Il Manifesto tecnico della letteratura futurista, Filippo Tommaso Marinetti



Dopo aver indicato la portata ideologica della sua operazione nel Manifesto del futurismo, nel maggio 1912, compare per le "edizioni futuriste di Poesia" il "Manifesto tecnico della letteratura futurista" di Filippo Tommaso Marinetti. Esso presenta un programma tecnico con proposte riguardanti lo stile, la sintassi e l'uso delle parole.


Spiegazione e commento

Marinetti enuncia qui - da un punto di vista operativo e appunto tecnico - i procedimenti su cui intende basarsi la nuova letteratura futurista. Il punto da cui iniziare deve essere la distruzione della sintassi, intesa come impalcatura o impianto concettuale, che rende possibile, attraverso un'articolazione logica del pensiero, la trasmissione e le ricezione della stessa comunicazione letteraria.

Di qui la necessità di avanzare delle proposte alternative e sostitutive:

1) I sostantivi vanno messi a caso, di primo impulso, di istinto, senza rispettare il minuzioso ordine della sintassi.

2) I verbi devono essere coniugati all'infinito per comunicare il senso della durata. In questo modo si sottrae all'azione la sua connotazione particolare, specifica e circoscritta, accentuandone la durata e l'atemporalità.

3) Si devono abolire gli aggettivi perché sminuisce il valore del sostantivo. Inoltre gli aggettivi posseggono certe sfumature che richiedono un certo tempo per essere capite, un tempo che per i futuristi non c'è perché corrono veloci, hanno una visione dinamica.

4) Si deve abolire l'avverbio perché danno informazioni aggiuntive superflue.

5) Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè le analogie di parole unite dal trattino (es. porta-rubinetto) senza l'uso della congiunzione (come, quale, così) che collega le due parole.

6) Si deve abolire la punteggiatura perché non essendoci più gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni se ne può fare benissimo a meno. La punteggiatura può essere sostituita dai segni matematici (+ - : = ><) e i segni musicali. Per Marinetti la punteggiatura rende la comunicazione lenta e difficile, mentre invece è necessaria una maggiore forza espressiva.

7) Si deve fare ricorso all'analogia con paragoni sempre più vasti come gli autori e non come gli autori del passato che si limitavano a paragonare gli uomini agli animali.

8) Le parole e le immagini non devono essere suddivise in categorie perché sono tutte sullo stesso piano. È quindi l'intuizione che coglie l'elemento della vita e lo riproduce. Bisogna rifiutare tutto ciò che impedisce la vita, si va avanti per intuizione; bisogna andare avanti e non impedire la vita, e ciò bisogna farlo anche con la letteratura.

9) Per dare dinamismo bisogna agire sulla trama delle relazioni analogiche, in quanto simula il movimento, la velocità, la simultaneità.

10) All'ordine dell'arte tradizionale si contrappone un massimo di disordine.

11) I futuristi non cercano il "bello", anzi lo disprezzano, "cercando coraggiosamente il brutto".


Il discorso tende poi progressivamente ad estremizzarsi: dall'analogia si passa a una "gradazione di analogie sempre più vaste”; dalla distruzione della sintassi si giunge a teorizzare le "parole in libertà" che rendono possibile il trionfo dell'"immaginazione senza fili".

Se dovessimo riassumere tutto questo in una sola frase dovremo dire che: "La forma e l'eleganza sono morte e che l'istinto è l'unica forza vitale esistente."


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