Giacomo Leopardi: L'Infinito


La siepe che impedisce al poeta di spaziare con lo sguardo fino all'orizzonte più lontano lo spinge a raffigurarsi nella mente spazi interminati e un infinito silenzio. Un lieve soffio di vento che lo riconduce alla realtà lo spinge a confrontare le passate stagioni a quella presente, facendogli provare un senso di immensità in cui si lascia dolcemente naufragare.

Testo: L'Infinito
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte

Parafrasi: L'Infinito
Sempre caro i fu questo solitario colle e questa siepe che mi impedisce di guardare gran parte del lontano orizzonte. 

Analisi del testo: L'Infinito
La metrica: endecasillabi sciolti (non ci sono ne strofe ne rime)
La lirica si svolge fra due poli contrapposti: realtà e immaginazione.

Commento: L'Infinito
Questa lirica fu scritta nel 1819 e fa parte di una raccolta pubblicata fra il 1825 e il 1826 sotto il titolo Idilli.

Figure retoriche: L'Infinito
Spiccano gli enjambement e le metafore.
"interminati/spazi... sovrumani/silenzi: sono enjambements..

Mappa concettuale: L'infinito
Schema riassuntivo sulla poesia L'infinito.


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