Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna

Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna è un modo di dire italiano molto diffuso. La sua origine è oscura perché non si trova in nessuna parte del Corano e nemmeno negli Hadith o nei racconti popolari che si diffusero dopo la rivelazione del Corano. Questo detto, molto probabilmente, è giunto a noi in Italia grazie ad un filosofo britannico di nome Francis Bacon (italianizzato in Fracensco Bacone), il quale racconta nei suoi "Saggi" una storiella che ha come protagonisti un certo Muhammad (forse il fondatore dell'Islam o forse un mago arabo), una montagna e una folla incuriosita.

In inglese si dice così: "If mountain will not go to Mohammed, Mohammed must come to the mountain".



Significato

Non si può pretendere sempre che ogni cosa ci venga incontro, a volte bisogna anche saperci muovere da soli. Quindi se un problema non si risolve da solo, bisogna prenderlo di petto e affrontarlo.

Qui di seguito riportiamo la credenza popolare che tutti (o quasi) conosciamo:
Un giorno, il profeta Maometto, era stato incitato dalla folla a compiere un miracolo, così promise che con l'aiuto di Dio avrebbe indotto una montagna a spostarsi e ad avvicinarsi a lui. Si pose e quindi a una certa distanza dal monte e cominciò a pregare, ma quando dopo un certo tempo fu evidente che la montagna non accennava minimamente a muoversi, il Profeta si alzò e s'incamminò verso il monte dicendo: "Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna".
Con questa parole possiamo solo ammirare l'abilità di Maometto nel trasformare una figuraccia in un successo solo grazie alla sua faccia tosta.

La montagna simboleggia una cosa che non si può muovere, pertanto qualunque sforzo si faccia per avvicinarla (preghiere, magie, esortazioni) il risultato è ovvio: non si sposterà mai e deve essere l'altro ad agire.



Uso

Spesso viene usato da chi decide di andare a trovare qualcuno che non vede da molto tempo oppure quando si deve ricevere un qualcosa che però non arriva mai e anziché aspettarla si va per prenderla di persona. Per questo si dice "fare il miracolo di Maometto".

Si usa anche dire "venire come la montagna a Maometto" che significa non arrivare, non farsi vedere, riferito a chi è atteso con fiducia ma inutilmente.


ESEMPIO:
- Io voglio che mi regalano il cellulare. Non arriva mai questo momento. Metto i soldi da parte e me lo compro. Non è stato mio padre a risolvere il problema ma sono stato io.



Curiosità

1) In molti, però, lo citano nella sua variante sbagliata, che vede gli ordini invertiti: "Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto", e si intende, quasi in modo fatalistico, che se una cosa deve accadere, allora accadrà, anche a costo di stravolgere l’ordine naturale delle cose.


2) Il detto ha un aspetto comico ed è per questo che in giro si trovino frasi inerenti ancora più divertenti come:

- Se Maometto non va alla montagna... e la montagna non va da Maometto. O non si sopportano proprio o entrambi preferiscono il mare.
- Se la montagna viene verso di te e tu non sei Maometto... corri cretino che è una frana!!!
- Fa così caldo che Maometto va alla montagna senza fare tante storie.
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Signori si nasce, non si diventa

Signori si nasce, non si diventa è un detto italiano abbastanza diffuso anche al giorno d'oggi. Deve la sua notorietà al film Signori si nasce (1960) interpretato da Totò che in una storica frase diceva: "Lo sa cos'è questo circolo, lo vuol sapere cos'è?! Ebbene glielo dico: è un letamaio, sì un letamaio! Insisto! E non gliel'ho detto prima lo sa perché? Perché sono un signore e signori si nasce; e io lo nacqui, modestamente!".

Nella lingua inglese si dice "Gentlemen are born, not made".



Significato

"Signori" va inteso nel senso di essere nobili d'animo, persone che si sanno comportare in società, che sanno stare al mondo, buoni cristiani, insomma... Sta a significare che i sani principi e le buone maniere non possono essere imparati nel tempo, ma che sono una caratteristica che bisogna avere dentro di noi sin dalla nascita.

Molti associano la signorilità alla ricchezza, ma non è affatto così e lo mette in chiaro anche un altro proverbio:
Il denaro fa l'uomo ricco! L'educazione lo fa signore.



Uso

Questo detto viene utilizzato per complimentarsi con qualcuno che ha compiuto un bel gesto nonostante nessuno glielo abbia chiesto. Ad esempio il bambino in foto sta alzando la cerniera della giacchetta di quella che potrebbe essere la propria sorellina, che probabilmente da sola non sarebbe riuscita. Chiunque rimarrebbe stupito da tanta signorilità.
Un altro uso, meno apprezzato, è quello di vantarsi del proprio stile da gentiluomo.


ESEMPIO:

- Sapeva che non ce l'avrebbe fatta da sola, così è corso in suo aiuto. Signori si nasce, non si diventa.

- Nonostante abbia fatto fortuna è sempre rimasta la persona umile e disponibile di un tempo. È proprio vero, signori si nasce non si diventa.
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Siti che svelano il finale dei film (spoiler)

Sono molteplici i motivi per cui si è interessati ad avere informazioni sul finale di un film. La maggior parte delle persone guarda i film serali per rilassarsi dopo una dura giornata di lavoro e a causa della stanchezza fisica finisce per addormentarsi sul divano. Poi ci sono quelli che registrano il film affidandosi alle guide tv, ma capita che la durata del film slitta per via delle pubblicità che stanno nel mezzo e così il videoregistratore si arresta ancor prima di aver finito di registrare tutto il film. Non dimentichiamoci anche di quelli che vengono disturbati durante la visione del film dal telefono che squilla o dagli amici e parenti che suonano al citofono.

In genere spoilerare un film non è una cosa ben vista, ma non è questo il caso. Volevamo solo avvisarvi che uno spoiler tira l'altro e che quindi possono creare dipendenza. Qui di seguito trovate una lista dei migliori siti che svelano il finale dei film.


1) Spilme: è un sito fatto interamente di spoiler, pensato per gli utenti più impazienti. Contiene un catalogo di film molto vasto; vi basta digitare il titolo del film nella casella di ricerca e poi premere il tasto "invio" per leggervi il finale o i colpi di scena. La cosa positiva è che il sito pur essendo in lingua inglese funziona anche se andrete a scrivere il titolo nella versione italiana. Tra i risultati di ricerca apparirà il titolo originale del film ma già dalla locandina si capisce subito se è il film che si stava realmente cercando. Gli spoiler che troverete sono delle brevissime frasi in inglese che si possono facilmente tradurre con Google traduttore.


2) FrasiFilms: non è un sito ultra completo come il precedente, ma per quanto riguarda i siti italiani non sono riuscito a trovare di meglio. Ogni scheda completa del film contiene una sezione denominata "spiegazione", facendo click sull'apposito pulsante si apre lo spoiler che mostra sia il finale del film che la spiegazione delle parti più ingarbugliate. Per trovare il film usate la casella di ricerca in alto,  questo è il modo più rapido per capire se il film è presente o meno nel catalogo.


3) Wikipedia: l'enciclopedia libera più famosa al mondo inserisce anche le trame dei film complete, quindi nel 90% dei casi troverete anche la descrizione della parte finale. Non so per quale motivo venga snobbata in questo contesto, forse per la troppa seriosità, ovvero si limita a raccontare come vanno le cose nel film ma non spiega perché i personaggi del film hanno agito in quel modo. Il suo funzionamento è fin troppo semplice, usate la casella di ricerca in alto per cercare il film che vi interessa.


4) Youtube: ho notato già da tempo che sul portale video più usato di sempre non mancano i video che contengono il finale del film. Quindi vi basterà scrivere "finale film + titolo film" per vedere la scena finale del film. Se vi accontentate anche della scena finale in lingua inglese, le parole chiave da usare per trovare il video giusto sono "ending, last scene o end scene + titolo film".
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O la va o la spacca

O la va o la spacca è un modo di dire italiano molto diffuso. L'origine del detto è incerta. È probabile che risalga ai tempi dell'antica Roma ed associato al gioco dei dadi o alle gare di tiro cavalleresche. Il rischio di sbagliare in questi giochi era molto alto.

Tuttavia un vecchio adagio marchigiano dice "O bbocca lo chiodo o spacco la tavoletta" (= O entra il chiodo o si rompe la tavoletta) che è sinonimo di "O la va o la spacca". In questo caso, però, l'indizio del motto ci porta a pensare alla professione del carpentiere che deve fissare un chiodo, se il chiodo non dovesse entrare bene al primo colpo di martello si finisce per rovinare il legno della tavoletta che poi dovrà essere sostituita con un'altra e ripetere nuovamente il lavoro. Come potete notare per quanto riguarda i proverbi e i modi di dire è sempre difficile stabilirne l'esatta origine.


Significato

Questo modo di dire si riferisce al tentativo, determinato ma rischioso, di far andar bene qualcosa. Si tratta di una sorta di azzardo "calcolato" perché si conoscono gli elevati rischi e non si ha l'assoluta certezza di riuscire in ciò che si sta facendo, infatti il tutto potrebbe sia andare per il meglio ma anche finire in malo modo.



Uso

La frase "O la va o la spacca" viene utilizzata quando ci si trova in una situazione importante o difficile e si pensa che forse sia il caso di prendere una scelta, anche se non si è sicuri del buon esito, pertanto si decide di tentare il tutto per tutto assumendosi le proprie responsabilità della scelta.

ESEMPIO:
- È la nostra ultima giocata, o la va o la spacca.
- Lo devo fare per forza, qua o la va o la spacca.
- Gli dirò che la amo, o la va o la spacca.
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Si scrive Se fossi o Se sarei?

Si dice che dopo il "SE" bisogna utilizzare la doppia "S" (se fossi, se mangiassi, se potessi, se dormissi, se studiassi...), nella maggior parte dei casi questa regola è giusta ma non può essere applicata in tutti i casi altrimenti si finisce per commettere un errore grammaticale.


Qui di seguito andremo ad analizzare i due verbi e andremo a riportare le principali differenze per capire quando usare l'uno o l'altro in modo corretto. Ebbene sì, sono correte entrambe le versioni!


Se fossi

"Se fossi" e "Se fossi stato" appartengono al modo congiuntivo, rispettivamente tempo imperfetto e trapassato del verbo essere. Si usa "se fossi" quando il periodo è ipotetico. Sicuramente vi risulterà più semplice la spiegazione se prima andrete a leggere cos'è il periodo ipotetico, cioè un periodo fondato su un'ipotesi e che può essere di tre tipi: della realtà, della possibilità e della irrealtà. Questo perché nel nostro caso andremo a fare riferimento ai periodi ipotetici del 2° e del 3° tipo.


ESEMPIO:
- Se mi fossi giustificata avrei fatto un errore. (Irrealtà)
- Se fossi una persona saggia, mi metterei a dare consigli a tutti. (Irrealtà)
- Se fossi stato stanco, non sarei venuto. (Irrealtà)
- Se non mi fosse possibile venire alla festa, sarai il primo a saperlo. (Possibilità)



Se sarei

Il verbo essere "sarei" fa parte del modo condizionale. Si usa "se sarei" quando il se è dubitativo (proposizione subordinata dubitativa) e l'azione è proiettata nel futuro.


ESEMPIO:
- Non so se mi sarei giustificata in una tale situazione.
- Mi chiese se sarei andato a mangiare una pizza.
- Mi domando se sarei in grado di farcela.
- Non so se sarei capace di mentire.
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Il Pirla - Eugenio Montale

Il pirla è una poesia poco conosciuta di Eugenio Montale, contenuta nel suo quinto libro di poesie intitolato Diario del ’71 e del ‘72, una raccolta solida, interamente percorsa dal gusto per l’autoparodia e per lo «scherzo» lirico.


Testo

Prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla,
una parola gergale non traducibile.
Da allora me la porto addosso come un marchio
che resiste alla pomice. Ci sono anche altri
pirla nel mondo ma come riconoscerli ?
I pirla non sanno di esserlo. Se pure
ne fossero informati tenterebbero
di scollarsi con le unghie quello stimma.



Commento

La parola "pirla" gli è stata detta dalla moglie in punto di morte e, poiché lui la chiamava "mosca" in senso dolcemente ironico allora lei ha trovato una parola che sdrammatizzasse l'atteggiamento del grande poeta di fronte alla sua morte. La moglie conosceva la scarsa adattabilità del marito alle faccende quotidiane, e gli diede del pirla “affettuosamente” in punto di morte come chi sa bene che il poveraccio se la sarebbe cavata molto male senza una guida negli affari di tutti i giorni.


Ci sono anche altri pirla nel mondo ma come riconoscerli?
I pirla sono sbadati, combinano delle gaffe, dicono cose a sproposito nei momenti sbagliati e credono che anche gli altri agiscono in buona fede. Insomma, si riconoscono abbastanza facilmente.


I pirla non sanno di esserlo.
Per forza, altrimenti che pirla sarebbero? E se qualcuno glielo facesse notare non ci crederebbero. E semmai un giorno se ne rendessero conto proverebbero a togliersi questo marchio con ogni mezzo, ma la loro fatica sarebbe inutile dal momento che si tratta di un marchio indelebile, che resiste persino alle sfregature della pietra pomice, che in genere sfrega via tutto.


Vi sono due tipologie di pirla: quelli che non sanno di essere pirla e i pirla che sanno di essere pirla. Il pirla della seconda specie (come Montale) sa sempre di essere un pirla, ma magari non sa come fare per non esserlo più.

Montale sarà stato anche un pirla, ma era anche e soprattutto un poeta, e, come diceva Baudelaire, il poeta è come l’albatros, che quando vola in alto nei cieli appare maestoso, ma quando scende a terra è ridicolo nel suo camminare, perché impedito dalle sue "ali di gigante", sicché si fa schernire anche da una massa di imbecilli ed ubriachi.

Dal mio personale punto di vista diventa un vanto dunque essere un "pirla" se "pirla" è colui che non segue la massa ma si ritaglia il suo pezzetto di individualità: lo stimma della società in questo caso non è più un marchio, ma una medaglia al valore.

Questa poesia può essere dedicata a tutte quelle persone (uomini e donne) che non sanno che molte volte la loro intelligenza per cui spesso si vantano, invece, passa agli occhi della gente come una grande... pirlata!



Analisi del testo

Si dice "pirla" a una persona stupida, sciocca, leggera e che si lascia facilmente abbindolare (es. c'è cascato come un pirla). In origine significava "trottola" da cui anche il verbo pirlare, cioè gironzolare senza scopo, perdere l'orientamento. Si tratta di una parola molto milanese per un poeta genovese. Anche se dal '48 in poi visse a Milano dove morì.

Secondo la nostra legge è vietato dare del pirla, in quanto lesivo dell'onore e della dignità .
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Frasi sulle unghie

"Tirare fuori le unghie", "difendersi con le unghie", "affilare le unghie": questi alcuni dei più comuni modi di dire che ricordano come le unghie delle mani non abbiano avuto nell'uomo solo una funzione estetica e protettiva, ma al pari che negli animali anche il ruolo di strumento d'attacco o di difesa.
Nell'essere umano l'unghia è composta da cellule morte del nostro corpo (proprio come i nostri capelli) che crescendo viene tagliata e dunque vengono eliminate le scorie inutili al corpo. Esse acquistano durezza e resistenza per via di una sostanza chiamata cheratina. Le unghie delle mani hanno una crescita media di 3 mm al mese con variazioni legate alla stagione, uso dell'unghia ed età; in genere le unghie della mano dominante crescono più velocemente. In media quindi l’unghia della mano si rinnova totalmente in circa 6 mesi. Le unghie dei piedi crescono invece più lentamente delle unghie delle mani. Il loro tempo di crescita è di circa un terzo di quello delle mani. L’unghia del piede ricresce totalmente tra i 12 e i 18 mesi.

In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi e citazioni sulle unghie, da dedicare a tutti quelli che si mangiano le unghie nei momenti di stress e di ansia e a coloro che invece alle unghie ci tengono, le curano e le decorano usando svariati stili e colori.


1) Dall'unghia si conosce il leone. (Proverbio)

2) Non appena ci si taglia le unghie si scopre di averne bisogno. (Arthur Bloch)

3) Ricordate uomini, le donne sono solo impotenti finché lo smalto sulle unghie non si è asciugato. (Anonimo)

4) Io divido l'umanità in due gruppi: quelli che tagliano prima le unghie della mano sinistra e quelli che tagliano prima le unghie della mano destra. La mia teoria è che le persone che tagliano prima le unghie della mano sinistra sono più spensierate, tendono a godersi di più la vita... perché vanno dritti al compito facile, tengono le difficoltà per ultime. (Seligman)

5)
Le cose si rompono in continuazione.
Bicchieri, piatti, unghie.
Le promesse.
I cuori.
(Jodi Lynn Picoult)

6) Tecnicamente sono disarmata. Ma non si dovrebbero mai sottovalutare i danni che possono provocare le unghie, specialmente se il bersaglio è impreparato. (Suzanne Collins)

7) Si può essere un uomo serio e curare la bellezza delle proprie unghie. (Alexander Sergeyevich Pushkin)

8) Che vergogna quando arrivò l'idraulico. Io lì, tutta nuda nella vasca e non avevo lo smalto sulle unghie! (Marilyn Monroe, Dal film Quando la moglie è in vacanza)

9) Quando speri che la fortuna ti dia una mano, lei si sta mettendo lo smalto. (Lucrezia Beha)

10) Unghie e capelli sono state date agli uomini per fornirgli una costante occupazione. (Aleksey Tolstoy)

11) Sbaglia chi pensa che le unghie crescano dritte come pugnali. I santoni indiani, le prostitute berbere e i detentori del record mondiale di lunghezza delle unghie che si sono succeduti nei secoli hanno dimostrato che le unghie crescono a parabola, si ritorcono verso l’interno, ghermiscono il corpo in un abbraccio. A volte si avviticchiano, avvolgono l’avambraccio nelle spire di una pianta rampicante calcificata. Dalle mie dita cresce un tentativo di crisalide, un progetto di guscio. Un giorno abiterò in una chiocciola di unghie. (Tiziano Scarpa)

12) Beato quell'uomo che la sua donna ama più delle sue unghie. (Guido Rojetti)

13) Ci sono quelle che hanno mani lunghe e affusolate senza bisogno di unghie finte. Io una volta ho messo le unghie finte e sembravo uno di quei rastrelli di alluminio da giardino per tirar su le foglie. (Luciana Littizzetto)

14) Più si diventa vecchi, e più è difficile tagliarsi le unghie dei piedi. (Luciano De Crescenzo)

15) Nessun stuzzicadenti potrà mai sostituire quell'affilato mezzo centimetro dell'unghia di un mignolo. (pellescura, Twitter)

16) Come forma di protesta contro le ingiustizie nel mondo mi mangio le unghie. (MaxMangione, Twitter)

17) In realtà alla donna non interessa cambiare sempre smalto per le unghie, è che sono strafatte di solvente e non sanno come dircelo. (MaxMangione, Twitter)

18) lo so che non ci si deve sentire minacciati da scelte di vita diverse dalle nostre, ma a me le unghie lunghe e curve mettono paura. (olli_gu, Twitter)

19) Penso che sia arrivato il momento di dare un freno a 'sti murales che vi fate sulle unghie. (dondindan, Twitter)

20) A quello che tieni nascosto dentro prima o poi cresceranno le unghie. (schivami, Twitter)

21) Le unghie dei piedi sono subdole: ti accorgi che sono cresciute solo dopo aver trasformato un paio di scarpe normali in sandali. (MaxMangione, Twitter)

22)
- Ma che belle unghie! Sono le tue?
- No no, prima di me le aveva un'altra signora che però le ha tenute benissimo.
(andreasaccomani, Twitter)

23) Stamattina mi sono tagliato le unghie a una mano sola e ora mi tocca raccontare a tutti che sono un chitarrista. (darioloc81, Twitter)

24) Complimentissimi a quelle donne che nonostante quelle unghie lunghe riescono a farsi il bidet senza finire in ospedale. (chetetuitti, Twitter)

25) Fanno i prodotti per la micosi delle unghie ma non quelli per farmi passare il vomito quando ne vedo la pubblicità. (diodeglizilla, Twitter)

26) La crisi economica la vedo nelle ragazze che finiscono lo smalto e sono costrette a tingersi alcune unghie di un altro colore. (MaxMangione, Twitter)

27) Oggi ho visto una ragazza che su tre unghie aveva lo smalto blu, su una lo smalto rosso a pois, su una aveva scritto le note sulla privacy. (azael, Twitter)

28) Curiosità: quando gli ricrescevano le unghie, Gesù amava dire che gli erano risorte. (azael, Twitter)

29) Quella sottile linea tra "ho messo le unghie finte ;)" e "Freddy Krueger". (dbric511, Twitter)

30) Son sempre tutti lì a cercare nuove risorse rinnovabili e nessuno che abbia mai preso in considerazione le unghie. (azael, Twitter)

31) Se Dio non avesse voluto che ci mangiassimo le unghie, le avrebbe fatte crescere sui gomiti. (Comeprincipe, Twitter)

32)
Ognuno nel grande gioco della vita gioca le carte che ha: la bellezza, l'intelligenza o la simpatia.
Io mi so mangiare le unghie dei piedi.
(MaxMangione, Twitter)

33) Ho mescolato uno smalto per unghie fragili, uno per unghie che si sfaldano e uno per unghie che si spezzano.Tra poco avrò unghie invincibili. (BarbyeTurica. Twitter)

34)
Ti tagli le unghie a filo e il secondo dopo devi:
- aprire una lattina
- usare il nastro adesivo
- aprire un coltellino svizzero
(dbric511, Twitter)
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