Inferno Canto 12 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel dodicesimo canto dell'Inferno (Canto XII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del dodicesimo canto dell'Inferno. Ambientato nel girone I, quello dei violenti contro il prossimo (omicidi, tiranni, predoni e ladroni), condannati all'immersione nel Flegetonte, il fiume di sangue bollente che divide il sesto dal settimo cerchio. Qui Dante incontra il Minotauro e i centauri, tra cui Chirone, Folo, Nesso. Quest'ultimo trasporta Dante fino all'altra sponda. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 12 dell'Inferno.



Le figure retoriche

Alpestro = metonimia (v. 2). È un termine arcaico che vuol dire "alpino", ma in questo caso sta per "montano" senza fare riferimento specifico alle Alpi.

Qual è quella ruina...cotal di quel burrato era la scesa = similitudine (vv. 4-10). Sta a significare "Come quella frana che colpì il letto dell'Adige a sud di Trento, per un terremoto o per mancanza di sostegno, tale che dalla cima del monte da cui si mosse fino alla pianura la roccia è sì dirupata, ma darebbe accesso a qualcuno che scendesse dall'alto: così era la discesa di quel burrone infernale".

Per sostegno manco = anastrofe (v. 6). Sta a significare "per mancanza di sostegno".

Come quei cui l’ira dentro fiacca = similitudine (v. 15). Sta a significare che "il Minotauro si morse come colui che è sopraffatto dall'ira".

Ma vassi per vedere le vostre pene = allitterazione della v (v. 21).

Quell’ira bestial = perifrasi (v.33). Sta a significare "mostro adirato", per indicare il minotauro.

Quell’ira bestial = metonimia (v. 33), cioè l'astratto per il concreto.

Oh cieca cupidigia e ira folle = apostrofe (v. 49). Ci si rivolge a un uditore ideale diverso da quello reale.

Che sì ci sproni ne la vita corta, e ne l’etterna poi sì mal c’immolle! = chiasmo (vv. 50-51). I verbi sono collocati all'esterno della frase e i sostantivi all'interno creando una sorta di incrocio immaginario tra due coppie di parole.

Quest’officio novo = anastrofe (v. 89). Sta a significare "questo nuovo compito".


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