Frasi per San Gennaro - Auguri Gennaro



Il 19 settembre si festeggia San Gennaro (272 – Pozzuoli, 19 settembre 305); egli è stato un vescovo e un martire cristiano ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il nome Gennaro risale al latino Ianuarius, derivato da "Ianus" (Giano) che significa «consacrato al dio Giano» ed era in genere attribuito ai bambini nati a gennaio (Ianuarius), mese sacro al dio.
Nel duomo di Napoli sono custodite le sue ossa e due antichissime ampolle contenenti il presunto sangue del santo raccolto da una donna pia di nome Eusebia subito dopo il martirio. Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro. La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi e citazioni per San Gennaro e sul miracolo della liquefazione del sangue. Oltre alle frasi divertenti e quelle di auguri per l'onomastico non ci sono frasi rilevanti a carattere religioso, probabilmente perché la chiesa non ha mai consentito di far analizzare il contenuto dell'ampolla e per i più scettici è difficile credere al miracolo. Il "mistero" non sminuisce l'importanza del santo che può vantare di essere fra i più amati grazie anche alla fede calorosa dei napoletani che lo hanno eletto a patrono della città dopo averla salvata da pestilenze ed eruzioni del Vesuvio.

1) Per avere una grazia da San Gennaro bisogna parlargli da uomo a uomo. (Totò)

2) Moriva oggi San Gennaro, il Superman di Napoli. (TristeMietitore, Twitter)

3) Anch'io trovo che la tissotropia sia una reazione interessante, ma chiamarla miracolo per 1700 anni mi pare un po' eccessivo. (Dio, Twitter)

4) Moriva oggi San Gennaro, vescovo e santo. Gli fu attribuita anche l'invenzione del ketchup: un composto semi solido conservato in una bottiglietta di vetro che, se agitato energicamente, torna liquido. (TristeMietitore, Twitter)

5) Trovare un santo intero è quasi un’impresa. Noi abbiamo a Padova la lingua di Sant'Antonio, il sangue di San Gennaro a Napoli, e un piede di Santa Caterina a Venezia. Ma i santi sono importanti per le loro buone azioni, per la potenza del loro spirito o per i loro organi interni? (Luciana Littizzetto)

6) San Gennaro è il Patrono di Napoli, cosa sai di questo famoso personaggio?
San Gennaro nacque a Napoli, nei pressi di Benevento. San Gennaro fin da giovane fu così educato coi genitori e tanto buono che alla fine lo nominarono santo. Egli portava in testa un cappello. San Gennaro non andava d'accordo con Nerone e Nerone quando incendiò Roma diede la colpa ai cristiani. Il giorno dopo tagliarono la testa a San Gennaro e la posarono da una parte, il sangue lo gocciolarono in una ambollina per farlo baciare. Il giorno di San Gennaro è a Napoli. Io ci vado con tutta la famiglia per vedere la festa e baciare il sangue del tesoro di San Gennaro. Una volta però a mia madre le scipparono la borsa, o dentro la chiesa o fuori. E mio padre disse incazzato: «San Gennà, questo è il ringraziamento che ti siamo venuti a trovare?».
(Marcello D'Orta)

7) «Io vorrei poter fare un esperimento che nessuno ancora ha provato.» «E cioè?» «Prendere il sangue di una persona qualsiasi, farlo coagulare e poi esporlo alla folla in una teca uguale a quella di San Gennaro.» «Lei pensa allora che siano i napoletani con la loro energia psichica a determinare lo scioglimento del sangue?» «Proprio così. Sono convinto che tremila napoletani del popolo, tutti tesi a desiderare uno stesso evento, possano provocare un mutamento nella materia.» «E tremila milanesi?» chiede Cazzaniga con un leggero tono ironico. «Non ci riuscirebbero mai,» risponde sicuro Bellavista «li vedo troppo razionali per ottenere un risultato del genere.»
(Luciano De Crescenzo)

8) Che si creda alla compassione come miracolo e fonte della conoscenza oppure si creda al sangue di san Gennaro: io penso sempre di vivere in un'epoca che sfiora la follia. (Friedrich Nietzsche)

9) San Gennaro dovrebbe inventare un nuovo miracolo: non far sanguinare il nostro tempo. (Mario Postizzi)

10) Il sangue di San Gennaro non si è sciolto. Il rito prevede che venga quindi tritato con del ghiaccio e servito in un bicchiere da cocktail. (azael, Twitter)

11) Non vorrei togliere nulla a San Gennaro ma io con questo caldo mi sciolgo tutto ogni giorno da un paio di mesi ormai. (RubinoMauro, Twitter)

12) San Gennaro ci tiene a ricordare che per tramutare roba solida in roba liquida non servono miracoli, basta una comune dissenteria. (Dio, Twitter)

13) Ieri San Gennaro era così in vena di miracoli che ha provato qualche puntatina al gioco delle tre carte. (frandiben, Twitter)

14) Napoli: si ripete con successo il miracolo della gente che crede al sangue di San Gennaro.
No, aspetta, questa mi è uscita male.
(Dio, Twitter)

15) A Napoli, si è sciolto il sangue di San Gennaro. L'Arcivescovo: "Sono andato subito al supermercato a comprarne altro, ma l'avevano finito". (VentoTagliente, Twitter)

16) Ciro va da San Gennaro e gli chiede: "San Gennaro se mi fai vincere 50.000 euro alla lotteria ti prometto che 5.000 ne darò alla tua chiesa".
Dopo un po' Ciro torna da San Gennaro egli chiede: "se mi fai vincere 100.000€ ti prometto che 10.000 ne darò alla tua chiesa".
Dopo un po' Ciro torna da San Gennaro e gli chiede: "se mi fai vincere 200.000€ io ti prometto che 50.000 ne darò alla tua chiesa".
Uscendo dalla chiesa Ciro sente una voce: "Ciro, Ciro, sono San Gennaro e volevo dirti che i soldi te li faccio pure vincere però tu deciditi almeno a comprare il biglietto!"



Frasi di auguri

Gennaro. Un bellissimo nome, meravigliosamente portato da una persona stupenda come te. Auguri di Buon Onomastico.

Caro Gennaro, hai davvero un nome stupendo. Ti auguro un felice onomastico.

Non ci si può dimenticare di un nome come il tuo. Soprattutto quando si conosce una persona come te, capace di rendere unico un nome già speciale! Ti voglio bene amico mio, buon onomastico!

Gennaro, il tuo nome è musica per le mie orecchie. Potrà appartenere anche a tante altre persone, ma nessuna sarà mai speciale quanto te! Buon onomastico!

Felice onomastico alla persona più in gamba che ci sia. Gennaro è un bel nome, il più bello che io conosca, ovviamente dopo il mio!

Auguri di buon onomastico, che il tuo Santo ti protegga sempre ovunque tu sia.

Se la memoria non m'inganna oggi è il tuo onomastico Gennaro, ti auguro tanta felicità e che non manchi mai la serenità!

Non è facile ricordarsi dell'onomastico degli altri, tranne nel tuo caso, perché porti un bellissimo nome e sei per me una persona speciale.

Mille pensieri affettuosi e auguri di cuore a te, Gennaro, che sei una persona tanto speciale e unica!

Auguri di buon onomastico a tutte i "Gennaro" che conosco e anche a quelli che non conosco. AUGURI!

Gennaro, un nome, una garanzia! Auguro un buon onomastico ad una persona davvero speciale!

Un Augurio di buon onomastico a chi porta il nome Gennaro e a chi lo ha portato in Terra e adesso lo porta da lassù...
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Purgatorio Canto 15 Analisi e Commento




Analisi del canto

La trama morale: i beni terreni e i beni celesti
Il motivo più rilevante del canto (non a caso collocato proprio nella sua parte centrale, vv. 58-81) è la questione morale dibattuta lungo la salita alla terza cornice: la limitatezza dei beni materiali sulla terra contrapposta all’infinità del bene e della beatitudine divina. Inserita come di consueto sotto la forma di un dubbio di Dante risolto da Virgilio durante il cammino solitario su per il monte, prende spunto da un’espressione di Guido del Duca, che nel canto precedente aveva affermato che gli uomini sbagliano nel desiderare beni materiali i quali necessariamente non possono essere goduti da tutti. Virgilio insiste qui sul concetto precisandolo: poiché i beni terreni sono limitati, essi non solo non possono accontentare tutti, ma soprattutto nessuno ne può godere pienamente, e da questo nascono odii, inimicizie e insoddisfazione. Invece il bene celeste può essere attinto da tutti, ognuno può infinitamente possederne per sé, ed esso, più è desiderato, e più aumenta. Alla perplessità di Dante su come possa un bene non consumarsi e diminuire nell’essere diviso e posseduto fra tanti, Virgilio replica affermando la natura spirituale di questo bene, che è l’amore divino: esso si riversa su chi lo desidera in quantità pari al desiderio, e non per questo si consuma, come non si consuma il sole mandando i suoi raggi, ed è accresciuto dalla stessa carità delle anime che lo desiderano. È questa una delle forme essenziali di quella beatitudine di cui tanto si parlerà nella terza cantica, anche nella rappresentazione dell’amore divino come raggio di luce.


Le visioni della terza cornice
Dante è accolto nella terza cornice da visioni estatiche che ripropongono esempi biblici e pagani di mitezza e mansuetudine, cioè le virtù opposte al vizio qui punito, l’ira; si tratta di Maria che ritrova Gesù nel tempio, di Pisistrato che perdona l’amante della figlia, e della lapidazione di S. Stefano. Queste visioni corrispondono alle sculture della prima cornice e alle voci volanti della seconda; gli iracondi non potrebbero infatti diversamente vedere e ricevere il monito di tali esempi, immersi come sono nel fumo scuro e acre in cui anche i due poeti entrano proprio alla fine di questo canto.


L'incipit del canto
I primi versi del canto si articolano secondo un modulo caratteristico e tipico della poesia di Dante: l’indicazione del tempo e della cronologia del viaggio attraverso riferimenti astronomici, e in particolare attraverso il percorso del sole.
L’indicazione qui è molto chiara e precisa: mancano tre ore al tramonto, cioè sono circa le tre pomeridiane del lunedì 11 aprile 1300, lunedì di Pasqua.
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Buone vacanze in tutte le lingue del mondo



Tutti aspettano le vacanze per poter finalmente dedicare un po' di tempo a se stessi e alla propria famiglia, ma in pochi si aspettano di ricevere gli auguri di buone vacanze. Chiunque li riceva non può che essere felice di leggerli perché vuol dire essere nei pensieri di qualcuno.

In questa tabella trovate una raccolta di "buone vacanze" in tutte le lingue del mondo. Ci teniamo a precisare che per la traduzione ci siamo affidati a Google traduttore, che per frasi brevi come questa si rivela uno strumento "quasi" infallibile. Sullo stesso tema trovate anche le frasi per augurare buone vacanze.

Lingua Come si scrive
Afrikaans Gelukkige vakansiedae!
Albanese Gëzuar festat!
Amarico āsidesachi be‘ali!
Arabo eatalat saeida
Armeno yerjanik toner
Azero xoşbəxt tətillər
Basco zoriontsu oporrak
Bengalese Śubha chuṭira dina
Bielorusso ščaslivych sviataŭ
Birmano pyawshwin aarrlautraat
Bosniaco srećni praznici
Bulgaro shtastlivi praznitsi
Catalano vacances feliços
Cheyenne Ne mohotatse
Cebuano malipayon nga mga holiday
Ceco šťastné svátky
Chichewa maholide okondwa
Cinese cantonese Jiérì kuàilè
Cinese Mandarino Jiérì kuàilè
Coreano haengboghan hyuil
Creolo haitiano jou ferye kè kontan
Croato sretni praznici
Curdo betlaneyên şewitandî
Danese glædelig ferie
Ebraico חג שמח
Esperanto feliĉaj ferioj
Estone head pühad
Etiope Afgreki’
Filippino masaya pista opisyal
Finlandese hyvää joulua
Francese bonnes vacances
Frisone lokkige fakânsjes
Gaelico scozzese saor-làithean saor
Galiziano vacacións felices
Gallese gwyliau hapus
Georgiano bednieri dasveneba
Greco efcháristes diakopés
Giapponese Shiawasena kyūjitsu
Giavanese seneng liburan
Gujarati Khuśa rajā'ō
Hausa farin ciki
Hawaiano manawa hauʻoli
Hindi khush chhuttiyaan
Hmong zoo siab hnub so
Igbo ezumike obi ụtọ
Indonesiano selamat berlibur
Inglese Happy holiday
Islandese farsælt frí
Italiano Buone vacanze
Kannada Santōṣada rajādinagaḷu
Kazako baqıttı merekeler
Khmer thngai chhbsamreak sabbayrikreay
Kirghiso baktıluu mayram
Latino felix dies festos
Lettone laimīgi svētki
Libanese Bahibak
Lituano laimingas šventes
Lussemburghese gléckleche Feierdeeg
Macedone sreḱni praznici
Malayalam santēāṣakaramāya avadhikkālaṁ
Malese cuti gembira
Malgascio fifaliana mahafinaritra
Maltese vaganzi kuntenti
Maori whai hararei pai
Marathi Suṭṭīcyā śubhēcchā
Mongolo Az jargaltai amralt
Nepalese Śubha chuṭṭiyām̐
Norvegese lykkelig ferie
Olandese fijne feestdagen
Pashto خوشحاله رخصتۍ
Persiano تعطیلات شاد
Polacco Wesołych świąt
Portoghese boas festas
Punjabi Khuśī dī'āṁ chuṭī'āṁ
Rumeno sărbători fericite
Russo schastlivyye prazdniki
Samoano maua se aso malolo lelei
Serbo srećni praznici
Sesotho matsatsi a thabileng
Shona mazororo anofara
Sindhi موڪلن جا ڏينهن
Singalese subha nivāḍu
Slovacco šťastné sviatky
Somalo fasaxyo farxad leh
Spagnolo felices fiestas
Sundanese libur senang
Svedese glada helgdagar
Swahili sikukuu nzuri
Tagiko idhoi xuşʙaxt
Tailandese S̄uk̄hs̄ạnt̒ wạn h̄yud
Tamil Cantōṣamāka viṭumuṟai
Tedesco frohe Feiertage
Telugu Santōṣakaramaina selavulu
Turco mutlu tatiller
Ucraino shchaslyvi svyata
Ungherese boldog ünnepek
Urdu خوش چھٹیوں
Uzbeco baxtli bayramlar
Vietnamita ngày lễ vui vẻ
Xhosa iholide ezonwabileyo
Yiddish גליקלעך האָלידייַס
Yoruba awọn isinmi ayẹyẹ
Zulu amaholide ajabule
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Purgatorio Canto 14 Analisi e Commento


Uno spirito domanda a Dante - Salvador Dalì


Analisi del canto

I temi del canto
Due sono i motivi essenziali del canto che coincidono con le due sequenze principali: la condanna delle corrotte città toscane ai tempi di Dante (vv. 1-66), e la lode delle antiche famiglie nobili di Romagna (vv. 67-126). Così il poeta fonde i principi morali alla riflessione storica, con evidenti cenni alla propria personale vicenda.


La valle «infernale» dell'Arno: la condanna dei tempi presenti
Attraverso le parole di Guido del Duca, Dante scaglia in questo canto una delle più violente invettive contro la malvagità degli abitanti delle città toscane (vv. 29-66). Essa si snoda nella forma poetica di un itinerario lungo il corso dell'Arno, toccando le varie città che il fiume lambisce dalle sue sorgenti al mare. Comincia con una condanna generale di tutta la zona, in cui non si può trovare alcuna virtù, per poi denunciare i vizi propri del Casentino, di Arezzo, Firenze e Pisa; e con progressiva crudezza ne definisce gli abitanti come brutti porci, botoli ovvero piccoli cani ringhiosi, lupi bramosi, e volpi astute e fraudolente. Come dunque gli abitanti vanno trasformandosi per la loro bestialità da uomini in animali, così la valle d'Arno va assumendo i caratteri di una vera e propria bolgia infernale, la maladetta e sventurata fossa del v. 9. Dalla condanna generale si passa infine alla denuncia particolare di un personaggio vivente, la cui efferatezza viene annunciata sotto la forma di una profezia grondante sangue; si tratta di Fulcieri da Calboli, responsabile di tanti ingiusti assassinii e vendette dei Neri in Firenze. Da notare il linguaggio usato da Dante nell'invettiva, ridondante in termini crudi e realistici propri dello stile basso, quel linguaggio e quello stile tipici dell'Inferno.


La rievocazione dell'antica nobiltà di Romagna: la lode dei tempi passati
All'invettiva contro la corruzione degli uomini e dei costumi moderni, risponde un lungo elenco di nomi di uomini vissuti nelle terre di Romagna, che furono nobili di animo e di sentimenti, a differenza dei loro discendenti attuali. Si tratta di un nuovo esempio di quel tipico rimpianto di Dante per i tempi antichi in cui regnavano amore e cortesia fra gli uomini, per cui quei nomi sono non un puro e arido dato di cronaca che nulla più dice al lettore moderno, ma personaggi che evocano tempi, immagini ed episodi di una vita più giusta e felice. In questo senso la particolare atmosfera del canto è da ricollegare immediatamente al canto XVI del Paradiso, dove sarà Cacciaguida a rievocare i nomi delle antiche famiglie della Firenze sobria e pudica dei secoli passati, l'utopia medievale di Dante.
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Frasi per augurare Buone Vacanze



Finalmente dopo una lunga attesa sono arrivate le vacanze: lavoratori e studenti che non hanno lavoro o scuola per via della pausa natalizia o estiva avranno sicuramente dei progetti ben diversi per trascorrere questo periodo che per quanto lungo possa essere volerà di certo. C'è chi può permettersi vacanze in grande e chi invece a causa dei pochi giorni di vacanza o del basso budget a disposizione ha preferito puntare su qualcosa di più leggero ma ugualmente divertente e riposante: il mare, la montagna, visitare città più vicine, andare a trovare parenti lontani ecc. Ognuno ha la sua idea di vacanza e non va criticato per questo, anzi, sarebbe un gesto carino fare alla persona in questione auguri sinceri di buone vacanze... perché riceverli è piacevole ma sapere che qualcuno ci stia pensando lo è ancora di più.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi per augurare buone vacanze ad amici, familiari e colleghi. Sullo stesso tema vi suggeriamo di leggere le poesie e filastrocche sulle vacanze e di imparare come si dice buone vacanze in tutte le lingue del mondo.


Frasi

La formica è saggia ed esperta, ma non abbastanza da prendersi una vacanza (Clarence Day)

Finalmente tutti in ferie, si parte, si viaggia e ci si diverte!

12 mesi abbiamo dovuto aspettarlo, ma finalmente possiamo urlarlo: finalmente ferie!

Beato te che hai già preso le ferie e che domani sarai al mare... Fai un bagno anche per me che starò qui a soffrire il caldo. Buone vacanze!

Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro. (Betrand Russell)

Buone ferie a tutti! Che il riposo aiuti a recuperare le energie spese in questo anno di lavoro!

Buone vacanze colleghi di lavoro! Ci rivediamo a settembre, possibilmente tutti più rilassati e, perché no, più abbronzati!

Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare.
Buone vacanze!
(William Shakespeare)

Dopo esserci gonfiati i salvagenti tutto l’anno a lavoro, è ora di gettarli a mare per godersi le meritate ferie!

Una bella crociera è quello che ci vuole per passare una vacanza all'insegna del relax e divertimento.

Ti auguro una vacanza piena di stress, freddo e rabbia. Ehi, almeno questo è realistico.

Le vacanze estive sono il momento più atteso dell’anno, divertiti e non abbronzarti troppo altrimenti io che figura ci faccio? Buona vacanza da tutti noi.

Sei stato molto impegnato a studiare nell'ultimo periodo ottenendo ottimi risultati. Queste vacanze sono super meritate, buon divertimento.

Ti auguro che questa settimana di relax sia un occasione speciale per rilassarti e divertirti.Un abbraccio dalla tua cara amica, buona vacanza.

L’aria della montagna è l’ideale per trascorrere una vacanza coi fiocchi. Buon divertimento.

Hai lavorato duramente negli ultimi tempi, quindi questa vacanza è più che meritata. Divertiti!!

Sento già la tua mancanza ma non fa niente, tu pensa a divertirti. Ti auguro una vacanza da 100 e lode.

Divertitevi, però ogni tanto pensate a noi che stiamo ancora lavorando. Buone vacanze colleghe!

Riposati, dimenticati dei problemi e goditi questa vacanza, te la meriti tutta.

Ti auguro di cuore di goderti le vacanze e divertirti tanto. Buon viaggio!

Per le vacanze hai scelto un luogo da favola, sarà sicuramente un momento magico. Auguri di buona vacanza.

Questa vacanza te la sei proprio meritata. Anche se ti invidio un po', ti auguro un buon viaggio!

Buona vacanza e non scordarti di portarmi il pensierino. Ti voglio bene. ❤️

Hai scelto il posto migliore per divertirti. Passa una dolce vacanza anche per me.

Vi attende un lungo viaggio, ma ne vale la pena visto la meta che avete scelto per le vostre vacanze. Divertitevi!

Fai qualche bagno anche per me… Buone vacanze principessa!

Ti auguro di trascorrere una felicissima estate. Buone vacanze!

Che sia un estate divertentissima: Buone vacanze!

Ti auguro una felice estate, ma sta attento: ci saranno tante belle ragazze e potresti rimanere scottato.

Una vacanza era proprio quello che ti ci voleva. Ti auguro giorni sereni e spensierati. A presto!.

Possa questo periodo di relax riempire la tua casa di gioia, il tuo cuore di amore e la tua vita di risate. Buone vacanze!

Ti auguro una gioia illimitata e un divertimento infinito! Buone vacanze!

Possa questo periodo di tregua ravvivare il tuo spirito e farti ritornare pieno di energia e vitalità. Buona vacanza e a presto!

Poco importa se sei lontano o vicino, ciò che conta è che tu sia felice. Questo è il mio più grande desiderio per te. Buone vacanze!

Goditi ogni momento della giornata: smettila di lavorare per 4, ridi, sorridi, sii un po' sciocco.
Buone vacanze!

Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina.
Buone vacanze!
(Sant'Agostino)

Ti auguro delle vacanze piene di gioia e di risate.

Dopo tanta fatica un po' di meritato riposo. Buone vacanze!

Ti auguro di cuore di goderti queste vacanze! E divertirti tanto! Buone vacanze!!

Dimentica quanto di brutto ti è accaduto quest'anno trascorrendo delle fantastiche vacanze!

Buone vacanze! Perché in questi giorni tu possa ricaricarti di emozioni e di gioia per essere sempre al massimo!
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Frasi sui compiti delle vacanze



I compiti delle vacanze sono come i compiti che gli insegnanti assegnano nel corso dell'anno scolastico per casa, l'unica differenza è che sono in numero assai maggiore. Essi hanno lo scopo di non far perdere il ritmo-scuola allo studente che altrimenti passerebbe il lungo periodo di vacanza senza alcun dovere, ed è facile immaginare che al suo ritorno a scuola avrà dimenticato gran parte di quello che aveva appreso prima che iniziassero le vacanze. Il problema per quanto riguarda i compiti delle vacanze è che ogni insegnante assegna quelli della propria materia di competenza esagerandone nella quantità, non tenendo conto che anche gli altri suoi colleghi si comporteranno allo stesso modo e trascurando che essi devono servire da esercizio e non per sostituire le 5-6 ore di studio quotidiano... perché le vacanze sono fatte principalmente per rilassarsi e spesso non si trascorrano nemmeno in casa, cioè il luogo ideale per studiare.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, battute divertenti e citazioni sui compiti delle vacanze, intesi sia come compiti per le vacanze di Natale sia quelli delle vacanze estive.


Frasi

Conosco tre parole che a distanza di anni evocano ancora ansie, paure, tormenti, dolori: “compiti delle vacanze”. (diodeglizilla, Twitter)

Quando farò i compiti per le vacanze:
Giugno - 0%
Luglio - 0%
Agosto - 0%
Notte prima del primo giorno di scuola - 100%
(Droghiere, Twitter)

Cosa dovrei fare:
Compiti per le vacanze

Cosa faccio:
Twitter
Stalking
Cucina
Regali
Letto
Serie TV
Fangirlo
Shippo
Mangio
Dormo
Non studio
(Droghiere, Twitter)

Che bello Dicembre. Il freddo estremo, assegnano i compiti delle vacanze, aumentano i chili, tiri le somme per l'anno nuovo. Mi viene da vomitare. (Droghiere, Twitter)

Verrà la morte e sarà la consapevolezza che tuo figlio non ha ancora fatto i compiti delle vacanze. (TristeMietitore, Twitter)

Ecco una poesia:
Ma i professori
Lo sanno che
Le vacanze sono vacanze
E i compiti io
non li faccio?
(Droghiere, Twitter)

Mi pare chiaro che gli adulti hanno inventato i compiti delle vacanze in un modo d’invidia per la spensieratezza estiva dei bambini. (diodeglizilla, Twitter)

Non sarò velocissimo, ma se prendo un impegno lo porto a termine. Stamattina ho finito i compiti delle vacanze di terza elementare. (arcobalengo, Twitter)

Sto per fondare il partito ACDV = Aboliamo i Compiti Delle Vacanze. (140caratteracci, Twitter)

- Si può morire per troppi compiti delle vacanze?
- Può darsi, ma dubito dopo due pagine.
(laradiceno, Twitter)

Ah, il 1° settembre: il giorno in cui i genitori si rendono conto con sgomento che i figli non hanno ancora fatto i compiti delle vacanze. (TristeMietitore, Twitter)

- Ti stai preoccupando dei compiti delle vacanze?
- Eccome: ho già programmato alle 4 la sveglia del 15 settembre.
(arcobalengo, Twitter)

5 Gennaio. Oggi è la giornata mondiale dei genitori che si rendono conto che i figli non hanno ancora fatto i compiti delle vacanze. (TristeMietitore, Twitter)

A casa mia le 5 faraone avanzate dal pranzo di Natale per sdebitarsi stanno aiutando il mio nipotino a fare i compiti delle vacanze. (diegoilmaestro, Twitter)

Quanto vorrei poter tornare ai tempi della scuola. Quando l'unica preoccupazione che avevo era se avevo fatto i compiti per le vacanze. (_Luilla_, Twitter)

Ieri sera sulla strada c'era un prostituta che per 100 € faceva tutto. A saperlo prima le facevo fare i compiti per le vacanze di Natale. (Droghiere, Twitter)

- Ma i compiti erano per le vacanze vero?
- Meno male, per un attimo ho creduto che fossero per me.
(DisagiatoComune, Twitter)

- Mamma: Hai fatto i compiti delle vacanze?
- Io: Questa informazione è confidenziale.
(DisagiatoComune, Twitter)

Perché fare i compiti per le vacanze presto quando posso ritardare la cosa fino all'ultimo vero secondo? (DisagiatoComune, Twitter)

Voglio anch'io il libro dei compiti delle vacanze, le penne profumate, i pastelli temperati, i pomeriggi vuoti in attesa del mare. (laradiceno, Twitter)

Chi ha fatto il classico non sa cos'è lo stress da rientro. Le frustrazioni ricominciavano l'ultima settimana di agosto, l'assegno per le vacanze erano sessanta versioni. (esterviola_, Twitter)

I compiti per le vacanze hanno il valore educativo di un ossimoro. (orporick, Twitter)
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Purgatorio Canto 13 Analisi e Commento


Sapia, illustrazione di Gustave Doré


Analisi del canto

La cornice degli invidiosi
Il canto, uno dei più lunghi dell’intera Commedia, è suddiviso quasi esattamente in due parti.
La prima parte (vv. 1-72) è dedicata alla descrizione della seconda cornice del Purgatorio. Essa si presenta dapprima vuota di anime, del colore livido della roccia, un poco più corta di quella sottostante, e percorsa da voci nell'aria che ricordano esempi di nobile carità, cui faranno eco nei canti successivi altre voci che gridano esempi di invidia punita. Su questo sfondo spoglio ecco manifestarsi i penitenti: ammassati e accostati alla parete del colle, da cui appena si distinguono, con i loro abiti e cilici del colore della roccia, si sostengono l’un l’altro, e hanno gli stessi gesti dei ciechi, dato che la loro penitenza consiste nell'avere le palpebre cucite insieme con un filo di ferro. Questa cecità spiega le voci che si diffondono nell’aria: esse corrispondono alle sculture e alle pitture presenti nella prima cornice, ma qui è necessario ricorrere al senso dell’udito.
La seconda parte del canto (vv. 73-154) è invece dedicata interamente all’incontro con Sapia senese, una delle rare donne interlocutrici di Dante.


Sapia senese
Protagonista unica del canto insieme a Dante, Sapia consegna al suo discorso importanti messaggi morali:
  • tutti gli uomini sono cittadini di un'unica città e patria, quella della salvezza celeste; sono dunque vani e insensati i particolarismi terreni che provocano tante discordie e malvagità;
  • la sua vicenda terrena e la rievocazione della scena politica del tempo dimostrano la follia degli uomini che invidiano gli altri fino a desiderarne il male;
  • la polemica contro Siena e la profezia della sua rovina rinnova l’indignazione contro il traviamento politico delle città toscane.

Nei suoi atteggiamenti, nei toni delle sue parole, Sapia esprime quel sentimento di carità che pervade tutto il canto, evidente contrappasso dell’invidia, e che si manifesta anche nel reciproco sostenersi delle anime.


Il tema autobiografico: Il destino oltremondano di Dante
Rispondendo a Sapia, Dante ci comunica i suoi timori su quello che sarà il suo destino dopo la morte, e su quello che ritiene essere il suo peccato più grave; ai vv. 133-138 dice infatti di non temere di dover espiare a lungo nella cornice degli invidiosi, quanto piuttosto di dover soffrire la penitenza della cornice inferiore, cioè quella in cui scontano la propria pena i superbi.
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Poesie e filastrocche sulla scuola



La scuola è importante, è un luogo che aiuta a crescere e a prepararsi al mondo esterno, aiuta nel cammino verso il futuro. Molti pensano che la scuola sia un obbligo, ma non è solo questo: è anche un'opportunità, è un diritto. Andando a scuola si impara, non solo formule matematiche o poesie, si impara a vivere con gli altri, si impara a conoscere un po' meglio il mondo che ci circonda, si impara che esistono dei problemi, che anche se non ci toccano in prima persona appartengono alla nostra società, si impara che bisognerebbe lottare per risolvere situazioni, che sembrano lontane ma in realtà non lo sono.

In questa pagina trovate una raccolta di poesie e filastrocche sulla scuola; dedicate al primo giorno di scuola o all'inizio della scuola come giorno in cui si rientra dalle vacanze, oppure alla vita scolastica in generale.


(Primo giorno di scuola - Rosalba)
Ecco vedi il tempo vola
ed ancora siamo a scuola.
Apri il libro ed il quaderno
prendi il foglio ed il pennello.
Dipingi i giorni di allegri colori,
di grida vivaci i nuovi rumori.
D'imparare si ben lieto
studia tutto l'alfabeto,
con i numeri e la storia
la poesia tutta a memoria.
Lo studio poi sarà giocoso
se avrai sempre un bel sorriso!


(Una scuola grande come il mondo - Gianni Rodari)
C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri e professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così…
Si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.
Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno puo’ fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.
Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso!


(A scuola - Lina Schwarz)
Or la bambina è grandicella,
le han comprato la cartella
e comincia a far la spola:
scuola e casa, casa e scuola.
Senza andar troppo lontano,
va imparando piano, piano,
con la buona volontà,
mille cose che non sa!


(A scuola a piedi - Chiara Carminati)
Cosa faccio, tu mi chiedi
quando vado a scuola a piedi?
Scambio venti figurine
con due mezze merendine,
tra gli amici rido e gioco
e mi fermo solo un poco
da quel cane spelacchiato
che mi abbaia a perdifiato.
Leggo tutti i campanelli
conto macchine e cancelli,
cerco a terra il più bel sasso
che mi attira ad ogni passo.


(A scuola - Renzo Pezzani)
Come il mulino odora di farina,
e la chiesa d’incenso e cera fina,
sa di gesso la scuola.
E’ il buon odor che lascia ogni parola
scritta sulla lavagna,
come un fioretto in mezzo alla campagna.
Tutto qui dentro è bello e sa di buono.
La campanella manda un dolce suono,
e a una parete c’è una croce appesa…
pare d’essere in chiesa:
s’entra senza cappello,
si parla a voce bassa,
si risponde all’appello…
Oh, nella scuola il tempo come passa!
S’apre il libro, si legge e la signora
spiega, per chi non sa, or questo or quello
come in un gioco: un gioco così bello
che quando di fa l’ora
d’uscir, vorremmo che durasse ancora.
Come il mulino odora di farina
e la chiesa d’incenso e cera fina,
la casa prende odor dal pane nostro
e la scuola dal gesso e dall’inchiostro.


(Per una scuola che assomigli al mondo - Bruno Tognolini)
Nel mondo ci sono le terre ed i cieli
Non sono divisi in scaffali
Nel mondo ci sono le fiabe e le arti
Non sono divise in reparti
Nel mondo c'è un nido, che è la tua classe
Uscendo non trovi le casse
Nel mondo ci sono maestri un po' maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com'è che la vuoi la tua scuola?


(Compagni di banco - Marino Moretti)
Oh, Poggiolini! Lo rivedo ancora
con quel suo mite sguardo di fanciulla,
e lo risento chiedermi un nonnulla
con una voce che... non so... m'accora.
Che cosa vuoi? Son pronto a darti tutto:
un pennino, un quaderno, un taccuino,
purché tu venga per un po' vicino
al cuore che ti cerca dappertutto.
Oh non venirmi accanto come sei
ora: avvocato, chimico, tenente,
ché cercheresti invano nella mente
il mio ricordo dandomi del lei!
lo non voglio saper, fratello, come
passaron gli anni sopra la tua vita:
voglio l'occhiata timida e smarrita
che rispondeva, un giorno, al tuo cognome.
Voglio che tu mi renda per un'ora
la parte del mio cuor che tu non sai
di posseder, da tanto tempo ormai!
e noi saremo i due compagni ancora!
Noi siederemo ad uno stesso banco
riordinando i libri a quando a quando,
e rileggendo un compito, e guardando
sul tavolino un grande foglio bianco...
Il registro, a cui tutti eran diretti,
quando c'interrogavano, gli sguardi;
io lo sapevo a mente... Leonardi,
Massari, Mauri, Méngoli, Moretti...
Il registro coi voti piccolini
nelle caselle dietro i nomi grandi,
tu lo sapevi a mente... Nolli, Orlandi,
Ostiglia, Paggi, Poggi, Poggiolini...
Dio, che tristezza ricordare questi
nomi d'ignoti a cui demmo del tu!
nomi che non si scorderanno più,
perché in fila così, perché modesti!
O Poggiolini, che fai tu, che pensi?
Forse tu vivi in una tua casina
odorata di latte e di cedrina,
e sguardi e baci ai figli tuoi dispensi!
Forse la sera giuochi la partita
fino alle dieci e mezzo (anche più in là!)
con la moglie, la suocera... e chissà,
forse con Poggi o Méngoli! ...La vita!
lo nulla. Quello che fu mio lo persi
strada facendo, quasi inavvertitamente;
e adesso, se ho un foglio e una matita,
faccio - indovina un po' - faccio dei versi!


(Filastrocca delle buone maestre - Bruno Tognolini)
Maestra,insegnami il fiore ed il frutto.
Col tempo, ti insegnerò tutto.
Insegnami fino al profondo dei mari.
Ti insegno fin dove tu impari.
Insegnami il cielo, più su che si può.
Ti insegno fin dove io so.
E dove non sai? Da lì andiamo insieme.
Maestra e scolaro, un albero e un seme.
Insegno ed imparo, insieme perché
io insegno se imparo con te.


(Filastrocca della scuola - Marzia Cabano)
Filastrocca della Scuola
dove il tempo passa, vola!
Si sta bene con gli amici
sui quaderni a far cornici,
a giocar nell'intervallo
a inventare un nuovo ballo,
ad attender la pagella,
anche se non troppo bella,
perché è "super", in compagnia,
condivider l'allegria!


(Vorrei una scuola)
Vorrei una Scuola
tutta di cioccolato,
con il tetto di zucchero filato.
Vorrei una Scuola fatta di fiori,
con uccelli e farfalle di mille colori.
Vorrei la Scuola più grande per me,
ma la mia Scuola
è la più bella che c'è.


(Maestrina)
Quando a scuola ce ne andiamo
e la mamma a casa resta,
mai da soli rimaniamo
lì ci aspetta la maestra.
Sta seduta e spiega piano
è paziente e non si lagna,
ci controlla da lontano
s’alza e scrive alla lavagna.
Quanto bene sa insegnare
spiega tutto come un gioco,
a noi tanto fa imparare
senza lei sapremmo poco.
E’ davvero molto buona
carismatica e bellina,
la campana adesso suona:
a domani, ciao maestrina!


(Filastrocca dello zainetto)
Questa mattina nello zainetto
sai tu che cosa ci metto?
Non i quaderni e l’astuccio firmato,
né per merenda, il cioccolato.
Prova a guardare con attenzione,
vi troverai forse un pallone?
Quel che mi serve per questa avventura
sarà per te novità sicura:
un fascio lucente di FANTASIA,
un pizzico o più di ALLEGRIA,
tanta AMICIZIA da regalare
e tanta VOGLIA di IMPARARE!


(Il primo giorno di scuola - Gianni Rodari)
Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto…
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell’astuccio,
l’assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.


(L'intervallo - Monica Sorti)
Finalmente la bidella
fa suonar la campanella,
intervallo benvenuto
sei arrivato in nostro aiuto!

In fretta e furia ogni bambino
tira fuori lo spuntino,
se a mangiar ci mette poco
avrà tempo per un gioco.

Si riposa la maestra
e spalanca la finestra,
altro suono, son stupito,
l’intervallo è già finito.

Che ingiustizia, farò causa
è cortissima ‘sta pausa!


(Filastrocca del ritorno a scuola - Giuseppe Bordi)
Finalmente torno a scuola
e il pensiero lieto vola
alla classe che ho lasciato
a quei semi che ho piantato.

Sono nati dentro il cuore
tanti amici, tanto amore;
un maestro, una maestra,
pezzi belli di un’orchestra.

Non c’è più lo smarrimento,
resta solo il cuor contento
che racconta al suo diario
un nuovo anno straordinario.


(Compito in classe - Jacques Prévert)
Due e due quattro
quattro e quattro otto
otto e otto fanno sedici…
Ripetete! dice il maestro.
Due e due quattro
quattro e quattro otto
otto e otto fanno sedici.
Ma ecco l’uccello-lira
che passa nel cielo
il bambino lo vede
il bambino l’ascolta
il bambino lo chiama:
Salvami
gioca con me
uccello!
Allora l’uccello discende
e gioca con il bambino

Due e due quattro…
Ripetete! dice il maestro
e gioca il bambino
e l’uccello gioca con lui…
Quattro e quattro otto
otto e otto fan sedici
e sedici e sedici che fanno?
Niente fanno sedici e sedici
e soprattutto non fanno trentadue
in ogni modo
se ne vanno.
E il bambino ha nascosto l’uccello
nel suo banco
e tutti i bambini
ascoltano la sua canzone
e tutti i bambini
ascoltano la musica
e otto e otto a loro volta se ne vanno
e quattro e quattro e due e due
a loro volta abbandonano il campo
e uno e uno non fanno nè uno nè due
uno a uno egualmente se ne vanno.

E gioca l’uccello-lira
e il bambino canta
e il professore grida:
Quando finirete di fare i pagliacci!
Ma tutti gli altri bambini
ascoltano la musica
e i muri della classe
tranquillamente crollano.
E i vetri diventano sabbia
l’inchiostro ritorna acqua
i banchi ritornano alberi
il gesso ridiventa scoglio
la penna ridiventa uccello.


La scuola - Renzo Pezzani
Chi mai l’ha costruita, un po’ appartata
all’altre case, come una chiesuola,
e poi che l’ebbe tutta intonacata
le ha scritto in fronte la parola «Scuola»?
E chi le ha messo al collo per monile
una campana senza campanile?
Chi disegnò per lei quei due giardini
con pochi fiori e giovani alberelli
difesi dall’insulto dei monelli
da fascetti di brocche, irti di spini?
Chi seminò con tanto amor le zolle?
Perchè, bambino, costruir la volle?
Non per un bimbo, ma per quanti sono
nel mondo, suona quella campana;
e la scuola ti sembra così bella,
e quell’aiuola un rifiorente dono,
perchè col giardiniere e il muratore,
vi mise mano, ogni dì, anche l’amore.


(Insegnante tieni duro - Giuseppe Bordi)
Te lo dico in filastrocca
senza peli sulla bocca,
insegnante tieni duro
sei custode del futuro.


(La ricreazione - Maria Loretta Giraldo)
Nel cortile della scuola
ogni giorno il tempo vola,
per le chiacchiere ed il gioco
sempre il tempo sembra poco.

C’è chi gioca a nascondino,
c’è chi mangia il suo panino,
c’è chi ride ad alta voce,
c’è chi sfida il più veloce,
chi si arrabbia e chi perdona…
poi la campanella suona.


(Prima filastrocca di casa e di scuola - Bruno Tognolini)
A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è l’abbraccio
A casa c’è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c’è sole
A scuola c’è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c’è il nido
A scuola c’è il mondo


(Seconda filastrocca di casa e di scuola - Bruno Tognolini)
Se resti a casa, i grandi
se ne vanno al lavoro,
vedono i posti e i mondi,
e sanno tutto loro.
E quando poi ritornano,
dopo gli abbracci e i salti,
son loro che raccontano
e tu ascolti.

Ma se tu vai a scuola,
ogni giorno dell’anno
ti succedono cose
che le mamme non sanno.
E quando torni a casa,
per una buona volta,
sei tu che le racconti
e mamma ascolta.


(Voglio una scuola - Janna Carioli)
Voglio una scuola che parla ai bambini
come la rondine ai rondinini
che insegna a volare aprendo le ali
e sa che i voli non sono mai uguali.

Voglio una scuola che scavalca muretti
e accoglie disegni che non sono perfetti
che guarda avanti e traccia sentieri
senza scordarsi di quelli di ieri.

Voglio una scuola con dentro il sole
che toglie polvere alle parole
con porte aperte, grandi finestre
e bimbi che ridono con le maestre.


(A scuola - Carla Piccinini)
Bimbo, bimbetta,
la scuola vi aspetta.
Ci son tanti bambini,
spensierati e birichini;
si siedono ai banchi
e quando sono stanchi
di scrivere e studiare
si mettono a cantare:
“Giro giro tondo
com’è bello il mondo!
Chi lo vuol conquistare
a scuola deve andare.
In cielo sta il sole,
nel prato le viole,
sull’albero le pere,
il latte nel bicchiere,
la rondinella vola,
i bimbi vanno a scuola!”.


(Benvenuti in prima - Giuseppe Bordi)
Per salire fino in cima
si comincia dalla prima:
una sfida grande e dura
che ai bambini fa paura.

Ma se impari ogni lezione,
se raccogli l’emozione,
se fai i conti e l’alfabeto,
il cammino sarà lieto.

Apri il cuore a nuovi amici
e avrai i giorni più felici;
apri il cuore alla tua scuola
e vedrai che il tempo vola.


(La scuola - Livio Ruber)
Ha riaperto la scuola i suoi battenti;
l’insegnante sorride con amore:
ben sa che degli alunni c’è nel cuore
il rimpianto pei bei divertimenti.
Monti, campagna, mare… che concerti
d’urla felici! Che giocondo ardore!
In piena libertà correvan l’ore;
e adesso invece tutti fermi e attenti!
Consolatevi ei dice, il tempo vola:
verranno un’altra vola le vacanze;
ma ora, ricordate, siete a scuola.
E nello studio certo troverete
la gioia che ha dolcissime fragranze,
se trarre buon profitto voi saprete!
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Purgatorio Canto 12 Analisi e Commento


Particolare di illustrazione di Gustave Doré (1832 - 1883), Divina commedia, Purgatorio, canto XII


Analisi del canto

La trama strutturale: le pitture sul pavimento della cornice
La prima parte del canto descrive le pitture poste sul pavimento della cornice, che riproducono esempi di superbia punita; i penitenti, chini sotto i macigni, sono così costretti a guardarli, come monito per il loro peccato. Anche in questo caso, come già per le corrispondenti immagini di umiltà gloriosa sulle pareti della cornice, Dante elogia l'arte delle pitture: l'artefice è Dio, e la somma abilità consiste nel realismo, cioè nella capacità di riprodurre fedelmente la realtà. I personaggi ritratti sono suddivisi in tre grandi categorie: i superbi puniti direttamente dalla divinità (Lucifero, Briareo, i giganti, Nembrot), i superbi puniti da un intimo tormento (Niobe, Saul, Aracne, Roboamo), i superbi puniti dai nemici e da coloro cui fecero del male (Erifile, Sennacherib, Ciro, Oloferne).


L'incontro con l'angelo
Altra sequenza cruciale del canto è l'incontro dei due poeti pellegrini con l'Angelo dell'umiltà. Si tratta infatti del primo degli angeli posti a guardia di ogni cornice e che ammettono alla salita ai luoghi superiori: a lui è affidato il compito di cancellare con un colpo d'ala la prima delle sette P dalla fronte di Dante, atto simbolico a indicare l'avvenuta purificazione del poeta dal peccato di superbia. Oltre a questa funzione strutturale, nell'episodio sono da rilevare la descrizione fisica dello splendore dell'angelo, e il suo rimprovero all'umanità malvagia.


La maggiore leggerezza di Dante
Nella parte finale del canto Dante insiste sul fatto che sente più leggero e facile il salire, e Virgilio gli spiega che ciò accade perché dalla sua fronte è scomparsa una delle sette P: quando poi tutte saranno scomparse, l'andare e il salire gli sembreranno ancora più piacevoli e naturali del fermarsi. È chiaro il significato simbolico e morale di questo fatto: l'uomo procede a fatica sulla strada della salvezza fino a quando è gravato dai propri peccati, mentre vi si muove più spedito e gioiosamente quando si libera di essi, fino a salire naturalmente e senza sforzo a Dio quando sarà completamente purificato. Si tratta di una legge insieme fisica e metafisica, che vedremo realizzarsi concretamente nel procedere del racconto, e in particolare nell'ascesa ai cieli del Paradiso.


Virgilio
In un canto in cui non si incontrano personaggi, il ruolo di protagonista viene assunto da Virgilio, nella sua funzione essenziale di guida, con le continue indicazioni e i frequenti richiami a Dante su come agire e procedere: lo induce a lasciare il colloquio con i superbi per procedere più speditamente, gli indica le pitture, gli annuncia la vista dell'angelo, gli spiega il perché del suo più agevole procedere.
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Scioglilingua siciliani: più belli e divertenti



Gli scioglilingua, detti sbrogghialingua (sbroglia-lingua), spirugghiaparoli (sbroglia-parole), 'mpaddocchialingua o 'mpidugghialingua (imbroglia-lingua) in siciliano, sono un modo semplice per trascorrere il tempo allegramente in compagnia. Essi vanno letti e pronunciati ad alta voce e velocemente in modo da mettere in evidenza le proprie difficoltà di dizione in una determinata lingua, in questo caso stiamo parlando della lingua siciliana. Essi sono divertenti sia perché utilizzano termini che non sempre hanno un significato compiuto, ma che per assonanza si riesce ugualmente a capirne il significato e poi perché il suono di alcune parole pronunciate in maniera caotica possono venire a creare delle involontarie volgarità e anche delle vere e proprie "parolacce"... ma almeno per questa volta sarete più che giustificati.

In questa pagina trovate una raccolta di scioglilingua siciliani e a seguire la relativa traduzione letterale italiana. Alcuni dei quali dovreste già conoscerli perché già presenti nel listone degli scioglilingua italiani, ma sono diventati così comuni che è possibile trovarli anche nella versione siciliana. Ricordiamo però che quando si traduce uno scioglilingua da una lingua ad un'altra, (oppure dal dialetto alla lingua madre, o proprio da una lingua all'altra), si va a perdere l'allitterazione che ha reso quello scioglilingua tale.


Gli scioglilingua siciliani

Addhinucchiuni, cugghiennu cuttuni, essennu cu tia, cuttuni cugghia.
Inginocchiato, raccoglievo cotone, mentre ero con te, cotone raccoglievo.


A ddì tempi arreri 'u Ruccuni
c'era un vecchiu, vicchiazzu, vicchiuni
chi cugghieva stincazzi e stincuni.
- Chi cugghiti, vicchiazzu, vicchiuni
'nta 'ssi timpi arreri 'u Ruccuni?
-Cogghiu stinchi, stincazzi, stincuni

A quei tempi dietro il Roccone
c'era un vecchio, vecchiaccio, vecchione,
che raccoglieva, troncacci e tronconi.
- Che raccogliete vecchiaccio, vecchione,
in queste balze dietro il Roccone?
- Raccolgo tronchi, troncacci, tronconi


Affaccia la luna, affaccia la stiddha, abballa Rusiddha ca è picciriddha.
Spunta la luna, splende la stella, balla Rosina che è una bambina.


'A gna Pippa naschi sicchi vinni sicci e scippa zicchi. Sicci vinni e zicchi scippa: cerca zicchi la gna Pippa.
La signora Giuseppa narici secche vende seppie e strappa zecche. Vende seppie e zecche strappa: cerca zecche la signora Giuseppa.


A principissa di catamignuni vinni strami stramigna e stramigniuni sidda finiu strami stamigna e stramigniuni unni l’accatta a prinicipissa u strami a stramigna e u stramigniuni?
La principessa di Catamignuni vende strami stramigna e stramigniuni. Se ha finito strame stramigna e stramigniuni dove comprerà la principessa lo strame la stramigna e lo stramigniuni?


A regina di Catrocculi mannà a Napuli pi vrocculi. E chi nun ci nn’eranu vrocculi a Catrocculi ca la riggina di Catrocculi manna a Napuli pi vrocculi?
La regina di Catrocculi (lo) ha mandato a Napoli per i broccoli. E che non ce n’erano broccoli a Catrucculi che la regina di Catrocculi (lo) ha mandato a Napoli per i broccoli?


Beddha ru pipiriddhu, ti manna a salutari Peppi u addhu, e ti vuoli addhumannari si vuoi a iddhu.
Bella del pipiriddhu, ti manda i saluti Peppe il gallo, e ti chiede se ti fidanzi con lui.


Camurria, avia na figlia ca si vulia maritari, e siccomi era senza rota, camurria natra vota.
Scocciatura, aveva una figlia che si voleva sposare, e siccome era senza dote, scocciatura un'altra volta.


C’era na vota un re befè viscuottu e minè, c’avia na figghia befigghia viscuottu e minigghia; sta figghia befigghia viscuottu e minigghia,aveva n’aceddhu befeddhu viscuottu e mineddhu;st’aceddhu befeddhu viscuottu e mineddhu un jornu vulò. U re iccò u bannu:
– A cu trova l’aceddhu befeddhu viscuottu e mineddhu, ci rugnu a me figghia befigghia viscuottu e minigghia! Passò un tignusu bafusu viscuottu e minusu e ci rissi:
– Maestà aceddhu è cca!
– “Vattinni tignusu bafusu viscuottu e minusu, vasinnò cu un cavuciu ti fazzu vulari rintra un pirtusu.”

C’era una volta un re befè biscotto e minè, che aveva una figlia befigghia biscotto e minigghia; questa figlia befigghia biscotto e minigghia, aveva un uccello befeddhu biscotto e mineddhu; quest’uccello befeddhu biscotto e mineddhu, un giorno volò (scappò dalla gabbia). Il re fece un proclamo:
– “A chi trova l’uccello befeddhu biscotto e mineddhu, gli dò in sposa mia figlia befigghia biscotto e minigghia!”
Passò un calvo bafusu biscotto e minusu e gli disse:
– “Maestà l’uccello è qui!”
– “Vattene via! Calvo bafusu biscotto e minusu, altrimenti con un calcio ti faccio entrare dentro un buco.”


Chiovi, chiovi, a pasta chi fasoli, Sisiddha si vagna, ca coppula i so nanna.
Piove, piove, la pasta con i fagioli, Elisa si bagna, con la cuffia di sua nonna.


Comu faciemu? Faciemu comu ficiru l’antichi, ca si livaru i panzi e si misiru i viddhichi.
Come facciamo? Facciamo come hanno fatto le persone antiche, che si sono tolte le pance e si sono messi gli ombelichi.


Crapa tinta caca 'ntimpa; 'ntimpa caca tinta crapa. Crapa zzoppa caca 'ncoppa, 'ncoppa caca zzoppa crapa.
Capra cattiva defeca sul rilievo; sul rilievo defeca la capra. Capra zoppa defeca sopra, sopra defeca la zoppa capra.


Cu lu tuppu un t’appi, senza tuppu t’appi, cu lu tuppu o senza tuppu, basta chi t’appi e comu t’appi t’appi.
Con i capelli raccolti sulla nuca non ti ho avuta, senza capelli raccolti sulla nuca ti ho avuta. Con i capelli raccolti o senza capelli raccolti, basta che ti abbia avuta, comunque ti abbia avuta.


Cummari vuliti abballari? Chi nicchi e nacchi abballari cu vui! A Napuli fannu i strummula, e a Palermu i vannu a vinniri.
Comare volete ballare? Che c’entra ballare con voi! A Napoli fanno le trottole, e a Palermo li vanno a vendere.


Curvazzu curvazzu vattinni a lu pizzu, ca veni Cuncetta e ti conza lu jazzu.
Corvaccio corvaccio vattene sulla cima, che viene Concetta e ti prepara il laccio.


Intra 'n palazzu c'è 'n cani pazzu, tè pazzu cani stu pezzu di pani.
Dentro il palazzo c'è un cane pazzo, tò pazzo cane questo pezzo di pane.


Intra un pirtusu di muru c'è un pedi di cavulu cruru, chi fa ddu pedi di cavulu cruru intra un pirtusu di muru?
Dentro un buco di muro c'è un piede di cavolo crudo, che fa quel piede di cavolo crudo dentro un buco di muro?


Ivu a Cunigghiuni cugghiennu cuttuni, Iava e vineva e cuttuni cugghieva.
Andai a Corleone per raccogliere cotone e cotone raccoglievo.


Ivu a la putia di mastru Gilormu pi cunzari lu catu a lu funnu, mastru Gilormu nun lu truvai e lu funnu a lu catu nun lu cunsai.
Andai alla bottega di mastro Girolamo per acconciare il secchio nel forno, mastro Girolamo non lo trovai e il secchio nel forno non lo acconciai.


Lu pizzaru pista pezzi. Pezza pista lu pizzaru.
Il cenciaiolo pesta pezze. Pezza pesta il cenciaiolo.


Lu sinnacu di Patti manna a Napuli pi piatti; oh chi mancanu piatta a Patti, ca u sinnacu di Patti manna a Napuli pi piatti?
Il sindaco di Patti manda a Napoli per i piatti; oh che mancano piatti a Patti, che il sindaco di Patti manda a Napoli per i piatti?


Mi n'acchianassi 'ncelu si putissi, cu na scaliddha ri triccientu passi, un m'interiessa siddhu si rumpissi, basta ca ti strincissi e ti vasassi.
Salirei in Cielo se potessi, con una scala di trecento gradini, non m’interessa se si rompesse, basta che potrei stringerti e baciarti.


Mi spia' cu siti vui
e vui cu siti ci dissi iu,
iu sugnu mi dissi idda.

Mi chiese chi ero, e voi chi siete ci dissi io, sono io mi disse lei.


'Ntra tri tunni cuti.
Fra tre rotondi ciottoli.


O ti pigghi o t'arripigghi. S'un t'arripigghi, sai unni a pigghi?
O ti prendi o ti riprendi. Se non ti riprendi, sai dove la prendi?


Passiannu a Marina, sciddhicò na signurina. Sciddhicò cu l’anchi aperti e si cci vitti u trentasetti.
Passeggiando alla Marina, scivolò una signorina. Scivolò con le gambe aperte e le si vide il 37.


Pippineddha ru ncincirinciò, quantu pampini ci su nnò basilicò. E tu re 'ncurunatu, cunta li stiddhi ri lu stiddhatu.
Giuseppina del ncincirinciò, quante foglie ci sono nel tuo basilico. E tu re incoronato, conta le stelle nel cielo stellato.


Apru u stipu e pijiu u spicchiu, posu u spicchiu e ghiudu u stipu.
Apro l'armadietto e prendo lo spicchio, poso lo spicchio e chiudo l'armadietto.


Rosa pitosa, fimmina ri casa, veni to maritu, ti pizzica e ti vasa.
Rosa pitosa, sei donna di casa, viene tuo marito, ti da pizzichi e ti bacia.


Rumani è duminica, ci tagliamu a tiesta a Minicu, Minicu un c’è, ccià tagghiamu o re, u re è malatu, ccià tagliamu o surdatu, u surdatu è a guerra, tutti cu culu 'nterra.
Domani è domenica, gli tagliamo la testa a Domenico, Domenico non c’è, gliela tagliamo al re, il re è malato, gliela tagliamo al soldato, il soldato è andato in guerra, tutti con il sedere per terra.


Sasà savia a susiri i sei, su i sei e sei, sa se si susìu Sasà? Se, si susiu Sasà, si susiu i sei.
Sasà si doveva alzare alle sei, sono le sei e sei, chissà se si è alzato Sasà? Sì, si è alzato Sasà, si è alzato alle sei.


Setti cunigghia 'nta cunìgghiaria, iu nccunigghiavu a iddhi e iddhi nccunigghiavanu a mia.
Sette conigli erano nella conigliera, io volevo acchiapparli ad uno ad uno, mentre io ne prendevo uno, mi scappavano tutti gli altri.


Sutt' o lettu da za mattia a ginucchiuni cuttuni cujia; annannu e venennu cuttuni cujennu.
Sotto il letto della zia Mattia ho raccolto del cotone in ginocchio; andando e venendo raccogliendo cotone.


Sutta 'u ponti di Milazzu, Tuzza cogli ramurazzu, si lu 'nfascia a mazzi a mazzi e si linchi li matarazzi.
Sotto il ponte di Milazzo, Agatuccia raccoglie ravanelli, li infascia a mazzi a mazzi e si riempie i materassi.


Sutta un matarazzu, lassai tri fila di cannavazzu, truvai tri fila di cannavazzu sutta un matarazzu.
Sotto un materasso, ho lasciato tre fila di strofinacci, trovai tre fila di strofinacci sotto un materasso.


Tirituppiti e pani grattatu, consami u lettu ca sugnu malatu, sugnu malatu ri malincunia, consami u lettu ca vegnu cu tia.
Tirituppiti e pane grattato, fammi il letto che sono malato, sono malato di malinconia, fammi il letto che vengo con te.


Tri sciaschi stritti 'ntra tri stritti sacchi stannu, ed ogni sciascu strittu 'nta un strittu saccu stava.
Tre fiaschi stretti dentro tre stretti sacchi stanno, ed ogni fiasco stretto in uno stretto sacco stava.


Un cani, un carru, e 'na carrozza.
Un cane, un carro e una carrozza.


U Papa pisa e pista 'u pipi a Pisa, e Pisa pisa e pista 'u pipi a lu Papa.
Il Papa pesa e pesta il pepe a Pisa, e Pisa pesa e pesta il pepe al Papa.
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Poesie e filastrocche sulle vacanze



Le vacanze, specialmente quelle che arrivano dopo un anno travagliato, sono necessarie per staccare la spina dalla routine, dal lavoro, dallo studio e dalla scuola, dallo stress, dai problemi, dai tempi dettati dalla sveglia, per andare altrove come in mare o in montagna, o all'estero e, soprattutto, per recuperare le energie fisiche e mentali.

In questa pagina trovate una raccolta di poesie e filastrocche sulle vacanze; vi aiuteranno a raggiungere quel senso di libertà, di tranquillità e spensieratezza che non dovrebbero mancare per vivere al meglio. Non perdetevi neppure le frasi sull'estate e le frasi sulle vacanze e le ferie.


(Il paese delle vacanze - Gianni Rodari)
Il paese delle vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.


(Buone vacanze - Elisa)
Chi va in montagna a camminare,
chi va al mare a nuotare,
chi rimane in città e si gode la tranquillità.
Il sole, le nuvole, la pioggia in vacanza,
non hanno importanza.
Tra un tuffo o una passeggiata
ecco che la giornata è già passata.
Poter stare finalmente soli con mamma e papà
è questo il segreto della felicità.


(Agosto)
Io sono agosto e sono il più galante,
asciugo i fossi e taglio le piante:
se non avessi già il campo vangato
sarei da tutti poltrone chiamato.
Porto le more e le notti belle,
a San Lorenzo il pianto di stelle
e per l’Assunta piccioni arrosto,
perdo la rondine il dì di San Rocco.



(Vacanze per tutti - Gianni Rodari)
Filastrocca vola e va
del bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia delle cascate..
E chi quattrini non ne ha?
Solo resta in città:
si sdraia al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente:
- Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi;
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decreto
va in prigione difilato.


(Filastrocca dell'estate)
Filastrocca dell’estate
son più lunghe le giornate,
splende alto il sole d’oro,
le cicale fanno il coro.
Filastrocca di stagione
c’è la pesca, c’è il melone,
giù nei campi il grano biondo,
su nel cielo un blu giocondo.
Filastrocca monti e mare
in vacanza a riposare,
che risate ci faremo,
quanto ci divertiremo!


(Filastrocca dell'estate - Marzia Cabano)
Sono tante le sudate
sotto il caldo solleone,
anche sotto l'ombrellone!
Filastrocca dell'estate
con le bibite ghiacciate,
la barchetta va sull'onda,
sta il bagnante sulla sponda;
filastrocca dell'estate,
sono buone le insalate
con il tonno,i pomodori,
le verdure ed i colori,
filastrocca dell'estate,
quante belle passeggiate!
Sotto l'albero il riposo
con il gatto un po' scontroso;
filastrocca dell'estate
son le feste programmate
nelle strade,sulle piazze
...Le serate si fan pazze!


(Estate - Romana Rompato)
Calda Estate tutta d'oro,
che cos'hai nel tuo tesoro?
Pesche, fragole, susine,
spighe, e spighe senza fine,
prati verdi e biondi fieni,
lampi, tuoni, arcobaleni,
giorni lunghi, notti belle
colme di lucciole e stelle


(Canzoncina delle vacanze - Marcello Argilli)
Viva l’estate, i fiori, le farfalle,
le ciliegie rosse, le zucche gialle!
Viva la rondine che in cielo vola,
viva la fine della scuola!
Care vacanze, siete arrivate;
al cuore di tutti gioia portate!
Bimbo allegro, la scuola è finita!
Cogli e sfoglia la margherita;
per ogni petalo un amico trovi:
tanti, tanti amici nuovi!


(Filastrocca dell'estate - Giuseppe Bordi)
Filastrocca dell’estate:
in vacanza dove andate?
Dentro il mare che vi bagna
o sulla cima della montagna?
Forse andate giù in paese
o in campagna per un mese?

Tante cose in verità
sono anche qui in città;
c’è un amico, c’è un’amica
c’è la vespa e la formica,
spunta un fiore quando piove
e le zanzare da ogni dove.

Cantano i grilli e le cicale,
i passerotti sul davanzale;
brilla qui la buona stella
se si posa una coccinella.


(Luglio - Marzia Cabano)
Luglio “col bene che ti voglio”,
il mare è come l’olio,
la barca va sull’onda
e l’acqua, là, è profonda,
la sabbia è fine fine,

granelle, granelline,
il sole è già un leone
che graffia l’ombrellone,
il bagnino sta a scrutare
chi nuota in alto mare.

Luglio, ”col bene che ti voglio”,
si pesca da uno scoglio
che fa un po’ male ai piedi…
Prova se non ci credi!


(Vacanza - Silvia Nalon)
Oggi comincia la mia vacanza
nella valigia ho tutta la stanza:
costumi, giochi, ciabatte, occhialini,
maglie pesanti, calzette, scarponi.
Andremo in montagna oppure al mare?
Andremo a scalare o coi pesci a nuotare?
Mi piace conoscere nuovi amici
giocare tanto, correre in bici,
andare in giro, saltare, scoprire,
sono in vacanza, son pronto a partire!
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Purgatorio Canto 11 Analisi e Commento


Miniatura del sec. XIV, Roma Biblioteca Chigiana: un fante porta sull'asta la testa di Provenzano Salvani


Analisi del canto

Il canto dei superbi
Nel canto x Dante ha già descritto l'ambiente di questa prima cornice. Adesso si entra nel vivo del racconto, con la presenza dei penitenti. L'atto di apertura, di forte impatto simbolico, è la recita della preghiera per eccellenza, il Padre nostro: in tutta la cantica l'espiazione dei peccati è ispirata a riti liturgici collettivi, e coinvolge anche i viventi nella carità dei suffragi (vv. 1-36). Seguono i due dialoghi che occupano il resto del canto. II primo (vv. 37-72) trae occasione dalla richiesta di informazioni per salire alla montagna, elemento costante nella struttura narrativa della cantica perché indice della tensione verso l'alto che urge i due pellegrini. Interlocutore è Omberto Aldobrandeschi, nobile toscano del '200, esempio di superbia aristocratica. Il secondo incontro, episodio principale del canto, è quello con lo spirito di Oderisi da Gubbio, artista miniatore di grande fama ai suoi tempi (vv. 73-142). A lui è affidato il compito di sviluppare il tema della superbia, e dalle sue parole è presentata in chiusura di canto la figura di Provenzan Salvani.


Il tema morale: la vanità della gloria terrena
Agli spiriti superbi Dante affida per contrappasso il tema morale della vanitas vanitatum, la vanità della gloria terrena. Proprio coloro che peccarono per il desiderio di porsi al di sopra degli altri o per aver dato un valore eccessivo alla fama, ora si fanno interpreti della verità opposta: prima con gli accenti di umiltà e di amore per Dio e per il prossimo presenti nel Padre nostro, poi nella confessione di Omberto Aldobrandeschi, quindi soprattutto nel lungo discorso di Oderisi da Gubbio e nella sua rievocazione della figura di Provenzan Salvani. La riflessione sulla vanità della nominanza in terra è esemplificata in ambito artistico, scelta molto significativa per Dante, dove l'eccellenza di un autore ha breve durata per il sopraggiungere di altri migliori; ed è poi sviluppata in termini lirici nell'affascinante esposizione sulla momentanea durata del tempo umano rispetto all'eterno delle cose divine. Qui la superbia diventa colpa: la ricerca della gloria terrena non può essere lo scopo della propria opera, perché allontana dalla vera meta della salvezza nella Fede.


Il padre nostro
Tra le molte preghiere che scandiscono i canti del Purgatorio, di rilievo particolare è questo Padre nostro, per la sacralità dell'orazione, per la sua funzione di «introito» agli incontri con le anime del Purgatorio vero e proprio, per la collocazione in testa al canto, e soprattutto per essere l'unico testo liturgico proposto nella sua interezza. Secondo un uso letterario del tempo, Dante produce una parafrasi commentata ed esegetica della famosa preghiera, una lode a Dio e una richiesta di aiuto circostanziate e motivate. La preghiera è anche occasione per rinnovare i legami caritatevoli che uniscono i morti ai vivi, come già più volte affermato (ad esempio nel canto III con Manfredi, da Virgilio nel canto VI, e ancora nel canto VIII da Nino Visconti); ma mentre nell'Antipurgatorio le anime chiedevano aiuto mediante le preghiere, qui sono gli spiriti a intercedere per i vivi.


I tre superbi
La prima anima che parla con Dante è quella di Omberto Aldobrandeschi, un altro protagonista della vita politica toscana del 1200, che indica ai due poeti la strada da seguire e che denuncia la propria superbia rievocando episodi di cronaca. Ma vero protagonista è Oderisi da Gubbio, con cui Dante ha un vivace colloquio. Innanzitutto il rapporto di conoscenza diretta (vv. 73-81) e il comune ambito artistico conferisce toni di coinvolgimento affettivo all'episodio. Poi, è a lui che viene affidata la più ampia riflessione sul tema della superbia e sulla vanità della fama terrena, e la presentazione della vicenda di Provenzan Salvani. Ed è sempre Oderisi che profetizza oscuramente a Dante futura gloria poetica e futuro esilio. Il miniatore bolognese, tanto superbo in vita del proprio successo artistico, ora manifesta la propria umiltà nel riconoscere l'altrui eccellenza (vv. 82-90), dichiara la vanità dei primati artistici con gli esempi di Cimabue e Giotto per la pittura e di Guinizzelli e Cavalcanti per la poesia, e infine sentenzia solennemente sulla brevità delle cose umane rispetto all'eternità del mondo divino.
Ad esempio della transitorietà della fama terrena è introdotto Provenzan Salvani, uomo politico del '200 di grande fama in vita, ma di cui già ai tempi di Dante si andava perdendo il ricordo. Qui il personaggio è anche però esempio di forza d'animo e di spirito d'amicizia, nell'episodio narrato negli ultimi versi (vv. 127-142).


Autobiografismo e profezie
L'incontro con Oderisi offre spunto al tema autobiografico di Dante. Più ancora che alla diretta conoscenza fra i due artisti, facciamo riferimento a due brevi allusioni di Oderisi che assumono il carattere della profezia: la prima, molto lusinghiera, lascia intuire che Dante raggiungerà il primato nella poesia, sopravvenendo a Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti (vv. 97-99); la seconda invece è di amara previsione dell'esilio, quando ai vv. 139-141 lascia intendere che Dante proverà l'umiliazione del mendicare.



Commento

Fragilità e grandezza dell'uomo
Procedono a testa bassa, curvi sotto il peso dei macigni: furono superbi in vita e scontano così il loro peccato. Dante, auctor-agens, cioè scrittore e protagonista del viaggio di salvazione, si uniforma al modo di camminare di queste anime, con le quali vive una particolare consonanza. Tre sono i modi di essere superbi: c'è chi lo è per sangue, chi per il proprio ingegno, chi per il potere e il comando. Tutti recitano il Pater Noster, consapevoli che l'antidoto alla superbia consiste nel fiducioso abbandono a Dio. I superbi, che presunsero di risolvere in altezzosa solitudine tutti i loro problemi, ora sanno che solo con la manna che proviene da Dio si può ovviare al diserto dell'esistenza.
La meditazione del poeta coglie il sottile rapporto tra angoscia esistenziale e speranza, tra affanno di vivere e fiducioso abbandono alla vita stessa. Qui, nella cornice purgatoriale dei superbi, l'Io si fa piccolo per lasciare spazio al Noi, e la loro preghiera diventa cosmica, spezza le barriere tra i vivi e i morti, ritrova l'uomo nella sua unità, affidato alle braccia di Dio. S'affacciano le parole del Vangelo con le quali Gesù ammonisce l'uomo a non affannarsi per il domani perché: La vita vale più del cibo ed il corpo più del vestito [...] Osservate i gigli, come crescono: non filano né tessono; vi dico però: neppure Salomone, in tutta la sua gloria, fu mai vestito come uno di essi (Luca 12, 24-27).
I superbi invece fecero di sé il proprio Dio, abbandonandosi a sogni di onnipotenza: ora scoprono che la loro pace interiore si realizza pienamente nell'abbassare il capo verso terra, nel guardare verso gli altri. Se questa tuttavia è la salvezza per il cristiano, lo è anche per l'uomo in genere, che trova il suo equilibrio nel sereno rapportarsi alle persone e alle cose che ha intorno. La vita umana è solo un soffio di vento, non è dunque saggio legare il proprio cuore a ciò che è transitorio, a un sogno di gloria destinato a spegnersi e alla fama di un nome che subito viene soppiantato da un altro. Sfilano nella memoria del poeta illustri uomini consumati dal tempo: furono grandi nella pittura e nella letteratura ma ormai sono stati superati da nuovi e più prestigiosi personaggi. Anche il nome di Dante, pronto a sostituire nella gloria delle lettere i due Guidi, sarà poi scalzato e forse si perderà nella dimenticanza.
Il poeta che ha cantato la sete di conoscenza dell'uomo e ha posto a guida del suo viaggio di salvazione la ragione umana (Virgilio), sottolinea che quell'uomo, pur nella meravigliosa bellezza del suo ingegno, non è che polvere e che polvere ritornerà. A piegare il capo dei superbi è la vanità delle Sacre Scritture, che schiaccia, suo malgrado, la volontà dell'uomo stesso. Eppure nei versi del poeta brillano le miniature di Oderisi, si celebrano i quadri di Cimabue e di Giotto, s'impone la poesia del Dolce Stil Novo. Presto tutto scomparirà travolto dal tempo, ma l'artista avrà comunque segnato la storia dell'umanità. Dante cammina piegato in due, sente quasi sopra di sé il macigno dei superbi, sa che Oderisi ha ragione, ciononostante è incapace di sottrarsi al fascino dell'ingegno umano.
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Frasi fine delle vacanze e ritorno al lavoro



Le vacanze sono giorni, per alcuni settimane e per pochissimi addirittura mesi interi di libertà dai doveri della vita, in particolare dal lavoro. C'è chi le ha aspettate per un anno intero e ha risparmiato parecchi soldi nel corso dell'anno per sfruttarli proprio in questo periodo di totale relax per viaggiare dall'altra parte del mondo. Ci sono anche altri modi per passare le vacanze, sicuramente più economici, come andare al mare o in montagna, osservando le albe e i tramonti insieme al proprio amore, gustando gelati e facendo allegre scampagnate insieme agli amici o alla famiglia.
Le vacanze sono proprio belle, peccato che non bastano mai! Durante le vacanze il tempo sembra passare molto più velocemente (forse perché si passa più tempo a dormire), e alla fine non si riesce a fare tutto ciò che si voleva.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, battute divertenti, citazioni sulla fine delle vacanze e il ritorno al lavoro, un modo carino per addolcire l'amarezza del ritorno ai propri doveri e alla vita di tutti i giorni.


Le frasi

Se le vacanze durassero tutto l'anno, divertirsi sarebbe stressante come lavorare. (William Shakespeare)

Le vacanze non sono mai tanto necessarie quanto nel giorno si è rientrati da una. (Ann Landers)

Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare. (Oscar Wilde)

Non che sia contrario al lavoro, intendiamoci, il lavoro mi piace, mi affascina. Posso starmene seduto a guardarlo per ore. (Jerome Klapka Jerome)

Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo. (Leo Longanesi)

Se uno facesse tutto ciò che deve fare veramente prima di partire per le vacanze, esse terminerebbero senza neppure essere iniziate. (Beryl Pfizer)

Il tempo va, passano le ore e finalmente faremo l’amore solo una volta o tutta la vita speriamo prima che l’estate sia finita. (Alex Britti)

Arriva quel momento nella tua estate che hai finito molto prima del previsto tutto quello che dovevi fare. Le ferie sono finite, gli amici lontani, il lavoro quasi un lontano ricordo, e sembra che anche le persone che reputavi indispensabili nella tua vita ti abbiano dimenticato. Quando tutto ciò che ti rimane è il piccolo e ripetitivo letto della tua camera capisci che quest’estate è meglio che finisca per far largo alla normalità. (Gemini Pendente)

Buongiorno,
Oggi lunedì + rientro dalle vacanze.
Combo MICIDIALE!!!

Ma quelli che dicono: "Alla fine è bello anche tornare dalle vacanze" dove caspita abitano? Alle Seychelles??? (Zziagenio78, Twitter)

Recenti studi l'hanno dimostrato: più si avvicina la fine delle vacanze, più il numero degli "ora mi alzo" aumenta. (m4gny, Twitter)

Alla fine le mie vacanze sono solo uno stress differente da quello quotidiano. (m4gny, Twitter)

Rientro al lavoro ma la porta è girevole. (rattodisabina, Twitter)

Il lunedì mattina al rientro a lavoro dopo le ferie hai la stessa faccia dei musicisti del Titanic quando sta affondando. (dbric511, Twitter)

Ho usato il telecomando del garage di casa per aprire la sbarra del lavoro. Tutto bene il rientro dalle ferie. (guidofruscoloni, Twitter)

"Rientro al lavoro: 10 consigli per star bene e ripartire subito".
Appunto: ripartire.
Subito!
(egyzia, Twitter)

Il rientro al lavoro in 3 semplici mosse:
-tornare a indossare i pantaloni lunghi
-tornare a farsi la barba
-tornare a mettersi l'orologio.
(robgere, Twitter)

Prima di riprendere il giusto ritmo con il lavoro deve passare tanto tempo, altrimenti non si chiamerebbe piano di rientro. (pellescura, Twitter)

Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo. Ogni grande rientro al lavoro inizia con un piccolo vaffanculo. (robgere, Twitter)

Verrà la morte e avrà le sembianze dell'ultima domenica prima del rientro al lavoro. (Comeprincipe, Twitter)

Legge di Murphy: la sveglia biologica funziona perfettamente durante le vacanze e si disattiva il primo giorno di rientro a lavoro. (DIavolo, Twitter)

Il rientro al lavoro dopo le ferie non è poi così male. Basta considerarlo una lunga pausa tra due vacanze. (Comeprincipe, Twitter)

Non sto pranzando in una terrazza sull’oceano Pacifico, ma sto andando al lavoro. Voglio ritornare a quell’attimo esatto in cui ho sbagliato tutto nella mia vita. (ValeSantaSubito, Twitter)

Dio, quella storia del paradiso terrestre negato per una mela la trovo scorretta. Su, perdonaci e facci ritornare nel paradiso senza lavoro. (insopportabile, Twitter)

Alla fine della prima settimana di lavoro dopo le ferie mi sento pronta per interpretare il remake de Il ritorno dei morti viventi. (egyzia, Twitter)

Al rientro dalle vacanze, il dottore mi ha consigliato di eliminare gli alcolici e bere solo acqua dieci giorni per depurarmi. Non ha specificato che devo farlo anche di notte però. (TizziRaddrizzani, Twitter)

Il ritorno a lavoro dopo le vacanze è una cosa così crudele che andrebbe vietata dalla Convenzione di Ginevra. (DIavolo, Twitter)

Non c'è niente di più appropriato di un caffè, nero e amaro come la morte, per celebrare il ritorno al lavoro dopo le ferie. (TristeMietitore, Twitter)

I VIP di ritorno da Formentera che parleranno di “ritorno al duro lavoro” verranno cosparsi di miele e dati in pasto a formiche carnivore. (FranAltomare, Twitter)

Oggi è la Giornata mondiale del ritorno a lavoro, i colleghi ti parleranno di fantastiche avventure estive, aderisci anche tu all'Esticazzi Day. (DIavolo, Twitter)

L'ultima doccia che fai prima del rientro dalle vacanze sa sempre di sale, e chissà se sono lacrime o salsedine. (giadaspl, Twitter)

Al rientro dalle loro meravigliose vacanze sono tutti senza soldi, non come me che sono senza soldi senza aver fatto un c**zo. (Tremenoventi, Twitter)

La sindrome da rientro dalle vacanze dovrebbe entrare nel servizio sanitario e curata con 10gg di riposo assoluto. (IlPaoloGiordano, Twitter)

Ricordiamo ai gentili passeggeri che per lamentarsi del rientro dalle vacanze occorre aver lavorato almeno una volta nella vita. (Comeprincipe, Twitter)

Vorrei essere veramente ricca, solo per poter buttare i vestiti invece di doverli lavare, al rientro delle vacanze. (TizziRadrizzani, Twitter)

Se vi fate le analisi del sangue subito al rientro delle vacanze dovrebbero darvi in omaggio un buono per un'autopsia. (TristeMietitore, Twitter)

Se in aeroporto provano ad aprirmi la valigia al rientro dalle vacanze urlo: È UNA BOMBA!
Meglio farsi arrestare che fare una figura di merda.
(Zziagenio, Twitter)

Rientro dalle vacanze e sono finite le birre : tutto sommato la felicità è una complicatissima cosa. (TizziRadrizzani, Twitter)

La colonna sonora della fine delle vacanze è indiscutibilmente il suono della lavatrice che accompagna tutto il primo giorno di rientro. (fairyfrat, Twitter)

Ah, il 1 settembre: il giorno in cui i genitori si rendono conto con sgomento che i figli non hanno ancora fatto i compiti delle vacanze.
(TristeMietitore, Twitter)

Il rientro dalle vacanze si divide in due: chi deve mettersi a dieta e iscriversi in palestra, e chi torna dalla Sicilia. (esterviola_, Twitter)

Chi ha fatto il classico non sa cos'è lo stress da rientro. Le frustrazioni ricominciavano l'ultima settimana di agosto, l'assegno per le vacanze erano sessanta versioni. (esterviola_, Twitter)

Per l'ennesima volta, al rientro dalle vacanze, capo mi dice "ma non ti sei abbronzato!" e io gli spiego che rispetto al mio colore normale sono invece molto abbronzato. L'anno prossimo mi abbasso le mutande e gli mostro direttamente le chiappe 😤. (etaminful, Twitter)

Ho deciso di affrontare questo rientro dalle vacanze con filosofia zen:
- il gatto mi sveglia alle 7?
Pazienza.
- mi hanno scassinato di nuovo l'autoradio?
Pazienza.
- il tipo che mi piace visualizza e non risponde?
Pazienza.
- è finito il vino?MANNAGGIALAPUTTANA
(OldFashioned487, Twitter)

Il weekend prima della fine delle ferie si indossa una fascia nera sul braccio in segno di lutto. (TristeMietitore, Twitter)
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