Estate di San Martino: cos'è e quanto dura


Che vuol dire estate di San Martino: quando inizia, quanto dura, qual è la leggenda legata al mantello del santo, i proverbi e i modi di dire.

L'estate di San Martino è un breve periodo della stagionale autunnale caratterizzato da un particolare cambiamento di tempo a cui si può dare una spiegazione scientifica e anche una spiegazione religiosa legata al santo che viene celebrato l'11 novembre, ovvero San Martino.



Indice




Quando c'è l'estate di San Martino?

Emisfero boreale Emisfero australe
Inizio intorno all'11 novembre tra fine aprile e inizio maggio
Durata circa 3 giorni circa 3 giorni


Nell'emisfero boreale (in cui fanno parte l'Italia e l'Europa) l'estate di San Martino si verifica solitamente intorno all'11 novembre. La sua durata è espressa da un famoso proverbio popolare che recita: "L'estate di San Martino dura tre giorni e un pochino". Quindi potrebbe iniziare prima dell'11 novembre e avere una durata variabile, non necessariamente la stessa indicata dal proverbio, questo perché tutto dipende dalle condizioni meteorologiche e non da una specifica data del calendario.

Nell'emisfero australe (in cui fanno parte Oceania, Africa meridionale, Antartide) l'estate di San Martino si verifica solitamente tra la fine di aprile e l'inizio di maggio.



Origine e leggenda di San Martino

L'estate di San Martino porta questo nome per la leggenda del mantello di San Martino. Quando San Martino non era ancora un santo e nemmeno un vescovo, era chiamato Martino di Tours ed era un cavaliere della guardia imperiale dell'esercito romano. Nel rigido inverno del 335, Martino aveva il compito di fare la ronda di notte per ispezionare i posti di guardia e sorvegliare le guarnigioni. In una di queste notti fredde e piovose incontrò un mendicante e, vedendolo sofferente, prese la sua spada e tagliò in due il suo mantello militare e lo donò al mendicante.

Secondo la leggenda, dopo che Martino ebbe donato metà del suo mantello al mendicante, il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite, come se fosse ritornata l'estate: nacque così l'estate di San Martino, ovvero quel periodo di novembre in cui, dopo i primi freddi autunnali, il Sole torna a riscaldare l'aria per qualche giorno.

Secondo la tradizione cristiana, la notte seguente gli apparve in sogno Gesù con addosso il suo mantello e diceva ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Il sogno influenzò la vita di Martino che decise di farsi battezzare nella Pasqua seguente diventando cristiano. Continuò a lavorare nell'esercito per altri vent'anni, ma all'età di circa quarant'anni lasciò l'incarico e si avvicinò man mano alla vita ecclesiastica. Egli divenne dapprima monaco, acquisì sempre più seguaci e fece costruire uno dei primi monasteri d'occidente e, successivamente, divenne vescovo di Tours.

C'è anche una spiegazione scientifica intorno al fenomeno riguardante l'estate di San Martino. Molti esperti concordano nell'affermare che la breve parentesi di clima mite e soleggiato, con temperature più alte rispetto alla media, possa essere ricondotta all'espansione dell'anticiclone dalla Spagna verso tutto il Mediterraneo.



Caratteristiche dell'estate di San Martino

La caratteristica principale dell'estate di San Martino è che dal primo freddo autunnale tipico dei mesi di ottobre e novembre, si passa ad alcuni giorni di bel tempo. La sensazione è che stia nuovamente ritornando la stagione estiva, ma si tratta solamente di un'illusione perché qualche giorno dopo riprenderà a fare un po' più freddo di prima.

L'autunno è una stagione meravigliosa, con temperature più fresche ma non ancora cosi fredde da costringerci a usare indumenti pesanti come sciarpe e cappotti e a rifugiarci sotto i piumoni e poi, la natura è fantastica! Questa stagione ci regala colori di una bellezza raffinata e da ammirare prima che il gelo ce li porti via. Gli alberi a foglia caduca si tingono di colori accesi tendenti al rosso, e nei boschi di faggi, aceri e castagni, ma anche in quelli di conifere dove troviamo il larice, danno origine ad un paesaggio suggestivo, messi in risalto dalla luce del Sole.



Curiosità sull'estate di San Martino

L'estate di San Martino è chiamata "Indian Summer" (esatte indiana) nei paese anglosassoni; in alcune lingue slave, come il russo, è chiamata "Bab'e Leto"; nella lingua catalana "Estiuet de Sant Martí"; in spagnolo "Veranillo de San Martín"; in francese "Été indien".

Durante l'estate di San Martino venivano rinnovati i contratti agricoli annuali e, spesso, questo il momento in cui i contadini traslocavano da un territorio all'altro. Da qui ha origine il modo di dire "fare San Martino", con il significato di traslocare.

La tradizione vuole che il giorno di San Martino debba essere celebrato aprendo le botti e facendo il primo assaggio del vino nuovo e mangiando le castagne. Un noto proverbio italiano attinente a questo giorno recita "Per San Martino castagne e buon vino".

L'estate di San Martino ha ispirato diversi poeti e scrittori: la poesia "San Martino" di Giosué Carducci è sicuramente la più famosa perché si può facilmente imparare a memoria e fa riferimento alla tradizione del berre il vino. Un'altra poesia celebre è "Novembre" di Giovanni Pascoli che fa riferimento all'estate di San Martino, chiamandola "estate fredda dei morti". Per ultima, la poesia di Cesare Pavese intitolate "Estate di San Martino", che è certamente la meno conosciuta tra le tre.

Lo scrittore austriaco Stifter ha scritto un romanzo intitolato Nachsommer (1857), il cui titolo italianizzato è "L'estate di San Martino".


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