Fase - Ungaretti: parafrasi, analisi e commento


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Fase" di Giuseppe Ungaretti: testo, spiegazione, analisi del testo, figure retoriche e commento.

La poesia "Fase" è stata scritta da Giuseppe Ungaretti, porta l'indicazione "Mariano, il 25 giugno 1916" e fa parte della raccolta L'allegria, all'interno della sezione Il porto sepolto.



Testo

Cammina cammina
ho ritrovato
il pozzo d'amore

Nell'occhio
di mill'una notte
ho riposato

Agli abbandonati giardini
ella approdava
come una colomba

Fra l'aria
del meriggio
ch'era uno svenimento
le ho colto
arance e gelsumini



Analisi del testo e commento

Fase = Questa poesia è collegata alla poesia "Fase d’oriente", cioè il momento di svago e di dolce sospensione. Il titolo fa riferimento alle fasi lunari, invece il significato più profondo è che nel deserto della vita, al poeta appaiono come un miraggio i ricordi d'amore.

Cammina cammina ho ritrovato il pozzo d'amore = il poeta usa il verbo "cammina" per indicare il suo andare all'indietro nella memoria, dove riconquista qualcosa che aveva perduto: il ricordo.
Il ricordo lo chiama "pozzo d'amore": pozzo perché in esso vi è l'acqua da cui un nomade può dissetarsi, ma lui anziché essere assetato d'acqua è un nomade assetato d'amore.

Nell'occhio di mill'una notte ho riposato
= Ungaretti paragona l'oriente alla femminilità, come se fosse una donna, il cui ritrovamento è positivo per il poeta perché gli permette di riposarsi e abbandonarsi nell'amore. L'occhio in cui il poeta si rispecchia potrebbe essere il "terzo occhio" (l'occhio interiore nell'ambito di certe tradizioni religiose) o quello della donna stessa.

Agli abbandonati giardini ella approdava come una colomba = i giardini abbandonati potrebbero essere il luogo ideale dove si incontravano gli innamorati e gli amanti. Questi luoghi vengono paragonati a un oasi o a un'isola. Con il sostantivo "ella" fa riferimento a una donna con la quale ha avuto un forte legame amoroso. Il verbo "approdava è coniugato all'imperfetto per sottolineare che ciò che sta narrando fa parte di un ricordo del passato. La donna viene paragonata alla colomba che è un uccello che rappresenta purezza, armonia, fragilità.

Fra l'aria del meriggio = qui il poeta vuole mettere in risalto i profumi che ci sono fra l'aria (notare che non dice "nell'aria"): è l'aria d'oriente.

Ch'era uno svenimento = il caldo afoso dell'oriente era così forte da portare allo svenimento.

Le ho colto arance e gelsumini = il poeta raccoglie dalla donna le arance e gelsomini che hanno l'aroma dell'amore. La donna è intesa come giardino dove si raccolgono i frutti dell'amore, come un luogo paradisiaco (tipo l'Eden).



Figure retoriche

Metafora = "ho ritrovato il pozzo d'amore" (vv. 2-3).

Similitudine = "ella approdava come una colomba" (v. 9).

Iperbole = "ch'era uno svenimento" (v. 12).


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