Mostrare i giorni trascorsi di un blog su Blogger dalla nascita

Dire l'esatto giorno in cui è nato il proprio blog è una cosa che fanno quasi tutti, magari in pochi lo scrivono in homepage in bella vista ma preferiscono inserirlo in una pagina apposita con le relative informazioni. Sarà passato un po' di tempo da quando avete creato il vostro blog e probabilmente adesso vi siete anche dimenticati il giorno esatto, è una cosa anche normale dato che inizialmente si inizia con molta lentezza. Se volete scoprire da quanti giorni il vostro blog è online è quinti anni ha dovete recarvi su Post dove c'è l'elenco di tutti i post e scorrere utilizzando le apposite freccette fino al post più vecchio e considerare la data di esso come quella di nascita del proprio blog dato che si dà per scontato che il primo post l'avete creato il primo giorno, eventualmente inserite una data antecedente.

Questo codice potete incollarlo sia all'interno di un post o una pagina, in modalità HTML oppure in un gadget di tipo Javascript/HTML da Layout.
<span style="color:#003366; font-weight: normal;">Questo blog è nato da </span><span style="color:#940F04; font-weight: bold;"><script>  
    var mesearray=new Array("Jan","Feb","Mar","Apr","May","Jun","Jul","Aug","Sep","Oct","Nov","Dec")
    function contatore(yr,m,d){
    var today=new Date()
    var giorno=today.getYear()
    if (giorno < 1000)
    giorno+=1900
    var meseg=today.getMonth()
    var giornoday=today.getDate()
    var todaystring=mesearray[meseg]+" "+giornoday+", "+giorno
    var paststring=mesearray[m-1]+" "+d+", "+yr
    var durata=(Math.round((Date.parse(todaystring)-Date.parse(paststring))/(24*60*60*1000))*1)
    durata+=" giorni."
    document.write("" +durata+"")
    }
    //nascita blog: giorno, mese, anno
   contatore(01,04,2012)
    </script></span>

La principale modifica che dovete fare riguarda la data. Essa deve essere imposta nell'ordine: giorno, mese, anno. Le altre modifiche riguardano il colore e il font delle parole e della data.


Il risultato finale di questo codice sarà solamente il primo rigo di quel che appare in questa immagine, ovvero la dicitura Questo blog è nato da N giorni. Se volete inserire le statistiche automatiche che riguardano i post pubblicati e il numero dei commenti totali dovete utilizzare il codice per un contatore diverso che potete incollare subito dopo quello del tempo di attività del blog per farlo apparire come nell'anteprima.
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Plugin per visualizzare il numero di visite nei post di Wordpress

Prima di installare un plugin per sapere quali sono i post più visitati sul vostro blog Wordpress dovete anche riflettere se vale o meno la pena di installarlo e se conviene anche mostrarlo ai propri visitatori. Siti in cui conviene visualizzare il numero di visite possono essere quelli che si basano molto sul fattore utenti, ad esempio nei siti di giochi flash è più accogliente indicare ai giocatori quali sono i giochi del momento, può essere utile anche per stilare classifiche dei personaggi più in voga se si possiede un sito di Gossip o per indicare le notizie più seguite se gestite un sito di News.



Wp-PostViews è un plugin che fa tutto questo è anche qualcosa in più. Potete scaricarlo da Wordpress e poi caricare il file zip sul vostro blog oppure ricercarlo direttamente dal vostro blog andando su Plugin > Aggiungi Nuovo > Wp-PostViews > Cerca plugin > Installa adesso > Attiva plugin.

Adesso è già installato e sin da subito funzionante ma andrebbe configurato. Andate su Impostazioni e selezionate PostViews, da qui scegliete se conteggiare chiunque, solo ai guest (visitatori) o solamente agli utenti registrati, vi conviene escludere il conteggio dei bot.

In questo campo vi conviene sostituire la parola "views" con "visite" o "visualizzazioni".
%VIEW_COUNT% views

Nei campi in basso dovete anche indicare in quale pagine del vostro blog volete mostrare il contatore.

Dopo aver completato le modifiche cliccate su Save Changes.

Se adesso aprite un post e andate a vedere se sotto di esso è presente il contatore è molto probabile che non ci sia nulla a meno che utilizzate un tema che prevedeva l'installazione di questo plugin. In questo caso dovete andare su Aspetto > Editor ed a seconda di dove dovete piazzare il contatore inserire il codice seguente che richiama il plugin:
<?php if(function_exists('the_views')) { the_views(); } ?>

dopo di quest'altro (o in altre zone migliori):
<?php while (have_posts()) : the_post(); ?>

Se volete mostrare nella sidebar o nel footer la classifica dei post più letti andate su Aspetto > Widget ed utilizzate quello che prende il nome di Views. Potete inserirgli il titolo che volete, mostrare i post o le pagine più visti o quelli meno visti anche per categoria. Inserite anche il numero di titoli da mostrare, la massima lunghezza di caratteri del titolo, escludete le categorie che non volete mostrare ed infine salvate il Widget.
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Riassunto Vita: Vladimir Majakovskij

Vladimir Majakovskij nacque a Bagdadi (Georgia) nel 1893. Suo padre era un nobile decaduto che per vivere si prestava a lavori umili come quello di guardaboschi.
A 13 anni, data la morte del padre, si trasferisce con la madre e le sorelle a Mosca dove abbandona gli studi per dedicarsi alla vita rivoluzionaria.
Infatti aderisce al partito operaio socialdemocratico russo e per questo motivo venne 3 volte arrestato dalla polizia zarista.
Nel 1911 incontra David Burljuk con cui crea il manifesto “schiaffo a gusto del pubblico” appartenente al movimento cubo-futurista russo.Nel 1913 fu rappresentata la sua prima raccolta di poesia “ja” (io), mentre nell’anno successivo nel dramma Majakovskij lancia la sua idea di futurismo come rivoluzione.
Il giovane poeta russo non vedeva di buon occhio l’arte e la letteratura del passato, definendola di fatti “vecchiume”, poiché priva di scopo; secondo lui tutta l’arte doveva avere una finalità, e quella della sua poesia era di sostenere la rivoluzione bolscevica (verrà chiamato infatti il poeta della rivoluzione d’ottobre).Fondò il giornale “Iskusstvo Kommuny” e organizzò letture e discussioni di versi nelle fabbriche tanto da favorire all’interno di esse la nascita di gruppi operai di stampo comunista-futurista. Tutto ciò trovò però prima opposizione da parte del governo zarista, poi della dittatura messa in atto da stalin.
Nel 1925 parte per le Americhe dove vi rimarrà per 3 mesi; da quest’esperienza nascono 22 componimenti appartenenti appunto al ciclo americano in cui il poeta sembra essere molto volubile e contraddittorio riguardo il nuovo continente.
Nonostante tutto Majakovskij è il poeta della rivoluzione per antonomasia e la maggior parte della sua opera lirica e teatrale è indirizzata aquesto scopo, cioè sostenere e diffondere le idee comuniste di rivoluzione; dirà difatti: “i versi sono le parole d'ordine, i comizi, le grida della folla... l'azione è il movimento della folla, l'urto delle classi, la lotta delle idee...".
Ma è per amore che il giovane poeta ha deciso di interrompere la sua vita a 37 anni, con un colpo al cuore, poiché troppo aveva sofferto non essendo ricambiato.
A questo proposito egli scrive un componimento “il flauto di vertebre” in cui chiede a dio di riprendersi la donna che gli ha comandato d’amare..
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Biografia: Giordano Bruno


Biografia:
Giordano Bruno nacque a Nola nel 1548, di umili origini; entrò a Napoli nell'ordine domenicano,organizzando una straordinaria cultura filosofica,religiosa e letteraria. a causa del suo carattere estroso e anarchico fu accusato di eresia e processato. Per questo andò vagando in molte parti d'Italia e poi si rifugiò all'estero. Nel 1577 fu a Ginevra, dove ebbe contatti con i Calvinisti. Poi si recò a Lione, a Londra, a Oxford, a Wittemberg, a Praga e a Francoforte sul Meno. Ebbe quindi contatti con uomini di varia cultura e poté rafforzare e far conoscere il suo pensiero rivoluzionario anche fuori d'Italia. Ciò gli procuro ostilità e persecuzioni anche presso i protestanti, per cui nel 1586 fu costretto ad abbandonare la Francia. Si recò in Germania: ma anche i luterani lo osteggiarono, come i calvinisti. Nel 1591 ritornò in Italia e si fermò a Venezia, ospite di Giovanni Mocenigo, il quale, però, lo denunziò per eresia. Fu processato in quella città. Condotto prigioniero a Roma, subì un processo per eresia a parte del tribunale dell' Inquisizione. Dopo anni di interrogatori, non avendo voluto abiurare le sue teorie filosofiche, morì sul rogo a Roma, come eretico impenitente, nel 1600.


Ai contemporanei e poi ai posteri, la concezione del mondo di Giordano Bruno appare spregiudicata, anzi eversiva, perché non frenata da remore e preoccupazioni di ordine religioso, anzi sostenuta con intransigente coerenza fino alla tragedia finale del processo e della condanna. La sua fiducia nella regione e la coerenza con cui, per sostenere i diritti, ha lottato sacrificando la sua stessa vita, hanno fatto di questo filosofo un simbolo dell’autonomia e della libertà di pensiero. Egli è mosso da una curiosità incessante, da un tumulto di idee, suggestioni, spunti che provengono da fonti diverse , da un costante rifiuto delle mediazioni e da una continua ricerca del nuovo, di orizzonti più vasti ed aperti per il sapere. Bruno si sente investito di una grande missione di rischiaramento filosofico e religioso a beneficio dell’umanità e rivendica il pieno diritto della ragione alla ricerca e al filosofare, schierandosi contro la tendenza a delimitarne e a ridurne l’esercizio da parte delle autorità religiose e delle diverse “scuole” accademiche.
Egli respinse con forza l’idea che la speculazione possa essere ostacolata e impedita da motivi di fede. La fede, infatti, “si richiede per l’istruzione di rozzi popoli che denno esser governati”, cioè per il governo e l’educazione delle masse incolte. Le Sacre Scritture servono a prescrivere regole, a ordinare “la prattica circa le azioni morali”, non a indicare verità filosofiche o scientifiche. La dimostrazione razionale, invece, è necessaria all’attività dei filosofi, dei “contemplativi che sanno governar sé e gli altri”.
Se, in una prima fase, Bruno sostiene la distinzione di campo tra la filosofia e la religione, successivamente evolve verso un’altra posizione, dovuta essenzialmente alla convinzione che la religione cristiana sia responsabile della decadenza e della crisi della società e della cultura. Il Cristianesimo -anche quello riformato- e fonte di discordie e di guerre fra gli uomini, dunque non favorisce la convivenza umana. Per questa sua natura la religione cristiana è prossima alla fine. Al suo posto si instaurerà l’antica religione dei filosofi, dei legislatori, dei sacerdoti.
Bruno assume come proprio compito quello della rinascita della religione, della sua riforma, che ritiene necessaria per restaurare la società e il sapere. Ma quella da lui propugnata è, oltre che una religione civile, una religione naturale, considerata capace di ricostruire i vincoli dell’uomo con l’uomo e con la natura, nel quadro di un’idea – mutuata dall’ermetismo- della comunicazione universale degli esseri. Questa religione dovrebbe chiudere con il mondo “vecchio” e aprire ad un mondo nuovo e “giovane”.
Se dal punto di vista della fede- sostiene Bruno nei dialoghi de la causa, principio e uno- Dio è assolutamente al di là del mondo sensibile, una Mens super omnia (“mente al di sopra di ogni cosa”, del tutto inconoscibile perché al di là della portata della nostra ragione) dal punto di vista della ragione Dio è invece una Mens insita omnibus, “ mente interna e presente in ogni cosa “, e appare a noi come “la natura stessa”, oppure come ciò che “riluce nell’ambito e grembo di quella”. In questo secondo senso,Dio è la causa e il principio di ogni cosa, in quanto la produce come qualcosa di diverso da sé, restando, nello stesso tempo, nella cosa stessa come suo fondamento. Dio è causa dell’universo, sia in quanto lo produce, sia in quanto ne costituisce il principio immanente. Poiché Dio è potenza creativa infinita, anche l’universo è l’infinito, in quanto effetto di quella causa infinita. Pur avendo ripreso da Cusano l’immagine dell’universo infinito, Bruno ne modifica radicalmente un presupposto essenziale: Dio, infatti, per Cusano era trascendente, mentre per Bruno è immanente alla natura stessa. È l’ “artefice interno” delle infinite realtà che costituiscono la natura, è la Mens insita omnibus, il principio razionale insito nelle cose. Dio si manifesta, perciò, come la natura stessa, nella sua totalità e creatività infinita. Bruno è fautore della teoria astronomica di Copernico (che sostiene il moto reale della Terra), pur modificandola notevolmente e in più punti, in particolare introducendo l’infinità dell’universo. L’universo è infinito non solo perché infinitamente grande, ma anche perché costituito da infiniti mondi, cioè da innumerevoli Soli e pianeti. L’immaginazione di Bruno si dispiega e guarda alla volta celeste non come ad un limite dell’universo(cioè ad una gigantesca calotta sferica nella quale siano “infisse” le stelle),ma come ad uno spazio infinito, nel quale ogni stella può essere concepita come un Sole, simile al nostro, intorno a cui ruotano pianeti anch’essi simili alla Terra. Essendo infinito, l’universo non ha centro né circonferenza, non è né alto né basso: ogni realtà è centro del proprio orizzonte e la mancanza di un centro fa sì che non esista un ordine gerarchico della natura( non vi sia cioè differenza fra mondo celeste e mondo terrestre) ,né esistano degli aristotelici “luoghi naturali”. Così Bruno definisce una concezione del tutto nuova, nella quale sono abbattuti i confini dell’universo fissati dalla tradizione e che avrà un fortissimo impatto sui contemporanei, anche per le sue implicazioni teologiche. Nell’universo, animato dalla presenza immanente di Dio, tutto è vita e la morte è solo apparenza: tutto muta e “ nulla si annihila”. Quando vediamo qualcosa che sembra morire, aggiunge Bruno, non dobbiamo credere che essa muoia realmente, ma piuttosto che muti, cioè che cambi i suoi aspetti accidentali,restando, invece, immutabile nei suoi principi essenziali. Il concetto di materia risulta profondamente mutato, in quanto essa appare dotata di un intrinseco principio attivo, ovunque mossa e animata da forze vitali, come un immenso organismo vivente. Proprio questa idea che ogni realtà dell’universo, anche la più piccola, sia vivente e animata, costituisce il fondamento della magia e della fiducia nutrita da bruno che grazie ad essa sia possibile conquistare di slancio i più riposti segreti della natura.
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Letteratura: Il Seicento

Il '600, per molti, rappresenta una degenerazione rispetto al '500; sul piano culturale avremo il trionfo dell'effetto più che del gusto, della forma più che del contenuto. Esso rifletterà la generale decadenza sociale, politica ed economica della società italiana , soggetta da un lato alla dominazione spagnola (dalla pace di Cateau-Cambresis con la Francia, alla pace di Utrecht che segnerà il passaggio dal dominio spagnolo a quello austriaco), e dall'altro soggetta all'affermazione della Controriforma cattolica: cosa che determinerà il rigido controllo della chiesa su tutta la vita intellettuale e letteraria italiana. La crisi del '600 sarà molto visibile nella seconda metà del secolo, dopo la morte di Bruno, Campanella, Galilei, Tassoni e Marino.
L’Italia in questo periodo era soggetta alla dominazione Spagnola che aveva ormai conquistato la Lombardia, il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia e Sardegna, e lo stato papale; gli unici stati indipendenti restavano Venezia che era stata invasa dai Turchi e quindi viveva anch’essa una fase di decadenza, e il ducato di Savoia che con Carlo Emanuele I pensava di poter espandere i suoi domini,ma perdendo ogni guerra intrapresa,dovette rivedere i suoi piani. Questa fase di decadenza sarà ancora più sottolineata dalla nascita di una nuova classe economica che non si saprà adeguare alle nuove esigenze economiche dovute all’espansione dei commerci verso l’America; così i nuovi imprenditori continueranno ad essere ostacolati da quelle piccole compagnie d’arti. A questo poi si aggiunge l’ondata si peste,che porterà a dimezzare addirittura alcune città; un’altra conseguenza sarà la nascita della questione del mezzogiorno perché dagli spagnoli era stata intrapresa una politica diversa Tra Nord e Sud: a Nord,consentirono una possibilità maggiore di progresso, mentre al Sud, vi era ancora una politica di tipo feudale che non permetteva nessuna possibilità di progresso, e quindi crollerà sempre di più in una situazione di degrado; infatti inizieranno in questo periodo le prime rivolte cittadine.
Più in generale, nel ‘600 la storia dell’Europa sarà fortemente condizionata dalla guerra dei trent’anni, che vedrà scontrarsi Austria e Spagna contro Svezia Danimarca e Francia,questa si concluderà con la Pace di Westfalia del 1648, che fu molto importante perché,grazie ad alcuni suoi trattati, riconobbe alla Germania la libertà religiosa e politica. In Francia, invece, abbiamo Luigi XVI che inizierà una politica di rafforzamento per la monarchia, che col passare del tempo, diventerà una vera e propria politica assolutistica con Luigi XIV che rafforzò l'influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti; ma oltre che militarmente, la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno. Convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico, regnò comunque sempre nell'interesse della Francia. Contemporaneamente l’Inghilterra, fonderà le sue prime colonie in America, e queste saranno importanti per la questione commerciale ma porteranno ad una nuova guerra contro l’Olanda, che non permetterà agli Inglese di commerciare nelle sue colonie; questa guerra verrà vinta dall’Inghilterra con Giacomo I Stuart, che si troverà inoltre, ad affrontare anche un periodo di intense guerre civili contro Cromwell che riuscirà ad instaurare una monarchia parlamentare.
Per quanto riguarda la chiesa invece, i pontefici perderanno il loro potere politico, ma nonostante questo la chiesa, riuscirà ad arricchire l’architettura delle chiese di Roma, facendola diventare capitale del mondo, rifiutando però tutte le zone circostanti.

Dal punto di vista culturale il '600 viene considerato come fase decadente della civiltà rinascimentale,che poi rappresenterà una nuova civiltà letteraria e culturale caratterizzata dal barocco. Esso è un secolo caratterizzato da profonde contraddizioni:
  • alla corte signorile isolata si sostituisce un'area culturale più estesa, caratterizzata da una precisa attività intellettuale (nascita delle Accademie:quella della Crusca di Firenze), o da un preciso genere letterario (romanzo a Genova-Venezia, ricerca scientifica in Toscana-Veneto,letteratura dialettale nel Sud). Tuttavia, la letteratura e la poesia non conosceranno alcun vero nome di spicco;
  • in questo secolo, con Galilei, si pongono le basi della scienza moderna sperimentale, ma nel contempo si diffonde la superstizione e il culto esteriore e formale della religione;
  • si pone agli intellettuali il problema di un pubblico nuovo,più vasto e meno raffinato di quello delle corti rinascimentali,la letteratura che gli intellettuali offrono è spesso di evasione, per un pubblico spesso arretrato culturalmente;
  • gli intellettuali rifiutano il culto dell'autorità dei modelli classici e questa rivendicazione di libertà si traduce in una preoccupazione a stupire e meravigliare il pubblico (concezione edonistica dell'arte, Marinismo);
Questo insieme di forme prenderà il nome di Barocco o Concettismo. In questo fenomeno la forma vuole essere raffinata da apparire strana e stupefacente, mentre il contenuto vuole essere esteriormente grandioso. Gli intellettuali non accettano le regole letterarie del ‘500 (quelle statiche di Aristotele) ,cercano di ottenere un tipo di arte che rappresenti un linguaggio o PATETICO o basato sull’eccessività. In ogni caso il linguaggio si svuota della sua funzione di trasmettere il pensiero, e diventa solo una serie di artifici retorici (non concettuale ma estetico). Il Barocco mira ad ottenere la produzione di piacere attraverso gli effetti, la spettacolarità che si ottengono attraverso due punti fondamentali: la MERAVIGLIA (attraverso l’uso di un linguaggio ricco di metafore) e il CONCETTO (che darà poi luogo al concettismo; con questo termine s’intende un artificio retorico per cui si mettono insieme immagini tra loro molto distanti, che però il poeta riesce a collegare tra di loro, Questo significava rifiutare il concetto linguistico e dare spazio all'immaginazione, mettendo in evidenza gli aspetti sensuali, il tutto finalizzato ad ottenere una sensazione di piacere).La poesia diventa un fatto spettacolare e questo include il rapporto con il pubblico che diventa l’elemento principale. L'arte non è più imitazione ma finzione, la quale si sostituisce alla realtà. La realtà risulta troppo complessa per essere fedelmente riprodotta. Le contraddizioni sociali dell'epoca vengono considerate irrisolvibili: di qui il tentativo degli intellettuali di puntare su una novità formale fine a se stessa. Fanno eccezione, in questo senso, poche persone: Galilei sul piano scientifico,Bruno e Campanella in quello filosofico. Verso la fine del ‘500 e fino alle metà del ‘600 il Barocco si modificò specialmente in Italia e in Spagna diventando il Barocchismo; questo era un esasperazione dei canoni fondamentali del Barocco stesso. In Italia il maggior esponente di questo movimento fu proprio la chiesa, perché esso le dava la possibilità di esprimere tutta la sua potenza (superamento della spiritualità). La chiesa fece del Barocchismo una cosa più politica che culturale,poiché si serviva di esso per avvalorare la controriforma e sottomettere il credente. In Spagna si diffuse in due modi: attraverso il GONGORISMO (caratterizzato da un linguaggio colto e raffinato), e attraverso il CONCETTISMO (ovvero l’esaltazione del concetto, espresso come opposizione). Dal punti di vista letterario, in Italia, esso non ebbe grandi risultati; questa ricerca forzata della novità nelle forme esteriori ed estetiche, in Italia, venne chiamata Marinismo (dal nome del poeta Giambattista Marino, napoletano), per il quale fine della poesia è la meraviglia delle cose eccellenti. Le sue poesie (come tutte le liriche del '600) non inventano nulla di nuovo, ma si limitano a utilizzare in maniera stravagante (combinando motivi e immagini fino all'assurdo) i moduli stilistici e le situazioni della tradizione poetica che va dal Petrarca al Tasso. Poema principale del Marino è l’ADONE (poema mitologico in 5.000 ottave. Il pastore Adone, eletto re di Cipro, ottiene l'amore di Venere, ma la gelosia di Marte lo fa uccidere da un cinghiale in una battuta di caccia).
Dunque i canoni principali della poetica della meraviglia erano:
  • ritenere che la poesia non abbia altro fine che il divertimento/piacere (fine edonistico);
  • evitare qualunque riproduzione diretta della natura (considerata la maggior nemica dell'arte);
  • usare lo strumento della metafora fino all'accesso. La poesia diventa un gioco bizzarro.
Altri generi letterari significativi in questo periodo furono:
Letteratura scientifica. Grazie a Galilei si ha la creazione del metodo induttivo-sperimentale (dal particolare al generale): nasce la scienza moderna. Netto distacco da teologia e filosofia. La scienza afferma propria autonomia di metodo, di contenuto, di mezzi per la ricerca e sperimentazione. La prosa scientifica nasce nel pre-settecento, e diventa un vero e proprio stile letterario con Galileo, e dalla sua necessità di divulgare il suo pensiero scientifico. Maggiormente divulgata sotto forma dialogica, perché così era più semplice mettere in evidenza il contrasto tra due pensieri diversi. In generale, essa era ragionamento di tipo deduttivo al quale veniva unito il gusto letterario.
La commedia dell'arte. Un genere veramente nuovo della civiltà barocca. E' detta anche commedia a soggetto o improvvisata. Generalmente una commedia in 3 atti, recitata da comici di professione, riuniti in compagnie sotto la direzione di un capocomico, che si spostavano da una città all'altra. L'autore di una commedia stendeva dei canovacci (trame di carattere generale) di cui poi gli attori si servivano improvvisando sulla scena il dialogo. Altri elementi di questa commedia erano i lazzi (scene comico-mimiche) unite al dialogo, e le maschere tipologiche, nelle quali si erano fissati i tipi comici presenti nella commedia latina e nel teatro rinascimentale.
Il romanzo. Nasce e si diffonde nel '600, come in Francia. E' più ampio e più complesso della novella, destinato al vasto pubblico. E' una specie di riduzione in prosa del vecchio poema avventuroso: una letteratura evasiva e patetica, da sostituire a quella cavalleresca ed eroica.
Poema eroicomico. Inventato da Alessandro Tassoni (nato a Modena). Con La secchia rapita (1621) canta in forma eroica argomenti comici. La trama deriva dalla fusione di due guerre tra modenesi e bolognesi. Nella seconda i modenesi, dopo aver sconfitto i bolognesi, tolgono loro, come trofeo di guerra, il secchio di un pozzo.Tuttavia se il Tassoni mise in ridicolo la figura degli eroi, non riuscì a creare dei personaggi più umani e realistici.
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Vincenzo Cardarelli: Autunno

Testo: Autunno
Autunno.Già lo sentimmo venire nel vento d'agosto

Parafrasi: Autunno
Autunno. Lo sentimmo venire già nel vento d'agosto, nelle piogge di settembre che furono torrenziali

Analisi del testo: Autunno
La tematica principale di questa poesia e' il trascorrere dell'esistenza

Commento: Autunno
L'autunno è la stagione che prelude all'inverno e il poeta lo paragona a quell'età in cui senti la morte vicina.

Figure retoriche: Autunno
Il poeta ha inserito nella poesia vari enjambements.
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Parafrasi: Autunno, Cardarelli

di Vincenzo Cardarelli
Parafrasi:

Autunno. Lo sentimmo venire già nel vento d'agosto, nelle piogge di settembre che furono torrenziali e piangenti, e un brivido percorse la terra che ora, spoglia e triste, accoglie un sole indeciso. Ora passa e tramonta, in quest'autunno che incede con grande lentezza, il miglior tempo della nostra vita e ci dice addio.

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Commento: Autunno, Cardarelli

di Vincenzo Cardarelli
Commento:

L'autunno è la stagione che prelude all'inverno e il poeta lo paragona a quell'età in cui senti la morte vicina. Il vento di agosto e le piogge di settembre lo hanno annunciato, come quando l'uomo comincia a sentire i primi acciacchi dell'età e così pensa alla morte che si fa annunciare da queste cose,se pur ancora lontane. L'autunno passa con infinita lentezza, come la nostra vita che passa fra gioie e dolori e ci fa congedare dalle cose terrene, così l'autunno col suo sopraggiungere lento ma inesorabile ci fa congedare dall'estate ormai lontana e definitivamente trascorsa.

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Analisi: Autunno, Cardarelli

di Vincenzo Cardarelli
Analisi del testo:

La tematica principale di questa poesia e' il trascorrere dell'esistenza che il poeta identifica attraverso un paragone tra la vita della natura e quella dell'uomo. Parola chiave : AUTUNNO; Campi semantici:"Autunno","Vita","Terra".
La poesia è un lirica composta da un'unica strofa di 12 versi liberi e presenta una struttura lineare,ovvero i temi si susseguono ordinatamente; non vi sono rime.
Il ritmo della poesia e' lento,infatti,il poeta utilizza termini come "declina,lentezza indicibile,lungamente".
La poesia e' inoltre costituita da due periodi principali: il primo e' prevalentemente descrittivo,il secondo e' più riflessivo e psicologico.
Questa lirica del Cardarelli risale al 1936 e fa parte di una raccolta di poesie intitolata appunto "Poesie".

Guardate anche le figure retoriche per sapere dove sono gli enjambements, la metafora, l'ossimoro etc.
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Figure Retoriche: Autunno, Cardarelli

di Vincenzo Cardarelli
Figure Retoriche:

Il poeta ha inserito nella poesia vari enjambements come ad esempio tra il verso 1 e 2, 3 e 4, 9 e 10.

Vi sono termini semplici e moderni e varie figure retoriche: il poeta paragona l'alternarsi delle stagioni al trascorrere della vita con una metafora.

Personificazioni: "torrenziali e piangenti" (v. 4), "nuda e triste" (v. 6), "ci dice addio" (v. 12).

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Testo: Autunno, Cardarelli

di Vincenzo Cardarelli
Testo:

Autunno.Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora,nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

LEGGI ANCHE: Parafrasi Autunno Cardarelli
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Luigi Pirandello: Vita, Pensiero e Poetica dell'Umorismo

Il 28 giugno del 1867 a Girgenti, l'attuale Agrigento, nacque Luigi Pirandello, drammaturgo, scrittore e poeta italiano. "Io son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco "Kaos". Nato in una famiglia di condizioni borghesi, non visse però un'infanzia serena poichè molto spesso caratterizzata dalla difficolta di comunicare con i genitori. Fin da piccolo si manifestò il suo attaccamento alla Chiesa Cattolica, ma dopo un avvenimento di poco conto che coinvolse il suo prete, decise di discostarsi dalla Chiesa Cattolica per praticare una religiosità diversa da quella ortodossa.
A soli 11 anni scrisse la sua prima opera "Barbaro" della quale non si hanno alcuni frammenti.
Nel 1892 si trasferì a Roma e grazie all'aiuto di Luigi Capuana riuscì a farsi strada nel mondo della letteratura. Due anni dopo conobbe Maria Antonietta Portulano con la quale si sposò. Questo matrimonio nacque per interesse, visto che Maria possedeva un'ingente dote, ma con il passare degli anni tra i due nacquero passione e amore e in seguito si trasferirono a Roma.
A seguito poi di un allagamento e di una frana nella miniera in cui Pirandello esercitava il suo impiego e in cui investirono la maggior parte della dote della moglie, si ridussero sul lastrico e la stessa moglie fu soggetta a varie crisi isteriche, e dopo molti anni Pirandello fu costretto a ricoverarla in un ospedale psichiatrico. Grazie a questa malattia però lui potè approfondire la teoria sulla psicanalisi di Freud.
Le sue opere non ebbero tutte successo come "Il Fu Mattia Pascal" scritta durante il periodo di paralisi della moglie. Ma il vero grande successo fu raggiunto nel 1922 quando si accostò al teatro.
Lui credeva nel patriottismo risorgimentale, molte volte usato come tema nelle sue opere, ma anche oscurato dalla sua riflessione umoristica. La sua scelta di prestarsi al Fascismo colpì tutti, ma lui spiegò che attraverso il Fascismo si riconduceva a ideali patriottici e risorgimentali di cui era lui stesso sostenitore convinto; vedeva in esso la prima vera idea originale post-risorgimentale che rappresentava l'Italia futura pronta a divenire l'emblema di tutta l'Europa.
Il punto in comune tra il poeta e il Fascimo è il relativismo, basati però l'uno sull'esistenza e l'altro sull'attivismo soreliano.
Contemporaneamente a questo, lui ricevette il Premio Nobel per il suo coraggio e la sua ingegnosa ripresentazione dell'arte drammatica e teatrale.
Durante la guerra suo figlio Stefano fu rapito dagli Austriaci e poi rilasciato in condizioni pessime e sua moglie si aggravò così tanto da dover essere rinchiusa in manicomio.
Nel 1925 fondò la Compagnia del Teatro d'Arte con la quale viaggiò per il mondo. Morì a causa di una polmonite nel 1936, lasciando incompiuta la sua opera teatrale "I giganti della montagna".

Il suo pensiero:

Egli si avvicinò alle teorie di Alfred Binet producendo saggi di stile colloquiale, incentrati sulla poetica dell'umorismo; infatti possiamo notare come in questi saggi distingue il comico dall'umorismo. Il primo nato dal contrasto tra apparenza e realtà; il secondo nato da una considerazione meno superficiale dell'avvenimento del contrario. Il comico genera un'immediata risata, mentre l'umoristico è il risultato di un'attenta riflessione, che fa nascere un sorriso di compassione. "Non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere, adesso ci farà tutt'al più sorridere.".
Il suo relativismo è esistenziale poichè si fonda su una crisi di base, che è la crisi dell'io. Lui afferma che in noi ci sono elementi distinti che aggregandosi e disgregandosi danno vita ad una nuova personalità che ha una vita propria, quindi in noi abitano tanti individui diversi fra loro, e per recuperare la nostra identità abbiamo bisogno di ricorrere alla follia, alla quale ci si può arrivare tramite la verità, nuda e cruda, che porterà all'isolamento da parte della società e quindi alla pazzia. Quest'ultima porterà alla solitudine, grazie alla quale l'uomo può ascoltare ogni individuo in se stesso e riconoscere la sua vera identità, senza essere distratto dalla realtà e dalle convenzioni sociali. Lui svolge questa ricerca sull'identità di una persona dalla quale dipendono sia la concezione di sè e sia le relazioni con gli altri.
Famoso è anche il contrasto che lui fa tra la vita e la forma; la prima caratterizzata dal destino, la quale si cala nella seconda, che la rende prigioniera. Il passare del tempo, ossia l'avanzare della vita, produce immagini di momento in momento, a volte contraddittorie fra loro, e qui la forma cerca di renderle pulite e chiare, accostando a quest'ultima la conoscenza.
Da questo contrasto nasce il relativismo psicologico che si divide in due parti: quello che si svolge in senso orizzontale riguardante il rapporto di un individuo con gli altri; e quello che si svolge in senso verticale riguardante il rapporto di un individuo con se stesso.
Gli uomini fin dalla loro nascita sono liberi ma il Caso interviene manipolando ogni scelta, come dei burattini nelle mani del burattinaio. Ogni uomo ha l'obbligo di seguire le regole imposte dalla società, anche se il suo spirito vorrebbe agire in tutt'altro modo; cambia forma solo per volere del Caso, assumendo una nuova forma dalla quale non si può tornare indietro. Poi afferma che ognuno vive con una maschera, dietro la quale dimorano migliaia di individui diversi che l'uomo non riesce a comprendere tanto quanto non riesce a comprendere se stesso; questa maschera ci obbliga a muoverci secondo schemi ben definiti che accettiamo per convenienza senza avere il coraggio di rifiutarli. Ma a volte la nostra anima istintiva esplode violentemente e allora la maschera si spezza, lasciandoci per un istante un senso di libertà, che svanisce dopo che una nuova forma ci imprigiona in essa.
Secondo Pirandello, quando l'uomo viene a conoscenza del contrasto fra forma e vita, reagisce in tre modi diversi: con una reazione passiva secondo la quale l'uomo non può far altro che accettare la maschera, poichè il suo intento di far vedere agli altri chi realmente sia, è fallito, così si rassegna perchè è un debole e non si ribella alla nuova maschera che gli è stata attribuita. E' infelice perchè sa che comunque vive la vita in dualità: quella che vorrebbe vivere e quella che vive secondo gli altri; con reazione ironico-umoristica secondo la quale l'uomo accetta la maschera con un atteggiamento ironico e molto spesso ne ricava un vantaggio; con reazione drammatica secondo la quale l'uomo non ha nessuna intenzione di accettare la maschera e reagisce con disperazione. Quindi se il mondo lo vuole in quel modo, lui farà di tutto per esserlo, fino a chiudersi in solitudine arrivando alla pazzia e molto probabilmente al suicidio.
Il suo relativismo conoscitivo e quello psicologico vanno contro l'incomunicabilità tra gli uomini; ogni persona percepisce la realtà in modo diverso e quindi tra di esse non ci può essere alcuna comunicazione. Questa assenza di comunicazione produce la solitudine e l'esclusione dalla società e da se stessi, poichè a causa della crisi dell'io, in noi si vengono a formare tanti individui diversi e contrastanti tra loro, che faranno capire all'uomo di essere 'nessuno'. Di conseguenza l'uomo avverte un sentimento di estraneità dalla vita e per questo si sente forestiero della vita.
Opera in cui è visibile l'incomunicabilità è "Uno, nessuno e centomila" in cui Pirandello mostra i tre tipi di uomini: "Uno" perchè ognuno è una persona con caratteristiche particolari; "centomila" perchè l'uomo possiede centomila personalità nel suo interno; "nessuno" perchè l'uomo anche possedendo centomila personalità, non riesce a trovare la sua vera identità, questo vuol dire che non è nessuna di queste personalità.
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Cos'è l'Accademia dell'Arcadia in letteratura

La letteratura arcadica, nata allo scopo di contrastare il cattivo gusto del Barocco, si inserisce in un periodo in cui l'esercitazione poetica diviene un dovere sociale, soprattutto nella linea crescimbeniana. Proprio su questa linea si può notare il consolidamento di una poetica esigente di mondanità vivace ed idillica, moderato erotismo, galanteria, musicalità e ricorso alla natura. Questo tipo di poetica fonda le proprie radici in una mentalità razionalistica e in un sentimento idillico e patetico, con forti influenze del petrarchismo e del classicismo.
Su questa via, la poetica arcadico-razionalistica trovava la sua espressione melodrammatica e poetica nell'opera del Metastasio. Egli, una volta capovolto il rapporto musica-poesia in una subordinazione della musica rispetto all'espressione della parola, si abbandonò ad una vena poetica sincera, limpida e inconfondibile che poté affascinare ancora Baretti, Rousseau e Leopardi. Intanto nell'Arcadia il gusto poetico si dirigeva verso il melodramma (con Rolli, Crudeli e Casti) e il canzonettismo.

Gli ultimi decenni del Seicento letterario, sono considerati “prearcadici”.
Nella preparazione della poetica arcadica, sono di essenziale importanza l'attività e le esigenze antibarocche dei letterati toscani di fine Seicento.
La posizione del gruppo fiorentino è notevole per la sua compattezza, il suo spirito critico e la sua netta contrapposizione al Barocco. Fra gli scienziati ed i letterati appartenenti a questo gruppo, i più importanti sono: Lorenzo Bellini, autore di sonetti apprezzati in Arcadia; Alessandro Marchetti, autore della traduzione di Lucrezio e di importanti traduzioni di Anacreonte; Lorenzo Magalotti, autore di poesie descrittive come “La sorbettiera”, “La profumiera”, ecc.. Ma fra tutte queste figure, spicca quella del Redi, che fece da maestro e consigliere per i più giovani: tutto il suo epistolario è pieno di consigli, di elogi, di censure ad altri letterati a cui egli raccomanda sempre l'evidenza e la chiarezza, contrapponendole alla ridondanza e alla falsità barocca. Il linguaggio che il Redi utilizza è infatti basato sull'idea che lo scrittore deve avere chiarezza, misura, ripudiare il concettismo e l'abuso di metafore, ma non deve di conseguenza cadere in una “correttezza senz'animo”: egli nulla più odia, infatti, di un sonetto floscio e stentato.
Nell'Italia settentrionale non vi era un centro di cultura antibarocca come quello così preciso di Firenze, ma lo stesso Redi riconosceva l'esistenza, fuori dalla Toscana, di letterati illuminati dall'esigenza di chiarezza e serietà. Tra questi letterati va nominato il Maggi, la cui poetica (considerata una delle esperienze prearcadiche più notevoli) si basa su un forte interesse classicistico ed un moralismo religioso e che si traduce in maniera piacevole ed efficace nel teatro.
Diversa e più complicata è la situazione dell'Italia meridionale, dove le polemiche di secondo Seicento sulla poesia presentano indizi di un forte disagio, in cui l'arte non riesce a svincolarsi dalle condizioni barocche ma inizia a sentire l'esigenza di un gusto più moderato. In questo contesto si inseriscono le posizioni prearcadiche di Giovanni Cicinelli, che con la sua “Censura del poetar moderno” prendeva posizione contro le poetiche barocche e proponeva una poetica basata sulla ripresa dei classici, sull'organicità linguistica e su forme più sobrie.
Intanto la nuova cultura filosofica e scientifica si diffondeva e organizzava nelle nuove accademie, come quella napoletana degli “Investiganti”, in cui la letteratura e la lingua erano antibarocche ed i modelli principali erano il petrarchismo ed i classici greco-latini e italiani.
Anche nell'Italia meridionale veniva così a svilupparsi una situazione letteraria che, pur mancando degli esempi prearcadici del Nord e del Centro, offriva in cambio alla nuova letteratura un più forte contributo sia filosofico che estetico che spesso supererà il gusto arcadico: come nel caso del grandissimo Vico, ma anche in quello del Gravina. Così, anche nel Sud l'Arcadia troverà poi lo sviluppo di colonie e la presenza (anche se minore) di lirici arcadici.
A questi diversi tentativi di una nuova poesia non più barocca, si unisce l'attività dei riformatori dell'Arcadia. In essi prevalgono un più deciso interesse per i problemi d'estetica, osservazioni critiche e un interesse verso la storia della letteratura del passato.
Una visione più chiara del rapporto fra estetica, critica e poetica, è rappresentata dalla posizione letteraria del Crescimbeni.
La sua vasta produzione poetica (sonetti, canzoni, egloghe) si svolge tutta in funzione di una nuova poetica del buon gusto offerta all'Arcadia, soprattutto nei suoi volumi letterari: “Istoria della volgar poesia”, “Commentari alla istoria della volgar poesia”, “Bellezza della volgar poesia”. In tali opere, Crescimbeni svolge un'interpretazione della tradizione poetica italiana che parte dalla “Istoria della volgar poesia” e si precisa nei “Commentari”, in cui sono presenti l'interpretazione del passato italiano e proposte per il presente. Nella “Bellezza della volgar poesia” , il Crescimbeni traccia le forme poetiche (canzonetta e sonetto pastorale) più adatte ai motivi arcadici: non motivi filosofici, morali o eroici, ma motivi di idillio, di sentimenti galanti, di moderato diletto del vivere in una condizione di grazia e sobrietà. In particolare, Crescimbeni, essendo a favore di una poesia chiara, limpida e moderata da elementi realistici, si opponeva all'imitazione della poesia greca, profondamente didascalica, complessa e mitica. E' quindi con Crescimbeni che viene favorita una poesia idillica, leggiadra, dal canto melodrammatico e caratterizzata da eleganza, chiarezza e ragionevolezza.
Il fautore della poesia mitica, della ripresa dello spirito della poesia greca, era Gravina, protettore ed educatore del Metastasio, ma anche maestro del Rolli. Prima legislatore e poi ribelle dell'Arcadia: la sua personalità è di gran lunga superiore a quella del Crescimbeni, come la sua posizione estetica e critica è tanto più complessa. Gravina assunse una coraggiosa posizione di lotta contro ogni specie di conformismo, di passività morale ed intellettuale, fiducioso nella capacità liberatrice della ragione, considerata dal Gravina un'emanazione della luce di Dio nell'attività filosofica e morale degli uomini. Questa sua concezione antigesuitica, illuministica ma allo stesso tempo condizionata dalla religione, traspare in quattro sue opere: “Hydra mystica”, “Orationes”, “De institutione studiorum”, “De sapientia”. Grazie a queste opere, da una parte si può capire la profondità del suo classicismo e dall'altra il contrasto della sua personalità con l'ambiente conformistico di Roma. La sua era aspirazione ad una poesia alta e severa, senza ornamenti musicali, con un ambiguo rapporto tra ragione e fantasia. Nella “Ragione poetica”, la poesia è rappresentazione fantastica di verità profonde: “la favola è l'essere delle cose trasformato in geni umani ed è la verità travestita in sembianza popolare, poiché il poeta dà corpo ai concetti, e con l'animar l'insensato e converte in immagini visibili le contemplazioni eccitate dalla filosofia”. Per Gravina, poiché questa funzione della poesia trovò la sua massima esposizione nella poesia greca di Omero, Esiodo e i tragici, lo studio dei poeti greci e l'imitazione “non servile” della loro poesia è essenziale ai poeti di ogni tempo.
Così, è evidente che la proposta di poetica arcadica del Gravina, ricca di originalità ma anche di incongruenze, aveva una complessità ed un tono certamente superiori a quelli della proposta del Crescimbeni. Essendo quella del Gravina un'idea poetica più rigida e severa, è facile immaginare che nella lotta fra Crescimbeni e Gravina, la vittoria andasse al mediocre pensiero del Crescimbeni. Tuttavia, se anche la proposta graviniana non fu accolta dagli arcadici, il pensiero graviniano influenzò molto la generazione successiva al Gravina e al Crescimbeni.
Le proposte di riforma del Gravina e del Crescimbeni si scontrarono nella vita della nuova Accademia, alla cui fondazione, uomini con mentalità diverse tra loro, uomini con personalità meno rilevanti, rappresentanti della prearcadia, con un certo impegno avevano collabrato tra loro pur di far nascere un'Accademia che potesse privilegiare il buon gusto arcadico.

A Roma, l'Accademia Reale della mecenatesca Cristina di Svezia aveva costituito un primo abbozzo dell'Arcadia e aveva messo in contatto tra loro personalità della cultura e letteratura romana con rappresentanti della prearcadia toscana e settentrionale.
Vincenzo Leonio divenne il principale collaboratore del Crescimbeni nella costituzione dell'Arcadia e nell'elaborazione della convenzione pastorale, inoltre lo appoggiò nella ripresa del petrarchismo sul modello del lirico Di Costanzo.
Fu esattamente il 5 ottobre 1690, dopo la morte della regina di Svezia, che ebbe costituzione ufficiale la Ragunanza degli Arcadi, nel giardino dei Padri Riformati a San Pietro, a cui parteciparono quattordici scrittori. I più importanti erano: Crescimbeni, Gravina, Leonio, Stampiglia e Zappi. In seguito molti altri letterati si aggiunsero ai primi quattordici, come Muratori, De Lemene, Guidi e Redi.
Ciascun letterato prese uno pseudonimo tratto dalla vita dei campi dei pastori, e Crescimbeni, col nome pastorale di Alfesibeo Cario, fu nominato Custode generale. L'insegna dell'Arcadia fu la siringa di Pan coronata di lauro e pino; Gesù Bambino fu onorato come sommo protettore; la regina di Svezia fu proclamata patrona. Un “libro d'oro” raccoglieva i nomi degli arcadi, i quali denominarono Bosco Parrasio il luogo dei loro raduni, che fu inizialmente il bosco dei Padri Riformati a San Pietro. In seguito, gli arcadi si stabilirono sul Gianicolo. La sede centrale prese il nome di “serbatoio” e tutte le sedi nate in un secondo momento presero il nome di “colonie”. Nel serbatoio (che in un primo momento fu la casa del Custode Crescimbeni) si conservavano anche gli archivi dell'Accademia (i ritratti, i sigilli, i componimenti recitati dagli arcadi). Ben presto l'Accademia divenne numerosa e dovette espandersi fino a otto colonie.
Fu Gravina a raccogliere in leggi le usanze degli arcadi. Egli le sottoscrisse in latino nello stile lapidario delle XII tavole; erano dieci leggi incise su tavole di marmo, ma soltanto due toccavano gli scopi letterari dell'Accademia: la settima che vietava la lettura di componimenti osceni ed empi, l'ottava che imponeva costumi pastorali nelle adunanze e negli uffici d'Arcadia, ma non necessariamente nelle prose e nelle poesie.
Nell'ambiente culturale bolognese, la nuova colonia arcadica Renia fu particolarmente notevole per il totale distacco dal barocco, per la sua fedeltà al modello petrarchesco e per la particolare chiarezza espressiva. L'unico poeta degno di considerazione del gruppo bolognese fu il Manfredi, il quale visse però un breve periodo poetico, mostrando tuttavia la sua serietà morale e letteraria anche nel suo sapersi limitare, nel suo resistere alla tentazione di comporre versi per dovere sociale. Il Manfredi scrisse poesie finché ebbe qualcosa da dire di suo e quando la sua vena poetica si fu inaridita, abbandonò la poesia. Un motivo innovatore portato dal Manfredi fu il tema della monacazione, del tutto originale e caratterizzato da nostalgia e interesse per la vita spirituale portata avanti dalle giovani monache.

I contrasti fra gli ideali del Gravina e quelli del Crescimbeni sorsero vari anni dopo la fondazione dell'Arcadia, così Gravina ed i suoi seguaci uscirono dall'Accademia dell'Arcadia per costituire una nuova Accademia, che prese il nome dell'Accademia dei Quirini. A quest'Accademia accorsero letterati come Metastasio, Rolli e Petrosellini. Con la morte di Gravina, la nuova Accademia terminò ed i letterati che ne facevano parte tornarono nell'Arcadia.

Ad un certo punto inizia a prevalere la linea letteraria del Leonio e dei sonettisti romani, ma anche dell'idea letteraria crescimbeniana che mette al centro della poesia l'elemento idillico e patetico, i valori della cortesia, dell'affabilità e della grazia. Nella “Bellezza della volgar poesia”, Crescimbeni sposta l'accento sul diletto contrapposto all'utile, sulle bellezze esterne contrapposte alle bellezze interne della poesia ed in particolare sulla cura stilistica. Nell'attività letteraria dell'Arcadia prevalgono sempre di più sonetti e canzoni idillico-pastorali, che tendono al melodrammatico ed a momenti drammatici e morali. Oltre alla linea graviniana e quella crescimbeniana, la critica ne ha distinta una terza: quella di Zappi, secondo cui, grazie all'idillio pastorale, gli arcadi riuscivano ad avvicinarsi facilmente alla natura ed al paesaggio campestre.

Per quanto riguarda la struttura e la lingua, nella letteratura arcadica esse sono essenziali ed in particolare la lingua si impoverisce di termini.
L'Arcadia non riesce a raggiungere alte vette artistiche, poiché la poetica arcadica non coinvolge il mondo morale e la descrizione di paesaggi e stati d'animo, pur essendo molto approfondita, non sembra condizionata da forti sentimenti. Con Zappi la letteratura arcadica raggiunge vette più alte, ma questi diventa spesso vittima della critica di Giuseppe Baretti, che si oppone alle sdolcinatezze arcadiche.
L'Arcadia non segnò un movimento letterario rinascimentale, ma fu piuttosto un ritorno nostalgico al classicismo, semplificato però secondo gli schemi cartesiani. Mentre la letteratura rinascimentale era colma di sentimento ed emozione, quella arcadica era un sogno idillico moderato sempre dalla ragione. C'è da dire, però, che mentre il Barocco fece da chiusura alla cultura rinascimentale, l'Arcadia pose le basi per una cultura moderna, più ottimista della decadente cultura barocca.
I maggiori scrittori del Settecento (Parini, Goldoni, Metastasio, Alfieri) rappresentano anche i risultati delle premesse poste dall'Arcadia.
L'Arcadia, dunque, non è importante per i risultati che ha raggiunto, quanto piuttosto per aver posto le fondamenta del rinnovamento culturale operato da Parini e Goldoni.
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Francesco Petrarca: La Vita, L'Amore per Laura e Opere

La formazione

Francesco Petrarca nacque ad Arezzo nel luglio del 1304 da una famiglia fiorentina di origine borghese. A causa dell'esilio del padre, dovuto all'impadronimento dei guelfi neri della città di Firenze, il poeta è stato costretto a trasferirsi ad Avignone. Petrarca intraprende gli studi giuridici prima a Montpellier e poi a Bologna ma scopre la sua vocazione letteraria e quindi torna ad Avignone nel 1326. Qui si delineano le due tendenze della cultura petrarchesca, il culto dei classici ed un'intensa spiritualità cristiana. Secondo i modelli dei poeti d'amore dedica tutte le sue opere a Laura, una donna di cui non si sa se realmente esistita o meno.

I viaggi e la chiusura nell'interiorità
Il giovane Petrarca aveva l’esigenza della sicurezza materiale, per questo prese gli ordini minori che gli permettevano un vitalizio mensile. Il poeta eseguiva numerosi viaggi che erano per lui un opportunità per ampliare le sue già immense conoscenze. A questa irrequietudine a esplorare nuovi luoghi si contrappone il bisogno di chiudersi nell’interiorità. Questo bisogno fu applicato nel ritiro a Valchiusa, dove nascono numerose opere sia in latino sia in volgare.
Il bisogno di gloria e l’impegno politico
Il poeta mirava a un riconoscimento ufficiale avvenuto poi nel 1341 a Roma, sul Campidoglio, ma dopo questo soddisfacimento di questa vanità terrena nasce in Petrarca un profondo dissidio interiore nato dalla voglia di ammonirsi per aver voluto un’elevazione terrena e non spirituale. Le opere dell’autore nascono anche come strumento d’impegno politico e civile. Petrarca usa il suo prestigio e la sua eloquenza per incitare la Chiesa a recuperare la sua purezza originaria, invia numerose lettere di supporto a Cola di Rienzo, voglioso come lui, di riportare la città di Roma alla grandezza antica.

Petrarca come nuova figura d’intellettuale

L’intellettuale cosmopolita, il cortigiano, il chierico
Petrarca rappresenta un nuovo tipo d’intellettuale, quello cosmopolita. Questo si manifesta dalla sua ansia di viaggiare e conoscere nuovi luoghi e persone. Il poeta incarna anche l’intellettuale cortigiano, vive di corte in corte, per aumentare il prestigio dei castelli dei signori in cui soggiorna. Il poeta grazie al mantenimento mensile da parte della chiesa può dedicarsi liberamente agli studi senza il dovere di lavorare per vivere, questa nuova figura è chiamata chierico.

L’humanitas
La letteratura è considerata come la più alta manifestazione dello spirito umano. Petrarca ostenta disprezzo per un sapere puramente tecnico e scientifico ma è dell’idea che le lettere sono utili perché riconducono alla meditazione e alla riflessione interiore. Il poeta è trattato come un sacerdote capace di rendere immortale se stesso e coloro di cui tratta.

Le opere religioso-morali

Il modello di Agostino
Le opere in latino di Petrarca sono suddivise in due gruppi, religioso morale e quello umanistico. Il poeta segue il pensiero filosofico di Sant’Agostino ed è convinto che la filosofia miri a comprendere l’uomo, a esplorare la sua interiorità per insegnargli a sopportare le miserie della sua esistenza. In Petrarca è venuta a mancare la convinzione di poter dominare la realtà con vigorosi schemi concettuali, tipici di Dante.

Il Secretum

L’opera più importante di meditazione religiosa e morale è il Secretum, scritto nel 1353, diviso in tre libri e composto come un dialogo tra il poeta e Sant’Agostino. Il dialogo si sviluppa in tre giorni alla presenza di una donna che rappresenta la verità. Il poeta si sdoppia in due personaggi che rappresentano la sua anima peccatrice e lacerata che chiede consiglio all’anima pura di Agostino.
Nel primo libro Agostino rimprovera il poeta di accidia, una sorta d’inerzia morale. Nel terzo libro invece, lo rimprovera per il desiderio di gloria terrena e per l’amore per Laura. Il dialogo è incentrato sulla voglia di raggiungere la pace interiore, ma in realtà Petrarca non ci riesce, infatti, alla fine dell’opera non riesce ad arrivare a una definitiva conversione. Il poeta oramai è in un profondo dissidio interiore. Questo dissidio però non si riflette sull’opera, infatti, il latino dello scritto è limpido e armonioso, composto secondo l’esempio dei classici.

Altre opere religioso morali.
Nel “De vita solitaria” scritto nel 1346 Petrarca esalta la solitudine del poeta che innalza lo spirito e lo prepara alla meditazione religiosa.

Le opere “umanistiche”

Petrarca e il mondo classico
Petrarca a differenza di Dante, capisce della frattura esistente tra il mondo classico e quello a lui contemporaneo, per questo non assimila più il mondo antico al presente, ma sente il bisogno di coglierlo nella sua fisionomia più autentica. Nasce qui l’attività filologica del poeta, lui ha una grande sete di conoscenza di antiche opere che la cultura medievale aveva lasciato ai margini. Questa voglia di conoscenza lo porta a scoperta di gran rilievo come quelle delle epistole di Cicerone all’amico Attico, che lo porta a scrivere le proprie epistole su modello ciceroniano. Di conseguenza possiamo considerare Petrarca come un precursore della filologia. La consapevolezza di vivere una realtà diversa da quella classica lo strugge fortemente, perché considera le loro opere come un modello insuperabile di sapienza e perfezione stilistica che lui stesso proverà a emulare.

Le raccolte epistolari
Queste raccolte comprendevano lettere scritte in latino indirizzate ad amici dotti, grandi signori o dignitari ecclesiastici. Sono divise in ventiquattro libri di epistole Familiari, diciassette Senili e altre chiamate Sine Nomine chiamate cosi per la mancanza del destinatario, eliminato per prudenza, perché all’interno c’erano aspre polemiche contro la Chiesa contemporanea. Queste lettere erano dei veri e propri componimenti letterari, che però non rappresentano documenti immediati di vita vissuta ma trasfigurazione letteraria della realtà. Mediante ciò, Petrarca vuole fissare un’immagine ideale del letterato de del dotto, che abbia valore esemplare. Le epistole in questione servono anche a far capire ai lettori il gusto letterario del poeta, si ritorna a far uso del latino e si nota un’irrequietudine religiosa che costituisce la sostanza della psicologia petrarchesca.

L’africa
Petrarca scrive nel ’38 o ’39 l’Africa, poema epico in esametri latini concepiti a Valchiusa. Il poeta voleva essere ricordato per quest’opera, mai realmente finita, in cui esaltava le gesta di Scipione l’Africano durante la seconda guerra punica.
Il de viris illustribus
Il de viris illustribus è un’opera in latino, in cui erano raccolte le biografie d’illustri personaggi romani come Cesare, Scipione, Catone.

Il canzoniere

Petrarca e il volgare
La maggioranza delle opere di Petrarca furono scritte in latino, ed era proprio da queste opere da cui l’autore si aspettava maggior successo, invece la sua immensa fama la si deve al Canzoniere scritto in volgare. Il poeta si riteneva il continuatore degli autori classici ed era convinto della maggiore dignità del latino, ma era persuaso dalla lingua volgare perché ancora nessuno in quella lingua aveva raggiunto l’eccellenza poetica che lui si poneva a raggiungere. Lui si prefiggeva una duplice impresa: ridar lustro a una lingua antica e dall’altro elevare la lingua volgare alla dignità formale del latino. Si delinea un’altra notevole differenza tra Petrarca e Dante: per Dante il volgare era una lingua illustre di cui poter parlare di tutto, mentre con Petrarca il latino ha nuovamente il sopravvento.
La formazione del Canzoniere
Petrarca comincia a scrivere versi in volgare sin dalla prima giovinezza e col tempo pensò anche di raccogliere organicamente le sue liriche. La sistemazione definitiva di questi versi si ha nel 1374. Il titolo definitivo dell’opera è rerum vulgarium fragmenta conosciuto comunemente come il Canzoniere, formato da 366 componimenti in maggior parte sonetti.

L’amore per Laura
Il canzoniere ha come tema centrale l’amore per una donna chiamata Laura, incontrata il sesto giorno d’aprile di un venerdì santo, in una chiesa di Avignone nel 1327. Si tratta di un amore inappagato e tormentato e sono rappresentati diversi stati d’animo del poeta riguardo quest’amore. Quest’opera ha una svolta alla morte della donna nel 1348. In tal modo il Canzoniere è diviso in due parti “rime in vita” e “rime in morte”. Dopo la morte della donna amata, il mondo per il poeta perde colore e vitalità, ma la sua passione non si estingue anzi, nel sogno Laura gli appare più bella e meno altera.
La figura di Laura
Il canzoniere vuole offrirsi come un libro compiuto con alla base un’esperienza reale e vissuta, tuttavia non bisogna interpretarlo come una serie di vicende autobiografiche ma va considerata come una trasfigurazione letteraria, come una costruzione ideale. La figura di Laura è ben lontana dall’avere la concretezza corposa di un personaggio reale, l’immagine complessiva di questa donna è il vago profilo di una bella donna bionda.
Il paesaggio e le situazioni della vicenda amorosa.
Il paesaggio risulta estremamente stilizzato, leggendo il canzoniere si ha un’impressione che la realtà esterna non esista, e che l’unica realtà sia l’interiorità del poeta.

Il “dissidio” Petrarchesco
La poesia di Petrarca va letta come una lucida analisi della sua coscienza, il poeta utilizza la sua storia d’amore come simbolo di un’esperienza più vasta, sentimentale, intellettuale, e religiosa assieme. Il tema amoroso non è che l’occasione per concentrare intorno ad un nucleo stabile l’accanita esplorazione interiore. Il poeta ha un bisogno di assoluto, di eterno, di un approdo stabile in cui l’animo trovi una pace perfetta, ma a ciò si contrappone la ricerca di piaceri terreni che si rivelano illusori ed effimeri, come la bellezza di Laura, ma ai quali il poeta rimane indissolubilmente legato.

Lingua e stile del Canzoniere
L’inquietudine e il tormento, mai superati nei fatti, sono ricomposti in qualche modo nella forma, che scorre limpida, equilibrata e armoniosamente perfetta: la lingua volgare è, infatti, modellato sulle strutture morfo-sintattiche di quella latina e il lessico è accuratamente selezionato, con l’esclusione di vocaboli troppo espressivi, realistici o anche solo fonicamente aspri.

I trionfi
Nel periodo milanese (1353-61) Petrarca inizia a comporre due opere che per la loro organicità si collocano nel solco della cultura medievale: i Trionfi, poema allegorico in lingua volgare, e il De remediis utriusque fortunae, una sorta di enciclopedia morale in latino. Nell’impianto sistematico che le contraddistingue, si riconosce l’esigenza petrarchesca di superare i propri dissidi esprimendoli in una forma unitaria e conclusiva.
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Inserire Rel="nofollow" nelle Immagini con Link

Negli ultimi anni Google ha adottato una politica ferrea nei confronti di siti e blog che effettuano lo scambio di link perché questi in modo illecito alterano il valore del Pagerank, una variabile importante per ottenere autorevolezza sui motori di ricerca. Quindi ogni volta che dentro i vostri articoli inserite le fonti oppure consigliate un certo sito conviene quasi sempre linkarlo utilizzando il Rel="nofollow", ho detto quasi perché qualche volta conviene avere link di uscita nel proprio blog, quindi se ha volte vi sfugge di metterlo non ci fa niente ma se linkate sempre un determinato sito per evitare che Google pensi che lo stiate favorendo in modo vistoso dovete adottare questa procedura.



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Problema: Rettangolo e Cerchio Equivalenti

Un rettangolo e un cerchio sono equivalenti. Calcola la dimensione minore del rettangolo sapendo che le lunghezze del raggio del cerchio e della dimensione maggiore sono rispettivamente 21 cm e 49 cm.

Svolgimento:

L'area del cerchio è uguale all'area del rettangolo poiché sono equivalenti.
Quindi si fa:

area cerchio=  π r² = 21x21x3.14 =1384.74 cm quadrati

l'altezza infine è uguale a:

altezza= area : base = 1384.74 : 49 = 28.26 cm

Il risultato è approssimato poiché π non è 3.14 ma 3.141592654.
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Visualizzare i Widget di Wordpress in Post, Pagine e Categorie Specifiche

Per non far sembrare il vostro Wordpress molto statico, cioè coi soliti widget presenti nella sidebar sia nella homepage che nelle pagine degli archivi (tag e categorie) occorre utilizzare plugin come Widget Context o Display Widget; il primo è utile per chi ha piccole esigenze, il secondo è già più professionale ma ha un difetto, se così lo possiamo definire: se utilizzate troppe categorie (superiore a 100) il panello amministrativo del vostro blog potrebbe risultare un tantino lento dato che nei widget grazie a questo plugin vengono mostrati gli elenchi delle categorie da mostrare o nascondere.


Widget Logic è utile come i due plugin precedentemente linkati però è leggero da usare. Scaricatelo dal sito e poi andate nella sezione Plugin > Aggiungi Nuovo > Caricare e qui andrete a selezionarlo dal vostro PC ed attivarlo al termine della procedura di installazione.

Poi recatevi su Aspetto > Widget ed aprite un widget già inserito nella sidebar o createne uno se non è già presente. A questo punto sotto il bottone per salvare i cambiamenti del Widget apparirà anche un campo vuoto sotto la scritta Widget Logic, qui dovrete andare ad inserire uno dei seguenti tag condizionali in base all'utilizzo che volete farne:

is_home() per visualizzare il widget solamente nella home page;
is_single() per visualizzarlo solo nei post;
is_single (title) per visualizzare il widget solo nel post con quel determinato titolo;
is_single(ID) per visualizzarlo solo nel post con l’ID numerico;
is_page() per visualizzarlo solo nelle pagine;
is_page(ID) per visualizzarlo solo nella pagina con l’ID numerico assegnato;
is_page(title) per visualizzarlo solo nella pagina con il titolo;
is_category() per visualizzarlo in tutte le pagine di categoria;
is_category(ID) solo nella pagine di categoria con l’ID numerico indicato;
is_category(title) solo nella pagina di categoria con il titolo riportato.

Se utilizzate il metodo con ID e non sapete di cosa si tratta vi consiglio di leggere l'articolo su come trovare id di post, tag e categorie di Wordpress.

Se invece volete fare il procedimento inverso, ovvero escludere un widget da un post, da una pagina dovete utilizzare gli stessi codici inseriti sopra ma inserendo il punto esclamativo subito prima ed attaccato, ad esempio se voglio escludere un widget dalla home si deve andare ad inserire:
!is_home()
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Esercizi Problemi di Geometria con Soluzione già Svolti

Il trucco per risolvere facilmente tutti i problemi di geometria è capire la figura, quali sono i dati a disposizione e quelli da trovare. Questo tipo di problemi si possono risolvere semplicemente applicando le formule di geometria. I problemi più complessi (si fa per dire), sono quelli che richiedono l'utilizzo di più impegno, ad esempio bisogna utilizzare le equazioni, le proporzioni o i sistemi per scovare dati 'nascosti'. Ad oggi su Scuolissima ci sono più di 1000 problemi risolti, uno diverso dall'altro e in continuo aggiornamento; se volete consultare gli archivi dei problemi per figura geometrica eccovi l'elenco qui sotto:

Dato che si tratta di esercizi è consigliato non leggere sotto la scritta Svolgimento altrimenti non avrebbe senso esercitarsi in questo modo. Potete, invece, per evitare che la tentazioni vi porti a dare una sbirciata alla soluzione, ricopiare il testo del problema con un copia e incolla su un documento di testo per poi svolgerlo su un foglio di carta e quando l'avete finito ritornare sul sito per vedere se il risultato o i procedimenti eseguiti corrispondono.

Teoricamente i problemi dovrebbero essere tutti corretti al 100% ma dato che la maggior parte delle volte non viene disposto anche il risultato può capitare che ci siano imperfezioni, in questo caso segnalatele!
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Come scoprire chi toglie l'amicizia su Facebook

Pensavo che stavolta avrebbe resistito di più l'estensione che ho consigliato in un precedente articolo per sapere chi ha rimosso l'amicizia su Facebook ed invece UnFriend Finder non è più disponibile, non solo lui ma anche altri suoi simili come Adios Amigos. Adesso diventa sempre più dura scoprire chi toglie l'amicizia su Facebook ma per il momento ecco spuntare una nuova risorsa che prende il nome di Who deleted, che per il momento regge abbastanza bene con efficienti risultati. Certo, non potete sapere chi vi ha eliminato nelle precedenti giornate ma solo quelli che vi elimineranno in seguito al login eseguito sul sito apposito.


Allora la prima cosa che dovete fare per scoprire chi vi ha eliminato dagli amici è recarvi sul sito Who deleted e cliccate su Login with Facebook inserendo i vostri dati di accesso di Facebook. Apparirà un popup che dice che My Friends riceverà le informazioni del vostro account (cosa normale dato che servirà per la procedura) e cliccate su Ok. I risultati potete vederli in base alla giornata, alla settimana e al mese.

Alcuni risultati potrebbero essere incomprensibili, per questa ragione dispongono della sezione FAQ che risponde alle domande più frequenti, ad esempio:

Perché non riesco a vedere nessuno che mi cancellato?
Ci sono due opzioni - o nessuno vi ha cancellato o vi siete registrati da poco. Se è così, hanno appena iniziato a monitorare i vostri amici e ogni cambiamento verrà inserito sul vostro profilo o vi arriverà una email.

Non ho ricevuto alcuna e-mail da voi, perché?
Si dovrebbe ricevere una mail ogni giorno, ma solo se la lista di amici è cambiato - qualcuno elimina o si aggiunge. L'email potrebbe essere stata reperita dalla casella dedicata allo spam.

Ho un vecchio amico che ora appare come nuovo, perché?
C'è solo una risposta a questa domanda - il vostro amico ha temporaneamente disattivato il suo profilo e ora l'ha nuovamente attivato.

Il mio migliore amico è apparso sulla lista dei cancellati, perché?
Ricordate - non vi sono altri modi per comparire sulla lista degli amici cancellati:
1. L'avete cancellato voi.
2. E' stato lui a cancellarvi.
3. Oppure si tratta di persone che si sono cancellate da Facebook.

Quando clicco su un profilo la pagina non viene trovata, perché?
Nel bene o male il vostro amico ha disattivato il proprio account o vi ha completamente bloccato.

Il numero di amici indicate qui è diverso da quello che vedo su Facebook, perché?
Alcuni dei vostri amici potrebbero aver scelto di nascondersi dall'applicazione, quindi non possono essere monitorati.
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I tre Stati di Aggregazione della Materia

Tutti gli elementi si possono manifestare allo stato solido, liquido e gassoso.
La forza che tiene uniti gli atomi si chiama coesione, è fortissima nello stato solido, inferiore nello stato liquido, nulla in quello gassoso.
Lo stato solido per la coesione ha forma, peso e volume proprio; lo stato liquido ha forma impropria, peso e volume proprio, lo stato gassoso ha solo un peso e un volume, non la forma.
I fenomeni fisici non mutano la sostanza dei corpi e generalmente sono trasformazioni temporanee reversibili (cioè i corpi possono tornare come prima, mutando opportunamente le condizioni).
I fenomeni chimici mutano più o meno profondamente la sostanza dei corpi, generalmente sono irreversibili.

I tre stati di aggregazione o stati fisici della materia dipendono dalla diversa intensità della forza di coesione ed anche dalla diversa ampiezza del movimento delle loro particelle; e poiché il movimento di queste particelle aumenta gradatamente col crescere della temperatura e diminuisce con l’aumentare della pressione, si può comprendere l’importanza del variare di queste due grandezze, quando si vogliono ottenere i cosiddetti passaggi di stato, i mutamenti di stato fisico a cui possono essere sottoposte le sostanze, per variazione di temperatura e di pressione.


Fusione = passaggio di una sostanza dallo stato solido allo stato liquido.
Vaporizzazione = passaggio di una sostanza dallo stato liquido allo stato gassoso (se avviene a temperatura ambiente solo alla superficie del liquido si chiama vaporizzazione; se occorre somministrare calore e se il passaggio avviene in tutta la massa del liquido si chiama ebollizione).
Sublimazione = passaggio di una sostanza dallo stato solido allo stato gassoso direttamente (cioè senza diventare liquida).
Solidificazione = passaggio di una sostanza dallo stato liquido allo stato solido (la temperatura di solidificazione è tipica per ogni sostanza).
Condensazione = passaggio di vapore allo stato liquido.
Liquefazione = passaggio di un gas allo stato liquido.
Sublimazione = è detto pure così il passaggio inverso di una sostanza dallo stato gassoso allo stato liquido direttamente (cioè senza diventare liquida).
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Differenza tra Sostanze Omogenee ed Eterogenee

Sostanze omogenee = se le loro proprietà fisiche sono identiche in tutti i loro punti. Sono omogenee le sostanze pure (non contengono nessun’altra sostanza estranea) e le soluzioni (costituite generalmente da un componente liquido, di solito in quantità preponderante, detto solvente, unito intimamente a sostanze solide o liquide o gassose, dette soluto, che non possono essere distinte neppure con i più potenti microscopi).

Sostanze eterogenee = o generalmente miscugli, se con i mezzi ottici di cui disponiamo possiamo distinguere in esse parti diverse fra loro, separabili con operazioni prettamente meccaniche. Sono eterogenee le dispersioni (in cui uno dei componenti è in grandissima prevalenza; nella sua massa sono sparse particelle minutissime dell’altro componente). Si chiamano sospensioni le dispersioni di un solido in un liquido (es. polvere d’amido in acqua fredda).
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Differenza tra Miscuglio e Composto

Il miscuglio è l’insieme di due o più sostanze; i costituenti del miscuglio mantengono i caratteri fondamentali, inoltre i componenti possono trovarsi in qualunque rapporto quantitativo e possono essere separati con mezzi fisici.
Il composto è la combinazione di diversi elementi sottoposti a temperatura che perdono le precedenti qualità per acquistarne nuove, la separazione dei componenti avviene per mezzi chimici. Nei composti si trovano in proporzioni pesati.
I corpi semplici sono 103, si suddividono in metalli (sono solidi ad eccezione del mercurio, hanno lucentezza propria, conducono il calore e l’elettricità, sono inoltre malleabili e duttili) e in nonmetalli (hanno aspetto difforme e non hanno le proprietà metalliche, un esempio di composti: l’acqua, l’acido solforico o solforoso.
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Trapezio Base Maggiore supera il triplo la minore

In un trapezio la base minore misura 17 cm, la misura della maggiore supera di 7 cm il triplo della minore e l'altezza misura la metà della base maggiore. calcola il perimetro del quadrato equivalente al trapezio.

Svolgimento:

A=(B + b) x h:2
B=17x3 + 7=58 cm
h=58:2=29 cm
A=(58 + 17) x 29:2= 1087.5 cm²
L= √area = √1087.5= 32.97 cm
Perimetro quadrato = 32.97x4= 131.91 cm
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Cos'è l'Energia

L’energia viene definita come la possibilità di un corpo di produrre lavoro. Per il principio o legge della conservazione dell’energia questa non può essere creata dal nulla né distrutta, può invece passare da una forma all’altra.
Ogni corpo tende a passare da uno stato più elevato di energia ad uno più basso.
La forma più evidente e comprensibile di energia p quella di un corpo in movimento, detta cinetica. Non sempre l’energia posseduta dalla materia si manifesta, a volte ha bisogno di determinate condizioni. E’ questa l’energia potenziale. Un caso particolare di energia potenziale è l’energia chimica che si manifesta quando le sostanze si trasformano in altre. E’ immagazzinata nella materia anche l’energia nucleare o atomica: la sua liberazione causa l’annullamento parziale della materia o una trasformazione della materia stessa in energia.
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Personalizzare Casella di Ricerca di Blogger

Per i blog costituiti da poche pagine basta semplicemente avere un buon menù con sottosezioni che mostra le sezioni principali ma quelli con molti contenuti non possono certamente limitarsi a mostrare solamente le sezioni e devono adottare un motore di ricerca interno per facilitare la ricerca ai visitatori.


Il più utilizzato motore di ricerca su Blogger è quello ufficiale reperibile andando su Layout > Aggiungi un Gadget >Casella di Ricerca. Per renderlo funzionante in modo indipendente dagli altri siti ed eseguire solo ricerche interne spuntate solo su Questo blog, ma dato che si basa sulle ricerche di Google è probabile che i nuovi post non appaiono subito dopo una ricerca.

Questo è il risalto di una ricerca, ad esempio ho cercato la parola "Blogger":


Esso appare sotto forma di popup senza aprire nuove schede o aggiornare la pagina, subito prima del post senza rovinare l'estetica del tema. Appaiono solamente 4 risultati, per vedere gli altri risultati bisogna cliccare sui numeri 1, 2, 3, 4 ecc. La ricerca si può anche chiudere cliccando sulla crocetta sulla destra. Altre personalizzazioni dal widget stesso non è possibile farne ma, invece, se ne possono fare aggiungendo del codice CSS.

Andate su Modello > Modifica HTML, poi eseguite una ricerca nel codice del modello premendo Ctrl+F e digitate ]]></b:skin>. Subito prima di questa riga inserite questi codici qui sotto.

Questo serve per nascondere il link dell'home page sotto ogni risultato della ricerca.
.gs-visibleUrl {display: none}

Questo invece serve per nascondere le prime righe di descrizione di ogni post trovato.
.gs-snippet {display: none} 

Per quanto riguarda la data non è possibile toglierla del tutto ma è possibile cambiare il suo colore. Cercate questo codice: gs-relativePublishedDate e due righe sotto di esso ci sarà quest'altro codice color: <data:dateColor/>; in sostituzione della riga rossa inserite il colore esadecimale o in inglese (red, blue, yellow ecc). Se inserite come colore trasparent la data non sarà visibile ma rimarrà uno spazio bianco abbastanza brutto da vedere.

Dopo averli inseriti, cliccate su Salva modello, tornate sul vostro blog ed eseguite una ricerca per provare il tutto.
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Riassunto Storia del Giappone

I più antichi documenti sulla storia del Giappone datano dal III secolo d.C. ma si tratta di racconti densi di leggende perciò poco attendibili. Secondo queste leggende alcune divinità avrebbero creato i primi abitatori del Giappone ed esse stesse avrebbero governato il primo popolo.
Secondo gli storici, invece il Giappone fu abitato, nei tempi più antichi, da alcune tribù nomadi che provenivano dall’Asia Centrale perché il rilievo era poco accogliente e così il clima quindi si spostavano verso le cose, dove potevano pescare, una delle attività principali tutt’ora.
Alcune di queste tribù si stabilirono nell’isola di Houshu, altre nell’isola di Kyushu. Le tribù che si erano trasferite nell’isola di Houshu divennero le più potenti poiché si raggrupparono nell’isola più grande e più ricca, e sotto il comando dell’imperatore Jimmu assoggettarono le altre tribù.
Jimmu fu venerato come figlio della Dea del Sole, egli fu il fondatore dell’impero Giapponese e la dinastia che da lui ebbe origine è quella che ancor oggi regge l’Impero del Sol Levante. Ecco il motivo dinastico per cui il popolo giapponese ha sempre ritenuto la persona del proprio imperatore di origine divina. La storia del Giappone comincia nel 538 d.C. Quando gli Europei cominciarono a commerciare con il Giappone che produceva una grande quantità di riso, spezie ecc. Il Giapponese era ancora sotto il dominio feudale, con vari signori in guerra fra loro. I primi a visitare il Giappone furono i Gesuiti con San Francesco Saverio, nonostante le vie di comunicazioni non erano né facili né comuni. Nel 1868 un giovane imperatore, Mutsuhito, abolì il dominio feudale, proclamò una costituzione sul modello europeo e aprì le relazioni con l’estero che prima avevano interrotto.
I Giapponesi assimilarono rapidamente la civiltà europea tanto lontana che per molto tempo era stata ingrata.
Già nei primi anni del ‘900 si erano diffuse in Giappone alcune teorie che volevano il Paese del Sol Levante a capo di tutte le nazioni dell’Asia. Gli Stati Uniti e la Russia che avevano interessi commerciali in quel continente, si opposero a queste tendenze espansionistiche. Quando nel 1939 scoppiò in Europa la seconda guerra mondiale, il Giappone ritenne giunto il momento di vendicarsi dell’ostilità che gli Stati Uniti avevano dimostrato contro i suoi piani di espansione. Il 7-12 1941 il Giappone attaccò di sorpresa e distrusse la flotta americana ancorata a Pearl Harbour, un porto americano delle isole Hawaii.
Gli Stati Uniti reagirono all’attacco dichiarando guerra al Giappone. La guerra durò quattro anni, finché nell’agosto 1945 gli Americani lanciarono sul Giappone le prime bombe atomiche (che furono la causa dello sviluppo economico ritardato). Il 10 agosto il Giappone si arrese incondizionatamente. Gli Americani occuparono il paese ed imposero una nuova Costituzione democratica. L’attuale Costituzione differisce da quella precedente soprattutto perché nega all’imperatore l’origine divina del suo potere, precisando che spetta interamente al popolo.
Oggi il Giappone, abbandonati i sogni militari, cerca di soddisfare i bisogni della sua abbondante popolazione che il poco terreno non riesce a dare. Infatti, su un territorio poco più grande dell’Italia, vivono molto più di 92 milioni di persone. Perciò i Giapponesi hanno cercato di trarre profitto da tutte le risorse naturali del paese. Ogni metro quadrato di terreno coltivabile è utilizzato: i campi sembrano giardini, tanto sono curati e lavorati, ma non solo per sviluppare l’alimentazione dei giapponesi insufficiente anche per il loro immenso amore verso la natura.
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Sintesi Semplice: Giacomo Leopardi

Non felici furono i suoi primi anni pur trascorsi nella quasi clausura del palazzo di Recanati dov’era nato il 29 giugno 1798. La madre, Adelaide dei marchesi Antici, era austera e severa, rigida nella sua devozione cristiana, tutt’intenta a restaurare il patrimonio dei Leopardi assai compromesso dalla mala amministrazione del marito; il padre, il conto Monaldo, era un brav’uomo, di cuore eccellente e di larghi studi, ma imbevuto di idee feudali, nemico di ogni novità. Poche tenerezze dunque da parte dei genitori.
Se non che ben presto l’impegno grandissimo, l’ardentissima sete di sapere, uno smodato desiderio di gloria posero il fanciullo tra i libri della ricca biblioteca paterna; e cominciarono quegli anni di studio disperatissimo in capo ai quali Giacomo Leopardi si ritrovò dotto da sbalordire, autore di una tragedia, di traduzioni liriche dal latino al greco, di saggi critici ed eruditi e poeta, ma anche irrimediabilmente deformato nel corpo a causa della rachitide e nell’anima per un immedicabile tristezza. Fu colpito anche da una malattia agli occhi che lo costrinsero a rinunciare alla lettura, il giovane sprofondò in meditazioni e s’incupì.
Visse a Firenze fino al settembre del 1833; da Firenze andò a Napoli accompagnato da Antonio Ranieri. Parte a Napoli e parte in una villetta di Torre del Greco, alle favole del Vesuvio, il Leopardi trascorse gli ultimi anni di vita. Il 14 giugno 1837 la morte lo liberò dai suoi mali.
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Tema: Gli Insegnanti che Desideravi

Come vorresti che fossero i tuoi insegnanti.

Tema Svolto:
Io che desideravo avere nelle scuole medie degli insegnanti fissi (non come nelle scuole elementari che c’erano sempre supplenti), bravi a spiegare le lezioni, comprensivi verso chi sbaglia e non noiosi da far annoiare già dal primo giorno di scuola. Ho avuto la fortuna di studiare in una scuola come avrei voluto e avere gli insegnanti desiderati.
Certo sarebbe bello andare a scuola per compilare dei cruciverba, giochicchiare tutto il tempo e chiacchierare con i compagni, ma se si deve studiare veramente è bene metterci buona volontà e avere dei bravi professori. Comunque per pe è difficile scrivere questo tema dato che i professori li ho come li ho sempre sognati.
Il professore d’italiano è di corporatura slanciata e muscolosa, statura alta, gli manca solamente una lunga barba per sembrare il classico insegnante severo ma in realtà non lo è, spiega bene e approfondisce tutti gli argomenti che studiamo con tanta pazienza, qualità rara dato che la nostra classe è parecchio difficile nei comportamenti.
La professoressa di matematica, anche se tutti la definiscono severa, è un po’ lo è, è brava, ci insegna tutto ciò che leu ha appreso, anche lei è molto paziente nelle spiegazioni.
Invece la nostra insegnante d’inglese non è molto severa o almeno mi ha dato questa impressione, forse perché durante le sue ore manteniamo il silenzio e quando c’è lei io ammiro il suo elegante atteggiamento nel colloquiare in entrambe le lingue perché si vede che si impegna moltissimo per farci imparare un po’ della sua materia.
La professoressa di ed. fisica mi è simpatica per il suo modo di fare, è molto sportiva ma questo è una caratteristica normale per chi insegna la sua materia, però ha dei piccoli difetti se così li possiamo chiamare: ride spesso, punzecchia chi è stanco nella corsa e a volte perde la pazienza.
E potrei continuare con tutti gli altri che hanno anch’essi dei pregi. Non potrei desiderare di più dato che la base del lungo cammino che devo percorrere è ben salda.
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