Poesie di guerra di Ungaretti


Appunto di letteratura sulle poesie di guerra di Giuseppe Ungaretti che include i testi delle poesie, un breve commento e spiegazione.

Giuseppe Ungaretti ha partecipato alla prima guerra guerra mondiale come volontario per l'Italia in qualità di soldato semplice. Non è ricordato per le sue epiche battaglie ma per le sue poesie, che trasmettono in pochi versi e attraverso l'uso di poche parole tutto l'orrore della guerra. Ciò significa che da intervista convinto, Ungaretti, che aveva inteso la guerra come un modo per liberare una nazione e mettere per sempre fine a future guerre, cambiò idea a guerra in corso, indossando i panni di soldati comprese la tremenda disumanità della morte. Quando Ungaretti tratta l'argomento della guerra non fa alcun riferimento a chi la sta combattendo, in che modo avviene e in quali campi di battaglia hanno vinto, bensì descrive la guerra solamente attraverso le proprie reazioni di isolamento, di sgomento e di smarrimento nel vedere uno spettacolo di distruzione. Oltre al tema della guerra, queste poesie hanno in comune che sono tutte contenute nella raccolta poetica L'Allegria.

In questa pagina trovate le poesie di guerra di Giuseppe Ungaretti: le più belle e le più famose. Subito sotto il testo delle poesie trovate un ripasso veloce (un mix tra commento e spiegazione) con l'aggiunta di un link per coloro che volessero leggere una più approfondita analisi del testo della poesia.



Indice




Ungaretti: le poesie di guerra

Veglia - Ungaretti

Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita


Spiegazione

È una terribile notte di guerra quella che Ungaretti sta descrivendo, perché un suo compagno è stato ucciso e lui è costretto a buttarsi a terra per evitare di essere avvistato o colpito dal nemico e, mentre è buttato a terra, osserva i segni della morte sul cadavere del compagno, come quelli sul volto e nelle mani. Si trova dinnanzi a un bivio psicologico: abbattersi e andare incontro alla disperazione e, quindi, alla morte, oppure aggrapparsi alla propria vita e resistere. L'aver visto la morte da vicino ha innescato in lui la voglia di vivere e per non lasciarsi sopraffare dalla morte si è affidato alla poesia, scrivendo poesie ricche di sentimento. Per saperne di più consultate l'appunto Veglia: parafrasi, analisi e commento



Fratelli - Ungaretti

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli


Spiegazione

Ciò che rende questa poesia particolare è l'utilizzo del termine "fratelli" nel bel mezzo di una guerra, per comunicare con la fazione opposta. Anche i soldati dello schieramento rivale possono essere considerati fratelli di fronte alla guerra, perché non ci sono né vincitori né vinti, bensì solo tante vittime perché tutti hanno da perdere, a cominciare dai soldati che la stanno combattendo. Si instaura, quindi, un timido rapporto di parentela perché accomunati dalla stessa sofferente condizione. Per saperne di più consultate l'appunto Fratelli: parafrasi, analisi e commento




Soldati - Ungaretti

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie


Spiegazione

Questa poesia descrive in modo molto semplice la precarietà della vita umana, paragonata alle foglie in autunno. Come alle foglie d'autunno basta una folata di vento per farle cadere da un ramo, anche ai soldati in guerra basta un niente per perdere la propria vita. Per saperne di più consultate l'appunto Soldati: parafrasi, analisi e commento



In dormiveglia - Ungaretti

Assisto la notte violentata

L’aria è crivellata
come una trina
dalle schioppettate
degli uomini
ritratti
nelle trincee
come le lumache
nel loro guscio

Mi pare
che un affannato
nugolo di scalpellini
batta il lastricato
di pietra di lava
delle mie strade
ed io l’ascolti
non vedendo
in dormiveglia


Spiegazione

Il poeta sfrutta il concetto di dormiveglia, ovvero quella condizione incerta fra l'essere sveglio e l'essere addormentato, un sogno leggero di intervalli brevi, e quindi tra sogno e realtà crea un legame in base a quelle che vede e sente in guerra (spari e soldati accovacciato) con il ricordo tranquillo dell'infanzia (gli scalpellini che lavorano nella strada). Per saperne di più consultate l'appunto In dormiveglia: parafrasi, analisi e commento



Pellegrinaggio - Ungaretti

In agguato
in queste budella
di macerie
ore e ore
ho strascicato
la mia carcassa
usata dal fango
come una suola
o come un seme
di spinalba

Ungaretti
uomo di pena
ti basta un'illusione
per farti coraggio

Un riflettore
di là mette un mare nella nebbia


Spiegazione

In questa poesia utilizza il termine pellegrinaggio, inteso come viaggio: che riguarda sia i suoi spostamenti in guerra attraverso i camminamenti scavati sia, in senso più profondo, la vita come un lungo viaggio in cui ci si imbatte in nuove illusioni e speranze. Per saperne di più consultate l'appunto Pellegrinaggio: parafrasi, analisi e commento



San Martino del Carso - Ungaretti

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non m'è rimasto
neppure tanto

Ma nel mio cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato


Spiegazione

In questa poesia Ungaretti descrive il paese di S. Martino martoriato dalla guerra, nel quale a seguito dei bombardamenti sono rimasti solamente alcune mura di qualche casa. Sebbene il dolore per il paese è enorme, ribadisce che il suo cuore è ancora più martoriato, perché molti dei suoi cari compagni soldati con cui ha condiviso l'atroce esperienza della guerra sono morti in battaglia e di loro non è rimasto nulla, se non il loro prezioso ricordo che appunto custodisce nel proprio cuore (ed è a loro che è dedicata questa triste poesia). Per saperne di più consultate l'appunto San Martino del Carso: parafrasi, analisi e commento


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