Finché c'è vita c'è speranza


Finché c'è vita c'è speranza è un noto proverbio italiano che proviene da Marco Tullio Cicerone (106/43 a.C.), uno dei massimi letterati dell'antica Roma, ed è contenuto nelle Epistulae ad Atticum, le lettere indirizzate all'amico Tito Pomponio Attico.
In realtà la locuzione latina di Cicerone è la seguente: "Aegroto dum anima est, spes est" (per chi è ammalato si dice che, finché c'è respiro, c'è speranza), mentre oggi viene utilizzata in maniera abbreviata.

In inglese diventa "Whilst there's life, there's hope".


In questa pagina andremo a spiegare ciò che vuole trasmettere questa frase e in quale contesto potrebbe essere utilizzata.


Significato

È un'esortazione a non disperare, anche in situazioni difficili. Bisogna continuare a sperare e a pensare positivo perché quello che si aspettava da tanto tempo potrebbe un giorno anche diventare realtà.
Finché siamo vivi possiamo ancora realizzare i nostri sogni, magari anche a 90 anni, ma se siamo morti cosa possiamo più sperare? Che ci sia un'altra vita? Ma se non c'è siamo fregati!

Il suo significato è molto simile a quello di un altro celebre proverbio: "La speranza è l'ultima a morire".

Invece è opposto a quest'altro proverbio: "Chi di speranza vive, disperato muore".



Uso

Ci sono svariate situazioni dove può essere utilizzato questo proverbio, sia in modo serioso, per dare un conforto, che ironico, verso chi continua a sperare anche quando ormai è troppo tardi.


Esempio:

- Ho saputo che del tuo licenziamento. Mi spiace, ma non dannarti perché finché c'è vita c'è speranza. Sono convinto che a perderci saranno loro, tu sei un gran lavoratore e troverai di meglio

- Hai 50 anni e non hai ancora trovato moglie... ma finché c'è vita c'è speranza.



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