Non so come si combatterà la Terza guerra mondiale - Einstein


Spiegazione dell'aforisma di Albert Einstein riguardante il tipo di armi che saranno utilizzate per combattere la terza guerra mondiale e la quarta.

C'è niente di più tragico e spaventoso del pericolo reale di una Terza Guerra Mondiale? Con tale termine s'intende un conflitto mondiale non ancora accaduto e che per tipologia di distruzione e per numero di Paesi coinvolti si potrebbe considerare - usando una terminologia cinematografica - come il terzo capitolo di un trilogia, preceduto da Prima guerra mondiale e Seconda guerra mondiale.

L'espressione "Terza Guerra Mondiale" è entrata nell'uso comune durante il periodo della Guerra Fredda (1947-1991), che ha visto contrapporsi due grandi potenze: Stati Uniti d'America ed Unione Sovietica. L'invasione russa dell'Ucraina del 2022 sta facendo vivere a chi non l'ha vissuta la minaccia della guerra mondiale, e tutto è fuorché una piacevole esperienza. Generalmente si fa riferimento alla Terza Guerra Mondiale quando la guerra prevede l'utilizzo di un qualche tipo di arma di distruzione di massa, come armi nucleari, armi chimiche o biologiche.



Einstein: l'aforisma sulla terza e quarta guerra mondiale

La frase di Einstein in inglese
I know not with what weapons World War III will be fought, but World War IV will be fought with sticks and stones.

La frase di Einstein in italiano
Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sarà combattuta con pietre e bastoni.

In quest'altra versione, trovata su Wikipedia, non si fa alcun riferimento ai bastoni, ma solo alle pietre.
I do not know how the Third World War will be fought, but I can tell you what they will use in the Fourth: rocks.

Io non so come sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma posso dirvi che cosa useranno nella quarta: pietre.

Ho trovato anche un'altra traduzione in italiano che è leggermente diversa dalle precedenti:
Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre.


Significato e spiegazione

La terza guerra mondiale, avrà conseguenze diverse rispetto alla seconda guerra mondiale, perché ogni Paese o superpotenza sta lavorando per ottenere le migliori armi possibili con capacità di distruzione mai viste prima.

I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki hanno lasciato al mondo degli importanti insegnamenti:
  1. Le bombe atomiche sono pericolose e potrebbero danneggiare perfino le generazioni che ancora devono nascere.
  2. Non utilizzare armi nucleari senza giusta causa (come una minaccia molto grave) e senza fretta nel processo decisionale.
  3. A differenza che in passato che l'atomica la possedevano in pochi, in caso di attacco nucleare un paese può reagire a sua volta con l'atomica.

Oggi ci sono molte nazioni a sostegno della pace (vedi: ONU), ma anche loro si sono impegnate nello sviluppo delle armi migliori (solo per essere pronti al peggio, così dicono).

Pertanto, in caso di una terza guerra mondiale (sebbene non sia assolutamente possibile considerando che tutti conoscono gli effetti della guerra nucleare), è altamente probabile che l'intera razza umana verrebbe distrutta.

La natura deve quindi subire il suo processo di guarigione in milioni di anni e forse di nuovo avremmo gli umani (o le scimmie o qualcos'altro) come specie dominante (anche se non si può mai esserne certi). Poi, la prossima guerra, la quarta guerra mondiale, sarà combattuta da questa "nuova specie" riapparsa sulla Terra e probabilmente inizierà a combattere usando bastoni e pietre, ovvero le prime armi di cui si servì l'uomo per la caccia.

Sicuramente con questa celebre frase Einstein intende criticare le nostre decisioni e il concetto di guerra. Ed è un bene che sia diventata popolare, cosicché il concetto di Terza guerra mondiale possa entrare bene in testa a tutti, dato che spesso si vede il pericolo come se fosse un esclusiva di Paesi ben distanti dal nostro.

Spero sinceramente che nessuno sia così stupido da prendere decisioni del genere. Vivi e lascia vivere è l'idea migliore per l'umanità e per tutto ciò che ci circonda.



Curiosità

Questa citazione (o almeno una sua versione) risale agli anni '40, quando furono sviluppate le prime armi nucleari. Sebbene Albert Einstein non abbia effettivamente sviluppato la bomba atomica, il suo lavoro ha reso possibile la realizzazione di un tale dispositivo per due importanti ragioni:
  • è stata una sua iniziativa avviare la ricerca statunitense sulle bombe, dopo essersi accertato che gli Stati Uniti non le avrebbero mai usate se non per legittima difesa contro una potenza nemica dotata di armi analoghe;
  • è stata la sua equazione (E=mc²) a rendere teoricamente possibile la bomba atomica.

Il suo lavoro era così legato allo sviluppo delle armi nucleari che il settimanale statunitense "Time" presentò una foto di Einstein sulla copertina del luglio 1946, di fronte a un'esplosione con l'equazione "E=mc²" scritta nel fungo atomico:
Einstein era, in altre parole, ben consapevole di come le armi nucleari potessero influenzare il mondo e ha ripetutamente messo in guardia tutti circa il loro utilizzo. Queste citazioni non sembrano essere una registrazione esatta delle parole del fisico e anche i primi documenti sembrano confermarlo. Nel marzo 1947 apparvero notizie su uno scambio di battute che Einstein avrebbe avuto con un gruppo di amici a una cena:

Al professor Albert Einstein è stato chiesto quali nuove armi potrebbero essere impiegate nella terza guerra mondiale. Inorridito dalle implicazioni, scosse la testa.

Dopo diversi minuti di meditazione, disse: "Non so quali armi potrebbero essere usate nella terza guerra mondiale. Ma non c'è dubbio su quali armi verranno usate nella quarta guerra mondiale."

"E quali sono?", chiese un ospite."

"Lance di pietra", rispose Einstein.

Sebbene questi rapporti sembrino essere più delle dicerie che reali, un resoconto di Einstein che dice qualcosa di simile è documentato negli "Archivi Albert Einstein" dell'Università Ebraica di Gerusalemme. Nel 1949, l'ebraismo liberale pubblicò un'intervista intitolata "Einstein a 70 anni" tra Einstein e il suo contemporaneo Alfred Werner, che presumibilmente contiene un dialogo simile.

Anche se Einstein ha espresso questo esatto sentimento, potrebbe non essere stato il primo a farlo. Nel settembre 1946, più di sei mesi prima che la citazione fosse attribuita per la prima volta a Einstein, un giornalista attribuì questa battuta a un tenente dell'esercito. Un gruppo di giornalisti stava interrogando un tenente dell'esercito su quali armi sarebbero state usate nella prossima guerra. E ricevettero come risposta:
I dunno, he said, but in the war after the next war, sure as hell, they’ll be using spears!

Non lo so, ma nella guerra dopo la prossima guerra, certo come l'inferno, useranno le lance!


Difficile dire con assoluta certezza chi l'abbia pronunciata per primo, probabilmente Einstein l'abbia ripetuta più volte e si sono venute a creare più versioni di essa. Einstein era, dopo tutto, uno dei firmatari del "Manifesto Russel-Einstein", che metteva in guardia sulla devastazione delle armi nucleari potenzialmente in grado di alterare il mondo intero:
È stato affermato da un'ottima autorità che ora è possibile fabbricare una bomba che sarà 2.500 volte più potente di quella che ha distrutto Hiroshima. Una tale bomba, se esplosa vicino al suolo o sott'acqua, invia particelle radioattive nell'aria superiore. Affondano gradualmente e raggiungono la superficie della terra sotto forma di polvere o pioggia mortale. Fu questa polvere ad infettare i pescatori giapponesi e la loro pesca. Nessuno sa quanto possano essere diffuse particelle radioattive così letali, ma le migliori autorità sono unanimi nel dire che una guerra con le bombe all'idrogeno potrebbe mettere fine alla razza umana.


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