Perché Ungaretti va in guerra come volontario?


Appunto di letteratura con approfondimento sulla vita di Ungaretti per la sua scelta di arruolarsi volontariamente come interventista.

Tutti sono d'accordo nel considerare Giuseppe Ungaretti come uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo e le sue poesie sono immancabili nel programma scolastico di letteratura ed è anche uno degli autori più scelti nella prima prova di Maturità. Tra le sue poesie più celebri vi sono quelle che raccontano la sua atroce esperienza di soldato durante il primo conflitto mondiale, e allora perché Ungaretti ha partecipato come volontario alla Grande Guerra?



Prima guerra mondiale: fase iniziale

Per poter comprendere la scelta di Giuseppe Ungaretti e il suo orientamento politico, è necessario conoscere la situazione iniziale del conflitto, i Paesi coinvolti e la situazione politica in Italia.

La prima guerra mondiale ebbe inizio il 28 luglio 1914 quando l'impero austro-ungarico dichiarò guerra alla Serbia. Il motivo? Il mese precedente, il 28 giugno 1914, l'arciduca erede al trono dell'impero austro-ungarico Francesco Ferdinando d'Asburgo e la moglie Sophie si erano recati a Sarajevo in visita ufficiale in quanto erano in corso celebrazioni per la festa nazionale serba. Vennero uccisi con dei colpi di pistola da un diciannovenne serbo. In risposta a quanto accaduto l'Impero austro-ungarico dapprima impose un ultimatum con delle dure richieste alla Serbia, che accettò solo in parte, e perciò divenne un pretesto per dichiarare guerra alla Serbia: questo è il casus belli della prima guerra mondiale.

I primi paesi a essere coinvolti nel primo conflitto mondiale sono stati: Austria-Ungheria, Germania, Russia, Regno Unito e Francia.

E l'Italia? L'Italia, insieme al Portogallo, la Grecia, la Bulgaria, il Regno di Romania e l'Impero ottomano rimasero nello stato di neutralità, attendendo ulteriori sviluppi della situazione. In seguito sulla pressione degli interventisti l'Italia iniziò a pensare di entrare in guerra nel tentativo di cercare di ottenere condizioni favorevoli per espandere i propri confini territoriale: dapprima si offrì alle Potenze centrali facendo numerose richieste, che però sono state rifiutate dall'Austria-Ungheria in quanto ritenute esagerate, successivamente l'Italia si offrì alla Triplice Intesa che invece si disse disposta a intavolare delle trattative.

L'Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915.



Perché Ungaretti va in guerra?

Dopo il soggiorno in Francia, Ungaretti decise di entrare in guerra con l'Italia arruolandosi come volontario nel 19º Reggimento di fanteria della Brigata "Brescia", come soldato semplice.

Ungaretti era un interventista perché, come molti degli intellettuali italiani di quell'epoca, vedeva la guerra come una soluzione per ottenere uno stato di uguaglianza e di libertà: pensava che fosse l'ultima guerra da combattere cosicché non ce ne sarebbero state più altre. Quindi Ungaretti non amava la guerra nemmeno inizialmente, ma la vedeva come una cosa giusta da fare. Inoltre il poeta era anche in cerca di una propria identità: confidava nel fatto che combattendo per l'Italia si sarebbe potuto identificare come italiano. Egli è nato ad Alessandria d'Egitto (Egitto) e ha vissuto a lungo in Francia, la guerra era il suo tramite per "italianizzarsi" e avere una "patria".

Nel corso dei combattimenti sul Carso in cui prestò servizio per tutta la durata del conflitto (tranne una parentesi sul fronte francese della Champagne, nella primavera del 1918) scopre una realtà completamente diversa: apprende l'assurdità della guerra. Ungaretti non passo alla storia per le sue azioni eroiche, ma ci ha lasciato delle preziose poesie che continuano a essere tramandate alle generazioni future, perché attraverso poche parole è riuscito a contenere un significato molto profondo.

In quegli anni la guerra di movimento mutò in una guerra di posizione, più comunemente chiamata "guerra di trincea", ovvero una guerra di logoramento in cui i soldati vivevano in condizioni precarie: tra il freddo, la solitudine, la disperazione per il continuo convivere con la morte che sarebbe potuta arrivare in qualsiasi momento.



Poesie di guerra di Ungaretti

La guerra ispira in Ungaretti i temi della sua prima raccolta di poesie, L'Allegria, pubblicata nel 1925 (in essa confluì in seguito anche la raccolta Il porto sepolto, 1917). Sono composizioni talvolta brevissime che fissano frammenti della realtà e della sua dolorosa esperienza di guerra. Tra l'altro la parola "Allegria" serve a sottolineare come anche negli orrori della guerra è stato possibile trarre una parte positiva, tramite la parola.

Ungaretti ha scritto moltissime poesie, e sul nostro sito abbiamo riportato tutti i testi, con parafrasi, commento, figure retoriche e analisi del testo.

Le più celebri poesie di guerra di Ungaretti sono:


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