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Cos'è il Re, Verga: riassunto, analisi, commento

Appunto di letteratura sulla novella Cos'è il Re di Giovanni Verga: riassunto, analisi del testo, descrizione di tempo, luogo, personaggi e commento.

Cos'è il Re è una novella di Giovanni Verga pubblicata inizialmente nel 1881 sulla Rivista nuova di scienze, lettere ed arti e successivvamente confluita nella raccolta Novelle rusticane (1883). Narra la storia di un umile lettighiere siciliano che viene incaricato dal Re di trasportare la sua Regina: vengono descritte tutte le sue preoccupazioni perché nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto finirebbe con la testa tagliata.





Cos'è il Re di Giovanni Verga

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda la novella Cos'è il Re di Giovanni Verga: dal riassunto della novella all'analisi del testo contenente tutte le informazioni necessarie come il linguaggio, il narratore, la descrizione dei personaggi, del tempo e del luogo. Al termine dell'analisi abbiamo aggiunto un commento che spiega il tutto dal punto di vista del lettore.

Titolo Cos'è il Re
Autore Giovanni Verga
Genere Novella
Raccolta Novelle rusticane
Data 1882 (in rivista); 1883 (in volume)
Corrente letteraria Verismo
Contesto storico il re delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone (1830- 1859), alla cui morte subentrò Francesco II
Temi trattati La Monarchia nell'ambiente rurale della Sicilia
Luogo Grammichele e Caltagirone (Catania)
Personaggi principali Compare Cosimo, il Re Ferdinando II di Borbone
Frase celebre «avrebbe preferito tornarsene a Grammichele colla lettiga vuota, tanto gli faceva specie il dovervi portare il Re nella lettiga, che la festa gli si cambiò tutta in veleno soltanto a pensarci.»




Riassunto

Compare Cosimo è un umile lettighiere che, approfittando del viavai di gente venuta a vedere il Re, si era andato a collocare in un alloggio per le mule di Caltagirone. Giunse un uomo che per ordine del Re voleva noleggiare la sua lettiga per il viaggio che avrebbe fatto l'indomani per andare a Catania. Pare che il Re preferisse spendere soldi per una lettiga piuttosto che farsela prestare dal vescovo o dal sottintendente per non dover restituire favori a nessuno.
Compare Cosimo avrebbe dovuto essere felice perché il Re non è un cliente che si mette a trattare al ribasso sul prezzo e sarebbe essere un onore per lui trasportarlo, ma si era fatto assalire dalla preoccupazione per l'importante incarico che non riusciva più a godersi la festa. Avrebbe preferito non guadagnare nulla pur di evitare una responsabilità così grande e ripensava che era meglio se fosse rimasto nella sua umile casuccia.
Trascorse la notte in dormiveglia fino al suono delle trombe dei soldati all'alba. Era ancora buio ma la gente aveva ripreso ad affollare le strade per godersi la festa, comprando torrone, chiacchierando, divertentosi e perfino arrivando ad invidiare compare Cosimo che poteva vedere il Re da vicino. Il solo che non riusciva a vedere niente di buono in tutto questo era proprio compare Cosimo. Il Re era un uomo grande e grosso e non gli furono di conforto nemmeno le parole del Re che, dopo avergli messo una mano sulla spalla, gli disse in napoletano che avrebbe dovuto trasportare la Regina. Un momento dopo una donna si gettò ai piedi del Re chiedendo la grazia per suo padre che aveva complottato contro di egli in precedenza e che era stato condannato ad aver tagliata la testa. Il Re parlò a uno dei suoi uomini e questi gli comunicò che la condanna era stata tolta. La scena turbò ancor di più compare Cosimo, in quanto questo significaca che il Re poteva far tagliare la testa a chiunque volesse. Compare Cosimo era pensieroso perché nel caso in cui una sua mula inciampasse durante il viaggio, procurando inevitabilmente dei problemi alla Regina, anch'egli avrebbe rischiato di finire con la testa tagliata. La regina era piccina ma le bastava una parola per far tagliare la testa alle persone. Ella trascorreva il tempo chiacchierando insieme a un'altra signora all'interno della lettiga.
E così iniziò il viaggio in lettiga ed era anche una bella giornata di sole, ma non per compare Cosimo che era concentrato a osservare i ciottoli per guidare le mule con la massima cautela, mentre in altre circostanze avrebbe fatto quelle strade a occhi chiusi affidandosi totalmente alle sue mule.
Nonostante le continue preoccupazione del lettighiere, il viaggio andò a buon fine, la regina raggiunse sana e salva la destinazione ed egli ottenne il suo compenso economico. Amici e conoscendi domandavano a Compare Cosimo com'era il Re e la Regina, ma egli rimase così traumatizzato da questo incarico che non voleva vedere i soldi ottenuti e ogni volta che ripensava a quella giornata gli veniva la febbre: gli venne così tante volte che metà dei soldi li spese per la sua salute.
Qualche anno vennero pignorate le mule di compare Cosimo perché le strade erano state migliorate e il lavoro da lettighiere era poco richiesto ed egli trovava questo un'ingiustizia perché la regina non sarebbe mai giunta a destinazione senza la sua lettiga che la trasportava in una strada non carrozzabile.
Un altra beffa per compare Cosimo era arrivata quando il figlio Orazio dovette fare la leva militare obbligatoria.
Compare Cosimo non aveva compreso che aver trasportato la Regina non contava più nulla perché adesso in Sicilia il potere era passato nelle mani di un altro Re.



Analisi del testo

Il titolo

Avete notato che il titolo è abbastanza insolito? Non presenta un punto interrogativo e non domanda "chi è il Re", ma "cosa è il Re". Fa riferimento alla figura del Re, inteso non come persona, bensì al ruolo. Cos'è esattamente un Re? Per compare Cosimo è un essere superiore che può ottenere tutto ciò che vuole, come un Dio.



Il linguaggio

L'autore adotta espressioni popolari (modi di dire) e moltissime similitudini che vi abbiamo elencato poco più giù dove si parla delle figure retoriche presenti nel testo.



Tempo

La vicenda si svolge in un lasso di tempo abbastanza lungo perché dal trasporto in lettiga e il sequestro delle due mule "sono trascorsi molti anni", così tanti che il Re ad inizio della novella non è lo stesso Re alla fine della novella.


In questa novella l'autore fa uso quasi sempre uso della fabula e dell'intreccio servendosi del discorso indiretto libero. Il flashback si ha quando Compare Cosimo ripensa alla donna che si è gettata in terra ai piedi del Re (in quanto preoccupato per la sua vita) e quando ripensa al Re durante il pignoramento delle sue mule.



Luogo

La novella è ambientata nella provincia di Catania e nei paesi vicini. Il paese di Grammichele è dove si trova la casa di compare Cosimo, invece Caltagirone è dove il protagonista si posizione per noleggiare le sue lettighe.



Descrizione dei personaggi

  • Compare Cosimo: è un lettighiere che si posiziona dove c'è gente aspettando che qualcuno noleggi la sua lettiga trainata dalle mule. Quando gli capita l'occasione di trasportare un personaggio importante come il Re (anche se poi sarà la regin) egli non riesce a vedere altro che la preoccupazione di fallire e non riesce a godersi il ricordo di questo episodio unico e irripetibile nemmeno a lavoro compiuto. Invece di vantarsi coi suoi amici e conoscenti, si sente male e preferisce evitare l'argomento e dimenticarsene. Quando gli vengono pignorate le mule si autoconvince che se ci fosse stato il Re e la sua famiglia non gliele avrebbero pignorate perché si sarebbero ricordati di lui.
  • Il re: viene descritto come solitamente viene descritto un Re: forte, grande e grosso, coi calzoni rossi e la sciabola appesa alla pancia. Era seguito dal vescovo, dal sindaco, dal sottointendente, e da galantuomini. Egli parla in napoletano e si mostra clemente cancellando una pena di morte.
  • La regina: compare Cosimo la descrive come una donna piccola e fragile. Probabilmente anche perché vicino al Re grande e grosso spiccava questa differenza di corportatura e poi anche per alimentare la preoccupazione del protagonista: se non fosse stata piccina si sarebbe preoccupato meno.
  • La gente: la folla si ammassa nelle strade nel tentativo di vedere il Re e la Regina. Altri personaggi sono quelli che seguono il Re, ovvero il vescovo, il sindaco, il sottointendente e i galantuomini (piccoli e medi proprietari terrieri).



Figure retoriche

  • Similitudine = "pareva la festa di San Giacomo", "come uno qualunque"; "come tanti altri"; "come se il Re pesasse il doppio di altri"; "come un gallo che sappia le ore"; "era buio come a mezzanotte"; "era fitta come le mosche"; "come se non fosse stato suo"; "ondeggiò come un mare di spighe"; "come fosse in punto di morte"; "come se ci fosse stata la fiera"; "come se camminassero sulle uova"; "batteva il cuore come un martello"; "come soleva fare quando non portava la sua Regina"; "occhi azzurri come il fiore del lino"; "piangeva come una fontana".
  • Metafora = "mare di spighe"; "sentiva saltare lo stomaco alla gola"; "la festa gli si cambiò tutta in veleno".
  • Enumerazione per polisindeto = "e poi era andato a mettersi sulla porta… e c'era tal via vai… e non perdeva d'occhio le sue bestie".



Commento

Questa novella narra il giorno in cui Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, era andato a visitare Caltagirone. Compare Cosimo non stava di certo aspettando che proprio il Re noleggiasse la sua lettighe ma accadde esattamente questo. Era preoccupato di non essere all'altezza del compito e che qualcosa potesse andare storto, inoltre aveva dato più nutrimento alle sue mule come se trasportare il Re fosse più difficile che trasportare una qualsiasi altra persona. La preoccupazione di compare Cosimo era giustificata dal fatto che un Re ha il potere di decidere chi deve vivere e chi deve morire e recentemente una delle sue mule era scivolata e non voleva che la situazione si potesse ripetere anche durante il trasporto del Re (che poi si è rivelato essere il trasporto della Regina, ancora peggio per la sua ansia in quanto la riteneva piccina e delicata ma potente attraverso la parola tanto quanto il Re). Il viaggiò andò a buon fine e compare Cosimo non riuscì nemmeno a godersi il compenso perché ne rimase traumatizzato. Ogni qualvolta che gli chiedevano di parlare del Re gli saliva la febbre e doveva chiamare un medico e, a detta dell'autore, metà dei soldi che aveva guadagnato quel giorno li ha spesi proprio per curare questa ripetuta serie di febbre.
Per anni compare Cosimo dovette convivere con questo "trauma", fino a quando non gli vennero pignorate le mule per un debito non pagato. Un trauma sostituisce l'altro e adesso era più preoccupato per la sua disponibilità economica. Compare Cosimo credeva che l'aver trasportato il Re, aver ricevuto da egli una pacca sulla spalla e il fatto che gli abbia rivolto la parola, bastasse per essere entrato nelle sue grazie e che se il Re fosse stato a Grammichele avrebbe annullato il suo debito, come quella voltà che annullò una condanna (la donna che si gettò ai suoi piedi a Caltagirone). Compare Cosimo che rappresenta il siciliano medio con poca cultura credeva ingenuamente che il Re si ricordasse ancora di lui, ma il suo errore ancora più grande è considerare che un Re duri per sempre, infatti adesso ce n'era un altro (Francesco II). Da questa novella si può apprendere che è inutile nella vita stare a lamentarsi come compare Cosimo che se la prende per le strade, adesso tutte carozzabili, che non gli hanno permesso di guadagnare abbastanza soldi per poter ripagare il debito e, quindi, evitare il pignoramento, oppure per il figlio Orazio che adesso era stato arruolato all'esercito obbligatorio e non poteva portare altre entrate in famiglia. Il tempo passa e non bisogna attaccarsi troppo al passato, bisogna pensare al futuro, che è in continuo mutamento, ed essere in grado di adattarsi al cambiamento, magari diversificando le entrate (non affidandosi solamente su uno specifico lavoro che può anche essere superato nel tempo per via del progresso). L'autore, Giovanni Verga, pare invece che non veda l'annessione al Regno d'Italia e la realizzazione di alcune strade carrozzabili come un fattore di evoluzione sociale, anzi, li ritiene quasi un peggioramento.



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