Promemoria - Rodari: testo, spiegazione, commento


Appunto di italiano sulla poesia "Promemoria" di Gianni Rodari: testo, analisi del testo, figure retoriche, significato, commento e spiegazione.

La poesia "Promemoria" è stata scritta da Gianni Rodari e fa parte della raccolta di poesie sulla Pace di Gianni Rodari.



Indice




Testo

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio la guerra.



Analisi del testo

Il titolo "Promemoria" sta a significare che la poesia è un breve appunto con cui si vuol far presente qualcosa.

Il linguaggio utilizzato è molto semplice, quello dei bambini, e fa uso della rima in modo da renderlo ancor più semplice da memorizzare.

La poesia può essere suddivisa in tre parti:
  1. cose da fare di giorno;
  2. cose da fare di notte;
  3. cose da non fare mai.



Figure retoriche

Ci sono cose da = anafora (v.1 - v.4 - v.8)



Commento

Gianni Rodari vuole spiegare il senso della guerra ai bambini e chiaramente non può farlo attraverso metafore complicate come quelle di Giuseppe Ungaretti (per citare un poeta emertico che ha trattato il tema della guerra), ma preferisce adottare la semplicità utilizzando lo stesso linguaggio dei bambini: semplice, puro e giocoso.

Si rivolge ai bambini spiegandogli alcune regole basilari per vivere l'infanzia nel giusto modo. Inizia col dire che di giorno dovrebbero pensare a se stessi, alla propria igiene personale (lavarsi), ad accrescere la propria cultura (studiare) e anche a concedersi un po' di svago (giocare).

Per la notte propone altre regole, come andare a dormire e riposare. Sono regole tanto semplici quanto indispensabili per svegliarsi pieni di energia il giorno successivo, ma pare un'abitudine abbandonata dai giovani di oggi.

Dopo aver spiegato ciò che bisogna fare di giorno e di notte, spiega che ci sono cose che non bisognerebbe mai fare né di giorno né di notte, per esempio: la guerra.

La scelta dell'autore di rivolgersi ai bambini è dovuta al fatto che l'infanzia è il simbolo dell'innocenza e se vogliamo che le guerre in corso finiscano e che non ne inizino di nuove, bisogna concentrarsi sull'educazione dei bambini, perché saranno loro gli adulti del domani, che un giorno potrebbero essere coinvolti o prendere decisioni su una guerra. Il saper riconoscere il bene dal male potrebbe fare la differenza.

Come diceva anche il fisico tedesco Albert Einstein, "La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire". Se per le attuali generazioni potrebbe non esserci modo per farli riflettere dato che possiedono una mentalità rivolta alla guerra e al dominare sull'altro, per i bambini e per le nuove generazioni c'è ancora speranza e bisogna fare in modo che questi capiscono e tengano bene a mente che non esistono le guerre giuste: fare la guerra è sempre sbagliato.


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