Palazzo Madama di Torino: descrizione e storia


Appunto di geografia riguardante il Palazzo Madama di Torino: descrizione, struttura, storia, famiglia Savoia e Acaja, leggende, curiosità.

Il Palazzo Madama, il cui nome completo è Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, si trova nella regione del Piemonte (Italia), più precisamente in Piazza Castello a Torino. Il sito architettonico è oggi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, ed è sede del Museo civico di arte antica.



Descrizione

Il Palazzo Madama ha una forma quadrangolare, nasce dall'unione di edifici diversi costruiti e ristrutturati tra il XIV e il XVIII secolo (tra il 1300 e il 1800) e trae origine dalla antichissima porta romana, posta a controllo dell'ingresso orientale di Iulia Augusta Taurinorum. 


Durante la visita turista è possibile vedere l'incastro degli edifici che è ben visibile sin dal primo sguardo ed è sorprendente scoprire che alcune parti siano state aggiunte a distanza di secoli. 

Davanti a Palazzo Madama, vi è la statua dell' "Alfiere dell'esercito sardo". Il monumento nasce dalla volontà dei milanesi di ricordare le vicende del 1848. L'esercito è simboleggiato da un Alfiere che tiene nella mano sinistra il tricolore  e nella destra la sciabola sguainata pronta a essere usata per difendere la bandiera nazionale.

Al suo interno i percorsi guidati si sviluppano su quattro piani:
  • al piano terra: qui si trova l'arte del periodo gotico e del rinascimento.
  • al primo piano: le stanze barocche in cui abitorono le Madame Reali, le arti del Seicento e del Settecento, la quadreria, i mobili di Piffetti e Prinotto, le fastose decorazioni delle sale.
  • al secondo piano: le Arti decorative di tutte le epoche: ceramiche, avori, oreficerie, tessuti, vetri…
  • al terzo piano: la torre panoramica offre una vista speciale sulla città e sull’ambiente naturale circostante.
  • i sotterranei: il cuore della storia antica si trova al suo interno scendendo nei sotterranei che si presentano come un labirinto cuniculi scomodi da attraversare e per questo chiusi al pubblico, essi venivano usati per consentire ai Savoia di raggiungere indisturbati luoghi fuori città. Oltre ad essi sono collocati i resti sotterranei della porta romana, le prigioni medievali e le cantine juvarriane.

Nella Torre dei Tesori sono esposte alcune delle opere più rappresentative del museo: il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, il codice delle Très belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry oltre ad una serie di oggetti artistici provenienti dal Gabinetto delle meraviglie di Carlo Emanuele I di Savoia. Sono poi presenti opere scultoree raffiguranti il tema iconografico del compianto sul Cristo morto.



Storia

È un edifico che riassume perfettamente la storia della città di Torino sia dal punto di vista strutturale che per le funzioni avuto nel corso del tempo.

Inizialmente era costituito solamente dalle torri della Porta Praetoria risalenti all'epoca romana. Nel corso dei secoli divennero sempre meno utilizzate all'interno della cinta muraria, ma tra il 1276 e il 1280, il marchese di Monferrato, divenuto padrone della città decise di valorizzarle con lo scopo di realizzare un castello fortificato (non a caso ancora oggi si affaccia in piazza Castello) e, infatti, decise di aggiungere altre due torri per renderlo maggiormente difensivo.

Nel XV secolo la città di Torino passò sotto il dominio Savoia-Acaja ed era un'epoca in cui i castelli venivano visti sempre meno come fortezze bensì come delle residenze signorili. Infatti Ludovico di Savoia-Acaia apportò delle modifiche all'edificio che non riguardavano il rafforzamento della struttura per incrementarne il livello difensivo, ma si trattava di nuove esigenze del periodo: raddoppiò le dimensioni del castello e per cominciare gli diede una forma quadrata con cortile e portico, fece introdurre quattro torri cilindriche angolari e fece abbellire gli interni con eleganti affreschi.

Nei secoli XVI-XVII ospitò la duchessa Bona di Savoia, i duchi Carlo Emanuele e Caterina di Spagna, Madama Cristina di Francia.

Nel '600 il palazzo venne assegnato come residenza alla vedova del re, Madama Reale, (dalla quale prende il nome il "Palazzo Madama"). Successivamente il palazzo passo nelle mani di altre regine che fecero ulteriori interventi alla struttura seguendo come modello la reggia di Versailles. Nel 1721 la ricostruzione venne affidata a Filippo Juvara per Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, detta la "seconda Madama Reale": con la costruzione dell'elegante facciata a due ordini che, nella parte superiore, presenta grandi finestroni separati da colonne corinzie scanalate; all'interno uno scalone a due rampe porta all'atrio che si trova al piano superiore e che dà accesso al cosiddetto salone degli svizzeri e una decorazione interna fastosa. Il progetto di Filippo Juvara non fu portato a termine del tutto, come accadeva spesso nella storia dei palazzi dei Savoia. All'epoca dell'occupazione napoleonica il palazzo cadde in abbandono e si arrivò addirittura a pensare alla sua demolizione; in seguito venne adoperato come prigione (fu allora che i grandi saloni furono trasformati in piccole celle) e poi come sede di uffici pubblici. 
Carlo Alberto fece restaurare l'edificio prima facendolo sede della Pinacoteca Regia, poi sede del Parlamento subalpino e di quello italiano dal 1848 al 1864. 
Nel 1934 è diventato sede del Museo civico d'arte antica, come luogo di  conservazione e memoria del patrimonio storico ed artistico della città e della regione.

Nel 2014 è stato approvato il passaggio di proprietà di Palazzo Madama dallo Stato italiano alla Città di Torino.


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