Riassunto capitolo 18 I Promessi Sposi


Riassunto del diciottesimo capitolo (cap. XVIII) del romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
I parenti e gli amici di Renzo vengono citati a deporre

Dove: nel paese dei promessi sposi, a Monza, a Pescarenico, a Milano.

Quando: il 13 novembre 1628 e le settimane successive, fino al mattino del 2 dicembre (presumibilmente).

Chi: il podestà, don Rodrigo, il Griso, Lucia, Agnese, la monaca di Monza, il pesciaiolo, fra Galdino, il conte Attilio, il conte zio, il console, fra Cristoforo, la fattoressa, Gertrude.



Sintesi

Al paese, la casa di Renzo viene perquisita
Il 13 novembre viene ordinata dalle autorità milanesi una perquisizione della casa di Renzo, indicato come pericoloso ribelle sfuggito alla giustizia. Il podestà la esegue e la notizia circola nel paese, dove la gente immagina (a torto) che dietro a questo fatto ci sia la mano di don Rodrigo; padre Cristoforo scrive al suo confratello di Milano per aver informazioni più precise.


Le reazioni di don Rodrigo
Don Rodrigo si rallegra dei guai di Renzo e del fatto che il conte Attilio si accinga a far allontanare fra Cristoforo, grazie alle sue conoscenze in Milano. Si irrita invece quando il Griso, di ritorno da Monza, gli riferisce che Lucia è nel convento della Signora: pensa che l'unico modo per spuntarla sarebbe quello di rivolgersi a un tale capace di venir a capo di imprese per altri impossibili, ma è restio a prender contatto con costui. Passano alcuni giorni: fra Cristoforo parte da Pescarenico (il piano di Attilio ha avuto effetto); Agnese torna a casa; don Rodrigo ha intenzione di rivolgersi a quel potente signore, capace di penetrare anche in un monastero.


Lucia e Agnese a Monza
A questo punto si inserisce un flashback che informa il lettore su quanto è accaduto, nel frattempo, a Lucia e ad Agnese nel monastero di Monza. La notizia della disavventura di Renzo a Milano giunge anche lì, provocando dolore e apprensione nelle donne. Tramite un pesciaiolo di Pescarenico, mandato da fra Cristoforo, esse vengono però a sapere che Renzo si è messo in salvo nel territorio di Bergamo. Di tutto questo Lucia non fa parola con Gertrude, che pure spesso si intrattiene con lei, raccontandole la propria storia e cercando di indurre Lucia a una pari confidenza, ma senza successo, perché la riservatezza impedisce alla giovane di parlare del suo amore per Renzo. Nel frattempo, le comunicazioni con padre Cristoforo si sono interrotte e Agnese decide di recarsi di persona al paese, per saperne di più.


Agnese torna al villaggio e scopre che fra Cristoforo non è più a Pescarenico
Agnese arriva a Pescarenico grazie a un passaggio ottenuto dal solito pesciaiolo; al convento, fra Galdino le annuncia la partenza di fra Cristoforo per Rimini, dove i superiori lo hanno inviato. Agnese resta completamente inebetita, parendole di aver perso ogni punto di riferimento e ogni appoggio.


Il colloquio fra il conte Attilio e il conte zio
Per rendere chiaro al lettore il motivo dell'allontanamento di fra Cristoforo, il narratore torna indietro nel tempo, presentandoci l'iniziativa del conte Attilio che, a Milano, incontra il conte zio del Consiglio segreto. Personaggio privo di doti spiccate, il conte zio è però maestro nel darsi importanza; è inoltre sensibile alle lusinghe e condivide con i nobili della sua epoca il culto del «punto d'onore». Risulta perciò facile ad Attilio, che rivela ancora le sue doti di parlatore, ottenere l'appoggio dello zio contro il frate, sia avanzando insinuazioni a proposito dei suoi rapporti con Lucia sia sfruttando come elemento a suo carico la protezione accordata dal religioso a Renzo, ora nei guai con la giustizia.


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