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Qual è il dito più debole della mano?

Anulare

La mano è composta da 5 dita che di norma posseggono dimensioni leggermente diverse, in particolare la differenza è più netta nella loro lunghezza e meno nel loro spessore. Tutte le dita sono importanti per il funzionamento della mano e ci permettono di manipolare ciò che abbiamo attorno, afferrare e sollevare oggetti, scrivere, suonare strumenti musicali e svolgere molte altre attività quotidiane. Tuttavia ci sono delle dita più deboli rispetto alle altre, in quanto utilizzate per attività che richiedono forza bensì equilibrio e precisione.





Dito più debole della mano: qual è?

Per rispondere alla domanda su quale sia il dito più debole, bisogna prima definire come legare il concetto di forza alle dita della mano per poi creare una sorta di classifica basata sul livello di forza delle singole dita della mano.

Un dito può essere considerato forte quando per spingere e per afferrare è possibile impiegare più forza rispetto alle altre dita. In genere il pollice è considerato il dito più forte nello spingere e nel fare pressione, seguito dal medio che è molto forte quando si tratta di stringere e afferrare.



Anulare e mignolo

Il dito più debole della mano è l'anulare, infatti tenendo tutte le altre dita chiuse, questo dito riesce con molta fatica a restare alzato perché i suoi muscoli sono condivisi con il medio e il mignolo. Anche se non è il dito più adatto per spingere e mantenere la presa, contribuisce ugualmente alla presa e alla stabilità quando si afferrano gli oggetti.

Un altro dito molto debole è il mignolo, infatti oltre a essere corto è anche quello più piccolo come spessore. Tuttavia, è ugualmente utile per afferrare oggetti più piccoli o svolgere azioni che richiedono precisione.

Senza dita come anulare e mignolo, sarebbe molto più difficile sostenere il peso di un oggetto e utilizzare alcune apparecchiature elettroniche come lo smartphone, che altrimenti scivolerebbero dalla mano, oppure le dita con maggiore capacità di movimento come pollice e indice sarebbero occupate e non potrebbero essere utilizzate nella digitazione. Il mignolo e l'anulare sono anche molto utili per scrivere velocemente con la tastiera, in quanto aiutano a capire il posizionamento delle mani su di essa. Da ciò è possibile imparare un'importante lezione: la potenza è nulla senza il controllo!
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Qual è il dito più forte della mano?

Dito-forte

Ogni dito della mano ha un ruolo importante e contribuisce alla capacità di eseguire una varietà di movimenti e di applicare la forza quando necessario. Tuttavia, vi è un dito della mano che è più forte degli altri. Sapete di quale si tratta?





Dito più forte della mano: qual è?

Prima di stabilire quale sia il dito più forte della mano, bisogna capire cosa si intende con "forte". La forza delle dita dipende da tanti fattori, come la coordinazione muscolare, l'età, l'allenamento, la forma fisica di una persona e l'attività che deve essere svolta.

In genere il dito più forte della mano è considerato il pollice, per la sua anatomia e la sua posizione. Se provate a spingere una persona con un solo dito vi verrà meno impegnativo e doloroso con il pollice rispetto a qualsiasi altro dito.

Non è da meno il dito medio, anche detto terzo dito. È quello più lungo e negli uomini e nei primati è anche il più robusto. Anch'esso è da considerarsi un dito forte specialmente nello stringere e nell'afferrare qualcosa e in questo è anche migliore del pollice. Ciò è dovuto alla sua posizione centrale nella mano e alla sua lunghezza che gli permette di avvolgere maggiormente gli oggetti.

L'indice ha un livello di forza intermedio, invece l'anulare e il mignolo sono le dita più deboli.



Dito volgare

Oltre a essere il più forte, il più lungo e il più robusto, il dito medio vince anche nella classifica delle dita più volgari. Alzare solamente il terzo dito della mano mentre tutte le altre dita sono abbassate significa "fare il gesto del dito medio", ed è un gesto volgare in molte culture, perché equivale a mandare al diavolo la persona o le persone a cui è rivolto.


VEDI ANCHE: Come si chiamano le dita della mano?
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Come si chiamano le dita della mano?

Mano

Il primo strumento utilizzato dall'uomo è certamente la mano: con le mani è possibile svolgere numerose funzioni, creare oggetti ed interagire con ciò che ci sta interno. Con le mani è anche possibile comunicare attraverso la scrittura o tramite la lingua dei segni. Le mani sono uno dei principali strumenti sensoriali del corpo umano e ricoprono un ruolo fondamentale nel senso del tatto. La pelle delle mani è ricca di recettori sensoriali che permettono di percepire una vasta gamma di sensazioni tattili, come la pressione, la temperatura, la consistenza e il dolore. Le mani comprendono le dita, che sono formate da tre ossa (ad eccezione del pollice, costituito da due), dette falange, falangina e falangetta.





Nomi dita della mano

Le dita della mano di una persona sono in totale cinque e ciascuno possiede un nome diverso dall'altro. Di seguito trovate il nome di ogni dito della mano e il loro numero in ambito anatomico.
  1. Pollice
  2. Indice
  3. Medio
  4. Anulare
  5. Mignolo

Dita
Immagine con i nomi delle dita della mano



Descrizione dita della mano

Il pollice, dal latino pollex-pollicis, è il primo dito della mano ed è quello più corto, più laterale. È l'unico dito opponibile (pollice opponibile), cioè è in grado di piegarsi in maniera tale da riuscire a toccare tutte le altre dita della mano ed è usato afferrare oggetti e svolgere molte attività manuali complesse.

L'indice, dal latino index, indĭcis, è il secondo dito della mano. È chiamato così perché viene utilizzato per indicare persone o cose, ma anche per afferrare oggetti, per scrivere, per premere pulsanti.

Il medio, dal latino digitus medius, è il terzo dito della mano sia partendo la conta da destra sia da sinistra. Solitamente è il dito più lungo della mano e quello più robusto e dotato di maggiore forza, che viene adoperato per afferrare gli oggetti più pesante e anche per schioccare le dita (insieme al pollice). Un altro utilizzo del dito medio è quello di alzarlo mentre le altre dita della mano sono chiuse: questo gesto è considerato volgare ed offensivo (gesto del dito medio).

L'anulare, dal latino anulus (che significa anello), è il quarto dito della mano. Solitamente è il dito dotato di minore forza ed è quello nel quale si porta l'anello di fidanzamento e la fede nuziale. L'anello nell'anulare sinistro è dovuto alla credenza che questo dito fosse collegato direttamente al cuore tramite una vena chiamata "vena amoris" (vena d'amore).

Il mignolo, dal latino digitus minimus, è il quinto dito della mano. È il dito più piccolo e più corto della mano e il più distante dal pollice. Nonostante le sue ridotte dimensioni, ricopre un ruolo importante nelle attività di tutti i giorni, come la presa di oggetti più piccoli, suonare strumenti a corda o a fiato.
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Quali sono i mesi dell'Estate?


Tra le stagioni più amate vi è certamente l'estate perché con l'aumento delle temperature anche passeggiare la sera diventa un piacevole passatempo, per non parlare delle tanto attese ferie e per i più fortunati la possibilità di trascorerle al mare (vedi altre curiosità sull'estate). Se vi stavate chiedendo quali sono i mesi dell'estate e, quindi, in quale mese inizia e in quale mese finisce l'estate, siete capitati nel posto giusto.





Mesi dell'estate: quali sono

Mesi Stagione
Giugno Primavera / Estate
Luglio Estate
Agosto Estate
Settembre Estate / Autunno


I mesi nel quale è presente la stagione estiva sono: giugno, luglio, agosto, settembre. Per rispondere alla domanda iniziale, possiamo dare due risposte diverse a seconda se stiamo rispondendo usando le stagioni astronomiche o le stagioni meteorologiche.

Secondo le stagioni astronomiche, basate su fenomeni astronomici, giugno conta 10-11 giorni di estate, luglio e agosto contano 31 giorni di estate ciascuno, settembre conta 22-23 giorni di estate.

Secondo le stagioni meteorologiche, che tengono in considerazione i cambiamenti climatici e ambientali, l'estate ha inizio l'1 Giugno e termina il 31 agosto.


Quando inizia e finisce l'estate?

L'Italia e l'Europa si trovano nell'emisfero boreale, eccovi le date riguardanti l'Estate nel nostro Paese e nel nostro continente.

Emisfero boreale: data inizio e fine estate

Inizio estate Fine estate
20/21 giugno 22/23 settembre



Emisfero australe: data inizio e fine estate

Inizio estate Fine estate
21/22 dicembre 19/21 marzo


L'estate non inizia e non termina ogni anno lo stesso identico giorno e ciò è dovuto al fatto che la Terra impiega 365 giorni e circa 6 ore per compiere un giro completo intorno al Sole e di conseguenza ogni 4 anni queste ore vengono recuperate con l'introduzione degli anni bisestili (366 giorni). Se volete sapere quando inizia l'estate nell'anno in corso, o quando è iniziata l'estate negli anni precedenti o quando inizierà l'estate negli anni succesivi, vi suggeriamo di provare il nostro calcolatore dell'estate, uno strumento online gratuito che indica la data di inizio dell'estate e della fine dell'estate per un intervallo di tempo che va dal 1990 al 2100. Tutto quello che dovrete fare è inserire l'anno in cifre ed eseguire la ricerca.
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Ondata di caldo o calore: cos'è, come si forma, durata


L'ondata di caldo, chiamata anche ondata di calore, è un aumento insolito e prolungato della temperatura rispetto alle condizioni medie previste in quel periodo dell'anno e in quella specifica area, e può essere accompagnato da un'elevata umidità (afa).



Indice





Ondata di caldo: durata e temperatura

Per definirsi tale, un'ondata di caldo o calore deve avere una durata di almeno 5 giorni con una temperatura massima superiore ai 25 °C, di cui almeno 3 con temperatura superiore ai 30 °C. (Fonte: Royal Netherlands Meteorological Institute)

L'Organizzazione meteorologica mondiale afferma che si può parlare di ondata di caldo quando si hanno cinque o più giorni consecutivi durante i quali la temperatura massima giornaliera supera la temperatura massima media di almeno 5 °C.

Ad esempio un giorno a Milano con temperature massime di 30 °C potrebbero essere considerate elevate, e si potrebbe parlare di ondata di caldo o calore nel caso in cui la massima sarebbe dovuta essere normalmente a 25 °C. Ma una temperatura massima di 30 °C nella Valle della morte (un'area desertica degli Stati Uniti d'America) sarebbe insignificante dal momento che lì si raggiungono temperature ben più alte e non potrebbe essere considerata un'ondata di calore.

Comunque queste definizioni danno una vaga idea dell'ondata di caldo ma non sono oggettive, dal momento che ogni Paese ha adottato i propri standard.



Perché si verificano le ondate di caldo?

Le ondate di caldo sono più comuni in estate, quando l'alta pressione si sviluppa in una determinata area. Può stazionare per giorni o addirittura settimane, favorendo un progressivo aumento delle temperature grazie alla forte compressione. Più aria entra e rimane intrappolata all'interno dell'area anticiclonica, più questa grava sugli strati più bassi: è lo stesso principio per il quale la struttura di una pompa per gonfiare la ruota di una bicicletta o un pallone va scaldandosi quando viene usata. In Europa, e quindi anche in Italia, generalmente le ondate di caldo sono generate dallo spostamento dell'anticiclone africano, che, espandendosi sempre più spesso sull'area euro-mediterranea, porta temperature alte e caldo afoso.

L'anticiclone africano ha origine sul deserto del Sahara, e si tratta di un'aria molto secca, ma il suo viaggio che la porta verso l'Italia per mezzo dei venti di scirocco la caricano di umidità a causa dell'attraversamento del Mediterraneo.

Gli scienziati hanno dimostrato che molte ondate di calore sono più intense a causa del cambiamento climatico causato dall'uomo: bruciando combustibili fossili e abbattendo le foreste pluviali. Questo aggiunge enormi quantità di gas serra a quelli presenti naturalmente nell'atmosfera, aumentando l'effetto serra e il riscaldamento globale.



Ondata di caldo: pericolo

Per qualcuno parlare di ondata di caldo o calore può essere una scusa per schizzare l'acqua ad altri con il tubo da guardinaggio oppure per attivare quando meno lo si aspetta gli irrigatori del giardino con lo scopo di bagnare la vittima di turno. In realtà, però, con le ondate di calore c'è ben poco da scherzare. Sono fenomeni meteorologici estremi che creano disagio e che possono diventare piuttosto pericolosi.

Le ondate di calore possono apparire meno spettacolari o drammatiche di altri disastri naturali come tornado, uragani, inondazioni e persino temporali, ma uccidono più di tutti gli altri disastri meteorologici messi insieme.

Per restare al sicuro durante un'ondata di caldo è necessario seguire questi suggerimenti:

1) Restare calmi. Evitare di agitarsi e compiere lavori faticosi all'aperto.

2) Vestirsi in modo adeguato, indossando abiti leggeri e di colore chiaro.

3) Evitare carni grasse e insaccati. Mangiare questi cibi può aumentare la produzione di calore del vostro corpo, contengono un eccesso di sale, che favorisce la disidratazione. È buona norma scegliere cibi e bevande a base di frutta purché contengano pochi zuccheri.

4) Berre tanta acqua, dal momento che la difesa migliore contro le alte temperature è mantenersi il più idratato possibile.

5) Trovare un posto con aria climatizzata per rilassarsi. Non avete un climatizzatore? Trovate un amico che ne possieda uno o recatevi in un luogo pubblico come una biblioteca o un centro commerciale. In alternativa tenete chiuse le porte e le finestre della vostra casa e mantenetela buia... in questo modo si manterrà più fresca. E scegliete di stare nella stanza le cui pareti esterne non sono avvolte dalla luce del sole.

6) Evitate di prendere troppo sole. Le scottature solari rendono più difficile il raffreddamento del corpo.

7) Se sei uno studente potrebbe esserti utile la nostra guida per studiare quando fa caldo in estate.

8) Se avete l'esigenza di spostarvi in auto, dovete stare molto attenti perché si scaldano molto velocemente. Quando fa caldo non dovreste mai passare del tempo in un'auto parcheggiata e con i finestrini chiusi, e dovreste sempre stare attenti agli oggetti in metallo all'interno dell'auto (come le fibbie delle cinture di sicurezza) che all'esterno dell'auto, perché saranno incandescenti. Prima di entrare in auto mantenete gli sportelli aperti e i finestrini abbassati per qualche minuto in modo da far fuoriuscire l'aria calda, compratevi un parasole per auto se non ne possedete già uno, in questo modo potete proteggere dal sole lo sterzo e i due sedili anteriori. Un altro buon consiglio è quello di portarsi sempre dietro una bottiglia di acqua ghiacciata perché potrebbe venirvi sete o potreste usarla per rinfrescarvi il volto (dato che con il caldo peggiorano i sintomi dell'occhio secco). Ormai quasi tutte le auto possiedono l'aria climatizzata, e per quanto il fresco possa piacere suggeriamo di impostarla a una temperatura fresca che vi consenta di respirare normalmente senza avere quella sensazione di freddo, in quanto i bruschi sbalzi di temperatura sono altrettanto pericolosi. Se non vi sentite in grado di guidare, bevete un po' di acqua fresca, fate una pausa in un bar o comunque in un luogo all'ombra e arieggiato o chiamate qualcuno che possa aiutarvi.

9) Se non potete rinunciare al mare, potete scegliere gli orari più adatti come quelli del primo sole (dalle 7 alle 10 del mattino) e dopo le 16 nel pomeriggio. Ovviamente la protezione solare alta è indispensabile anche per chi rimarrà tutto il tempo all'ombra sotto l'ombrellone.
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Quante ali ha l'ape?


L'ape è un animale che svolge un lavoro prezioso e insostituibile. Secondo il fisico Albert Einstein l'estinzione delle api potrebbe portare alla fine del mondo in pochi anni. Tante sono le curiosità appartenenti a questo insetto, ma nell'appunto in questione andremo a parlare unicamente delle ali delle api, in particolare del loro numero.



Ali di un'ape: quante sono

Le api possiedono 4 ali, 2 su ciascun lato del corpo (due paia). Le ali sono posizionate nella parte superiore del "torace", che è la parte centrale del corpo dell'ape tra la testa e l'addome. Le ali anteriori sono di dimensioni maggiori rispetto a quelle posteriori e le usano siano per volare ma anche per altri scopi.



Come funzionano le ali delle api

Le api riescono a volare grazie alla struttura delle loro ali che contiene una proteina di tipo gommoso chiamata "resilina" che gli conferisce forza, elasticità e flessibilità e anche per il movimento rotatorio delle loro ali che vanno creando una sorta di vortice nell'aria.



Curiosità: ali e volo delle api

Le api sbattono le ali circa 240 volte al secondo.

Tutto il corpo delle api è ricoperto da peli e sono presenti anche nelle ali.

Le api non comunicano solamente con i ronzii, ma anche con il movimento delle loro ali specialmente quando si sentono in pericolo.

Secondo gli esperti un'ape dovrebbe volare per 150.000 km per produrre un kg di miele (credo che questo calcolo sia ancora oggetto di studio). 

Le api volano a circa 2-4 metri di altezza, più sono appesantite da ciò che stanno trasportano e più volano basso.

In genere un'ape non si allontana a più di 3 km dal proprio alveare.
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Estate: tutte le curiosità sulla stagione estiva


L'anno è diviso in quattro stagioni e una di queste è proprio l'estate: collocata tra la primavera e l'autunno. È chiamata la "bella stagione" e viene generalmente descritta come la stagione del gran caldo, delle vacanze, della tintarella e delle serate tra amici.





Etimologia: perché si chiama estate?

La parola estate deriva dal latino aestas, che significa "calore bruciante". In principio il termine latino era aestus che, come il termine greco aìthos significa "calore".



Quando inizia e quando finisce l'estate?

Emisfero boreale Emisfero australe
Inizio 20/21 giugno 21/22 dicembre
Fine 22/23 settembre 19/21 marzo


La durata dell'estate dipende dall'emisfero terrestre a cui si sta facendo riferimento. Esistono due emisferi: emisfero boreale ed emisfero australe.
  • emisfero boreale (Asia, Africa settentrionale, Africa centrale, Europa, America settentrionale e una piccola parte dell'America meridionale);
  • emisfero australe (Africa meridionale, una parte dell'America meridionale, l'Oceania, una parte del Sud-est asiatico, l'Antartide).
Pertanto, se vivi in Italia o in un qualsiasi altro Paese dell'Unione Europea, allora ti troverai nell'emisfero boreale.

Nell'emisfero boreale l'estate ha inizio il 20 o il 21 giugno e finisce il 22 o il 23 settembre.

Nell'emisfero australe l'estate ha inizio il 21 o il 22 dicembre e finisce il 19 o il 21 marzo.

Come potete notare le date di inizio e di fine dell'estate, così come quelle delle altre stagioni, non cadono sempre nello stesso giorno. Per semplificarvi il calcolo abbiamo realizzato uno strumento online che vi permette di sapere quando inizia l'estate semplicemente inserendo l'anno. Nel caso in questione il solstizio ritarda ogni anno di circa sei ore rispetto all'anno precedente e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in occasione dell'anno bisestile, per evitare bruschi cambiamenti nel calendario.

Le date riportate stabiliscono la durata dell'estate astronomica, che è di 92 giorni, invece per convenzione l'estate meteorologica inizia il 1° giugno e finisce il 31 agosto, ovvero comprende i mesi di giugno, luglio e agosto.

Da segnalare che quando nell'emisfero boreale ha inizio la stagione estiva, nell'emisfero australe ha inizio la stagione invernale.



Caratteristiche dell'estate

Il primo giorno d'estate, ovvero il solstizio d'estate, è il giorno più lungo dell'anno. Il fenomeno è dovuto all'inclinazione dell'asse terrestre di 23 gradi e 27 primi sul piano dell'eclittica (il piano sul quale orbita il pianeta), la quale fa sì che il Sole, una volta raggiunta l'altezza massima sull'orizzonte, possa irradiare l'emisfero boreale con i suoi raggi con il più alto numero di ore di luce, che arrivano ad essere più di 15 in certe località. Invece nell'emisfero australe è il giorno più corto dell'anno.

Una conseguenza di questo fenomeno è che in estate fa più caldo rispetto alle altre stagioni. Le alte temperature accompagnate dalle scarse piogge causano il fenomeno della siccità, che provoca gravi danni all'agricoltura.

Dal solstizio d'estate in poi le ore di luce tenderanno a diminuire fino a diventare uguali a quelle di buio nel giorno in cui finisce l'estate e ha inizio l'equinozio di autunno il 22/23 settembre.



Pro e contro dell'estate

L'estate è una stagione da amare per il caldo, che tra le altre cose influisce positivamente sui problemi di artrosi; per le ore di luce e la calura serale che consentono di fare passeggiate all'aperto dopo cena o al mattino presto; perché ci si può abbronzare in modo da poter abbandonare quel colorito bianco cadavere; perché in questa stagione frutta e verdura sanno ancora più buoni e ritornano i gelati e i cibi da servire freddi; in estate ci si veste leggeri e la notte si può anche dormire senza vestiti; l'estate è davvero una stagione di libertà in cui il tempo sembra procedere a rilento.

L'estate è una stagione da odiare perché fa troppo caldo, che diventa insopportabile con l'arrivo dell'afa; si suda di continuo, anche restando seduti, e accendere il climatizzare non fa altro che creare sbalzi di temperatura e a sua volta mal di gola, anche causato dalle bevande eccessivamente fredde; perché ci si scotta facilmente e senza accorgersene appaiono sulla pelle le cosiddette macchie solari; perché si vanno a creare code nelle strade per chi va o sta ritornando dal mare; per le notti insonni a causa del troppo caldo e delle zanzare che non aspettano altro per farci la festa; l'estate è davvero una stagione di sofferenza!



Curiosità sull'estate

L'estate al plurale diventa "estati".

Ci sono due tipi di caldo: il caldo torrido è un caldo secco, il caldo afoso è umido ed è influenzato dal tasso di umidità nell'aria.

Anche se il colore dell'acqua è trasparente, il mare appare blu ai nostri occhi perché l'acqua riflette le onde luminose emesse dal sole. Queste onde vengono assorbite a velocità differente e poi scompaiono poiché hanno minore energia. I primi colori a sparire sono il rosso e il giallo, invece il colore blu è quello che resiste più a lungo. Ragion per cui dove il mare è più profondo, appare più scuro, poiché essendoci una maggior quantità di acqua l'assorbimento delle onde luminose è maggiore.

L'acqua del mare è salata perché l'acqua piovana, nel suo percorso da monte a valle, discioglie i sali delle rocce terrestri trasportandoli in mare. I laghi non sono interessati da questo fenomeno (o comunque in maniera molto minore), quindi mantengono al loro interno acqua dolce.

Il motivo per cui ci abbronziamo esponendo la nostra pelle ai raggi solari è dovuto a un meccanismo di difesa della pelle che stimola la produzione di melanina. Si tratta di un filtro naturale che ci protegge dai raggi UV e allo stesso tempo scurisce il colore della pelle. Proteggerci dal sole è fondamentale per evitare effetti dannosi sulla pelle (scottature, macchie, invecchiamento cutaneo e malattie), e la sola melanina non è sufficiente quando ci si espone per un tempo prolungato, per cui non si può non andare al mare senza la crema solare.

L'estate è chiamata "Summer" nella lingua inglese, che è un nome proprio di persona inglese femminile.

E questo non è tutto, sul nostro sito abbiamo aggiunto tantissime curiosità riguardanti la stagione estiva: poesie e filastrocche, canzoni e frasi a tema, vocaboli sull'estate in inglese e molto altro ancora.
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Caldo torrido o afoso: differenza e significato

Caldo

Con l'arrivo della stagione estiva le temperature raggiungono picchi ben più alti rispetto a quelli delle altre stagioni, ciò è dovuto all'inclinazione dell'asse terrestre. In estate l'emisfero boreale (quello in cui ci troviamo) è posto in posizione perpendicolare ai raggi solari e di conseguenza la quantità di luce solare è massima, per questo motivo fa più caldo.





Tipi di caldo

Vi sono moltissime parole per descrivere il caldo (piacevole, fastidioso, insopportabile ecc.), ma il caldo può essere solamente di due tipi: torrido o afoso. I due aggettivi in questione non posseggono lo stesso significato, sebbene entrambi facciano riferimento alle alte temperature, e spesso i media tendono a usarli in modo confuso. Qui di seguito andremo a leggere le definizioni di caldo torido e caldo afoso, le differenze tra i due tipi di caldo e andremo a spiegare come usare la tabella riguardante l'umidità nell'aria in base alla temperatura.



Caldo torrido: significato

Per caldo torrido s'intende un tipo di caldo caratterizzato da una bassa percentuale di umidità nell'aria, pertanto è chiamato anche caldo secco. Si tratta di un caldo sopportabile e le temperature sono simili a quelle reali, in quanto non sono influenzate dal tasso di umidità.



Caldo afoso: significato

Per caldo afoso s'intende un tipo di caldo caratterizzato da un'alta percentuale di umidità nell'aria, pertanto è chiamato anche caldo umido. Si tratta di un caldo insopportabile e le temperature sono superiori a quelle reali, in quanto sono influenzate dal tasso di umidità (come puoi vedere dalla tabella). Solitamente generato dalle ondate di caldo provenienti dal nord-Africa che, transitando per il Mediterraneo, tendono a umidificarsi.



Differenza tra caldo torrido e caldo afoso

Caldo torrido Caldo afoso
Bassa umidità, caldo secco, caldo sopportabile Alta umidità, caldo umido, caldo insopportabile


Quando la temperature è molto alta, ma l'umidità rimane bassa, è caldo torrido; quando la temperature è alta e l'umidità è elevata si ha il caldo afoso.

Tra caldo torrido e caldo afoso, a parità di temperatura il più fastidio è sicuramente il caldo afoso. Il corpo umano lotta contro l'aumento della temperatura attraverso la sudorazione che ha una funzione di termoregolazione: grazie al sudore la temperatura corporea può rimanere relativamente costante anche in ambienti particolarmente caldi. Tale processo subisce un rallentamento nel caso in cui ci sia un alto tasso di umidità dell'aria.

Pertanto, più è alto il tasso di umidità minore sarà l'evaporazione del sudore. Di conseguenza il caldo rimane imprigionato nel nostro corpo, avvertiamo maggiormente il disagio del caldo e il nostro corpo continuerà a produrre sudore.

Un altro fattore importante che influisce nella diminuzione della sensazione di calore è il vento, in quanto favorisce l'aumento dell'evaporazione del sudore dalla palle.

Generalmente il caldo afoso è presenta nelle località costiere e nelle vicinanze di esse, invece il caldo torrido è tipico delle aree più interne.

Quando ascolterete le previsioni meteo nelle settimane in cui il caldo è più intenso, il meteorologo vi dirà anche il motivo per cui è presente questo caldo e da dove proviene. Spesso il caldo torrido è dovuto all'anticiclone delle Azzorre che porta un clima secco, allungandosi dalla Spagna all'Italia. Invece, il caldo torrido è dovuto all'anticiclone Africano che porta un clima molto caldo e umido, mettendo in moto le correnti da Sud che accompagnano l'aria umida mediterranea verso il nostro paese.

Per riassumere, se in qualche meteo o telegiornale vi capiterà sentire che "è in arrivo il caldo torrido e l'afa", dovreste sapere che questa affermazione è sbagliata in quanto l'uno esclude l'altro.



Temperatura e umidità: tabella

In questa tabella viene mostrato l'Humidex, ovvero il disagio fisiologico causato dalla combinazione del caldo e dell'umidità dell’aria. In verticale vi sono i valori della temperatura in °C (gradi centigradi), in orizzontale vi sono i valori della percentuale di umidità nell'aria.

ESEMPIO:
In presenza di caldo afoso, una temperatura di 35° con un tasso di umidità del 50% corrisponde a una temperatura di 45°. Ovvero si avverte una forte sensazione di malessere e bisogna evitare gli sforzi in quanto potrebbe rivelarsi pericoloso per la salute.

Tabella indici di calore (temperatura apparente)

Fino a 29 °C Nessun disagio
Da 30 a 34 °C Sensazione di disagio
Da 35 a 39 °C Intenso disagio. Prudenza: limitare le attività fisiche più pesanti
Da 40 a 45 °C Forte sensazione di malessere. Pericolo: evitare gli sforzi
Da 46 a 53 °C Pericolo grave: interrompere tutte le attività fisiche
Oltre 54 °C Pericolo di morte: colpo di calore imminente
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Perché in estate fa più caldo?


Tutti sanno che tra le quattro stagioni quella più calda è l'estate, ma pochi sanno dare una spiegazione a questo fenomeno presente nei tre mesi dell'anno: giugno, luglio e agosto. Provate a porre questa domanda ai vostri amici: "Perché in estate fa più caldo?". Probabilmente, ricevereste risposte banali, del tipo: perché le temperature sono più elevate e si suda, perché piove di meno e ci sono meno nuvole che ci riparano dal sole, perché i ghiacciai si sciolgono, o perché è la stagione del mare e delle vacanze. Poi nel pieno della conversazione sbucherà fuori il sapientone di turno e risponderà che fa più caldo perché in estate la Terra è più vicina al sole. Tutte queste risposte sono ovviamente sbagliate e adesso vi andremo a spiegare qual è l'unica risposta esatta.



Più caldo in estate: spiegazione

In estate fa più caldo che nelle altre stagioni e al contrario di quello che si possa pensare questo fenomeno meteorologico non è dovuto alla variazione della distanza dal sole, infatti in estate la Terra è più distante dal sole rispetto a quanto non lo sia nel giorno del solstizio d'inverno (a gennaio). La differenza di temperatura nelle varie stagioni è dovuta unicamente all'inclinazione dell'asse terrestre rispetto ai raggi solari che varia durante l'orbita ellittica del pianeta intorno al Sole (moto di rivoluzione). Ciò influisce sull'incidenza dei raggi solari sulla superficie terrestre variandone quindi la temperatura e l'alternarsi delle stagioni.



Inclinazione terra: immagine

Potrebbe esservi tutto più chiaro osservando questa immagine:



Partiamo dal fatto che tutta l'Europa e, quindi anche l'Italia, si trova nell'emisfero boreale, anche detto emisfero nord o emisfero settentrionale. In questo emisfero l'estate dura dal 20 o 21 giugno fino al 22 o 23 settembre.

La Terra, durante il suo moto di rivoluzione attorno al sole, compie la sua orbita su un piano immaginario detto piano dell'eclittica o piano eclittico. L'asse terrestre è inclinato di 23 gradi e 27 primi sul piano dell'eclittica, il piano sul quale orbita il pianeta. Ciò comporta che l'emisfero boreale sia rivolto verso il Sole con inclinazione massima a fine Giugno (nel giorno del solstizio d'Estate), e in questa fase i raggi solari colpiscono perpendicolarmente il Tropico del Cancro (situato nell'emisfero boreale), determinando l'estate. In questo giorno, la quantità di luce solare che raggiunge l'emisfero boreale è massima (è il giorno più lungo), di conseguenza le temperature sono più elevate nella stagione estiva.

Dal giorno del solstizio d'estate le ore di luce cominciano a diminuire fino a diventare uguali a quelle di buio in occasione dell'equinozio d'autunno (22/23 settembre).

Al contrario, alla fine di Dicembre (nel giorno del solstizio d'inverno), l'inclinazione della Terra lontano dal Sole è massima, portando al minimo la luce solare che raggiunge l’emisfero boreale, di conseguenza le temperature sono più basse per tutta la stagione invernale.

Le stagioni, ovviamente, sono invertite nell'emisfero australe.

Se invece vi stavate chiedendo per quale motivo quest'estate le temperature sono maggiori rispetto alle altre estati precedenti, presumiamo che potrebbe interessarvi leggere più informazioni riguardanti il cambiamento climatico.
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Tutti i nomi dei versi degli animali

Animali

Gli animali emettono versi e questo è solo uno dei tanti modi che utilizzano per comunicare tra loro (gesti, comportamenti, colori, movimenti, posizioni sono gli altri). Sappiamo che il cane abbaia, il gatto miagola e l'uccello cinguetta ... e poi? Probabilmente l'ultima volta che eravamo in grado di ricordare più di 10 versi di animali era quando ancora frequentavamo le scuole elementari, ma a distanza di anni può capitare di averli dimenticati oppure continuare a saperli senza avere la certezza assoluta di un tempo.
Sicuri di conoscerli tutti? Qual è l'animale che ziga? E il coccodrillo come fa?



Versi degli animali

In questa tabella trovate nella colonna a sinistra l'elenco di tutti gli animali più conosciuti e ricercati, disposti per ordine alfabetico e, nella colonna di destra, il corrispondente nome del loro verso.

Animale Verso
Agnello bela
Alcebramisce
Allocco bubola
Allodola trilla
Alzavola cigola
Anatra starnazza
Ape ronza
Aquila grida
Asino raglia
Assiolo ciurla
Balena canta
Beccaccino canta, fischia
Bue muggisce
Bufalo muggisce, sbuffa
Cammello bramisce
Canarino canta, cinguetta, gorgheggia
Cane abbaia, guaisce, latra, uggiola, ulula, mugola
Capinera canta, cinguetta, gorgheggia
Capra bela
Cardellino trilla
Cavalletta frinisce
Cavallo nitrisce, soffia, sbuffa
Cervo bramisce
Chioccia chiocca, croccia
Chiurlo chiurla
Cicala frinisce, canta
Cigno sibila, soffia
Cinghiale grugnisce o grufola
Civetta squittisce, stride
Coccodrillo trimbula
Colomba tuba
Coniglio ziga
Cornacchia gracchia, stride
Corvo gracchia, crocida
Coyote latra
Elefante barrisce
Falco stride
Foca latra
Fringuello chioccola
Gallina chioccia
Gallo canta
Gatto miagola
Gazza gracchia, stride
Giaguaro brontola
Grillo frinisce
Gufo gufa, soffia
Iena ride, ulula
Insetti zillano
Leone ruggisce
Lupo ulula
Maiale grugnisce o grufola
Merlo canta, chioccola, fischia, zirla
Mosca ronza
Mucca muggisce o mugghia
Mulo raglia
Oca starnazza
Orso bramisce
Pappagallo garrisce
Passero canta, cinguetta, gorgheggia
Pavone paupula
Pecora bela
Pettirosso chioccola
Piccione tuba o gruga
Pipistrello stridisce
Pulcino pigola
Quaglia stride
Rana gracida
Rondine garrisce
Sciacallo ulula
Scimmia urla, grida, farfuglia
Serpente fischia, sibila, soffia
Tacchino gloglotta
Tigre ruggisce
Topo squittisce, zirla
Tordo tuba e gruga
Tortora gruga, tuba
Usignolo trilla, canta, gorgheggia
Volpe guaiola, gannisce, abbaia, guaisce
Zanzara ronza
Zebra nitrisce
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Differenza tra cellula animale e cellula vegetale

Cellula vegetale (a sinistra), e cellula animale (a destra)

La cellula è l'unità elementare di ogni essere vivente e presenta tutte le caratteristiche della vita. Negli organismi unicellulari essa ha vita autonoma, mentre negli organismi pluricellulari dipende da tutte le altre cellule che formano l'organismo.

Anche se fra le cellule animali e vegetali vi è qualche diversità, tuttavia in entrambi i tipi di cellule eucariotiche (cioè con un involucro nucleare) possiamo individuare tre costituenti fondamentali: la membrana plasmatica o cellulare, il citoplasma e il nucleo.

Esaminiamo singolarmente queste tre componenti:

1) la MEMBRANA CELLULARE è il sottile rivestimento che avvolge la cellula e regola i rapporti fra la cellula e l'ambiente esterno. Seleziona le sostanze nutritive che devono entrare nella cellula e permettendo a quelle di rifiuto di uscire.


2) il CITOPLASMA è la massa cellulare interna di forma racchiusa nella membrana. È di consistenza vischiosa ed è costituita prevalentemente di acqua, sali minerali e sostanze organiche. In esso si trovano gli organuli adibiti alle varie funzioni vitali della cellula: i mitocondri, i ribosomi, i vacuoli, i lisosomi, il reticolo endoplasmatico, l'apparato del Golgi e i centrioli.

- mitocondri = sono organuli a forma di salsicciotti al cui interno avvengono le reazioni chimiche della respirazione cellulare. Si trovano in tutte le cellule eucariotiche.

- ribosomi = sono organuli a forma di due mezze sfere che hanno il compito di costruire le proteine, sostanze fondamentali per la sopravvivenza della cellula.

- vacuoli = sono organuli simili a piccole vescichette rotonde al cui interno si trovano acqua, sostanze nutritive di riserva e sostanze di rifiuto destinate a essere espulse dalla cellula.

- lisosomi = sono vescichette sferiche il cui compito è quello di distruggere gli eventuali corpi estranei penetrati  nella cellula stessa. Alla loro morte, le cellule vengono "smontate" dai lisosomi per essere riutilizzate in altra maniera.

- reticolo endoplasmatico = è una fitta rete di canali e vescichette comunicanti tra loro attraverso cui le sostanze vengono trasportate da un punto all'altro della cellula.

- apparato del Golgi = è un insieme di membrane, vesciche e vacuoli che permette di trasportare all'esterno della cellula le sostanze necessarie al resto dell'organismo.

- centrioli = sono piccoli


3) il NUCLEO è la parte centrale e più importante della cellula e ne rappresenta il cervello in quanto ne dirige tutte le attività e provvede alla sua riproduzione. In esso distinguiamo: la membrana nucleare, i nucleoli e la cromatina.

- membrana nucleare = è un rivestimento che circonda e racchiude il nucleo. Presenta numerose aperture attraverso le quali le sostanze passano dal nucleo nel citoplasma.

- nucleoli = sono uno o più corpi sferici in cui avvengono alcune importanti reazioni chimiche.

- cromatina = è un piccolo ammasso di granuli e filamenti. Al momento della riproduzione, questa sostanza origina organuli a forma di bastoncini, i cromosomi, che hanno il compito di trasmettere i caratteri ereditari.



Differenze tra le due cellule

La cellula vegetale si differenzia da quella animale per alcune caratteristiche:

- La cellula vegetale ha dimensioni nettamente maggiori rispetto a quella animale, può arrivare ad essere cinque volte più grande.

- La cellula vegetale ha una parete cellulare rigida, formata da cellulosa, che si trova attorno alla membrana plasmatica e serve come protezione e sostegno. Quella animale ne è sprovvista.

- Nella cellula vegetale è presente un vacuolo molto grande, una sorta di sacchetto o vescica che contiene ioni, acidi organici, zuccheri, proteine e acqua, che può occupare fino al 90% il volume cellulare. Serve a consentire la crescita e il funzionamento della cellula e ad immagazzinare le sostanze chimiche necessarie per la sopravvivenza.

- Nel citoplasma della cellula vegetale, oltre agli organuli elencati per le cellule animali, sono presenti i plastidi, quelli più noti sono chiamati cloroplasti. Essi sono corpiccioli di forma e numero variabile, che svolgono un compito fondamentale: essi contengono infatti una sostanza verde chiamata clorofilla, per effetto del quale esse trasformano, in presenza della luce solare, l'anidride carbonica e l'acqua in composti organici liberando ossigeno (fotosintesi clorofilliana).

- Nel citoplasma della cellula vegetale non sono presenti i centrioli, piccoli organuli di forma cilindrica che hanno un'importante funzione nella riproduzione cellulare.
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Riassunto: Il pianeta Terra


La Terra è il terzo pianeta a partire dal Sole, dopo Mercurio e Venere. Ha la forma di una sfera ("geoide" per la precisione), ma è leggermente schiacciato ai poli. È uno dei nove pianeti del sistema solare. Il sistema solare si trova in una regione periferica della Via Lattea, una grande galassia a spirale, di forma discoidale. Contiene milioni di stelle come il Sole, e molte di esse hanno pianeti che vi orbitano intorno.

Nel sistema solare, la Terra è un pianeta con caratteristiche uniche: nessun altro pianeta possiede qualcosa di simile alla complessa superficie dei continenti o agli oceani della Terra, inoltre nessun altro pianeta ha organismi viventi così complessi.


Struttura 

La Terra è formata da tre strati sovrapposti, chiamati crosta (il più esterno), mantello e nucleo (il più interno).


La superficie rocciosa, o crosta, insieme alla parte superiore del mantello, è suddivisa in una serie di lastre chiamate placche (o zolle) tettoniche. Queste placche si muovono “galleggiando” su uno strato di roccia sottostante, morbida e in parte fusa. Le placche si muovono sulla superficie della Terra spingendosi, urtandosi e infilandosi a forza l’una sotto l’altra. Nel loro movimento trasportano con sé, sulla superficie terrestre, i continenti, che vi stanno appoggiati sopra.

Nel corso di milioni di anni i continenti si sono spostati sulla superficie della Terra, unendosi, separandosi di nuovo e cambiando forma. Le rocce della crosta subiscono un processo continuo di “riciclaggio”. Vengono infatti spinte verso il basso, fuse, per poi riemergere sotto forma di lava attraverso i vulcani.

Il mantello terrestre, al di sotto dello strato soffice e parzialmente fuso, è allo stato solido. Proprio al centro della Terra si trova il nucleo. Il nucleo è formato da ferro e nichel.

Il nucleo è diviso a sua volta in nucleo esterno e nucleo interno. La parte esterna del nucleo si trova allo stato liquido ed è in continuo movimento. Il nucleo interno è solido costituito principalmente da ferro e nichel. Il movimento del ferro in una zona così profonda della Terra fa sì che il nostro pianeta abbia un campo magnetico. È come se dentro la Terra ci fosse un’enorme calamita, di cui tutto intorno si sentono gli effetti (chiamati, appunto, “campo magnetico”). Il polo sud magnetico punta quasi esattamente (ma non perfettamente) verso il Polo Nord del globo terrestre, e il polo nord magnetico punta quasi esattamente (ma non perfettamente) verso il Polo Sud del globo terrestre. Nella storia della Terra, la polarità si è invertita molte volte, con il polo nord magnetico che diventava il polo sud magnetico e viceversa.



L'atmosfera terrestre

La nostra atmosfera è molto preziosa, dal momento che respiriamo l’ossigeno in essa contenuto. L’atmosfera impedisce alla Terra di diventare troppo calda o troppo fredda, e “ricicla” l’acqua del nostro pianeta sotto forma di precipitazioni. L’atmosfera possiede uno strato di ozono che impedisce ai pericolosi raggi ultravioletti del Sole di arrivare fino a noi. Evita, inoltre, che la maggior parte dei frammenti di roccia che sfrecciano velocissimi nello spazio colpiscano il nostro pianeta, facendoli bruciare e fondere molto prima che tocchino il suolo. Senza l’atmosfera, la Terra sarebbe sterile e piena di crateri, proprio come la Luna.

L’aria che respiriamo è composta principalmente da azoto, seguito dall'ossigeno e da quantità minori di argo e anidride carbonica. Le piante assorbono anidride carbonica e producono ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana che a sua volta sfrutta la luce del Sole come fonte di energia.



Movimenti

Ruota intorno al proprio asse (una linea immaginaria che unisce il Polo Nord al Polo Sud) una volta ogni 24 ore, dandoci il giorno e la notte. Questo movimento della Terra è chiamato moto di rotazione, invece il movimento che la Terra compie attorno al Sole è chiamato moto di rivoluzione. La durata di questo moto è di 365 giorni (un anno).



Clima

L’asse terrestre è leggermente inclinato rispetto al Sole. Ciò significa che le zone della Terra lontane dall'equatore (una linea immaginaria tracciata intorno alla circonferenza terrestre, esattamente a metà fra i poli) hanno giorno e notte di diversa durata nelle varie stagioni dell’anno.

Le zone della Terra vicine all'equatore ricevono più luce di quelle più lontane. Per questo le regioni equatoriali della Terra sono le più calde. Man mano che ci si dirige verso il Polo Nord e il Polo Sud, cioè verso latitudini crescenti, il clima si fa più freddo.

Ovunque, il clima dipende anche dai venti presenti nella’atmosfera, dagli oceani e dalle loro correnti. Tutti questi fattori producono una grande varietà di climi, ognuno dei quali permette la crescita di piante differenti. Si dice così che la Terra ha diversi biomi, cioè diversi gruppi di ecosistemi: dai deserti gelati, vicino ai Poli, alle foreste tropicali delle zone equatoriali; dalle praterie, alle foreste di alberi decidui (cioè, che perdono le foglie in autunno), alle foreste di conifere (come pini e abeti), alla fredda tundra nordica.
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Scoperte scientifiche e tecnologiche del '900


Il novecento è stato un secolo di grandi scoperte scientifiche ed invenzioni  tecnologiche.

In questa pagina potete trovare un elenco ricco di scoperte scientifiche avvenute il secolo scorso, suddivise per data, cioè dal 1900 al 1999.


Eventi

1900: il medico austriaco Karl Landsteiner individua quattro tipi fondamentali di sangue (A, B, AB e 0), questa scoperta renderà finalmente praticabile la trasfusione di sangue.
Il fisico tedesco Friederich Dorn analizzando il radio scopre che questo emette anche un gas radioattivo, il «radon».
Il 2 luglio del 1900 vola il primo dirigibile moderno, lo zeppelin realizzato dal generale tedesco Ferdinand von Zeppefin.
Il fisico tedesco Max Planck introduce il concetto di «quando d'energia».

1901: Guglielmo Marconi trasmette via radio una lettera dell’alfabeto Morse attraverso l’oceano Atlantico; scoperta l’adrenalina, il primo ormone e neurotrasmettitore.

1902: Rutheford e Soddy scoprono la disintegrazione radioattiva; Walter Stanford ipotizza che il patrimonio ereditario si trovi nei cromosomi.

1903: l’olandese Willem Einthoven inventa l’elettrocardiografo; trattato di astronautica del russo Tsiolkovski.

1904: Koch identifica il micobatterio della tubercolosi; Freud pubblica i «Saggi sulla sessualità»; teoria dei riflessi condizionati del russo Pavlov.

1905: Einstein pubblica la teoria della Relatività speciale (che include l’equivalenza di massa ed energia) e spiega l’effetto fotoelettrico; Ambrose Fleming inventa il diodo, prima valvola termoionica.

1906: De Forest inventa la valvola a triodo, che rende possibile la prima trasmissione radio, realizzata dal canadese Reginald Fessenden; Aloys Alzheimer descrive la malattia che trarrà da lui il nome.

1907: sintetizzati silicone e bachelite.

1908: Thomas Hunt Morgan individua nei geni (a loro volta contenuti nei cromosomi) la sede dei caratteri ereditari; Fritz Haber sintetizza l’ammoniaca; brevettato l’aspirapolvere.

1909: conquista del Polo Nord; trasvolata della Manica; primo volo, a Torino, di un aereo italiano (Aristide Faccioli).

1910: Hans Geiger costruisce il primo misuratore di radioattività; progressi aeronautici: primo decollo da una nave; primo idrovolante, prima trasvolata delle Alpi.

1911: la prima vitamina (B1) viene isolata dal biochimico Kazmier Funk; conquista del Polo Sud; Heike K. Onnes scopre la superconduttività, fenomeno per il quale in alcuni materiali a bassissima temperatura scompare la resistenza elettrica; modello dell’atomo di Rutheford.

1912: Wegener presenta la teoria della deriva dei continenti; Hess scopre i raggi cosmici; primo lancio con un paracadute da un aereo.

1913: teoria di Bohr sulla struttura dell’atomo.

1914: Hertzprung e Russell stabiliscono la relazione colore/luminosità delle stelle; prima linea aerea regolare (in Florida, Usa); Mary Phelps brevetta il reggiseno.

1915: Henrietta Leavitt con i suoi studi sulle stelle cefeidi offre un metodo per la misura delle grandi distanze astronomiche.

1916: Einstein pubblica la teoria della Relatività generale; Langevin inventa il rivelatore ad ultrasuoni.

1917: scoperta l’eparina, primo farmaco anti-infarto.

1918: si chiarisce che molte nebulose sono in realtà galassie come la Via Lattea, formate da miliardi di stelle.

1919: Eddington con fotografie riprese durante un’eclisse totale di Sole fornisce una prova della Relatività generale di Einstein; Rutheford realizza la prima trasmutazione artificiale di un elemento chimico.

1920: inventato lo spettrometro di massa; primo cerotto.

1921: Banting e Best scoprono l’insulina, per milioni di diabetici è la salvezza; primo vaccino antitubercolare.

1922: il russo Oparin elabora la sua teoria sull’origine della vita.

1923: De Broglie fonda la meccanica ondulatoria; scoperta dell’Effetto Compton e conferma del dualismo onda/particella della luce.

1924: primo encefalogramma; dimostrata l’esistenza della ionosfera.

1925: Pauli elabora il Principio di Esclusione; Schroedinger l’equazione della meccanica ondulatoria; scoperto l’Australopiteco.

1926: primi esperimenti di trasmissione televisiva; Goddard (Usa) realizza il primo razzo a propellente liquido.

1927: volo Parigi-New York senza scalo (Lindbergh); teoria ondulatoria dell’elettrone; Principio di Indeterminazione di Heisenberg; primo film sonoro.

1928: Alexander Fleming scopre la penicillina; Dirac ipotizza l’antimateria.

1929: Edwin Hubble annuncia la scoperta dell’espansione dell’universo; Pauli ipotizza il neutrino; Land brevetta le lenti polarizzate; prima Tv elettronica di Zworkyn.

1930: vola il primo elicottero, su progetto di Corradino D’Ascanio; Tombaugh scopre Plutone.

1931: Ernst Ruska inventa il microscopio elettronico; Jansky osserva emissioni radio provenienti dallo spazio, inizio della radioastronomia.

1932: Chadwick scopre il neutrone; Anderson scopre il positrone, prima particella di antimateria; Urey scopre il deuterio; primo disco stereofonico.

1933: Fermi teorizza l’interazione debole; Edwin Armstrong brevetta la radio a modulazione di frequenza.

1934: i Joliot-Curie scoprono la radioattività artificiale; Fermi scopre il rallentamento dei neutroni; primo nastro magnetico per registratori audio; Carothers sintetizza il nylon (DuPont).

1935: Domagk realizza il primo sulfamidico utilizzabile come antibatterico; Lorenz pone le basi dell’etologia moderna; il fisico Yukawa teorizza l’interazione forte; isolato il cortisone.

1936: Pirie e Bawden identificano per la prima volta un virus; Daniel Bovet isola il principio attivo dei sulfamidici.

1937: Emilio Segré scopre il tecnezio, primo elemento artificiale; Zwicky ipotizza la materia oscura dell’universo.

1938: scoperta la fissione dell’atomo; Bethe e Weizsacker scoprono le reazioni che producono energia nelle stelle; fabbricato il teflon (DuPont).

1939: Paul Mueller fabbrica il DDT, primo insetticida; in Germania vola il primo aereo a reazione; teoria dei buchi neri di Oppenheimer e Snyder.

1940: Landsteiner e Wiener scoprono il fattore RH del sangue; realizzato il radar; prima trasmissione tv a colori; scoperta del plutonio e del nettunio.

1941: prime applicazioni del microscopio elettronico; «Fantasia», di Disney, primo film con colonna sonora stereo.

1942: Fermi realizza la prima pila atomica; primo lancio di una «V2»; Hunt inventa il sonar.

1943: in Gran Bretagna si costruisce «Colossus», progenitore dei calcolatori elettronici; Laszlo Biro brevetta la penna a sfera.

1944: Oswald Avery dimostra che l’informazione ereditaria di tutti gli esseri viventi è contenuta nel Dna; Willem Kolff inventa il rene artificiale.

1945: esplode la prima bomba atomica; primo impiego della streptomicina; Clarke identifica l’orbita geostazionaria per i futuri satelliti di telecomunicazione.

1946: Willard Libby inventa il metodo di datazione con il carbonio radioattivo; Eniac, primo calcolatore elettronico; forno a microonde.

1947: si costruisce negli Usa il primo reattore nucleare veloce (autofertilizzante); il pilota americano Chuck Yeager supera il muro del suono.

1948: Shockley, Brattain e Bardeen inventano il transistor; Dennis Gabor inventa l’olografia; entra in commercio la foto Polaroid; teoria dell’elettrodinamica quantistica (Feynman, Tomonaga, Schwinger).

1949: primo aereo a reazione commerciale, il «Comet». Murray Barr scopre la cromatina nei cromosomi sessuali X e apre la via alla diagnosi genetica.

1950: Richard Doll dimostra la relazione tra sigarette e cancro; nasce la stereofonia.

1951: Rita Levi Montalcini scopre il Fattore di crescita nervosa (Ngf); prima pillola anticoncezionale.

1952: con la Bomba H (Usa) si realizza la prima fusione nucleare artificiale.

1953: Watson e Crick scoprono la struttura a doppia elica del Dna; clonata una rana.

1954: Giulio Natta sintetizza il polipropilene; Primo trapianto di rene; primo sommergibile atomico (Usa); vaccinazione antipolio Salk; prima cella fotovoltaica.

1955: Emilio Segré scopre l’antiprotone; prime fibre ottiche.

1956: Reines individua il neutrino; prima registrazione di una trasmissione televisiva; motore rotativo di Felix Wankel.

1957: primo satellite artificiale, lo Sputnik lanciato dall’Unione Sovietica; teoria della superconduttività; scoperto l’interferone.

1958: scoperte le Fasce di Van Allen con il primo satellite Usa; primo computer a transistor.

1959: prime immagini della faccia nascosta della Luna, dal Lunik russo; Jack Kilby inventa il circuito integrato.

1960: realizzato il primo laser; Jonathan Leakey scopre l’Homo habilis; Murray Gell-Mann ipotizza i quark; primo anello di collisione a Frascati; Renato Dulbecco scopre i virus ongogeni; primo pacemaker impiantabile.

1961: Nirenberg, Holley e Khorana identificano il codice genetico basato sulle 4 «lettere» del Dna; Monod e Jacob scoprono l’Rna messaggero; inizia l’elaborazione della teoria geologica della tettonica a placche, che riprende intuizioni di Wegener risalenti al 1912; Gell-Mann propone i quark; Gagarin primo uomo nello spazio.

1962: Maarten Schmidt scopre le quasar; primo satellite artificiale per telecomunicazioni.

1963: Thomas Starzl esegue il primo trapianto di fegato; Valentina Tereshkova prima donna nella spazio; Philips presenta la musicassetta.

1964: Penzias e Wilson scoprono la radiazione fossile del Big Bang.

1965: Monod, Jacob e Lwoff scoprono i meccanismi della trascrizione genetica; il russo Leonov compie la prima passeggia spaziale; prima centrale telefonica elettronica; schermo a cristalli liquidi.

1966: Alfred Kastler realizza il pompaggio ottico applicato nei laser, nell’olografia, negli orologi atomici e nei magnetometri.

1967: Christiaan Barnard esegue il primo trapianto di cuore; treno a levitazione magnetica; Jocelyn Bell scopre le pulsar.

1968: teoria elettrodebole di Glashow, Weinberg e Salam; prima circumnavigazione della Luna con uomini a bordo della sonda; primo volo di un aereo civile supersonico.

1969: sbarco sulla Luna (20 luglio, Armstrong, Aldrin, Collins).

1970: Baltimore e Temin scoprono che l’Rna può codificare il Dna.

1971: Paul Berg per la prima volta ricombina il Dna; primo microprocessore; Jean-Francois Borel scopre la ciclosporina.

1972: primo trapianto di geni tra batteri; prima Tac, tomografia assiale computerizzata; cromodinamica quantistica di Gell-Mann; primo videogioco; primo videodisco; prima clacolatrice tascabile.

1973: Paul Lauterbur propone la risonanza magnetica nucleare per uso diagnostico.

1974: Ting e Richter scoprono il quark «Charm»; Martin Perl scopre la particella Tau; Hulse e Taylor individuano le onde gravitazionali di una pulsar.

1975: Koehler e Milstein realizzano gli anticorpi monoclonali; Stephen Schneider denuncia l’effetto serra; primo videoregistratore domestico commerciale.

1976: l’Apple presenta il primo personal computer; Alan Guth formula la teoria del Big Bang inflattivo; scoperti gli oncogeni; le sonde Viking (Nasa) atterrano su Marte.

1977: primo farmaco prodotto da batteri geneticamente modificati, è la somatostatina; eradicato il vaiolo; scoperti gli anelli di Urano.

1978: Donald Johanson scopre Lucy, Australopithecus afarensis; Paul Berg realizza il primo trapianto di geni tra mammiferi; nasce la prima bambina concepita in provetta.

1979: sangue artificiale realizzato da Ryoichi Naito.

1980: primi telefoni cellulari; sistema operativo Ms/Dos di Bill Gates.

1981: primo lancio dello Shuttle; primo personal computer Ibm.

1982: Carlo Rubbia scopre le particelle W; isolato il virus dell’Aids; Kary Mullis inventa la Pcr per l’analisi del Dna; Philips e Sony lanciano il Cd, inizia l’era del suono digitale.

1983: Carlo Rubbia scopre la particella Z-zero; lo studente Fred Cohen diffonde il primo virus informatico; la sonda «Pioneer 10» (Nasa) supera i confini del sistema planetario.

1984: Prusiner chiarisce la natura dei prioni; Richard Leakey scopre il primo fossile di Homo erectus.

1985: scoperto il fullerene, nuova forma del carbonio con molecola formata da 60 atomi.

1986: la sonda europea «Giotto» riprende le prime immagini ravvicinate di una cometa passando ad appena 600 chilometri dalla Halley; il «Voyager 2» invia le prime foto di Urano; Mueller e Bednorz scoprono i materiali superconduttori ad alta temperatura.

1987: primo mammifero modificato geneticamente per fargli produrre farmaci, è una topolina capace di secernere nel latte un anticoagulante per curare l’infarto; primo intervento di chirurgia laparoscopica; pomodoro transgenico.

1988: brevettato il primo topo transgenico, serve a studiare la formazione dei tumori.

1989: Internet, con il World Wide Web, sistema ipertestuale creato al Cern di Ginevra da Tim Berners-Lee, diventa il primo sistema di comunicazione interattiva globale; il Cern e i Laboratori di Stanford (Usa) confermano che l’universo è costituito soltanto da tre «famiglie» di particelle; primo trapianto di geni su un uomo; prime foto ravvicinate di Nettuno (Voyager 2).

1990: prima terapia genica su un essere umano (Bethesda, Usa), va in orbita il telescopio spaziale «Hubble»; nasce, da Kodak e Philips, il Photo-Cd.

1900: Planck il 14 dicembre rende pubblico il concetto di quanto di energia avviando la grande rivoluzione della meccanica quantistica; scoperto il radon; individuati i gruppi sanguigni.

1991: in Inghilterra nel laboratorio europeo JET viene prodotta per la prima volta una quantità significativa di energia da fusione nucleare.

1992: nasce la scrofa Astrid, primo animale biotecnologico con organi «umanizzati» per xenotrapianti senza rigetto.

1993: individuato il gene associato al cancro del colon; conclusa la costruzione del tunnel sotto La Manica.

1994: l’antropologa Meave Leakey scopre in Kenia l’Australopithecus ramidus, un antenato dell’uomo vissuto intorno a 4 milioni di anni fa.

1995: scoperto il Top, sesto e ultimo quark (Fermilab, Usa); il quinto stato della materia, o «condensato di Bose-Einstein», realizzato in un laboratorio di Boulder (Usa); creati al Cern atomi di anti-idrogeno; individuato il primo pianeta intorno a un’altra stella.

1996: équipe francese diretta da Daniel Cohen classifica novantamila dei centomila geni umani: per esempio, quelli che controllano il cervello sono 3.195, quelli dell’esofago solo 76.

1997: la sonda della Nasa «Pathfinder» atterra su Marte il 4 luglio e il robot «Sojourner» esplora il suolo marziano fino alla fine di settembre; nasce la pecora Dolly, prima clonazione di un mammifero.

1998: l’universo non solo si espande, ma tuttora sta accelerando il suo moto di espansione; un esperimento di meccanica quantistica indica la possibilità di modificare a distanza lo stato di una particella; esperimento giapponese attribuisce una massa (minima) al neutrino.
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Riassunto: Il Fegato


Il fegato con i suoi 1000-1500 grammi rappresenta la ghiandola più grossa del corpo umano. E' un organo dalle funzioni complesse e misteriose e si trova a livello della parte alta dell'addome destro. Le sue dimensioni crescono in rapporto al peso corporeo, ovvero aumentano o diminuiscono in base ad esso. Il suo compito è quello di drenare il sangue, catturando le sostante nutritive contenute in esso e poi metabolizzarle e distribuirle agli altri organi.
Il fegato è un organo unico (la maggior parte degli organi come i reni ed i polmoni sono doppi). Tramite l'arteria epatica riceve il sangue arterioso che è ricco di ossigeno,  tramite la vena porta riceve il sangue venoso che raccoglie il sangue proveniente dall'apparato digerente e dalla milza, ricco di sostanze nutritive. Tutto il sangue che fuoriesce dal fegato va a finire alle vene sovraepatiche che sboccano immediatamente nella vena cava inferiore e quindi nel cuore destro.

Qui di seguito alcune delle sue principali funzioni:

1) Produce la bile, una soluzione acquosa prodotta dalle cellule epatiche che ha come principale funzione quella di permettere l'assorbimento intestinale dei grassi alimentari e delle vitamine liposolubili (A-D-E-K). La produzione della bile serve anche per l'eliminazione di numerose sostanze dannose che il nostro corpo può assumere volontariamente (farmaci) o accidentalmente (tossici ambientali e additivi alimentari) ed elimina l'eccesso di colesterolo.

2) Elabora gli zuccheri (glucidi) tra cui il glucosio. Esso può essere immagazzinato negli epatociti sotto forma di glicogeno e quindi rimesso nel circolo sanguigno quando necessita a scopo energetico per la nutrizione delle cellule del corpo umano.

3) In esso avviene la sintesi del colesterolo per evitare lo spreco di energia, è essenziale per la vita delle cellule.

4) Funge da deposito di glucosio che viene rimesso in circolazione quando viene richiesto dall’organismo.

5) Produce i fattori coagulanti come il fibrinogeno e la trombina.

6) Distrugge le sostanze inutili, ovvero tutte quelle sostanze che non hanno più un compito da svolgere perché sono state rimpiazzate da altre. Degli esempi di sostanze che diventano inutili sono l'emoglobina e l'ammoniaca, che viene trasformata in urea, sostanza più tollerabile per l'organismo.

8) Produce globuli rossi nei primi mesi di gestazione (in attesa che il midollo osseo del feto si sviluppi nel modo corretto).


I principali fattori lesivi per il fegato o epatolesivi, come si dice in termini tecnici sono gli agenti infettivi (virus, batteri, parassiti), sostanze tossiche (farmaci, alcool, sostanze chimiche), patologie di altri organi (cardiopatie, malattie metaboliche, tumori) e l'abuso di alcool.

Le malattie di fegato sono un vero problema sociale su cui poco e male si sta investendo in termini di prevenzione, diagnosi e ricerca.

Il fegato è considerato l'organo più importante ed insostituibile nel mantenimento dell'equilibrio chimico e funzionale dell'organismo. Un essere umano non può vivere senza fegato, però basta possederne una parte per far funzionare l'organismo in quanto le cellule del fegato si rigenerano facilmente.
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L'evoluzione della scienza/fisica

Se ciascuno guardasse nel passato della propria vita, noterebbe che fin da piccolo rimaneva meravigliato dalla natura che lo circondava e tentava di spiegarla, spinto dalla curiosità di esplorare ogni fenomeno. Un cammino analogo è stato compiuto dall’intera umanità, che per millenni, ha cercato di dare delle risposte a tutto ciò che vedeva accadere. Queste risposte non hanno mai soddisfatto del tutto l’essere umano, il quale ha voluto sempre conoscere e sapere il più possibile, sfruttando le grandi potenzialità del proprio intelletto. Nel corso della storia le scoperte più importanti hanno sconvolto l’uomo perché spesso erano incredibili e sembravano addirittura impossibili.
Un particolare rilievo da questo punto di vista hanno avuto le scoperte astronomiche; l’universo ha da sempre affascinato gli uomini e darne una spiegazione non era facile. Per molti secoli la teoria dovunque accettata era quella definita da Tolomeo, che collocava il pianeta Terra al centro di un complicato universo fatto di sfere perfette, incastrate fra loro. Era una teoria plausibile e in accordo con tutte le osservazioni e dati registrati a quell’epoca, perciò non veniva posta in dubbio. Venne ancora di più sostenuta dalla Chiesa Romana perché la Bibbia sembrava descrivere l’universo proprio in quel modo. Di conseguenza per tutto il Medioevo non si osò porre in discussione questa teoria ritenuta certa e accettata dalla Chiesa.
In realtà, la visione geocentrica dell’Universo (la Terra al centro di tutto) non era stata fin dall’inizio l’unica ipotesi della disposizione dei corpi celesti. Già durante il periodo ellenistico, alcuni studiosi avevano supposto che la Terra, come gli altri pianeti conosciuti del sistema solare ruotassero intorno al Sole. Queste ipotesi, sostenute in particolar modo da Aristarco, non vennero prese in considerazione e caddero nell’oblio per secoli.
Nel 1500 però, furono intravisti i primi cambiamenti di mentalità quando Copernico riesaminò la teoria eliocentrica (il sole al centro di tutto). Nel libro da lui pubblicato “De revolutionibus orbium celestium” però, Osiander aggiunse una premessa per sottolineare il fatto che l’universo descritto dall’autore non corrispondeva necessariamente al vero, ma era stato costruito idealmente per realizzare dei calcoli matematici. In quel periodo si aveva ancora paura dell’innovazione, si temevano le reazioni della Chiesa e non molti avevano il coraggio di opporvisi. Tuttavia bastarono pochi coraggiosi a far scoppiare la scintilla che poi sarebbe arrivata a Galilei, Bruno, Keplero e Newton, facendo ardere il fuoco di una rivoluzione scientifica.
Tutti questi grandi personaggi si dedicarono con passione alla ricerca, all’osservazione e al tentativo di spiegare i fenomeni naturali. Accettare la teoria eliocentrica, significava però anche rispondere a molte obiezioni di natura religiosa, ideologica, ma anche scientifica e non fu di certo un’impresa facile.
Perché allora proprio nel Seicento si sviluppò questo cambiamento così radicale, tanto da essere chiamato ?
La risposta non è una sola perché per far accadere una rivoluzione servì la concomitanza di diversi eventi.
Prima di tutto occorre considerare l’epoca in cui prese avvio e gli avvenimenti che la caratterizzarono. Nel 1600 il Medioevo era finito da più di un secolo e con esso anche la monopolizzazione del pensiero da parte della Chiesa Cattolica. La riforma protestante, diffusasi rapidamente nell’Europa centro-settentrionale grazie a Martin Lutero e Giovanni Calvino, nonché gli scandali interni al papato, avevano fatto perdere attendibilità e potere alla Chiesa. Quest’ultima quindi, nel Seicento aveva cercato di riprendere il controllo sulla vita degli uomini, negli Stati che controllava, imponendo censure, restrizioni o la morte. Così non faceva altro che alimentare un comportamento di protesta da parte degli studiosi. Questi continuarono a dedicarsi alle loro ricerche e pubblicarono i loro libri all’estero. Neanche l’emblematico caso della morte sul rogo di Giordano Bruno, che fin all’ultimo era rimasto aggrappato alle sue idee, riuscì a dissuadere gli altri uomini di scienza dal fare il proprio lavoro. Infatti più un potere si dimostra autoritario e cerca di imporre limiti o costrizioni, più gli uomini cercano di mantenere la propria libertà. Era quindi inevitabile che la ricerca procedesse.
Non fu però solo la crisi della Chiesa a determinare un incremento degli studi e delle scoperte scientifiche. Nel Seicento il cambiamento fu totale e riguardò più ambiti. Innanzitutto cominciarono ovunque ad essere conosciute e accettate le nuove scoperte geografiche. Queste scoperte misero l’uomo di fronte a dei problemi che non aveva mai affrontato o pensato di dover affrontare prima. Il contatto con nuove culture e nuove terre non solo introdussero le novità, ma fecero prendere la consapevolezza di quante cose potevano essere scoperte e di quanto fossero grandi le potenzialità dell’uomo. Dunque le scoperte geografiche, a partire da quella dell’America, avvenuta “per caso” nel 1492, diedero il via ad un atteggiamento di sfida, di volontà di scoprire e di fiducia nel progresso.
L’esistenza di nuove terre e popoli, che prima non si sospettava nemmeno, fece supporre che molte erano le cose ancora da trovare e le spiegazioni date dalla Chiesa e dagli antichi greci non erano più sufficienti per soddisfare la sete di sapere degli uomini.
L’atteggiamento di fiducia totale nelle capacità dell’uomo però, non era dovunque accettato perché veniva visto nello stesso tempo il grande limite imposto all’essere umano. Il filosofo inglese Locke evidenziò proprio il fatto che l’intelletto umano avesse dei limiti e tutta la conoscenza certa che si poteva avere era relegata all’esperienza. Pur dicendo ciò, egli affermò riguardo all’esperienza che “su di essa tutta la nostra conoscenza si fonda e da essa in ultimo deriva” [Locke- Ibidem]. Locke, come altri filosofi e fisici, ad esempio Cartesio o Galilei stesso, misero in risalto l’importanza di un metodo matematico e della sperimentazione per fare scienza, nel modo in cui viene intesa nell’epoca moderna.
Inoltre nel Seicento, a favorire lo sviluppo di tutte le scienze ci fu anche l’aspetto politico-economico. In quel secolo si assistette ad un consolidamento dei grandi stati nazionali, quali Spagna, Inghilterra e Francia e ad un miglioramento delle condizioni economiche, che consentirono di avere più fondi da dedicare alla ricerca scientifica.
A questo insieme di avvenimenti, che diedero nascita ad una rivoluzione scientifica, si deve necessariamente aggiungere la presenza proprio in questo periodo di personalità di spicco e menti particolarmente geniali come quelle dei già citati Galilei, Keplero, Bruno e in seguito Newton.
Queste menti geniali lavorarono però in un periodo in cui le loro scoperte non erano perfettamente comprese e incontravano numerose obiezioni.
In particolar modo la Chiesa Cattolica perseguitò tutte le idee della visione dell’Universo eliocentrico e continuò a farlo per moltissimi secoli. Questo avvenne perché le interpretazioni della Bibbia erano in accordo con le teorie di Tolomeo e Aristotele e ciò bastava per considerarle universali e indiscutibili. Inoltre la Chiesa non poteva ammettere un suo errore e non si poteva mostrare indifferente alla diffusione di idee diverse, considerate “eretiche”, perché avrebbe perso ulteriore potere e credibilità.
Quindi le critiche mosse dalla Chiesa alle nuove teorie astronomiche furono le più forti, ma non le uniche. Gli stessi fisici, matematici e altri intellettuali si mostravano scettici e continuarono a sostenere l’assoluta veridicità della Metafisica di Aristotele. Le loro obiezioni erano di natura pratica. Intuitivamente l’esperienza non consentiva all’uomo di capire perché un corpo cadeva perpendicolarmente sulla Terra se la Terra stessa si muoveva. Questo, insieme con tanti altri, erano interrogativi a cui Galilei e Newton diedero risposta e nonostante tutto continuarono a incontrare la diffidenza degli aristotelici, fedeli al ”IPSE DIXIT”.
Alla fine però la teoria eliocentrica, spiegata dalle leggi di Newton riuscì ad affermarsi e nel Settecento, durante l’Illuminismo, venne quasi del tutto accettata. Ne sono una dimostrazione le opere di questo periodo, tra cui “Lettere inglesi” di Voltaire, che testimoniano la nuova fiducia nel sapere. In seguito, con gli esperimenti e le verifiche effettuate da diversi uomini di scienza nel corso del XVIII, XIX e XX secolo, la teoria newtoniana si consolidò.
Oggi la spiegazione dell’Universo è attribuita alle leggi di Newton, anche se rimangono alcuni fenomeni non del tutto spiegati da essa.
È importante notare come il rapporto tra l’uomo e la scienza sia cambiato nel corso dei secoli. È sempre stato difficoltoso, ma alla fine la scienza e il sapere hanno conquistato il mondo.
Nell’età contemporanea si rimane sbalorditi dalle scoperte che continuamente vengono fatte, dalle invenzioni e dal progresso inarrestabile. I tempi per le scoperte si sono fortemente velocizzati, tanto che un essere umano riesce con difficoltà a tenere il passo con le innovazioni. Si nota dunque lo stesso atteggiamento di curiosità e di volontà di conoscere che ha da sempre caratterizzato l’umanità, ma nel mondo contemporaneo questo desiderio si è trasformato in una brama di sapere irrefrenabile. Ormai ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo e si ha una grande fiducia nella scienza, che ha consentito all’uomo di evolvere e di migliorare le proprie condizioni di vita. Tuttavia, più vengono scoperte nuove cose e più ci si rende conto che esistono eccezioni e altre cose da spiegare. Si vengono a delineare ancora dei limiti che l’essere umano ha. È solo un essere minuscolo nell’infinità dell’universo e nonostante le sue capacità siano immense, tanto da dominare sulla Terra, non può avere una conoscenza assoluta di tutto. Lo avevano capito tanti filosofi, già nell’antica Grecia. Socrate infatti diceva: “Il sapiente è colui che sa di non sapere” , ma allo stesso tempo ammetteva che “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”.
Quindi l’umanità non può continuare a vivere senza la scienza, nonostante questa ponga numerosi problemi. Oltre al fatto che non può spiegare ogni cosa ci sono delle obiezioni e critiche di natura etico-religiosa. Ad esempio le ricerche sulle cellule staminali in ambito medico, sebbene consentano di curare diverse malattie, non sono ammesse dalla Chiesa.
Le problematiche riguardano tutti gli ambiti della scienza, la fisica compresa, che ancora oggi ha delle domande a cui non sa dare risposta. Questi non sono gli unici interrogativi che tormentano l’uomo riguardo al progresso. Ci si rende conto anche, che si è arrivati ad un punto in cui si è dipendenti dalle nuove tecnologie e dallo sviluppo della scienza. Si sente quasi il peso oppressivo di questo bagaglio di sapere e si avverte l’impossibilità di stabilire ancora una volta un limite. Già nel XIX secolo questo peso veniva percepito e accanto ai grandi sostenitori della scienza, si ersero i pessimisti, coloro che avevano paura di perdere il controllo e farsi sopraffare dalla tecnologia. Questo sentimento fu bene espresso nel romanzo di Mary Shelley: “Frankenstein”, in cui vennero sollevati proprio i problemi etici che la società incontra nel confrontarsi con una scienza in continua evoluzione.
In conclusione si può affermare che la scienza è indispensabile per l’essere umano e il mondo attuale ne è la dimostrazione, ma questo progresso iniziato già con la Rivoluzione scientifica del Seicento, sebbene sembri inarrestabile, deve avere dei limiti. L’uomo in fin dei conti è mortale e un’evoluzione continua non è possibile. Questo ricorda la teoria sull’entropia dell’Universo di Boltzmann, che presuppone un aumento continuo dell’entropia, fino ad arrivare alla morte termica dell’Universo. Forse l’evoluzione della scienza non porterà a fini così drammatici, ma occorre valutare e considerare sempre tutti gli aspetti di una scoperta…
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