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Figure retoriche di suono: quali sono ed esempi


Elenco completo di tutte le figure di suono contenente anche la definizione di ogni figura retorica ed esempi che evidenziano la loro funzione.

Le figure retoriche sono degli espedienti inseriti con cura dall'autore di una poesia o un poema per dargli maggiore varietà e vivacità. In genere si distinguono le figure retoriche in tre grande gruppi: figure di suono, di ordine e di significato. In questa pagina dedicheremo la lezione esclusivamente alle figure retoriche di suono, anche dette figure foniche o di ritmo, nel quale imparerete quali sono e come distinguerle dalle altre attraverso la loro definizione e degli esempi.





Quali sono le figure retoriche di suono?

Di seguito trovate l'elenco delle principali figure retoriche di suono:
  1. Allitterazione;
  2. Assonanza;
  3. Consonanza;
  4. Omoteleuto;
  5. Onomatopea;
  6. Paronomasia.


Come riconoscere le figure di suono?

Le figure retoriche di suono giocano sugli effetti fonici ottenuti mediante la ripetizione di fonemi, sillabe, parole. Le figure di ordine comportano lo spostamento di alcune lettere o parole, mentre le figure di significato, come lascia intendere il nome stesso, modificano il significato di una o più parole. Dal momento che le figure di suono sono molto diverse dalle altre due tipologie di figure retoriche è davvero semplice riconoscerle.

Un po' più complicato è, invece, distinguere la tipologia di figura di suono: ce ne sono 6 e alcune si somigliano! Tuttavia riteniamo che facendo un collegamento mentale tra il nome della figura di suono e l'esempio specifico riportato in questa pagina, vi sarà molto più facile individuarle all'interno di un testo.



Figure di suono: definizione ed esempi

Per ogni figura retorica di suono trovate la definizione e degli esempi, alcuni inventati e altri estratti dai testi di celebre opere letterarie.


Allitterazione

L'allitterazione è una figura retorica che consiste nella ripetizione spontanea o ricercata degli stessi suoni (come una consonante o uno stesso gruppo di lettere) all'inizio o all'interno di più parole.


Allitterazione: esempi

Nella frase sottostante è presente l'allitterazione della V in tutte e tre le parole.
Veni, vidi, vici.

In quest'altra frase è presente l'allitterazione della N e della T.
Tanto gentile e tanto onesta pare.

Questo espediente viene adoperato anche nei più noti scioglilingua, infatti la presenza esagerata dell'allitterazione crea delle difficoltà nella ripetizione di certe parole. Nel caso in questione è presente l'allitterazione della P, della R e della C.
Sopra la panca la capra campa



Assonanza

L'assonanza è una figura retorica che mette in relazione due o più parole le cui sillabe collocate dopo l'accento tonico (accento che normalmente non si riporta nello scritto) e quando si trovano alla fine della parola creano una rima imperfetta, in quanto hanno le stesse vocali ma consonanti diverse.


Assonanza: esempi

In questo esempio potete notare che i suffissi -osto e -osco sono uguali nelle vocali ma diversi per quanto riguarda la consonanti. Nonostante non siano totalmente identici vanno creando un suono simile.
Ad agosto, moglie mia non ti conosco.

In quest'altro esempio l'assonanza è presente nel suffisso -ile ed -ire.
Aprile, dolce dormire



Consonanza

La consonanza è una figura retorica che mette in relazione due o più parole a partire dalla sillaba accentata ma, al contrario dell'assonanza, le consonanti coincidono invece le vocali sono diverse.


Consonanza: esempi

In questo esempio potete notare come entrambe le parole contengono due L, l'ultima vocale è diversa.
Colli = Elle

Anche in quest'altro esempio i suffissi -isti e -asta presentano le consonanti uguali e le vocali diverse.
Partisti come son rimasta.



Omoteleuto

L'omoteleuto (o omeotelèuto) è una figura retorica che si ha quando due o più parole terminano allo stessa modo o quasi.


Omoteleuto: esempi

Notare che entrambe le parole terminano in -ndo.
Sedendo e mirando



Onomatopea

L'onomatopea è una figura retorica che consiste nell'imitazione dei suoni naturali attraverso i suoni delle parole. Tale espediente viene spesso utilizzato per i versi degli animali e anche per gli oggetti che generano suoni o rumori. L'uso delle onomatopee può essere anche creato dall'autore, ad esempio solitamente si dice che le rane fanno "cra cra", ma in una poesia di Giovanni Pascoli intitolata La mia sera, le ranelle fanno "gre gre".


Onomatopea: esempi

Anziché usare il verbo "gracidare" viene adoperato il verso emesso dall'animale.
il Cra Cra delle rane

Anziché usare il termine "rintocchi" viene espresso a parole il suono che esse emettono.
il don don delle campane



Paronomasia

La paronomasia è una figura retorica consiste nel mettere vicino due parole che hanno un suono simile ma il cui significato è diverso, specialmente per mettere in risalto l'opposizione dei significati. Questo espediente lo si trova spesso nei modi di di dire popolari, che li rende più semplici da memorizzare.


Paronomasia: esempi

In questo esempio le parole "risica" e "rosica" hanno un suono simile, ma risica vuol dire rischiare, mentre rosica è inteso come ottenere qualcosa.
Chi non risica non rosica.

I termini "donna" e "danno" hanno un suono simile, ma la prima parola è riferita a una persona e la seconda è un nome comune di cosa.
Chi dice donna dice danno


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