Riassunto: Cinci, Pirandello

di Luigi Pirandello
Riassunto:

Cinci è un ragazzino che vive con la madre, il padre è morto ancora prima che lui nascesse ma non sa nient'altro si lui e nemmeno è interessato a saperlo. Ha anche un cane che si chiama Fox, e di ritorno dalle lezioni del pomeriggio è proprio lui che trova davanti all'uscio di casa. Accortosi di essere rimasto fuori casa, proprio come un cane, perché la madre ha perso la fiducia in lui al punto tale da non lasciargli le chiavi per aprire la porta,  prende la porta a calci e gli tira il suo fagotto di libri. La gente che lo vede prendersela con una porta, ride di lui e della sua goffaggine. Non è la prima volta che si trova in questa spiacevole situazione, alcune volte ha dovuto patire il freddo e la pioggia durante l'attesa. La madre viene descritta come una donna bella e giovane che lavora presso le case dei signori, promette sempre di ritardare solo un po' ma capita che Cinci rimane ad aspettare anche un paio di ore. Cinci non si è mai ribellato alla madre, non riesce nemmeno a fargli delle domande quando torna stanca e nervosa dal lavoro... forse è per questo che non gli ha mai chiesto del padre. Questa volta, però, Cinci è più annoiato del solito e preso dalle fame decide di incamminarsi, seguito dal suo cane, verso le campagne per potersi nutrire con qualche frutto. Passando per il paese giunge in una piccola chiesa e tutto quel silenzio lo spingono a fare qualcosa per "distruggerlo", così lascia cadere il suo fagotto di libri che rimbomba in tutta la struttura. Viene guardato male dalle vecchiette del paese e allontanato prima che possa combinare danni peggiori. Poi s'incammina verso una stradina e si siede su un muretto, qui fa conoscenza con un altro ragazzo della sua età, un contadinotto, che dopo ore di gioco, era riuscito a catturare una lucertola. Cinci incuriosito ha provato ad avvicinarsi per vedere meglio la lucertola impaurita, ma il ragazzo che invece pensava che volesse fregargliela, prende un sasso e la uccide. Cinci si arrabbia perché avrebbe voluto vederla viva e da vicino quella lucertola e così i due ragazzini iniziano a fare la lotta. A un certo punto Cinci prende un sasso e lo lancia con violenza verso il ragazzino, lo prende in testa e questi cade a terra, era morto. Cinci si rende subito conto che il ragazzino colpito è morto ma crede che non sia stato lui, non era possibile che lui avesse ucciso un ragazzo per una lite su una lucertola. Non ritenendosi colpevole del fattaccio s'incammina verso casa, man mano che si allontana iniziare a credere che si sia trattato solamente di un sogno. Giunto a destinazione, si accorge che la porta di casa è ancora chiusa. Non gli resterà altro da fare che accovacciarsi e aspettare che la madre torni dal lavoro, come del resto ha sempre fatto, d'altronde nessun altro se non quel povero cane che lo ha seguito tutto il tempo e la luna hanno visto ciò che è successo.

Qui trovate il testo completo di Cinci.


Analisi del testo

La novella "Cinci" fa parte della raccolta "Berecche e la guerra" inclusa nel ciclo "Novelle per un anno".

Protagonista
Cinci è un adolescente che in certi casi è afflitto da problemi familiari e psicologici ed in certi casi viene assalito da crisi isteriche. Ha i capelli scompigliati e gli occhi verdi e aguzzi. E' vestito con dei calzoni corti che secondo il narratore non dovrebbe più portare.

Spazio e tempo
La vicenda è ambientata prima all'esterno della sua casa, poi si sposta nella chiesa, poi nella campagna e infine nuovamente davanti all'uscio di casa.

Tempo
La vicenda si svolge tra il pomeriggio e la sera di una giornata di primavera.

Fabula e intereccio
La fabula in questo brano non coincide con l’intreccio perché ci sono retrospezioni.
Quando Cinci cammina in direzione della campagna e incontra il ragazzo abbiamo la fabula. Quando ricorda (flashback) la vita di tutti i giorni della madre abbiamo l'intreccio.

Conclusione
Cinci uccide con un sasso alla testa, un ragazzo della sua stessa età, tuttavia si autoconvince che non può essere stato lui ad ucciderlo e fa rientro a casa come se nulla fosse successo.


Commento

Sin dall'inizio il personaggio di Cinci mi è parso strano perché nonostante non sia benestante, prende la porta a calci rischiando di romperla e tratta male i libri che probabilmente costano più dei vestiti che porta addosso. Poi però vengono spiegati i motivi del comportamento del ragazzo: vive da solo con la madre poco presente in casa per via del suo lavoro e che non si fida di lui al punto da non dargli la chiave di casa, passa più tempo assieme al suo cane che con altre persone e non fa nient'altro di particolare. Anche lo "scherzetto" fatto in chiesa gli si può essere perdonato perché può essere considerato come uno sfogo ed è giusto che ce ne sia uno anche seppur bizzarro... ma trovo assurdo il suo comportamento finale, si arrabbia per la morte di una lucertola ma rimane impassibile quando uccide un suo coetaneo. Chissà, forse è riuscito facilmente a dimenticare la morte del ragazzo un po' come è riuscito a non dare importanza a quella del padre che non ha mai conosciuto.
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Testo: Cinci, Pirandello

di Luigi Pirandello
Testo:

      Un cane, davanti una porta chiusa, s’accula paziente aspettando che gli s’apra; al piú, alza ogni tanto una zampa e la gratta, emettendo qualche sommesso guaito.
      Cane, sa che non può fare di piú.
      Di ritorno dalle lezioni del pomeriggio, Cinci, col fagotto dei libri e dei quaderni legati con la cinghia sotto il braccio, trova il cane lì davanti alla porta e, irritato da quell’attesa paziente – un calcio; calci anche alla porta, pur sapendo che è chiusa a chiave e che in casa non c’è nessuno; alla fine, ciò che gli pesa di piú, quel fagotto di libri, rabbiosamente per sbarazzarsene lo scaraventa contro la porta, come se attraverso il legno possa passare e andare a finir dentro casa. La porta, invece, con la stessa forza glielo rimanda subito sul petto. Cinci ne resta sorpreso, come d’un bel gioco che la porta gli abbia proposto, e rilancia il fagotto. Allora, poiché già sono in tre a giocare, Cinci il fagotto e la porta, ci si mette anche il cane e springa a ogni lancio, a ogni rimbalzo, abbajando. Qualche passante si ferma a guardare: chi sorride, quasi avvilito della sciocchezza di quel gioco e del cane che ci si diverte; chi s’indigna per quei poveri libri; costano danari; non dovrebbe esser lecito trattarli con tanto disprezzo. Cinci leva lo spettacolo; a terra il fagotto e, strisciando con la schiena sul muro, ci si cala a sedere; ma il fagotto gli sguscia di sotto e lui sbatte a sedere in terra; fa un sorriso balordo e si guarda attorno, mentre il cane salta indietro e lo mira.
      Tutte le diavolerie che gli passano per il capo Cinci le dà quasi a vedere in quei ciuffi scompigliati dei suoi capelli di stoppa e negli occhi verdi aguzzi che sembrano vermicarne. È nell’età sgraziata della crescenza, ispido e giallo. Tornando a scuola, quel pomeriggio, ha dimenticato a casa il fazzoletto, per cui ora, di tanto in tanto, lì seduto a terra, sorsa col naso. Si fa venire quasi sulla faccia le ginocchia enormi delle grosse gambe scoperte, perché porta ancora, e non dovrebbe piú, i calzoni corti. Butta sbiechi i piedi, camminando; e non ci sono scarpe che gli durino; queste che ha ai piedi sono già rotte. Ora, stufo, s’abbraccia le gambe, sbuffa e si tira su con la schiena contro il muro. Si leva anche il cane e pare gli domandi dove si vada adesso. Dove? In campagna, a far merenda, rubando qualche fico o qualche mela. È un’idea; non ne è ancora ben sicuro.
      Il lastricato della strada finisce lì, dopo la casa; poi comincia la via sterrata del sobborgo che conduce in fondo in fondo alla campagna. Chi sa che bella sensazione deve provarsi, andando in carrozza, quando i ferri dei cavalli e le ruote passano dal duro del lastricato strepitoso al molle silenzioso dello sterrato. Sarà forse come quando il professore, dopo aver tanto sgridato perché lui l’ha fatto arrabbiare, tutt’a un tratto si mette a parlargli con una molle bontà soffusa di rassegnata malinconia, che tanto piú gli piace quanto piú l’allontana dal temuto castigo. Sì, andare in campagna; uscire dallo stretto delle ultime case di quel puzzolente sobborgo, fin dove la via allarga laggiú nella piazzetta all’uscita del paese. C’è ora l’ospedale nuovo laggiú, i cui muri intonacati di calce sono ancora così bianchi che al sole bisogna chiudere gli occhi, da come accecano. Vi hanno trasportato ultimamente tutti gli ammalati che erano nel vecchio, con le ambulanze e le lettighe; è parsa quasi una festa, vederne tante in fila; le ambulanze avanti, con tutte le tele svolazzanti ai finestrini; e, per gli ammalati piú gravi, quelle belle lettighe traballanti sulle molle, come ragni. Ma ora è tardi; il sole sta per tramontare, e qua e là ai finestroni non staranno piú affacciati i convalescenti, in camice grigio e zucchetto bianco, a guardare con tristezza la chiesina vecchia dirimpetto, che sorge là tra poche altre case, vecchie anch’esse, e qualche albero. Dopo quella piazzetta la strada si fa di campagna e monta alla costa del poggio.
      Cinci si ferma; torna a sbuffare. Ci deve andare davvero? Si riavvia svogliato, perché comincia a sentirsi ribollire nelle viscere tutto il cattivo che gli viene da tante cose che non sa spiegarsi: sua madre, come viva, di che viva, sempre fuori di casa, e ostinata a mandarlo ancora a scuola; maledetta, così lontana: ogni giorno, a volare, almeno tre quarti d’ora, di quaggiú dove sta, per arrivarci; e poi per tornare a mezzogiorno; e poi di nuovo per ritornarci, finito che ha di buttar giú due bocconi; come fare a tempo? e sua madre dice che il tempo gli passa a giocare col cane, e che è un bighellone, e insomma a sbattergli in faccia sempre le stesse cose: che non studia, che è sudicio, che se lo manda a comprare qualcosa, la peggio roba l’appiccicano a lui...
      Dov’è Fox?
      Eccolo: gli trotta dietro, povera bestia. Eh, lui almeno lo sa che cosa deve fare: seguire il suo padrone. Fare qualche cosa: la smania è proprio questa: non sapere che cosa. Potrebbe pur lasciargliela, sua madre, la chiave, quando va a cucire a giornata, come gli dà a intendere, nelle case dei signori. Ma no, dice che non si fida, e che al suo ritorno dalla scuola, se lei non è rincasata, poco potrà tardare, e che dunque la aspetti. Dove? Li fermo davanti alla porta? Certe volte ha aspettato perfino due ore, al freddo, e anche sotto la pioggia; e apposta allora, in luogo di ripararsi, è andato al cantone a pigliarsi lo sgrondo, per farsi trovare da lei tutto intinto da strizzare. Vederla alla fine arrivare, affannata, con un ombrello prestato, il volto in fiamme, gli occhi lustri sfuggenti, e così nervosa che non trova neanche piú la chiave nella borsetta.
      – Ti sei bagnato? Abbi pazienza, ho dovuto far tardi. –
      Cinci aggrotta le ciglia. A certe cose non vuol pensare. Ma suo padre, lui, non l’ha conosciuto; gli è stato detto che è morto, prima ancora che lui nascesse; ma chi era non gli è stato detto; e ora lui non vuole piú né domandarlo né saperlo. Può essere anche quell’accidentato che si trascina perso da una parte – sì, bravo – ancora alla taverna. Fox gli si para davanti e gli abbaja. Gli farà impressione la stampella. Ed ecco qua tutte queste donne a crocchio, con tanto di pancia senz’esser gravide; forse una sì; quella con la sottana rizzata davanti un palmo dal suolo e che dietro spazza la strada; e quest’altra col bambino in braccio che ora cava dal busto... ah, peuh, che pellàncica! La sua mamma è bella, ancora tanto giovane, e a lui bambino il latte, così dal seno, lo diede anche lei, forse in una casa di campagna, in un’aja, al sole. Ha il ricordo vago d’una casa di campagna, Cinci; dove forse, se non l’ha sognata, abitò nell’infanzia, o che forse vide allora in qualche parte, chi sa dove. Certo ora, a guardarle da lontano, le case di campagna, sente la malinconia che deve invaderle quando comincia a farsi sera, col lume che vi s’accende a petrolio, di quelli che si portano a mano da questa stanza a quella, che si vedono scomparire da una finestra e ricomparire dall’altra. E arrivato alla piazzetta. Ora si vede tutta la cala del cielo dove il tramonto s’è già ammorzato, e sopra il poggio, che pare nero, il celeste tenero tenero. Sulla terra è già l’ombra della sera, e il grande muro bianco dell’ospedale è illividito. Qualche vecchia in ritardo s’affretta alla chiesina per il Vespro. Cinci d’improvviso s’invoglia d’entrarci anche lui, e Fox si ferma a guardarlo, perché sa bene che a lui non è permesso. Davanti all’entrata la vecchina in ritardo s’affanna e pìgola alle prese col coltrone di cuojo troppo pesante Cinci l’ajuta a sollevarlo, ma quella, invece di ringraziarlo, lo guarda male, perché capisce che non entra in chiesa per divozione. La chiesina ha il rigido d’una grotta; sull’altare maggiore i guizzi baluginanti di due ceri e qua e là qualche lampadino smarrito. Ha preso tanta polvere, povera chiesina, per la vecchiaja; e la polvere sa d’appassito in quella cruda umidità; il silenzio tenebroso pare che stia con tutti gli echi in agguato d’ogni minimo rumore. Cinci ha la tentazione di gettare un bercio per farli tutti sobbalzare. Le beghine si sono infilate nelle panche, ciascuna al suo posto. Il bercio no, ma gettare a terra quel fagotto di libri che gli pesa, come se gli cadesse per caso di mano, perché no? Lo getta, e subito gli echi saltano addosso al colpo che rintrona e lo schiacciano, quasi con dispetto. Questa dell’eco che salta addosso a un rumore come un cane infastidito nel sonno e lo schiaccia, è un’esperienza che Cinci ha fatta con gusto altre volte Non bisogna abusare della pazienza delle povere beghine scandalizzate. Esce dalla Chiesina; ritrova Fox pronto a seguirlo e riprende la strada che sale al poggio. Qualche frutto da addentare bisogna che lo trovi, scavalcando piú là una muriccia e buttandosi tra gli alberi. Ha lo struggimento; ma non sa propriamente se per bisogno di mangiare o per quella smania che gli s’è messa allo stomaco, di fare qualche cosa.
      Strada di campagna, in salita, solitaria; ciottoli che gli asinelli alle volte si prendono tra gli zoccoli e fanno ruzzolare per un tratto e poi, dove si fermano, stanno; eccone uno lì: un colpo con la punta della scarpa: godi, vola! erba che spunta sulle prode o a piè delle muricce, lunghi fili d’avena impennacchiati che fa piacere brucare: tutti i pennacchietti restano a mazzo nelle dita; si gettano addosso a qualcuno, e quanti se n’attaccano, tanti mariti (se è una donna) prenderà, e tante mogli se un uomo. Cinci vuol far la prova su Fox. Sette mogli, nientemeno. Ma non è prova, perché sul pelo nero di Fox son rimasti impigliati tutti quanti. E Fox, vecchio stupido, ha chiuso gli occhi ed è rimasto, senza capir lo scherzo, con quelle sette mogli addosso.
    Non ha piú voglia d’andare avanti, Cinci. È stanco e seccato. Si tira a sedere sulla muriccia a manca della strada e di là si mette a guardare nel cielo la larva della luna che comincia appena appena a ravvivarsi d’un pallido oro nel verde che s’estenua nel crepuscolo morente. La vede e non la vede; come le cose che gli vagano nella mente e l’una si cangia nell’altra e tutte l’allontanano sempre piú dal suo corpo lì seduto inerte, tanto che non se lo sente piú; la sua stessa mano, se gli s’avvistasse, posata sul ginocchio, gli sembrerebbe quella d’un estraneo, o quel suo piede penzoloni nella scarpa rotta, sporca: non è piú nel suo corpo: è nelle cose che vede e non vede, il cielo morente, la luna che s’accende, e là quelle masse cupe d’alberi che si stagliano nell’aria fatta vana, e qua la terra solla, nera, zappata da poco, da cui esala ancora quel senso d’umido corrotto nell’afa delle ultime giornate d’ottobre, ancora di sole caldo.
      A un tratto, tutt’assorto com’è, chi sa che gli passa per le carni, stolta, e istintivamente alza la mano a un orecchio. Una risatina stride da sotto la muriccia. Un ragazzo della sua età, contadinotto, s’è nascosto laggiú, dalla parte della campagna. Ha strappato e brucato anche lui un lungo filo d’avena, gli ha fatto un cappio in cima e, zitto zitto, con esso, alzando il braccio, ha tentato d’accappiare a Cinci l’orecchio. Appena Cinci, risentito, si volta, subito quello gli fa cenno di tacere e tende il filo d’avena lungo la muriccia, dove tra una pietra e l’altra spunta il musetto d’una lucertola, a cui con quel cappio egli dà la caccia da un’ora. Cinci si sporge a guardare, ansioso. La bestiola, senz’accorgersene, ha infilato da sè il capo nel cappio lì appostato; ma ancora è poco; bisogna aspettare che lo sporga un tantino di piú, e può darsi che invece lo ritragga, se la mano che regge il filo d’avena tremola e le fa avvertire l’insidia. Forse ora è sul punto d’assaettarsi per evadere da quel rifugio divenuto una prigione. Sì, sì; ma attenti allora a dare a tempo la stratta per accappiarla. È un attimo. Eccola! E la lucertola guizza come un pesciolino in cima a quel filo d’avena. Irresistibilmente Cinci salta giú dalla muriccia; ma l’altro, forse temendo che voglia impadronirsi della bestiola, rotea piú volte in aria il braccio e poi la sbatte con ferocia su un lastrone che si trova lì tra gli sterpi. – No! – grida Cinci; ma è troppo tardi: la lucertola giace immobile su quel lastrone col bianco della pancia al lume della luna. Cinci se ne adira. Ha voluto sì, anche lui, che quella povera bestiola fosse presa, preso lui stesso per un momento da quell’istinto della caccia che è in tutti agguattato; ma ucciderla così, senza prima vederla da vicino, negli occhietti acuti fino allo spasimo, nel palpito dei fianchi, nel fremito di tutto il verde corpicciuolo; no, è stato stupido e vile. E Cinci avventa con tutta la forza un pugno in petto a quel ragazzo e lo manda a ruzzolare in terra tanto piú lontano quanto piú quegli, così tutto squilibrato indietro, tenta di riprendersi per non cadere. Ma caduto, subito si rizza inferocito, ghermisce un toffo di terra e lo scaglia in faccia a Cinci, che ne resta accecato e con quel senso d’umido in bocca che piú gli sa di sfregio e l’imbestialisce. Prende anche lui di quella terra e la scaglia. Il duello si fa subito accanito. Ma l’altro è piú svelto e piú bravo; non fallisce colpo, e gli viene sempre piú addosso, avanzando, con quei toffi di terra che, se non feriscono, percuotono sordi e duri e, sgretolandosi, sono come una grandinata da per tutto, in petto e sulla faccia tra i capelli agli orecchi e fin dentro le scarpe. Soffocato, non sapendo piú come ripararsi e difendersi, Cinci, furibondo, si volta, spicca un salto e col braccio alzato strappa una pietra dalla muriccia. Qualcuno di là si ritrae: sarà Fox. Scagliata la pietra, d’un tratto – com’è? – da che tutto prima gli si sconvolgeva, balzandogli davanti agli occhi, quelle masse d’alberi, in cielo la luna come uno striscio di luce, ora ecco nulla si muove piú, quasi che il tempo stesso e tutte le cose si siano fermati in uno stupore attonito intorno a quel ragazzo traboccato a terra. Cinci, ancora ansante e col cuore in gola, mira esterrefatto, addossato alla muriccia, quell’incredibile immobilità silenziosa della campagna sotto la luna, quel ragazzo che vi giace con la faccia mezzo nascosta nella terra, e sente crescere in sé formidabilmente il senso d’una solitudine eterna, da cui deve subito fuggire. Non è stato lui; lui non l’ha voluto; non ne sa nulla. E allora, proprio come se non sia stato lui, proprio come se s’appressi per curiosità, muove un passo e poi un altro, e si china a guardare. Il ragazzo ha la testa sfragellata, la bocca nel sangue colato a terra nero, una gamba un po’ scoperta, tra il calzone che s’è ritirato e la calza di cotone. Morto, come da sempre. Tutto resta lì, come un sogno. Bisogna che lui se ne svegli per andar via in tempo. Lì, come in un sogno, quella lucertola arrovesciata sul lastrone, con la pancia alla luna e il filo di avena che pende ancora dal collo. Lui se ne va, col suo fagotto di libri di nuovo sotto il braccio, e Fox dietro, che anche lui non sa nulla.
      A mano a mano che s’allontana, discendendo dal poggio, diviene sempre piú così stranamente sicuro, che non s’affretta nemmeno. Arriva alla piazzetta deserta; c’è anche qui la luna; ma è un’altra, se ora qui rischiara, senza saper nulla, la bianca facciata dell’ospedale. Ecco ora la via del sobborgo, come prima. Arriva a casa: sua madre non è ancora rientrata. Non dovrà dunque dirle neppure dove è stato. È stato lì ad aspettarla. E questo, che ora diventa vero per sua madre, diventa subito vero anche per lui; difatti, eccolo con le spalle appoggiate al muro accanto alla porta.
      Basterà che si faccia trovare così.

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Frasi sulle porte

La porta è un apertura su un muro che permette il passaggio da un ambiente all'altro, per entrare dentro in casa, per passare da una stanza all'altra ecc.
Talvolta per porta non si intende solamente l'oggetto materiale ma qualcosa di più astratto, ad esempio durante la nostra vita incontreremo tantissime porte: alcune si apriranno, altre rimarranno sempre chiuse e altre ancora ci verranno sbattute in faccia.
Secondo la religione romana, Giano era il dio della porta ed era in grado di guardare il futuro e il passato, sia all'interno sia all'esterno di una porta.



In questa pagina trovate una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulle porte, che permettono di entrare o di uscire da ogni situazione.

1) Si chiude una porta…si apre un portone! (Modo di dire)

2) Dobbiamo tutti abituarci all'idea che non ci sono chiavi e che non ci sono serrature. Solo porte girevoli. (Maurizio Cattelan)

3) E' inutile che continuate a chiudere porte se poi guardate dallo spioncino.

4) A chi porta s’apre ogni porta. (Proverbio)

5) Quando si chiude una porta se ne apre un'altra; ma noi guardiamo con tanto rimorso quella che si è chiusa, che non vediamo quelle che ci sono state aperte . (Alexander Graham Bell)

6) Asini, contadini e cani per chiuder porte non hanno mani. (Proverbio)

7) Per aprire una porta occorre solo la chiave giusta.

8) La lunghezza di un minuto dipende dal lato della porta del bagno da cui ti trovi. (Arthur Bloch)

9) La felicità si insinua dentro la vita attraverso una porta che non sapevi di aver lasciato aperta. (Ethel Barrymore)

10) Quando un figlio o un amico è uscito dalla tua casa sbattendo la porta, non richiamarlo, ma vai alla porta, riaprila e lasciala aperta. (Giorgio Colarizi)

11) Guardando troppo a lungo la porta chiusa, si chiude anche quella che un tempo era aperta. (Adelina)

12) Bisogna che una porta sia tutta aperta o tutta chiusa. (Proverbio francese)

13) Inutile sbarrare le porte alle idee: le scavalcano. (Klemens von Metternich)

14) Si dice che la porta sia la parte più lunga di un viaggio. (Proverbio latino)

15) Quando le porte della percezione si apriranno tutte le cose appariranno come realmente sono: infinite. (William Blake)

16) La fortuna bussa sempre alla porta nel momento sbagliato. (Arthur Bloch)

17) Con le opere di carità ci chiudiamo le porte dell'inferno e ci apriamo il paradiso. (Don Bosco)

18) Il destino, quando apre una porta, ne chiude un'altra. Dati certi passi avanti, non è possibile tornare indietro. (Victor Hugo)

19) Non aprire mai le porte a coloro che le aprono anche senza il tuo permesso. (Stanislaw Jerzy Lec)

20) La donna è la porta dell'inferno. (Tertulliano)

21) Una porta è quella cosa rispetto alla quale un cane si trova sempre dalla parte sbagliata. (Ogden Nash)

22) Colui che apre la porta di una scuola, chiude una prigione. (Victor Hugo)

23) Tutti questi anni ad aprire la porta, anno dopo anno... e la verità è che la gente può aprirsela da sola! (Stephen Henderson)

24) Gli uomini chiudono la propria porta contro il sole che tramonta. (William Shakespeare)

25) Le buone maniere apriranno porte che la miglior istruzione non riesce ad aprire. (Clarence Thomas)

26) Nella vita di un uomo prima o poi arriva un giorno in cui, per andare dove deve andare, se non ci sono porte né finestre, gli tocca sfondare la parete. (Bernard Malamud)

27) Le porte dell'inferno e del paradiso sono vicine e identiche, verdi e bellissime. (Nikos Kazantzakis)

28) Se l'opportunità non bussa, costruisciti una porta. (Milton Berle)

29) Quando le porte della percezione si apriranno tutte le cose appariranno come realmente sono: infinite. (William Blake)

30) Ogni muro è una porta. (Ralph Waldo Emerson)

31) Chi saprà costruire porte non conoscerà mura. (Mirko Badiale)

32) L'amicizia è più spesso una porta d'uscita che una porta d'entrata dell'amore. (Gustave Le Bon)

33) Esiste sempre un momento nell'infanzia quando si aprono le porte e il futuro entra. (Graham Greene)

34) Una cosa m'inquieta: se il Paradiso ha una porta, significa che ci sono dei muri... (Grégoire Lacroix)

35) Se volete che il mondo intero venga a bussare alla vostra porta, provate a fare un pisolino la domenica pomeriggio. (Sam Ewing)

36) Pochi suoni nella vita, inclusi tutti i rumori urbani e rurali, superano in interesse un bussare alla porta. (Charles Lamb)

37) Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! (Gesù di Nazareth, Vangelo secondo Matteo, I sec.)

38) Non bisogna mai lasciare la porta aperta al più piccolo dei mali, perché dietro di esso ne verranno molti altri, e maggiori, che stanno in agguato. (Baltasar Gracián y Morales)

39)
«Dottore, ogni notte mi sogno una porta con una grande targa, ma grande, grande. E spingo e spingo e sudo e sudo e spingo e sudo ma non riesco ad aprirla...»
«Ma che c’è scritto sulla targa?»
«Tirare...»
(I Trettré)

40) Mi domando: ma che faccia avrà fatto Maometto quando la montagna gli ha bussato alla porta? (Walter Valdi)

41) Alla fine scopri che il tuo vero grande amore è stata una porta. (Cesare Viviani)

42) Bisogna chiuder la porta in modo da poterla riaprire e aprirla in modo da poterla chiudere.

43) Chi ha passato la porta ha già fatto molta strada.

44) Chi porta vede la porta e chi non porta non vede la porta.

45) La porta è sempre aperta a due persone: a chi entra con la roba e a chi non chiede niente.

46) Mano che porta schiude ogni porta.

47) Se ognuno spazzasse davanti alla sua porta sarebbe pulita la città.

48) Se vuoi guardar la casa fai una porta sola.

49) Una bella porta rifà una brutta facciata.

50) Non è necessario bussare a cento porte per avere le risposte che cerchiamo, è importante bussare alla porta giusta.
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Plugin Anti Adblock per Wordpress

Non tutti possono essere webmaster, blogger, esperti SEO ecc. L'utente medio che fa una ricerca su internet è solitamente una persona normale e quindi "ignorante": non sa come creare un piccolo blog, figuriamoci se sappia quanto sia importante la pubblicità che nota attorno ai contenuti che sta vedendo/leggendo. Parecchie persone si lamentano della pubblicità perché secondo loro è invasiva e la prima cosa che fanno è mettersi alla ricerca di qualcosa che sia in grado di bloccarla definitivamente. Non posso negare che esistano siti che esagerano con la pubblicità: quelli più fastidiosi sono i quotidiani online che coprono il testo con una pubblicità che si estende per tutta la pagina (overlay o popup), la pubblicità che si apre una nuova scheda (popunder) e la pubblicità prima dei video come ad esempio di video di Youtube (pre-roll). Sono dei punti di riferimento e per questo possono permettersi tali eccessi, se consideriamo che la tv mostra pubblicità anche per 10 minuti consecutivi a intervalli di 25 minuti in media, questo non è niente.

Ma non è questo il punto, questi siti inducono le persone con poca pazienza ad installare Adblock, ma poi questo gli rimane attivato anche navigando su siti con poca pubblicità non invasiva. Secondo me dovremmo tutti bloccare l'accesso agli utenti che utilizzano Adblock, circa il 13% lo utilizza in Italia. In questo modo riusciremmo a guadagnare qualcosa di più e magari coi soldi recuperati potremo anche togliere il banner più fastidioso per rendere più navigabile il sito. Gli utenti dovranno capire che tutto ciò che vedono è gratuito solo perché c'è la pubblicità, l'alternativa sarebbe fare come Wikipedia e farsi mandare un offerta sul proprio conto in banca, il che è impossibile considerato che loro vengono finanziati più da ricchi imprenditori che dai comuni lettori. Quindi sarebbe il minimo indurli a disattivare Adblock e a fargli visualizzare la pubblicità mentre leggono ciò che gli piace o ci che gli serve.

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3) Ad Blocking Detectorquesto plugin è davvero utile quando estensioni come Adblock lasciano dei brutti spazi vuoti, infatti permette di inserire del contenuto alternativo attraverso uno shortcode.

4) NoAdblock Nice Message: questo plugin funziona non appena lo si attiva. Appare un avviso in basso a destra, ma è in inglese e quindi per modificare il testo da inglese a italiano dovrete andare su Plugin > NoAdblock Nice Message > Modifica > noadblock-nice-message/noadblock.php.

5) Anti-block: questo plugin invece fa fare delle scelte solo agli utenti che utilizzano Adblock o simili: l'utente può disattivare e continuare a navigare, oppure non disattivare Adblock e ricevere sempre l'avviso del plugin ad ogni apertura del sito.

6) Better Stop Adblock: mostra un avviso a chi utilizza Adblock, ma a differenza degli altri plugin è presente un timer. Allo scadere del tempo, il sito sarà ugualmente navigabile.
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Come aggiungere css solo in alcuni articoli di Wordpress

Il css può essere utilizzato per diversi scopi sia per personalizzare e migliorare graficamente l'aspetto di un sito, ad esempio per aumentare le dimensioni di un testo, per cambiare i colori di un testo, di un bordo o di uno sfondo, sia per nascondere ciò che non si vuole visualizzare. Su Wordpress esiste il file style.php che include tutto il css del tema, lì si potrebbe inserire un css che risulterà presente in ogni pagina del sito. Per fare in modo che il css aggiunto venga applicato solo negli articoli o nelle pagine che vogliamo dovremo aggiungere css personalizzato tramite campi personalizzati Wordpress, conosciuti anche come custom fields.

Per aggiungere css solo in alcuni articoli di Wordpress dovrete andare su Aspetto > Editor > header.php e dopo il tag <head> o subito prima del tag </head> (preferibile la seconda scelta), dovrete aggiungere il seguente codice:
<?php {
    $css = get_post_meta($post->ID, 'css', true);
    if (!empty($css)) { ?>
        <style type="text/css">
        <?php echo $css; ?>
        </style>
    <?php }
} ?>

Dopo aver salvato il file con le modifiche apportate, potrete recarvi nell'articolo o nella pagina a cui volete aggiungere un css personalizzato. Dovrete cliccare su Impostazioni schermata e poi dovrete mettere il segno di spunta su Campi personalizzati.



A questo punto, nella parte inferiore dell'articolo o della pagina apparirà il campo personalizzato. Quello che dovete fare è cliccare su Aggiungi nuovo e poi mettere come nome css e come valore il css che volete che sia funzionante nell'articolo o nella pagina in cui vi trovate in questo momento. Dopo aver riempito entrambi i campi cliccate su “Aggiungi campo personalizzato”. Il campo creato verrà spostato nella sezione Campi personalizzati e sarà sin da subito attivo e funzionante, successivamente a seconda dei casi dovrete cliccare su “Pubblica” oppure “Aggiorna”.


Dopo averlo aggiunto una prima volta, non dovrete ricreare nuovamente il nome del campo personalizzato, vi basterà andare a selezionare la voce css dal menù a tendina ed inserire solamente il valore.



Chi non ha voglia di eseguire tutte queste modifiche può utilizzare il plugin Advanced Custom Field che permette di fare la stessa cosa e fornisce anche qualche funzione in più. Sicuramente conviene eseguire le modifiche manualmente piuttosto che affidare tutte queste personalizzazioni a un plugin che col tempo potrebbe anche smettere di funzionare.
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Generatore di frasi senza senso e inutii

Un generatore di frasi è un programma che genera delle frasi a caso, stavolta si tratta di strumenti più interessanti dal solito perché le frasi o i testi riprodotti sono privi di senso logico. Potete leggere per ore la stessa frase e non capirci nulla proprio perché non c'è nulla da capire, difatti vengono associati soggetti a verbi e aggettivi che non hanno niente in comune.
Le frasi senza senso o nonsense sono considerate inutili, solo per perdere tempo ma in realtà molti le trovano divertenti e fare ridere con una frase non è una cosa tanto facile.


LISTA GENERATORI DI FRASI SENZA SENSO:

1) Sandrodiremigioè una sorta di programma on-line che genera frasi senza senso, si può scegliere tra frasi assistenziali o di astrofisica. E' divertente perché è un casino: più si cerca di capire cosa dice e meno si capisce.

Eccovi degli esempi:

Frase assistenziale
Il modello di sviluppo riconduce a sintesi la ricognizione del bisogno emergente e della domanda non soddisfatta secondo un modulo di interdipendenza orizzontale attivando ed implementando con le dovute ed imprescindibili sottolineature un indispensabile salto di qualità.

Frase astrofisica
E tuttavia il risultato dell'esperienza di molti anni di lavoro perfezionato dal contributo di conoscenza proveniente dalla ricerca spaziale qualora non si rigetti il principio di causalità. vale a dire tenendo ben presenti le difficoltà del caso, ma, nello stesso tempo, le possibili semplificazioni suggerisce varie possibilità di soluzione del problema cosmologico e una quasi esatta determinazione degli intervalli di temperature in gioco con la considerazione dei quali è talvolta possibile influire grandemente sui risultati delle ricerche teoriche.


2) Contrositoè un programma che svolge l'utilissimo compito di creare frasi inutili e completamente prive di senso, buone per ogni contesto. Un algoritmo random che cambia la funzione ogni millisecondo, in grado di generare fino a 10.000.000 di frasi diverse. Quando entrerete una prima volta sul sito apparirà già la prima frase, per crearne altre dovrete cliccare sul pulsante "Nuova Frase".


3) Frasi nonsense: è una raccolta di 50 frasi divertenti senza senso riprese da internet.
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Frasi senza senso o nonsense

Il nonsense è l'arte di formulare una serie di frasi senza un senso logico con degli abbinamenti veramente assurdi. Non è un genere che piace a tutti, viene solitamente considerato una perdita di tempo da quelle persone chiuse di mente che si limitano solo a individuare un significato, perdendo in questo modo di vista il lato comico dell'immaginazione. Sono frasi inutili? Certamente, ma dietro ogni frase insensata c'è sempre una persona dotata di grande fantasia, che ha impiegato un certo sforzo per creale, utilizzando anche un pizzico di stupidità (= è l'ingrediente segreto).

In questa pagina trovate una raccolta di frasi senza senso, scritte da persone in grado di dissociare la mente da ogni forma di logica e di pensiero e, ci tengo a precisare, che sono state tutte prese da internet. :-)

1) Ho ricevuto candele al minestrone per lavaggi a mano, così mi vestirò di rosso erba aspettando il coniglio dell'orsa polare in una notte di rugiada bollente.

2) Il gatto del pane sgretola la muffa arrugginita che corre lungo le bottiglie del cane del muro nero come zaffiro.

3) Oggi mentre il calamaio era vuoto di polpi, la lattuga venendo a sapere dall'oracolo di Delfi che la chitarra non produceva più carne in scatola, decise di prendere un Kart e farsi un giro in metropolitana.

4) Le finestre sono piene di giardini, viene voglia di pescare. (Marco Masini)

5) Non so cosa pensare della mia caffettiera sibilante che dal precipizio della mia azienda piange la regina del caffè mentre si diletta nel mio portatile facendo un barbatrucco, davvero sorprendente, che trasforma me in un audace amatore che al posto dei fiori regala colori.

6) I coccodrilli balzarono fuori e menarono la commessa mentre la spiaggia si riempiva di moscerini e quindi fu tutto un fracasso di ciambelle zuccherate in maniera cavalleresca.

7) Non saprei cosa cucinare perché il lavandino ha superato i novanta ieri sulla pentola di mio zio che ha un cappello molto veloce e si arrabbia sempre perché non mangia pezzi di carta.

8) Mangiavo una pera sul dromedario di mia suocera quando un pianoforte bussò all'atrocità mendicante della stanza digitale.

9) L'albero di aranci mi ha detto che il vento che gli gira per la testa stasera andrà a prendersi un caffè insieme al figlio del cuscino a forma di busta di latte che si trova sul mio letto.

10) E infine, in modo strabico, la cella portò un cucchiaio di minestra alla provetta veneziana del laboratorio.

11) Questo non è un nonsense, perché un nonsense non è quello che è: è quello che è che è un nonsense. Se non hai capito questa frase vuol dire che puzzi. (Nonciclopedia)

12) Luca mangia nell'albero ma si sveglia correndo sulla sedia.

13) senza la chiave noi non apriamo quel che si apre con la chiave che lo apre e a che scopo scoprire qualcosa che rimarrebbe comunque chiuso, noi non avendo la suddetta chiave che lo aprirebbe avendola? (film Pirati dei Caraibi)

14) Il mangime per gatti, tristemente portato dal giocoliere azzurro che fuma senza confidarsi con il sogno di Lucilla, non ritorna per rompere un piatto di gnocchi da giorni che rovina le feste di rappresentazione magistrale del volo del piccione d'amore vivendo già senza conto in testa.

15) Il canto delle sirene dell'ambulanza spinse Ulisse a buttarsi giù, ma gli amici infermieri lo trattennero.

16) Quindi Sole resta qui ma nega alla polvere vera di fingere di essere un elefante rosa che scricchiola al passare delle gocciole.

17) Ma se noi droghiamo una capra malata di matite avariate dopo che ha bevuto candeggina per ferri da stiro e ha bagnato tutti i fogli sulle nuvole di cappuccetto rosso allora solo in quel momento o prima o domani possiamo pensare di uccidere la principessa sul pisello che si è addormentata facendo la sauna dentro il microonde della mamma di mia nonna dando luogo a concetti superiori alla mentalità della capra ed ecco che la regina si mangia la mela che Biancaneve aveva avvelenato saltando sui fogli bagnati di candeggina della capra. Così la regina si era trasformata in una capra ed è morta mangiando le melanzane ai ferri fatte con l'acetone e la salsa di capelli e poi ha chiamato alla lavatrice sua zia per dirle che la cresima la faceva Lunedì.

18) Era più di un tavolo l'otaria, perché dovunque manca il madrileno tirerò a mandare il Lussemburgo mangiato dalle tarme.

19) La zia della zanzara faceva la nipote degli olivi.

20) Un fulmine coccola frivolezze mangiando fagioli rivestiti di un giallo vivace, mentre lontre rosse trovano la strada per sviare un camion di fiori che mettono degli aghi per rovinare la verità di un Sole fatto di margherite rintronate, di stelle verniciate, traverse maliziose ma vanitose di bontà.

21) Adesso vado in panetteria a schiacciarmi un brufolo ed è più facile a dirsi e infatti te lo dico perché non basta il pensiero.

22) Un tricheco cieco ruba Virginia mangiando sabbia verde sulla culla di Maria Antonietta sterminata e fatta mamma viva e vissuta, tornando ad Einstein, tra albicocche e ghigliottine rotte, rovinando la fine a sette mani recintate di blu che tornano da scuola senza recitare l'antica proverbiale formosa di carattere proprio, tipico maritato e, mandato a rosicare.

23) Ho sentito il profumo di porta in uno specchio, vicino alla foresta di un circo.

24) Un mobile affamato sbatte un germe correndo per andare in discoteca a far saltare in aria i fili d'erba del tappeto di una lastra di idee, mentre un Krumiro rincorre un lampadario invisibile che vede il gusto chiaro del movimento femminista.

25) Correndo sul polmone di uno stercoraro, la vite mangia un polipo stroncato mentre la fenice dondola due cachi facendo un salto sulla Luna, continuando ad insinuare che un falco ricami un tronco di tristezza leggendoci i promessi cavalieri e uccidendo l'argilla.

26) La franchezza sola tira a giocare, ma il tombolo non assale i canguri perché un giaguaro ha verniciato la carta di sassi e la giostra mangia mais per dire che l'aveva tartassato di suocere bollite, mentre un sonnifero dichiara la misericordia domani, che torna al crepuscolo senza franchezza nelle gambe.

27) La tarantola vola per scongiurare il micio che tortura i fili di cotone, mentre mangia tavoli bollenti che rotolano restando in crociera ruttando gentilmente e saluta le trote marchigiane di fine rovere mantecato, torna senza stallo e crocifigge il testamento raspando tra la frivolezza del gatto.

28) La ferma canta dietro al tavolo d'arrosto ma senza bere lasagne corte davvero, per trovare il collegamento e rovinare un pallone che rode la ruspa del mentecatto giocoliere vicino al Sole del tempo che Rovigo non dispera lontano dal tempo delle mele come bestie lontanamente sue dal tempo remoto e giammai torto trotterellando.

29) Un fifone rientra a vivere lontano, ma tra trote e maiali vide che un giorno la vita che canta ma non piange da coccinella sperduta.

30) Con le tende sbarazzine la lampada che cancella il passato e i denti che strisciano nel fango.

31) Adoro giocare con la palla con in mano la borsa della spesa blu di marmo come la mia macchina che ho sollevato con un dito l'altro ieri prima di entrare nella galassia del mio gatto Bernardo con la testa girata verso il basso che russa ogni tanto.

32) Ieri mia nonna mi ha regalato un brufolo che si occupa di vestirmi prima che vada a scuola in mutande.

33) La novità elicoidale del nuovo millennio non può competere con la caratterizzante psicologistica che nuoce alla salute saltellando su e giù per le colline limitrofe ed essendo stato mangiato dal pollo effeminato che gironzolava nell'acquitrino della palude nascosta dal boschetto verde, dove la foglia mangiava il tasso avvelenato del cattivo cacciatore, la verità supposta dal grande effimero che rattrista la novità reggente nel mondo fantastico non può dimostrare la prova.

34) La scimmia andò a mangiare la sua mela solo perchè la principessa aveva iniziato a piangere: questo fece molto male ai ghiacciai, che per dispetto fecero comparire un alieno. Quando poi non si seppe che fare una banana prese a calci un povero orso che suonava il violino. Tutto questo ha causato la diatriba tra pinguini e alberi che tutt'ora causa l'allestimento di milioni di stand per la vendita di computer nel mondo.

35) Io so che non è così che va il mondo, va a retromarcia facendo surf sulla via lattea. lì ci sono i diamanti e voi volete farmi credere che sia solo luce di migliaia di anni fa?

36) Ho incontrato una banana che faceva brum brum a cavallo di una signora che andava a fuoco sul ciglio delle strada bagnato dalla pioggia che era appena caduta dalle scale.

37) Un collo di gallina rimane un collo di gallina fino a quando qualcuno non lo raccoglie dal monte di pietà con tutta l'innocenza di una storiella per bambini e se lo mette in tasca.

38) Per ore le porte hanno continuato a cantare la stessa cantilena grottesca mentre il fumo di sigaretta cadeva inesorabilmente nel caleidoscopio distratto.

39) Perché la decisione guardinga la deridono tutti ma i gigli di primavera che si sentono accettati prediligono la altrui importanza come farebbe un capobranco sicuro di sé.

40) Mi sento come se un camaleonte mi avesse usato per suonare un bidone.

41) Sono andato davanti al tubo trasportatore spaziale per accumulare dello zucchero che ho visto al circo per dargli soldi.

42) Non si può cavare il riccio della condivisione per trovare il coraggio di pensare che, senza riuscirci bene, si riparta dai vicini (aldilà dei giudizio assolutamente normale) che si conosce, e come sottolineato da questi problemi di influenza, non si può certamente discutere.

43) Zio bob ha visto che il candelabro si era lavato con un sasso che il leone aveva preparato per il pranzo della mucca sotto un barattolo di fagioli.

44) Camminavo per uno scaffale argento ma la gamba se l'è mangiata un topo, così ho trovato 34 gamberi che s'infilavano nelle dita del cuscino colorato della mia pasta.

45) Spuntano dal mare aghi di sale e di pepe, io mi metto a mangiare e un uccello mi chiede di sposarlo.

46) Edward ha fatto una gran schiacciata nonostante stia andando sul motociclo e stia bevendo una tazza di caffè.

47) Volevo cavalcare un asino due mesi dopo la morte del mio canarino Bred, poi mi hanno detto che era solo caduto dal lavandino del tubo della televisione, allora ho acceso la porta e lui ha dormito sul mio cuscino preferito, quello dove Paperino inizia ad avvitarsi al muro!

48) La nonna si sveglia con la tovaglia spiritosa.

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Frasi sul mercoledì

Il mercoledì è il terzo giorno della settimana e si trova tra il martedì e il giovedì. Il suo nome deriva dal latino Mercurĭi dies che significa "giorno di Mercurio".
Il termine inglese per indicare il giorno di Mercoledì è Wednesday, deriva dalla divinità celtico-germanica Woden (Odino), il termine tedesco è Mittwoch, significa "metà della settimana". Un mercoledì degno di nota è il Mercoledì delle ceneri che segna il primo giorno della quaresima nelle Chiese cattoliche.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni e battute divertenti sul Mercoledì, un giorno che segue i due giorni più duri della settimana.

1) Oggi è mercoledì Il giorno in cui tutto può accadere! (Angel Heart)

2) Sai che si dice del mercoledì? Che sei a metà strada. (Glee)

3) È già mercoledì e io no. (Alessandro Bergonzoni)

4) Luna mercurina tutto il ciel ruina. (Proverbio toscano)

5) Miercuri intra, simana fore. (Proverbio calabrese)

6) Mercoledì il giorno più stressante della settimana perché il più pieno di impegni generalmente. È il fulcro della settimana, in realtà peggiore del lunedì ma considerato il secondo in classifica perché il lunedì interrompe un periodo di pausa quale la domenica. In concreto il mercoledì è come una giornata di pioggia quando invece ti serve il sole: del tutto inopportuno. (Nonciclopedia)

7) Lunedì è sempre il giorno peggiore, il martedì va un po' meglio, il mercoledì già non vedi l'ora che arrivi il fine settimana. (Trevor Hoyle)

8) Il primo mercoledì del mese era, da sempre, una giornata terribile. Una di quelle giornate che aspetti con angoscia. Una di quelle giornate che devi affrontare con coraggio e speri di dimenticare presto. (Jean Webster)

9) Il mercoledì è un giorno che non prende posizione, sta nel mezzo, e tu non sai se sei ancora a inizio settimana o alla fine.

10) Quando un giorno che sapete essere mercoledì comincia subito a sembrarvi domenica, vuol dire che da qualche parte c'è qualcosa che proprio non funziona. (John Wyndham)

11) Niente è in grado di rovinarti il venerdì, quanto scoprire che in realtà è mercoledì. (Anonimo)

12) Pensare che oggi è mercoledì, mancano due giorni a venerdì, e ne ho piene le palle già da lunedì. (Vladinho77, Twitter)

13) Ogni tanto, mi sento come il mercoledì: là in mezzo, senza particolare senso. (ChiaraBottini, Twitter)

14) Mercoledì sera è quella favolosa sensazione di aver valicato la cima del monte Settimana. (diodeglizilla, Twitter)

15) A questi subdoli mercoledì preferisco la sincerità di un lunedì vero. (Comeprincipe, Twitter)

16) Il mercoledì è lo spartiacque tra i "LoFaccioDomani" e i "LoFaccioLaProsssimaSettimana". (AlbertHofman72, Twitter)

17) Lunedì, esci da questo mercoledì! (Comeprincipe, Twitter)
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Frasi sul martedì

Il martedì è il secondo giorno della settimana e si trova tra il lunedì e il mercoledì. Il nome del mese deriva dal latino "Martis dies" che significa "giorno di Marte". L'inglese Tuesday deriva invece dal nome del dio germanico Týr che viene equiparato a Marte nella interpretazione romana.

Non tutti i martedì sono inutili, esistono anche martedì speciali che vengono ricordati ogni anno come il martedì grasso, l'ultimo giorno di carnevale e il martedì nero, usato per indicare il 29 ottobre 1929, giorno in cui crollò la Borsa valori di New York dando così inizio alla cosiddetta "grande depressione".


In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni e battute divertenti sul Martedì, probabilmente il secondo giorno più pesante della settimana.

1) Dai creatori di "Lunedì", ecco "Martedì", un avvincente sequel con lo stesso cast, solo più scazzato che mai. (TweetComici, Twitter)

2) Il lunedì è duro, ma pure il martedì non scherza.

3) Martedì è come Lunedì: stessi impegni, stessa sveglia, stesso sonno. (Scuolissima)

4) Pensi che sia già mercoledì... e invece è ancora martedì.

5) Martedì è il braccio destro di Lunedì. (Scuolissima)

6) Martedì è un altro lunedì ma con un lunedì in meno da trascorrere. (Scuolissima)

7) Né di Venere, né di Marte, né si sposa, né si parte. (Proverbio)

8) Il martedì è solo un lunedì più ottimista. (Anonimo)

9) Perché il martedì è anche peggio del lunedì, ancora più lungo, ancora più pesante, siamo consci e lucidi per renderci conto che siamo solo a inizio settimana. (Scuolissima)

10) Martedì è l'illusione che, passato il lunedì, tutti gli altri giorni saranno meno faticosi. (Scuolissima)

11) Lunedì è come essere obbligati a guardare un brutto film, martedì è come pensare che il brutto film stia per finire per poi accorgersi che invece si tratta del secondo tempo. (Scuolissima)

12) In fondo martedì non è altro che lunedì, utilizza un nome diverso per prendersi gioco di noi una seconda volta. (Scuolissima)

13) Il Martedì non è nient'altro che un Lunedì con un giorno in più. (pellescura, Twitter)

14) Il martedì è il fratello sfigato del lunedì. (alemarsia, Twitter)

15) Il martedì ci dà una grossa lezione di vita: non importa quanto sei stronzo, se di fianco hai uno più stronzo di te, passerai inosservato. (diodeglizilla, Twitter)

16) Il martedì mattina è solo un lunedì mattina vestito meglio. (Comeprincipe, Twitter)

17) Martedì è il fratello scemo del lunedì. (alemarsia, Twitter)

18) Credere che il martedì sia meglio del lunedì, è come credere che la rottura di coglioni sia meglio del giramento di palle. (Masse78, Twitter)

19) Martedì è l'unico che, una volta chiamato "grasso", il giorno dopo comincia la dieta sul serio. (LaPausaCaffe, Twitter)

20) Il martedì è il retweet di un lunedì di merda. (Masse78, Twitter)

21) Oggi un pensiero va al martedì, sempre ignorato e snobbato dagli haters del lunedì, pur rimanendo un giorno di merda di pari livello. (dbric511, Twitter)

22) Pensate al culo che ha avuto il martedì, se fosse arrivato solo 24 ore prima, sarebbe stato odiato da tutti per sempre. (Comeprincipe, Twitter)

23) Il martedì è un lunedì che ribadisce il concetto. (Nonfaretardi, Twitter)

24) Il martedì è un buffet con gli avanzi di merda del lunedì. (Masse78, Twitter)

25) Martedì è un Lunedì per i pessimisti e un mercoledì per gli ottimisti. (postofisso2012, Twitter)

26) Il martedì è soltanto un lunedì di merda che puzza un po' meno. (Masse78, Twitter)

27) Il martedì è solo un lunedì col fondotinta. (FranAltomare, Twitter)
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Frasi sul lunedì

Il lunedì è il primo giorno della settimana nella maggior parte dei Paesi europei e si trova tra la domenica e il martedì. Il nome deriva dal latino "lunae dies" che significa "giorno della Luna". Di solito il lunedì viene considerato come un giorno faticoso, perché precede il weekend e poi perché riprende la routine: le attività lavorative e scolastiche. Ci sono anche dei lunedì considerati speciali e sono il Lunedì dell'Angelo, cioè quello che segue la domenica di Pasqua (Pasquetta) e il Lunedì di Pentecoste, che segue la domenica di Pentecoste.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni e battute divertenti sul Lunedì, a detta di molti il giorno più faticoso: è un trauma svegliarsi e sapere di avere tutta la settimana davanti!

1) Ci sono cose che non si possono spiegare... Il lunedì è una di quelle!

2) Il mondo è pieno di lunedì.

3) Lunedì è sempre il giorno peggiore, il martedì va un po' meglio, il mercoledì già non vedi l'ora che arrivi il fine settimana. (Trevor Hoyle)

4) Guarda il lato buono.... almeno il Lunedì viene una volta a settimana.

5) Se ogni giorno è un dono, vorrei sapere dove posso restituire il lunedì.

6) Sai perché amo il Lunedì? Perché immagino il tuo viso, quando tutte le domeniche sere te lo ricordo.

7) I primi 5 giorni dopo il weekend sono i più duri da affrontare.

8) Perché il sabato è così vicino al lunedì e il lunedì è così lontano dal sabato?

9) Ci sono due tipi di persone: quelli che odiano il lunedì quelli che sono in ferie (Anonimo)

10) Lunedì è come pensavo fosse un parcheggio libero, e invece era una Smart.

11) Uno lavora tutta la settimana per aspetta' la domenica per divertirsi, e la domenica 'un vede l'ora di arrivare al lunedì per lavorare. Bella soddisfazione! (Carlo Monni)

12) L'hanno chiamato "Lunedì" perché "Lasciate ogni speranza, voi che vi svegliate" era troppo simile all'inferno di Dante.

13) Lunedì è san Musone. (Proverbio)

14) Tutti addosso al lunedì ma poi anche il martedì non è che sia tutto sto carnevale di Rio.

15) Pensaci il sabato per non pentirti il Lunedì.

16) Bisognerebbe inventare un giorno tra domenica e lunedì.

17) Anche a Dio non piace il Lunedì. Sarà per questo che il primo giorno creò lo spazio e lo riempì di palle che girano.

18) Devo darvi una brutta notizia. Sarò breve... domani è lunedì!

19) "Che bello,. finalmente è lunedì!"
-Frasi che non dirò mai. Ma proprio mai, e poi mai, mai, mai, mai, mai! Ho già detto mai?

20) Ogni lunedì mattina si inizia una settimana che sarà peggiore di quella precedente e migliore di quella successiva. (Legge di Murphy)

21) Era Lunedì l’altro ieri e lo sarà di nuovo dopodomani, maledizione, siamo circondati.

22) Il lunedì mattina non facevo che pensare alla settimana seguente. (Fight Club)

23) Faccio parte di quella generazione che il lunedì non vuole andare a scuola ma che non sa cosa fare in un giorno di vacanza.

24) E c'è gente che lavora | aspettando un altro lunedì. (Brunori Sas)

25) Il lunedì ti giustifichi col lavoro che fai. Ma la domenica che scusa hai? Orrenda domenica, nemica dell'umanità! (Saul Bellow)

26) Non potrò mai divertirmi di domenica, perché non riesco a dimenticare che l'indomani ho scuola. (Bill Watterson)

27) Lunedì è un modo terribile per trascorrere 1/7 della tua vita.

28) Lunedì ha anche ottimi alleati: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì. (Scuolissima)

29) Il weekend è la parabola perfetta della vita: quando inizi a godertelo arriva il lunedì.

30) E’ credenza comune pensare che il lunedì sia il giorno più brutto della settimana. Una credenza comune per farci assumere un po’ più di caffè con una bustina di tristezza. (Stephen Littleword)

31) Se avvicini il lunedì all'orecchio puoi sentire le mie bestemmie. (Totonno1980, Twitter)

32)
È ora di dire la verità a quelli che augurano buongiorno di lunedì:
BUONGIORNO UN CAZZO.
(Masse78, Twitter)

33) Il mondo è diviso in 2: ci sono le persone perbene e poi ci sono quelle che ti fanno domande di lunedi mattina. (PamelaFerrara, Twitter)

34) Si scrive Lunedì ma si dice "pazienza". (Rudt Zerbi, Twitter)

35) É inutile che gli cambiate nome, sono tutti lunedì... 365 lunedì in fila. (140caratteracci, Twitter)

36)
Cose che odio:
-Il lunedì
-Il primo giorno della settimana
-Il giorno dopo la domenica
-Il giorno prima del martedì
(Totonno1980, Twitter)

37)
Per affrontare il lunedì senza stress è sufficiente
* non svegliarsi
* continuare a dormire
* restare a letto
(Vladinho77, Twitter)

38) Non lascio che sia un lunedì di pioggia qualsiasi a dirmi che devo smettere di sognare il mare. (LesFleursMar, Twitter)

39)
Se ti alzi felice e scattante di lunedì i casi sono due:
- Ti stai drogando.
- Stai girando un provino per il Mulino Bianco.
(Masse78)

40) Dall'euforia della domenica all'ansia del lunedì è un attimo. (Vladinho77, Twitter)

41) Come lunedì non c’è male, c’è malissimo. (calibro8)

42) Il primo lunedì di settembre è come iniziare un videogioco direttamente dal mostro finale. (FranAltomare, Twitter)

43) È lunedì solo se l'accetti. (TristeMietitore, Twitter)

44) Il lunedì non è cattivo, è solo che, cercate di capirlo, non va mai in ferie. (Comeprincipe, Twitter)

45) Andiamo a dire a quelli che il lunedì escono di casa col sorriso, che la droga uccide. (Masse78, Twitter)

46) Abbiamo 5 minuti per nasconderci bene prima che arrivi il lunedì. (Comeprincipe, Twitter)

47) Se elimini il lunedì, levi il martedì, togli il mercoledì il giovedì e buona parte del venerdì, la vita non è poi così malaccio. (Vladinho77, Twitter)

48)
Se ti alzi col piede giusto, è l'amore
Se ti alzi col piede sbagliato, è l'ansia
Se ti alzi col giramento di palle, è lunedì.
(Masse78)

49) L'attesa del lunedì è essa stessa rottura di coglioni. (pellescura, Twitter)

50) Sono giunta alla conclusione che i dinosauri si sono estinti di lunedì. (egyzia, Twitter)

51) Il pomeriggio del lunedì è come se una distanza siderale ti separasse dal tuo pianeta natale chiamato Divano. (m4gny, Twitter)

52) La cosa migliore per evitare lo shock del lunedì è lavorare anche nei weekend. (ItsCetty, Twitter)

53) Lunedì mattina, la Morte si avvicina. (TristeMietitore, Twitter)

54) Non tutti i mali vengono per nuocere. Ma di Lunedì, sì. (Iddio, Twitter)

55) Abbiamo trovato il modo di andare:
-Sull'Everest
-Al polo nord
-Sulla luna
Ma andare a lavorare felici di lunedì ancora resta un miraggio.
(Masse78, Twitter)

56) Una giornata in Mercurio dura 1408 ore. Praticamente come il lunedì nella terra. (battutiere, Twitter)

57) Se avessi abbastanza fede, potresti convincerti che oggi sia venerdì e non lunedì. Ma tieniti pure il tuo realismo materialista. (Iddio, Twitter)

58) C'è una cosa più schifosa del lunedì mattina ed è il lunedì mattina con la pioggia. (attacchidipane, Twitter)

59) E niente...il lunedì è uno di quei giorni, dove vorrei essere una parrucchiera. (TatilaFoca, Twitter)

60) Il lunedì mattina affronto la vita con la stessa faccia di un bambino a cui è appena caduto per terra il gelato. (dbric511, Twitter)

61) Si dice che dopo tre giorni il pesce puzza. Immaginate l'odore che fa il lunedì mattina la voglia di lavorare morta venerdì. (diodeglizilla, Twitter)

62) Peggio della gente che ride e scherza il lunedì mattina c'è la gente che ride, scherza e puzza il lunedì mattina. (dbric511, Twitter)
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Frasi e aforismi sui mesi dell'anno

I mesi servono a suddividere l'anno e nella maggior parte dei calendari, il mese dura una trentina di giorni e, di conseguenza, l'anno conta solitamente 12 mesi.
Ogni mese viene ricordato per una caratteristica particolare: il numero dei giorni (Febbraio è il più breve), il cambio delle stagioni. Il mese più freddo è fine dicembre/gennaio perché si raggiunge la durata minima di ore di sole, mentre il mese più caldo è fine giugno/luglio perché si raggiungono le ore massime di sole in una giornata.




In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni, detti e proverbi sui mesi dell'anno; hanno come tema principale l'agricoltura, il clima stagionale, i malanni, il lavoro e il tempo libero.

Lista frasi per mese:
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Frasi sul mese di Dicembre

Dicembre è il dodicesimo e ultimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano ed è composto da 31 giorni. Era il decimo mese del calendario romano, da cui il nome, che deriva dal latino "decem" che significa dieci. Questo è il primo mese dell'inverno e per la Chiesa cristiana si celebra il Natale di Gesù (25 Dicembre), poi Santo Stefano (26 Dicembre) e infine San Silvestro (31 Dicembre). Questo è un mese di riflessione, si ripensa a ciò che si è fatto durante l'anno, agli obiettivi raggiunti e a quelli rimandati.


In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni, detti e proverbi sul mese di Dicembre, che hanno come tema principale il clima freddo tipico dell'inverno.

1) Dicembre, dà freddo al corpo ma gioia al cuore.

2) Dicembre vezzoso, anno capriccioso.

3) Dicembre variante, freddo costante.

4) Ricorda, questo Dicembre, che l'amor pesa più dell'oro. (Josephine Dodge Daskam Bacon)

5) Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma.

6) Dicembre piglia e non rende.

7) Dicembre ammazza l'anno e lo sotterra.

8) Novembre trema tutto, dicembre seppellisce l'anno. (Proverbio emiliano romagnolo)

9) Eccoci a dicembre, il mese dei “buoni acquisto”. (Franco Lissandrin)

10) Una cosa facile da avere nel mese di dicembre, è il sangue freddo. (Alphonse Allais)

11) Dicembre imbacuccato, grano (raccolto) assicurato.

12) Neve decembrina per tre mesi ci rovina.

13) Dicembre, davanti t'agghiaccia e di dietro ti offende.

14) Dicembre nevoso, anno fruttuoso.

15) Seminare decembrino, vale meno di un quattrino.

16) Dio ci ha donato la memoria, in modo da poter avere le rose anche a dicembre. (James Matthew Barrie)

17) È proprio magica l’atmosfera natalizia che si respira per strada a dicembre, fa sentire i felici più felici e gli infelici più infelici. (Samanthifera, Twitter)

18) Si scrive dicembre ma si legge grazie, anche a te e famiglia. (Totonno1980, Twitter)
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Frasi sul mese di Novembre

Novembre è l'undicesimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano ed è composto da 30 giorni. Novembre, dal latino novem, ovvero "nove", era il nono mese del calendario romano che iniziava da Marzo.
Il primo giorno del mese di Novembre ricorre la solennità di Ognissanti e il giorno seguente la Commemorazione dei defunti.


In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni, proverbi sul mese di Novembre, che hanno come tema principale il freddo, le abbondanti piogge e il raccolto.

1) Se nel novembre tuona, l'annata sarà buona.

2) L’anno ha sedici mesi: novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, novembre, novembre, novembre. (Henrik Nordbrandt)

3) Addio sorrisi dell'albe rosate.
Addio tramonti che d'oro parete!
Novembre porta le tristi giornate
E delle nebbie la bigia quïete!
(Olindo Guerrini)

4) Niente dura per sempre, nemmeno la fredda pioggia di novembre. (November Rain, Gun’s Roses)

5) Trenta dì conta Novembre, con April, Giugno e Settembre; di vent'otto ce n'è uno, tutti gli altri ne han trentuno.

6) Se di novembre non avrai arato tutto l'anno sarà tribolato.

7) L'estate di san Martino dura dalla sera al mattino. [11 Novembre]

8) Il mese di bruma (cioè novembre), dinnanzi mi scalda, e di dietro mi consuma.

9) Novembre, mese dei "marroni", mangiateli, non scassateli!

10) Novembre va in montagna e abbacchia la castagna.

11) Acqua di maggio, vino a novembre.

12) Novembre bagnato, in aprile fieno al prato.

13) A San Martino, l'inverno è vicino.

14) Novembre gelato, addio seminato.

15) Novembre. Il mondo è stanco, l'anno è vecchio. Le foglie sbiadite sono liete di morire... (Sara Tesdale)

16) Quando arriva Novembre e leggo delle visite ai genitori in cimitero mi sento tanto stupida io che li ho in vita e li abbraccio così poco. (ziacoca, Twitter)

17) Novembre è il mese più strano: gli alberi si spogliano e noi ci copriamo. (Nicolabrunialti, Twitter)

18) Ok Novembre, basta così. Passiamo pure a Dicembre. (Ty_il_nano, Twitter)

19) Novembre è bello perché fa freddo e non serve inventarsi altre scuse per non uscire. (Vladinho772, Twitter)

20) Certe persone sono come questo Novembre, sembrano primavere poi senti l'odore di umido e ti ricordi che presto arriverà il freddo. (Barbamaura, Twitter)
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Frasi sul mese di Ottobre

Ottobre è il decimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano ed è composto da 31 giorni.
Ottobre, dal latino october, cioè "ottavo mese", è un mese capriccioso che alterna sereno e piogge torrenziali; sicché un proverbio dell'Istria ricorda che "Otobre e marzo per matìo i se somìa come pare e fìo": ovvero "Ottobre e marzo per la loro pazzia si assomigliano come padre e figlio".


In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni sul mese di Ottobre, non sono molti ma quanto bastano per capire cosa ci aspetta in questo mese.

1) Ottobre, il mese dei ricordi, il mese del caldo abbraccio della natura tra il verde dell’erba e il bruno degli alberi. (Stephen Littleword)

2) Non so spiegarlo a parole, ma ottobre a me sembra il mese delle piogge, degli addii, delle lunghe dormite, ma anche dei profumi più intensi e dei gusti piccanti. Ottobre, un mese da respirare, gustare, calpestare. (Stephen Littleword)

3) Ottobre, il vino è nelle doghe. (Proverbio)

4) Ottobre è bello, ma tieni pronto l’ombrello. (Proverbio)

5) Ottobre piovoso, campo prosperoso. (Proverbio)

6) Ottobre seminatore:
in terra il seme sogna il fiore,
sotterra il buio germoglio sa
che il sole domani lo scalderà.
(Gianni Rodari)

7) Aprile è il mese più crudele ma anche ottobre non scherza. (Stefano Benni)

8) Chi semina in ottobre, miete in giugno. (Proverbio)

9) Ottobre: vino e cantina, da sera a mattina. (Proverbio)

10) Non so se tutti hanno capito, Ottobre la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza… | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse… (Francesco Guccini)

11) Ottobre: questo è uno dei mesi particolarmente pericolosi per investire in azioni. Altri mesi pericolosi sono Luglio, Gennaio, Settembre, Aprile, Novembre, Maggio, Marzo, Giugno, Dicembre, Agosto e Febbraio. (Mark Twain)

12) Caldo, poi freddo, poi afa, poi era glaciale, poi un'altra volta sole e caldo, poi freddo e pioggia. OTTOBRE, SE HAI LE TUE COSE DILLO. (Masse78, Twitter)
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Frasi sul coraggio

Per molta gente il coraggio è non avere paura, ma il coraggio non è questo, tutte le persone hanno paure, ed il coraggio significa avere la forza di affrontare queste paure. Si ha paura perché c'è un rischio, una conseguenza e, le persone coraggiose, affrontano il pericolo consapevoli del rischio che si corre, pensando che valga la pena correrlo per una certa finalità. Chi affronta il pericolo conoscendo il rischio che corre o è un temerario o un incosciente... o forse non ha altra possibilità.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi, citazioni sul coraggio, quella forza d'animo che ci spinge ad affrontare anche le situazioni più difficili della vita.

1) Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni. (Paulo Coelho)

2) Il coraggio non è mai stato non avere paura. Le persone coraggiose sono quelle che affrontano i loro timori e le loro incertezze, sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio usandole per diventare ancora più forti. (Fabio Caressa)

3) Il forte non può essere coraggioso. Solo il debole può esserlo. (Gilbert Keith Chesterton)

4) Chi manca di coraggio è esuberante d'astuzia. (William Blake)

5) Qualcuno sceglie di vivere come può. Qualcun altro come deve. E poi c'è chi decide di vivere come crede... ma per quello ci vuole "coraggio".

6) Che cos'è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l'umile mosca nella foschia fosca nella notte losca... e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l'esploratore non teme l'avventura? Perché ha coraggio! (Il mago di Oz)

7) Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. (Martin Luther King)

8) La più grande prova di coraggio è sopportare la sconfitta senza perdere il cuore. (Robert Green Ingersoll)

9) Facile essere coraggiosi a distanza di sicurezza. (Esopo)

10) Ma il coraggio è anche questo. La consapevolezza che l'insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai. (G. Faletti)

11) Tieni per te le tue paure, ma condividi con gli altri il tuo coraggio. (Robert L. Stevenson)

12) Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino. (Herman Hesse)

13) Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo. (Giacomo Leopardi)

14) I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli. (Diego Armando Maradona)

15) Bisogna porsi delle mete per avere il coraggio di raggiungerle. (Benito Mussolini)

16) È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi. (Lev Tolstoj)

17) Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo. (Mahatma Gandhi)

18) È questo in fondo l'unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di più strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere. (Rainer Maria Rilke)

19) Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi. (Aldo Moro)

20) Già, ma scattare è muoversi; rimanere ben saldi sulle gambe, quello è coraggio. (William Shakespeare, Romeo e Giulietta)

21) Per essere felici ci vuole coraggio. (Karen Blixen)

22) Gli uomini coraggiosi sono tutti dei vertebrati: sono morbidi in superficie e duri nel mezzo. (Gilbert Keith Chesterton)

23) Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! (Immanuel Kant)

24) I coraggiosi sono semplicemente coloro che hanno chiara la visione di ciò che gli sta dinanzi, gloria o pericolo che sia, e pur tuttavia gli corrono incontro. (Kate & Leopold)

25) Troppo coraggio finisce per provocare la morte. (Walter Bonatti)

26) I temerari fanno ogni cosa senza riflessione; ma i coraggiosi riflettono sui pericoli al loro sopraggiungere e li affrontano intrepidamente. (Iperide)

27) Al mondo non c'è coraggio e non c'è paura, ci sono solo coscienza e incoscienza. La coscienza è paura, l'incoscienza è coraggio. (Alberto Moravia)

28) Il coraggio è l'unica magia che val la pena di possedere. (Erica Jong)

29) Coraggio, il meglio è passato. (Ennio Flaiano)

30) Il coraggio è una follia, ma una follia piena di grandezza. (Reinaldo Arenas)

31) Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui. (Umberto Eco)

32) Il coraggio incute rispetto anche ai nemici. (Alessandro Dumas padre)

33) Il coraggio è la paura di essere giudicato vigliacco. (Horace Smith)

34) Non è vergognosa la cicatrice che deriva da un atto di coraggio. (Publilio Siro)

35) L'indiscrezione è la parte migliore del coraggio. (Oscar Wilde)

36) Bisogna avere coraggio nella vita. Più si ha coraggio, più facilmente si superano tutte le difficoltà. (Pretty Cure)

37) Il coraggio più difficile, e ai deboli specialmente più necessario, è il coraggio di soffrire. (Niccolò Tommaseo)

38) Il coraggio non deve dare diritto per opprimere il debole. (Ugo Foscolo)

39) Ci vuole un certo coraggio a rimanere calmi e pianificare la propria mossa. (Greg Berlanti)

40) Il coraggio fu sempre dominatore dell'universo perché tutto è debolezza e paura. (Ugo Foscolo)

41) Un codardo non è capace di dichiarare il proprio amore. Questa è una prerogativa del coraggioso. (Mahatma Gandhi)

42) Il coraggio è fatto di paura. (Oriana Fallaci)

43) La speranza del conforto dà coraggio nella sofferenza. (Marcel Proust)

44) Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede. (Harper Lee)

45) Il coraggio non è semplicemente una delle virtù ma la forma di ogni virtù al momento della prova, cioè al momento della verità più alta. (Clive Staples Lewis)

46) Solo i coraggiosi sanno perdonare. (Laurence Sterne)

47) I paurosi muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di coraggio non assapora la morte che una volta. (William Shakespeare)

48) Senza un po' di coraggio non si può scrivere nemmeno un'osservazione sensata su se stessi. (Ludwig Wittgenstein)

49) Essere amati profondamente da qualcuno ti dà forza. Amare profondamente qualcuno ti dà coraggio. (Laozi)

50) Se fosse una rondine a parlare di coraggio, mi verrebbe da ridere; ma se fosse un'aquila, ascolterei con la massima attenzione. (Cleomene I)

51) Un uomo coraggioso riesce a pensare. Un vigliacco no. (Steven King)

52) Tra il "dire" e il "fare" c'è di mezzo il coraggio! (Pino Roveredo)

53) Una grande quantità di talento è persa per il mondo per la mancanza di un po' di coraggio. (Sydney Smith)

54) Non è coraggio senza pazienza. (Niccolò Tommaseo)

55) Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi? (Vincent Van Gogh)

56) Non c'è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare. (Giuseppe Diana)

57) Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere. (Seneca)

58) Molte volte più nelle cose piccole che nelle grandi si conoscono i coraggiosi. (Baldassarre Castiglione)

59) Qualche volta il coraggio si presenta soltanto nel momento in cui non si vede altra via d'uscita. (William Faulkner)

60) Mi sono imposto di avere il coraggio di dire tutto quello che ho il coraggio di fare. (Michel de Montaigne)

61) Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui. (Ezra Pound)

62) Le persone coraggiose e di carattere riescono sempre sospette agli altri. (Herman Hesse)

63) Non siate ingordi di avventure se non sapete affrontare le sventure. (Proverbio Cinese)

64) Il vero coraggio consiste nel vivere e soffrire per ciò in cui credi. (Christopher Paolini)

65) Una volta deciso che la cosa può e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo. (Abraham Lincoln)

66) Il sangue e il coraggio s'infiammano di più a risvegliar un leone, cha a dar la caccia a un timido daino. (William Shakespeare)

67) Non serve avere sempre coraggio. A volte basta non aver paura. (Guido Rojetti)

68) Il coraggio non teme il delitto e l'onestà non teme l'autorità. (Victor Hugo)

69) Se affronti con coraggio le tue paure, scoprirai che erano solo paure. (Stephen Littleword)

70) Non puoi scoprire nuovi oceani fino a quando non hai il coraggio di perdere di vista la spiaggia. (Anonimo)

71) Il Coraggio non è sfidare i pericoli più grandi fuori di te, è affrontare il mostro più feroce, dentro di te. (Stephen Littleword)

72) E quanto coraggio ci vuole a lasciar andare qualcosa che vorresti a tutti i costi che restasse? Non è forte chi trattiene, chi stringe la morsa. E' davvero forte chi capisce quand'è il momento di mollare la presa.

73) Non cercare di sfoggiare il coraggio, quando basta l’intelligenza. (Paulo Coelho)

74) Era l'errore che tutti gli uomini fanno da sempre. Cercare di mostrarsi forti e sprezzanti vincitori quando forse basta avere il coraggio di chinare la testa e dire: ho paura. (Giorgio Faletti)

75) La vita si vive con coraggio, o non si vive. (Stephen Littleword)

76) L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio. (Stendhal)

77) Il coraggio non è non avere paura, è non avere paura di avere paura. (Enrico Bertot)

78) La vita è come un calcio di rigore: o lo segni o lo sbagli, ma se hai il coraggio lo tiri lo stesso. (Anonimo)

79) Un uomo coraggioso manca d'immaginazione. (Charles Bukowski)

80) Coraggio non è sempre un ruggito. A volte il coraggio è la calma voce alla fine del giorno che dice: «Proverà di nuovo domani».

81) Ci sono delle persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare. (Thomas Fuller)

82) Il coraggio non è la mancanza di paura, ma la capacità di vincerla.  (Nelson Mandela)

83) Molti sarebbero vigliacchi se ne avessero il coraggio. (Thomas Fuller)

84) Il coraggio ce l'ho, è la paura che mi frega. (Totò)

85) Ci vuole un bel coraggio ad aver paura di tutto. (Anonimo)

86) Quando si agisce cresce il coraggio, quando si rimanda cresce la paura.

87) Chi non ha paura, non è coraggioso: è cieco. (Roberto Gervaso)

88) Coraggio non significa avere la forza di andare avanti, ma è andare avanti quando non si ha la forza. (Theodore Roosevelt)

89) Non è vero che l'uomo coraggioso non abbia paura. Ce l'ha, ma ha ancora più coraggio.

90) Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti. (Winston Churchill)

91) Meglio avere un leone a capo di un esercito di pecore, che una pecora a capo di un esercito di leoni. (Anonimo)

92) Il bello delle donne è che hanno paura, ma alla fine hanno il coraggio di fare tutto.

93) Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare. (Sören Kierkegaard)

94) Il dolore guarda indietro... Il timore si guarda attorno... Il coraggio guarda avanti!

94) Ciò che manca nella maggior parte degli uomini, non è il coraggio, ma il lungo coraggio. (Paul Brulat)

95) Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi. Possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente. (Goethe)

96) Chi ha coraggio ha vantaggio. (Proverbio)

97) Ti diranno che sei un pazzo, solo perché loro non avranno mai il coraggio di fare quello che fai tu.

98) Il coraggio è il superamento della paura. (Tiziano Terzani)

99) La troverai la via, se prima avrai il coraggio di perderti. (Tiziano Terzani)

100) È la stupidità piuttosto che il coraggio che ti fa negare il pericolo anche quando lo hai davanti. (Arthur Conan Doyle)

101) Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura. (Mark Twain)

102) Il coraggio delle pecore presto viene e presto va. (Proverbio)

103) A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare.

104) Chi vuole il miele deve avere il coraggio di affrontare le api. (Proverbio africano)

105) Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce tutte le altre. (Winston Churchill)

106) Quando non si ha nulla da perdere, si diventa coraggiosi. Noi siamo timidi quando ci aggrappiamo ancora a qualcosa. (Carlos Castaneda)

107) L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza. (Giovanni Falcone)

108) La vita premia i coraggiosi ma punisce gli incoscienti. (Paul Asia Valenti)

109) È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi. (Lev Tolstoj)

110) È più facile esser onesti che coraggiosi. (Roberto Gervaso)

111) Abbi il coraggio di prenderti in braccio e portarti in salvo.

112) Hai presente il vento? Le persone sono così. Si spostano dove soffia di più... perché andare controcorrente è privilegio dei più coraggiosi. (A. Brozi)

113) Se siete tanto fortunati da trovare il tipo di vita che vi piace, dovreste anche trovare il coraggio di viverla. (John Irving)

114) Avere coraggio vuol dire avere paura... ma andare avanti lo stesso. (W. Rathernan)
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