Ungaretti: Veglia


Spiegazione:
L’immagine è quella di Ungaretti al fronte, sul Carso, che si trova vicino a un compagno colpito da una granata, un compagno che è morto dilaniato da questa granata, la cui bocca è digrignata, le cui
mani sono rattrappite e sembra entrino nel suo animo, nel suo silenzio al fronte. Ungaretti offre l’immagine reale e quasi macabra della guerra. Lui in questa situazione (cioè vicino al compagno morto) ha scritto lettere
piene d’amore. Avviene, cioè, quella cosa che i greci chiamavano eros e tanatos: quanto più ti senti vicino alla morte tanto più ti senti legato alla vita e all’amore! Concetto ribadito nell’ultima terzina dove
afferma che mai si è, appunto, sentito così “tanto” (occupa da solo il
verso) attaccato alla vita.
Accanto ad ogni titolo delle poesie di Porto Sepolto troviamo sempre data e luogo, come una sorta di personale diario di guerra.


Alcune caratteristiche evidenti:
  • Brevità della poesia e brevità dei versi, addirittura ci sono dei versi formati da una sola parola che diventano parole chiave che vengono isolate nel verso.
  • Non c’è punteggiatura e la sintassi è abbozzata. Tutto ciò ha lo scopo di darci degli squarci di quello che si vuole evocare.

Per approfondire leggete: Giuseppe Ungaretti Veglia



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