Per favore o Perfavore: come si scrive?



Come si fa a chiedere educatamente un favore a una persona se non si sa quale tra le due forme, attaccata o staccata, sia quella giusta?
Be' ovviamente chiedendo il favore a voce direte voi, ma se dovessimo chiederlo per iscritto bisogna per forza conoscere la versione corretta. Anche perché è già difficile ottenere un favore e scriverlo in modo sbagliato di certo non agevola la nostra richiesta di aiuto...

Andiamo dritti al punto!
Si scrive "Per favore" anche se la rapidità con cui si pronuncia questa parola ci porta a pensare che sia un'unica parola. Si tratta, invece, di due parole distinte in quanto l'espressione completa sarebbe infatti "Per farmi un favore" che, per semplicità o convenzione, viene abbreviata in "Per favore".

In caso di dubbio potreste sostituire questa espressione con alcuni sinonimi del tipo: per piacere, per cortesia ecc.


ESEMPIO:

- Puoi accendere la luce per favore?

- Puoi ripetere quello che hai detto per favore?

- Smettila, per favore!

- Abbiate pazienza, per favore, entrate uno alla volta!
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Differenza tra Polpo, Polipo e Piovra


È più corretto dire polpo oppure polipo, quando ci stiamo riferendo a una gustosa insalata che ha come ingrediente principale questo mollusco? Qualcuno propone anche come terza possibilità piovra... Al fine di evitare spiacevoli figure in un ristorante a base di pesce, andremo ad analizzare i singoli termini per capire quando e come usare quello giusto al momento giusto.



Polpo

Il "polpo" è un mollusco cefalopode della famiglia Octopodidae, che è la stessa famiglia di seppie e calamari. Il termine deriva dal greco polýs, "molto", e poùs, "piede", quindi "dai molti piedi".
Presenta un mantello muscoloso e a forma rotonda, ha tre cuori e può raggiungere i 30 cm di lunghezza, escludendo i lunghi tentacoli. È dotato di grande intelligenza, per difendersi dai suoi predatori sfrutta la sua eccellente capacità di mimetizzazione che gli permette di assumere il colore del luogo in cui si trova, mentre per contrattaccare usa l'emissione dell'inchiostro nero. Sono diffusi nel Mediterraneo lungo la scogliera.

Quando ci riferiamo all'insalata (alimento) bisogna usare il termine polpo.



Polipo

Il "polipo" è un'altro invertebrato di taglia diversa, ma decisamente meno evoluto del polpo. Con il termine generico di polipo, si indicano infatti gli organismi sessili (cioè che rimangono ancorati a una superficie) di alcuni Cnidari, gruppo che comprende anemoni di mare e le madrepore (i coralli costruttori delle barriere coralline).
Ha la forma di un sacco cilindrico, di solito fissato alla base e terminante all'estremità superiore con dei tentacoli al cui centro si apre la bocca.

In medicina, invece, si definiscono polipi delle sporgenze di piccole dimensioni sulla superficie mucosa di una parte del corpo. Si tratta solitamente neoformazioni di carattere benigno

Quando ci riferiamo a questa specie di animali acquatici, sicuramente non commestibile, bisogna usare il termine polipo.



Piovra

"Piovra" è un sinonimo di polpo, di solito li si distingue solo per le dimensioni: il polpo è più piccolino e la piovra più grande. Inoltre la voce è da tempo presente nel nostro immaginario ad indicare un "polpo di dimensioni gigantesche che, secondo leggende marinare aggredirebbe anche le imbarcazioni affondandole con i lunghissimi e potenti tentacoli".
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Meglio un uovo oggi che una gallina domani



Meglio un uovo oggi che una gallina domani è un proverbio italiano molto diffuso, ma come capita spesso per i proverbi di questo tipo non si riesce a risalire alla sua origine.


Significato

Il proverbio sta a significare che è meglio accontentarsi di ciò che si ha, seppure poco, che rischiare per qualcosa di molto più grande e difficilmente raggiungibile.

Questo perché la soddisfazione immediata è un qualcosa di concreto, di sicuro, mentre la ricompensa futura per quanto possa essere migliore è pur sempre incerta in quanto nel corso del tempo possono presentarsi degli imprevisti che ne potrebbero ostacolare il suo arrivo e, quindi, il rischio è quello di restare a mani vuote.

Si tratta di una scelta di vita che prima o poi ci tocca fare: bisogna valutare bene quando è possibile stringere i denti e aspettare, oppure accontentarsi di poco, ma subito.

L'uovo rappresenta il presente, buono per chi vive alla giornata, mentre la gallina che di uova può produrne molte di più rappresenta il futuro, anzi una scommessa per il futuro, che però secondo questo proverbio è da considerarsi rischiosa.

Un proverbio simile è "Chi si accontenta gode" mentre l'esatto opposto è "Chi non risica non rosica".



Uso

Questo proverbio viene utilizzato verso quelle persone che non si accontentano mai, anche quando si ritrovano già qualcosa per le mani, perché sono ambiziose e pretendono di più.


ESEMPIO:

- Puoi decidere di fermarti e tornare a casa con 5000€ o continuare a giocare per sperare di vincere 1000.000€. Ti accontenterai dell'uovo o vuoi arrivare alla gallina... dalle uova d'oro?

- Gli interessi anticipati ti permettono di avere dei guadagni immediati sul tuo conto, ma fruttano molto meno rispetto a quelli posticipati. Decidi se vuoi l'uovo oggi o la gallina domani...


GUARDA ANCHE: Frasi e aforismi sull'accontentarsi
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Chi ha tempo non aspetti tempo


Chi ha tempo non aspetti tempo è un proverbio italiano molto conosciuto.

Nella lingua inglese si usa dire: "There's no time like the present" che letteralmente significa "Non c'è tempo come il presente".



Significato

Questo proverbio è un invito ad agire subito senza tergiversare. Rimandare una scelta che si potrebbe far subito spesso non fa altro che peggiorare la situazione.

D'altronde non facciamo altro che desiderare più tempo, perché questo a quanto pare non basta mai e, anzi ci sfugge, poi quando lo abbiamo, non facciamo altro che rimandarlo, con la classica frase "tanto c'è tempo" e cosi perdiamo gli attimi dei quali potremmo arricchirci e goderne. Per poi rimpiangere il tempo perduto e non goduto. Non dimentichiamoci che il tempo perduto oggi non torna più e non potrà mai essere recuperato, quello di domani sarà un altro tempo, ma non certo quello perduto.

Un proverbio dal significato simile è: "Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi".



Uso

Viene usato quando una o più persone si rifiutano di sfruttare il proprio tempo a disposizione per qualcosa di produttivo, convinti da averne abbastanza al punto da potersi permettere di poter rimandare l'impegno a un secondo momento.


ESEMPIO:

- Non dovresti stare tutto il giorno a poltrire. Chi ha tempo non aspetti tempo dice il proverbio...

- Perché rimandare i compiti all'ultimo giorno di vacanze? E se poi quel giorno non ti senti bene o spuntano fuori degli imprevisti che ti impediranno di studiare? Chi ha tempo non aspetti tempo...
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Chi va piano va sano e va lontano



Chi va piano va sano e va lontano, è uno dei proverbi italiani più diffusi nella cultura popolare perché può essere utilizzato in vari contesti.


In realtà, il proverbio completo (che nessuno usa mai) è un po' più lungo:
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va incontro alla morte.



Significato

Sta a significare che con la calma e la tranquillità si raggiungono i propri obiettivi e che a parità di condizioni si ha più possibilità di ottenere successo, rispetto a chi agisce con troppa fretta e rapidità, perché non corre alcun pericolo. Quest'ultimi finiscono per non ottenere assolutamente nulla e addirittura rischiano di farsi del male, quindi devono rassegnarsi perché non è con la fretta che si possono raggiungere degli obiettivi.

Un proverbio simile è: "La fretta è cattiva consigliera".



Favola

Una bella favola di Esopo intitolata "La tartaruga e la lepre".

C'erano una volta, in una foresta, una tartaruga e una lepre.
La lepre si vantava di essere la più veloce tra tutti gli animali, così la tartaruga la sfidò ad una gara di velocità.
La lepre subito accettò, perché sapeva di essere la più veloce.
Si incontrarono quindi il giorno dopo ai piedi di una collina e la gara cominciò.
La tartaruga rimase subito molto indietro, mentre la lepre scattò velocissima. Ormai vicina al traguardo, la lepre continuava a correre, non accorgendosi che un riccio le sbarrava la strada. Purtroppo inciampò su di lui e le spine le si conficcarono nella zampa, facendola cadere a terra per il dolore.
La tartaruga si era nel frattempo avvicinata pian pianino e, quando raggiunse la lepre, notò il riccio in tempo, lo evitò e alla fine vinse la gara.

MORALE: Chi va piano va sano e va lontano.



Uso

Ad utilizzare questo proverbio sono le persone che prediligono la lentezza, la calma e la pazienza come le persone adulte (genitori sopratutto) e gli anziani, che avendo sperimentato in passato "la fretta" sanno già che fare le cose in questo modo non è mai una scelta saggia perché si rischia non solo di commettere degli errori ma anche di farsi del male.

Viene usato per esprimere un senso di prudenza in chiave automobilistica e i destinatari di questo proverbio sono quasi sempre i giovani che, per recuperare il tempo perduto spingono sull'acceleratore.

Poi ci sono quelli che la pensano diversamente e vedono la fretta come una strategia, ma ovviamente la applicano in ambiti diversi dalla strada, che come sappiamo è regolata da leggi stradali che vanno rispettate. Questo perché al giorno d'oggi se non si è al passo degli altri si viene considerati incapace e poco convenienti.


ESEMPIO:

- Mi raccomando, fai buon viaggio! E ricorda... chi va piano va sano e va lontano.

- Ancora con questo "chi va piano va sano e va lontano" ? Chi va piano riflette, valuta e agisce, ma perde molto tempo, potrebbe essere sorpassato da chi, avendo le idee chiare, accelera.
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Suspense, Suspanse, Suspence o Suspance: come si scrive?


Lo stato di tensione ansiosa con cui si assiste al succedersi di fatti complicati dei quali non si riesce a prevedere l'esito come ad esempio quello in cui viene a trovarsi lo spettatore di determinati film (thriller, horror) o lettore di romanzi gialli e storie di mistero è chiamato suspense.


Il termine suspense è di origine inglese ma deriva da un’espressione francese, en suspens (= in sospeso). È l'unico termine esistente per descrivere questo particolare sentimento di incertezza e ansietà e il solo che viene accettato nella lingua italiana, inglese e francese. Questo sta a significare che tutte le varianti come suspanse, suspence o suspance sono da considerarsi errate.

Se nella lingua italiana e inglese "suspense" è un sostantivo femminile invariabile, in quella francese, invece, è un sostantivo maschile. La versione femminile francese, la suspense, si riferisce ad una censura ecclesiastica, ovvero all'interdizione di un sacerdote da ogni potere decisa dall'autorità ecclesiale.


ESEMPIO:

- Il regista Alfred Hitchcock è considerato il maestro indiscusso della suspense cinematografica.

- Adoro i film di azione o gialli che creano sufficiente suspense da non distogliere la mia attenzione.
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Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna



Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna è un modo di dire italiano molto diffuso. La sua origine è oscura perché non si trova in nessuna parte del Corano e nemmeno negli Hadith o nei racconti popolari che si diffusero dopo la rivelazione del Corano. Questo detto, molto probabilmente, è giunto a noi in Italia grazie ad un filosofo britannico di nome Francis Bacon (italianizzato in Fracensco Bacone), il quale racconta nei suoi "Saggi" una storiella che ha come protagonisti un certo Muhammad (forse il fondatore dell'Islam o forse un mago arabo), una montagna e una folla incuriosita.

In inglese si dice così: "If mountain will not go to Mohammed, Mohammed must come to the mountain".


Significato

Non si può pretendere sempre che ogni cosa ci venga incontro, a volte bisogna anche saperci muovere da soli. Quindi se un problema non si risolve da solo, bisogna prenderlo di petto e affrontarlo.

Qui di seguito riportiamo la credenza popolare che tutti (o quasi) conosciamo:
Un giorno, il profeta Maometto, era stato incitato dalla folla a compiere un miracolo, così promise che con l'aiuto di Dio avrebbe indotto una montagna a spostarsi e ad avvicinarsi a lui. Si pose e quindi a una certa distanza dal monte e cominciò a pregare, ma quando dopo un certo tempo fu evidente che la montagna non accennava minimamente a muoversi, il Profeta si alzò e s'incamminò verso il monte dicendo: "Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna".

Con questa parole possiamo solo ammirare l'abilità di Maometto nel trasformare una figuraccia in un successo solo grazie alla sua faccia tosta.

La montagna simboleggia una cosa che non si può muovere, pertanto qualunque sforzo si faccia per avvicinarla (preghiere, magie, esortazioni) il risultato è ovvio: non si sposterà mai e deve essere l'altro ad agire.



Uso

Spesso viene usato da chi decide di andare a trovare qualcuno che non vede da molto tempo oppure quando si deve ricevere un qualcosa che però non arriva mai e anziché aspettarla si va per prenderla di persona. Per questo si dice "fare il miracolo di Maometto".

Si usa anche dire "venire come la montagna a Maometto" che significa non arrivare, non farsi vedere, riferito a chi è atteso con fiducia ma inutilmente.


ESEMPIO:
- Io voglio che mi regalano il cellulare. Non arriva mai questo momento. Metto i soldi da parte e me lo compro. Non è stato mio padre a risolvere il problema ma sono stato io.



Curiosità

1) In molti, però, lo citano nella sua variante sbagliata, che vede gli ordini invertiti: "Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto", e si intende, quasi in modo fatalistico, che se una cosa deve accadere, allora accadrà, anche a costo di stravolgere l’ordine naturale delle cose.


2) Il detto ha un aspetto comico ed è per questo che in giro si trovino frasi inerenti ancora più divertenti come:

- Se Maometto non va alla montagna... e la montagna non va da Maometto. O non si sopportano proprio o entrambi preferiscono il mare.
- Se la montagna viene verso di te e tu non sei Maometto... corri cretino che è una frana!!!
- Fa così caldo che Maometto va alla montagna senza fare tante storie.
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Signori si nasce, non si diventa



Signori si nasce, non si diventa è un detto italiano abbastanza diffuso anche al giorno d'oggi. Deve la sua notorietà al film Signori si nasce (1960) interpretato da Totò che in una storica frase diceva: "Lo sa cos'è questo circolo, lo vuol sapere cos'è?! Ebbene glielo dico: è un letamaio, sì un letamaio! Insisto! E non gliel'ho detto prima lo sa perché? Perché sono un signore e signori si nasce; e io lo nacqui, modestamente!".

Nella lingua inglese si dice "Gentlemen are born, not made".


Significato

"Signori" va inteso nel senso di essere nobili d'animo, persone che si sanno comportare in società, che sanno stare al mondo, buoni cristiani, insomma... Sta a significare che i sani principi e le buone maniere non possono essere imparati nel tempo, ma che sono una caratteristica che bisogna avere dentro di noi sin dalla nascita.

Molti associano la signorilità alla ricchezza, ma non è affatto così e lo mette in chiaro anche un altro proverbio:
Il denaro fa l'uomo ricco! L'educazione lo fa signore.



Uso

Questo detto viene utilizzato per complimentarsi con qualcuno che ha compiuto un bel gesto nonostante nessuno glielo abbia chiesto. Ad esempio il bambino in foto sta alzando la cerniera della giacchetta di quella che potrebbe essere la propria sorellina, che probabilmente da sola non sarebbe riuscita. Chiunque rimarrebbe stupito da tanta signorilità.
Un altro uso, meno apprezzato, è quello di vantarsi del proprio stile da gentiluomo.


ESEMPIO:

- Sapeva che non ce l'avrebbe fatta da sola, così è corso in suo aiuto. Signori si nasce, non si diventa.

- Nonostante abbia fatto fortuna è sempre rimasta la persona umile e disponibile di un tempo. È proprio vero, signori si nasce non si diventa.
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Siti che svelano il finale dei film (spoiler)


Sono molteplici i motivi per cui si è interessati ad avere informazioni sul finale di un film. La maggior parte delle persone guarda i film serali per rilassarsi dopo una dura giornata di lavoro e a causa della stanchezza fisica finisce per addormentarsi sul divano. Poi ci sono quelli che registrano il film affidandosi alle guide tv, ma capita che la durata del film slitta per via delle pubblicità che stanno nel mezzo e così il videoregistratore si arresta ancor prima di aver finito di registrare tutto il film. Non dimentichiamoci anche di quelli che vengono disturbati durante la visione del film dal telefono che squilla o dagli amici e parenti che suonano al citofono.


In genere spoilerare un film non è una cosa ben vista, ma non è questo il caso. Volevamo solo avvisarvi che uno spoiler tira l'altro e che quindi possono creare dipendenza. Qui di seguito trovate una lista dei migliori siti che svelano il finale dei film.


1) Spilme: è un sito fatto interamente di spoiler, pensato per gli utenti più impazienti. Contiene un catalogo di film molto vasto; vi basta digitare il titolo del film nella casella di ricerca e poi premere il tasto "invio" per leggervi il finale o i colpi di scena. La cosa positiva è che il sito pur essendo in lingua inglese funziona anche se andrete a scrivere il titolo nella versione italiana. Tra i risultati di ricerca apparirà il titolo originale del film ma già dalla locandina si capisce subito se è il film che si stava realmente cercando. Gli spoiler che troverete sono delle brevissime frasi in inglese che si possono facilmente tradurre con Google traduttore.


2) FrasiFilms: non è un sito ultra completo come il precedente, ma per quanto riguarda i siti italiani non sono riuscito a trovare di meglio. Ogni scheda completa del film contiene una sezione denominata "spiegazione", facendo click sull'apposito pulsante si apre lo spoiler che mostra sia il finale del film che la spiegazione delle parti più ingarbugliate. Per trovare il film usate la casella di ricerca in alto,  questo è il modo più rapido per capire se il film è presente o meno nel catalogo.


3) Wikipedia: l'enciclopedia libera più famosa al mondo inserisce anche le trame dei film complete, quindi nel 90% dei casi troverete anche la descrizione della parte finale. Non so per quale motivo venga snobbata in questo contesto, forse per la troppa seriosità, ovvero si limita a raccontare come vanno le cose nel film ma non spiega perché i personaggi del film hanno agito in quel modo. Il suo funzionamento è fin troppo semplice, usate la casella di ricerca in alto per cercare il film che vi interessa.


4) Youtube: ho notato già da tempo che sul portale video più usato di sempre non mancano i video che contengono il finale del film. Quindi vi basterà scrivere "finale film + titolo film" per vedere la scena finale del film. Se vi accontentate anche della scena finale in lingua inglese, le parole chiave da usare per trovare il video giusto sono "ending, last scene o end scene + titolo film".
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O la va o la spacca



O la va o la spacca è un modo di dire italiano molto diffuso. L'origine del detto è incerta. È probabile che risalga ai tempi dell'antica Roma ed associato al gioco dei dadi o alle gare di tiro cavalleresche. Il rischio di sbagliare in questi giochi era molto alto.

Tuttavia un vecchio adagio marchigiano dice "O bbocca lo chiodo o spacco la tavoletta" (= O entra il chiodo o si rompe la tavoletta) che è sinonimo di "O la va o la spacca". In questo caso, però, l'indizio del motto ci porta a pensare alla professione del carpentiere che deve fissare un chiodo, se il chiodo non dovesse entrare bene al primo colpo di martello si finisce per rovinare il legno della tavoletta che poi dovrà essere sostituita con un'altra e ripetere nuovamente il lavoro. Come potete notare per quanto riguarda i proverbi e i modi di dire è sempre difficile stabilirne l'esatta origine.


Significato

Questo modo di dire si riferisce al tentativo, determinato ma rischioso, di far andar bene qualcosa. Si tratta di una sorta di azzardo "calcolato" perché si conoscono gli elevati rischi e non si ha l'assoluta certezza di riuscire in ciò che si sta facendo, infatti il tutto potrebbe sia andare per il meglio ma anche finire in malo modo.



Uso

La frase "O la va o la spacca" viene utilizzata quando ci si trova in una situazione importante o difficile e si pensa che forse sia il caso di prendere una scelta, anche se non si è sicuri del buon esito, pertanto si decide di tentare il tutto per tutto assumendosi le proprie responsabilità della scelta.

ESEMPIO:
- È la nostra ultima giocata, o la va o la spacca.
- Lo devo fare per forza, qua o la va o la spacca.
- Gli dirò che la amo, o la va o la spacca.
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