Purgatorio Canto 12 Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del dodicesimo canto del Purgatorio (Canto XII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Particolare di illustrazione di Gustave Doré (1832 - 1883), Divina commedia, Purgatorio, canto XII


Analisi del canto

La trama strutturale: le pitture sul pavimento della cornice
La prima parte del canto descrive le pitture poste sul pavimento della cornice, che riproducono esempi di superbia punita; i penitenti, chini sotto i macigni, sono così costretti a guardarli, come monito per il loro peccato. Anche in questo caso, come già per le corrispondenti immagini di umiltà gloriosa sulle pareti della cornice, Dante elogia l'arte delle pitture: l'artefice è Dio, e la somma abilità consiste nel realismo, cioè nella capacità di riprodurre fedelmente la realtà. I personaggi ritratti sono suddivisi in tre grandi categorie: i superbi puniti direttamente dalla divinità (Lucifero, Briareo, i giganti, Nembrot), i superbi puniti da un intimo tormento (Niobe, Saul, Aracne, Roboamo), i superbi puniti dai nemici e da coloro cui fecero del male (Erifile, Sennacherib, Ciro, Oloferne).


L'incontro con l'angelo
Altra sequenza cruciale del canto è l'incontro dei due poeti pellegrini con l'Angelo dell'umiltà. Si tratta infatti del primo degli angeli posti a guardia di ogni cornice e che ammettono alla salita ai luoghi superiori: a lui è affidato il compito di cancellare con un colpo d'ala la prima delle sette P dalla fronte di Dante, atto simbolico a indicare l'avvenuta purificazione del poeta dal peccato di superbia. Oltre a questa funzione strutturale, nell'episodio sono da rilevare la descrizione fisica dello splendore dell'angelo, e il suo rimprovero all'umanità malvagia.


La maggiore leggerezza di Dante
Nella parte finale del canto Dante insiste sul fatto che sente più leggero e facile il salire, e Virgilio gli spiega che ciò accade perché dalla sua fronte è scomparsa una delle sette P: quando poi tutte saranno scomparse, l'andare e il salire gli sembreranno ancora più piacevoli e naturali del fermarsi. È chiaro il significato simbolico e morale di questo fatto: l'uomo procede a fatica sulla strada della salvezza fino a quando è gravato dai propri peccati, mentre vi si muove più spedito e gioiosamente quando si libera di essi, fino a salire naturalmente e senza sforzo a Dio quando sarà completamente purificato. Si tratta di una legge insieme fisica e metafisica, che vedremo realizzarsi concretamente nel procedere del racconto, e in particolare nell'ascesa ai cieli del Paradiso.


Virgilio
In un canto in cui non si incontrano personaggi, il ruolo di protagonista viene assunto da Virgilio, nella sua funzione essenziale di guida, con le continue indicazioni e i frequenti richiami a Dante su come agire e procedere: lo induce a lasciare il colloquio con i superbi per procedere più speditamente, gli indica le pitture, gli annuncia la vista dell'angelo, gli spiega il perché del suo più agevole procedere.


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