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Per sempre, Ungaretti: testo, spiegazione, commento

Appunto di letteratura contenente il testo, la spiegazione e il commento della poesia "Per sempre" di Giuseppe Ungaretti dedicata alla moglie.
Moglie

Per sempre è una poesia scritta da Giuseppe Ungaretti il 24 maggio 1959 come dedica alla moglie Jeanne Dupoix. Fa parte della raccolta Il taccuino del vecchio, del quale ne è la poesia conclusiva della raccolta.





Per sempre di Giuseppe Ungaretti

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda la poesia Per sempre di Giuseppe Ungaretti: testo, parafrasi, analisi del testo, figure retoriche e commento.

Titolo Per sempre
Autore Giuseppe Ungaretti
Genere Poesia
Raccolta Il taccuino del vecchio
Corrente letteraria Ermetismo
Data 1959
Temi trattati Dedica alla moglie defunta
Frase celebre «Di nuovo la tua voce / Per sempre ti risento»




Testo

Senza niuna impazienza sognerò
Mi piegherò al lavoro
Che non può mai finire,
E a poco a poco in cima
Alle braccia rinate
Si riapriranno mani soccorrevoli

Nelle cavità loro
Riapparsi gli occhi, ridaranno luce,
E, d'improvviso intatta
Sarai risorta, mi farà da guida
Di nuovo la tua voce,
Per sempre ti risento.



Parafrasi

Sognerò, senza alcuna fretta
Mi adatterò al compito
Che non conosce fine,
E gradualmente in cima
Alle braccia rinate
Si schiuderanno nuovamente mani che offrono aiuto.

Nelle loro profondità
Gli occhi riemersi riporteranno la luce,
E, all'improvviso e tutto come prima,
Tu risorgerai, la tua voce
Mi guiderà di nuovo,
Per sempre ti vedrò di nuovo.



Analisi del testo

La poesia adotta uno schema metrico abbastanza libero, senza una struttura fissa come il ritmo regolare o il conteggio preciso delle sillabe. Questo tipo di metrica è chiamata "verso libero", nel quale l'accento e la cadenza delle parole vengono esaltati. È tipico dello stile di Ungaretti ricercare le parole giuste legate al tema trattato e che racchiudono un significato più profondo.


Figure retoriche

Nella poesia in questione è possibile individuare diverse figure retoriche:
  • Anastrofe = "Senza niuna impazienza sognerò" (v. 1) invece di "Sognerò senza alcuna impazienza".
  • Metafora = "braccia rinate" (v. 5).
  • Sineddoche = "mani soccorevole" (v. 6). La parte per il tutto, le mani per indicare la persona nella sua totalità.



Commento

Giuseppe Ungaretti dedica questa poesia alla moglie Jeanne Dupoix, deceduta nel 1958, ovvero due anni prima della pubblicazione della raccolta "Il taccuino del vecchio". Egli non era solito scrivere poesie dedicate alla moglie, anche se ne ha realizzate diverse per la poetessa italo-brasiliana Bruna Bianco, come 12 settembre 1966 e Il lampo della bocca.

Da notare che il nome della moglie non viene mai nominato, non è necessario, in quanto è chiaro il riferimento, sia perché è passato esattamente un anno dalla sua scomparsa e, quindi, ricorre il suo anniversario di morte, sia perché il riferimento è verso una persona defunta (risorta, per sempre, ti rivedrò).

La conobbe nel 1920 e la sposò nello stesso anno. Ebbero tre figli, di cui uno che morì a pochi giorni dalla nascita, un altro che visse fino all'età di 9 anni (Antonietto, a cui ha dedicato molte poesie, che si trovano nella raccolta Il dolore) e la secondogenita Anna Maria che affettuosamente era soprannominata Ninon.

E poi Jeanne si spense in clinica il 24 maggio 1958 in seguito a una lunga malattia. A un anno dalla morte di Jeanne, Ungaretti scrive la poesia "Per sempre" che finisce con il verso «Per sempre ti rivedo».

Il poeta ne vuole ricordare le sue doti migliori, ovvero il sapergli stare accanto, la sua generosità, e il suo saper fare da guida nella relazione.

La morte ed il rapporto che il "superstite" poeta cerca di continuare ad avere con la moglie defunta; la luce che riemerge, braccia tese e mani, dolcemente definite "soccorrevoli", che il poeta ardentemente attende di poter intrecciare amorevolmente alle proprie. Un ulteriore elemento da segnalare è quello della voce, che "risorta" si fa nuovamente guida interrompendo un tormentato silenzio.

La convinzione dell'autore è quella di chiunque perde il proprio compagno o compagna di vita, ovvero che un giorno (quando anch'egli si spegnerà) si potranno rincontrare, perciò l'amore è descritto come se non avesse una fine ma che è eterno ed è destinato a durare per sempre, anche dopo la morte.



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