Commento: Fratelli, Ungaretti


Commento: Fratelli, Ungaretti

di Giuseppe Ungaretti
Commento:

Di fronte alla guerra non ci sono amici ne nemici, vinti o vincitori, ma solo fratelli. La parola chiave campeggia nel secondo e nell'ultimo verso, oltreché nel titolo. Accostata a fragilità, il penultimo verso-parola, si ottiene il tema fondamentale della lirica, cioè la combinazione tra le idee di fragilità e di fratellanza: gli uomini sono fratelli soprattutto perché accomunati da un'identica condizione di precarietà e miseria. Tale significato è reso da un linguaggio nudo e spoglio. I verbi sono quasi del tutto eliminati, la punteggiatura ridotta a un solo punto interrogativo, le immagini accostate senza elementi di raccordo: per cogliere il senso della frase nominale Foglia appena nata, dobbiamo ricavare il primo termine del paragone nei due versi Parola tremante / nella notte e ricostruire così l'analogia implicita: parola incerta e tremante come una foglia appena nata.

Abbiamo detto che la parola-chiave di questa lirica, una delle più significative dell'Allegria, è "Fratelli".
Facciamo qualche riflessione su questa parola che racchiude il messaggio profondo del poeta. Sappiamo che Ungaretti, nato ad Alessandria d'Egitto, città cosmopolita, ebbe fin da giovane contatti con gente di ogni nazione: da qui il suo spirito di solidarietà e fratellanza umana (il suo amico più caro era un arabo, In Memoria). Venuto poi in Ilalia, nella terra dei suoi avi, conobbe altra gente e così a Parigi, dove visse per parecchio tempo, stringendo amicizia con letterati (Mallarmè, Baudelaire, Rimbaud...) e pittori.
Partito volontario per la guerra, la visse subito in tutta la sua tragica realtà. E in trincea, a contatto con altri commilitoni che portavano sui volti la sua stessa sofferenza e l'angoscia provocata dai disagi inenarrabili e dalla consapevolezza che la vita umana, nella sua fragilità, era appesa a un filo, si sentì acuire in cuore quel senso di fraterna solidarietà che lega particolarmente gli esseri esposti alle bufere della vita. In tanto squallore di morte, la parola "fratelli" è dunque una voce di solidarietà e di speranza.


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