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Al più: significato e uso

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Avete trovato in un testo l'espressione "al più" e leggendola vi siete sentiti disorientati perché non rientrando tra quelle parole che usate abitualmente non siete assolutamente certi del suo significato? Eppure si tratta di un'espressione formale ma ancora abbastanza comune nel linguaggio scritto e parlato.





Al più: significato e sinonimi

Dal punto di vista grammaticale, l'espressione "al più" è un avverbio di quantità che sta a significare: al massimo, non oltre, non più di. Il contrario di "al più" è "almeno", che sta a significare: non meno di.

Un altro significato accostabile a questa espressione è quello di: nella peggiore delle ipotesi.
Riceverai una multa, al più. (Nella peggiore delle ipotesi, riceverai una multa).



Esempio con frasi

Mi è capitato di trovare in un concorso pubblico per polizia locale una domanda di una prova scritta a risposta multipla contenente l'avverbio di quantità "al più". Ed è la seguente:
Per entrare nell'esercito, occorre avere un'acutezza visiva di almeno 8/10 e un peso di al più 60 kg. Quale dei seguenti candidati sicuramente non entrerà nell'esercito?
E le risposte disponibili erano le seguenti:
  • A) Daniela, che vede 8/10 e pesa 60 kg.
  • B) Giulia, che vede 9/10 e pesa 59 kg.
  • C) Claudia, che vede 9/10 e pesa 61 kg.

Come potete notare in questo quesito vi sono due requisiti da rispettare: la vista e il peso. Per quanto riguarda la vista tutti i candidati posseggono il requisito minimo e così facendo l'esaminando non poteva più aiutarsi con le conoscenze matematiche ma avrebbe dovuto possedere anche un minimo di conoscenza della grammatica italiana. Come abbiamo già detto in precedenza, l'espressione "al più" è sinonimo di "al massimo". Sostituendo al più con il sinonimo "al massimo" il testo dell'esercizio diventa più semplice ed è possibile arrivare alla risposta corretta. Se il peso massimo che non deve essere superato è 60 kg, vuol dire che Claudia coi suoi 61 kg non entrerà nell'esercito.
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Domenica delle palme: significato e storia

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Vi è un giorno dell'anno in cui i fedeli cristiani si riuniscono per esporre un rametto di ulivo o foglie di palme intrecciate. Questa ricorrenza religiosa ha un nome ed è chiamata domenica delle palme, la cui storia risale al tempo di Gesù. In questa pagina vi andremo a spiegare tutte le informazioni e le curiosità riguardanti questo giorno.





Domenica delle palme: scheda informativa

Cosa Domenica delle palme
Quando La domenica precedente quella di Pasqua
Etimologia Dies palmarum
Significato Giorno delle palme
Frase celebre «La pace è come un ramoscello di ulivo donato la domenica delle Palme. Durerà per sempre se sapremo custodirla con amore e gentilezza!»

Altre frasi



Domenica delle palme: cos'è?

La domenica delle palme è una festa cristiana che celebra il giorno in cui Gesù entrò a Gerusalemme in sella a un asino e la folla lo accolse agitando rami di palma e gridando "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore".



Domenica delle palme: etimologia

Il nome domenica delle palme deriva dal latino "dies palmarum", ossia giorno delle palme. Questa domenica è chiamata anche "Domenica della Passione del Signore" perché segna l'inizio della Settimana Santa, che si conclude sette giorni dopo con la Pasqua di resurrezione.



Quando è la domenica delle palme?

La domenica delle palme cade la domenica prima delle Pasqua, non ha una data fissa proprio perché il giorno di Pasqua dipende dalle fasi lunari: è la domenica successiva alla prima luna piena dopo l'equinozio di primavera.



Simboli domenica delle palme

  • L'asino era considerato un animale umile per la cavalcatura in tempo di pace, invece il cavallo era utilizzato dai soldati.
  • Le foglie di palma intrecciate simboleggiano la folla che accolse Gesù a Gerusalemme.
  • I rametti di ulivo vengono utilizzati con lo stesso scopo dato che in alcune località vi è una minore disponibilità di palme e anche perché sono economici e alla portata di tutti. Infatti, solitamente in chiesa vengono consegnati ai fedeli proprio i ramoscelli d'ulivo benedetti.
  • L'ulivo è sempre stato considerato sacro nell'antichità. Nella Bibbia, Noè riceve un rametto d'ulivo dalla colomba come segno che il Diluvio era finito. Anche l'ultima notte di Gesù con i suoi discepoli nel Getsemani, ai piedi del Monte degli Ulivi, è un esempio di importante presenza dell'ulivo nella religione cristiana.
  • I rami d'ulivo possono essere usati in modi diversi dopo la Domenica delle Palme. Molte persone li utilizzano per benedire la tavola per il pranzo. Una regola importante è che non si devono gettare via dopo la Pasqua, anche se le foglie sono diventate tutte secche, perché sono considerati sacramentali e protetti dal diritto canonico. Possono essere bruciati, sepolti o riportati in chiesa per essere bruciati in seguito e ottenere le ceneri per il Mercoledì delle Ceneri.
  • Il lunedì che segue la domenica delle palme è chiamato "lunedì santo".
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Pasqua: significato, simboli tradizioni

Pasqua

Ogni anno celebriamo il giorno di Pasqua con amici e parenti, scambiandoci doni come colombe e uova di cioccolato e facendoci gli auguri di Buona Pasqua. Tra risa, regali e spensieratezza va a finire che il vero motivo per cui viene celebrata la Pasqua passa in secondo piano. Eppure suonano le campane a festa, ma cosa è successo esattamente in questo giorno dal punto di vista religioso, perché è stato scelto proprio questo nome e come mai ogni anno si festeggia la Pasqua in un giorno diverso rispetto al passato?





Pasqua: scheda informativa

Cosa Pasqua
Quando tra il 22 marzo e il 25 aprile
Etimologia Pesacḥ
Significato Passaggio
Frase celebre «Che la sorpresa più bella dentro l'uovo di Pasqua sia la realizzazione del desiderio che abita nel tuo cuore. Buona Pasqua!»

Altre frasi



Pasqua: cos'è?

La Pasqua è una delle celebrazioni più importanti nel calendario liturgico cristiano. È la festa che celebra la resurrezione di Gesù Cristo il terzo giorno della sua sepoltura dopo la sua crocifissione. La Pasqua è vissuta dai credenti cristiani di tutto il mondo come un momento di gioia e di riflessione in quanto viene celebrata la vittoria di Cristo sulla morte e la speranza di vita eterna che questo evento rappresenta.

Il giorno di Pasqua è preceduto dalla Quaresima, un periodo di 40 giorni caratterizzato da digiuno, preghiera e penitenza, in particolare nei venerdì di Quaresima, nel mercoledì delle ceneri e il venerdì santo, che sono giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi. La settimana di Pasqua è detta Santa (Settimana Santa) perché oltre la domenica di Pasqua vi è anche il giovedì santo (lavanda dei piedi e Ultima Cena) e venerdì santo (crocifissione e morte di Gesù).



Pasqua: etimologia

Il termine Pasqua deriva dal latino "Pascha", che a sua volta deriva dal greco antico "páskha", che deriva dall'ebraico "Pesacḥ", che vuol dire "passaggio" o "passare oltre" a seconda se stiamo facendo riferimento alle radici ebraiche o alla Pasqua cristiana.


Radici ebraiche

Il riferimento va alla storia della decima piaga, quando Dio disse agli ebrei di segnare le porte delle case d'Israele con del sangue d'agnello. Questo fece sì che il distruttore passasse oltre, colpendo solo le case degli Egizi e non quelle degli ebrei. Questo segnò l'inizio della liberazione degli ebrei dalla schiavitù in Egitto e il loro cammino verso la terra promessa, grazie a Mosè.


Pasqua cristiana

Con l'arrivo del cristianesimo, la festa della Pasqua ha ottenuto un nuovo significato, in riferimento al passaggio dalla morte alla vita da parte di Gesù Cristo. Secondo il racconto biblico, quando Adamo ed Eva si trovavano nel Giardino dell'Eden, commisero il cosiddetto "peccato originale", ovvero mangiarono il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male sebbene gli fosse stato vietato da Dio in persona. Con la passione, la crocifissione e la resurrezione, Gesù ha liberato gli esseri umani dal peccato originale ristabilendo il rapporto tra Dio e l'umanità che era andato perduto.



Quando è Pasqua? Come si calcola?

La Pasqua è una festa mobile perché a differenza del Natale che cade sempre nello stesso giorno, il 25 dicembre, il giorno di Pasqua è ogni anno diverso, anche se cade sempre di domenica. È una festa che cade ogni anno tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, perché è calcolato seguendo le fasi lunari. Da molto tempo, dal lontano 325 d.C. per essere precisi, si è deciso che la Pasqua dovrebbe sempre cadere la domenica dopo la prima luna piena che compare dopo l'equinozio di primavera (21 marzo).

La Pasqua dunque cade sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile. Questo porta a tre tipi di Pasqua: la Pasqua bassa (dal 22 marzo al 2 aprile), la Pasqua media (dal 3 aprile al 13 aprile) e la Pasqua alta (dal 14 aprile al 25 aprile).

L'ultima volta che si è verificata la Pasqua più bassa è stato il 22 marzo del 1818. Non succederà di nuovo fino al 2285! L'ultima volta che si è verificata la Pasqua più alta è stato il 25 aprile del 1943, poi ricadrà di nuovo nel 2038!



Simboli pasquali

Eccovi quali sono i simboli della Pasqua e i loro riferimenti cristiani.
  • L'uovo: simbolo della vita e della nascita, e la cui rottura simboleggia la tomba vuota.
  • L'agnello: simboleggia il sacrificio compiuto da Gesù.
  • La colomba: simboleggia la Pace e lo Spirito Santo.
  • Il coniglio: nei paesi anglosassoni e più in generali quelli del nord hanno una simpatica mascotte per commemorare questo giorno: il coniglio pasquale.
  • L'ulivo: la domenica precedente quella di Pasqua è chiamata domenica delle Palme che serve a ricordare la folla che accolse Gesù salutandolo alzando foglie di palma e ulivo.
  • La campana: ha un ruolo importante perché il venerdì, giorno in cui Gesù muore crocifisso, le campane vengono legate per non suonare, mentre la domenica, giorno della resurrezione, suonano in segno di festa.
  • La croce: era uno strumento di tortura durante l'Impero Romano e Gesù è morto crocifisso.
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Perché il sabato si chiama così?

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Il sabato è un giorno amato proprio da tutti, metaforicamente è un sospiro di sollievo che si prende al termine della settimana dopo tante giornate intense di scuola (per i giovani) e di lavoro (per gli adulti). Dunque si tratta di un'intera giornata, e per alcuni mezza giornata, da dedicare ad altre attività diverse da quelle della routine e in particolare allo svago. Tra le tante cose che si possono fare di sabato, ce n'è una che se siete qui potreste aver fatto, ed è domandarsi perché il sabato si chiama proprio così.





Sabato: etimologia

Il nome sabato, inteso come il sesto giorno della settimana che si trova tra il venerdì e la domenica, ha radici antiche e proviene dal latino "sabbatum", che a sua volta deriva dal greco "sábbaton". Quest'ultimo termine ha origini ebraiche, dato che deriva dalla parola ebraica "shabbat", che significa "giorno di riposo".

In precedenza, il sabato era associato al dio Saturno (Saturni dies) e questa attribuzione è ancora presente nel nome inglese Saturday.



Cos'è lo shabbat?

Nella tradizione ebraica, il sabato (shabbat) è considerato il settimo e ultimo giorno della settimana, un giorno di riposo (è vietato lavorare) e di preghiera. Quanto detto è basato sul racconto della Genesi nell'Antico Testamento, dove si narra che Dio si sia preso un giorno di riposo dopo aver completato la creazione del mondo.

Questo giorno di riposo che viene celebrato ogni sabato ed è chiamato shabbat è considerato sacro nella religione ebraica. Durante lo Shabbat, si recita una preghiera speciale chiamata Kiddush sulla coppa di vino la sera e la mattina, per mostrare che il giorno è sacro. Alla fine dello Shabbat, si recita un'altra preghiera chiamata Havdalah, usando una coppa di vino, delle spezie profumate e una candela. Durante questo giorno, si consumano tre pasti speciali che includono la Challah, un pane tradizionale, e solitamente carne. Inoltre, si dedica del tempo allo studio della Torah, il libro sacro ebraico.
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Cosa significa gg?

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I giovani sono soliti usare espressioni particolari che hanno lo scopo di aggiungere maggiore espressività a ciò che dicono, si tratta di un linguaggio principalmente orale ed è chiamato slang. Tra le moltissime parole dello slang giovanile, in questa pagina andremo ad analizzare l'espressione "gg". Se siete qui vuol dire che un vostro amico o un'altra persona su internet l'ha usata e vi starete chiedendo quale sia il suo significato. Non solo ve lo andremo a spiegare ma vi mostreremo anche degli esempi per capire quando e come si usa in una frase.





gg: significato

Abbreviazione Significato Traduzione
gg good game buona partita


gg è l'abbreviazione dell'espressione inglese "good game" che in italiano vuol dire "buona partita". Non deve essere confuso con gg. la cui presenza del punto ha il significato di "giorni", ovvero il plurale abbreviato di giorno.



Quando si usa gg?

L'espressione "gg" funge come gesto di rispetto e fair play per congratularsi con gli altri giocatori per una partita ben giocata indipendentemente se faceva parte della propria squadra o della squadra avversaria.

Questo termine è molto diffuso nei giochi online dove i partecipanti potrebbero non conoscere bene la lingua inglese per scrivere delle frasi più lunghe oppure non avere il tempo per scrivere in chat tra una sfida e l'altra e si limitano a scrivere sbrigativamente queste due lettere.
Inoltre, può avere una duplice funzione, sia come già detto come saluto di cortesia, sia per incoraggiare il proprio team durante la partita. Ovviamente può anche essere usato sarcasticamente quando la vittoria di una squadra è schiacciante, ma in generale questa espressione denota segnali di buon comportamento e sportività.


Esempio con frasi

Wow, la partita è stata epica! gg a tutti!
gg, amici! È stato divertente giocare con voi nonostante la sconfitta.
Grazie per la partita, gg!
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Perché i giorni della settimana finiscono per dì?

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Anche voi avete notato un fatto curioso che riguarda i nomi dei giorni della settimana? Nei giorni della settimana in italiano vi è una costante nel loro nome ed è il suffisso "", che è sempre presente nei giorni che vanno dal lunedì al venerdì e poi non appare più nei giorni del fine settimana. Volete sapere perché c'è questo cambio di tendenza dei loro nomi?





Giorni della settimana: etimologia

Giorni della settimana Etimologia Significato
Lunedì Lunae dies Giorno della Luna
Martedì Martis dies Giorno di Marte
Mercoledì Mercurĭi dies Giorno di Mercurio
Giovedì Iovis dies Giorno di Giove
Venerdì Venĕris dies Giorno di Venere
Sabato Shabbat Giorno di riposo
Domenica Dies dominica Giorno del Signore




Spiegazione

I nomi dei giorni della settimana sono stati assegnati in origine dai Babilonesi e poi in seguito sono stati adottati dai Romani. All'epoca non potevano contare sulla tecnologia che disponiamo adesso per vedere i corpi celesti e gli unici che erano in grado di vedere a occhio nudo era esattamente i sette che sono stati usati per dare i nomi ai giorni della settimana. Questi nomi fanno dunque riferimento ai corpi celesti, poiché gli astrologi pensavano che governassero le prime ore di ogni giorno.

E a questo punto vi starete chiedendo: «Cosa c'entra tutto questo con i giorni di sabato e domenica che a quanto pare non fanno riferimento a nessun corpo celeste?» In realtà, in origine il sabato era attribuito a Saturno e la domenica al Sole, infatti questa usanza è ancora presente nella lingua inglese:
Saturday = "Saturn" significa Saturno
Sunday = "Sun" significa Sole


In Italia invece stiamo usando i nomi modificati con l'avvento del Cristianesimo, infatti quando Costantino venne convertito al cristianesimo dedico il giorno della domenica al Signore; anche il sabato è influenzato dalla religione, però in questo caso lo shabbat riguarda religione ebraica. Se le religioni non avessero influenzato i giorni della settimana, anche il sabato e la domenica sarebbero terminati con il suffisso "dì":
  • Lunedì
  • Martedì
  • Mercoledì
  • Giovedì
  • Venerdì
  • Saturdì / Satudì
  • Solidì / Soledì
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Giorni della settimana

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I giorni della settimana sono quei nomi che si danno ai giorni che si ripetono ogni settimana. Servono principalmente ad organizzare il tempo e la nostra vita quotidiana (come lavoro, scuola, appuntamenti medici, incontri con amici e familiari, tempo libero e altre attività), e per tenere traccia del tempo che passa.





Giorni della settimana: quali sono?

Una settimana è composta da sette giorni, chiamati "giorni della settimana" e sono:
  • lunedì,
  • martedì,
  • mercoledì,
  • giovedì,
  • venerdì,
  • sabato,
  • domenica.



Giorni della settimana: ordine numerico e abbreviazione

A ogni giorno corrisponde un numero. Inoltre, nei calendari, nelle agende e nelle tabelle degli orari, i nomi dei giorni della settimana vengono abbreviati per renderli più brevi e facili da leggere.

Numero Giorno della settimana Abbreviazione
1 Lunedì lun.
2 Martedì mar.
3 Mercoledì mer.
4 Giovedì gio.
5 Venerdì ven.
6 Sabato sab.
7 Domenica dom.



Perché i giorni della settimana si chiamano così?

I giorni della settimana hanno origini antiche e quelli che vanno dal lunedì al venerdì derivano dalla mitologia romana e dalle divinità pagane (notare che finiscono tutti per "dì"), invece il sabato e la domenica derivano dalla religione ebraica. Inoltre, a ogni giorno della settimana è associato un corpo celeste. Di seguito trovate alcune informazioni riguardanti ciascun giorno della settimana:

Lunedì

Il nome "lunedì" deriva dal latino "Dies Lunae", che significa "giorno della Luna", poiché la Luna era associata al primo giorno della settimana secondo il calendario romano.

Martedì

Il nome "martedì" deriva dal latino "Dies Martis", che significa "giorno di Marte", il dio romano della guerra, corrispondente al dio greco Ares.

Mercoledì

Il nome "mercoledì" deriva dal latino "Dies Mercurii", che significa "giorno di Mercurio", il dio romano del commercio, dei viaggi e dei messaggi.

Giovedì

Il nome "giovedì" deriva dal latino "Dies Iovis", che significa "giorno di Giove", il re degli dei nella mitologia romana, equivalente al dio greco Zeus.

Venerdì

Il nome "venerdì" deriva dal latino "Dies Veneris", che significa "giorno di Venere", la dea romana dell'amore e della bellezza, equivalente alla dea greca Afrodite.

Sabato

Il nome "sabato" deriva dal latino "Sabbatum", a sua volta dal greco "Sabbaton", che significa "giorno del riposo", poiché è tradizionalmente considerato il giorno di riposo nella settimana ebraica e cristiana. Prima del cristianesimo era associato a Saturno.

Domenica

Il nome "domenica" deriva dal latino "Dies Solis", che significa "giorno del Sole", poiché era il giorno dedicato al culto del Sole nell'antica Roma.



Giorni feriali e festivi

I giorni della settimana possono essere feriali o festivi.

Giorni feriali

Sono definiti giorni feriali i giorni il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì e il sabato. Sono tutti quei giorni in cui i svolgono attività lavorative.

Giorni festivi

Sono definiti giorni festivi la domenica e, quando la settimana lavorativa è composta da 5 giorni, anche il sabato rientra tra i giorni festivi. Altri giorni festivi sono il 1° gennaio, il 25 aprile, il lunedì dopo Pasqua, il 1° maggio, il 15 agosto, il 1° novembre, l'8 dicembre, il 25 dicembre e il 26 dicembre.



Si scrivono in maiuscolo o in minuscolo?

Nella lingua italiana, i giorni della settimana vanno scritti con la lettera iniziale minuscola, a meno che il nome di un giorno della settimana non si trovi all'inizio di una frase, oppure non sia un giorno festivo (Domenica delle palme), oppure non venga utilizzato come nome proprio di persona (la mia amica Domenica).

Nella lingua inglese, i giorni della settimana vanno scritti con la lettera iniziale maiuscola.



Quanto dura un giorno?

Un giorno dura 24 ore e ha inizio alle ore 00:00:00 e termina alle ore 23:59:59, cioè inizia allo scoccare della mezzanotte e termina allo scoccare della mezzanotte successiva.

Un giorno può essere diviso in quattro fasi, che sono:
  • Notte: La fase iniziale del giorno, che inizia quando la maggior parte delle persone sta dormendo. Dalle ore 00:00 alle 06:00.
  • Mattina: Inizia all'alba e si estende fino a metà giornata o a mezzogiorno. Dalle ore 06:00 alle ore 12:00.
  • Pomeriggio: La fase che segue la mattina e va da metà giornata al tramonto. Dalle ore 12:00 alle ore 18:00.
  • Sera: La fase che segue il pomeriggio e inizia al tramonto. Dalle 18:00 alle ore 00:00.
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Venerdì: significato ed etimologia

venerdì-giorno

Il venerdì è quel giorno della settimana in cui si può finalmente tirare un sospiro di sollievo. In genere, la settimana lavorativa o scolastica si conclude, o nel peggiore dei casi rimane ancora la mezza giornata del sabato di scuola o lavoro. Dunque, dopo il venerdì arriva il tanto atteso weekend (sabato e domenica), quel momento in cui si può finalmente mettere da parte la routine e vivere la propria vita al massimo, perché ci si sente liberi di fare quello che si vuole senza pensieri.





Il venerdì: scheda informativa

Giorno Venerdì
Settimana Quinto giorno
Etimologia Venĕris dies
Significato Giorno di Venere
Frase celebre «Solo Robinson Crusoe aveva fatto tutto entro venerdì»

Altre frasi




Il venerdì: cos'è?

Il venerdì è il quinto giorno della settimana e si trova a cavallo tra il giovedì e il sabato.



Venerdì: etimologia

Il giorno venerdì deriva dal latino Venĕris dies, che sta per "il giorno di Venere". Questo collegamento è dovuto al fatto che Venere è la dea dell'amore, dell'estetica, e dell'armonia, dunque il venerdì è spesso considerato un giorno associato all'amore, al romanticismo e alla bellezza.



Giovedì: curiosità

  • Per gli inglesi e i tedeschi il giorno di venerdì è associato alla dea germanica Freia, che è l'equivalente della dea Venere.
  • Per i cristiani, il Venerdì Santo è due giorni prima di Pasqua e poiché si ricorda il giorno della morte di Gesù, ci sono regole da seguire, come il non mangiare carne.
  • Nell'Islam, il venerdì è un giorno sacro in cui i fedeli vanno in moschea per pregare.
  • Nella tradizione ebraica, al tramonto del venerdì inizia il Shabbath, che dura fino al tramonto del giorno successivo.
  • Nell'Impero Romano, era un giorno per pagare tasse e per le condanne a morte.
  • Per i più superstiziosi, il venerdì è un giorno sfortunato specialmente nelle date venerdì 13 e venerdì 17.
  • Alcuni considerano il venerdì un giorno fortunato; come ad esempi il navigatore genovese Cristoforo Colombo che iniziò il suo viaggio di venerdì.
  • In Sicilia, chi nasce di venerdì è chiamato "vinnirinu", che vuol dire "venerdino", e si dice che diventerà un uomo coraggioso e fortunato.



Venerdì in tutte le lingue

Eccovi com'è chiamato il venerdì nelle altre lingue:
  • In inglese: friday;
  • In spagnolo: viernes;
  • In francese: vendredi;
  • In tedesco: freitag;
  • In napoletano: viernarì;
  • In siciliano: vènniri.


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Giovedì: significato ed etimologia

giovedì-giorno

Il giovedì è quel giorno della settimana in cui si è molto stanchi perché è il quarto giorno lavorativo o scolastico, ma si è felici perché il 50% più difficile della settimana è superato e il weekend è molto vicino. Quindi in questo giorno si può già a iniziare a pianificare il weekend sperando anche che il cattivo tempo o imprevisti non guastino il programma del fine settimana.





Il giovedì: scheda informativa

Giorno Giovedì
Settimana Quarto giorno
Etimologia Iovis dies
Significato Giorno di Giove
Frase celebre «Giovedì è la via di mezzo tra il bene (Venerdì, Sabato e Domenica) e il male (Lunedì, Martedì, Mercoledì)»

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Il giovedì: cos'è?

Il giovedì è il quarto giorno della settimana e si trova a cavallo tra il mercoledì e il venerdì.



Giovedì: etimologia

Il giorno giovedì deriva dal latino Iovis dies, che sta per "il giorno di Giove". Questo collegamento è dovuto al fatto che il dio Giove è associato all'abbondanza, alla crescita e alla prosperità, e difatti Giove è anche il pianeta più grande del sistema solare.



Giovedì: curiosità

  • Giove è noto anche come Zeus nella mitologia greco-romana.
  • Per gli inglesi e tedeschi il giovedì è rappresentato dal dio germanico Thor, che vuol dire "tuono" ed è l'equivalente di Giove. Anche Thor, della mitologia norrena, condivide alcune caratteristiche con Giove, come il controllo dei fulmini e la fertilità dei campi, essendo considerato il signore dell'aria. Gli antichi Germani veneravano alberi come la quercia, dedicati a Thor.
  • L'ultimo giovedì del periodo di Carnevale prende il nome di "giovedì grasso", perché in questa occasione si è soliti preparare cibi ricchi e grassi come fritture e dolci, dato che questo periodo precede quello di digiuno della Quaresima. In genere, il giovedì grasso viene considerato come il giorno vero e proprio di inizio della festività del Carnevale.
  • Per i cristiani, il Giovedì Santo è particolarmente significativo perché cade durante la settimana che precede la Pasqua. Altri giorni importanti per la cristianità che cadono di giovedì sono l'Ascensione e il Corpus Domini.
  • Il 24 ottobre 1929 è stato chiamato "giovedì nero" a causa dell'inizio del crollo economico che ha portato alla grande depressione.
  • Nel Regno Unito, il giovedì è il giorno tradizionale per le elezioni politiche.



Giovedì in tutte le lingue

Eccovi com'è chiamato il giovedì nelle altre lingue:
  • In inglese: thursday;
  • In spagnolo: jueves;
  • In francese: jeudi;
  • In tedesco: donnerstag;
  • In napoletano: gioverì;
  • In siciliano: jòviri.


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« Mercoledì Venerdì »
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Mercoledì: significato ed etimologia

mercoledì

Il mercoledì è quel giorno che divide la settimana lavorativa o scolastica esattamente in due parti uguali. In questo giorno della settimana ci si può consolare per aver superato i due giorni più duri: il lunedì e il martedì, e perché ne mancano altri due per arrivare al weekend. Ma anche la stanchezza accumulata in questi primi due giorni della settimana non è affatto da sottovalutare, dato che fa sembrare il mercoledì un giorno assai più lungo rispetto agli altri giorni della settimana, eppure dura 24 ore come tutti gli altri.





Il mercoledì: scheda informativa

Giorno Mercoledì
Settimana Terzo giorno
Etimologia Mercurĭi dies
Significato Giorno di Mercurio
Frase celebre «Lunedì è sempre il giorno peggiore, il martedì va un po' meglio, il mercoledì già non vedi l'ora che arrivi il fine settimana»

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Il mercoledì: cos'è?

Il mercoledì è il terzo giorno della settimana e si trova a cavallo tra il martedì e il giovedì.



Mercoledì: etimologia

Il giorno mercoledì deriva dal latino Mercurĭi dies, che sta per "il giorno di Mercuio". Questo collegamento è dovuto al fatto che il dio Mercurio era considerato il dio degli scambi, del commercio e delle comunicazioni, e il mercoledì era considerato dagli antichi Romani come un giorno speciale da dedicare al commercio e alle trattative.



Mercoledì: curiosità

  • Secondo la tradizione biblica, nella Genesi (quarto giorno della settimana), il mercoledì è il giorno in cui Dio creò il Sole e la Luna (i due luminari).
  • Il mercoledì era anche considerata il giorno ideale per studiare le scienze, specialmente quelle un po' misteriose, e per mettere alla prova la propria intelligenza e la propria astuzia. Tuttavia, bisognava stare attenti, perché poteva anche favorire comportamenti un po' rischiosi come le frodi e il gioco d'azzardo. Insomma, era un giorno pieno di energie e opportunità, ma bisognava saperle gestire sapientemente!
  • Il termine inglese "Wednesday", equivalente di mercoledì, non è dedicato al dio Mercurio bensì alla divinità celtico-germanica Woden, più comunemente conosciuto come Odino.
  • Il mercoledì è governato dall'arcangelo Raffaele secondo la credenza popolare. Quindi, è un giorno che ha un significato speciale sia dal punto di vista storico che simbolico!
  • Mercoledì è anche il nome di un componente della famiglia Addams, ovvero la figlia.



Mercoledì in tutte le lingue

Eccovi com'è chiamato il mercoledì nelle altre lingue:
  • In inglese: wednesday;
  • In spagnolo: miércoles;
  • In francese: mercredi;
  • In tedesco: mittwoch;
  • In napoletano: miercurì;
  • In siciliano: mèrcuri.


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Martedì: significato ed etimologia

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Cosa possiamo dire del martedì? È un giorno che segue quel giorno che solitamente viene definito il peggiore della settimana (lunedì) e precede quello che è definito il giorno che sta nel mezzo della settimana ma che sembra non finire mai (mercoledì). Dunque il martedì sembra il continuo del lunedì ed è per molti considerato un altro giorno pesante di scuola o lavoro. Siamo ancora all'inizio della settimana e ci vogliono ancora diversi giorni per poter arrivare sani e salvi al weekend.





Martedì: scheda informativa

Giorno Martedì
Settimana Secondo giorno
Etimologia Martis dies
Significato Giorno di Marte
Frase celebre «Martedì è un altro lunedì ma con un lunedì in meno da trascorrere».

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Martedì: cos'è?

Il martedì è il secondo giorno della settimana e si trova a cavallo tra il lunedì e il mercoledì.



Martedì: etimologia

Il giorno martedì deriva dal latino Martis dies, che sta per "il giorno di Marte". La scelta del nome del dio Marte era dovuta al fatto che questo dio, venerato nella religione romana e italica, era definito il dio della guerra e dei duelli. Nell'antica Roma, pare che il martedì fosse considerato il giorno più adatto per iniziare una guerra o comunque compiere qualsiasi cosa che fosse una lotta mediante l'uso di armi o una sfida (anche di tipo sportivo).



Martedì: curiosità

  • Il martedì era visto come un giorno molto agitato e potenzialmente pericoloso. Si credeva che nascere di martedì portasse sfortuna e che ammalarsi in quel giorno fosse un cattivo presagio.
  • Vi è un popolare proverbio che recita: "Né di venere né di marte ci si sposa né si parte" a sottolineare la cattiva nomina che si è fatto col passare degli anni. Non solo in Italia, è noto anche in Spagna, Grecia e America Latina.
  • Per l'astrologia, le azioni violente e motivate dall'odio, dalla rabbia e dal risentimento possono avere successo il martedì. Dunque, chi ha intenzione di scatenare un'azione ostile e aumentare le probabilità di vittoria dovrebbe scegliere il martedì (qui si entra nel mondo della scaramanzia).
  • Nella lingua inglese e tedesca, il nome di questo giorno deriva dal nome del dio germanico Týr che è l'equivalente del dio Marte.
  • Nel calendario liturgico della Chiesa cattolica, l'ultimo giorno di carnevale, noto come Martedì Grasso, cade di martedì.
  • I giorni della settimana si scrivono sempre con la lettera iniziale minuscola, e questo vale ovviamente anche per il martedì.


Martedì in tutte le lingue

Eccovi com'è chiamato il martedì nelle altre lingue:
  • In inglese: tuesday;
  • In spagnolo: martes;
  • In francese: mardi;
  • In tedesco: dienstag;
  • In napoletano: marterì;
  • In siciliano: màrtiri.


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Lunedì: significato ed etimologia

lunedì

Avete presente quel momento in cui il weekend (sabato e domenica) termina e ricomincia nuovamente la settimana dall'inizio? A quei due giorni generalmente trascorsi all'insegna del relax e e del divertimento, fa seguito il lunedì, che per molti è visto metaforicamente come un vero e proprio tornado dato che stravolge radicalmente lo stile di vita da un giorno all'altro. Molti considerano il lunedì come il giorno peggiore della settimana, proprio perché è il giorno più distante dal fine settimana. In particolare del lunedì viene odiata la sveglia mattutina, dunque il minor numero di ore di sonno, e ovviamente le lunghe giornate di scuola e di lavoro, e tutto sembra procedere più lentamente del solito in questo giorno.





Lunedì: scheda informativa

Giorno Lunedì
Settimana Primo giorno
Etimologia Lunae dies
Significato Giorno della Luna
Frase celebre «Che bello, finalmente è Lunedì! - Frasi che non dirò mai. Ma proprio mai, e poi mai, mai, mai, mai, mai! Ho già detto mai?».

Altre frasi




Lunedì: cos'è?

Il lunedì è il primo giorno della settimana e si trova a cavallo tra la domenica e il martedì.



Lunedì: etimologia

Il giorno lunedì deriva dal latino tardo lunae dies, che sta per "il giorno della luna". Il motivo di questo collegamento risale alle credenze astrologiche e alle tradizioni culturali che attribuivano ogni giorno della settimana a un pianeta o a un corpo celeste. Il lunedì è stato considerato dagli antichi Romani come un giorno speciale, influenzato dalla Luna, un astro associato alla femminilità, alla notte e alla natura. Era il momento migliore per occuparsi della casa e delle attività agricole come la fertilizzazione dei campi e la costruzione di pozzi. La Luna, simboleggiata da dee come Cerere, Diana e Proserpina, rappresentava la crescita, la cura, la famiglia e la riflessione interiore. Ancora oggi, il lunedì è considerato un giorno adatto per pratiche magiche e astrologiche.



Lunedì: curiosità

  • Anche se in Italia può sembrare normale considerare il lunedì come il primo giorno della settimana, in realtà non tutti i paesi la pensano in questo modo. Ad esempio, in Russia e nei paesi anglosassoni, il primo giorno della settimana è considerato la domenica, dunque il lunedì lo considerano il secondo giorno della settimana.
  • Anche i Romani, gli ebrei e i cristiani consideravano il lunedì come secondo giorno della settimana. E pare che lo spostamento del lunedì a primo giorno della settimana possa essere dovuto alle fasi lunari oppure al fatto che la Luna all'epoca era considerata un pianeta, ovvero il primo pianeta che si incontra procedendo in direzione delle stelle.
  • In Italia, il giorno che segue la domenica di Pasqua è chiamato Lunedì dell'Angelo, anche noto come Lunedì di Pasquetta, ed è un giorno festivo.
  • Il giorno lunedì va scritto con la lettera iniziale minuscola e questa regola vale anche per gli altri sei giorni della settimana. Ovviamente all'inizio di una frase e dopo il punto, va scritto con la lettera iniziale maiuscola.


Lunedì in tutte le lingue

Eccovi com'è chiamato il lunedì nelle altre lingue:
  • In inglese: Monday;
  • In spagnolo: Lunes;
  • In francese: Lundy;
  • In tedesco: Montag;
  • In napoletano: Lunnerì;
  • In siciliano: Lunidìa.


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Cosa significa Al secolo?

al-secolo

Avete mai sentito prima l'espressione "al secolo"? Non è una di quelle parole che viene fuori nel linguaggio parlato, ma è più probabile che potreste averla letta in un enciclopedia online, in libri rivolti a un pubblico maturo, dunque non nei libri scolastici. Iniziamo subito col dire che anche se l'espressione contiene il termine "secolo", non ha nulla a che fare con i numeri romani e il calcolo dei secoli.





Significato

"Al secolo" è un'espressione italiana che deriva dal latino saeculum, che vuol dire "oltre che secolare", oppure "che appartiene al mondo" (e non alla religione) e viene utilizzata per indicare il nome con cui una persona è conosciuta nella vita quotidiana, ovvero il nome di battesimo o da quello con cui è registrata legalmente. In altre parole, quando nasciamo abbiamo il nostro nome di battesimo, oppure decidiamo in futuro di cambiarlo all'anagrafe; nel caso di persone famose e di figure pubbliche, viene usato un nome d'arte, uno pseudonimo, un soprannome o un nome ufficiale dettato dal ruolo.



Quando si usa?

L'espressione "Al secolo" viene usata nella religione cattolica, in particolare per il nome dei papi, cambiano nome dopo essere stati eletti per dare un segno di completa dedizione al nuovo ufficio, e anche di alcuni santi i cui nomi gli vengono attribuiti per le loro opere di benevolenza e carità ecc.
Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio
Padre Pio, al secolo Francesco Forgione
"Al secolo" è un'espressione che spesso si usa in modo scherzoso per parlare delle informazioni di base su una persona, più precisamente del suo nome di nascita. È come dire: "Questo è il nome che ha in realtà". Può risultare divertente perché si usa quando non c'è niente di particolarmente interessante o famoso nel nome della persona. Quindi, potreste sentire frasi del tipo:
Marilyn Monroe, al secolo Maria Rossi
Dove Marilyn Monroe è un personaggio famoso del passato, modello di bellezza, e Maria Rossi è una persona comune, magari la vostra amica, compagna di scuola, fidanzata, con cui avete voglia di scherzare in modo leggero con le parole.
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Domenica: significato ed etimologia


Quando si pensa alla domenica non si può non collegare questo giorno al riposo e al relax. La domenica è un giorno festivo, cioè un giorno nel quale la maggior parte delle persone non lavora. Ci sono alcune categorie di persone che devono lavorare ugualmente, ad esempio i medici, gli infermieri, le forze dell'ordine e chi gestisce un'impresa o lavora in un'azienda che è aperta anche di domenica. Solitamente la domenica è vista come un giorno per dormire qualche ora in più, specialmente chi il sabato sera è rientrato a casa tardi o è stanco per il lavoro settimanale; chi pratica una religione potrebbe avere l'abitudine di recarsi in chiesa per seguire la funzione religiosa; ma più in generale è un giorno per trascorrere del tempo in famiglia, a cominciare dal pranzo domenicale, e per trascorrere del tempo in altre attività piacevoli come passeggiate, far visita ai parenti, dedicarsi ai propri hobby e interessi personali, come leggere, dipingere, suonare uno strumento, fare giardinaggio ecc.





La domenica: scheda informativa

Giorno Domenica
Settimana Settimo giorno
Etimologia Dies dominica
Significato Giorno del Signore
Frase celebre «Il lavoro della domenica non fece mai ricco nessuno».

Altre frasi




La domenica: cos'è?

La domenica è il settimo giorno della settimana e si trova a cavallo tra il sabato e il lunedì.



Domenica: etimologia

Il giorno domenica deriva dal latino tardo dies dominicus, che sta per "il giorno del Signore". Il motivo è dovuto al fatto che Gesù è morto di venerdì ed è resuscitato di domenica. Inoltre, secondo la Genesi, dopo aver creato tutte le cose, Dio si riposò il settimo giorno, di domenica. In origine questo termine era riferito al Sole, in onore della divinità del Sol Invictus, infatti era chiamato in latino "dies Solis", ovvero giorno del Sole.



Domenica: curiosità

  • Secondo la religione cattolica l'onomastico per chi si chiama Domenico o Domenica, ricorre il 6 luglio, in memoria di santa Domenica di Tropea vergine, martire a Nicomedia, patrona della città di Tropea. Un'altra data per ricordare San Domenico di Guzman è l'8 agosto.
  • Il giorno di domenica si scrive con la lettera iniziale minuscola e questa regola vale anche per tutti gli altri giorni della settimana, essendo un nome comune di cosa.
  • Il giorno di Pasqua cade sempre di domenica così come la domenica delle palme viene celebrata in questo giorno della settimana.


Domenica in tutte le lingue

Eccovi com'è chiamata la domenica nelle altre lingue:
  • In inglese: sunday;
  • In spagnolo: domingo;
  • In francese: dimanche;
  • In tedesco: sonntag;
  • In napoletano: dumméneca;
  • In siciliano: dumìnica.


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Sabato: significato ed etimologia

sabato-giorno-settimana

Statisticamente il sabato è il giorno più atteso della settimana perché in questo giorno c'è chi ha il giorno libero e non lavora e alcune scuole sono chiuse, o c'è chi lavora solamente mezza giornata. Ovviamente questa regola non si applica a tutti ma per la maggior parte delle persone è così. Dunque il sabato e, in particolare il sabato sera, diventa l'occasione giusta per uscire di casa, ma non per svolgere attività di studio o lavoro, bensì per fare cose che ci piacciono davvero dopo una lunga settimana di impegni, come divertirsi con gli amici o uscire con il proprio partner, la propria famiglia, fare shopping, guardare film o serie TV, giocare ai videogiochi, fare sport o anche solo rilassarsi a casa.





Il sabato: scheda informativa

Giorno Sabato
Settimana Sesto giorno
Etimologia Shabbat
Significato Giorno di riposo
Frase celebre «Quando Dio distribuiva l'energia per andare a ballare il sabato sera io stavo aspettando il pizzaiolo a casa»

Altre frasi




Il sabato: cos'è?

Il sabato è il sesto giorno della settimana e si trova a cavallo tra il venerdì e la domenica.



Sabato: etimologia

Il giorno sabato deriva dall'ebraico shabbath, che sta per "il giorno del riposo". In origine questo termine era riferito al dio Saturno, infatti era chiamato in latino "Saturni dies", ovvero giorno di Saturno. Per gli antichi romani non era un giorno spensierato come lo vediamo oggigiorno, per loro era più come un venerdì, nel senso che portava sfortuna.



Sabato: curiosità

  • Al giorno di sabato, Giacomo Leopardi ha dedicato una celebre poesia intitolandola "Il sabato del villaggio". In questa poesia narra di come la gente comune aspetti con ansia la domenica per divertirsi e riposare, essendo il giorno di festa (non si lavora), non rendendosi conto che il massimo della spensieratezza si ottiene proprio nel giorno di sabato, perché si può pensare al giorno successivo in modo tranquillo e sereno, mentre di domenica i pensieri sono già rivolti al lunedì. Dunque, il sabato viene visto dal poeta come una metafora della vita, nel senso che l'attesa della festa è di per sé un momento felice (anche se non ce ne rendiamo conto), mentre quando il giorno della festa arriva, ci si illude che sia piacevole ma in realtà non lo si vive con la giusta gioia. E così il giorno di festa viene visto come una delle tante illusioni della vita e, pertanto, non bisogna sperare che i giorni passano velocemente.
  • Quando si pensa al sabato non si può non ricordare il "sabato fascista", espressione che veniva usata durante il fascismo, ovvero quel movimento politico fondato da Benito Mussolini che durò dal 1922 al 1943. Lo scopo era quello di far lavorare le persone per l'intera giornata del sabato, in modo che potessero avere del tempo da dedicare in altre attività che non riguardassero il lavoro, dunque per svagarsi.
  • Il giorno sabato si scrive con la lettera minuscola e questa regola vale anche per gli altri giorni della settimana. Si scrive in maiuscolo solo all'inizio della frase, quando segue il punto oppure nel caso in cui venga usato come nome proprio di persona.
  • Non essendoci stati nella storia della religione cattolica dei santi chiamati Sabato, l'onomastico per coloro che portano questo nome viene celebrato il 1° novembre in occasione della festa di Ognissanti.



Sabato in tutte le lingue

Eccovi come'è chiamato il sabato nelle altre lingue:
  • In inglese: saturday;
  • In spagnolo: sábado;
  • In francese: samedi;
  • In tedesco: samstag;
  • In napoletano: sàbbato;
  • In siciliano: sàbbatu.


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Buoni propositi per l'anno nuovo

buoni-propositi

Quando l'anno sta per giungere al termine è una pratica comune riflettere e fare un resoconto degli obiettivi raggiunti, degli eventi più importanti vissuti e delle sfide affrontate durante l'anno. In genere, si tratta di un momento di autoriflessione e autovalutazione per comprendere cosa ha funzionato bene o male e cosa potrebbe essere migliorato. Tuttavia, le riflessioni di questo tipo non riguardano solo noi stessi, dato che la nostra situazione può coinvolgere anche le persone che ci stanno attorno, come ad esempio i nostri familiari, amici e colleghi di lavoro. Riflettere sull'anno trascorso è un buon modo per chiudere un capitolo e iniziarne uno nuovo con chiarezza e determinazione. Fatto ciò non resta altro da fare che scrivere i buoni propositi per l'anno nuovo. Non sapete cosa sono e non li avete mai scritti prima? Beh, questo potrebbe essere uno dei motivi per cui avete tante idee ma confuse e non riuscite a concludere quasi nulla di quello che vorreste durante l'anno!





Cosa sono i buoni propositi?

Dopo aver analizzato gli aspetti positivi e negativi avvenuti durante l'anno, non resta altro da fare che scrivere i buoni propositi per l'anno nuovo, ovvero una lista numerata di cose che si dovrebbe fare per rendere l'anno che verrà un anno produttivo e sereno. La lista è per lo più costituita da decisioni su qualcosa che non avete fatto prima per mancanza di tempo o stimoli oppure per paura; ma anche da obiettivi da raggiungere e che possono essere raggiunti solamente con impegno e perseveranza.

Materiale necessario:
  • Un foglio di carta,
  • una penna.



Quando scrivere e iniziare i buoni propositi

Non c'è un giorno specifico per iniziare a scrivere i buoni propositi, potreste iniziare a scriverli già in questo preciso momento se non vedete l'ora di iniziare, potreste scriverli nel giorno del vostro compleanno, ma quelli per l'anno nuovo solitamente si scrivono negli ultimi giorni del mese di dicembre o il 1° Gennaio. Solitamente si preferisce aspettare la fine dell'anno perché si spera fino all'ultimo che qualcosa possa ancora arrivare nel magico periodo delle festività natalizie, come - usando una metafora - se l'anno fosse una clessidra con pochi granelli di sabbia che devono ancora scendere o - usando una terminologia sportiva - come se fosse il 90' minuto di una partita di calcio ma con ancora i minuti di recupero da giocare.

Inoltre, come ricorda il proverbio "Anno nuovo, vita nuova", l'anno che verrà è visto come un nuovo inizio, un modo per ricominciare. Per questo motivo sarebbe l'ideale preparare i buoni propositi prima che l'anno corrente si concluda, in modo da non portarsi i problemi dell'anno vecchio anche in quello nuovo.



Come realizzare i buoni propositi

Scrivere i buoni propositi per l'anno nuovo non basta per essere certi di poterli realizzare, altrimenti sarebbe fin troppo semplice la vita e tutti gli psicologi resterebbero senza un lavoro. Per far sì che i buoni propositi si possano realizzare potrebbe esservi d'aiuto seguire alcuni di questi suggerimenti.



Il momento giusto

Avete presente quelle giornate in cui siete di buon umore, pieni di energia, perché non avete niente di speciale da fare ma le trascorrete guardando la tv o dormendo o facendo altre attività che effettivamente non aggiungono niente di nuovo alla vostra vita? Ecco, queste sono le giornate ideali per provare ad eliminare alcune delle cose presenti nella lista.


Uno alla volta

Non è necessario seguire l'ordine numerico della lista. Se pensate che sia più semplice completare un punto della lista scritto più in basso, allora dovrete iniziare da quello.


Trovare un aiutante

È molto più stimolante completare degli obiettivi con la partecipazione di un amico o una persona che ci tiene a noi. L'aiutante non deve per forza essere la stessa persona per tutti gli obiettivi (una persona speciale lo farebbe), e certi obiettivi si possono risolvere anche senza un aiutante. La scelta dell'aiutante però deve ricadere su una persona positiva che non brontola a ogni minima difficoltà ma che, anzi, vi incoraggia, vi sostiene e trova dei modi per superare l'ostacolo.


Trovare le giuste motivazioni

Con le giuste motivazioni diventa più semplice restare concentrati sull'obiettivo da completare. Vi suggerisco di guardare la serie tv "My name is Earl", che narra di un trentenne fannullone e sregolato che scopre il karma e crea una lista di tutte le persone a cui in passato ha fatto un torto e a cui adesso vuole porre rimedio. La serie televisiva è divertente e ammetto che nel suo piccolo fa riflettere: è interessante il concetto che eliminando qualcosa dalla lista, il karma restituisce qualcosa. Ovviamente guardatela nell'ora di pranzo o cena, ma soprattutto non sprecate mai una giornata di sole davanti alla TV! Non so se veramente il karma funzionerà anche per la lista dei buoni propositi, ma sicuramente a fine anno, se sarete tristi, potrete sempre consolarvi col fatto che qualche obiettivo l'avete raggiunto, cosa che invece non eravate riusciti a fare nell'anno precedente, e riuscire a migliorarsi è un grande successo personale! Lasciate perdere il confronto con gli altri, la vera sfida è superare se stessi!


Essere onesti con se stessi

Certe volte i buoni propositi sono troppo ambiziosi, ad esempio "guadagnare più soldi" non si può considerare un buon proposito per quanto siano buono avere una quantità maggiore di soldi da spendere. Inoltre, bisognerebbe evitare obiettivi che vietano qualcosa, ad esempio "non mangiare dolci", "non guardare più televisione", "non andare più in discoteca" ecc.; i buoni propositi non sono fatti per vietare, cioè togliere, bensì per aggiungere, cioè per diversificare il proprio stile di vita e renderlo più ricco di avventure e soddisfazioni. Se ad esempio vi piace guardare la tv, stare sui social e guardare video su internet, e ciò si riflette sul vostro aspetto fisico (fisico debole, appesantito, fiato corto) anziché vietarvi tutto questo potreste organizzarvi acquistando una cyclette o due manubri per allenarvi mentre state guardando la vostra serie televisiva, e così unirete l'utile al dilettevole. Quindi, anziché scrivere "niente tv per 2 mesi", sapendo già che trasgredirete la regola, potreste scrivere semplicemente "fare attività fisica mentre si guarda la tv".


Non essere troppo duri con se stessi

Ogni volta che avrete eliminato una cosa dalla lista, dovrete esserne fieri perché non serve aspettare che la completiate tutta per "festeggiare". Tra l'altro, come abbiamo già accennato in precedenza, potreste non riuscire a completare tutta la lista in un solo anno. Molto dipende dagli obiettivi che vi siete posti, e dalle nuove difficoltà che potrebbero insidiarsi quando meno ve lo aspetterete. L'importante è non abbattersi e continuare a combattere, senza farne una tragedia, perché in fondo una vita troppo semplice è una vita noiosa!



Quali sono i buoni propositi più diffusi?

Migliorare la salute

La salute è molto importante! Se pensate di essere fuoriforma, forse è il caso di iscrivervi in palestra, e se non avete soldi da spendere, potreste semplicemente camminare più spesso a piedi. Davvero, non è necessario correre per dimagrire. Inoltre, non bisogna essere sovrappeso per decidere di fare attività fisica. Se la mattina vi alzate e siete già stanchi e con dolori dappertutto senza un motivo specifico, è perché probabilmente state conducendo una vita sedentaria. Provate a camminare a piedi ogni volta che potete. Se per raggiungere il posto di lavoro, la chiesa, i parenti, siete costretti a viaggiare in auto, potreste parcheggiarla un po' più distante e con questa scusa dovrete camminare di più. Oppure invece di dirigervi subito verso l'auto, sedervi al posto di guida, e ritornare a casa, potreste continuare a camminare un altro po' a piedi. Potrebbe essere utile l'acquisto di un contapassi per motivarvi a migliorare sempre di più in questa attività fisica, magari seguendo un giusto programma adatto alla vostra età (e condizione fisica). Un altro suggerimento, molto più semplice, è quello di sdraiarsi a terra a pancia in su per 5 minuti: rilassate, e concentratevi sull'ottenere un buon posizionamento con la schiena e poi mettete entrambe le mani sul petto per sentire il battito cardiaco (è la tipica posizione di un cadavere nella bara): per quanto strano la posizione assunta è rilassante anche se scomoda per la testa, la schiena e il sedere, e da posizioni sconosciute potrebbero anche arrivarvi idee illuminanti.


Ridurre l'uso dei social network

Chi usa i social network lo fa per sfogarsi condividendo le proprie gioie e le proprie frustrazioni, spesso solo perché non c'è limite al numero di foto e video che si possono caricare e così sono salvati per sempre sul web senza nemmeno occupare spazio sul telefono. Siccome potreste avere molti amici sui social e potreste essere iscritti su diverse piattaforme social, qualora dovesse piacervi tanto guardare i social, il rischio è quello che interromperete troppe volte ciò che state facendo per osservare persone che probabilmente nemmeno sono interessate a voi. Così facendo sarete più lenti, meno produttivi e anche mentalmente stanchi e potreste anche provare una leggera invidia verso chi indossa certi vestiti, frequenta certi luoghi, parte in viaggio mentre voi siete lì a guardarli dal proprio smartphone seduti e annoiati a casa. Non è il caso di diminuire il tempo da dedicare ai social network a 15 minuti al giorno? Inoltre non serve rispondere a tutti i messaggi dei gruppi social appena questi arrivano, rispondete solo quando è il momento per fare questo. Il tempo è prezioso, più prezioso dell'oro, bisognerebbe gestirlo dando priorità alle cose e alle persone più importanti della propria vita.


Alzarsi presto la mattina

Chi si alza presto la mattina riesce a fare molte più cose durante il giorno e la sera riesce ad addormentarsi prima. Inizialmente non è per nulla facile riuscire ad addormentarsi presto e alzarsi presto, quindi la prima settimana sarà difficile che otteniate dei benefici modificando gli orari del sonno, ma alla lunga vi abituerete se rispetterete sempre lo stesso schema. Inoltre, è importante fare colazione, e usare le ore successivamente ad essa per svolgere le attività più complesse della giornata. Contrariamente a quanto si possa pensare, nelle prime ore della giornata il nostro cervello è bello carico e apprende molto più in fretta.


Imparare una nuova lingua

Ormai imparare una nuova lingua non è più così complicato da quando esistono le app che si possono installare gratuitamente sui propri smartphone, che alternano teoria (tramite testo ed audio) ed esercizi pratici pratici. Ammetto che io stesso tramite un'app scelta a caso tra le tante ho imparato tantissime parole in lingua spagnola (e non ne conoscevo nemmeno una!), e l'ho trovato divertente studiare tanto quanto mettersi a giocare. Ovviamente un'app non può sostituire la lezione con un insegnante vero e proprio però una volta per lo stesso corso online si chiedevano addirittura soldi, mentre adesso non ci sono più scuse per imparare una nuova lingua. Inglese, spagnolo, francese, tedesco... quale lingua imparerete quest'anno?


Viaggiare

Non siete stanchi di guardare gli altri che condividono sui social le loro foto di viaggi in luoghi esotici? Non tutti i viaggi sono costosi, non bisogna per forza organizzare viaggi lunghi e con il termine "viaggio" sono intesi anche gli spostamenti all'interno della stessa regione. Effettivamente non ci sono scuse per non viaggiare, almeno due volte l'anno (durante le vacanze estive e le vacanze invernali). Un viaggio è una ricompensa che state facendo a voi stessi e, inoltre, le conversazioni che riguardano le esperienze di viaggio sono molto più piacevoli rispetto a quelle riguardanti lo stress legati allo studio o al lavoro.


Risparmiare soldi

Se avete dei vizi che riducendoli o eliminandoli vi permetteranno di risparmiare soldi per raggiungere gli obiettivi della lista, allora anche risparmiare soldi dovrebbe essere incluso tra i buoni propositi. Mi riferisco a chi spende molti soldi alle scommesse e ai gratta e vinci, a chi fuma, a chi paga abbonamenti tv non necessari ecc.


Trovare l'amore

Non basta uscire di casa con atteggiamento positivo per trovare la donna della propria vita, la cosiddetta anima gemella in grado di capirci ed amarci così per come siamo, che apprezzi i nostri pregi e difetti. Tuttavia, è giusto lasciare il beneficio del dubbio, e riaprire le porte alla "possibilità" dovrebbe essere un buon proposito per l'anno nuovo. La vita è più divertente quando ci si mette in gioco!


Fare del volontariato

Fare del volontariato può essere gratificante per una serie di motivi: avete presente quando raccontate una barzelletta o una situazione divertente e tutti ridono? Non vi dà una piacevole soddisfazione essere riusciti in questo difficile compito di aver fatto ridere tutti? Quando si fa volontariato la gente vi sorride e la soddisfazione è la stessa! Inoltre, avrete la possibilità di incontrare nuove persone, di impegnare il vostro tempo in altre attività (nel caso in cui il tempo non vi manca) ed è comunque un'attività importante per la crescita personale.


Diario personale

Un diario personale potrebbe rivelarsi utile per rileggere i propri stati d'animo a distanza di tempo, per capire come prendiamo certe scelte, e per memorizzare giornate della propria vita di cui a distanza di tempo non ricorderemo nemmeno che fossero esistite. Prendere nota di quello che ci succede ogni giorno è davvero rilassante, ci permette di sfogarci, ma è molto importante custodire questo diario in un luogo segreto per fare in modo che nessuno mai possa trovarlo e leggerlo senza la nostra autorizzazione!


Vedere il lato positivo

Una bella sfida per riuscire a superare anche le giornate terribili, è quella di trovare almeno una cosa positiva accaduta durante il giorno. Può trattarsi di un messaggio di affetto, un sorriso inaspettato, uno sguardo, una parola dolce, un caffé offerto, un saluto con un colpo di clacson, una poesia piena di significato letta per caso su internet ecc.


Fare ordine

Un buon proposito per l'anno nuovo è quello di fare ordine in casa, a cominciare dai propri armadi dove vestiti estivi e invernali sono posati caoticamente nello stesso armadio. Più c'è ordine in casa e più facile vi sarà prendere delle scelte rapide, come ad esempio fare un'uscita improvvisata solamente per il piacere di prendere un po' d'aria e sgranchire le gambe. I vestiti inutilizzati ma ancora in buono stato potreste donarli a chi più ne ha più bisogno: ogni comune ha un centro di raccolta di vestiti usati.


Smettere di spettegolare

Bisogna accettare il fatto che ognuno ha idee diverse che devono essere rispettate. Se ragionassimo tutti allo stesso modo non ci sarebbe più alcune differenza tra un gregge di pecore e il genere umano. Quindi non bisogna giudicare negativamente chi fa acquisti diversi dal solito, chi fa dei lavori apparentemente umilianti e così via. Bisogna imparare a essere positivi anche verso il prossimo, senza parlare alle sue spalle, perché questo fa male sia a questa persona ma anche a voi stessi. Parlare male degli altri non vi farà sentire né meglio né superiori; diversamente supportare chi è preso di mira, comprendere chi si comporta in modo inusuale, vi farà sentire davvero bene!


Sentire il brivido

Spesso evitiamo ciò che ci spaventa ma se state scrivendo i buoni propositi per l'anno nuovo è perché nell'anno precedente è mancato il "brivido". Cos'è il brivido? È la paura di non essere pronti per qualcosa. È il caso di fare qualcosa che non avete fatto prima, come ad esempio guidare un kart in un circuito chiuso, oppure guidare un quad in una strada sterrata (meglio se in gruppo e in modo organizzato, anche pagamento per un servizio simile), lanciarsi con il bungee jumping, oppure andare alle montagne russe (quest'ultimo è più alla portata di tutti).


Non vergognarsi

Se c'è un amico/a a cui volete davvero bene, dovreste dirglielo che vi fa bene frequentarlo/a e ascoltarlo/a. Per quanto possa sembrare imbarazzante, sarà liberatorio per voi esprimere questo sentimento di amicizia ad alta voce.
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Perché fare il dito medio è volgare?

Dito medio

Il gesto del dito medio è l'atto del chiudere tutte le dita della mano, formando un pugno e lasciando sollevato solamente il dito medio. Questo gesto per quanto semplice e apparentemente innocuo è noto a molti come simbolo volgare o offensivo a livello mondiale e ha generato dibattiti e discussioni per diverse generazioni.





Tutto sul dito medio

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda il gesto del dito medio. Andremo a vedere le ragioni alla base per cui questo gesto è considerato come volgare e offensivo, investigando il suo significato storico, lo sviluppo sociale e spiegando il motivo per cui molte persone cercano di evitarlo nelle loro interazioni quotidiane. Mediante un'analisi approfondita, cercheremo di capire meglio come questo gesto è diventato un tabù e andremo a trovare alternative più appropriate per esprimere i nostri sentimenti o disaccordi senza sfociare nella maleducazione.



Significato

Secondo l'antropologo britannico Desmond Morris, il gesto del dito medio è uno degli insulti più antichi di cui si ha memoria. Egli spiega che il suo significato è molto chiaro: il dito medio rappresenta il pene e le dita piegate ai lati rappresentano i testicoli. Quindi, quando facciamo questo gesto, stiamo in effetti mostrando a qualcuno un organo sessuale maschile, il che è da considerarsi un comportamento molto primitivo.

Dovete dare una spiegazione a parole del "gesto del dito medio" potremmo dire che vuol dire: "vai a farti fottere!". Quindi viene usato principalmente come forma di protesta o rabbia verso qualcuno (persona che si odia, che provoca o che ci ha appena fatto un torto o un dispetto).



Origine

Il gesto del dito medio ha una lunga storia che risale a tempi antichi. Si narra che veniva usato dagli antichi romani e che l'avevano soprannominato: "digitus impudicus" (il dito indecente). Questo gesto è documentato in opere di due autori importanti dell'epoca. In uno dei poemi di Marziale, scrittore vissuto tra il 40 e il 104 d.C., un personaggio in ottime condizioni di salute fa il gesto del dito medio a tre medici, probabilmente per allontanarli da se stesso. Inoltre, lo storico romano Tacito, che visse tra il 56 e il 120 d.C., scrisse che i membri delle tribù germaniche facevano spesso questo gesto contro i soldati romani che avanzavano nel loro territorio.

Il gesto del dito medio era già presente anche nell'antica Grecia. Nel 419 a.C., il drammaturgo Aristofane, nella sua commedia chiamata "Le nuvole", rappresenta un personaggio (Strepsiade) che fa il gesto del dito medio. Inoltre, alcuni storici credono che nell'antica Grecia fosse usato anche per fare riferimento a un rapporto omosessuale.

A dirla tutta, secondo l'antropologo Morris, questo gesto potrebbe essere esistito ancor prima che gli esseri umani si sviluppassero come specie dal momento che alcune scimmie lo conoscono.



Ha ancora senso mostrare il dito medio?

Al giorno d'oggi fare il gesto del dito medio non desta più scandalo come in passato. Pertanto è possibile trovare facilmente su internet sportivi, personaggi del mondo dello spettacolo e politico fare questo gesto senza nessuna cattiveria, ma solo con lo scopo di attirare l'attenzione facendo parlare di sé. Si può dire che il gesto del dito medio abbia perso gran parte del suo significato originale e viene usato principalmente per mostrare il proprio atteggiamento ribelle. Nonostante questo rimane un gesto volgare e offensivo, per cui è sempre meglio essere consapevoli del contesto e delle persone con cui si interagisce prima di utilizzare tale gesto, al fine di evitare fraintendimenti o possibili conflitti.
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Volitivo: significato e definizione

Volitivo

Se siete stati definiti una persona volitiva, vuol dire che avete ricevuto un bel complimento. Non capita tutti i giorni ricevere complimenti di questo tipo, tra l'altro con una parola così poco comune.





Volitivo: scheda dizionario

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda il termine "volitivo": il significato, la definizione, l'etimologia e alcuni esempi con frasi.

Sillabazione vo-li-tì-vo
Etimologia volitivus
Analisi grammaticale Aggettivo
Sinonimi fermo, inflessibile, deciso, energico, risoluto, determinato, tenace, ostinato, caparbio
Contrari debole, irresoluto, indeciso, irresoluto, tentennante, abulico, apatico




Volitivo: etimologia

Il termine "volitivo" ha origine dal latino medievale "volitivus", che a sua volta deriva dal verbo "velle", che significa "volere". Il termine latino "voluntas" significa "volontà". Da questi radici latine, ha origine l'aggettivo "volitivus", che indica qualcosa legato alla volontà o al desiderio di volere qualcosa.



Volitivo: significato e definizione

Il termine volitivo è riferito alla capacità di una persona di esercitare la sua volontà forte e risoluta e di intraprendere azioni intenzionali per raggiungere un obiettivo o perseguire un determinato scopo nella vita.

Un individuo con una forte componente volitiva è in grado di prendere decisioni consapevoli, perseguire mete a lungo termine e resistere alle tentazioni o alle distrazioni. La volontà è spesso associata alla capacità di autocontrollo, autodisciplina e automotivazione. Per tutti questi motivi volitivo è considerato un aggettivo positivo per descrivere il carattere di una persona.

La forza della volontà può variare tra le persone e può essere influenzata da fattori interni ed esterni, come la personalità, le esperienze passate, la motivazione, la cultura e l'ambiente sociale.

Talvolta l'aggettivo volitivo viene utilizzato per descrivere lo sguardo di una persona. Uno sguardo volitivo è caratterizzato da un'espressione facciale che riflette una forte determinazione attraverso uno sguardo concentrato e focalizzato sull'obiettivo, l'assenza di esitazione in quanto la persona in questione sembra sicura delle sue azioni o decisioni, un viso serio e determinato che non è distratto da impulsi e desideri, un senso di autorità e leadership che può essere contagiosa anche per gli altri che gli stanno attorno. Uno sguardo volitivo può essere osservato in ambiti come il lavoro, lo sport, lo studio o qualsiasi altro contesto in cui l'individuo è guidato da una forte determinazione a raggiungere il successo o superare ostacoli.
Tuttavia, è bene ricorda che l'interpretazione di uno sguardo può essere soggettiva e dipende dalla situazione e dalla percezione dell'osservatore. Pertanto per alcuni uno sguardo può essere volitivo, per altri invece può essere minaccioso...

Talvolta una donna è definita volitiva per non usare l'espressione informale e colloquiale, anche considerata volgare, "donna con le palle", cioè una donna che ha una forte volontà e determinazione nell'affrontare le difficoltà della vita.

L'equivalente in inglese di volitivo è "strong-willed".

Ecco alcuni esempi con frasi:
Il suo atteggiamento volitivo l'ha aiutato a superare ogni ostacolo lungo il percorso.
L'adolescente ha dimostrato un comportamento volitivo nel perseguire la passione per la danza.
Con il suo spirito volitivo, è riuscito a risolvere la complessa situazione familiare.



Volitivo: analisi grammaticale

Dal punto di vista grammaticale, volitivo è un aggettivo maschile singolare. Di seguito trovate anche la sua versione al plurale e al femminile.

Singolare Plurale
Maschile Volitivo Volitivi
Femminile Volitiva Volitive


Inoltre, nella grammatica italiana, vi è il congiuntivo, ovvero il modo che esprime una possibilità o un desiderio. Il congiuntivo è di tipo volitivo quando è esortativo, desiderativo e concessivo. Si tratta di una costruzione tipica della lingua italiana, in particolare della lingua parlata e informale.

Ecco alcuni esempi:
Desidero sinceramente che tu venga alla festa di compleanno.
In questa frase, "desidero" indica un desiderio volitivo di vedere la persona alla festa.
Vorrei che lei capisca!
Preferirei che voi torniate presto!
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