della Lombardia è identico alla bandiera.





Storia

Sin dall'epoca preistorica si hanno tracce della presenza dell'uomo in Lombardia, con le incisioni su roccia dei Camuni in Valcamonica o le tracce della cultura di Golasecca nell'alto corso del Ticino.
In seguito nella regione si insediarono le tribù celtiche, gli Etruschi e i Galli Insubri. Nel 222 a.C. venne occupata dai Romani che organizzarono il territorio dal punto di vista amministrativo e strutturale: si occuparono dell'arginamento dei fiumi, della distribuzione degli spazi agrari, costruirono strade e fondarono numerose città come Brixia (Brescia), Mantua (Mantova) e Mediolanum (Milano).
Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) seguirono altri popoli: il territorio passò nelle mani dei barbari, poi dell'Impero romano d'Oriente (Impero Bizantino), ad essi seguirono i Longobardi nel 568, che misero come capitale Pavia e il loro territorio divenne noto come Langobardia, da cui deriva l'attuale nome della regione; poi giunsero i Franchi di Re Carlo Magno.
Dopo l'anno 1000 le ricche città lombarde furono le prime a organizzarsi in Comuni, cioè un modello politico tutto nuovo che consentiva loro di essere più autonome, ma per mantenere questa autonomia dovettero più volte scontrarsi con l'Impero sotto la guida del potente Comune di Milano. Nel 1176 l'imperatore Federico Barbarossa venne sconfitto a Legnano e dovette accettare tutte le richieste dei Comuni.
A partire dal XIII secolo il modello comunale entrò in crisi e venne presto soppiantato dalle nascenti Signorie: i Gonzaga a Mantova, i Visconti prima e in seguito gli Sforza a Milano.
Nel 1535 il Ducato di Milano passò sotto il dominio spagnolo, che ebbe una lunga durata, e da un iniziale periodo di prosperità, a causa del loro malgoverno si passò a un crescente declino economico, aggravato nel XVII secolo dalle epidemie di peste.
Nel 1714 il Ducato di Milano, in seguito alla guerra di successione spagnola, venne ceduta per eredità dagli Asburgo di Spagna agli Asburgo d'Austria, cioè sotto dominazione austriaca. E ottennero anche il Ducato di Mantova. Gli austriaci riorganizzarono l'agricoltura adottando criteri moderni, e in questo periodo si diffusero le cascine (struttura agricola tipica della Pianura Padana lombarda) e aumentò la produzione delle manifatture e della seta.
Nel 1797 ritornò l'unità politica sotto la guida di Napoleone Bonaparte e con il Congresso di Vienna nel 1815 la Lombardia (insieme al Veneto) tornò agli Austriaci fino al 1859, dove con la seconda guerra d'indipendenza venne annessa al Regno di Sardegna, diventato Regno d'Italia dal 1861.



Economia

Nella Lombardia vi sono diverse attività economiche sia più tradizionali sia con tecnologie più avanzate e sofisticate.

L'agricoltura è un'attività di fondamentale importanza. Si coltivano grano e mais nella fascia meridionale, e riso nella fascia occidentale, più precisamente nella Lomellina.

Molto diffuso è anche l'allevamento di bovini e suini, che a sua volta ha consentito lo sviluppo della produzione di foraggio e delle industrie alimentari (soprattutto caseifici).

Le favorevoli condizionali climatiche sui rilievi dell'Oltrepò Pavese, in Franciacorta (Brescia) e in Valtellina consentono la produzione di apprezzati vini tipici.

Ciò per cui la regione è nota è per la presenza di industrie di ogni settore. Oltre quella alimentare che abbiamo accennato in precedenza, vi sono l'industria tessile, metalmeccanica, chimica, elettronica, farmaceutica, editoriale, calzaturiero e immobiliare. Tra le conseguenze negative dello sviluppo industriale vi è sicuramente l'inquinamento, che peggiora la qualità della vita degli abitanti.

Il settore terziario determina la potenza economica della regione: il peso del commercio e della finanza, la Borsa Italiana a Milano, tra le principali piazze finanziarie europee, e la Fiera di Milano, che a oggi è il più grande spazio espositivo d'Europa. Importanti sono anche le attività bancarie, dei trasporti, della comunicazione e dei servizi alle imprese. 

Il turismo ha un peso significativo nelle fascia alpina, collinare e vicino ai laghi, ed è molto legato alle attività sportive, ricreative e alle città d'arte.
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In bocca al lupo - Significato



In bocca al lupo è un modo di dire della lingua italiana entrato da tempo nel linguaggio colloquiale. Chiunque avrà sentito dire questa espressione, in tanti sanno quando vada usata, ma quanti saprebbero dire cosa significhi davvero o cosa si risponde quando gli altri dicono in bocca al lupo? E perché proprio il lupo e non un altro animale?



Significato

Con l'espressione "In bocca al lupo" si vuole augurare buona fortuna a chi deve affrontare una prova difficile come un esame scolastico, un colloquio di lavoro, una sfida, una gara ecc. Viene utilizzata anche con valore scaramantico, come se fosse una frase magica che possa ridurre le probabilità di un esito negativo, infatti "andare nella bocca del lupo" è una metafora che ha il significato di "mettersi nei guai", dal momento che il lupo nell'immaginario collettivo rappresenta un grave pericolo (es. la fiaba di cappuccetto rosso e il lupo cattivo, ma anche molti anni indietro il lupo era considerato un personaggio crudele, falso e violento nelle fiabe dello scrittore greco Esopo e dello scrittore latino Fedro).



Cosa si risponde ad un in bocca al lupo?

Questo modo di dire è famoso perché oltre a essere pronunciato, ci si aspetta che arrivi anche la risposta da chi lo riceve. Non avrebbe senso augurare buona fortuna dicendo a qualcuno che debba finire in bocca al lupo se non si sapesse già che l'altro risponderà con la tradizionale parola: "Crepi!" oppure con la forma estesa "Crepi il lupo!".

Il verbo crepare (= morire) è chiaramente riferito al lupo e non alla persona a cui ci si sta rivolgendo.

Chi non è a conoscenza di questo modo di dire tende a risponde a un in bocca al lupo semplicemente con un "Grazie!", perché lì per lì non pensa alla storia che c'è dietro al lupo oppure associa il lupo a un animale che mette i propri cuccioli di lupo in bocca per portarli al riparo nella tana.



Origine

Per questo modo di dire è difficile a risalire al periodo storico in cui ha iniziato ad essere utilizzato nei testi scritti, quel che è certo è che secondo la tradizione popolare il lupo è la personificazione del male e che probabilmente sia nato dal linguaggio dei cacciatori che, per l'appunto, durante la fase di caccia avevano come principale preoccupazione quella di incontrare un branco di lupi.

Il modo di dire "In bocca al lupo" parla di un singolo lupo, ma generalmente questo animale non conduce una vita solitaria (se non per alcune fasi giovanili), esso è invece organizzato in unità famigliari chiamate branchi.



Come si usa

Questo modo di dire viene usato come sinonimo di "Buona fortuna" pronunciato in modo scherzoso.

ESEMPIO:
In bocca al lupo per l'esame!
Quella che disputerà domani sarà una sfida più complicata delle altre. Ti auguro un grosso in bocca al lupo.
Ho saputo che oggi parteciperai al torneo di ping pong. In bocca al lupo!
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La Liguria - Riassunto



La Liguria è una regione italiana di 1.509.805 abitanti. È la terza regione italiana meno estesa (dopo Molise e Valle d'Aosta). L'origine del nome della regione potrebbe avere due origini: la prima dovuta al fatto che i Greci chiamavano "Liguri" col significato di stridulo e risonante in riferimento ai Liguri che lanciavano grida prima di ogni battaglia o per il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli durante una tempesta; la seconda potrebbe riguardare l'altro significato della parola "Liguri", ovvero melma, fango e palude e secondo questa ipotesi i Liguri dovettero spostarsi verso Est nei territori protetti dalle Alpi a causa delle invasioni dei Celti e che proprio in questa area fondarono nel Medioevo una città che chiamarono Prata Liguriae.

Confini: la Valle d'Aosta si trova nell'Italia nord-occidentale, è bagnata a sud dal Mar Ligure, a ovest confina con la Francia, a nord con il Piemonte e con l'Emilia-Romagna e a sud-est con la Toscana.



Territorio:

Il territorio del Piemonte è prevalentemente montuoso ma estese sono anche le zone collinari, non vi sono pianure e le coste sono alte e scendono a picco sul mare.
Le montagne liguri appartengono alle Alpi ad ovest ed agli Appennini ad est; la vetta più elevata è il Monte Saccarello (2.201 m).
La costa divide il golfo di Genova in due parti: la riviera di Ponente a ovest e la riviera di Levante a est. Questo tipo di costa è caratterizzato da numerose insenature, capi e promontori; i più importanti sono capo Mele e capo Noli a Ponente, il promontorio di Portofino a Levante

Fiumi: I fiumi più importanti della regione sono il Vara, il Lavagna e l'Arroscia. Quelli che sfociano nel Mar Ligure sono brevi e a carattere torrentizio, cioè secchi in estate e con molta acqua in autunno e in primavera. Verso nord scorrono fiumi più lunghi e regolari, che confluiscono nel Po: il Tanaro, lo Scrivia e il Trebbia.

Laghi: I laghi naturali sono pochi e modesti. Molti sono invece i laghi artificiali creati come riserve d'acqua o per scopi idroelettrici, tra questi il più grande è il lago del Brugneto con 0,97 Km² di superficie.

Superficie: 5.418,21 km²
Montagna: 65,1%
Collina: 34,9 % 


Clima

Il clima nella fascia costiera è mite e ciò deve essere visto come un'eccezione in quanto in Toscana le temperature sono meno miti, mentre il clima in Liguria è paragonabile a quello delle regioni del sud Italia. Questo è dovuto sia per la presenza del mare sia per la catena degli Appennini che ripara dai venti settentrionali.



Popolazione

Sin dall'antichità la maggior parte della popolazione si è sempre concentrata lungo la costa, perché essa consente facili comunicazioni via mare con tutto il mare occidentale e il resto della penisola. Le aree interne della regione sono assai meno popolate e alcune addirittura spopolate.La regione è attraversata da autostrade che collegano Genova con Milano e Torino e la costa con la Francia. Alcuni gruppi di liguri si sono spostati in Sardegna, e a Nizza si parla anche il dialetto ligure nonostante faccia parte del territorio francese.Inoltre sono molti gli anziani che, avendo trascorso un'intera vita nelle grandi città, scelgono di spostarsi in Liguria per godere dei vantaggi del clima.



Città e Province:

Nella Liguria ci sono 4 province e 234 comuni.
  • Genova è il capoluogo della regione e la città più vasta e popolosa, importante per il porto.
  • Imperia, nota per la produzione di olio di oliva.
  • La Spezia, considerata la porta di accesso alle più famose Cinque Terre.
  • Savona, importante per il porto e per la Torretta, simbolo della città.



La bandiera e lo stemma

La bandiera della Liguria

La bandiera della Liguria è formata da un drappo di forma rettangolare con al centro lo stemma della Regione Liguria posto su fondo a bande verticali di eguale larghezza colorate, da sinistra verso destra, di verde, di rosso e di azzurro mare; lo stemma ha dimensioni pari a tre quinti dell'altezza della bandiera medesima. Il verde rappresenta i monti dell'Appennino Ligure e delle Alpi liguri, il rosso rappresenta il sangue versato nelle varie guerre e il blu rappresenta il Mar Ligure. La caravella stilizzata posta al centro della bandiera simboleggia le tradizioni marittime della regione e i suoi grandi navigatori.


Lo stemma della regione Liguria

Lo stemma della Liguria è composto da una nave stilizzata, con una vela bianca divisa da una croce rossa con stelle d'argento nei riquadri.




Storia

Nel I millennio a.C. la Liguria era popolata dai Liguri (da qui il nome della regione) che si insediarono lungo la costa del mare. 
Vennero lentamente rimpiazzati da Celti, Fenici, Greci e Cartaginesi ma è nel II secolo a.C. che la Liguria venne sottomessa ufficialmente dai Romani che fondarono le città di Genova e Albenga.
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), la Liguria venne devastata dai Barbari (Eruli e Goti) e successivamente divenne parte del Regno dei Longobardi e in seguito del Regno dei Franchi.
Dal X secolo la città di Genova divenne sempre più indipendente fino a formare la Repubblica marinara di Genova, ed ebbe numerosi scontri contri i Saraceni.
Verso la fine 1700 la Repubblica di Genova cadde sotto il dominio francese di Napoleone Bonaparte e nel 1805 venne annessa ufficialmente al Primo Impero francese.
Nel 1815 entrò a far parte del Regno di Sardegna e nel 1861 venne annessa al Regno d'Italia.
La Liguria ha acquisito un'importanza storica, in particolare in epoca mercantile e tardo medioevale, per i suoi esploratori (il più celebre è il navigatore genovese Cristoforo Colombo) e ammiragli (tra i quali Benedetto Zaccaria, Ansaldo De Mari, Oberto Doria, Oberto Spinola, Andrea Doria).



Economia

L'agricoltura ha un ruolo importante nell'economia della regione ma si concentra maggiormente su colture specifiche che consentono buoni profitti, come: fiori, frutta, ortaggi, uva da vino ed olive.
La pesca è poco diffusa perché appunto è poco redditizia rispetto all'industria e al settore terziario.
L'industria alimentare è legata alla produzione di olio di oliva e pasta.
Molto sviluppate sono le industrie della cantieristica, siderurgichemetallurgiche, le raffinerie di petrolio e le imprese chimiche.
L'attività più sviluppata è quella legata al turismo che attira migliaia di turisti attratti dal fascino della costa, dal clima particolarmente mite e dal facile collegamento di Genova con Milano e Torino. Tra le principali località turistiche vi sono sono: San Remo, Alassio, Rapallo, Santa Margherita.
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Palazzo Madama di Torino: descrizione e storia



Il Palazzo Madama, il cui nome completo è Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, si trova nella regione del Piemonte (Italia), più precisamente in Piazza Castello a Torino. Il sito architettonico è oggi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, ed è sede del Museo civico di arte antica.



Descrizione

Il Palazzo Madama ha una forma quadrangolare, nasce dall'unione di edifici diversi costruiti e ristrutturati tra il XIV e il XVIII secolo (tra il 1300 e il 1800) e trae origine dalla antichissima porta romana, posta a controllo dell'ingresso orientale di Iulia Augusta Taurinorum. 


Durante la visita turista è possibile vedere l'incastro degli edifici che è ben visibile sin dal primo sguardo ed è sorprendente scoprire che alcune parti siano state aggiunte a distanza di secoli. 

Davanti a Palazzo Madama, vi è la statua dell' "Alfiere dell'esercito sardo". Il monumento nasce dalla volontà dei milanesi di ricordare le vicende del 1848. L'esercito è simboleggiato da un Alfiere che tiene nella mano sinistra il tricolore  e nella destra la sciabola sguainata pronta a essere usata per difendere la bandiera nazionale.

Al suo interno i percorsi guidati si sviluppano su quattro piani:
  • al piano terra: qui si trova l'arte del periodo gotico e del rinascimento.
  • al primo piano: le stanze barocche in cui abitorono le Madame Reali, le arti del Seicento e del Settecento, la quadreria, i mobili di Piffetti e Prinotto, le fastose decorazioni delle sale.
  • al secondo piano: le Arti decorative di tutte le epoche: ceramiche, avori, oreficerie, tessuti, vetri…
  • al terzo piano: la torre panoramica offre una vista speciale sulla città e sull’ambiente naturale circostante.
  • i sotterranei: il cuore della storia antica si trova al suo interno scendendo nei sotterranei che si presentano come un labirinto cuniculi scomodi da attraversare e per questo chiusi al pubblico, essi venivano usati per consentire ai Savoia di raggiungere indisturbati luoghi fuori città. Oltre ad essi sono collocati i resti sotterranei della porta romana, le prigioni medievali e le cantine juvarriane.

Nella Torre dei Tesori sono esposte alcune delle opere più rappresentative del museo: il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, il codice delle Très belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry oltre ad una serie di oggetti artistici provenienti dal Gabinetto delle meraviglie di Carlo Emanuele I di Savoia. Sono poi presenti opere scultoree raffiguranti il tema iconografico del compianto sul Cristo morto.



Storia

È un edifico che riassume perfettamente la storia della città di Torino sia dal punto di vista strutturale che per le funzioni avuto nel corso del tempo.

Inizialmente era costituito solamente dalle torri della Porta Praetoria risalenti all'epoca romana. Nel corso dei secoli divennero sempre meno utilizzate all'interno della cinta muraria, ma tra il 1276 e il 1280, il marchese di Monferrato, divenuto padrone della città decise di valorizzarle con lo scopo di realizzare un castello fortificato (non a caso ancora oggi si affaccia in piazza Castello) e, infatti, decise di aggiungere altre due torri per renderlo maggiormente difensivo.

Nel XV secolo la città di Torino passò sotto il dominio Savoia-Acaja ed era un'epoca in cui i castelli venivano visti sempre meno come fortezze bensì come delle residenze signorili. Infatti Ludovico di Savoia-Acaia apportò delle modifiche all'edificio che non riguardavano il rafforzamento della struttura per incrementarne il livello difensivo, ma si trattava di nuove esigenze del periodo: raddoppiò le dimensioni del castello e per cominciare gli diede una forma quadrata con cortile e portico, fece introdurre quattro torri cilindriche angolari e fece abbellire gli interni con eleganti affreschi.

Nei secoli XVI-XVII ospitò la duchessa Bona di Savoia, i duchi Carlo Emanuele e Caterina di Spagna, Madama Cristina di Francia.

Nel '600 il palazzo venne assegnato come residenza alla vedova del re, Madama Reale, (dalla quale prende il nome il "Palazzo Madama"). Successivamente il palazzo passo nelle mani di altre regine che fecero ulteriori interventi alla struttura seguendo come modello la reggia di Versailles. Nel 1721 la ricostruzione venne affidata a Filippo Juvara per Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, detta la "seconda Madama Reale": con la costruzione dell'elegante facciata a due ordini che, nella parte superiore, presenta grandi finestroni separati da colonne corinzie scanalate; all'interno uno scalone a due rampe porta all'atrio che si trova al piano superiore e che dà accesso al cosiddetto salone degli svizzeri e una decorazione interna fastosa. Il progetto di Filippo Juvara non fu portato a termine del tutto, come accadeva spesso nella storia dei palazzi dei Savoia. All'epoca dell'occupazione napoleonica il palazzo cadde in abbandono e si arrivò addirittura a pensare alla sua demolizione; in seguito venne adoperato come prigione (fu allora che i grandi saloni furono trasformati in piccole celle) e poi come sede di uffici pubblici. 
Carlo Alberto fece restaurare l'edificio prima facendolo sede della Pinacoteca Regia, poi sede del Parlamento subalpino e di quello italiano dal 1848 al 1864. 
Nel 1934 è diventato sede del Museo civico d'arte antica, come luogo di  conservazione e memoria del patrimonio storico ed artistico della città e della regione.

Nel 2014 è stato approvato il passaggio di proprietà di Palazzo Madama dallo Stato italiano alla Città di Torino.
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Etna: descrizione e storia



L'Etna è il vulcano più grande d'Europa e tra i più attivi del mondo. Si trova nella Sicilia orientale, nella provincia di Catania ed è delimitato alla base dal Mar Ionio a est e dai fiumi Alcantara a nord e Simeto a sud. L'Etna, detta anche Mongibello (monte-gebel), è chiamata dagli abitanti della regione con l'appellativo "la Montagna" (o 'a Muntagna, in siciliano) ad indicare il suo riconoscimento come la montagna per eccellenza.



Descrizione

La forma dell'Etna non è sempre stata come la conosciamo tutti. Tutto ebbe inizio circa 500mila anni fa, quando l'attrito tra due zolle diede origine alle prime eruzioni sottomarine. Tale fenomeno duro per circa 300.000 anni finché non ebbe inizio un'attività di tipo fessurale (con fessure o fratture ai fianchi del vulcano provocate dal suo rigonfiamento o sgonfiamento con la fuoriuscita di lave molto fluide). Da questa attività assume la forma di "vulcano a scudo", il nome deriva dalla forma del cono vulcanico, che, visto di profilo, assomiglia ad uno scudo.
Trascorsi 100.000 anni in questa forma a scudo, l'Etna comincia a crescere in verticali fino ad assumere la sua attuale forma a cono, trasformandosi in uno stratovulcano, cioè in un vulcano di forma generalmente conica costituito dalla sovrapposizione di vari strati di lava solidificata e ceneri vulcaniche, caratterizzati da pendii piuttosto ripidi e periodiche eruzioni di tipo esplosivo. 
Secondo alcuni studiosi questa trasformazione è avvenuta per via dell'innalzamento del livello dei mari che avrebbero tappato alcuni flussi di lava costringendoli a trovare altri percorsi di sfogo.

L'altezza dell'Etna cambia molto frequentemente a causa delle sue eruzioni che ne determinano l'innalzamento o l'abbassamento. All'inizio del 1900 era alta 3295 m, negli anni '60 ha raggiunto 3323 m, e nel 1978 il Cratere di Nord-Est ha raggiunto 3340 m di altezza, e 3350 nel 1981. Da allora, l'altezza del vulcano è progressivamente diminuita: 3330 m nel 1998, 3326 m nel 2018, e dopo un collasso al Cratere di Nord-Est a febbraio 2019, circa 3320 m.
Nel 2021 è stata misurata la vetta più alta del cratere di Sud-Est che raggiungeva i 3357 m.

La superficie dell'Etna è di 1.570 km², ha un diametro di base di circa 45 km e un perimetro di base di circa 212 km.

Il clima sull'Etna è molto vario a causa della sua considerevole altezza e della sua vasta superficie, ma nelle zone più alte lo si può definire un clima di tipo alpino. Le temperature medie annue variano dai 13-14 °C della base ai 2-3 °C della vetta. In inverno, specie nelle zone più alte, il clima freddo è caratterizzato da forti venti ed ampi tratti del territorio sono coperti di neve.




Attività vulcanica

Nel corso di migliaia di anni l'Etna è stata protagonista di numerose eruzioni vulcaniche. Tra le più importanti vi sono:

- L'eruzione del 252 d.C., che aveva colpito il nord di Catania. Si narra che un gruppo di fedeli prese il velo su cui era stata avvolto il corpo di S. Agata e lo misero in prossimità della colata lavica. Questa si arrestò prima di investire la città il 5 febbraio, esattamente il giorno in cui S. Agata era morta l'anno prima.

- L'eruzione del 1614 è nota per essere la più lunga, infatti ebbe una durata di dieci anni. Ebbe luogo sull’alto versante settentrionale del vulcano e ne ricopri 21 km di superficie rilasciando un miliardo di metri cubi di lava

L'eruzione del 1669 durò 4 mesi, arrivò a distruggere la parte occidentale di Catania ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi ricoprendo 40 km di superficie per una lunghezza massima di 17 km. Questa eruzione è stata caratterizzata anche da un'intensa attività esplosiva che ha formato il grande cono oggi chiamato Monti Rossi. Le mura medievali della città contennero e deviarono la colata che raggiunse la costa accumulandosi contro le mura del castello Ursino, che allora si trovava a picco sul mare mentre oggi è al centro della città. La lava del 1669 è anche ricordata come il primo tentativo di deviazione di una colata ad opera dell’uomo: un gruppo di persone guidate dal sacerdote di Pedara, coperte di pelli a protezione dal forte calore, con pale, picconi e scalzatori, aprì una breccia nel canale lavico per far defluire in parte la lava verso ovest. Il tentativo però non piacque agli abitanti di Paternò che lo bloccarono con una certa preoccupazione per la nuova direzione del flusso.

Tra le eruzioni recenti più recenti, vi sono:
  • Nell'eruzione del 1983 si tentò per la prima volta la deviazione del corso lavico per mezzo di esplosivi per salvare i centri abitati alle pendici.
  • l'eruzione del 1991 durò 473 giorni ed è considerata la più importante e la più lunga del XX secolo. La lava fuoriuscì da un insieme di fratture localizzate lungo la base del cratere sud-est e, in pochi giorni, dalla quota 3100 raggiunse la quota 2400 m.s.l.. La lava era arrivata alla Valle del Bove ed era quasi giunta a Zafferana Etnea, così per mezzo di ruspe venne fatto costruire un argine fatto di sassi e di terra che resse all’urto.
  • Anche nell'eruzione del 2001 fu necessario l'uso dell'esplosivo (C4 di 7 tonnellate) che permise di salvare Zafferana Etnea, e il canale di scolo verso Zafferana venne ostruito con grossi massi, costringendo il flusso lavico a deviare verso la Valle del Bove.
Eruzione Etna del 16 Febbraio 2021 ©Scuolissima.com




Turismo e cose da vedere

Si consiglia di visitare l'Etna in primavera e in estate per godere della fioritura e del fresco, oppure in inverno per praticare lo scii quando il vulcano è innevato. Dal momento che le esplosioni sono improvvise e, quindi, molto pericolose, per ragioni di sicurezza è consigliato affidarsi alle visite guidate.

Data l'importanza della flora e della fauna specifiche del luogo, al fine di tutelare un ambiente naturale unico per la sua bellezza il 17 marzo 1987 è stato istituito il Parco dell'Etna.

In cima al vulcano non si trova alcun tipo di vegetazione perché la superficie viene periodicamente ricoperta dalla lava.

Intorno ai 2500 metri si trovano la saponaria, l'astragalo siciliano, il tanaceto, il cerastio, il senecio, la camomilla dell'Etna, il caglio dell'Etna, la romice e qualche muschio e lichene.

Intorno ai 2000 metri si trovano il pino loricato, la betulla dell'Etna, il faggio e più in basso anche castagno, ulivo, la ginestra dell'Etna (una meraviglia vedere il giallo dei fiori della ginestra spiccare nel nero della lava vulcanica).

Nella zona collinare, tra i 650 e gli 850 metri di altitudine circa, si trovano vigneti, frutteti, colture di pistacchio, noccioleti.

La ricca fauna, a seconda dell'altitudine, comprende esemplari di gatto selvatico (specie in estinzione in Sicilia), volpi, istrici, martore, conigli selvatici, lepri, donnole, ricci, ghiri, quercini, topi, pipistrelli, serpenti, uccelli rapaci diurni come le aquile reali, gli sparvieri, le poiane, i falchi pellegrini, i gheppi e numerose altre varietà di uccelli notturni come il barbagianni, l'allocco e il gufo il cui spettacolo contribuirà a coinvolgervi in un'esperienza indimenticabile.


All'interno del parco dell'Etna sono presenti oltre 200 grotte. Le più famose sono: 
  • la grotta dei Lamponi, 
  • la grotta del Gelo (con ghiaccio perenne al suo interno e temperature inferiori a -6 °C), 
  • la grotta dei tre livelli (tra le grotte più estese al mondo), 
  • la grotta delle Palombe.



Curiosità

Per via delle sue enormi dimensioni e per la spettacolare attività vulcanica, l'Etna è diventato protagonista di innumerevoli miti e leggende fin dall'antichità. Eccovi alcuni esempi:

- Nella Grecia pre-socratica (precedente a Socrate), il filosofo Empedocle era affascinato dagli elementi naturali (fuoco, acqua, terra e aria) e li studiava e osservava sognando di diventare un tutt'uno con essi. Di lui si diceva che fosse un mago in grado di controllare le tempeste e che era adorato come un Dio. Secondo la leggenda prese dimora proprio sull'Etna per spiegare i fenomeno eruttivi e che sia morto gettandosi volontariamente all'interno del cratere.

- Nella Divina Commedia, Dante accenna al fatto che Tifeo si trovi sotto la Sicilia. Secondo una leggenda il gigante Tifeo ha combattuto contro Zeus e stava quasi avendo la meglio. Quando Tifeo stava per lanciare un grosso macigno a Zeus (si pensa fosse l'intera Sicilia), questi gli scagliò una fulmine che lo ferì gravemente. Così Tifeo, ormai senza forze, non riuscì a sostenere il peso dell'enorme macigno che gli franò addosso rimanendone eternamente prigioniero. La tradizione popolare vuole che Tifeo sostenga la Sicilia in una sorta di crocifissione e che ogni qual volta il gigante si infuria, fa vomitare fuoco e lava dall’Etna, mentre le scosse non sono altro che il tentativo di Tifeo di liberarsi dal legame eterno.

- Secondo Omero nelle viscere dell'Etna si trova la grande fucina del dio Efesto, dove lavorava insieme ai Ciclopi, e nella quale furono forgiate le armature, lo scudo e le armi di Achille (l'eroe dell'Iliade). 
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Il Piemonte - Riassunto



Il Piemonte è una regione italiana di 4.273.210 abitanti. È la seconda regione italiana per superficie (dopo la Sicilia), settima per numero di abitanti. L'origine del nome della regione deriva dal latino ad pedem montium che significa "ai piedi dei monti". Il territorio è infatti circondato su tre lati dalle Alpi.

Confini: la Valle d'Aosta si trova nell'Italia nord-occidentale, non ha accesso al mare e confina a nord con la Svizzera, a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a est con la Lombardia, a ovest con la Francia, a sud con la Liguria e a sud-est con l'Emilia Romagna.



Territorio:

Il territorio del Piemonte è prevalentemente montuoso ma estese sono anche le zone collinari e pianeggianti. Le Alpi piemontesi scendono con pendii molto rapidi direttamente verso la pianura. La regione possiede alcune delle più alte vette della catena alpina: il monte Rosa (4634 m) e il Gran Paradiso (4061 m) in condivisione con la Valle d'Aosta; il Monviso (3841) da cui nasce il fiume Po; inoltre valichi e trafori collegano la regione con Francia (colle di Tenda, colle della Maddalena, colle del Monginevro, traforo del Fréjus) e Svizzera (traforo del Sempione).
Fiumi: Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti affluenti del fiume Po, che attraversa la regione da ovest a est. Tra i più importanti fiumi vi sono: il Ticino, il Tanaro, lo Scrivia, il Sesia e la Dora Baltea.

Laghi: I maggiori laghi naturali sono il Lago Maggiore (uno dei laghi più grandi in Italia), il Lago d'Orta e il Lago di Viverone.

Superficie: 25.387,07 km²
Montagna: 43,3%
Collina: 30,3 % Pianura: 26,4%



Clima

Il clima della regione varia a seconda se ci si trova nella zona montuosa o pianeggiante. Nelle zone montuose gli inverni sono più rigidi rispetto alle zone pianeggianti, dove ugualmente la temperatura scende sotto lo zero e le nevicate sono abbondanti. Le estati sono fresche e piovose in montagna, calde e afose in pianura. Frequenti sono le nebbie nelle stagioni autunnali e invernali in presenza di elevati livelli di umidità.



Popolazione

La maggior parte della popolazione vive in pianura e nei fondovalle abitabili e utilizzati per traffici commerciali. Assai meno abitate sono le zone montuose, alcune delle quali sono prive di abitanti.Le Alpi non rappresentano un ostacolo dal momento che pur essendoci comunità appartenenti a stati diversi hanno in comune lingua, usi e tradizioni.
Tra le minoranze linguistiche vi sono anche l'occitano, il francoprovenzale, il francese e il walser (i Walser sono una popolazione di lingua tedesca originaria della Svizzera che vivono nelle valli del Monte Rosa).



Città e Province:

Nel Piemonte ci sono 8 province e 1181 comuni.
  • Torino è il capoluogo della regione e una delle città più popolose d'Italia, inoltre vi è la sede della FIAT;
  • Alessandria, famosa per i suoi vini bianchi e i biscotti Krumiri;
  • Asti, famosa per l'omonimo vino spumante;
  • Biella, famosa per le molte eccellenze enogastronomiche;
  • Cuneo, dove si possono trovare numerosi outlet;
  • Novara, famosa per i biscotti "il biscottino di Novara";
  • Verbano - Cusio - Ossola, nota per il suo incantevole paesaggio;
  • Vercelli, per la presenza di chilometri e chilometri di risaie.



La bandiera e lo stemma

La bandiera del Piemonte

La bandiera del Piemonte è formata da una croce bianca in campo rosso con bordo e lambello blu a tre gocce.


Stemma della regione Piemonte

Lo stemma del Piemonte risale all'anno 1424. È un quadrato con una croce d'argento in campo rosso spezzata da un lambello azzurro in alto.




Storia

Nel I millennio a.C. il Piemonte era popolato dai Liguri (Taurini) lungo la costa e al nord degli Appennini, e dalle tribù celtiche (Salassi) nelle Alpi e in vaste zone della pianura. Successivamente arrivarono i Romani ad occupare il territorio e diedero un importante contributo: colonizzarono la pianura, costruirono strade per attraversare le Alpi, fondarono numerose città come Eporedia (Ivrea) e Augusta Taurinorum (Torino).Alla caduta dell'Impero Romano il Piemonte passo nelle mani del Regno dei Longobardi, in seguito venne assorbito dal Regno dei Franchi.Il territorio venne coinvolto nella lotta fra Impero, Papato e Comuni: durante queste lotte nacque la città di Alessandria (prese il nome dal papa Alessandro III) che era schierata contro l'imperatore. Uno dei comuni più attivi era quello di Asti e tra i signori più potenti figuravano i marchesi di Monferrato.Dal XVI secolo in poi acquisirono sempre più potere i duchi di Savoia, che conquistarono dapprima il territorio piemontese, dal 1815 anche quello della Repubblica di Genova e nel 1720 anche la Sardegna con il Trattato dell'Aia.Nel 1859 i Savoia cedettero Savoia e Nizza alla Francia in cambio dell'aiuto per espandersi nel nord Italia. Dal 1861, la regione fa parte dello stato italiano.



Economia

L'agricoltura è una delle attività meglio sviluppate, in particolare per la produzione di riso a Vercelli e Novara, per la viticoltura nelle regioni collinari delle Langhe e del Monferrato (a sud di Torino), per la produzione di vini spumanti (famosi quasi quanto lo champagne francese), la produzione di nocciole che viene sfruttata per l'industria dolciaria, la produzione di grano e mais.
L'industria è molto sviluppata, in particolare l'industria meccanica per la FIAT (che produce automobile e aerei). Ad Ivrea è molto sviluppata l'industria elettronica (legata alla Olivetti), a Biella l'industria tessile e ad Alba si trova la Ferrero (nota industria dolciaria produttrice della Nutella).
Il turismo è molto diffuso soprattutto nella stagione invernale per le frequentatissime località sciistiche, ma anche perché vi sono numerose bellezze naturali e attrazioni d'arte e culturali (laghi, castelli, abbazie, il carnevale di Ivrea, i famosi tartufi di Alba, il museo nazionale del cinema a Torino, il Parco Nazionale di Val Grande, la Mole Antonelliana, il Palazzo Madama di Torino, la Basilica di Superga a Torino).
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Il castello di Fénis: descrizione e storia



Il castello di Fénis si trova nella regione della Valle d'Aosta (Italia), più precisamente nel comune di Fénis. È un'importante attrazione turistica ed è anche uno dei castelli meglio conservati in Italia.



Descrizione

La maggior parte dei castelli della Valle d'Aosta è collocata su una posizione dominante, come la sommità di un promontorio roccioso (tra questi il castello di Verrès e il castello di Ussel), in modo tale da poter beneficiare della difesa naturale e avere un controllo migliore del territorio. Invece il castello di Fénis si trova su un'area pianeggiante, privo di difese naturali, ma in compenso possiede una struttura estremamente complessa e molto difensiva.

Ha la forma di un pentagono irregolare ed è circondato da una doppia cinta muraria merlata lungo la quale sono posizionate molte torri. Agli angoli sono collocate torrette circolari, nello spigolo sud-ovest vi è una massiccia torre e nello spigolo a sud si trova una torre a pianta quadrata.
Per accedere al castello si deve attraversare una torre quadrata che era dotata di saracinesca pronta ad essere abbassata in caso di pericolo.

All'interno del castello è possibile vedere al piano terra la sala delle armi, il refettorio (sala pranzo) per i soldati e i servitori, la dispensa, la cucina e il grosso camino che propagava il calore anche nei piani superiori. 
Al primo piano si trovano la cappella, la camera domini, la cucina nobile, la sala da pranzo dei signori e la sala della giustizia.
Vi è un cortile interno con scalone circolare su cui domina l'affresco con raffigurato San Giorgio che uccide il drago. Il cortile è circondato su tre lati da una doppia balconata in legno in corrispondenza dei due piani superiori. Lungo le pareti della balconata è possibile leggere proverbi e massime morali scritte in francese antico.
La parete orientale infine è ornata dai dipinti dell'Annunciazione e di San Cristoforo, attribuiti ad un pittore vicino alla scuola di Jaquerio e databili intorno al 1425-30.



Storia

Un documento datato 1242 afferma che il castello di Fénis, anticamente chiamato castrum Fenitii, fosse di proprietà del visconte di Aosta, Gotofredo di Challant e dei suoi fratelli.
Inizialmente il castello di Fénis consisteva un semplice mastio, ovvero una torre isolata circondata da un muro. Nel XIII secolo la famiglia degli Challant decise di ampliare la costruzione (perché nel corso del tempo sono nate nuove tecniche di costruzione dei castelli). 

Da una cinta di mura si è passati a tre cinte (esterna, mediana e interna), inserendo tra le mura sia torri che edifici. La torre iniziale è stata inserita nella seconda cinta.

I lavori proseguono per quasi due secoli, e nel XV e nel XVI secolo all'area residenziale, che era molto semplice, vengono aggiunte delle novità come un enorme camino posto nella cucina che arriva sino alle stanze superiori per mantenerle al caldo, l'inserimento di numerosi affreschi e altre decorazioni pittoriche nei ballatoi, nelle sale e nella cappella, simbolo di potenza e di prestigio. 

Come potete notare sono dei comfort, aggiunti per scopo estetico e per esigenze. È chiaro che più andavano avanti questo tipo di lavori e più il castello perdeva la sua funzione militare, allo stesso tempo acquisiva sempre di più un ruolo di tipo amministrativo come riscossione delle imposte e dei tributi, amministrazione della giustizia ecc. 

Nel 1387 il castello passo nelle mani di Bonifacio I di Challant, che diede inizio a una nuova campagna di lavori, tra i quali: riallineamento dei piani del corpo centrale, costruzione di un nuovo piano ricavandolo dal sottotetto, rimodernamento del cortile interno con due ballatoi e il grande scalone che tutt'ora oggi sono presenti. Fu l'ultimo degli antichi proprietari ad interessarsi della solidità della struttura del castello.

Nel 1705 morì l'ultimo esponente della famiglia Challant-Fénis (Antonio Gaspare Felice), che non aveva effettuato alcun lavoro alla struttura ma si preoccupò solamente di inserire nuovi affreschi nel cortile interno. Il castello passò nelle mani del cugino Giorgio Francesco di Challant Châtillon, che a sua volta l'ha venduto per saldare ingenti debiti. Da qui in poi ebbe inizio un periodo di vera decadenza perché il castello cambiava spesso proprietario. Divenne un'abitazione rurale (abitato da famiglie che non ne erano i proprietari): le sale del pianterreno furono adibite a stalle, mentre il primo piano fu usato come fienile. 

Nel 1895 il castello di Fénis venne acquistato dallo Stato italiano mediante l'architetto e pittore Alfredo d'Andrade, che diede inizio a una campagna di lavori nel castello sotto la sua supervisione e consisteva principalmente nell'arrestare il degrado della struttura (mura, tetti, solaio, serramenti erano da riparare in quanto pericolanti) e l'aggiunta di una nuova strada per accedere al castello nella zona est.

Nel 1896 il castello di Fénis è stato dichiarato monumento nazionale di proprietà della Valle d'Aosta ed aperto al pubblico attraverso visite guidate.



Curiosità

- Una leggenda narra che all'interno del castello vaga un fantasma, quello di un bambino ucciso dalla sua matrigna perché era diventato una presenza scomoda, in quanto figliastro, per l'eredità al trono dell'altro suo figlio. La donna, sposa in seconde nozze del castellano, avrebbe poi nascosto il corpo del figliastro negli anfratti del castello.

- Il castello di Fénis è stato usato anche in ambito cinematografico, ma solo per le riprese degli esterni, in occasione del film "Fracchia contro Dracula" (1985).
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