San Martino del Carso: parafrasi, analisi e commento - Ungaretti


Appunto di letteratura riguardante la poesia "San Martino del Carso" di Giuseppe Ungaretti: testo, parafrasi, analisi del testo, figure retoriche e commento.

La poesia San Martino del Carso è stata scritta dal poeta Giuseppe Ungaretti nel 1916 e fa parte de Il Porto Sepolto, la sua prima raccolta di poesie. È stata scritta quando aveva 28 anni e si trovava come soldato semplice sul fronte di trincea nel Carso.


Testo

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non m'è rimasto
neppure tanto

Ma nel mio cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato



Parafrasi

Delle case di questo paese
non è rimasto più niente,
sono rimasti
solo qualche
pezzo di muro.

Tutte
quelle persone che conoscevo
non vi sono più,
sono tutte morte.

Ma nel mio cuore
c'è spazio per ognuno di loro.

Il mio cuore è
molto più straziato di questo paese.


Parafrasi discorsiva:
Di queste case non è rimasto che qualche pezzo di muro. Di tanti di amici che conoscevo e avevano con me delle relazioni non è rimasto in vita nessuno. Ma nel mio cuore sono e saranno sempre presenti: il mio cuore è il paese più tormentato.



Analisi del testo

METRICA: La poesia è composta da versi liberi distribuiti in quattro strofe, le prime due composte di quattro versi, le ultime di due versi. Come sempre non abbiamo la punteggiatura

Stessa costruzione di “Veglia”, appena più complessa, troviamo quattro strofe che esprimono ognuna un concetto, l’ultima esprime la sintesi.
1° strofa: descrizione della città di San Martino bombardata.
2° strofa: descrizione dei compagni.
3° strofa: constatazione del poeta.
4° strofa: sintesi fra la prima e la seconda strofa.

La lirica crea un'analogia tra due elementi:
- da una parte, il paese di S. Martino del Carso, semidistrutto dai combattimenti;
- dall'altra, il cuore del poeta, che è prima di tutto il cuore di un uomo che soffre.

Le prime due strofe si possono dire descrittive, pur trattandosi di una descrizione scarna ed essenziale. Del paese carsico non sono rimasti che pochi ruderi: la desolazione è ovunque. Ma la guerra ha creato un vuoto ancora più grande, e più doloroso, fra le persone care al poeta.
Tuttavia, con le due brevi strofe conclusive, dove prevale la riflessione, nel cuore del poeta non manca nessuno; lo scrittore ricorda tutti e soffre per tutti. Il suo cuore è un paese ancora più distrutto e sconvolto di S. Martino.



Analisi per parola:
BRANDELLO DI MURO: metafora originale che richiama l’immagine di un corpo lacerato.

CHE MI CORRISPONDEVANO: che ricambiavano il mio affetto.

DI TANTI: Così accentato e isolato evoca tutto l’orrore tragico della guerra. È uno dei tanti esempi in cui la parola, staccata dal contesto logico, vibra di una sola vita propria.

NEPPURE TANTO: neppure i brandelli dei corpi straziati dalle cannonate.

NESSUNA CROCE MANCA: tutti quei cari morti sono presenti nel mio cuore.

IL PAESE PIÙ STRAZIATO: perché ogni croce è presente nella sua mente, ogni brandello di muro gli ricorda quelle ore dolorose.



Figure retoriche

Anafora = "di" e "di" (vv. 1 e 5). Ripetizione della stessa parola a inizio del verso.

Metafora = "brandello di muro" (v. 4). Si parla di muro, un oggetto, ma richiama l'immagine di un corpo lacerato, ovvero i brandelli di carne.

Anafora = "non è rimasto" (vv. 2 e 7). Per la ripetizione delle stesse parole.

Epifora = "tanti" e "tanto" (vv. 5 e 8). Ripetizione di una stessa parola alla fine di più versi per rafforzarne l'importanza.

Metafora = "Ma nel mio cuore nessuna croce manca" (vv. 8-9). Il poeta con questo intende dire che se pur i suoi compagni sono morti, e di loro non restano nemmeno i corpi, nei suoi ricordi (nel suo cuore) ci saranno tutti (nessuna croce manca), come in un grande cimitero.

Anafora = cuore (vv. 9 e 11). Ripetizione della parola.

Analogia = "E' il mio cuore il paese più straziato" (vv. 10-11). Cuore-paese: con ciò il poeta afferma allegoricamente che la sua anima è più martoriata quanto la gente del paese, e il paese stesso.

Allitterazione della A = case-rimasto-qualche-tanti-tanto-manca-straziato

Allitterazione della R = rimasto-brandello-muro-corrispondevano-neppure-cuore-croce-straziato

Allitterazione della C = cuore-croce-manca.



Commento

La distruzione di un paese diventa l’emblema del dolore spirituale del poeta. È una lirica scarna senza effusioni sentimentali. Il poeta rivive in essa lo strazio provato in quelle ore lontane avvampanti di fuoco e cariche di dolore. Come è facile osservare, la poesia è impostata sul confronto tra il paese e il cuore del poeta: le case di S. Martino ridotte a brandelli, il cuore del poeta straziato dal dolore e dalle rovine della guerra.
La parola "brandello" di solito si riferisce agli uomini (brandello di carne), ma proprio questo è l'obiettivo del poeta: sottolineare l'identificazione fra il paese e la vicenda umana.
Alla realtà spaventosa e drammatica della guerra, è possibile opporre solo il potere del ricordo e la fragile arma della poesia: per tanti compagni sventurati che la morte ha inghiottito, il ricordo straziante del poeta rappresenta l'ultimo disperato legame con il mondo della luce e della vita. Ritorna dunque il valore della poesia come testimonianza e memoria, che Ungaretti aveva già esplicitato nella lirica In memoria.


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