Purgatorio Canto 13 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel tredicesimo canto del Purgatorio (Canto XIII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del tredicesimo canto del Purgatorio. In questo canto Dante e Virgilio si trovano nella seconda cornice, dove scontano la loro pena gli invidiosi. Gli invidiosi hanno gli occhi cuciti con un filo di ferro che gli impedisce di vedere perché in vita guardarono altrui con occhi malevoli (tra questi la senese Sapìa). Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 13 del Purgatorio.


Le figure retoriche

Si risega / lo monte = enjambement (v. 2).

Lega / dintorno = enjambement (vv. 4-5).

Come la primaia = similitudine (v. 5). Cioè: "come la prima".

Livido color = anastrofe (v. 9). Cioè: "colore scuro".

O dolce lume = apostrofe (v. 16).

Come condur si vuol quinc’entro = similitudine (v. 18). Cioè: "tu ci guidi come è necessario fare in questo luogo".

Altamente disse = anastrofe (v. 29). Cioè: "disse gridando".

Sferza / la colpa = enjambement (vv. 37-38). Cioè: "punisce la colpa".

Sono / tratte = enjambement (vv. 38-39).

Ombre con manti al color de la pietra non diversi = similitudine (vv. 47-48). Cioè: "anime che indossavano mantelli dello stesso colore della pietra".

Non diversi = litote (v. 48). Cioè: "simili".

Non credo che per terra vada ancoi omo sì duro, che non fosse punto per compassion di quel ch’i’ vidi poi = similitudine (vv. 52-54). Cioè: "Non credo che in Terra ci sia un uomo così insensibile da non provare compassione di fronte a ciò che poi vidi".

Punto per compassionenjambement (vv. 53-54).

Altrui pietà = anastrofe (v. 64). Cioè: "pietà altrui".

E come a li orbi non approda il sole, così a l’ombre quivi, ond’io parlo ora, luce del ciel di sé largir non vole = similitudine (vv. 67-69). Cioè: "E come ai ciechi non arriva la luce del sole, così a quelle anime nella Cornice, di cui sto parlando, il cielo non vuole concedere la sua luce".

E cusce sì, come a sparvier selvaggio si fa però che queto non dimora = similitudine (vv. 71-72).

Consiglio saggio = anastrofe (v. 75). Cioè: "saggio consigliere".

Ben sapev’ei = anastrofe (v. 76). Cioè: "egli sapeva bene".

Breve e arguto = endiadi (v. 78). Cioè: "breve e conciso".

Da quella banda / de la cornice = enjambement (vv. 79-80).

Divote / ombre = enjambement (vv. 82-83).

L’alto lume = perifrasi (v. 86). Per indicare Dio.

‘l disio vostro solo = anastrofe (v. 87). Cioè: "il solo vostro desiderio".

Le schiume / di vostra coscienza = enjambement (vv. 88-89).

De la mente il fiume = anastrofe (v. 90). Cioè: "il fiume della memoria".

Grazioso e caro = endiadi (v. 91).

Aspettava / in vistaenjambement (vv. 88-89).

Volesse alcun dir = anastrofe (v. 101). Cioè: "qualcuno volesse dire".

Lo mento a guisa d’orbo in sù levava = similitudine (v. 102). Cioè: "sollevava il mento come fanno i ciechi".

Questi / altri = enjambement (vv. 106-107).

Savia non fui = anastrofe (v. 109). Cioè: "non fui saggia".

Ventura mia = anastrofe (v. 111). Cioè: "mia fortuna".

Cittadin miei = anastrofe (v. 115). Cioè: "miei concittadini".

Amari / passi = enjambement (vv. 118-119).

Come fé ‘l merlo per poca bonaccia = similitudine (v. 123). Cioè: "come fece il merlo per un breve giorno di sole".

Lo stremo / de la mia vita = enjambement (vv. 124-125).

Con invidia vòlti = anastrofe (v. 135). Cioè: "rivolti con invidia".

E vivo sono = anastrofe (v. 142). Cioè: "e sono vivo".


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