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Sei personaggi in cerca d’autore, Luigi Pirandello

“Sei personaggi in cerca d’autore” è un dramma che si svolge su due piani narrativi, uno reale e l’altro irreale-atemporale. La dimensione atemporale è tale perché è la dimensione in cui vivono i personaggi prodotti dalla fantasia degli autori. All'interno di questo piano si narra dunque di sei personaggi appartenenti a un’unica famiglia: il padre, la madre, due figli, e due figlie di cui una ancora in tenera età.
La madre ha una relazione con un subordinato del marito e questi ne è a conoscenza. Il padre è di indole gentile e anche delicato e così vorrebbe lasciare la moglie vivere una vita felice con il proprio segretario. Egli ha stima del suo subordinato, lo ritiene una persona affabile e gentile quanto laboriosa e zelante. Tuttavia non riesce a esprimere questi suoi pensieri: la moglie e il segretario si scambiano sguardi d’intesa e comunicano costantemente tra di loro con un linguaggio non verbale davanti al marito, a ogni parola proferito da quest’ultimo provvedono subito a una copertura perfetta. Questo loro modo d’intendersi provoca nel marito un sentimento d’ira: il padre caccia via il segretario e la moglie. Riaccoglie in casa il figlio che tempo fa a mandato in luoghi rurali poiché la moglie all'epoca era debole di salute e perché giudicò opportuno crescere il figlio in un luogo che potesse rinforzare lo stato fisico del figlio. Questo causò profondo dolore nella madre, la quale all'epoca iniziò a nutrire del rancore nei confronti del marito, e causa ora un comportamento totalmente indifferente del figlio nei confronti dei suoi genitori: forse addirittura li nega. Il padre da quando cacciò la moglie e il segretario, continuò a vegliare su di loro tenendosi costantemente informato: dove abitano, come vivono, se hanno figli e dove li mandano a scuola, sono tutte informazioni che egli ottiene tenendo un occhio sopra la loro casa. Tuttavia la sua mancanza di affetto familiare lo spinge a ben altri limiti: inizia a incontrare la figlia primogenita della nuova famiglia della moglie dopo le lezioni alla scuola elementare e alcune volte le parla e le porta dei regali, spesso tentando di estorcerle informazioni sulla sua famiglia.
Dopo un lungo periodo di tempo l’ex-segretario muore e lascia la moglie con tre figli di cui una neonata. Il nucleo familiare fa di tutto per mantenersi e si rivolgono a Madama Pace, arrogante titolare di un negozio di abbigliamento. La madre lavora costantemente cucendo abiti di ogni genere. Ella è ingenua credendo che il suo lavoro fosse sufficiente a mantenere la famiglia: infatti Madama Pace punta in realtà alla figlia primogenita, la quale dispone di un bel corpo e di un bel viso. Madama Pace ogni sera si lamenta con la ragazza per il pessimo lavoro svolto dalla madre e richiede dunque un risarcimento. Sapendo che la famiglia non era in condizioni da riuscire a pagare i costosissimi costumi del negozio, sotto il pretesto del risarcimento Madama Pace fa prostituire la ragazza. Questi dal canto suo, per sensibilità nei confronti del duro lavoro della madre, non proferisce parola con essa e tiene il tutto in segreto. Nella figlia si genera un senso di odio nei confronti della vita ma si allieta quando torna a casa e vede il volto sorridente della sua piccola sorella, ancora in tenera età, innocente e spensierata. La sorellina reincarna per la giovane ragazza un’oasi a sé lontano dal tutto il mondo corrotto in cui lei stessa vive. Disprezza invece il fratello, schivo e senza parole, misterioso e irritante ai suoi occhi.
Un giorno Madama Pace inoltra un altro cliente alla ragazza: questi altri non è che l’ex-marito della madre. I due non si riconoscono; lei è disgustata dall'uomo ormai lontano dal potersi definire giovane, lui, un po’ intimorito dall'età della ragazza, fa ugualmente la prima mossa. Durante l’atto sessuale dei due nel negozio di Madama Pace, entra la madre e vede la scena con orrore e terrore: la donna grida con tutta la sua disperazione e assale l’ex-marito con insulti e accuse. L’ex-marito riconosce la donna e rimane in un primo momento perplesso, poi realizza l’identità della ragazza ed infine rimane impietrito. Egli viene a conoscenza della situazione familiare dell’ex-moglie e decide dunque di accogliere la famiglia nella propria casa. Ecco dunque riuniti tutti e sei i personaggi sotto un unico tetto, quel tetto che sarà il teatro della loro tragedia. La madre ritrova il figlio che tempo addietro non fu capace di crescere e tenta ogni modo di potergli parlare. Tuttavia il figlio ormai ha rifiutato i propri genitori come tali e continua a ignorare le preghiere della madre o del padre. Agli occhi della figlia, ora figliastra, il figlio dei due è arrogante e altezzoso solamente perché è l’unico discendente di entrambi i genitori, per cui lo disprezza.
Il figliastro è ancor più enigmatico di prima, le sue azioni lasciano perplessa l’intera famiglia: egli si rinchiude in camera per tutto il giorno.
Un dì la sorella maggiore porta la sorellina a fare un bagno nella vasca che funge da piscina in giardino; entrambi ridevano e sembrano felici e serene. Il fratello maggiore che casualmente era giunto nel giardino vede che la sorellastra stava annegando la piccola e così accorre per salvarla ma un’inquietante presenza lo impietrisce: il fratello minore è nascosto dietro un albero e senza muovere un solo dito assiste al terribile crimine. Il fratello maggiore si avvicina al minore rabbrividendo, si ferma quando vede che l’altro ha qualcosa in mano. Prima di realizzare cosa fosse, avvicinandosi al fratellastro, l’altro si è già suicidato: egli aveva in mano una pistola. I genitori per vedere cosa accade in giardino, giungono pure loro e alla vista ammutoliscono. La figliastra balza fuori di casa poi si gira ridendo come impazzita e infine fugge.

Il secondo piano narrativo è quello reale e consiste in un meta- teatro che si svolge lungo tutto il dramma.
Un capocomico si presenta sul palco insieme al direttore di scena e a un gruppo di attori seduti su un tavolo per discutere del dramma da rappresentare. Durante le prove si presentano i sei personaggi protagonisti della storia di cui la trama è stata sopra spiegata. Essi spiegano che sono personaggi che portano con sé la loro storia, tuttavia l’autore li ha negati poiché le loro avventure erano troppo sciagurate. Perciò invitano il capocomico a essere il loro autore e di rappresentare la loro storia. Il capocomico ascolta la storia dal padre con opportuni interventi della figliastra, del figlio e della moglie così da chiarire ogni punto di vista. Per avere più chiara l’idea di come si sono svolti i fatti, il capocomico chiede di interpretare sul palco alcune scene. Essi rispondono che non la interpretano, ma la vivono costantemente nella loro dimensione atemporale. Così mentre portano la loro dimensione sul teatro davanti agli occhi di tutti, il capocomico rimane entusiasmato dalle vicende. Le cose vanno avanti a fatica a causa dei continui battibecchi della famiglia e anche perché manca la parte con Madama Pace. Il padre spiega che basterebbe ricreare il luogo ideale, cioè il negozio di abiti, per attirare quel personaggio sul palco. Raccogliendo capellini da donna e appendendoli ad alcuni attaccapanni crearono l’ambiente ideale tale da attirare Madama Pace. Dopo che è stata ricreata anche la scena tra la figlia e Madama Pace, quest’ultima lasciò il palco sotto le urla della madre. La vicenda si conclude con la scena tragica finale della trama in cui i sei personaggi sono protagonisti: gli attori nel frattempo erano stati mandati via poiché era già tardi. Il padre sconvolto, la madre sofferente e il figlio sono sul palco quasi come fossero statue, mentre la figliastra corre tra le poltrone girandosi ogni tanto a guardare il rimanente della famiglia in stati pietosi per poi ridere.
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Commento: Sei Personaggi in Cerca D'Autore, Pirandello

di Luigi Pirandello
Commento:

E’ considerata l’opera principe del teatro pirandelliano. Tra l’altro ha avuto anche il merito d’innovare la tecnica teatrale, quale illustre esempio di “teatro nel teatro” e di abbattimento della “quarta parete” del palcoscenico, quella invisibile che separa la scena dal pubblico. Il tema è quello, tipicamente pirandelliano, del contrasto tra la vita e la “forma”, reso attraverso il contrasto fra i sei personaggi, usciti dalla penna dell’autore, ma non realizzati in una forma organica e compiuta, e una compagnia di comici invitati a interpretarli.
La celebre opera pirandelliana evidenzia l’impossibilità della realizzazione, in questa nostra società, di persone autentiche. La contraddizione tra i personaggi, che si sentono incompiuti e vogliono realizzarsi, e gli attori, che rappresentano il fluire della vita, rende in modo quanto mai efficace, il dramma della vita umana, che è un continuo volgersi di tragedie in commedie e viceversa. Questo proprio perché i personaggi, che rappresentano i ruoli e le convenzioni sociali, non hanno una loro consistenza autonoma, ma gli attori, cioè la vita, sono tali proprio in quanto danno un volto ai personaggi stessi. E’ una contraddizione insanabile quella tra l’identità immutabile dei personaggi, ma inconsistente, e la sempre diversa interpretazione che possono darne gli attori, che rappresentano il fluire incessante della vita. E’ un continuo gioco di finzione e realtà, un intercambiarsi dei ruoli, un volgersi della tragedia in commedia, che rende il teatro pirandelliano un affascinante paradigma della vita umana.
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Trama: Sei Personaggi in Cerca D'Autore, Pirandello

di Luigi Pirandello
Trama:

Più che di una trama dal lineare svolgimento, per Sei personaggi in cerca d’autore si deve parlare di una serie di situazioni conflittuali che si creano tra gli attori di una compagnia teatrale ed i sei personaggi che compongono una famiglia immaginata da un autore che si è rifiutato di realizzarli compiutamente per la scabrosità di una situazione che aveva coinvolto il Padre e la Figliastra (i restanti personaggi si presentano sulla scena di un teatro dove un capocomico e i suoi attori stanno provando una commedia: vorrebbero che quella compagnia desse loro la forza artistica ambita, senza la quale rimarrebbero sospesi in una condizione inconsistente di personaggi immaginati, i personaggi rendono noto il loro dramma. Il padre ha incontrato per caso, in una casa d’appuntamenti, la Figliastra; tutta la famiglia si dispera: il Padre è preso dal rimorso, la Figliastra nutre sentimenti di vendetta, il Figlio ne è sdegnato e la Madre profondamente addolorata. Nella disperazione generale, la Bambina annega in una vasca e il Giovinetto si uccide con una pistola. Ma tutto questo resta nell'ambito della pura potenzialità, in quanto il dramma dei sei personaggi non può essere rappresentato proprio perché non c’è l’autore che li ha immaginati. Quest’ultimo li ha lasciati come sospesi, privati della ragion d’essere: essi non possono vivere, non possono realizzarsi, per cui, attraverso il contrasto con gli attori, si svolge non il loro dramma rifiutato, ma la commedia del loro vanno tentativo.
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Sei Personaggi in cerca d'autore Analisi

di Luigi Pirandello 

Analisi del testo:


I sei personaggi sono misteriose creature che un bel giorno bussano alla porta di un teatro nel quale una compagnia di attori, diretta da un Capocomico (che noi oggi chiameremmo regista), sta provando una commedia. I sei chiedono loto attenzione e la disponibilità a rappresentare sul palcoscenico la propria vicenda familiare. Rispetto alle novelle (La tragedia di un personaggio), in cui già Pirandello aveva raffigurato il motivo dei personaggi che si presentano all'autore per chiedergli udienza, questi sei personaggi non sembrano evanescenti fantasmi della mente, ma assumono una consistenza corporea. O almeno pare: l'ambiguità è una componente ineliminabile del dramma.

Una didascalia, ossia un'indicazione dell'autore, prevede che i sei si presentino con speciali maschere: le maschere dell'antico teatro greco, che fissavano il sentimento fondamentale dei vari personaggi. Tale sentimento, prosegue la didascalia, è il rimorso per il Padre, la vendetta per la Figliastra, lo sdegno per il Figlio, il dolore per la Madre con fisse lagrime di cera nel livido delle occhiaje e lungo le gote. Dunque non sono individui, ma tipi (non il signor tali, ma il Padre) senza volto né nome, fissati per sempre nella loro sofferenza ancestrale. Rappresentare a teatro la loro vicenda non potrà recare loro la purificazione (catarsi) che costituiva l'esito dell'antica tragedia greca.
Può però alleviare il dolore, sfogandolo e mostrandolo al pubblico. Questo appare ormai lo scopo dell'arte: se essa non può più fornire un messaggio per migliorare il mondo, può però dare una testimonianza in cui tutti possiamo contemplare il nostro dolore.

Il teatro nel teatro

Il lavoro è costruito secondo la struttura sperimentale del teatro nel teatro: narra cioè la storia di un allestimento teatrale, esponendo in primo piano tutti i punti deboli di un palcoscenico per così dire nudo. Il teatro nel teatro era già stato sperimentato da Molière nell'Improvvisazione di Versailles (1663) e poi da Goldoni nella commedia Il teatro comico (1750). Anche alcuni autori e registi d'inizio Novecento, come i russi Vsevolod Mejerchol'd (1874-1942) e Nicolaj Evreinov (1879-1953) o l'italiano Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), il fondatore del Futurismo, avevano riproposto nei loro lavori il teatro che si fa facendolo.

Rispetto a questi precedenti, il teatro nel teatro in Pirandello acquista significati più profondi e complessi. Nella Prefazione al dramma, datata 1925 (forse scritta non da Pirandello ma dal figlio Stefano), si sostiene che i sei sono stati abbandonati dall'autore subito dopo che costui li aveva creati; ora reclamano, con insistenza, la scrittura, ovvero nel linguaggio pirandelliano una forma. Forse, se una compagnia di bravi attori li incarnerà davanti a un pubblico, rappresentandone la vicenda, la loro sofferenza potrà in parte placarsi. A un certo punto, i sei invitano il Capocomico a fissare sulla carta le battute, i movimenti; sia il nuovo autore, al posto di colui che si rifiutò di formalizzarli.

Il Capocomico all'inizio rifiuta: il suo mestiere è quello di regista, non di autore. Poi, lusingato, cede alle pressioni di quegli sconosciuti. Fissa degli appunti sulla carta, ma il risultato sarà assai deludente. Le battute da lui scritte e poi recitate dagli attori non riescono a rappresentare con dignità e realismo la vita vera dei sei personaggi. E' un tema caro a Pirandello: la Vita non tollera di essere irrigidita e falsificata da un qualche forma (in questo caso, la scrittura). A maggior ragione non lo sopporta la vita di quei sei personaggi. La vicenda di cui sono portatori nasce (come spesso avviene in Pirandello) dai guasti della vita di famiglia: un groviglio di gelosie e pulsioni (miserie morali, prostituzione, una situazione che sfiora l'incesto) tale da non poter essere né scritto né teatralizzato.

Il Capocomico e gli attori non potranno che farsi spettatori muti e quasi atterriti della vita rappresentata (caoticamente, quasi spudoratamente) davanti a loro dai personaggi. Il lavoro si conclude con due morti in scena: la Bambina affoga nella vasca senza un grido né un lamento; subito dopo echeggia un sinistro colpo di pistola. Il suicidio del Giovinetto, finzione? realtà?, e accompagnato dal riso sardonico della Figliastra che si fa beffe di tutto. Rimane inascoltata la disperata invocazione del Capocomico: Luce! Luce! Luce!. Quei sei personaggi volevano rifare in scena la propria vita, ma la vita dei limiti e che il dolore dell'esistenza è senza rimedio: siamo vicini ai temi della filosofia esistenzialista degli anni Trenta.

Un'autentica rivoluzione teatrale

I Sei personaggi comunicano una profonda sfiducia verso la letteratura e il teatro tradizionali:
  • la letteratura tradizionale, fatta di trame avvincenti e parole eleganti, è un inganno da rigettare, dice Pirandello: ai lettori essa non ha da dire più nulla di vero e di buono;
  • analogamente, va rifiutato il teatro tradizionale, fatto di battute, applausi, effetti spettacolari; oggi non abbiamo bisogno di applausi, ma di verità, di vita autentica: ma quest'ultima si rispetta, non si spettacolarizza.
Ciò non significa che sia finito il tempo dell'arte: è però finito, dice Pirandello, il tempo di un'arte solitaria nel suo sogno di bellezza. Oggi l'arte deve misurarsi con la tragedia del vivere (ognuno è solo con il suo mistero e la sua sofferenza) e testimoniarla con verità. per giungere a tale scopo, bisogna essere disposti a sacrificare certezze millenarie, che riguardano la natura stessa dell'arte (per esempio, l'idea che un testo deve avere valore e/o deve presentarsi in forma scritta).

Gli elementi più sperimentali dei Sei personaggi sono:
  • l'assenza dell'autore e, quindi, la mancanza di un testo scritto (anche se, in realtà, un autore e un copione esistono, cioè Pirandello e i Sei personaggi; è una delle maggiori ambiguità del lavoro);
  • l'esaurirsi della recitazione tradizionale: gli attori, pur se bravi, non riescono a impersonare la storia dei personaggi; può farlo solo che l'ha vissuta, pur se digiuno di mestiere teatrale;
  • la sala nuda: la vicenda si ambienta in un teatro privo di scenografie, costumi ecc. e privo di pubblico (in realtà molti spettatori, nel corso degli anni, hanno assistito alle messinscene di Sei personaggi in cerca d'autore: è un'altra delle ambiguità pirandelliane);
  • il fatto che la messinscena esce dal palcoscenico per allargarsi alla platea (dove il Capocomico a un certo punto va a sedere, per spiare l'effetto complessivo), alle scalette laterali, al fondo della sala (verso cui, nell'epilogo, si dirige correndo e ridendo la Figliastra).
  • In tal modo i Sei personaggi in cerca d'autore, così come poi gli altri due drammi, Ciascuno a suo modo (1924) e Questa sera si recita a soggetto (1930), raccolti da Pirandello nella trilogia del teatro nel teatro, si pongono come punto d'avvio della sperimentazione teatrale condotta nel Novecento dai gruppi d'avanguardia e da egisti come Stanislavskij, Artaud, Grotowski.
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Riassunto: Sei personaggi in cerca d'autore, Pirandello

di Luigi Pirandello
Riassunto:

In un giorno qualunque una compagnia d'attori sta provando un dramma, Il giuoco delle parti di Pirandello, che chi l'intende è bravo. La sala è al buio, la scena in disordine, il Macchinista (scenografo) al lavoro. Entrano nel teatro sei personaggi. Sono il Padre, la Madre, il Figlio, e altri tre figli di secondo letto della madre: la Figliastra, un Giovinetto e una Bambina. Essi chiedono agli attori presenti d'interrompere le prove e di passare a rappresentare il loro squallido dramma familiare. Il Capocomico, dopo qualche esitazione, acconsente. La vicenda emerge a strappi, in quanto provoca sofferenza e forti tensioni nei sei.
Il Padre ha sposato una donna socialmente inferiore (la Madre) e ha avuto da lei il Figlio. Scopre che è nata una relazione tra la donna e un suo segretario, ma non ne è geloso: anzi, l'uomo è più adatto di lui a far felice la moglie. Le sottrae però il figlio, pretendendo che sia educato altrove. La donna abbandona il primo marito; dalla nuova unione della Madre nascono la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina. Quando il secondo marito muore, la Madre deve ritornare al paese d'origine. Trova lavoro nell'equivoca sartoria di Madama Pace, che in realtà è una casa d'appuntamenti in cui, per integrare la magra economia domestica, la Figliastra si prostituisce. Un giorno si presenta un nuovo cliente: è il Padre, ignaro di lei, come lei lo è di lui, e l'incesto non si consuma solo per un fortuito intervento della Madre. Sconvolto dal rimorso, l'uomo riporta la famiglia in casa, ma nessuna riparazione è possibile in quanto i personaggi sono fissati ciascuno nel proprio dolore e nell'incomunicabilità reciproca: la Figliastra odia il Padre come responsabile della sua vergogna; il Figlio disprezza quei parenti più umili, che non conosce; la Madre è addolorata dal rifiuto del primogenito.
Gli attori prima rifiutano, poi accettano di recitare tale vicenda. Stentano però a rappresentarla, a viverla veramente, che è finzione spettacolare, non può mettere in scena la realtà tragica della vita. I sei personaggi, mescolando racconto e rappresentazione, si avviano comunque a concludere la loro storia, malgrado il rifiuto del Figlio a partecipare all'azione. Tra loro manca però un personaggio, Madama Pace: allora il Padre sistema sul palco i cappellini e i mantelli delle attrici, per simulare l'ambiente della sartoria e così, attratta dagli oggetti del suo commercio, Madama Pace prodigiosamente si materializza sul palcoscenico.
Il finale si ambienta nel giardino, dove la Bambina, incustodita, affoga nella vasca; il Giovinetto, cui era stata affidata, si spara un colpo di pistola. Viene portato a braccia dagli altri: è morto davvero? E' realtà o soltanto finzione?
Gli attori abbandonano il teatro, mentre echeggia nella sala il riso beffardo della Figliastra. Le ombre dei sei personaggi sembrano di nuovo pronte a riprendere corpo, nel tentativo di consistere in una qualche forma.

Analisi del testo
Pirandello scrisse al figlio Stefano nel luglio 1917 "Sei personaggi, in cerca d'autore", romanzo da fare. Forse tu intendi,. Sei personaggi, presi da un dramma terribile, che mi vengono appresso, per essere composti in un romanzo, un'ossessione, e io che non voglio saperne, e io che dico loro che è inutile e che non m'importa di loro e che non m'importa più di nulla, e loro che mi mostrano tutte le loro piaghe e io che li caccio via... e così alla fine il romanzo da fare verrà fuori fatto. Il romanzo si mutò in una commedia da fare, secondo la forma nuovissima del teatro nel teatro. Pirandello la compose in poche settimane nel corso del 1921, rispecchiandovi la propria drammatica condizione familiare e le accuse d'incesto (con la figlia Lietta) mossegli, nella sua follia, dalla moglie Antonietta. I sei personaggi conobbero grande fama in tutto il mondo, divenendo l'immagine più emblematica, lasciapassare e chiave di lettura, del teatro pirandelliano.
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