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Figure retoriche: La pioggia nel pineto di Gabriele d'Annunzio

Elenco di tutte le figure retoriche contenute nel testo della poesia La pioggia nel pineto di Gabriele d'Annunzio: metafore, anafora, similitudini.
Pineto

Il poeta racconta di una passeggiata sotto la pioggia con la sua amata, Ermione, in una pineta. Invita Ermione al silenzio per percepire i suoni della natura durante la pioggia, che inizia verso dopo verso a trasformarli in esseri vegetali. La pioggia diventa una musica, con gocce che suonano diversi "strumenti" naturali. La metamorfosi continua, il poeta e Ermione perdono le sembianze umane, diventando parte della vegetazione. La pioggia intensa pulisce e rigenera, riducendo fino a far scomparire del tutto i suoni delle rane e delle cicale. Ermione versa lacrime di gioia mentre la metamorfosi vegetale si compie, trasformandosi in un essere totalmente non umano, simile a una ninfea. Gli amanti corrono nel bosco avvolti dalla vegetazione.





Tutte le figure retoriche

Le principali figure retoriche presenti nella lirica La pioggia nel pineto sono le figure retoriche di suono come l'onomatopea e l'allitteazione, che risaltano i suoni nella natura, ma ce ne sono anche molte altre di significato e di ordine, che illustrano il processo di metamorfosi di d'Annunzio e la sua Ermione da esseri umani a esseri vegetali. Quindi in questo appunto troverete solamente l'analisi retorica dettagliata, mentre per la parafrasi e il commento vi rimandiamo alla sezione principale La pioggia nel pineto - d'Annunzio.



Apostrofe

Il verbo "tacere" è coniugato alla seconda persona singolare del modo imperativo ed è rivolto ad Ermione. Il verbo ha lo scopo di focalizzare l'attenzione solo ed esclusivamente sui suoni della natura.
Taci



Anafora

Nei versi v.10, v.12, v. 14, v. 20, v. 22, v.95, v.97, v.116, v. 118 il verbo "piove" si trova posizionato sempre all'inizio del verso.
Piove

Stavolta è il verbo "ascoltare" nella seconda persona del modo imperativo presente nei versi v.8, v.40, v.65, v.88 che va a creare la figura retorica dell'anafora. Cioè in precedenza col verbo "taci" invita Ermione a fare silenzio e adesso la invita ad ascoltare.
Ascolta



Iterazione

Nei versi 8, 10, 12, 14 la ripetizione dell'espressione "piove su" a distanza ravvicinata serve a dare maggiore risalto alla pioggia che è ovunque.
Piove su



Allitterazione

Allitterazione della S (v.11)
salmastre ed arse

Allitterazione della P (v.12)
piove sui pini

Allitterazione della C (v.45)
ciel cinerino

Allitterazione della S (vv. 52-53)
Siam nello spirito silvestre

Allitterazione della R e della V (vv. 55-56)
d'arborea vita viventi; / e il tuo vólto ebro

Allitterazione della R e della T (vv. 61-62)
chiare ginestre, o creatura terrestre

Allitterazione della M (v.74)
umida ombra remota

Allitterazione della L (v.91)
del limo lontana

Allitterazione della V e della R (v.112)
verde vigor rude



Onomatopea

Nel v.6 il termine "gocciole" richiama il suono della pioggia che cade dal cielo a gocce.
gocciole

Nel v.36 è presente il sostantivo "crepitìo" che deriva dal verbo crepitare ed indica un seguito di rumori brevi e secchi, fitti e insistenti, come quelli tipici della pioggia che cade.
Crepitìo

Il verso 82 è interamente occupato dal verbo onomatopeico che indica il fragoroso rumore dell'acqua che cade con violenza.
crosciare

Nel v.85 ritorna il termine "croscio", stavolta però come sostantivo e non come verbo.
croscio



Personificazione

Nel v.6 le gocce di piogge e le foglie della vegetazione hanno la capacità di parlare, nel senso che emettono suoni quando la pioggia va a posarsi su di essi e scivola giù da essi.
che parlano gocciole e foglie

Il nome della donna amata è presente nei versi v.32, v.64, v.96, v.128, ma è anche una personificazione dell'amore, nello specifico di un amore dimenticato e pure che il poeta vuole riassaporare.
Ermione



Accumulazione

Nei versi 14-18 vengono elencati tutti i posti sui cui cadrà la pioggia. L'elenco continua anche nei versi successivi ma è in questi versi che l'accumulazione è più forte.
u i mirti / divini, su le ginestre fulgenti / di fiori accolti, / su i ginepri folti



Sinestesia

Nel v.26 è presente una sinestesia perché l'aggettivo "freschi" appartiene alla sfera sensoriale tattile, mentre il sostantivo "pensieri" fa riferimento a uno stato della mente.
freschi pensieri

Nel v.74 l'ombra appartiene alla sfera sensoriale visiva, mentre l'aggettivo umida appartiene alla sfera sensoriale tattile.
umida ombra

Nel v.83 l'aggettivo argentea appartine alla fera sensoriale della vista, mentre il sostantivo pioggia alla sfera sensoriale del tatto.
argentea pioggia



Climax

Nel v.39 fa riferimento alla quantità di fogliame che può essere più o meno rado. Si tratta di un climax discendente o anticlimax.
più rade, men rade

Nel v.76 è presente un altro climax discendente perché fa riferimento al canto delle cicale che, a causa della pioggia, si sente meno (anche perché gli animali vanno a cercare riparo) fino ad arrivare al punto che non si sente più.
s'allenta, si spegne

Nel v.79 gli ultimi tre verbi dell'enumerazione sono disposti in modo da formare un climax discendente. Infatti, il primo verbo indica un inizio, il secondo indica un cedimento e il terzo verbo indica la fine.
risorge, trema, si spegne

Climax ascendente nei versi 126-127
Che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione



Similitudine

Nel v.58 paragona il volto di Ermione a quello di una foglia, in quanto entrambi sono bagnati dalla pioggia.
come una foglia

L'altra similitudine si trova subito dopo, nei versi 60-61, dove stavolta paragona il profumo dei suoi capelli a quello delle ginestre.
Come le chiare ginestre

Nel v.104, per via della metamorfosi, il cuore assume la forma di una pesca.
il cuor nel petto è come pèsca
Nel v.107 scrive che gli occhi sono come sorgenti d'acqua nell'erba.
son come polle tra l'erbe
Nel v. 109 paragona il colore bianco dei denti della donna al colore bianco delle mandorle acerbe.
son come mandorle acerbe



Anadiplosi

Nel verso 65 il verbo "ascolta" viene ripetuto due volte separato dalla virgola.
Ascolta, ascolta

Nel v.94 e anche nel v.115 viene ripetuta l'intera proposizione per due volte nello stesso verso.
chi sa dove, chi sa dove



Enumerazione

I verbi riferiti alla nota che ancora si sente, sono elencati attraverso l'enumerazione per asindeto, cioè in successione senza l'utilizzo di congiunzioni, separati solamente da una punteggiatura debole.
trema, si spegne, / risorge, trema, si spegne



Epifora

I versi v.76, v.78 e v.79 terminano tutti e tre con l'espressione "si spegne". Si tratta della figura retorica dell'epifora.
si spegne



Sineddoche

Nel v.81 il termine "fronda" sta ad indicare un ramoscello di foglie, ma in realtà il poeta si sta riferendo a tutto l'albero. La figura retorica che indica solo una parte di qualcosa per poi riferirsi a tutto l'insieme è chiamata sineddoche.
fronda



Figura etimologica

Nel v.82 e nel v.85 vi sono due parole che presentano la stessa radice.
crosciare
croscio



Antitesi

Nei versi 125-126 i termini ieri e oggi rappresentano il passato e il presente.
ieri / oggi



Anastrofe

Questi sono i versi che non rispettano l'ordine abituale delle parole, cioè sono scritti invertiti.
immersi / noi siam (vv.52-53)
d'arborea vita (v.55)
più sordo / si fa (vv.68-69)
par da scorza tu esca (v.101)



Enjambement

mirti / divini (vv. 14-15)



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