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Giosue Carducci: Traversando la Maremma Toscana

Il poeta si rivolge commosso alla terra natia, la Maremma, nel cui paesaggio riconosce affinità col suo carattere fiero e appassionato. Il ricordo degli anni giovanili pieni di sogni e di ideali è offuscato dall'amarezza perché non si sono realizzati. Ma la contemplazione delle colline sfumanti nella nebbia e della verde pianura gli fa dimenticare le delusioni del presente.

Testo: Traversando la Maremma Toscana
Dolce paese, onde portai conforme l'abito fiero e lo sdegnoso canto

Parafrasi: Traversando la Maremma Toscana
O amato paese dal quale ricavai il carattere fiero e il mio stile di poesia senza compromessi, dove nel mio cuore vi è il conflitto tra amore e odio che non si placa mai.

Analisi del testo: Traversando la Maremma Toscana
DOLCE PAESE: è un vocativo. Il poeta visse dal 1838 al 1849 tra Bolgheri e Castagneto, in Maremma. L'aggettivo dolce ha un doppio significato, paesaggistico e sentimentale.

Commento: Traversando la Maremma Toscana
Un'intensa commozione trapela da questi versi, fra i più apprezzati del poeta: una mattina d'aprile Carducci percorre in treno l'itinerario tra Livorno e Roma, e dal finestrino osserva il paesaggio dell'amata terra della sua infanzia.

Figure retoriche: Traversando la Maremma Toscana
Dal punto di vista metrico il componimento e` un sonetto; le quartine hanno rima ABAB, ABAB, le terzine CDC, DCD.
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Figure retoriche: Traversando la Maremma Toscana

di Giosue Carducci
Figure retoriche:

Dal punto di vista metrico il componimento e` un sonetto; le quartine hanno rima ABAB, ABAB, le terzine CDC, DCD.
Enjambement tra i versi 1-2, 5-6, 7-8 11-12, 13-14.
Un'antitesi al verso 6 (sorriso e pianto, due termini di significato contrapposto).
Un'aferesi (caduta di una vocale o sillaba a inizio di parola) al verso 6 ('l sorriso).
Chiasmo ai versi 2 (nome- agg/agg-nome).
Anafora versi 10-11
Anastrofe versi 3, 5, 7, 10
Maggioranza di vocali con suono chiaro (in particolare di "e")
Allitterazioni: e nel v1, 14; o nel v2, d nel v3, s nel v7, 10; a-i nel v9.

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Commento: Traversando la Maremma Toscana

di Giosue Carducci
Commento:


Un'intensa commozione trapela da questi versi, fra i più apprezzati del poeta: una mattina d'aprile Carducci percorre in treno l'itinerario tra Livorno e Roma, e dal finestrino osserva il paesaggio dell'amata terra della sua infanzia, la Maremma, luogo d'origine del suo percorso di vita e di poesia. Il testo risente anche di una malattia che lo aveva colpito di recente, come un preannuncio della morte, che lo induce a un bilancio conclusivo della vita.
Ritroviamo nel sonetto i motivi più propri dell'anima carducciana: l'amore per la Maremma, dove sbocciarono i sogni che allietarono la sua adolescenza, e il paesaggio la cui asprezza ha inciso sulla sua natura di uomo e di poeta. La visione di quei luoghi ben noti gli ridesta ricordi lontani: il fremito delle speranze nutrite con tanto entusiasmo e miseramente cadute ad una ad una e il vano affannarsi dietro una felicità illusoria, inseguita come una chimera per tutta la vita. Il tema dominante della lirica, infatti, è la contrapposizione tra la giovinezza tutta impeti di passione e la pensosa maturità che manifesta la sua saggezza nel momento in cui la malinconia del passato sembra diventare sofferenza. Il poeta non ama soffermarsi su considerazioni tristi, preferisce volgere lo sguardo al paesaggio sfumante nelle nebbia, che dalla verde pianura dilavata di fresco, vaporano verso le colline infondendogli nel cuore un senso sereno di pace.
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Analisi: Traversando la Maremma Toscana

di Giosue Carducci
Analisi del testo:

La lirica ritrae le inquietudini che turbano l'animo, simboleggiate dall'assenza di mete sicure o traguardi certi: il ritorno ai tempi dell'infanzia è desiderabile ma impossibile.
Il testo ruota intorno ad alcuni nuclei tematici:
- La dolcezza della memoria e la nostalgia del passato.
-La precarietà del presente, la coscienza della vanità della vita adulta.
-La suggestione paesaggistica che riesce, da sola a riportare la pace nel cuore del poeta deluso.
Il sonetto si avvia con un'invocazione, Dolce paese, che sembra promettere un tono di serenità. La memoria riporta ai passi (l'orme/erranti) e agli incanti del tempo giovanile: la Maremma è come un luogo di favola, ammantato del mito personale del poeta. In realtà, però, i sentimenti dell'io -poeta si accavallano in turbate antitesi (opposizioni): odio e amor (verso 3); sorriso e pianto (verso 6); speranza e delusione.
Il verso 9 (oh quel che amai, quel che sognai, fu in vano) sembra giungere a una prima, sconsolata conclusione. Si osservi l'andamento spezzato dei versi 9 e 11. Qui la secca battuta e dimani cadrò dà voce alla tristezza del poeta: il poeta era stato da poco colpito da un primo attacco di paralisi, e teme quindi l'imminenza della morte. L'ultima strofa è legata alla precedente dall'enjambment di lontano // pace: viene messa così in rilievo la parola chiave pace, che sembra riecheggiare la dolcezza iniziale.
Poichè il sonetto procede come una confessione, di sapore spontaneo, il tono è (o sembra) dimesso e il vocabolario semplice. In realtà la costruzione poetica è molto calcolata. Per esempio il verso 5 è una ripresa petrarchesca infatti Ben riconosco in te le usate forme è una citazione del sonetto CCCI del Canzoniere. Le orme erranti riecheggia il Foscolo del sonetto Alla sera...

La Metrica: sonetto, con rime ABAB ABAB CDC DCD

DOLCE PAESE: è un vocativo. Il poeta visse dal 1838 al 1849 tra Bolgheri e Castagneto, in Maremma. L'aggettivo dolce ha un doppio significato, paesaggistico e sentimentale.
ONDE PORTAI CONFORME: da cui trassi.
L'ABITO NON S'ADDORME: la fierezza del carattere (abito), la poesia sdegnosa di compromessi, elementi conformi al paesaggio maremmano, e il petto, l'animo, in cui le passioni non si placano mai.
PUR TI RIVEGGO...IN TANTO: finalmente ti rivedo, e il cuore mi balza in petto, mi commuovo per un simile evento.
BEN RICONOSCO...FORME: ritrovo in te, Maremma, gli aspetti consueti, i profili familiari. Usate forme è un espressione ripresa da Petrarca.
IN QUELLE...GIOVENILE INCANTO: in quelle immagini ricerco e ritrovo le tracce dei miei sogni giovanili.
CORSI: mi affannai.
NON GIUNSI IL FINE:non raggiunsii lo scopo che mi ero prefissato.
DIMANI CADRO': domani, cioè presto, morirò. Il poeta esprime la consapevolezza della morte vicina.
COLLINE...PIANO: sono i confini geografici della Maremma, compresa tra gli Appennini e il mar Tirreno.
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Parafrasi: Traversando la Maremma Toscana

di Giosue Carducci
Parafrasi:

O amato paese dal quale ricavai il carattere fiero e il mio stile di poesia senza compromessi, dove nel mio cuore vi è il conflitto tra amore e odio che non si placa mai. Finalmente ti rivedo, e il cuore mi sussulta per l’emozione! Riconosco bene le figure familiari del tuo paesaggio, con gli occhi incerti ero indeciso se sorridere di gioia o piangere e nel rivedere le tue forme ritrovo le tracce, il ricordo dei miei sogni giovanili che seguivano la mia voglia di vivere.
Oh, quello che ho amato e sognato da giovane fu inutile; ho sempre lavorato sodo, dando tanti sacrifici, ma la meta che inseguivo non l'ho ancora raggiunta, e presto morirò. Ma vedendo le tue colline da lontano, con le nebbioline mattutine e il verde della splendida pianura, o Toscana, m’ispirano pace al cuore.
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Testo: Traversando la Maremma Toscana

di Giosue Carducci
Testo:

Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue collina
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.


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