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Mappa concettuale: Colonia e protettorato


In una colonia il paese conquistato governa direttamente. Ci sono colonie di popolamento come quelle in età moderna e colonie di sfruttamento.

Verso fine 800, la presenza delle potenze capitalistiche, che hanno il monopolio del commercio, per garantire il dominio delle risorse, per produrre e vendere più merci ci si convince della superiorità europea e per diffondere i modi e le idee europee, per cui si immettono le società indigene nel sistema capitalistico. Ciò provoca perdita di identità, l'esempio di Paul Gaugun che evade dalla civiltà per cercare nel selvaggio purezza e libertà. Provoca decadenza delle culture e dei costumi locali, e una società divisa in classi, secondo la loro posizione economica e produttiva.

Il protettorato è il paese conquistato, mantiene le sue leggi ma è sotto l'influenza dello stato conquistatore.
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Mappa concettuale: Imperi coloniali

Tra il 1871-1914 le colonie degli Stati Uniti sono: Cuba, Fiilippine, Panama, è il neocolonialismo in America Latina. Il Giappone esce dall'isolamento, si modernizza e si apre al commercio internazionale.
La Russia si espande in Asia centrale e in estremo oriente. Nel 1839 l?inghilterra sconfigge la Cina nella guerra dell'oppio, così l'impero cinese si apre alla penetrazione commerciale straniera.

Con il Congresso di Berlino (1855) inizia la conquista dell'Africa, anche con una curiosità scientifica.

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Mappa concettuale: Società industriale del primo 1800


La società industriale del primo 1800 è divisa in classi sociali con poca mobilità sociale, per cui le diseguaglianza rimangono:

- La borghesia capitalistica, cioè la classe dirigente che investe capitali per produrre profitti (= nuovi capitali).

- Il proletariato agricolo e industriale, che cede la sua forza lavoro in cambio di un salario. È composto da operai che lavorano 10-12 ore al giorno, in isolamento, in condizioni precarie e senza tutela.


Per cui nasce la questione sociale:
Con la lotta operaia (in ritardo in Italia e Germania rispetto a Inghilterra, Francia e Belgio). I cui obiettivi sono aumento dei salri, riduzione delle ore di lavoro, diritto di associazione, diritto di sciopero.
Con le richieste politiche (diritto di voto e voto segreto),
Con le prime organizzazioni operaie, dal 1833 Trade Unions, società di mutuo soccorso e i sindacati di mestiere.
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Mappa concettuale: 2° rivoluzione industriale


Le cause della seconda rivoluzione industriale sono l'eccesso di offerta, la grande depressione, la ristrutturazione capitalistica.

Dal 1873 per 20 anni diminuiscono la produzione che è la quantità di lavoro per ogni ora lavorativa o per addetto; i prezzi perché se l'offerta supera la domanda i prezzi scendono.

Il mercato è dominato da pochi e grandi gruppi industriali che controllano i vari settori (monopoli), non ci sono più piccole o medie imprese in concorrenza fra loro.
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Mappa concettuale: Le masse e la politica tra 1800 e 1900


La società di massa porta al diritto di voto (suffragio universale), produce nuove forme di rappresentanza politica che portano alla crisi del partito liberale per i sindacati e i partiti di massa come socialisti (rivoluzionari per la lotta di classe e riformisti) e cattolici (di ogni classe sociale, in sintonia con la "rerum novarum" del papa).

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Mappa concettuale: Continenti inizio 1900


Gli Stati Untii abbandonarono l'isolazionismo stabilendo un'egemonia sull'America Latina che iniziò a modernizzarsi. Gli U.S.A diventano la 1° potenza industriale con squilibri tra ricchi e poveri, conflitti razziali, delinquenza e, inoltre riprese il Ku Klux Klan.

Il Giappone diventò una grande potenza vincendo la guerra contro la Russia nel 1904-1905. L'India iniziò la lotta di liberazione dagli inglesi. Questi tuttavia modernizzarono strade e ferrovie e affidarono l'amministrazione a dirigenti indiani che contribuirono all'indipendenza dell'India.

Nella Cina sottoposta agli Europei scoppiò la rivolta dei Boxer annientati nel 1901.

Tra il 1884 e il 1914 le potenze europee si divisero il mondo aprendo l'epoca dell'imperialismo.. Francesi e portoghesi imposero ai popoli dominati lingua e cultura (dominazione diretta). Gli inglesi rispettarono ciò che non era in conflitto con loro (dominazioni in diretta), con scopo comune lo sfruttamento economico con mezzi autoritari e violenti.

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Mappa concettuale: Verso la 1° guerra mondiale


Agli inizi del 1900 si intensificano:

- La lotta di classe con scioperi contro la catena di montaggio che crea disoccupazione. Nel 1906 il padronato ottiene leggi anti-sciopero, perciò il partito socialista si allarga ai contadini e alle minoranze, anche la chiesa fonda sindacati cattolici.

- Il nazionalismo basato su autoritarismo, individualismo, militarismo, razzismo, antisemitismo (alla quale gli ebrei contrappongono sionismo che predica la fine della diaspora e il ritorno in Palestina).



Il nazionalismo tra il 1882 e il 1904 spaccò l'Europa in due fronti:

- La triplice alleanza (Italia, Austria e Germania) con un nazionalismo violenti che sfociò nel pangermanismo.

- La triplice intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia).


In Italia si sviluppa l'irredentismo che rivendica Trento e Trieste sotto L'Austria.

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Mappa concettuale: Giolitti e la Libia


Il liberale Giolitti governò l'Italia dal 1903 al 1913 con due obiettivi: riconcialiare stato e proletariato con le riforme e il suffragio universale maschile e, industrializzare l'Italia. Trascurò invece il meridione dove crebbero miseria ed emigrazione.

Per avere i voti del sud Giolitti si alleò con i proprietari terrieri ricorrendo alla corruzione elettorale gestita dalla mafia. Ebbe inizio la collaborazione fra stato-mafia.

Nel 1911 dichiarò guerra alla Turchia e occupò la Libia. Esaltate dalla vittoria le Destre chiesero la fine del sistema parlamentare. Nel 1914 Giolitti si dimise e fu sostituito da Salandra.

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Mappa concettuale: La grande guerra


Il 29 giugno 1914 a Sarajevo in Serbia un nazionalista uccide l'erede al trono Francesco Ferdinando, così l'Austria dichiara guerra alla Serbia e ha inizio la 1° guerra mondiale (1914-18).

Le cause della grande guerra sono: la questione balcanica, cioè la voglia d'indipendena di greci, slavi e rumeni dagli imperi austro-ungarico e turco; i contrasti fra nazioni per il potere sui territori e i contrasti fra sociali scatenati da paura del socialismo e rafforzamento delle destre nazionaliste.
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Mappa concettuale: Positivismo


Il positivismo nasce dal 1850 in Francia, chiamato così dal filosofo Saint Simon, per indicare il metodo delle scienze positive (matematica, fisica e scienze naturali). Fondato su osservazione, sperimentazione, verifica e prova dei fatti, già chiamato "positivo" nel primo '800 dal filosofo Comte perché opposto al negativo occulto e divino. Metodo scientifico da applicare alla società e all'uomo, nascono la sociologia e la psicanalisi.

Il positivismo considera l'arte un nuovo bisogno di realismo.

Il positivismo si diffonde con lo storico Taine e le sue riflessioni di estetica (= filosofia dell'arte) per cui l'arte nasce dal contesto di un individuo. Si diffonde anche con il sociologo Durkheim, per lui la coscienza collettiva (= idee comuni) determina le azioni dei singoli.

In Italia ha come esponenti il filosofo Roberto Ardigò, lo storico Pasquale Villari, il medico criminologo Cesare Lombroso, inventore della antropologia criminale, naturalmente smentita in seguito ma antenata dell'odierna criminologia.

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Mappa concettuale: Darwin - Teoria dell'evoluzione


La teoria dell'evoluzione è formulata da Darwin, biologo e naturalista inglese (1809-1882), nelle opere L'origine della specie (1859) e L'origine dell'uomo (1871).

Nel primo dice che le specie non sono fisse ma variano trasmettendo geneticamente e casualmente le variazioni che creano nuove specie; che la diversità di risorse disponibili genera conflitti fra esseri viventi, perviene così la legge della selezione naturale, ovvero sopravvive il più forte.

Nel secondo dice che l'uomo è il risultato di un'evoluzione: tutti i mamiferi hanno embrioni simili per cui si può pensare ad un origine comune, l'uomo non è creato da Dio ma da una evoluzione, deriva da una scimmia,. Come le altre teorie di Darwin fece scandolo fra i teologi, perché in contrasto con la tesi creazionistica.

La teoria dell'evoluzione è importante nel positivismo per l'influenza sulle nuove scienze umane: economia, sociologia, psicologia, antropologia.

La teoria dell'evoluzione fu alla base della filosofia di Spencer (1820-1903), secondo cui questa teoria regola anche le società umane, fu il cosidetto darwinismo sociale, base per il razzismo.
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Mappa concettuale: Karl Marx e il socialismo scientifico


Karl Marx (1818-1883) sviluppa un'altra teoria razionalista, ovvero il materialismo storico, esposto nel Manifesto del partito comunista (1848) e nel Capitale (1867), tratta del profitto capitalistico che aumenta: più si sfrutta la forza lavoro ma è destinato a fallire per le ovvie ribellioni. Marx fa un'analisi dell'evoluzione della borghesia che ha prodotto il proletariato ed è destinata a soccombere. Il filosofo tedesco sostiene che ogni società è stata caratterizzata dalla lotta di classe, perciò diede impulso alle grandi rivoluzioni socialiste e comuniste del '900.

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Mappa concettuale: Nichilismo di Friedrich Nietzsche

Il nichilismo di Friedrich Nietzsche, filosofo (1844-1900), fa parte di un'idea irrazionalistica che mette in discussione l'ottimismo del pensiero positivista, interpreta la sfiducia nella ragione della borghesia.

Il nichilismo, dal latino "nihil" (= nulla), si nega la consistenza di qualsiasi valore e l'esistenza di qualsiasi verità. Nietzsche fu uno dei più grandi contestatori del suo tempo e profeta delle tragedie imminenti. Egli smonta e distrugge credenze, miti e morale dell'occidente.

In "Così parlò Zarathustra" (1883-85) egli formulò il concetto di "superuomo", cioè un uomo nuovo, libero dai condizionamenti imposti dall'alto, che si impegna a realizzare totalmente se stesso.

Una uguale lettura della vita umana è espressa nelle opere "Al di là del bene e del male" (1886) e "Genealogia della morale" (1887), dove afferma che la morale limita l'espressione dei più dotati, a favore dei mediocri.

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Mappa concettuale: Freud e la nascita della psicoanalisi


Il neurologo austriaco Sigmund Freud (1856-1939) è il fondatore della psicoanalisi, che tenta di curare i disturbi mentali. Condusse decisive ricerche nel campo delle scienze umane, scoprendo l'inconscio (processi psichici sotto la soglia della coscienza non conoscibili con un atto di volontà ma in analisi) che condiziona l'attività cosciente dell'uomo.

Scoprì anche l'importanza della sessualità nella psiche, il concetto di libido, secondo cui il bambino piccolo ha già un'intensa sessualità verso la madre se maschio (complesso di Edipo) e verso il padre se femmina (complesso di Elettra) che generano gelosia per lo stesso sesso e senso di colpa.

Il concetto di libido nell'infanzia portò ad affermare una sessualità slegata dall'istinto di procreazione, fatto rivoluzionario contro la morale comune e il sapere del tempo, che provocò reazioni violente.
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Mappa concettuale: Freud e i 3 livelli psichici


Sigmund Freud individua 3 livelli nella psiche, per cui la ragione non è più la forza tramante dell'uomo ma solo una componente.

ES che è l'inconscio con gli istinti, le paure e i traumi che la coscienza rimuove.

IO che è la coscienza di sé fatta di ricordi.

SUPER-IO che sono le norme morali e gli insegnamenti, funzione di controllo della coscienza e funzione repressiva.


Il mancato equilibrio dei 3 livelli genera la nevrosi, per eliminarla l'analista deve decifrare l'inconscio, per Freud è possibile attraverso i sogni, da cui l'opera L'interpretazione dei sogni (1900).

L'analista usa seduta di psicoanalisi, cioè un dialogo fra medico e paziente.

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Mappa concettuale: Henri Bergson


Henri Bergon (1859-1941), filosofo francese, critica il positivismo tentando di unire scienza e religione. Per lui sono fondamentali il problema del tempo e il problema della conoscenza.

Il problema "tempo" è concepito in due modi:
1) successione di momenti fermi, uguali e distinti come una linea nello spazio,
2) durata pura  (tempo interiore simultaneo), cioè nel presente, il ricordo del passato e il presagio del futuro, che avrà seguito nella narrativa con gli scrittori Proust, Joyce, Svevo, Pirandello.

Il problema "conoscenza" concepito in due modi:
1) conoscenza esterna, superficiale come strumento di analisi nelle scienze naturali.
2) conoscenza interiore che lui chiama intuizione e fa capire come opera la mente. L'intuizione recepita dai simbolisti francesi, ed è alla base della conoscenza profonda della realtà.

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Mappa concettuale: Realismo


Il realismo (1830-1880) è contemporaneo al positivismo, riguarda la poetica e il romanzo che rappresentano la realtà in maniera concreta e oggettiva sino a finire con l'inizio del decadentismo.

Il romanzo è la letteratura più diffusa perché è strumento di analisi della realtà sociale, risponde ai gusti del lettore di cultura media, è espressione della borghesia della quale il teatro rappresenza la vita quotidiana.



Il realismo è formato da due correnti: il naturalismo in Francia e il verismo in italia.

Gli esponenti del naturalismo sono: Honoré de Balzac, Gustave Flaubert, Edmond e Jules Goncourt, Emile Zola.

Gli esponenti del verismo sono: Luigi Capuana, Giovanni Verga, Federico De Roberto, Grazia Deledda, Federigo Tozzi.

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Mappa concettuale: Naturalismo


Il naturalismo ha come maggiori esponenti in Francia i fratelli Edmond e Jules De Goncourt (1822-1986) che raccontano la vita quotidiana a Parigi delle classi più povere e dei soggetti più brutti e deformi.

Il naturalismo esposto nel romanzo dei Goncourt dal titolo Germinie Lacerteux (1865), deve avere queste caratteristiche: essere vero, raccontare i fatti raccolti dalla strada, dare dignità letteraria alle miserie dei poveri, avere stessa dignità della storia, riflettere i cambiamenti sociali di un epoca.

Il naturalismo rifiuta la letteratura d'evasione e promuove una letteratura d'impegno democratco e di valore morale.

Il naturalismo ha come caposcuola Emile Zola che in una villa di Medan incontra Giovanni Scrittori e scrive "Le serate di Medan" (1980), fra loro Huysmans e Guy De Maupassant. Diventa famoso con il crudo romanzo "L'assomoir - L'ammazzatoio", storia di alcolismo. Nel 1880 pubblica "Il romanzo sperimentale", raccolta di teorie sul naturalismo, secondo cui il romanziere deve applicare il metodo sperimentale ai fenomeni morali e spirituali, osservare i caratteri umani nel loro ambiente così che il romanzo sia come il verbale di un esperimento, essere del tutto impersonale, guidare intelletto e passioni per migliorare la società, funzione sociale della letteratura.

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Mappa concettuale: Teatro del secondo Ottocento


Il teatro del 2° Ottocento rappresenta la società borghese, il sociale e il quotidiano con i problemi familiari, di coppia e di denaro. Applica il naturalismo con Henry Becque (1837-1899) a partire dall'opera "I corvi" 1882, seguita da "La parigina" 1885, ritratto del libertinaggio.

Ha in Italia autori di drammi borghesi come Giuseppe Giacosa (1847-1906) e Marco Praga (1862-1929) legati alla scapigliatura piemontese che rappresentano il triangolo marito, moglie e amante.
I drammi borghesi sono meglio rappresentati nel teatro scandinavo da Henrik Ibsen che ne denuncia le contraddizioni e il maschilismo.

Vede il successo del teatro dialettale i cui esponenti furono il torinese Barsezio, il veneziano Giacinto Gallina, il napoletano Salvatore di Giacomo.

Nel 1884 inizia il teatro verista con i drammi di Giovanni Verga.

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Mappa concettuale: Verismo


Il verismo nasce in Italia sotto l'influsso del realismo europeeo. Si ispira a Flaubert, Dickens, Dostoevski, Tolstoj e in particolare a Emile Zola. ontribuisce alla nascita del verismo a Milano mentre i suoi maggiori rappresentati sono del sud, dove arretratezza e degrado sono la fonte del romanzo verista.

Il verismo ebbe un carattere regionale e provinciale per le differenza culturali. Il suo primo teorico fu Luigi Capuana (1839-1915), critico letterario del Corriere della Sera, che volle raccontare i costumi del tempo, la vita italiana dal vero, con la tecnica del dialogo impersonale inserendo fantasia e immaginazione.

Il verismo ha come caposcuola Giovanni Verga, che espresse nei malavoglia i suoi principi: fatti veri, ricostruzione scientifica dei processi psicologici visibili in azione e comportamenti, straniamento o eclissi dell'autore, ovvero il divario dello scrittore (autore) e del narratore (personaggio), scompara il narratore esterno e parlano e vedono i personaggi.

Il verismo ha come esponenti Federigo Tozzi, Matilfe Serao, De Roberto, Grazia Deledda.

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