Tesina sugli Dei - Maturità

di Maturità
Collegamenti Tesina:

Questa tesina è molto originale ma sarà difficile passare da un Dio all'altro quando si vanno a spiegare i collegamenti. Inoltre alcuni collegamenti sono anche difficili da trovare.

Fisica:
- Zeus, re degli dei da abbinare al fenomeno dei fulmini.

Storia: Ares, dio della guerra da abbinare ad una guerra qualsiasi.

Geografia: 
- Poseidone, dio e signore dei mari da abbinare ai mari.
- Demetra, artefice delle stagioni da abbinare alle 4 stagioni.

Arte:
- Atena, della sapienza e saggezza da abbinare al Partenone, tempio greco dedicato a lei.
- Artemide, dea della caccia da abbinare alla Fontana della reggia di Caserta.

Latino:
- Ermes, dio degli oratori da abbinare ad Apuleio.

Inglese:
- Afrodite, dea dell'amore, sessualità e sensualità da abbinare a Lawrence.

Letteratura:
-Estia, dea della casa, focolare domestico da abbinare a Pascoli e al suo nido familiare.

Filosofia:
- Dioniso, dio del vino, feste, estasi. oggetto di analisi di Nietzsche.

Tecnologia:
- Efesto, dio del fuoco da abbinare alle ... (bhoo!)

Letteratura: 
- ADE, dio degli inferi da collegare all'inferno di Dante.
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Tesina sugli anni 2000 - Terza Media

Collegamenti per tesina di terza media sugli anni duemila.


Ed. Fisica:
- Olimpiadi di Sidney (2000)
- Giochi paralimpici (2012 a Londra, 2014 a Soči in Russia)

Geografia:
- Australia (va bene se portate Sidney)

Scienze:
- Tsunami nell'oceano indiano (2006)

Storia:
- Attentato dell'11 settembre 2001
- Entrata nell'euro e crisi economica mondiale
- Terrorismo islamico

Tecnica:
- L'avvento dei social network,
- Apple, IPhone (come unico settore che non ha risentito della crisi)

Letteratura e italiano:
- "Il fanciullino" di Pascoli perché i giovani di oggi crescono troppo rapidamente e di conseguenza perdono prima quella spensieratezza presente nei bambini.
- Rosso Malpelo per il bullismo e discriminazione (temi molto d'attualità).
- Romanzi con tema internet, cyberbullismo, chattare con sconosciuti

Arte:
- L'industrial design.

Francese:
- L'attentato a Charlie Hebdo.

Inglese:
- La droga e l'alcol nei giovani

Musica:
- La morte dei miti per droga, farmaci e alcol: Michael Jackson, Amy Winehouse e Whitney Houston.
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Migliori temi responsive per Tumblr del 2015

Per il miglioramento della grafica di un blog realizzato su Tumblr, questo articolo si concentrerà solo sui più utili, semplici e attraenti temi che potrebbero abbellire il vostro lavoro dandogli un tocco di classe. Ogni tema citato in questo articolo contiene stili unici e funzionalità diverse in modo che ognuna possa scegliere quello più adatto alla propria tipologia di blog.


L'elenco contiene 20 migliori temi premium responsive per Tumblr relativi all'anno 2015, il che vuol dire che sono a pagamento e che sono compatibili con tutti i dispositivi mobili.


1) Focus


Focus è un tema minimalista e adattabile in modo da poter presentare i contenuti su qualsiasi dispositivo, senza essere d'intralcio. Si possono cambiare facilmente i colori e le immagini di sfondo nonché supporta Disqus, Flickr, Twitter, e Google Analytics.


2) Pop Gallery


Pop Gallery è un tema adatto per coloro che devono creare un blog stile portfolio, gallerie di foto, negozi di artigianato e altre cose correlate. Insomma è il tema ideale per presentare nel migliore dei modi possibile il proprio lavoro. Il tema è semplice ed ordinato, con diverse miniature che suddividono i nuovi articoli da quelli messi in attesa di pubblicazione.


3) The Catalog


The Catalog è un tema completo ma allo stesso tempo semplice ed elegante, l'ideale per mostrare foto, video e file audio. Tutti i post saranno visualizzabile sotto forma di miniatura ed i visitatori possono vedere di più sui contenuti cliccando su di essi. E' altamente ottimizzato e il tema responsive è compatibile per qualsiasi dispositivo.


4) Foundation


Foundation è un tema altamente responsive per siti o blog portfolio o per fare business. Presenta notevoli opzioni come i pulsanti di condivisione sui social network già integrati e il supporto dello staff per tutti i dubbi e tutorial riguardanti il tema.


5) Admiral


Admiral è un tema semplice ma elegante con uno stile unico adatto per gli scrittori e per un pubblico con una grande passione per la lettura. Le caratteristiche di questo tema sono altamente personalizzabili e contiene grandi funzionalità che soddisfaranno le vostre esigenze.


6) Glide


Glide è un tema che si adatta per più tipi di siti e blog che spaziano dalla fotografica alla commercializzazione di prodotti. Il supporto per il tema Glide sarà disponibile sia per chi è un utente esperto sia per chi è nuovo in questo campo.


7) Pierre


Pierre è un tema unico, dallo stile elegante ed ordinato, progettato per mettere in evidenza i vostri contenuti ai visitatori. Il tema ha grandi caratteristiche e opzioni altamente personalizzabili e dal momento che è molto reattivo sarà splendidamente visualizzabile da tutti i dispositivi.


8) Neat


Neat è un tema accurato che mette in risalto le immagini del blog attraverso le sue caratteristiche uniche di scorrimento per stupire i vostri utenti.  La dimensione della finestra si più facilmente personalizzare per ogni post.


9) Affection


Affection è un tema di classe che ha una versione desktop di circa 1000px, mentre negli altri dispositivi come tablet e smartphone riduce la risoluzione molto bene. 


10) Persona


Persona è un tema facile e semplice che è un'ottima soluzione per tutti coloro che possiedono abilità interessanti e creative, come fotografi e scrittori. E' disponibile con più di 70 diverse opzioni personalizzabili che consentono di personalizzare il sito come meglio vogliate.


11) Mason


Mason è un tema che presenta i contenuti come se fossero tanti mattoncini incastrati fra loro (stile muratura). I contenuti sono facilmente leggibili per i visitatori ed inoltre è basato su ajax per il caricamento della pagina.


12) Flat


Flat è un tema multiuso progettato per tutti i tipi di blog sul business. Il tema è altamente personalizzabile e da' la possibilità di modificare, nascondere o visualizzare gli elementi (immagini o cursori) del sito nel modo che si desidera.


13) Simon


Simon è un tema semplice da vedere e da personalizzare, anche questo si vedrà benissimo indipendentemente da quale dispositivo siete connessi.


14) Rapture


Rapture è un tema multiuso, perfetto per tutti i siti e blog, in particolare per blog personali, portfolio e aziendali. Si può facilmente mettere in evidenza alcuni post utilizzando lo "slider" o "vetrina" in alto.


15) Pandora


Pandora è un tema semplice e altamente reattivo con caratteristiche molto interessanti, tra cui un layout fluido, scrolling infinito, logo, menu laterale e molto altro ancora.


16) Luomo


Luomo è un tema altamente reattivo che è stato appositamente progettato per mostrare il contenuto con un design elegante. Si può facilmente personalizzare.



17) Optic


Optic è il miglior tema per ogni tipo di blog, con il suo incredibile stile è in grado di mettere in risalto i vostri articoli. 


18) Twisting


Twisting è un tema portfolio, leggero con caratteristiche che renderanno ancora più meravigliosi i vostri contenuti.


19) Forma


Forma è un tema progettato appositamente per concentrare l'attenzione dei lettori sul contenuto.
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Frasi sulla Quaresima

La Quaresima è il periodo di penitenza che precede la Pasqua, che i cattolici sono tenuti ad osservare ricordando i 40 giorni di Gesù nel deserto. Come Gesù è stato penitente e tentato nel deserto così i cattolici dovranno essere penitenti in questo periodo (rinunciando a qualcosa).
Secondo il rito romano inizia il mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo, mentre secondo il rito ambrosiano parte dalla domenica successiva al Martedì Grasso fino alla Veglia Pasquale.
Nella chiesa cattolica rappresenta un periodo di mestizia e di preparazione: una volta non si celebravano nozze o altre feste allegre. Il Carnevale è infatti la festa che precede l'inizio della quaresima, periodo di tristezza.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla Quaresima, lasso di tempo in cui cristiani si astengono dal mangiare la carne tutti i venerdì, per compiere una penitenza.

1) La Quaresima è corta per chi ha da pagare a Pasqua. (Proverbio)

2) L'amore di carnevale muore in Quaresima. (Proverbio)

3) La Quaresima è un nuovo carnevale, per chi ha coscienza larga e borsa uguale. (Proverbio)

4) Tutti i cibi in Quaresima fan male, a chi abusò di tutti in carnevale. (Proverbio)

5) Il digiuno quaresimale è per il potenziamento dello spirito, mentre la dieta è per lo snellimento del corpo. Sono due prospettive, una interiore e una esteriore, una riguarda il nostro rapporto con Dio, l'altra riguarda l'immagine che vogliamo lasciare negli altri. (Fortunato Baldelli)

6) La quaresima è il tempo dell'anno più propizio per la conversione e la preparazione alla Pasqua.

7) La quaresima non è tempo di devote rinunce, ma di scelte coraggiose. (dDinoPirri, Twitter)


Frasi divertenti


8) Il bello della Quaresima è che il venerdì dal macellaio non c’è la fila. (Diavolo, Twitter)

9) Io dico che se il Diavolo fosse apparso nel deserto con dei tranci di pizza al posto dei panini Gesù avrebbe ceduto. (Zziagenio78, Twitter)

10)
-"Perché non mangi carne?"
-"È Quaresima, seguo l'esempio di Gesù"
-"E per Pasqua che cazzo fai, muori?"
(Zziagenio78, Twitter)

11) La Quaresima è il digiuno che Gesù ha imposto all'uomo per farlo arrivare pronto al grande giorno della Prova costume. (Zziagenio78, Twitter)

12) Quando vi dicono di osservare il digiuno per la Quaresima, non significa che dovete abbuffarvi guardando chi non mangia. (egyzia, Twitter)
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Come cambiare nome e descrizione su Blogger

Quando si crea un nuovo blog su Blogger, fra le prime cose che vengono richieste per completare la creazione ci sono il titolo (o nome del blog) e l'indirizzo (il link della pagina iniziale o homepage) ed infine la scelta del modello (la grafica). Chi sta per creare il suo primo blog su Blogger potrebbe, complice l'inesperienza o la fretta, commettere qualche errore di battitura o avere dei ripensamenti sul titolo che gli è stato dato. Ad ogni modo si tratta di modifiche molto semplici da applicare anche in seguito ma a seconda dei casi potrebbero influire in negativo sul posizionamento del proprio blog sui motori di ricerca.

1) Il titolo o nome del blog è solitamente formato da 2-3-4 parole, cioè quelle necessarie, e non bisogna esagerare perché altrimenti sui motori di ricerca potrebbe apparire tagliato. Questo lo si può cambiare senza subire penalizzazioni, ma ovviamente il consiglio è quello di non cambiarlo mai o solo se è davvero necessario.

2) L'indirizzo del blog, cioè l'url del blog formato solitamente da una o due parole (preferibilmente senza trattini che separano le due parole). Esso non si deve mai cambiare perché una volta cambiato è come se il vostro blog precedente non esistesse più per i motori di ricerca (e sarebbe pieno di errori) e che adesso ce ne sia un altro con contenuti copiati da quello vecchio. Quindi è penalizzante cambiare l'indirizzo del blog in corso, specialmente se il blog è stato creato da molto tempo e presenta molti contenuti. Il problema non si pone per i blog creati da qualche giorno in quanto sono ancora "neonati" e scarsamente indicizzati. Il problema si potrebbe limitare eseguendo in maniera opportuna dei redirect ma è un gran lavoraccio.

3) La descrizione del blog la potete cambiare senza alcun problema, è solo un testo che appare sotto al logo o al titolo del blog nei motori di ricerca, a meno che non si stia utilizzando anche la descrizione della ricerca.


Per cambiare nome e descrizione di un blog su Blogger dovete accedere nelle amministrazioni di Blogger e poi andare su Impostazioni > Di base e poi cliccare sulla scritta Modifica sia alla voce "Titolo" sia alla voce "Descrizione".


Titolo, logo e descrizione si possono inserire o modificare anche da Layout, attraverso il gadget "Intestazione" che solitamente è già attivato come impostazione predefinita.


Sempre in questa pagina ma un po' più in basso, ovvero sotto la sottosezione "Pubblicazione" vi sarà possibile modificare l'indirizzo del blog o eseguire il redirect da un blog gratuito al dominio personalizzato.


Concludo col dire, qualora avete preso la decisione di cambiare nome e indirizzo del blog, di rimpiazzarli con qualcosa di più adatto e cercato in quanto sono due parametri importanti SEO.
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Mappa concettuale: La cattedrale di Chatres


La cattedrale di Chartres (1194) era già meta di pellegrinaggi. E' in gotico classico perché tutti i caratteri gotici sono portati alla perfezione con anche uno spiccato verticalismo (la navata centrale è alta 36,5 m). E' formata da due torri e un rosone in facciata. Ha un profondo presbiterio, un transetto a 3 navate, un coro a doppio deambulatorio o ambulacro con 5 cappelle radiali. I fianchi e l'abside hanno una fitta serie di contrafforti a gradoni con archi rampanti costituiti da due arcate concentriche unite da arcatelle.
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Mappa concettuale: Chartres - Rapporti



I maestri costruttori gotici conoscevano tutti i rapporti dell'ottava musicale, detta scala diatonica naturale e la applicarono alla geometria costruttiva della cattedrale di Chartres (= proporzioni perfette e armonia).
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Mappa concettuale: La Saint Chapelle



La Saint Chapelle di Parigi (1226-1270) è la massima espressione del gotico radiante (Rayonnant). Le cattedrali sono gioielli di vetro, le finestre occupano quasi tutta la struttura.
La Saint Chapelle è un reliquiario della passione di Cristo ed è disposta su 2 piani: quello superiore alto 21 m per il santo Re Luigi IX e la corte, quello inferiore alto 8 m per i servi.
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Mappa concettuale: Gotico temperato



Il gotico temperato (1200) è la prima architettura gotica italiana importata dai monaci cistercendi che ha però caratteri propri dovuti ai materiali e ai luoghi. Il gotico temperato è fatto da ambienti semplici, mancanza di sculture, chiese a 3 navate con o senza transetto con cappelle, abside a parete piana con oculo e una serie di finestra centinate, campate coperte da volte a ogiva costolanate dove mancano le torri e i campanili.
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Mappa concettuale: Basilica di S.Francesco ad Assisi


S.Francesco ad Assisi (1228-1280) è una elaborazione italiana del gotico francese. Sorge in posizione elevata alle falde del monte Subasio. E' a croce commissa ed è composta da due ambienti su due livelli: la chiesa inferiore e la chiesa superiore.
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Mappa concettuale: Assisi - Basilica inferiore


La chiesa inferiore di Assisi è simile a una cripta buia con volte ogivali ribassate.
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Mappa concettuale: Assisi - Basilica superiore


In questa mappa concettuale viene raffigurata la chiesa superiore di Assisi dall'esterno e dall'interno.  La chiesa venne danneggiata dal sisma del 1997 e poi è stata restaurata. La facciata è in romanico-umbro divisa in tre parti: timpano, rosone e portale.
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Mappa concettuale: Giotto


Giotto (1267-1337) fa parte della scuola di Cavallini, Cimabue e Arnolfo. Tra il 1290 e il 1296 partecipa alla decorazione della chiesa superiore della Basilica di S.Francesco in Assisi. Fra il 1302 e il 1305 affresca la cappella della famiglia Scrovegni a Padova. Nel 1325 dipinge la Cappella Bardi in Santa Croce a Venezia. Nel 1334 disegna il campanile di S.Maria del Fiore a Firenze.
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Mappa concettuale: Il ciclo delle storie di S.Francesco d'Assisi, Giotto


Il ciclo delle storie di S.Francesco d'Assisi (1292-1296) occupa la fascia bassa delle paretii longitudinale della Basilicata superiore. Si compone di 28 grandi affreschi rettangolari (mt. 2,70x2,30) incorniciati da 2 colonne tortili dipinte con sopra un'architrave con mensole in prospettiva mentre sotto è dipinto in drappo. Questi sono artifici tecnici di Giotto per dilatare lo spazio, come visto attraverso un porticato.
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Giufà e i cento dinari

Testo:

Giufà aveva molto bisogno di soldi e, allora, si mise a pregare Dio nel cortile di casa. Per farsi sentire meglio prega a voce alta:
- Dio, Dio mio aiutami! Manda 100 denari a Giufà morto di fame! Ma cerca di essere veramente buono con me: non mandarmi meno di 100 denari! Se me ne mandi solo uno di meno, non li accetterò.
Ogni giorno e spesso più di una volta al giorno, Giufà faceva la sua preghiera.
Un suo vicino di casa, stanco di sentirlo pregare pensò di fargli uno scherzo. Pensando che Giufà non avrebbe accettato, preparò un borsino con 99 denari. Quando Giufà si mise a pregare, glielo buttò nel cortile.
Giufà raccolse il borsino e cominciò a contare le monete:
- Dio - disse - hai ascoltato la mia preghiera, ma non fino in fondo. Manca un denaro! Non dovrei accettare la tua donazione, ma lo farò lo stesso. Mi raccomando, però, il denaro che manca mandamelo al più presto possibile!
Al suo vicino, che pensava di prendere in giro Giufà, non restò altro da fare che incassare il colpo.
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Giufà e il commerciante

Testo:

Giufà decise di partire per un viaggio e chiese ad un suo vicino di conservargli del ferro, perché aveva paura che in sua assenza i ladri glielo rubassero.
Il suo vicino, che era un commerciante furbastro, gli disse che l'avrebbe conservato di buon grado.
Giufà portò, così, il ferro al vicino e partì.
Quando tornò dal viaggio si presentò dal commerciante per riprendersi il ferro, ma questo gli disse:
- Giufà, debbo darti una brutta notizia: i topi hanno mangiato tutto il tuo ferro e non ho più nulla da darti!
- Ma da quando i topi mangiano il ferro!? - esclamò Giufà, che stava capendo che qualcosa era andata male
- Ti giuro che è successo proprio così! Credimi! E' una cosa pazzesca, ma i topi lo hanno divorato tutto! - ribadì forte il commerciante
A Giufà non restò che incassare la malafatta del suo vicino e andarsene mugugnando e meditando di rifarsi subito.
Dopo qualche giorno, andando al mercato, Giufà vide l'asino del suo vicino carico di mercanzia appena comprata.
Non ci pensò due volte prese l'asino e lo portò via.
Il mercante, non trovando più il suo asino e soprattutto la mercanzia, si mise a cercare per tutto il mercato l'animale e il suo carico. Chiedeva a tutti quelli che incontrava, ma nessuno sapeva dargli indicazioni, fin quando non incontrò Giufà a cui chiese:
- Giufà non trovo più il mio asino e il suo carico di merce. Per caso, tu non l'hai visto?
Giufà con faccia contrita rispose:
- E' successa una cosa incredibile, amico mio! Ero affacciato alla finestra quando, ad un tratto, ho visto un uccellaccio che prendeva con gli artigli un asino carico di roba e con un gran sbattimento d'ali se lo portava via. Sarà stato sicuramente il tuo somaro!
Il commerciante esclamò:
- Avrai avuto le traveggole o sei impazzito! Come può un uccello portarsi via un asino carico di merce? E' impossibile!
Giufà, sornione, disse:
- Caro amico, se dei topini riescono a mangiarsi tutto il mio ferro, figurati se un uccellaccio non riesce a rapirsi un asino! Tutto è possibile!
Giufà se ne andò via ridendo sotto i baffi e lasciando il commerciante col naso all'insù.
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Giufà e le chiacchiere della gente

Testo:

Giufà e suo figlio, un giorno, decisero di andare in un villaggio vicino e si incamminarono con l'asino.
Per strada, delle ragazze, vedendo padre e figlio camminare a fianco all'asino senza montarvi sopra, si misero a deriderli.
Giufà, toccato sul vivo, fece montare in groppa all'asino suo figlio e commentò: - Così, la gente smette di ridere di noi!
Andando avanti per strada incontrarono un gruppo di uomini, che vedendo il bambino sul somaro e Giufà stanco a piedi, si misero a commentare come non c'era più rispetto: - Un figlio giovane sull'asino e un padre stanco a piede. Che vergogna!
Giufà, colpito dai commenti, fece scendere suo figlio e montò lui in groppa all'animale, dicendo: - Vediamo se adesso va bene!
Continuando a camminare, incontrarono delle donne, che subito commentarono: - Che vergogna! Un uomo grande e grosso sull'asino e un bambino affaticato a piede. Che padri snaturati!
Allora, Giufà pensò che, per non farsi più deridere o criticare dalla gente, era meglio salire entrambi in groppa sul somaro.
E così fecero.
Accadde che, incontrando due uomini, si sentirono dire: - Guardatevi! Voi tranquilli e riposati e quel povero somaro sta morendo di fatica! Vergognatevi! Siete senza Pietà.
Giufà, stufo delle continue critiche, decise che sarebbero stati padre e figlio a portare sulle spalle il somaro - Spero che nessuno abbia niente da ridire, adesso!
Ma, giunti al villaggio tutta la gente che li vedeva si metteva a ridere a crepapelle e li prendeva in giro.
Giufà, rassegnato, rimise l'asino per terra e, insieme al figlio, riprese a camminare a fianco l'animale.
Rivolgendosi al figlio disse: - Ascolta, qualsiasi cosa tu faccia non puoi trovare tutti d'accordo. L'importante è fare quello che ti pare giusto fare.
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Giufà, il cristiano e l'ebreo

Testo:

Giufà, un cristiano e un ebreo vivevano nella stessa casa.
Una sera, per cena, venne loro servito un magnifico piatto di carne. Ciascuno dei tre commensali desiderava avere solo per sè quel cibo succulento, e nessuno voleva cederlo all’altro.
Allora l’ebreo disse:
- Io propongo che noi tre si vada a dormire senza toccare cibo. Colui che al suo risveglio, domattina, racconterà il sogno più bello, mangerà tutto quanto.
E cosi fecero.
La mattina dopo ciascuno racconto il suo sogno.
Disse il cristiano: - Ho sognato che il Messia (su di lui la pace!) è venuto a prendermi per mano e mi ha fatto vedere le meraviglie della terra.
- Nel mio sogno invece - replicò l’ebreo - il nostro profeta Mosé (su di lui la benedizione!) è venuto e mi ha fatto visitare il regno celeste.
Infine, parlò Giufà: - In quanto a me, il mio profeta Maometto (Allah preghi per lui e gli conceda la Sua benedizione!) mi ha svegliato e mi ha detto: "I tuoi due amici sono occupati a visitare la terra e il cielo, e non torneranno molto presto. Quindi, è meglio che tu mangi la carne, prima che vada a male" - e cosi ho fatto.
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Giufà e i ladri

Testo:

Un giorno due ladri, armati fino ai denti, sbarrarono la strada a Giufà e, brandendo un lungo coltello, lo minacciarono:
- O la borsa o la vita!
A Giufà, impaurito da morire, tremarono le gambe. Si sedette e chiese da bere.
Ma, i due briganti lo minacciarono con più forza e uno di loro disse con voce tremenda:
- Tira fuori i soldi, che acqua a te non ne diamo!
Giufà cercò, allora di giocare d'astuzia. Si calmò e disse:
- Siete proprio fortunati. Ho un sacco di soldi con me. Ma, lo voglio dare solo ad uno di voi. Perciò, mettetevi d'accordo e ditemi a chi devo dare il denaro.
Un brigante disse: - I soldi toccano a me! Io ti ho visto per primo
L'altro bandito precisò: - Ma, sono stato io a dire che l'uomo giusto a cui rubare potevi essere tu!!
Su questa affermazione i due briganti cominciarono a litigare, ognuno presentando il proprio punto di vista. I due briganti cominciarono a discutere fra loro e gridare sempre più forte.
Giufà colse al balzo l'occasione e disse:
- Visto che non vi mettete d'accordo, darò i denari a quello che è più forte fra voi due!
Un brigante minacciò dicendo: - Se voglio posso stendere per terra il mio compagno con un solo pugno!
L'altro, punto sul vivo, alzò la voce e disse: - Potrei spaccargli la testa con un solo pugno, perché sono il più forte.
Dalle parole, i due briganti passarono ai fatti e se le diedero di santa ragione.
Alla fine, i due briganti strapiombarono a terra morti stanchi e insanguinati.
Giufà approfittò della situazione e, mentre si curavano le ferite, scappò via a gambe levate.
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Giufà e il chiodo

Testo:

Giufà era sempre al verde e, disperato, decise di vendere la sua casa.
Trovato l'acquirente, pose solo una condizione per la vendita:
- La casa diverrà tua, ma questo chiodo piantato nel muro deve restare per sempre mio - disse

Il compratore accettò la condizione senza riserve e l'affare fu fatto.

Dopo qualche settimana, Giufà bussò alla porta del nuovo proprietario ed entrò in casa, si diresse verso il chiodo e vi appese un sacco.
Dopo qualche giorno ritornò, si riprese il sacco e appese al chiodo un vecchio abito.
Col tempo le visite di Giufà cominciarono a farsi giornaliere e, spesso, anche per più volte al giorno e sempre prendeva ciò che era appeso e metteva una nuova cosa.

Un giorno Giufà spuntò con la carogna di un asino e, sotto gli occhi sbalorditi degli inquilini, appese al chiodo quell'ammasso puzzolente.
Il proprietario, spazientito, urlò:
- Non ti lascio ammorbare  la mia casa, porta via questo schifo!

Giufà, con la sua solita calma, disse:
- Vedi, io ti ho venduto la casa, ma il chiodo resta mio. Ho tutto il diritto di appendervi quello che voglio e se tu non sopporti non so cosa farci! Puoi scegliere di andartene, ma non chiedermi nemmeno un soldo indietro..

Il proprietario non riuscì a sopportare le incursioni di Giufà e se ne andò via lasciando la casa a Giufà.
Giufà si prese la casa e non restituì nemmeno un soldo.
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Giufà al mercato

Testo:

Andando al mercato, Giufà vide una donna che cercava disperatamente di vendere una capretta, ma la gente passava indifferente e non si fermava.
La disperazione della donna aumentava e, allora Giufà decise di aiutarla.
Prese una fettuccia di stoffa e cominciò a misurare da capo a piedi e in lungo e in largo la capretta.
I passanti, incuriositi da queste strane misure, cominciarono a fermarsi e ad osservare cosa Giufà facesse. Finalmente un uomo decise di acquistare la capretta e di pagarla quanto la donna chiedeva.
Giufà soddisfatto smise di misurare l'animale, ma il nuovo padrone volle chiedergli il perché di tutte quelle misurazioni.
Giufà rispose: - Ho pensato che la gente volesse sapere le giuste misure dell'animale prima di acquistarlo. Quindi, facendo le misure davanti a tutti ho incuriosito i passanti e ho potuto far vendere la capretta a quella donna disperata.
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Giufà fa il giudice

Testo:

Un morto di fame, con pochi soldi in tasca, passò davanti una bottega, dove stavano arrostendo della carne.
L'odore gli scatenò ancor più la fame, ma non avendo soldi a sufficienza per comprare la carne, andò dal fornaio e si comprò un pezzo di pane. Poi, si riavvicinò alla bottega e si sedette là vicino in modo che potesse accompagnare al pane che mangiava il profumo della carne.
Quando finì di mangiare il pane, il padrone della bottega si avvicinò a lui e gli disse:
- Visto che hai gustato con tanto piacere il profumo del mio arrosto, adesso me lo devi pagare!
Il morto di fame, non avendo più soldi per pagare, fu portato a forza da Giufà, che nel frattempo era diventato un bravo giudice.
Il padrone della bottega disse a Giufà:
- Quest'uomo mentre mangiava il suo pane, gustava a sbafo il profumo della mia carne arrostita. Mi deve pagare per questo, ma lui si rifiuta di farlo.
Giufà colpito per la singolare richiesta, chiese al bottegaio: - Quanti denari vuoi per il profumo della tua carne?
Il bottegaio precisò: - Deve darmi cinque denari! Cinque denari per il profumo della mia carne!
A questa richiesta, Giufà prese dalla sua tasca cinque denari e li fece cadere sul suo tavolo, in modo che potessero tintinnare.
Poi, chiese al bottegaio: - Hai sentito il suono dei cinque denari?
Il bottegaio rispose: - Sicuramente signor giudice! Era un piacevole tintinnio! Ma, cosa mi vuole far capire?
Giufà rispose sentenziando: - Così come quel poveraccio si è cibato del profumo della tua carne, tu ti puoi considerare pagato con il suono delle mie monete. E ora te ne puoi andare soddisfatto.
Mentre il bottegaio se ne andava con scorno, Giufà invitò il poveraccio a mangiare a casa sua.
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Giufà e i ceci

Testo:

Una giorno la mamma di Giufà, uscendo per andare a messa, disse:
- Giufà io sto uscendo. Fra un po' metti due ceci in pentola, in modo che quando torno siano pronti per mangiare.
Uscita la mamma, dopo un po', Giufà fece quello che la madre gli aveva detto.
Quando la madre tornò a casa vide che la pentola dell'acqua era sul fuoco che bolliva. Ma, alzando il coperchio, restò di stucco non vedendo nessun legume dentro l'acqua.
- Giufà, figlio sventurato, - disse - ma non ti avevo detto di mettere i ceci in pentola?
- Così ho fatto mamma
- Ma come? Non vedi che non c'è niente?
- Non ho colpa mamma. Anzi io ho fatto meglio di come mi avevi detto. Invece di due ceci in pentola ne ho messi tre. Poi per controllare la cottura, ne ho assaggiato uno, per vedere se era giusto di sale ne ho assaggiato un altro e per vedere se fosse ancora duro ho assaggiato l'ultimo. Per questo motivo non ne sono rimasti.
La mamma di Giufà, senza dire altro, prese un cucchiaio di legno e gliene suonò di santa ragione sulle gambe.
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Giufà e i dieci asini

Testo:

Una mattina Giufà, dopo un sogno rivelatore, decise di mettersi a fare il mercante d'asini.
Andò al mercato e comprò dieci asini, quindi, per tornare a casa salì in groppa ad uno di essi. La carovana si mise, così, in viaggio: Giufà avanti e gli altri animali indietro.
Per strada, però, a Giufà venne il dubbio di averne perso qualcuno.
Si fermò e senza scendere dall'animale contò gli asini: incredibile! erano nove.
Giufà si disperò, li contò e li ricontò: erano 9.
Allora scese per terra e volle contarli toccandoli uno per uno: sorpresa, erano 10. Tranquillizzato, montò sul suo asino e riprese la strada per casa.
Per sicurezza, dopo un po' si fermò e volle contare nuovamente gli animali dall'alto della sua sella: erano 9.
Preoccupato scese per terra e li rivolle contare uno per uno: erano 10!
A questo punto a Giufà fu tutto chiaro: era meglio stare per terra e camminare in testa agli asini, invece di salire in groppa, perché solo in questo caso gli animali erano 10.
Fu così che Giufà, nonostante avesse a disposizione 10 asini, tornò a casa facendosi tutta la strada a piedi.
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Giufà e la luna

Testo:

Giufà una notte, passando vicino ad un pozzo, vide la luna riflessa nell'acqua.
Pensando che fosse caduta dentro decise di salvarla.
Prese un secchio lo legò ad una corda e lo buttò nel pozzo.
Quando l'acqua fu ferma e vide la luna riflessa nel secchio cominciò a tirare con tutta la sua forza.
Il secchio, salendo rimase, però, impigliato nelle parete del pozzo. Allora Giufà si mise a tirare ancora con più forza e tirando, tirando spezzò la corda e finì a gambe all'aria e cadde a terra.

Alzando gli occhi verso l'alto, per cercare un appiglio per rialzarsi, vide nel cielo la luna.
La sua soddisfazione fu grande e disse a se stesso ad alta voce:
- Sono caduto per terra e mi sono un po' ammaccato, ma, in compenso, ho salvato la luna dall'annegamento!
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Mappa concettuale: S.Francesco che dona il mantello al proprio cavaliere


S.Francesco che dona il mantello al povero cavaliere (1292) è uno dei primi dell'intero ciclo, dove sono presenti i caratteri di Giotto: il chiaroscuro, la prospettiva, la composizione. La narrazione è da sinistra a destra e rappresenta Francesco che dona il suo mantello al cavaliere povero. Sono molto evidenti i personaggi (anche il cavallo) con volumi nitidi (chiaro-scuro) e naturalità. La profondità del paesaggio fa "uscire" il 1° piano, facendo convergere lo sguardo su S.Francesco che è uomo tra gli uomini. Il paesaggio è quello di Assisi con il monastero di S.Benedetto sul Monte Subiaco ed è rappresentato con precise regole geometriche di architettura in prospettiva e ciò esprime naturalità ed equilibrio.
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Mappa concettuale: Disegno - Visione fisiologica


La fisiologia della visione dipende dall'occhio. La figura viene vista rovesciata e poi viene corretta attraverso gli impulsi nervosi che giungono sino al cervello. Nella fovea c'è il massimo grado di acutezza visiva, l'occhio compie continui movimenti per la messa a fuoco lungo i contorni delle figure.
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Giufà e la pentola in prestito

Testo:

Giufà aveva nomea di essere uno sciocco. Forse lo era un po', ma non troppo.
Un suo vicino cercava di gabbarlo spesso chiedendogli cose in prestito, che sistematicamente non restituiva. Trovava sempre le scuse più banali o assurde quando Giufà rientrare in possesso dei suoi beni.
Stufo di essere preso in giro, Giufà un giorno decise di vendicarsi.
Incaricò la moglie di farsi prestare dal vicino una pentola e all'indomani la restituì ringraziandolo. Il vicino riprendendosi la pentola si accorse, però, che dentro la stessa vi era una pentola più piccola. Meravigliato della cosa, il vicino chiese a Giufà:
      - Di chi è questa pentolina? Perchè me la dai?

Giufà rispose:
      - La pentolina è tua! Di notte, la tua pentola ha partorito la pentolina. Ecco perché è tua!

A quelle parole il vicino di casa si prese le due pentole, senza dire altro, e dentro di sè si disse:
      - Giufà è proprio uno sciocco!

Dopo qualche settimana Giufà mandò di nuovo la moglie a chiedere una pentola al vicino, ma, dopo averla usata e lavata, non la restituì. Poiché aveva bisogno della pentola, il vicino di casa andò a cercarla a Giufà, pensando, magari, che avrebbe rimediato qualche altra pentolina.
Ma Giufà, che aveva messo in atto la sua vendetta, disse:
      - Mi dispiace, amico mio! Non so come dirtelo, ma la tua pentola, dopo aver cucinato la zuppa di fagioli, si è sentita male. Ma, talmente male che è morta!

Il vicino preoccupato per la risposta di Giufà, inveì:
      - Ma, come puoi dire queste scemenze! Non si è mai sentito che una pentola possa morire! Mi sa tanto che la tua è una scusa!

Giufà, con bagliore di furbesca lucidità, rispose:
      - Se è vero che una pentolina può nascere da una pentola, potrà pur essere vero che una pentola possa morire? - così dicendo, chiuse la porta in faccia al vicino e si tenne la pentola grande in cambio della pentolina
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Giufà e la statua di gesso

Da "Fiabe italiane" a cura di Italo Calvino, edizioni Einaudi

Testo:
C'era una mamma che aveva un figlio sciocco, pigro e mariolo. Si chiamava Giufà. La mamma, che era povera, aveva un pezzo di tela, e disse a Giufà: - Prendi questa tela e valla a vendere; però se ti capita un chiacchierone non gliela dare: dàlla a qualcuno di poche parole.
Giufà prende la tela e comincia a strillare per il paese: Chi compra la tela? Chi compra la tela?

Lo ferma una donna e gli dice: - Fammela vedere -. Guarda la tela e poi domanda: - Quanto ne vuoi?
      - Tu chiacchieri troppo, - fa Giufà - alla gente chiacchierona mia madre non vuol venderla - e va via.
Trovò un contadino: - Quanto ne vuoi?
      - Dieci scudi.
      - No: è troppo!
      - Chiacchierate, chiacchierate: non ve la do.
Così tutti quelli che lo chiamavano o gli si avvicinavano gli pareva parlassero troppo e non la volle vendere a nessuno. Cammina di qua, cammina di là, s'infilò in un cortile. In mezzo al cortile c'era una statua di gesso, e Giufà le disse: - Vuoi comprare la tela? - Attese un po', poi ripeté: - La vuoi comperare la tela? Visto che non riceveva nessuna risposta: - Oh, vedi che ho trovato qualcuno di poche parole! Adesso sì che gli venderò la tela! - E l'avvolge addosso alla statua. - Fa dieci scudi. D'accordo? Allora i soldi vengo a prenderli domani - e se ne andò.
La madre appena lo vide gli domandò della tela.
      - L'ho venduta.
      - E i quattrini?
      - Vado a prenderli domani.
      - Ma è persona fidata?
      - E' una donna proprio come volevi tu: figurati che non mi ha detto nemmeno una parola. -
La mattina andò per i quattrini. Trovò la statua ma la tela era sparita: Giufà disse: - Pagamela -. E meno riceveva risposta più s'arrabbiava. - La tela te la sei presa, no? E i quattrini non me li vuoi dare? Ti faccio vedere io, allora! - Prese una zappa e menò una zappata alla statua da mandarla in cocci. Dentro la statua c'era una pentola piena di monete d'oro. Se le mise nel sacco e andò da sua madre. - Mamma, non mi voleva dare i danari, l'ho presa a zappate e m'ha dato questi.
La mamma che era all'erta, gli disse: - Dammi qua, e non raccontarlo a nessuno.
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Mappa concettuale: Visione psicologica


La psicologia nella visione serve per comprendere l'immagine, la percezione è anche visione. Dal 20° secolo si scoprono sistemi di archiviazione di schemi cognitivi innati. Nasce la teoria cognitivista, cioè per capire si usano gli schemi innati e si ricorda. Per creare un'immagine si associano e analizzano sensazioni e informazioni da confrontare ad altre immagini già in memoria.
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Mappa concettuale: Teoria cognitivista



Nella teoria cognitivista è importante il contesto per dare informazioni a chi osserva da associare ai ricordi, La serie di modelli mentali che sono le immagini conosciute e semplificate, ed infine l'archivio di immagini che abbiamo in mente detto memoria visiva.
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