Le figure retoriche (elenco completo con esempi)


Cosa sono le figure retoriche? Quante ce ne sono? Come distinguerle all'interno di una poesia? Ve le elenchiamo tutte!

Lo strumento stilistico che maggiormente viene utilizzato in poesia e caratterizza le scelte espressive dell'autore è costituito dalle figure retoriche, distinguibili in figure di suono, di ordine e di significato.

E sono distribuite nel seguente modo:
  • figure retoriche di suono: allitterazione, assonanza, consonanza, onomatopea, paranomasia;
  • figure retoriche di ordine: anafora, epifora, anastrofe, antitesi, asindeto, chiasmo, climax, ellissi, enumerazione, epanalessi, ipallage, iperbato, iterazione, parallelismo, poliptoto, polisindeto, zeugma;
  • figure retoriche di significato: antitesi, antonomasia, iperbole, litote, metafora, metonimia, ossimoro, personificazione, reticenza, similitudine, sineddoche, sinestesia.

Qui di seguito trovate un elenco di tutte le figure retoriche inserite in ordine alfabetico per nome; con spiegazione ed esempi con frasi riportate nel riquadro subito sotto di esse. Vi consigliamo fortemente di leggere l'appunto dall'inizio alla fine nel caso in cui vi sia stata assegnata l'analisi del testo di una poesia o di un poema, perché le figure retoriche sono tante, ma una volta appreso la funzione di ognuna sarà un gioco da ragazzi individuarle anche nei testi più complessi. Conoscere le figure retoriche vi permetterà anche di comprendere al meglio un testo ed eseguire parafrasi più efficienti.


Lista figure retoriche

Allegoria è una figura retorica il cui nome deriva dal greco allegorein "parlare d’altro". Consiste nell'associare al significato letterale di un testo uno o più livelli ulteriori di senso (morale, politico ecc). Per esempio la Divina Commedia può essere vista nel suo assieme come un allegoria.
ESEMPIO:
il viaggio nell'aldilà = è allegoria del passaggio del peccato alla purificazione

Allitterazione è una figura retorica che consiste nella ripetizione di lettere, sillabe o suoni uguali o affini all'inizio di parole vicine o anche al loro interno, al fine di ottenere particolare effetti espressivi. Nell'esempio una ripetizione a breve distanza delle consonanti r e d.
ESEMPIO:
rade la rondine (Pascoli) 

Anacoluto è un costrutto sintattico irregolare, in cui l'elemento iniziale di una frase rimane sospeso, senza appoggio sintattico negli elementi successivi. Può essere usato da un autore per particolare scopi espressivi.
ESEMPIO:
noi altre monarche, ci piace di sentir le storie per minuto (Manzoni)

Anafora è una ripetizione di una o più  parole all'inizio della frase o del verso successivi.
ESEMPIO:
Per me si va nella città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. (Dante)

Analogia è una relazione di somiglianza, creata dalla fantasia tra due oggetti o situazioni che in sé non hanno rapporto, senza l'utilizzo del "come".
ESEMPIO:
Le mani del pastore erano un vetro levigato (L'isola - Ungaretti)

Anastrofe è una figura retorica consistente nell'inversione dell'ordine abituale di un gruppo di termini successivi.
ESEMPIO:
Allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
(A Silvia - Leopardi)

Antifrasi (o ironia) è l'utilizzo di un termine o di una locuzione a cui si dà senso opposto rispetto a quello comune.
ESEMPIO:
Che bellezza! (= per alludere a qualcosa di spiacevole);
Alleluja! (= finalmente).

Antitesi (o dicotomia) è l'accostamento di immagini contrapposte.
ESEMPIO:
Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti;
non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco.
(Dante)

Antonomasia è una figura retorica che fa uso di un nome comune al posto di un nome proprio.
ESEMPIO:
l'eroe dei due mondi (perifrasi) per Garibaldi
il Filosofo (appellativo) per Aristotele.

Apocope è la caduta di una vocale finale o di una sillaba al termine di una parola.
ESEMPIO:
Man mano la spiegazione andava avanti;
Era nel fior fiore degli anni

Apostrofe è una figura retorica che consiste nel rivolgersi direttamente e con enfasi a un interlocutore reale o fittizio, producendo un brusco cambiamento di tono.
ESEMPIO:
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!
(Dante Alighieri, La Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI)

Asindeto consiste in un'elencazione di termini senza l'uso di congiunzioni, con l'aggiunta di punteggiatura debole come la virgola:
ESEMPIO:
Veni, vidi, vici.
Il buono, il brutto, il cattivo.

Assonanza è un accostamento di parole con sillabe finali uguali, ma solo per quanto riguarda le vocali (le consonanze sono diverse).
ESEMPIO:
fame e pane, agosto e conosco, lento e tempo

Cesura dal latino taglio indica la pausa metrica all'interno di un verso, pausa che suddivide il verso in due emistichi (mezzi versi) differenti.
ESEMPIO:
Tanto gentile | e tanto onesta pare
(Dante, Vita nuova, XXVI, Tanto gentile, v. 1)

Chiasmo è una disposizione incrociata di elementi coordinati della frase, con schema ABBA.
ESEMPIO:
«Le donne, i cavallier,
l'arme, gli amori,...»
(Ludovico Ariosto. L'Orlando furioso)

Climax dal greco "scala", è la disposizione dei termini di un elenco secondo una progressione emotiva o logica, in senso crescente.
ESEMPIO:
brutto, molto brutto, bruttissimo = climax ascendente
bruttissimo, molto brutto, brutto = climax discendente

Consonanza è una figura retorica affine alla rima e all'assonanza, ma senza che tra le terminazioni delle parole vi sia completa omofonia: si ripetono infatti i medesimi suoni consonantici, mutando però le vocali.
ESEMPIO:
partisti come son rimasta. (Lavandare - Pascoli)

Dialefe è la fusione in un’unica sillaba della vocale finale di una parola con quella iniziale della parola successiva.
ESEMPIO:
voi ch’ascoltate..

Domanda retorica (o interrogativa retorica) è una domanda fittizia la cui risposta è già implicita nella domanda stessa; si pone per coinvolgere o sollecitare emotivamente l'interlocutore.
ESEMPIO:
Non è forse vero che bere troppo fa male?
Sono forse tuo nemico?
Il leone non è forse il re della della savana?

Ellissi è una soppressione di elementi della frase, ricavabili comunque dal contegno logico o sintattico; è di uso frequente, come quando alla domanda "come Stai?" si risponde "bene!" (evitando la ripetizione del predicato verbale "sto").
ESEMPIO:
A nemico che fugge, ponti d'oro.
Sul tavolo una proposta di pace.

Enallage si ha quando si usa una parte del discorso invece di un’altra (sostituzione di avverbio con aggettivo, di un nome con un verbo).
ESEMPIO:
e cominciommi a dir soave e piana (invece di soavemente).

Endiadi è una figura retorica che usa due o più termini coordinati per esprimere un unico concetto.
ESEMPIO:
nella strada e nella polvere (= strada polverosa);
Far fuoco e fiamme (= distruzione).

Enfasi è una figura retorica che serve ad accentuare e a mettere in risalto una parola o una frase.
ESEMPIO:
Lui sì che è un amico

Enjambement in italiano viene detto anche spezzatura o inarcatura (scavalcare). Indica la non-coincidenza tra unità metrica (il verso) e unità sintattica (la frase): in tal modo la seconda non rispetta le dimensioni della prima e "sconfina" nel verso successivo.
ESEMPIO:
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia»
(Dante, Inferno, canto I, vv. 73-74)

Enumerazione è l’elencazione di parole unite per asindeto (senza congiunzioni: e, ma, o, ecc.), o per polisindeto (con due o più congiunzioni che si ripetono).
ESEMPIO:
E mangia e beve e dorme e veste panni

Epanadiplosi si ha quando si inizia e termina una frase o un verso con la stessa parola.
ESEMPIO:
piace alla gente che piace;
vola colomba bianca vola

Epifonema (o aforisma) è la massima sentenza che esprime in forma estremamente sintetica un idea, un concetto, una riflessione.
ESEMPIO:
Noi andavam con li dieci demoni.
Ahi fiera compagnia! Ma nella chiesa
coi Santi, e in taverna co' ghiottoni
.

(Dante, Inferno, XXII, 13-15)

Epifora (o epistrofe) consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di versi successivi.
ESEMPIO:
Più sordo e più fioco
s’allenta e si spegne
Solo una nota
ancor trema, si spegne
risorge, trema, si spegne

Epanalessi (o anadiplosi) è il raddoppio di un’espressione all’inizio, nel mezzo o alla fine di un segmento testuale.
ESEMPIO:
ma passavam la selva tuttavia, la selva, dico, di spiriti spessi.

Eufemismo è un attenuazione di un espressione, sentita come troppo dura o cruda, con un altra più attenuata.
ESEMPIO:
"male incurabile" per non dire "cancro".
"passare a miglior vita" per non dire "morire"

Figura etimologica è l'accostamento di parole con la stessa radice, usata per evidenziare il concetto espresso.
ESEMPIO:
questa selva selvaggia

Histeron proteron è una figura retorica che che consiste nel dire per prima la cosa avvenuta per ultima.
ESEMPIO:
usciamo, muoviti!
Moriamo e lanciamoci in mezzo alle armi.

Ipallage si ha quando l'aggettivo è concordato con un sostantivo diverso da quello a cui semanticamente si riferisce.
ESEMPIO:
il divino del pian silenzio verde (l'aggettivo verde è accostato a silenzio anziché a piano);
le mani avide del vecchio (invece che le mani dell'avido vecchio).

Iperbato è una figura retorica che prevede un allontanamento di una parola da un'altra alla quale dovrebbe essere vicina.
ESEMPIO:
O belle agli occhi miei tende latine (Tasso).

Iperbole è un esagerazione a fini espressivi ed è molto usata nel linguaggio quotidiano.
ESEMPIO:
Occhi soavi e più chiari che 'l sole (Bembo);
Ho una fame da lupo.

Litote è una figura retorica che consiste in un'affermazione attenuata, ottenuta negando il contrario di ciò che si vuole affermare.
ESEMPIO:
Don Abbondio non era nato con un cuore di leone (Cioè, il don Don Abbondio di Manzoni era un fifone).

Metafora è una figura retorica che consiste in un trasferimento di significato tra due termini legati comunque da un rapporto di affinità o somiglianza. Si distingue dalla similitudine per l'assenza di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali ("come").
ESEMPIO:
Sei un leone!

Metonimia è una figura retorica che consiste in un trasferimento di significato tra due termini che a differenza della metafora appartengono comunque allo stesso campo semantico.

l'autore per l'opera
"mi piace leggere Dante" / le opere di Dante;
"ascolto Mozart" / le opere di Mozart;

la causa per l'effetto
"ha una buona penna" / egli sa scrivere bene;

l'effetto per la causa
"è sbiancato in volto" / "si è spaventato";

il contenente per il contenuto
"bere un bicchiere" / il vino del bicchiere;
"stendere la lavatrice" / il bucato della lavatrice;

l'astratto per il concreto
"confidare nell'amicizia" / negli amici;

il concreto per l'astratto
"ascoltare il proprio cuore" / i propri sentimenti;
"ha gli strumenti" / ha le capacità);

la materia per l'oggetto
"ammiro i marmi del Partenone" / ammiro le statue del Partenone;

la sede o l'odonimo per l'istituzione
"notizie da Montecitorio" / notizie provenienti dalla Camera dei deputati"

Omoteleuto è la ripetizione di sillabe uguali o molto simili alla fine di più parole della stessa frase (= rima).
ESEMPIO:
andarono, a stento arrivarono, ma non ritornarono.

Onomatopea è una figura retorica che consiste nell'impiego di parole il cui suono imita, riproduce o suggerisce un oggetto o un'azione. Tipiche parole onomatopeiche della lingua italiana sono il verso degli animali.
ESEMPIO:
chicchiricchì
bau bau

Ossimoro è un accostamento paradossale di termini di senso opposto. La coesistenza dei contrari giunge inaspettata e produce perciò stupore in chi legge.
ESEMPIO:
dolce amarezza,
vita mortale

Parallelismo è una disposizione simmetrica di parti del discorso.
ESEMPIO:
Il mare è tutto azzurro | Il mare è tutto calmo (Penna)

Paranomasia è l'accostamento di due parole simili nel suono, ma non nel significato.
ESEMPIO:
compagna, accompagna;
traduttore, traditore.

Perifrasi consiste nell'indicare una cosa o una persona ricorrendo a un giro di parole anziché al nome proprio di essa.
ESEMPIO:
"è mancato all'affetto dei suoi cari" per dire "è morto".
"re de l'universo" per indicare "Dio".

Personificazione è una figura retorica che consiste nella personificazione di concetti o entità astratte come la pace, la giustizia, la vendetta, ecc.
ESEMPIO:
"la Natura" nel Dialogo della Natura e di un Islandese di Leopardi,
le nuvolette stanche (Saba, Favolette),
la nebbia arriva su zampine di gatto.

Pleonasmo è un elemento linguistico sintatticamente superfluo, il cui valore è pertanto puramente espressivo.
ESEMPIO:
e a me che me ne importa.

Poliptoto è la ripetizione variata di una stessa parola.
ESEMPIO:
amore, amare 

Polisindeto è quando si usa ripetutamente le congiunzioni per creare ritmo.
ESEMPIO:
io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei.

Preterizione (paralessi, paralissi o paralipsi) è quando si finge di tacere un argomento di cui invece si tratta diffusamente.
ESEMPIO:
Non ti dico cosa mi è successo... (e invece lo dico lo stesso).

Prolessi è un anticipazione di un elemento del discorso, successivamente ripreso.
ESEMPIO:
«Quello che volevo dire è questo, che..»

Similitudine è una figura retorica che consiste nell'istituire un paragone esplicito fra due realtà legate fra loro da rapporti di affinità, somiglianza ecc. nelle sue forme più semplici è largamente usata anche nel linguaggio comune.
ESEMPIO:
lungo come la fame,
brutto come la morte,
chiaro come il sole.

Sinalefe è la fusione in una sola parola della sillaba finale della precedente con quella iniziale della successiva.
ESEMPIO:
voi ch’ascoltate in rime sparse il suono

Sineddoche è una figura retorica affine alla metonimia, ma implicante principalmente rapporti quantitativi di affinità
ESEMPIO:
la parte per il tutto
il "timone" per la "nave"

il tutto per la parte
"America" (continente) anziché gli "Stati Uniti" (nazione)

il singolare per il plurale
"l'italiano" all'estero per "gli italiani" all'estero

il genere per la specie.
"anfibio" anziché "rana"

Sinestesia è una figura retorica che consiste nell'associare in un unica espressione parole o immagini riferite a sfere sensoriali differenti.
ESEMPIO:
i dorati silenzi (Campana)

Zeugma: quando due o più complementi o parti della frase dipendono da un solo verbo ad un verbo, che dovrebbe riferirsi solo ad uno di essi.
ESEMPIO:
parlar e lagrimar vedrai insieme
(Divina Commedia, Inferno, XXXIII 9)


4 commenti :

  1. Come posso classificare, e se posso, tra le figure retoriche il TU GENERICO, ovvero "Il ricco, a te, non ti sposa!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. credo sia una sineddoche: il singolare per il plurale
      La frase se ho capito bene cosa intendi sarebbe dovuta essere:
      "i ricchi, a te, non ti sposano"

      Elimina
  2. Chiamare ospite l'ospitato che figura retorica è?

    RispondiElimina

I commenti dovranno prima essere approvati da un amministratore. Verranno pubblicati solo quelli utili a tutti e attinenti al contenuto della pagina. Per commentare utilizzate un account Google/Gmail.