Cigli o ciglia: come si scrive?



Nella lingua italiana ci sono parole che hanno più di un significato. Sono dette parole polisemiche. Una parola polisemica è "ciglio", la cui parola al singolare è usata per indicare il singolo pelo ricurvo che nasce sul margine delle palpebre con lo scopo di proteggere l'occhio, oppure il ciglio della strada, cioè il margine esterno della strada.



Il plurale di ciglio

Il plurale del ciglio dell'occhio è ciglia. Si usa il singolare per indicare il ciglio che ogni volta finisce dentro l'occhio, viene usato il plurale per indicare l'insieme delle ciglia di uno o più occhi.

In botanica il termine ciglia è usato per indicare la sottile peluria disposta come le ciglia delle palpebre al margine di una foglia.

In biologia, con il termine ciglia, si fa riferimento all'interno della cellula in cui sono presenti degli organelli corti e sottili raggruppati che si estendono dalla superficie di molte cellule eucariote, come le ciglia vibratili che tappezzano le vie respiratorie e le vie genitali femminili. 

Il plurale del ciglio della strada è cigli: il ciglio stradale e i cigli stradali. Anche se solitamente questo vocabolo è utilizzato al singolare se non altro per praticità.

Quindi...

OCCHIO: ciglio al singolare, ciglia al plurale.

STRADA: ciglio al singolare, cigli al plurale.




Esempi

Qui di seguito trovate alcune frasi che utilizzano il singolare ciglio e il plurale ciglia:
Mi è entrato un ciglio nell'occhio.
È pericoloso camminare sul ciglio di questa strada. Per questo uso l'auto anche per tratti brevi di strada.
Dovrei andare dall'estetista per farmi sistemare le ciglia.
Esiste un metodo per infoltire e rinforzare le ciglia?
Ho trovato di tutto lungo i cigli stradali: materassi, mobili, lavatrici, vetri rotti e persino un pitone.
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Occhio per occhio, dente per dente - Significato



Occhio per occhio, dente per dente, spesso abbreviato in occhio per occhio, è un modo di dire della lingua italiana che si apprende da già bambini perché lo si studia per la prima volta nella materia storia sin dalla scuola elementare.



Significato

L'espressione "Occhio per occhio, dente per dente" sta a significare che se una persona fa del male a un'altra persona, dovrà essere punita allo stesso modo in cui ha fatto del male alla sua vittima. Ovvero se una persona cava un occhio ad un'altra persona, quest'ultima ottiene il diritto di rispondere con lo stesso danno e così entrambi si ritroveranno senza un occhio: in questo modo si cerca di ristabilire un equilibrio, offrendo una giustizia anche per la vittima.

Viene nominato l'occhio perché è una parte importante del corpo umano ed è il più evoluto dei cinque sensi, e il fatto che subito dopo venga nominato il dente (cioè una parte del corpo vicino all'occhio) mi porta a pensare che in uno scontro corpo a corpo innescato da una lite veniva preso di mira il volto di una persona e capitava che qualcuno ci rimettesse un occhio o un dente, o entrambi.

Quello che è importante capire è che occhi e denti vengono nominati solo a titolo di esempio, tale modo di dire può avere anche altri usi all'infuori del danno fisico. Ad esempio se vi trovate insieme a un gruppo di amici e a un certo punto uno di loro racconta un episodio imbarazzante su di voi (es. quando da piccoli bagnavate il letto, o eravate caduti rovinosamente a terra, o avevate paura del buio o di un animale ecc.), applicando la regola del "occhio per occhio, dente per dente" acquisirete il "diritto" di raccontare a vostra volta un episodio imbarazzante verso chi vi ha messo per primo in imbarazzo.

Un modo di dire dal significato simile è: "Ripagare con la stessa moneta".



Origine

L'espressione "Occhio per occhio dente per dente" è stata usata nel corso del tempo in diverse culture o civiltà, alcune ancora esistenti ed altre ormai scomparse.

Come abbiamo già detto, lo si studia a scuola per la prima volta nel programma di storia delle elementari in cui si affronta come argomento il Codice di Hammurabi, risalente al XVIII secolo a.C. e appartenente alla civiltà babilonese. Esso fa larghissimo uso della Legge del taglione, e cioè la pena per i vari reati era spesso identica al torto o al danno provocato, da qui l'espressione "occhio per occhio, dente per dente". 
A quei tempi esisteva la schiavitù, e per gli schiavi, considerati come degli oggetti o degli animali, non era possibile vendicarsi di un torto o danno subito applicando la legge del taglione, ma si otteneva un risarcimento in denaro.

La legge del taglione viene affermata solo nel diritto romano arcaico, quello delle dodici tavole. Infatti nella Tavola VIII riguardante gli illeciti, si dice: 
«Si membrum rupsit, ni cum eo pacit, talio esto.» (in latino)

«Se una persona mutila un'altra e non raggiunge un accordo con essa, sia applicata la legge del taglione.» (in italiano)

Al contrario di quanto si possa pensare, lo scopo della legge "occhio per occhio" era quello di ridurre l'uso della violenza. Se un individuo era conoscenza del fatto che facendo del male a un altro individuo avrebbe subito la stessa sorte, era inevitabile che prima di commettere quell'atto malvagio ci avrebbe pensato più di una volta. Inoltre chi subiva il torto o il danno non poteva d'impulso vendicarsi rispondendo allo stesso modo, ma era necessario rivolgersi prima ai giudici che, una volta appresa la situazione, potevano autorizzare il tipo di pena in modo che non fosse né troppo leggera né troppo dura, per ottenere una pena giusta.


Questa espressione si trova anche nella Bibbia (Antico Testamento):
«Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all'altro.» (Levitico 24, 19-20)
«Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione. Se uno colpisce l'occhio del suo schiavo o l'occhio della sua schiava e glielo fa perdere, li lascerà andare liberi in compenso dell'occhio perduto. Se fa cadere un dente al suo schiavo o un dente alla sua schiava, li lascerà andare liberi in compenso del dente perduto..» (Esodo 21,24-27)

E si può trovare anche nel Vangelo secondo Matteo (Nuovo Testamento):
«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.» (Mt 7,12)

Inoltre Gesù resosi conto che molti avevano interpretato male la legge "occhio per occhio" cercò di correggere il loro modo di pensare. D'altronde anche quando ci si vendica spesso non si riesce a porre fine all'ostilità perché uno dei due litiganti vuole a sua volta dire la sua, imporre la sua forza infliggendo un danno maggiore all'altro, e perciò per spezzare questa "catena" basata sulla vendetta Gesù disse che ci si può difendere dal proprio aggressore e allo stesso tempo impedire al male (= alla sete di vendetta) di prendere il sopravvento:
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra. (Matteo 5,38-45)



Come si usa

Questo modo di dire viene usato oggigiorno per vendicarsi di un torto o un danno subito.

ESEMPIO:
Se racconti alla mamma che ho rotto il vaso di vetro, le dirò che hai graffiato il retro dell'auto. Occhio per occhio...
So che mio marito mi tradisce con la sua segretaria e per questo lo tradisco con il postino. Occhio per occhio, dente per dente.
- Perché mi hai dato una sberla?
- Ti sto restituendo quella che che mi hai dato la scorsa volta e poi sei scappato via. Te la meriti!!! Occhio per occhio, dente per dente.
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Province o Provincie: come si scrive?


Le provincie dell'Impero Romano (116 d.C.)

La provincia è una suddivisione amministrativa statale formata da comuni confinanti tra loro, quello maggiore per importanza o estensione ne è il capoluogo. In Italia, fatta l'eccezione per la regione Valle d'Aosta che possiede una sola provincia, le altre regioni ne posseggono almeno due e addirittura la Lombardia ne possiede dodici. 

Finché la parola "provincia" viene usata al singolare, tutti sono d'accordo che debba essere scritta in questo modo, ma per quanto riguarda la sua forma plurale potrebbe venire fuori il dubbio se la parola diventi "province" o "provincie", ovvero se debba terminare in -ce o in -cie.



La regola grammaticale

Se andate a leggere la Costituzione della Repubblica Italiana (datata 27 dicembre 1947) sul sito del Senato o della Corte Costituzionale, troverete che il plurale di provincia è provincie. Ciò è dovuto all'etimologia della parola, infatti "provincie" deriva dal latino provinciae, in cui è presente la "i" al termine della parola.

All'epoca era corretto scrivere "provincie", ma la lingua italiana ha subito numerosi cambiamenti nel corso del tempo e neanche 2 anni dopo la promulgazione della Costituzione Italiana, nel 1949 Bruno Migliorini ha voluto introdurre una regola nel suo articolo sulla rivista Lingua Nostra intitolato "Il plurale dei nomi in cia e gia", nella quale affermava che bisognava mettere da parte i criteri etimologici e di basarsi sulla fonetica, pertanto per tutte quelle parole che al singolare terminavano con il gruppo -cia e -gia si doveva andare a vedere quale lettera dell'alfabeto li precedeva. E ancora oggi viene seguita questa regola!

Se prima di -cia o -gia si trova una vocale, il plurale sarà in -cie o -gie (ciliegia-ciliegie, valigia-valigie).

Se prima di -cia o -gia si trova una consonante, il plurale sarà in -ce o -ge (provincia-province, pronuncia-pronunce).

Ecco perché oggi l'unica forma corretta è PROVINCE.




Esempi

Qui di seguito trovate alcune frasi che utilizzano il plurale di provincia: 
Il Governo ha stanziato 10 milioni di euro per le province alluvionate.
Il presidente della Regione ha suggerito di fondere alcune province italiane.
Roma, Milano, Napoli e Torino sono le province più popolate d'Italia.
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Il Trentino-Alto Adige - Riassunto



Il Trentino-Alto Adige è una regione italiana a statuto speciale di 1.078.746 abitanti. È la regione più settentrionale d'Italia e una delle meno popolate. Questa regione ha due nomi: la zona meridionale è il Trentino che deve il suo nome al capoluogo Trento (dal latino Tridentum – per via dei tre colli), mentre quella settentrionale è l'Alto Adige, chiamata così perché è la terra dove nasce e scorre la parte superiore del fiume Adige.

Confini: il Trentino-Alto Adige si trova nell'Italia nord-orientale, non è bagnato dal mare e confina a est e sud-est con il Veneto, a ovest e sud-ovest con la Lombardia, a nord e a nord-est con l'Austria, a nord-ovest con la Svizzera.



Territorio:

Il territorio della Lombardia è totalmente montuoso.

Le cime più elevate sono il monte Ortles (1905 m), il monte Cevedale (3769 m), le Dolomiti di Brenta (3151 m), il gruppo montuoso della Marmolada (3343 m), il Gruppo del Sella (3152 m).

Tra i valichi più importanti vi sono il Passo del Brennero, che collega Italia e Austria, e il Passo dello Stelvio che collega con la Valtellina (è assai famoso ma rimane chiuso stagionalmente tra novembre e maggio a causa della sua elevata altezza, infatti è il valico automobilistico più alto d'Italia, e perché la strada è poco agevole).

Le valli più importanti della regione sono: valle dell'Adige, val Lagarina, val di Sole, val Venosta, valle Isarco, val Pusteria, la val di Fiemme e di Cembra, val Sugana.

Nella regione si trova il parco naturale Adamello Brenta, un'area naturale protetta istituita nel 1967 ed è la più vasta del Trentino.


Fiumi: I fiumi più importanti della regione sono l'Adige (il secondo fiume più lungo d'Italia dopo il Po), il Brenta, la Drava (affluente del Danubio), il Passirio, l'Isarco, il Noce, l'Avisio, il Sarca (immissario del lago di Garda), il Chiese (affluente del Po).

Laghi: I principali laghi naturali sono il lago di Garda, il lago di Caldonazzo, il lago di Resia.

Superficie: 13.605,5 km²
Montagna: 100%
Collina: 0%Pianura: 0% 



Clima

Il clima della regione varia a seconda dell'altitudine e della posizione in cui ci si trova. Gli inverni sono rigidi sia nei fondovalle che nelle zone di montagna più elevate, le estati sono calde e afose nei fondovalle (in particolare nella conca di Bolzano) e fresche in alto



Popolazione

La maggior parte degli abitanti risiedono nei fondovalle dove il clima è mite e il terreno è favorevole alla coltivazione.
Nel corso del tempo popoli di diverse nazionalità sono giunti nella regione e per questo oltre la lingua italiana si parla il tedesco nell'Alto Adige e il ladino in alcuni comuni come in val Badia e val Gardena.



Città e Province

Nella Liguria ci sono 2 province e 282 comuni.
  • Trento è il capoluogo della regione. In esso è possibile visitare il Castello del Buonconsiglio, il Museo delle scienze, la cattedrale di San Vigilio, Piazza Duomo e i suoi antichi palazzi affrescati.
  • Bolzano, famosa per le chiese e i musei.


La bandiera e lo stemma

La bandiera del Trentino-Alto Adige

La bandiera della Trentino-Alto Adige è formata da uno stemma, contenente due aquile di San Venceslao (Trentino) e due aquile rosse tirolesi (Alto Adige) simboli storici delle due province, che si stagliano su uno sfondo bianco e azzurro. La forma della bandiera è un rettangolo con sopra uno scudo araldico inquadrato.


Lo stemma del Trentino-Alto Adige

Lo stemma del Trentino-Alto Adige è identico alla bandiera senza lo sfondo bianco e azzurro.



Storia

Grazie ai diversi rinvenimenti archeologici si può dedurre che la regione fosse già abitata attorno al 12.000 a.C., ovvero il periodo successivo all'ultimo periodo glaciale.

Verso il I secolo a.C. giunsero i Romani che si liberarono della popolazione dei Reti e compresero l'importanza strategica del territorio di Trento e costruirono due grandi strade. L'impero romano presiedé in questa regione per 5 secoli.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 d.C., vi fu un'epoca di instabilità politica e il territorio passo nelle mani del Regno di Odoacre, del Regno degli Ostrogoti, dei Longobardi e dell'Impero Carolingio (di Carlo Magno).

Per la sua collocazione geografica e storico-culturale di città posta nel mezzo tra il mondo italiano e quello germanico, nel 1542 Trento venne scelta come sede per il Concilio di Riforma della Chiesa, noto con il nome "Concilio di Trento" (1545-1563), voluto dalla Chiesa cattolica minacciata dal protestantesimo.

Nel 1796 ebbe inizio l'epoca napoleonica con conseguente sconfitta delle truppe asburgiche e dei loro alleati. Nel 1810 con il Trattato di Parigi tra Francia e Baviera, parte del Trentino e dell'attuale Bolzano vennero annessi al Regno d'Italia napoleonico.

Nel 1814 il territorio, in quanto parte del Tirolo, passò assieme al Trentino all'impero austriaco e nel 1867 all'Impero austro-ungarico. Nel 1920, a seguito della sconfitta dell'impero austro-ungarico dopo la prima guerra mondiale, il territorio venne annesso al Regno d'Italia.

Nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale, rimase sotto giurisdizione dello stato italiano grazie all'accordo De Gasperi-Gruber firmato tra Italia e Austria. 

Nel 1948 il Trentino-Alto Adige viene riconosciuto come regione italiana a statuto speciale.



Economia

L'agricoltura è molto sviluppata nei fondovalle, in particolare nel settore della frutticoltura (mele, pere, pesche) e la viticoltura.

Importante per l'economia della regione anche l'allevamento bovino per la produzione di latte.

L'industria è poco sviluppata, da segnalare sono le industrie legate al settore alimentare, alla lavorazione artigianale del legno e all'industria idroelettrica.

L'attività più importante è il turismo, in particolare quello invernale, ma la regione risulta essere molto frequentata anche in estate. È una meta turistica per tutti gli appassionati di montagna grazie anche alla buona organizzazione alberghiera e di tutte le strutture ricettive correlate come rifugi alpini, ristoranti, pub, stazioni sciistiche e strutture sportive.
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Aeroporto, aereoporto, areoporto: come si scrive?


Foto di un aeroporto

L'Accademia della Crusca è un'istituzione italiana che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia della lingua italiana, che si prende la responsabilità di stabilire come si scrivono determinate parole sciogliendo ogni dubbio, come quello in questione, fornendo delle spiegazioni molto dettagliate. Ho iniziato con questa premessa perché reputo parecchio interessante la spiegazione fornita dall'Accademia della Crusca riguardante il dubbio se si scrive aeroporto o aereoporto (anche se un po' difficile da ricordare a distanza di tempo).

La forma corretta è AEROPORTO, in quanto la parola è composta dal prefisso "aero-" che sta a indicare l'aria e dalla parola "-porto", che inizialmente era utilizzata esclusivamente per indicare i mezzi di trasporto navali, ma con l'aggiunta del prefisso "-aero" ha la funzione di indicare il luogo di attracco per i mezzi di trasporto aerei, ovvero un'area predisposta per il decollo e l'atterraggio degli aerei, per il loro rifornimento, la manutenzione e il ricovero, e per il movimento dei passeggeri e delle merci.

Ed è la parola "aeroplano", che deriva dal francese aéroplane, ad aver influenzato tutte le altre parole che derivano da essa e che hanno come prefisso aero- (= aria), tra queste vi sono: aeroporto, aeronautica, aerostato, aeromobile, aerobica, aeromodello, aerosol, aerosiluro ecc. Per questo motivo si scrive aeroporto e non aereoporto

Dal momento che "aereo" è la forma sostantivata dell'aggettivo aéreo, non segue la regola precedentemente indicata. Molti sono indotti in errore pensando che basti aggiungere ad "aereo" la seconda parte della parola, -porto, per creare una nuova parola. Quindi la parola aereoporto, così come areoporto (alterazione dovuta alla pronuncia), non esiste nella lingua italiana. In realtà con il termine "aereo", che è più un'abbreviazione di apparecchio o veicolo aereo (e non di aeroplano), si sta ad indicare la CATEGORIA di veicoli di trasporto in grado di volare, mentre l'aeroplano è UNO dei tanti veicoli aerei. C'è una bella differenza anche se nel linguaggio parlato vengono spesso usati i termini aereo e aeroplano come se fossero la stessa cosa.




Esempio

Qui di seguito trovate alcune frasi per capire come e quando usare le parole aeroporto, aereo e aeroplano:

1) L'aeroporto di Catania è stato chiuso nella notte a causa della copiosa ricaduta di cenere vulcanica dell'Etna che ha interessato la città.

2) Cosa dovrei fare se il mio volo aereo viene cancellato o subisce un forte ritardo? (come aggettivo)

3) Un aereo spagnolo con 130 persone a bordo è stato dirottato questa mattina sull'aeroporto di Valencia. (come sostantivo)

4) Sono stati ritrovati parti e pezzi di un aeroplano caduto 33 anni fa.
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La Lombardia - Riassunto



La Lombardia è una regione italiana di 9.964.993 abitanti. È la quarta regione italiana più estesa per superficie (dopo Sicilia, Piemonte e Sardegna) e la prima per numero di abitanti. L'origine del nome della regione deriva dai Longobardi, una popolazione di origine germanica che giunse in Italia nel VI secolo d.C. e che elesse Pavia come capitale.

Confini: la Lombardia si trova nell'Italia nord-occidentale, non è bagnata dal mare e confina a nord con la Svizzera (attraverso le Alpi), a ovest con il Piemonte, a est con il Veneto e il Trentino-Alto Adige e a sud con l'Emilia-Romagna.



Territorio:

Il territorio della Lombardia è equamente diviso tra montagna e pianura, con bassa presenza di collinare.

Le cime più alte della catena alpina sono il monte Disgrazia (3.678 m), il massiccio del Bernina (4050 m), il monte Cevedale (3769 m), il monte Adamello (3554 m).La regione comprende anche un breve tratto dell'Appennino ligure nell'Oltrepò Pavese.
Tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige si estende il Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei più antichi parchi naturali italiani, istituito nel 1935, nato allo scopo di tutelare la flora, la fauna e le bellezze naturalistiche. È caratterizzato da maestose cime, ampie foreste e verdi vallate.

Fiumi: I fiumi più importanti della regione sono il Ticino (il principale affluente del Po per volume d'acqua e che raccoglie le acque del Lago Maggiore), l'Adda (il più lungo affluente del Po), l'Oglio (che trasporta le acque del lago d'Iseo nel Po) e il Mincio (unico emissario del lago di Garda), il Lambro, il Serio e il Brembo. Nella parte meridionale scorre il fiume Po (che ha origine in Piemonte).

Laghi: I principali laghi naturali sono il lago di Garda (il più grande d'Italia), il lago Maggiore, il lago di Como, il lago d'Iseo.

Superficie: 23.863,65 km²
Montagna: 40,6%
Collina: 12,4%Pianura: 47% 



Clima

Il clima è di tipo alpino nelle zone di montagna, meno rigido nelle fasce prealpine e collinari, continentale in pianura e temperato nelle vicinanze dei grandi laghi.



Popolazione

La popolazione è concentrata per la maggior parte nell'alta pianura e nella fascia collinare, cioè nella zona delle attività industriali: il solo settore nord-occidentale, comprendente le province di Milano, Varese, Como, Lecco e Lodi, ospita circa il 62% della popolazione regionale.
Sono moltissime le persone provenienti da ogni parte del mondo che scelgono di stabilirsi in Lombardia per ragioni di lavoro o di studio.



Città e Province:

Nella Liguria ci sono 12 province e 1506 comuni.
  • Milano, capoluogo della regione e centro di una delle più popolose aree metropolitane d'Europa.
  • Bergamo, suddivisa in Città Alta e Città Bassa.
  • Brescia, conosciuta per la celebre corsa d'auto d'epoca Mille Miglia e per la produzione dello spumante Franciacorta.
  • Como, nota come la città della seta.
  • Cremona, nota per l'artigianato tradizionale del violino.
  • Lecco, nota per essere il luogo in cui lo scrittore Alessandro Manzoni ambientò I promessi sposi.
  • Lodi, punto di riferimento per l'agricoltura e l'allevamento.
  • Mantova, si trova il Palazzo Ducale dei Gonzaga.
  • Monza e Brianza, nota per la presenza dell'Autodromo nazionale, dove si disputa il Gran Premio d'Italia di Formula 1.
  • Pavia, si trova l'Università degli Studi di Pavia, fondata nel 1361, tra le più antiche e prestigiose università d'Italia e d'Europa.
  • Sondrio, famosa per le montagne della vicina Valtellina.
  • Varese, famosa per i suoi parchi tanto da essere definita “Città Giardino”.



La bandiera e lo stemma

La bandiera della Lombardia

La bandiera della Lombardia è formata da una croce curvilinea argentea (rosa camuna, una incisione rupestre lasciata in Val Camonica dall'antichissimo popolo dei Camuni) in campo verde inclinata in senso orario ed è alta i due terzi della sua lunghezza. La rosa camuna simboleggia la luce mentre il verde sullo sfondo simboleggia la Pianura Padana.


Lo stemma della regione Lombardia

Lo stemma della Lombardia è identico alla bandiera.





Storia

Sin dall'epoca preistorica si hanno tracce della presenza dell'uomo in Lombardia, con le incisioni su roccia dei Camuni in Valcamonica o le tracce della cultura di Golasecca nell'alto corso del Ticino.
In seguito nella regione si insediarono le tribù celtiche, gli Etruschi e i Galli Insubri. Nel 222 a.C. venne occupata dai Romani che organizzarono il territorio dal punto di vista amministrativo e strutturale: si occuparono dell'arginamento dei fiumi, della distribuzione degli spazi agrari, costruirono strade e fondarono numerose città come Brixia (Brescia), Mantua (Mantova) e Mediolanum (Milano).
Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) seguirono altri popoli: il territorio passò nelle mani dei barbari, poi dell'Impero romano d'Oriente (Impero Bizantino), ad essi seguirono i Longobardi nel 568, che misero come capitale Pavia e il loro territorio divenne noto come Langobardia, da cui deriva l'attuale nome della regione; poi giunsero i Franchi di Re Carlo Magno.
Dopo l'anno 1000 le ricche città lombarde furono le prime a organizzarsi in Comuni, cioè un modello politico tutto nuovo che consentiva loro di essere più autonome, ma per mantenere questa autonomia dovettero più volte scontrarsi con l'Impero sotto la guida del potente Comune di Milano. Nel 1176 l'imperatore Federico Barbarossa venne sconfitto a Legnano e dovette accettare tutte le richieste dei Comuni.
A partire dal XIII secolo il modello comunale entrò in crisi e venne presto soppiantato dalle nascenti Signorie: i Gonzaga a Mantova, i Visconti prima e in seguito gli Sforza a Milano.
Nel 1535 il Ducato di Milano passò sotto il dominio spagnolo, che ebbe una lunga durata, e da un iniziale periodo di prosperità, a causa del loro malgoverno si passò a un crescente declino economico, aggravato nel XVII secolo dalle epidemie di peste.
Nel 1714 il Ducato di Milano, in seguito alla guerra di successione spagnola, venne ceduta per eredità dagli Asburgo di Spagna agli Asburgo d'Austria, cioè sotto dominazione austriaca. E ottennero anche il Ducato di Mantova. Gli austriaci riorganizzarono l'agricoltura adottando criteri moderni, e in questo periodo si diffusero le cascine (struttura agricola tipica della Pianura Padana lombarda) e aumentò la produzione delle manifatture e della seta.
Nel 1797 ritornò l'unità politica sotto la guida di Napoleone Bonaparte e con il Congresso di Vienna nel 1815 la Lombardia (insieme al Veneto) tornò agli Austriaci fino al 1859, dove con la seconda guerra d'indipendenza venne annessa al Regno di Sardegna, diventato Regno d'Italia dal 1861.



Economia

In Lombardia vi sono diverse attività economiche sia più tradizionali sia con tecnologie più avanzate e sofisticate.

L'agricoltura è un'attività di fondamentale importanza. Si coltivano grano e mais nella fascia meridionale, e riso nella fascia occidentale, più precisamente nella Lomellina.

Molto diffuso è anche l'allevamento di bovini e suini, che a sua volta ha consentito lo sviluppo della produzione di foraggio e delle industrie alimentari (soprattutto caseifici).

Le favorevoli condizionali climatiche sui rilievi dell'Oltrepò Pavese, in Franciacorta (Brescia) e in Valtellina consentono la produzione di apprezzati vini tipici.

Ciò per cui la regione è nota è per la presenza di industrie di ogni settore. Oltre quella alimentare che abbiamo accennato in precedenza, vi sono l'industria tessile, metalmeccanica, chimica, elettronica, farmaceutica, editoriale, calzaturiero e immobiliare. Tra le conseguenze negative dello sviluppo industriale vi è sicuramente l'inquinamento, che peggiora la qualità della vita degli abitanti.

Il settore terziario determina la potenza economica della regione: il peso del commercio e della finanza, la Borsa Italiana a Milano, tra le principali piazze finanziarie europee, e la Fiera di Milano, che a oggi è il più grande spazio espositivo d'Europa. Importanti sono anche le attività bancarie, dei trasporti, della comunicazione e dei servizi alle imprese. 

Il turismo ha un peso significativo nelle fascia alpina, collinare e vicino ai laghi, ed è molto legato alle attività sportive, ricreative e alle città d'arte.
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In bocca al lupo - Significato



In bocca al lupo è un modo di dire della lingua italiana entrato da tempo nel linguaggio colloquiale. Chiunque avrà sentito dire questa espressione, in tanti sanno quando vada usata, ma quanti saprebbero dire cosa significhi davvero o cosa si risponde quando gli altri dicono in bocca al lupo? E perché proprio il lupo e non un altro animale?



Significato

Con l'espressione "In bocca al lupo" si vuole augurare buona fortuna a chi deve affrontare una prova difficile come un esame scolastico, un colloquio di lavoro, una sfida, una gara ecc. Viene utilizzata anche con valore scaramantico, come se fosse una frase magica che possa ridurre le probabilità di un esito negativo, infatti "andare nella bocca del lupo" è una metafora che ha il significato di "mettersi nei guai", dal momento che il lupo nell'immaginario collettivo rappresenta un grave pericolo (es. la fiaba di cappuccetto rosso e il lupo cattivo, ma anche molti anni indietro il lupo era considerato un personaggio crudele, falso e violento nelle fiabe dello scrittore greco Esopo e dello scrittore latino Fedro).



Cosa si risponde ad un in bocca al lupo?

Questo modo di dire è famoso perché oltre a essere pronunciato, ci si aspetta che arrivi anche la risposta da chi lo riceve. Non avrebbe senso augurare buona fortuna dicendo a qualcuno che debba finire in bocca al lupo se non si sapesse già che l'altro risponderà con la tradizionale parola: "Crepi!" oppure con la forma estesa "Crepi il lupo!".

Il verbo crepare (= morire) è chiaramente riferito al lupo e non alla persona a cui ci si sta rivolgendo.

Chi non è a conoscenza di questo modo di dire tende a risponde a un in bocca al lupo semplicemente con un "Grazie!", perché lì per lì non pensa alla storia che c'è dietro al lupo. 

Da qualche tempo "Evviva il lupo!" o "Viva il lupo!" sono diventate le risposte degli animalisti a chiunque dica loro "in bocca al lupo" perché non associano al lupo la figura di animale cattivo bensì quella di "genitore" (madre-lupo) che mette i propri cuccioli di lupo in bocca per spostarli da una tana all'altra alla ricerca di un riparo sicuro che possa tenerli lontano dai pericoli esterni. 




Origine

Per questo modo di dire è difficile a risalire al periodo storico in cui ha iniziato ad essere utilizzato nei testi scritti, quel che è certo è che secondo la tradizione popolare il lupo è la personificazione del male e che probabilmente sia nato dal linguaggio dei cacciatori che, per l'appunto, durante la fase di caccia avevano come principale preoccupazione quella di incontrare un branco di lupi.

Il modo di dire "In bocca al lupo" parla di un singolo lupo, ma generalmente questo animale non conduce una vita solitaria (se non per alcune fasi giovanili), esso è invece organizzato in unità famigliari chiamate branchi.



Come si usa

Questo modo di dire viene usato come sinonimo di "Buona fortuna" pronunciato in modo scherzoso.

ESEMPIO:
In bocca al lupo per l'esame!
Quella che disputerà domani sarà una sfida più complicata delle altre. Ti auguro un grosso in bocca al lupo.
Ho saputo che oggi parteciperai al torneo di ping pong. In bocca al lupo!
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