Inferno Canto 28 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del ventottesimo canto (canto XXVIII) dell'Inferno dantesco.

Tempo: sabato 9 aprile 1300, nelle prime ore pomeridiane.

Luogo: cerchio 8° - bolgia 9°: seminatori di discordie e scismi. Dante osserva la bolgia dal ponte che la sovrasta, ma è subito colpito dalle incredibili scene di violenza, quasi impossibili da descrivere.

Personaggi: Virgilio, Dante, Maometto, Pier da Medicina, Mosca de' Lamberti, Bertran de Born, Alì, Curione

Seminatori di discordie e scismi: Nel mondo hanno diviso famiglie, comunità civili e religiose; in Inferno sono mutilati orribilmente dalla spada di un demonio ogni volta che gli passano di fronte nella loro lenta ed eterna processione, durante la quale le ferite hanno modo di rimarginarsi.



Sintesi

Nona bolgia: tra i seminatori di discordia
Le immagini che si presentano alla vista di Dante nella nona bolgia sono raccapriccianti. I dannati sanguinano, orribilmente mutilati dal diavolo custode e, camminando attorno alla bolgia, si ripresentano davanti a lui con le ferite perfettamente rimarginate, pronti a subire nuove strazianti mutilazioni.


Maometto e Alì
L'attenzione del poeta viene attratta da un'anima squarciata dal mento all'ano sicché sono visibili tutti gli organi interni, mentre si trascina con l'intestino tra le gambe. Si tratta di Maometto che, insieme al genero Alì e a tanti altri, sta pagando la colpa di aver seminato tra gli uomini discordie politiche e scismi religiosi. Dopo aver udito che Dante è ancora vivo, molte anime si fermano a guardare meravigliate e Maometto dice al poeta di raccomandare a fra' Dolcino, il capo di un movimento ereticale del tempo, di munirsi di viveri per sostenere l'assedio dei novaresi, se non vuole raggiungerlo e subire la sua stessa pena.


Pier da Medicina e Caio Curione
Un altro dannato, Pier da Medicina, prega di avvertire i due migliori cittadini di Fano, Guido del Cassero e Angiolello di Carignano, della loro prossima morte ad opera di Malatestino Malatesta, il guercio signore di Rimini, la città che il tribuno della plebe Caio Curione, anch'egli dannato, vorrebbe non avere mai veduto. Qui, infatti, consigliò a Cesare di attraversare il Rubicone, dando inizio alla guerra civile tra i Romani.


Mosca de' Lamberti e Bertran de Born
Dante scorge intanto tra i dannati, con le mani mozze, un fiorentino illustre, Mosca de' Lamberti, colui che fu il seme della discordia tra i Buondelmonti e gli Amidei — all'origine delle lotte fra Guelfi e Ghibellini — e, dopo aver parlato brevemente con lui, assiste a una scena raccapricciante. Un tronco d'uomo avanza con in mano la propria testa, desideroso di parlare. È il poeta provenzale Bertran de Born che, con i suoi consigli, mise Enrico III contro suo padre, Enrico II d'Inghilterra; il dannato ora ha il capo staccato dal tronco perché ha diviso il padre dal figlio.


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