Incontro a un pino - Ungaretti: analisi e commento


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Incontro a un pieno" di Giuseppe Ungaretti: testo, analisi, figure retoriche e commento.

La poesia "Incontro a un pino" è stata scritta da Giuseppe Ungaretti nel 1943 e fa parte della raccolta Il dolore.



Testo

E quando all'ebbra spuma le onde punse
Clamore di crepuscolo abbagliandole,
In Patria mi rinvenni
Dalla foce del fiume mossi i passi
(D'ombre mutava il tempo,
D'arco in arco poggiate
Le vibratili ciglia malinconico)
Verso un pino aereo attorto per i fuochi
D'ultimi raggi supplici
Che, ospite ambito di pietrami memori,
Invitto macerandosi protrasse.



Analisi del testo e commento

Metrica: 11 versi liberi.

Il titolo della poesia "Incontro a un pino" ci porta erroneamente a pensare a un incontro piacevole come se il poeta si fosse dato appuntamento con qualcuno o se fosse andato lì per rilassarsi sotto a un albero. Niente di più sbagliato: questa è una poesia che parla di guerra, ma Ungaretti non può farlo apertamente perché all'epoca del fascismo (a cui aveva aderito e collaborato con esso) vi erano delle limitazioni sul diritto di parola e di pensiero. Ecco perché Ungaretti utilizza le figure retoriche e la tecnica del fraintendimento come l'immagine del pino di Roma che brucia.

Il poeta dice che come se si fosse risvegliato in patria: è sera (l'ora del crepuscolo, del tramonto) e si trova sul Lungotevere. Qui vede un l'albero avvolto dalle fiamme e si dirige verso esso (dalla foce del fiume mossi i passi).

L'albero di pino rappresenta l'innocenza e la purezza, e l'immagine dell'albero che prende fuoco sta a simboleggiare la brutale violenza della guerra sugli innocenti e l'incomprensibilità di tanta barbarie. La guerra è sangue, dolore, morte e sofferenza, un evento incomprensibile, nel quale la morte non ha mai un vero perché.

Inoltre tra tutte le parti del giorno in cui avrebbe potuto ambientare il fatto sceglie il tramonto e lo specifica sia all'inizio (clamore di crepuscolo) sia alla fine (d'ultimi raggi supplici). Il tramonto rappresenta la fine del giorno a cui subentrerà la notte, il buio, e a livello allegorico rappresenta l'Italia o addirittura il mondo intero che sta perdendo la sua vitalità, il senso di civiltà e l'interesse per la cultura a causa della guerra. Non è un caso che questa poesia sia contenuta nella raccolta "Il dolore".




Figure retoriche

Le onde punse = anastrofe e metafora (v. 1)

Clamore di crepuscolo = sinestesia (v. 2). Sfera sensoriale dell'udito e della vista.

Pino aereo attorto per i fuochi = allegoria (v. 8). Rappresenta la guerra che distrugge la vita degli innocenti.


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