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Si scrive Li o Lì ?

Li o Lì: quale delle due forme usare? Entrambe sono corrette, ma sono anche due omografi, ovvero parole con la stessa grafia ma con diverso significato. Questo vuol dire che non sono interscambiabili e che la scelta di una forma rispetto all'altra va fatta con giudizio in base alla frase di riferimento.

Bambino che indica qualcosa che si trova nelle vicinanze


Li

Li, senza accento, è il pronome atono maschile plurale usato in funzione di complemento oggetto.
Era anche la variante antica dell'articolo determinativo maschile plurale gli.

Esempio:
- Li vedi quei due che stanno fumando?
- Ho raccolto i frutti dall'albero e li ho messi nel cestino.



, con l'accento grafico, è un avverbio di luogo che indica un punto non molto lontano da chi parla e da chi ascolta.
Si può trovare anche abbinato a preposizioni e avverbi o in alcune locuzioni

Esempio:
- Sta piovendo, spostiamoci sotto, così eviteremo di bagnarci.
- Quell'uomo è spaventosamente grasso.
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Differenza tra il Dì, il Giorno e la Giornata

Usare delle parole come sinonimi per anni e poi scoprire che possiedono significato o uso differente, potrebbe essere una spiacevole sorpresa. In questo articolo andremo ad analizzare i sostantivi , giorno e giornata... siete certi di averli usati sempre nel modo giusto?



Giorno

Il giorno è costituito dal e della notte ed ha una durata di 24 ore (23 ore 56 minuti e 4,0905 secondi). Esso è il periodo del moto diurno di rotazione della sfera celeste, nonché del moto di rotazione della Terra rispetto alla posizione media delle stelle visibili.

Oggi il giorno comincia a mezzanotte (ora indicata con "00:00", inclusa) e termina con la mezzanotte successiva (24:00, esclusa).

Il giorno è convenzionalmente diviso in 4 fasi:

00.00 - 06.00: Notte
06.00 - 12.00: Mattino
12.00 - 18.00: Pomeriggio
18.00 - 00.00: Sera


Esempio: Mangio 3 volte al giorno; vuol dire che nell'arco delle 24 ore mangiamo 3 volte.



Con il termine  intendiamo la fascia oraria in cui siamo illuminati dalla luce solare, dall'alba al tramonto. Viene usato sia come forma di saluto sia nelle ricette mediche.

Esempio: buon dì; una pillola due volte al dì...



Giornata

La giornata come il dì, indica l'intervallo di tempo compreso tra l'alba e il tramonto (quindi sera e notte escluse, altrimenti avremmo avuto "serata" e "nottata").
Cambia solamente l'uso del termine in quanto sta ad indicare questo intervallo di tempo in rapporto alle attività (o alle condizioni fisiche e psichiche) di chi lo trascorre e ai fatti che accadono.

Esempio: giornata lavorativa / noiosa / faticosa ...
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Frasi sulla malinconia

La malinconia è uno stato d'animo di vaga tristezza, spesso alimentato dall'indugio rassegnato o addirittura compiaciuto, nell'ambito di sentimenti d'inquietudine o delusione.
Il termine è composto da due parole greche: mélas, mélanos (nero), e cholé (bile), quindi bile nera; l'umor nero, uno dei quattro umori generati dall'organismo umano, cui si attribuivano malefici e spesso fatali influssi sulle funzioni vitali.



In questa pagina trovate una raccolta di frasi, aforismi e citazioni sulla malinconia, quella sensazione che ti prende quando guardi una vecchia foto, quando ti fermi a pensare alla tua vita passata e senti la mancanza di una persona, di un animale, a volte anche solo di un ambiente.

1) La melanconia è la tristezza diventata leggera. (Italo Calvino)

2) Ci sono lancette d'orologio che girano più lentamente di altre. Sono quelle della malinconia. (Salvatore Cutrupi)

3) I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci. (Hermann Hesse)

4) Se c'è un inferno sulla terra, questo si trova nel cuore di un uomo malinconico. (Robert Burton)

5) La malinconia è la versione romantica della tristezza. (Alessandro Morandotti)

6) Il ricordo ha bisogno della malinconia per avere tutto il suo profumo. (Anne Barratin)

7) Tutti possono essere tristi; ma la malinconia resta l’appannaggio delle anime superiori. (Georges-Eugène Faillet)

8) Se si domanda a un malinconico quale ragione egli abbia per esser così, cosa gli pesa, risponderà che non lo sa, che non lo può spiegare. In questo consiste lo sconfinato orizzonte della malinconia. (Søren Kierkegaard)

9) La malinconia è fatta di sogni che devono restare tali. (Roberto Gervaso)

10) C’è una malinconia che nasce dalla grandezza. (Nicolas Chamfort)

11) La malinconia è condivisa da tutti gli uomini di genio (Aristotele)

12) La malinconia è il languido desiderio di insolubile. (Emil Cioran)

13) La felicità non è un rimedio alla malinconia, anzi l'aggrava, perché questa si nutre con la stessa avidità dei nostri piaceri e dei nostri dolori. Tutto le sta bene, a nostre spese. (Emil Cioran)

14) La malinconia è una sorta di noia raffinata, la sensazione di non appartenere al mondo. (Emil Cioran)

15) La malinconia è come un vento che spira dalla parte del freddo. Devi aspettare che passi, che si allontani da te. Non imitare i grandi alberi che, quasi per orgoglio, non vogliono piegarsi al vento e prima o poi crollano. Comportati come le canne che vedi al limite del campo. Si agitano, si abbassano, ma poi tornano come prima. La malinconia è come un vento fra le canne. (Romano Battaglia)

16) Il lavoro è il miglior antidoto alla malinconia. (Arthur Conan Doyle)

17) La malinconia è la felicità di essere tristi. (Victor Hugo)

18) Nulla, tranne una battaglia perduta, può essere così malinconico come una battaglia vinta. (Duca di Wellington)

19) Tutti i cambiamenti, anche i più attesi, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciano dietro di noi è parte di noi stessi. Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un'altra. (Anatole France)

20) La malinconia è come un'improvvisa folata di vento: arriva quando meno te l'aspetti e fa male. Però, anche potendo, non saprei rinunciare alla sua strana magia. (Filippo Alosi)

21) Quando si riesce ad alternare l’umorismo con la malinconia, si ha un successo, ma quando le stesse cose sono nel contempo divertenti e malinconiche, è semplicemente meraviglioso. (François Truffaut)

22) Tutti sanno, cioè, che un clown dev’essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria, fin lì non arrivano. (Heinrich Böll)

23) In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare. (Emil Cioran)

24) È uno strano destino quello della malinconia. Prende anche se hai tutto. Il viso non mostra segni di sofferenza: è meglio una febbre che costringe a rimanere a letto malati. Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra. (Romano Battaglia)

25) Il lato diabolico della malinconia è quello non solo di far ammalare le sue vittime, ma anche di renderle presuntuose e miopi, addirittura quasi superbe. Si crede di essere come Atlante che da solo deve reggere sulle proprie spalle tutti i dolori e gli enigmi del mondo, come se mille altri non sopportassero gli stessi dolori e non vagassero nello stesso labirinto. (Hermann Hesse)

26) La depressione è la melanconia meno il suo fascino. (Susan Sontag)

27) La mia malinconia è l'amante più fedele che abbia mai conosciuto. (Søren Kierkegaard)

28) La malinconia non è fatta né per le bestie né per gli uomini: ma se questi vi si abbandonano disperatamente, diventano bestie. (Miguel de Cervantes)

29) La malinconia è un sentimento umano fondamentale, compagna di strada nell'essere in solitudine. (Paolo Crepet)

30) I vuoti del cuore pesano come macigni. (Emanuela Breda)

31) La malinconia è fatta di ricordi; la tristezza, di rimpianti; l'angoscia, di rimorsi. (Roberto Gervaso)

32) La malinconia ci fa ritrovare i nostri sentimenti; l'infelicità, i nostri valori. (Roberto Gervaso)

33) Il ragno invisibile della malinconia stende sempre la sua ragnatela grigia sui luoghi in cui fummo felici e da cui la felicità è fuggita.
(Bolesław Prus)

34) La malinconia non è che la sventura della gente felice. (Roger Judrin)

35) Di lui si diceva fosse un tipo malincronico. (Giovanni Soriano)

36) I momenti migliori dell’amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai di che. (Giacomo Leopardi)

37) La malinconia nasce quando non si può volere, cioè tendere a una meta, perché non si sa e non si vuol sapere ciò che si vuole. (Claudio Magris)

38) Un desiderio di desideri: la malinconia. (Lev Tolstoj)

39) Non c'è nulla che avvicini le persone più in fretta di una triste e malinconica comprensione. (Milan Kundera)

40) Tutto ciò che è finito, tutto ciò che è ultimo, desta sempre naturalmente nell’uomo un sentimento di dolore, e di malinconia. (Giacomo Leopardi)

41) La malinconia procede verso un futuro più lontano di quello sempre intravisto dalla speranza. (Roberto Morpurgo)

42) Credo che la malinconia sia un problema musicale, una dissonanza, un ritmo alterato. Mentre fuori tutto accade con un vertiginoso ritmo da cascata, dentro c’è una lentezza esausta da goccia d’acqua che cade di tanto in tanto. Ecco perché quel fuori contemplato dal dentro melanconico risulta assurdo e irreale e costituisce la farsa che tutti dobbiamo rappresentare.
(Alejandra Pizarnik)

43) Scrupoli e malinconia, fuori di casa mia. (Filippo Neri)

44) La malinconia, è l’autunno del dolore. (Anne Barratin)

45) La malinconia è solo la carezza di un ricordo, ruvida di rimpianti. (Consuelo Lazzari)

46) Osservò la scena e pensò alla vita- e come regolarmente gli succedeva quando pensava alla vita, diventò malinconico. Una tristezza dolce discese in lui. Sentì quanto era vano lottare contro la sorte- era questa la saggezza che i secoli gli avevano tramandato. (James Joyce)

47) La malinconia è l'assenza di una persona che non puoi avere accanto, ma che ti cammina nel cuore, accarezzandoti l'anima ogni giorno. (Anonimo)

48) Non startene solo, non startene in ozio. (Antidoto contro la malinconia, Robert Burton)

49) So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un’intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza. (Emil Cioran)

50) Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. (Herman Melville)

51) La malinconia è perciò, di tutti i toni poetici, il più legittimo. (Edgar Allan Poe)

52)
Questo lillà perde i fiori.
Da se medesimo cade
e cela la sua antica ombra.
Morirò di cose come questa.
(Alejandra Pizarnik)

53) Ogni tanto ho qualche crisi di malinconia, ma le supero con la massima facilità grazie alle lettere, quelle che scrivo e quelle che ricevo: mi ridanno coraggio. Stia comunque certo che non mi succede mai senza una ragione. Spesso mi chiedo se vale la pena di vivere. Non sono né caldo, né freddo e non trovo piacere in nulla. (Wolfgang Amadeus Mozart)

54) Per rappresentare la malinconia, Albrecht Dürer incide, nel 1514, una figura china, la cui concentrazione assorta contrasta singolarmente con il proliferare di oggetti concreti che la attorniano. Sembra, a questo proposito, che il mistero che contempli sia proprio quello del suo legame con le cose, che resistono, estranee, al suo volgere lo sguardo altrove. (Alice Barale)

55) La malinconia non è altro che un ricordo inconsapevole. (Gustave Flaubert)

56) Gli uomini malinconici sono tra tutti i più arguti. (Aristotele)

57) La malinconia nasce dalla differenza tra te ed i tuoi ricordi; loro sono infrangibili, tu no. (schivami, Twitter)

58) Con la felicità puoi concederti al massimo una sveltina. La malinconia invece è instancabile. (GMartelloni, Twitter)

59) Livello di malinconia: corsa sotto la pioggia. (anomal0, Twitter)

60) Questo tempo mette così malinconia che una zanzara appoggiata sul mio braccio sussurra "fa lo stesso se invece di pungerti parliamo un po'?" (MaxMangione, Twitter)

61) Devo ancora capire se la malinconia parte dalla testa o dal cuore. So solo che li svuota tutti e due. (ValeSantaSubito, Twitter)

62) Non toccare la malinconia, è lei che mi fa vedere treni nelle nuvole, lucciole nelle sigarette accese, pioggia nei libri e qualcosa in te. (schivami, Twitter)

63) Io la prima volta che ho usato la malinconia mica lo sapevo che mi avrebbe creato dipendenza. (Barbamaura, Twitter)

64) Bella la malinconia di chi ha amato tanto e che non sta con chiunque, ma preferisce aspettare la persona giusta, rivivendo il passato. (CannovaV, Twitter)

65) Se bastasse dirsi addio per allontanarsi davvero, non esisterebbe la malinconia. (CannovaV, Twitter)

66) La malinconia è un momento di quiete tra una tempesta e l'altra. (CannovaV, Twitter)

67) La malinconia sa soffocarti con mani gentili. (mesmeri, Twitter)

68) Tranquilli, la malinconia è come la nebbia. Fa paura solo a chi non ci è abituato. (alfcolella, Twitter)

69) Confesso la mia dipendenza dalla malinconia. Come droga, quando non la sento nelle vene, la cerco in un cassetto o in un angolo di strada. (MHeathcliff, Twitter)

70) Quando mi hai detto che ho gli occhi a forma di malinconia, per farsi notare, la bocca ha sorriso. (NinaEin, Twitter)

71) Sotto un velo di malinconia trovi degli occhi ancor più luminosi. (flarin, Twitter)

72) Chi ti vede ti definisce “Solare”. Perché la Foschia lieve della Malinconia la vede solo chi si ferma un po’ a viverti. (ziacoca, Twitter)

73) La malinconia è una pozzanghera dove si specchiano le mancanze. (CannovaV, Twitter)

74) Una panchina vuota, un solo pensiero e un tramonto. Questi sono tutti gli ingredienti che servono per descrivere la malinconia. (CannovaV, Twitter)

75) Che bastarda la malinconia, ti dà un pugno allo stomaco mentre ti passa una mano tra i capelli. (Terza_Nota, Twitter)

76) La malinconia è come un amore non corrisposto. Non lo sopporti ma non te lo levi dalla mente. (CannovaV, Twitter)

77) Se la malinconia avesse un suono, sarebbe quello di una nave che saluta e parte per un viaggio senza ritorno. (CannovaV, Twitter)

78) La malinconia ha sempre un brusio di sottofondo. Il rumore assordante delle mancanze. (CannovaV, Twitter)

79)
La vita è un treno in corsa.
Il finestrino è la malinconia.
E quando sei solo, ti siedi, guardi fuori e ti passa davanti tutta la vita.
(CannovaV, Twitter)

80) La malinconia profuma sempre di chiuso perché non riesci a ripulire la mente da ciò che poteva essere e non è stato. (CannovaV, Twitter)

81) Il tempo è il braccio, la malinconia è la mano. Uno ti stringe forte, l'altra si insinua e ti accarezza dove fa più male: tra i ricordi. (CannovaV, Twitter)

82) La malinconia è una stanza piena di ricordi dove sei costretto ad entrare ogni giorno. (CannovaV, Twitter)

83) La domenica pomeriggio è terreno fertile per la malinconia. (istintomaximo, Twitter)

84) A volte la malinconia ha gli occhi lucidi, nell'intento di domare le fiamme di un cuore che non si arrende. (CannovaV, Twitter)

85) Ai momenti di grande felicità, seguono sempre momenti di strana malinconia. Come se si dovessero bilanciare le cose, metterle in ordine. (CryScRyx, Twitter)

86) Cioè alle 3 di notte c'è una malinconia che anche se ascolti su youtube "il ballo del qua qua" dopo un po' ti manca il papero. (Tremenoventi, Twitter)

87) La malinconia è il cuore lontano da ciò che vuoi e la testa che ha ciò che non vuole. (CannovaV, Twitter)

88) La malinconia è una panchina sulla quale ti siedi ad aspettare qualcuno che sai non verrà mai. (CannovaV, Twitter)
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Si scrive Di, Dì o Di' ?

La lingua italiana risulta difficile per gli stranieri anche perché vi sono diversi casi di omonimia, ad esempio "DI" è corretto in tutte è tre le forme (Di, o Di'), ovvero con e senza accento e apostrofo. Tuttavia ciascuna grafia ha un suo significato e bisogna fare attenzione al loro uso.

La sera del dì di festa


Di

Di, senza accento e senza apostrofo, è una preposizione semplice.

- Questo diario è di Luca.
- L'auto di mio papà fa uno strano rumore.



, con accento, è il sostantivo maschile derivato dal latino diem, giorno. Questa forma, ormai di uso molto raro, veniva utilizzata in ambito letterario e poetico, mentre oggi viene usata solo per formule di saluto e ricette mediche.

- Buon dì, ti senti meglio oggi?
- Bisogna prendere un cucchiaino di questo sciroppo tre volte al dì.



Di'

Di', con apostrofo, è la seconda persona dell’imperativo del verbo dire. 

- Dai, di' qualcosa!
- Di' alla mamma che oggi ceno fuori!


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Si scrive Finora, Fin'ora o Fin ora?

Le regole della grammatica italiana sono tante e per questo può capitare di confondersi, come nel quesito di questo articolo, dove abbiamo tre parole: "finora, fin'ora e fin ora", ma solamente una di queste è quella corretta per indicare l'avverbio di tempo.



Finora

Finora è la grafia corretta, senza apostrofo e senza spazi. Questa forma è giustificata dal fenomeno chiamato univerbazione, che consiste nell'unione, sia grafica sia verbale, di diverse parole che comunque formavano già un sintagma ricorrente anche se divise.

L'univerbazione caratterizza anche parole quali talvolta, tuttora, talora.


Esempio con frasi:
- Se continua così azzererà quanto di buono fatto finora.
- Oggi non ho voglia di fare nulla... finora tutto bene!!!
- Credo che stiamo smarrendo i principi che ci hanno guidato finora.



Fin'ora

La grafia "fin'ora" è del tutto errata perché in presenza di troncamento non si deve mettere l'apostrofo (come qual è, buon anno, ecc..).



Fin ora

Alcuni linguisti dicono che si possa anche usare la grafia separata "fin ora" perché è un troncamento come "buon anno" e "ben arrivato" e quindi rispetta le regole grammaticali della lingua italiana, ma si tratta comunque di una forma arcaica che veniva utilizzata dai poeti nei primi anni del 1900.
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I Promessi Sposi: fabula e intreccio

In breve, la storia viene sviluppata nei Promessi Sposi per poter comprendere eventuali riferimenti a fatti e personaggi storici. Nella Lombardia del 1628, in un villaggio della zona di Lecco, si impediscono le nozze di due giovani, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella; il persecutore è un prepotente signorotto locale, don Rodrigo, incapricciatosi della giovane.


Le vicende dei fidanzati si snodano in tre momenti:
• PRIMA FASE: Tentativo fallito di eliminare l'ostacolo e fuga di Renzo e Lucia.

• SECONDA FASE: Arrivo a Monza e separazione dei fuggiaschi (Renzo a Milano; Lucia presso la monaca di Monza).

• TERZA FASE: Ritrovamento e unione della coppia sullo sfondo di una Lombardia devastata dalla guerra e dalla peste.

Questa è la fabula, cioè l'insieme degli eventi raccontati nell'ordine cronologico.
L'intreccio, invece, è l'insieme degli eventi nell'ordine in cui sono effettivamente presentati nel testo. Spesso accade che essi vengano descritti secondo una certa disposizione: ad esempio, un fatto accaduto prima, rispetto a un certo punto della narrazione, può essere presentato dopo, per creare attesa e curiosità nel lettore.
In questo caso, fabula e intreccio non coincidono ed è quanto accade nei Promessi sposi.


Lungo l'asse centrale della fabula (le tre fasi che abbiamo indicato), s'inseriscono:
• Le DIGRESSIONI: nel cap. IV prima viene presentato il personaggio di fra Cristoforo, poi ne viene raccontata la storia.

• I RACCORDI: l'allontanamento di fra Cristoforo permette di capire alcuni aspetti della storia di Lucia.

• I FLASHBACK: solo all'inizio del cap. III il lettore comprende il motivo del rinvio delle nozze, quando Lucia descrive le molestie di don Rodrigo.

La complessa struttura del romanzo deriva proprio dallo scarto, prodotto dalla non coincidenza tra fabula e intreccio: in tal senso, il progetto dell'autore non è solo volto a creare suspense o a puntare l'attenzione su un personaggio, ma è funzionale a rappresentare la sua complessa visione della vita, in cui i fatti privati si intersecano a quelli pubblici, gli esseri umani si incontrano, si separano e si riuniscono, i progetti hanno successo o sono condannati al fallimento secondo un piano che non segue le intenzioni e le speranze degli uomini.
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I Promessi Sposi: valori e ideologia del romanzo

Spiegazione sull'ideologia de I Promessi Sposi.

Lo scrittore concentrava la propria attenzione soprattutto sui personaggi umili, appartenenti al popolo. Egli li circonda di una luce positiva e li rende portatori di valori elevati: sono onesti, laboriosi, generosi, religiosi in modo profondo e spontaneo. Non tutto il popolo, comunque, è visto positivamente: Manzoni esprime un giudizio di condanna nei confronti dei cittadini milanesi in rivolta contro l'autorità.
Si può allora pensare che il "modello" migliore sia quello di un popolo rassegnato e paziente, pronto ad accettare l'ordine di cose esistenti e a sopportare dolori e miserie che lo rendono più vicino a Dio. La posizione dello scrittore nei confronti degli umili è quella propria di un liberale moderato, di ispirazione cattolica. Egli non desidera che il popolo si mantenga in una condizione di oppressione e di arretratezza, ma è certo che il miglioramento deve affermarsi gradualmente e senza violenza, attraverso la strada illuministica delle riforme.
Il popolo ha bisogno di una guida, perché il suo comportamento può degenerare e così provocare disordini, scatenare il caos. Il governo dovrà essere affidato a una minoranza saggia e preparata, mentre i subordinati sopporteranno cristianamente la loro condizione, con la certezza che, se la vita terrena è segnata dall'ingiustizia, in essa tuttavia è operante la presenza di Dio che, per gli umili, è "Provvidenza".
L'intervento della Provvidenza si manifesta in forma di illuminazione, di grazia, di ispirazione che spetta agli uomini seguire o meno e che, in ogni caso, non dispensa dall'impegno in un mondo dove non c'è nulla che sia ordinato razionalmente e dove la speranza di un futuro riscatto resta avvolta dall'ombra del dubbio. Perciò, collocato nella storia, l'uomo avverte la propria debolezza e si abbandona a Dio, il quale volge al meglio le vicende di coloro che gli si affidano. Come nel Cinque maggio e nell'Adelchi, la Provvidenza si "storicizza", servendosi degli uomini per la realizzazione di un suo imperscrutabile progetto, sempre comunque rivolto al bene. Un romanzo a lieto fine, allora? Non si direbbe o, almeno, solo in apparenza. La celebrazione delle tanto sospinte nozze tra Renzo e Lucia non evita infatti qualche piccolo inconveniente, maldicenze e pettegolezzi che infastidiscono la vita tranquilla della coppia. In tal modo si intacca il tradizionale "lieto fine" e ciò accade senza gesti clamorosi, ma getta un'ombra sulla felicità raggiunta dai due sposi: si pensi ad esempio al marchese, l'erede di don Rodrigo, che non siede a tavola con Renzo e Lucia, perché, per quanto di buon cuore, è sempre socialmente superiore e le differenze di classe non si possono abolire così facilmente.
In questa prospettiva la fede sprona l'uomo, senza l'illusione consolatoria di "mettere le cose a posto", a un'esistenza migliore, più ricca di spiritualità e di contenuti morali.
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