Inferno Canto 28 - Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del ventottesimo canto dell'Inferno (Canto XXVIII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.


Analisi del canto

La crudezza della rappresentazione
Caratterizzano il canto le immagini raccapriccianti dei mutilati: dai nasi mozzati ai ventri sbudellati, al busto tronco che tiene il capo per le chiome. Tale crudo realismo è lo specchio di un'angoscia profonda per i violenti costumi contemporanei, più che una morbosa descrizione.


Il contrappasso
Di esemplare chiarezza è qui l'applicazione del contrappasso. Maometto provocò una frattura profonda nella società del tempo, e quindi è squarciato dal mento alle natiche. Bertran de Born divise persone unite da vincoli di sangue, e ora porta la testa divisa dal corpo: è lui stesso che invita Dante a osservare la simmetria tra colpa e punizione (vv. 136-142).


La cronaca e le profezie
La comprensione del canto è condizionata alla conoscenza dei riferimenti ai fatti di cronaca che lo caratterizzano. A questi si rifanno anche la profezia di Maometto nei confronti di Fra' Dolcino, e quella di Pier da Medicina rispetto all'omicidio dei due patrioti di Fano.


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