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Figure retoriche: San Martino del Carso di Giuseppe Ungaretti

Quali sono le figure retoriche della poesia San Martino del Carso di Giuseppe Ungaretti? È presente un'analogia? E qual è la metafora?
Carso

Le guerre non portano altro che morte e distruzione: famiglie che perdono i propri cari, case costruite con i risparmi di una vita andate distrutte, paesi deturpati dalle esplosioni. È questo ciò che stava pensando il poeta Giuseppe Ungaretti quando ha scritto la poesia "San Martino del Carso". Quando si perde una persona cara non si può far altro che attaccarci al ricordo di essa e custodirlo gelosamente nel tempo. L'autore si comporta esattamente così quando ripensa alle molte persone che conosceva e che ora non ci sono più, e scrive che li custodisce nel suo cuore, che è anche più martoriato del paese stesso perché ha sofferto tanto e continua ancora a soffrire.





Tutte le figure retoriche

La poesia San Martino del Carso è ricchissima di figure retoriche, delle quali le più evidenti sono l'anafora e l'analogia, ma c'è spazio anche per l'anafora, l'allitterazione e persino un'epifora. Per maggiori informazioni andate su San Martino del Carso - Ungaretti.



Anafora

La figura retorica dell'anafora si ha quando una o più parole si ripetono all'inizio di un verso. Nella poesia in questione la preposizione semplice "di" è presente al v.1 e al v.5.
Di queste case
Di tanti

Nel v.2 e nel v.7 i versi iniziano con l'avverbio di negazione "non", andando a formare un'altra anafora.
non è rimasto
non m'è rimasto



Metafora

Nei versi vv. 8-9 troviamo l'unica metafora presente in questa poesia, qui scrive che il suo cuore è pieno di croci (delle persone che conosceva e che sono decedute a causa della guerra) e che ci sono tutte e non ne manca nessuna (cioè ricorda bene i loro volti), in altre parole il suo cuore si è tramutato in un cimitero.
Ma nel mio cuore nessuna croce manca



Epifora

L'epifora è la ripetizione di una o più parole alla fine di un verso e in questa poesia è presente al verso 9 e al verso 11.
mio cuore

Anche se scritti in forma leggermente diversa (cambia solo la vocale finale), anche nei versi 5 e 8 è presente un'epifora.
tanti - tanto



Analogia

Nei versi 10 e 11 si viene a creare un'analogia tra il cuore del poeta e il paese distrutto dalla guerra. L'analogia avviene per il fatto che sono accomunati dalla devastazione, se nel paese non resta che qualche brandello di muro, non se la passa meglio il cuore del poeta che è "straziato" per le numerose vittime, molte delle quali che conosceva personalmente.
E' il mio cuore il paese più straziato



Allitterazione

L'allitterazione della A è molto presente nella prima metà della poesia.
case - rimasto - qualche - tanti - tanto - manca - straziato


L'allitterazione della R è presente in modo sparso in tutto il testo della poesia.
rimasto - brandello - muro - corrispondevano - neppure - cuore - croce - straziato


L'allitterazione della C è presente nella parte conclusiva della poesia.
cuore - croce - manca



Anastrofe

Anastrofe = "E' il mio cuore" (v.11). L'ordine corretto sarebbe dovuto essere "Il mio cuore è il paese più straziato".


Enjambement

Sono presenti diversi enjambement nel testo:
Di queste case / non è rimasto (vv. 1-2)
qualche / brandello (vv. 3-4)
che mi corrispondevano / non m'è rimasto (vv. 6-7)
non m'è rimasto / neppure tanto (vv. 7-8)
Ma nel mio cuore / nessuna croce manca (vv. 9-10)
E' il mio cuore / il paese più straziato (vv. 11-12).



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