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Boccaccio: Federigo degli Alberighi

Federigo degli Alberghi è una novella del decameron di Giovanni Boccaccio , la vicenda è narrata da Fiammetta (una dei 10 protagonisti che si rinchiudono in una casa per 10 giorni per sfuggire alla peste nera). La storia di Federigo degli Alberighi deriva, secondo la narratrice, dai racconti di Coppo di Borghese Domenichi, nobile di antica famiglia amante degli studi e delle tradizioni di Firenze. Il protagonista appartiene alla nobile e antica famiglia degli Alberighi, è innamorato di una nobildonna, Giovanna, che, però, è sposata. Per lei Federigo sperpera tutto il suo patrimonio, ma la donna, fedele al marito, non mostra di ricambiare l’amore. DIce Fiammetta: "acciò che egli l’amor di lei acquistar potesse, giostrava, armeggiava, faceva feste e donava, e il suo senza alcun ritegno spendeva; ma ella, non meno onesta che bella, niente di queste cose per lei fatte né di colui si curava che le faceva”.

Il nobile è così costretto a ritirarsi in un suo piccolo podere, dove si dedica all’agricoltura e alla caccia, con l’aiuto di un falcone, ultimo segno della sua antica nobiltà. Un giorno, il marito di Giovanna muore e la donna per l’estate si ritira con il figlio nel suo podere, vicino a quello di Federigo. Per caso il ragazzino conosce il nobile Alberighi e, vedendo il suo falcone, lo desidera ardentemente, tanto da ammalarsi. Richiede quindi alla madre di chiedere a Federigo il falcone: “Madre mia, se voi fa che io abbia il falcone di Federigo, io mi credo prestamente guerire”.

La donna, quindi, si invita a pranzo dall’uomo, che, nella ristrettezza economica, non è in grado di offrire un pranzo adatto a una nobildonna. Decide, quindi, per amore di Giovanna, di sacrificare il falcone, a cui teneva particolarmente. Ma, durante il pranzo, la donna chiede di poter avere il falcone per curare suo figlio. Federigo, allora, scoppiando in lacrime, confessa ciò che è avvenuto. Il ragazzino per il dolore muore dopo poco. Giovanna è costretta dai fratelli di risposarsi, ed ella sceglie Federigo, nonostante la sua povertà. Spiega così il suo gesto: “Fratelli miei, io so bene che così è come voi dite, ma io voglio avanti uomo che abbia bisogno di ricchezza che ricchezza che abbia bisogno d’uomo”. Così Federigo diventa marito della nobildonna e amministratore del patrimonio.

In questa novella Boccaccio mette in evidenza la crisi del sistema cortese e del corteggiamento: Federigo, seguendo l’ideale cortese (“giostrava, armeggiava, faceva feste e donava”) spende “senza ritegno” il suo patrimonio, e, perdendo la sicurezza economica e sociale, è costretto ad andare a vivere fuori dalla città. Ciò che è allora necessario è nuovo modo di vivere e amministrare il proprio denaro, basato sulla misura e sull’umiltà ed è ciò a cui sembra giungere nella conclusione della novella Federigo. Il nobile, dopo aver trascorso un periodo in povertà, comprende il valore della buona amministrazione, diventando, una volta sposato con Giovanna, un “miglior massaio”. Ma quella di Boccaccio non è una semplice esaltazione di nuovi valori, ma è anche una considerazione nostalgica sui valori e costumi di una nobiltà antica, incarnata da Federigo, membro di una delle più antiche famiglie fiorentine.

Anche in questa novella, poi, intervengono la sorte e il caso, che conducono le vicende dei personaggi in maniere drammatica fino al lieto fine. Un finale cui non manca una punta di amaro, dal momento che Giovanna perde l’unico figlio, e Federigo sacrifica l’oggetto a lui più caro in maniera sbagliata e non conquista davvero l’amore della nobildonna, che è costretta dai fratelli a risposarsi.

LEGGI ANCHE: Analisi Federigo degli Alberighi
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10° Giornata 10 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Dioneo
Tema centrale: vicende amorose che mettono in luce la liberalità e la magnanimità delle persone
Schema narrativo:
Il marchese Gualtieri di Saluzzo non si decideva a sposarsi, ma un giorno, stanco delle insistenze dei suoi consiglieri, decide di sposare una contadina molto bella.

Gualtieri si accorda col padre delle ragazza, che si chiamava Griselda, e dà inizio ai preparativi per le nozze.

La mattina della cerimonia Gualtieri si reca a casa della sposa e si fa promettere da lei obbedienza eterna. Griselda accetta e Gualtieri la veste riccamente e la sposa; Griselda si dimostra una buona padrona di casa e, nonostante le umili origini, si adatta facilmente alla vita da nobildonna.


Dopo un po' di tempo Griselda dà alla luce una bambina, ma Gualtieri, per mettere alla prova l'ubbidienza di lei, manda un suo servo a prendere al bimba facendo credere alla madre che l'avrebbe uccisa; in realtà la bimba viene mandata a Bologna presso dei parenti che l'avrebbero allevata.

Nonostante l'ubbidienza dimostratagli dalla moglie in quell'occasione, Gualtieri ripete l'operazione anche con il secondo figlio dato alla luce da Griselda che, anche questa volta, accetta tutto senza fiatare.

Per mettere definitivamente alla prova Griselda, Gualtieri le comunica di volerla ripudiare e lei, dopo tredici anni di matrimonio, torna a casa dal padre solo con una camicia, perché lei di suo non aveva nulla.

Al colmo della crudeltà Gualtieri ordina a Griselda di venire a lavorare per lui per organizzare il banchetto delle sue nuove nozze e le chiede la sua opinione sulla nuova fidanzata.

Griselda ammette la bellezza di lei, ma avverte Gualtieri di non mettere alla prova la ragazza come aveva fatto con lei, perché, a causa delle sua educazione nobile, non avrebbe potuto sopportare quello che aveva sopportato lei.

A questo punto Gualtieri rivela a Griselda che i paggetti delle nozze erano in realtà i loro figli, che lui l'amava veramente e che l'aveva solo sottoposta a delle prove per testare la sua ubbidienza.

Dopo la riconciliazione la famiglia viene riunita e allargata anche al padre di Griselda. Guatieri e Griselda vissero a lungo insieme e lei fu sempre pienamente rispettata dal marito per il coraggio e la pazienza dimostrati .

Divisione in tre macrosequenze:
1. Sposalizio tra il Marchese di Monferrato ed una contadina (Griselda);
2. Griselda viene sottoposta a prove durissime;
3. Il Marchese riconosce le qualità di Griselda e la accoglie nuovamente in famiglia con molto rispetto.

Valori della società ideale:
In questa novella viene messa in evidenza l'importanza della fedeltà ad una promessa fatta o ad un impegno preso, anche se questi possono essere gravosi o possono portare a delle conseguenze dolorose da sopportare. Griselda è un perfetto esempio di fedeltà ad una promessa, infatti non si ribella mai alle decisioni del marito al quale aveva promesso eterna ubbidienza, anche quando queste comportano l'allontanamento dei suoi figli o il suo ripudio dopo tredici anni di matrimonio.
Di conseguenza è possibile individuare nella fedeltà e anche nella forza d'animo due valori che Boccaccio riteneva fondamentali in una società ideale.
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10° Giornata 9 Novella Decamerone

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Dioneo
Tema centrale: vicende amorose che mettono in luce la liberalità e la magnanimità delle persone
Schema narrativo: Il re di Babilonia, Saladino, era venuto in Europa travestito da mercante per controllare in che modo i cristiani si stavano preparando per la crociata , in modo da poter organizzare adeguatamente le proprie difese.

Arrivato nei pressi di Pavia, Saladino chiede indicazioni per raggiungere la città a messer Torello, il quale però, con la sua solita cortesia, lo invita a casa propria. Saladino accetta l'invito e durante la cena fa amicizia con Torello che gli risulta subito molto simpatico.

Messer Torello fa avvisare la moglie di preparare una degna accoglienza per i suoi ospiti nel palazzo di Pavia e, il giorno seguente, accompagna Saladino in città.

Messer Torello invita Saladino ad essere suo ospite e lo riempie di doni fino alla sua partenza.

Saladino, dopo aver finito il giro dell'Europa, torna nel suo Regno dove organizza le difese per l'imminente guerra.


Messer Torello parte anch'egli per la crociata e si fa promettere dalla moglie che lo avrebbe aspettato per un anno un mese e un giorno almeno.

Messer Torello viene catturato dai saraceni, e, vista la sua abilità di addestratore di falconi, viene portato al palazzo di Saladino come uccellatore.

Dal palzzo, grazie ad alcuni ambasciatori genovesi, Torello riesce a spedire una lettera alla moglie per comunicarle di essere ancora in vita e di aspettarlo, ma la nave naufraga.

Dopo un po' di tempo Saladino riconosce messer Torello grazie ad una sua particolare espressione, gli organizza una grande festa e lo riempie di doni per ricambiare la sua ospitalità.

Messer Torello è molto felice, ma viene a sapere del naufragio della nave su cui c'era la sua lettera e si rende conto che il periodo di attese per la moglie era quasi finito, quindi, probabilmente, lei stava per risposarsi.

Torello confida questa sua pena a Saladino che, seppur dispiaciuto della perdita dell'amico, lo aiuta a tornare a casa in tempo grazie ad un incantesimo di uno dei suoi maghi.

Messer Torello arriva nella chiesa dove si stava per celebrare il nuovo matrimonio quindi riesce ad impedire che questo avvenga e torna a casa felice con la moglie.

Divisione in tre macrosequenze:
1. Cortesia di Messer Torello verso Saladino;
2. Cattura e prigionia di Messer Torello;
3. Riconoscimento dell'amico da parte del sovrano e ritorno a casa.

Valori della società ideale:
In questa novella Boccacio illustra come la cortesia sia una delle migliori virtù di un uomo, perché grazie a questa è possibile conquistare delle amicizie vere che, in particolari situazioni di bisogno, possono sempre aiutare; come nel caso di Messer Torello, che, senza l'amicizia e l'aiuto che gli fornisce Saladino, quasi sicuramente non sarebbe mai tornato a casa dalla moglie. Di conseguenza posso dire che l'autore considera la cortesia come un valore fondamentale della società.
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9° Giornata 5 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Fiammetta
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
Bruno e Buffalmacco vengono chiamati da Niccolò Cornacchini per dipingere le pareti della sua nuova villa di Camerata, ma i due non ce la fanno e chiamano ad aiutarli Calandrino e Nello.

La villa è ancora disabitata, viene ogni tanto solo il figlio di Niccolò, Filippo, accompagnato da qualche donna di malaffare.

Un giorno Filippo viene accompagnato da Niccolosa, una prostituta, che però era tanto elegante da sembrare una nobildonna.

Calandrino vede Niccolosa, si innamora di lei e confida questo suo amore a Bruno che gli fa credere che Niccolosa è la moglie di Filippo e quindi la padrona di casa, ma, se vuole, Lui e Buffalmacco potranno aiutarlo a conquistarla.

Bruno racconta tutto a Filippo ed insieme a lui gli amici si preparano a fare uno scherzo al povero Calandrino: Niccolosa viene convinta a farsi corteggiare da Calandrino. La donna accetta e Calandrino si fa avanti in maniera bambinesca facendo sbellicare dalle risate gli altri.

Quando il lavoro alla villa era quasi finito Calandrino chiede a Bruno di affrettare i tempi. Bruno promette a Calandrino di fare un incantesimo in base al quale la donna sarebbe sicuramente caduta ai suoi piedi e l'avrebbe seguito anche in capo al mondo.

Calandrino procura a Bruno gli "ingredienti" richiesti, segue tutte le istruzioni dell'amico e Niccolosa finge di essere pazza di lui, tanto che lo porta in un fienile e gli salta addosso.

Nel frattempo, però, Nello, che era parente della moglie di Calandrino, era andato a Firenze ad avvisare monna Tessa di quanto stava accadendo alla villa. Monna Tessa fa irruzione nel fienile ed insulta Niccolosa e Calandrino facendo sbellicare dalle risate i compari del marito che torna a casa molto abbattuto.

Sistema dei personaggi:
Eroe: Calandrino
Antagonisti: Bruno e Buffalmacco
Aiutanti degli antagonisti volontari: Niccolò Cornacchini e Niccolosa
Aiutanti degli antagonisti involontari: Nello e la moglie di Calandrino
Strumenti: Niccolosa
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9° Giornata 4 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Neifile
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
A Siena vivevano due uomini maturi che avevano in comune l'avversione per i propri padri i quali, pur potendo permetterselo, davano loro pochi soldi. Questi due uomini erano Cecco Angiolieri, poeta e uomo di cultura, e Cecco Fortarrigo, ubriacone e giocatore incallito.

Cecco Angiolieri era insoddisfatto della vita monotona che faceva a Siena e decide di trasferirsi ad Ancona presso un Cardinale che era suo amico e che gli avrebbe garantito una vita più vivace.

Suo padre approva il progetto e gli dà molti più soldi del solito per permettergli di presentarsi decorosamente.

Cecco Angiolieri pensa che se si fosse presentato con uno scudiero avrebbe fatto una figura migliore, e, per questo servizio si offre Cecco Fortarrigo del quale però egli diffidava per la propensione dell'uomo ai vizi già noti.

Cecco Fortarrigo giura di comportarsi correttamente finchè fosse stato al sua servizio e si accontenta di essere solo mantenuto, senza ricevere uno stipendio.

Alcuni giorni dopo i due partono e fanno tappa a Buonconvento per ristorarsi. Dopo pranzo Angiolieri decide di riposarsi un po', mentre Fortarrigo si reca nella taverna e perde tutti i soldi che aveva con sé al gioco, così decide di derubare il padrone, ma perde anche quei soldi.

Dopo il sonnellino Angiolieri si accorge del furto e arrabbiato se ne va lasciando Fortarrigo alla taverna.

Fortarrigo lo raggiunge e comincia a supplicarlo di aspettare ancora un po', perché aveva perso il farsetto, ma poteva recuperarlo. Angiolieri, arrabbiatissimo, sprona il cavallo e si incammina per Torrenieri, ma Fortarrigo comincia a seguirlo piagnucolando.

Angiolieri, sempre più indispettito, sprona ancora il cavallo, ma Fortarrigo, che cominciava a perdere terreno, non si perde d'animo e fa credere ai contadini di essere stato derubato dall'Angiolieri.

I contadini fermano Cecco Angiolieri, lo spogliano e danno tutto a Cecco Fortarrigo che torna a Firenze facendo credere di aver vinto tutto ai dadi, ma poi Angiolieri tornerà in città e "risponderà" alla beffa subita.
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9° Giornata 3 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Filostrato
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
Calandrino eredita da una zia una modesta somma di denaro con la quale vuole comprare un piccolo podere, ma i soliti amici (Bruno e Buffalmacco) vogliono convincerlo a spenderli facendo baldoria con loro.

Al rifiuto di Calandrino i due amici si mettono d'accordo con un terzo compare per combinare un bello scherzo a Calandrino e portargli via un po' di soldi.

Il giorno seguente i tre incontrano Calandrino separatamente e gli dicono che sembra malato, lui si spaventa e si mette a letto, poi manda un campione di urina ad un amico medico.

Il medico, corrotto da Bruno e Buffalmacco, fa credere a Calandrino di essere rimasto "incinto" e che la medicina che serva per toglierlo dai pasticci è molto costosa.

Calandrino paga subito il medico che gli manda un intruglio a caso e poi va a spassarsela con gli amici grazie ai soldi di Calandrino che si rimette presto in forze.

Sistema dei personaggi:
Eroe: Calandrino
Aiutanti dell'eroe: la moglie
Antagonisti: Bruno e Buffalmacco
Aiutanti degli antagonisti: Nello e il medico
Strumenti: l'esame delle urine alterato.
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9° Giornata 2 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Elissa
Tema centrale: l'ipocrisia
Schema narrativo:
In Lombardia c'era un convento famoso per l'austerità della vita delle sue monache.

Un giorno una delle monache, Isabetta, si innamora dell'amico di un suo parente che è venuto a trovarla e comincia a trascorrere le notti con lui nella sua cella.

Le monache del convento scoprono il segreto di Isabetta e decidono di "denunciarla" alla superiora.

Una sera, mentre Isabetta si trovava con il suo amante, le monache chiamano la superiora che, però, in quel momento, si trovava a sua volte in "compagnia" del prete: nella fretta di vestirsi la suora fa un errore e mette in testa i pantaloni del prete, ma, nella concitazione del momento, nessuno se ne accorge.

La superiora va nella cella di Isabetta, la coglie sul fatto e la porta nel suo ufficio dove comincia a riprenderla duramente. Isabetta però si accorge dello strano copricapo della badessa e glielo fa notare.

Vistasi scoperta la superiora modera i toni e perdona Isabetta, la quale può continuare ad intrattenersi con il suo amico come farà la superiora col prete e le altre consorelle con chi possono.
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8° Giornata 6 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Filomena
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
Calandrino, a Dicembre, si reca sempre con la moglie nel suo podere in campagna dove fa ammazzare e salare il maiale. Un anno sua moglie sta male e Calndrino va al podere da solo, ma, sfortunatamente, i suoi due amici (Bruno e Buffalmacco) lo vengono a sapere e decidono di fargli uno scherzo.

I due amici si fanno ospitare da un amico prete che viveva vicino al podere di Calandrino, il quale li incontra e li invita al podere per mostrargli il maiale.

Bruno e Buffalmacco, visto il maiale, propongono a Calandrino di venderlo e fingere con la moglie che glielo avessero rubato, in modo da potersela spassare con il ricavato, ma Calandrino è irremovibile.

I due amici decidono, d'accordo col prete, di far ubriacare Calandrino in modo da potergli facilmente rubare il maiale e metterlo nei guai con la moglie.

Calandrino si ubriaca e, mentre lui dorme come un ghiro, Bruno e Buffalmacco gli rubano il maiale.

La mattina successiva Calandrino si sveglia, e, non trovando il maiale, esce di casa a lamentarne il
furto.

Bruno e Buffalmacco fingono di non credergli e di essere convinti che lui abbia venduto il maiale per tenersi poi i soldi

Alla fine i due amici fingono di credere a Calandrino e che, per trovare il ladro, bisognava organizzare una bella cena per tutto il paese e fare un incantesimo sul cibo in modo che il ladro non sarebbe riuscito a mandare giù un solo boccone e sarebbe stato riconosciuto subito.

Bruno si reca in città a prendere il necessario per la cena con i soldi di Calandrino e, oltre alle polpette normali, si fa confezionare due polpette "speciali" amarissime.

La mattina successiva Bruno e Buffalmacco riunirono la gente del paese e spiegarono la situazione, poi cominciarono la distribuzione delle polpette: a Calandrino diedero le due polpette "speciali" che lui sputò perché gli sembravano più amare del fiele e, così facendo, si autoaccusò del furto.

Bruno e Buffalmacco fecero finta di essere arrabbiati con Calandrino perché lui aveva tentato di farli fessi vendendo il maiale senza dir loro nulla, così lo ricattano: si fanno dare due capponi cambio del silenzio con la moglie.

Ambientazione sociale e geografica:
La vicenda si svolge in un paese di campagna non lontano da Firenze dove Calandrino possiede un piccolo podere dove tutti gli anni alleva un maiale che poi, una volta ucciso, gli servirà come scorta alimentare per tutto l'anno.
L'ambiente sociale descritto è, quindi, tipicamente contadino. Qui sono ancora in vita delle consuetudini medievali ed è ancora in uso la consuetudine che prevedeva un aiuto reciproco tra contadini in caso di calamità, quale, ad esempio, la presenza di un ladro che avrebbe potuto tornare a colpire. Di conseguenza il furto del maiale di Calandrino richiama tutto il paese, forse anche a causa delle polpette che gli amici fanno comprare a Calandrino con lo scopo di offrirle a tutti, ufficialmente, per trovare il colpevole, ufficiosamente, solo per far guadagnare a tutti un pasto gratis.

Sistema dei personaggi:
Eroe: Calandrino
Antagonisti: Bruno e Buffalmacco
Aiutanti degli antagonisti: il prete e gli abitanti del villaggio
Strumenti: il maiale, l'ubriacatura di Calandrino e le polpette "speciali".
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8° Giornata 5 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Filostrato
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
A Firenze era consuetudine chiamare dei podestà marchigiani per governare il Comune e questi si solitamente portavano con sé degli uomini di fiducia che sembravano più dei contadini che degli uomini di legge.

Un giorno arrivò a Firenze come avvocato Nicola di Santelpidio, che, per la sua stupidità, somigliava più ad un fabbro che ad un avvocato, e cominciò ad amministrare la giustizia.


Maso del Saggio, un giorno, andò ad assistere ad un dibattimento e pensò subito di fare uno scherzo a quel giudice che sembrava un babbeo; così esce e trova due suoi amici (Ribi e Matteuzzo) con i quali studia un piano per togliere i pantaloni del giudice, che erano molto larghi, durante un'udienza.

La mattina successiva Matteuzzo si infila sotto il seggio del giudice, mentre gli altri due amici cominciano ad importunarlo accusandosi a vicenda: quando il giudice, esasperato, si alza in piedi per chiedere il silenzio, Matteuzzo infila una mano in una fessura della pedana e tira giù i pantaloni del giudice, che, stretto tra i due "contendenti", non riesce nemmeno a sedersi scatenando l'ilarità generale.

Dopo lo scherzo i tre amici scapparono per evitare guai, il giudice si arrabbiò molto ed il podestà minacciò gravi pene per gli autori dello scellerato gesto, ma si calmò quando gli fecero notare che la colpa di tutto era solo sua che portava dei giudici ignoranti solo per pagarli poco.
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8° Giornata 4 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Emilia
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
A Fiesole viveva una giovane vedova di nome donna Piccarda della quale si innamora il prete della cittadina che però è vecchio ed odioso.

Il prete confessa il suo amore a Piccarda con la convinzione che lei ceda al suo fascino, ma lei, in realtà, lo odia e decide di punirlo per la sua insistenza.

Piccarda si mette d'accordo con i suoi fratelli, poi si reca dal prete, finge di aver cambiato idea riguardo alla sua proposta e gli dà appuntamento in camera sua, di notte e in perfetto silenzio data la presenza dei suoi fratelli.

Piccarda, tornata a casa, chiede alla sua serva, una donna bruttissima di nome Ciutazza, di "dormire" nel suo letto con un uomo in cambio di una camicia nuova.

Quella sera Ciutazza si mette nel letto della sua padrona e quando arriva il prete lo lascia fare.

I due fratelli della vedova, sentito arrivare il prete, si recano in piazza dove trovano il Vescovo di Fiesole e lo invitano a casa loro a bere.

Dopo un po' di tempo i fratelli portano il Vescovo nella camera della sorella e gli mostrano il prete che giaceva con Ciutazza: il Vescovo si arrabbia, punisce il prete e loda i fratelli e Piccarda per aver umiliato il prete che da quel giorno fu deriso da tutto il paese per la sua avventura con Ciutazza.
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8° Giornata 3 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Elissa
Narratore di 3° grado: Maso del Saggio
Tema centrale: Beffe fatte dalle donne agli uomini, dagli uomini alle donne o tra uomini.
Schema narrativo:
A Firenze vivevano tre amici pittori: Calandrino, Bruno e Buffalmacco. Il primo era un sempliciotto e gli altri due amavano prenderlo in giro.

Maso del Saggio sente parlare dell'ingenuità di Calandrino e decide di fargli uno scherzo: lo incontra nella chiesa di S. Giovanni e gli parla delle proprietà magiche di alcune pietre che si trovano nel paese di Bengodi.

Calandrino, attirato da un gioco di parole di Maso che gli fa credere che esista una pietra che doni l'invisibilità, chiede dove poter trovare questa pietra dell'elitropia.

Maso gli rivela che questa pietra si trova nel Mucrone (un torrente vicino Firenze), così Calandrino va da Bruno e Buffalmacco e li convince a seguirlo nella ricerca dell'elitropia la Domenica mattina.

La domenica Calandrino raccoglie tantissime pietre che corrispondono alla descrizione dell'elitropia ma non è sicuro di averla trovata. A questo punto Bruno e Buffalmacco fingono di non vedere più Calandrino che si convince di avere trovato la pietra e si incammina verso casa.

I due amici approfittano della trovata per prenderlo a sassata lungo tutto il tragitto, durante il quale, fortunatamente, non incontrano nessuno.

Quando Calandrino entra in casa la moglie lo saluta normalmente: lui si arrabbia perché crede che lo possa vedere solo perché è una creatura diabolica, così gliele dà di santa ragione.

Bruno e Buffalmacco fingono di non sapere nulla e chiedono spiegazioni a Calandrino sulla situazione della moglie.

Calandrino racconta loro tutta la storia e vorrebbe picchiare ancora la moglie, ma i due amici hanno pietà di lei così lo raggirano di nuovo convincendolo che la colpa era soltanto sua, quindi doveva rappacificarsi con la moglie.

Ambientazione sociale e geografica:
La vicenda si svolge nella città di Firenze, ma all'interno della novella possiamo trovare anche la descrizione del "paese di Bengodi" dove succedono le cose più piacevoli e più strane del mondo (es.: maccheroni che rotolano lungo i fianchi di montagne di parmigiano, ecc.) e dove tutti sono ricchi e contenti perché non hanno nessun problema.
L'ambiente sociale descritto è quello degli "artisti" dell'epoca: burloni, amanti dei vizi (donne, vino e buon cibo), ma piuttosto poveri. Essi vivevano come dei normalissimo artigiani, cioè non avevano grandi problemi finanziari, ma non navigavano certamente nell'oro. In questo quadro spicca particolarmente la figura di Calandrino che potrebbe essere definito come "il giullare del villaggio" per la sua ingenuità. Nella famiglia di Calandrino chi comanda è la moglie che si preoccupa di far quadrare i conti e di "mettere in guardia" il marito dalle burle degli amici che, in un modo o nell'altro, riescono sempre a causargli dei danni economici; quindi lei incarna perfettamente la figura della donna cantata dall'amor cortese.

Sistema dei personaggi:
Eroe: Calandrino
Aiutanti dell'eroe: la moglie
Antagonista: Maso del Saggio
Aiutanti dell'antagonista: Bruno, Buffalmacco e le guardie
Strumenti: l'elitropia
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7° Giornata 10 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Dioneo
Tema centrale: beffe fatte dalle donne ai danni dei mariti o degli altri uomini in generale.
Schema narrativo:
Tingoccio Mini e Meuccio di Tura sono due amica di Siena che, incuriositi dalle prediche sull'aldilà, si promettono che il primo che morirà tornerà dall'altro a raccontargli la sua esperienza.

Dopo qualche tempo Tingoccio si innamora della sua comare, ma non lo dice perché era considerato un peccato; anche Meuccio si innamora della stessa donna, ma non lo dice perché capisce il sentimento dell'amico e ha paura che lui possa screditarlo davanti agli occhi di lei.

Tingoccio riesce a conquistare la comare, ma muore per il troppo "lavoro".

Dopo tre giorni dalla sua morte, Tingoccio si presenta a Meuccio per onorare la loro promessa e gli rivela che nell'aldilà non era ritenuto peccato avere una relazione con la propria comare.

Meuccio ringrazia l'amico e decide che da quel momento in avanti avrebbe allacciato relazioni con tutte le sue comari per rifarsi di tutte quelle che non aveva conquistato.
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7° Giornata 9 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Panfilo
Tema centrale: beffe fatte dalle donne ai danni dei mariti o degli altri uomini in generale.
Schema narrativo:
Nicostrato, nobile di Argo, sposa la giovane Lidia che si innamora però del suo giovane servitore Pirro, il quale finge di nulla.

Lidia racconta la situazione a Lusca, la sua "balia", pregandola di convincere Pirro ad andare da lei.

Lusca parla con Pirro che non accetta la proposta perché non vuole tradire il suo padrone.

Lidia decide di uccidersi, ma prima manda ancora Lusca da Pirro per fare l'ultimo tentativo.

Lusca dice a Pirro che la fortuna va presa al volo, altrimenti si sarebbe pentito di aver perso un'occasione simile dopo la morte di Lidia; inoltre gli dice anche che non doveva portare rispetto a Nicostrato perché egli non ne portava a lui.

Pirro vuole essere sicuro dell'amore di Lidia, così le chiede tre cose come prova d'amore: l'uccisione del falcone preferito di Nicostrato, una ciocca della sua barba e un suo dente sano.


Lidia accetta e, dopo qualche giorno, uccide il falcone giustificandosi dicendo che suo marito preferiva uscire all'alba col falcone piuttosto che stare con lei.

Dopo pochi giorni Nicostrato tira i capelli a Lidia per divertimento, così lei "per vendetta" gli strappa una ciocca di barba e la manda a Pirro.

Qualche giorno dopo Lidia dice a Nicostrato che ha un dente cariato e decide di toglierlo lei stessa: ne toglie uno sano e poi gliene mostra uno conciato male; poi manda il dente sano a Pirro.

Pirro, convinto dell'amore di Lidia, va da lei che gli aveva promesso di "intrattenersi" con lui davanti al marito e si fa spiegare il suo piano.

Il giorno seguente Lidia si finge ammalata e si fa portare in giardino su una brandina accompagnata da Nicostrato e da Pirro; Ad un tratto Lidia chiede a Pirro di salire sul pero e di coglierle una pera.

Quando Pirro sale sul pero finge di vedere Nicostrato e Lidia che si "divertono" e se ne lamenta col padrone; Nicostrato decide allora di salire sul pero per capire cosa era successo, visto che non aveva neppure sfiorato Lidia.

Mentre Nicostrato sale sul pero Lidia e Pirro si "intrattengono" e Nicostrato, che li vede, scende di corsa insultandoli; ma sia Lidia che Pirro giurano di non essersi mossi e di non essere tanto sciocchi e imprudenti da fare una cosa simile davanti ai suoi occhi.

Nicostrato crede alla versione dei due e si convince che il pero è magico, ma Lidia finge di essere offesa, così fa tagliare l'albero "per evitare altri inconvenienti".

Lidia perdona Nicostrato e poi si incontra con Pirro ancora molte volte.
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7° Giornata 8 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Neifile
Tema centrale: beffe fatte dalle donne ai danni dei mariti o degli altri uomini in generale.
Schema narrativo:
Arriguccio de' Berlinghieri era un mercante che, per diventare nobile, sposa monna Sismonda.

Durante i primi anni di matrimonio Arriguccio è sempre in viaggio per affari e monna Sismonda si innamora si Ruberto e lo tradisce.

Dopo aver "sentito" qualcosa di questa storia Arriguccio diventa gelosissimo e comincia a controllare attentamente al moglie.

Sismonda, per continuare a vedere Ruberto, si lega uno spago all'alluce e lo fa scendere dalla finestra: quando Ruberto arriva tira lo spago per avvisarla e lei scende da lui appena può.

Una sera Arriguccio si accorge dell'artificio e scende in strada per rincorrere l'amante che però riesce a fuggire.

Sismonda capisce che Arriguccio, al suo ritorno la picchierà, così fa mettere a letto al suo posto una serva che Arriguccio picchia selvaggiamente e poi, come prova, le taglia i capelli.

Dopo essersi sfogato Arriguccio va a casa dei fratelli di Sismonda e racconta loro tutta la vicenda , così loro decidono di andare dalla sorella per rimproverarla.

Nel frattempo Sismonda aveva rifatto il letto e si era vestita come se non fosse mai andata a dormire: quando i suoi fratelli arrivano e la trovano "intatta" si arrabbiano con Arriguccio e gli chiedono spiegazioni.

Sismonda interviene sostenendo che Arriguccio è ubriaco e probabilmente quello che ha raccontato gli è successo con un'altra donna, ma lei lo perdonava di tutto.

La madre ed i fratelli di Sismonda credono alla sua versione e offendono Arriguccio che da quel giorno lascia in pace la moglie che è finalmente libera di fare ciò che vuole.
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6° Giornata 10 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Dioneo
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Fra' Cipolla era un frate di S. Antonio che andava a riscuotere le elemosine a Certaldo; egli non era colto, ma aveva una grande capacità retorica.

Una Domenica fra' Cipolla annuncia che alle tre del pomeriggio, durante la predicazione, avrebbe mostrato una piuma dell'Arcangelo Gabriele cadutagli durante l'annunciazione.

Giovanni del Bragoniere e Biagio Pizzini decidono di fare uno scherzo al frate: vogliono rubargli la piuma per vedere come si trarrà d'impaccio davanti al paese.

Fra' Cipolla dice al suo servo, Guccio Imbratta, di curare attentamente i suoi bagagli durante il pranzo, ma Guccio, che era un inetto, corteggia la cuoca lasciando le borse incustodite.

Giovanni e Biagio, non visti, entrano nella stanza del frate e rubano la piuma lasciando al suo posto un po' di carbone.

Alle tre la chiesa è piena di gente che vuole vedere a piuma. Fra' Cipolla comincia la sua predica, poi apre la cassetta e trova il carbone. Preso alla sprovvista egli chiude nuovamente la cassetta e comincia a narrare dei suoi viaggi in Oriente.

Egli, dopo un lungo pellegrinaggio, era arrivato a Gerusalemme dove il patriarca decide di mostrargli tutte le reliquie e di donargliene alcune tra le quali i carboni che arsero vivo S. Lorenzo. Quei carboni erano riposti in una cassetta uguale a quella della piuma dell'Arcangelo e quindi lui le aveva scambiate, ma era stato Dio a volere quello scambio per ricordare a tutti che dopo 2 giorni sarebbe ricorsa la festa di S. Lorenzo. Fra' Cipolla, inoltre, aggiunge che quei carboni avevano la proprietà di scacciare gli incendi.

Tutti i fedeli credono alla "leggenda" e fanno grandi offerte per evitare gli incendi.

Dopo la predica Giovanni e Biagio restituiscono la piuma al frate raccontandogli tutta la vicenda con ammirazione per la sua capacità di improvvisazione.

Caratterizzazione dei personaggi:
Fra' Cipolla: basso, capelli rossi, viso sempre sorridente, non colto ma grande oratore, simpatico a tutto il villaggio.
Guccio Imbratta: tardo, sudicio, bugiardo, negligente, disubbidiente, maldicente, trascurato, smemorato e scostumato.

Funzione della parola:
In questa novella vi è una dimostrazione lampante di come la conoscenza della retorica sia importante per poter "incantare" la popolazione, soprattutto se il livello culturale è molto basso come in questo caso, e "manovrarla" secondo i propri desideri o bisogni. Inoltre la capacità di parlare è importante anche per trarsi d'impaccio nelle situazioni più difficili.
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6° Giornata 9 Novella Decamerone


Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Elissa
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Betto Brunelleschi aveva tentato di portare nella sua "compagnia di artisti" (letterati, filosofi, poeti, ecc.) Guido Cavalcanti, ma egli aveva rifiutato la proposta perché voleva stare solo a riflettere per poter dimostrare la non-esistenza di Dio.

Un girno Guido si trova vicino a delle tombe e i membri della compagnia lo circondano cominciando a farsi beffe di lui.

Guido dichiara di non poter rispondere perché si trova nella loro casa, poi se ne va lasciandoli tutti esterrefatti.

I "letterati" non capiscono il senso delle parole di Guido e pensano che sia impazzito, ma Brunelleschi spiega loro che Guido li ha profondamente offesi paragonandoli mentalmente a dei morti.

Caratterizzazione dei personaggi:
Guido Cavalcanti: grande filosofo, poeta, scrittore e pensatore, solitario.
Betto Brunelleschi e la "compagnia": artisti boriosi, ma in realtà poco colti.

Funzione della parola:
In questa novella c'è la dimostrazione che la capacità di parlare dà la possibilità di offendere gravemente qualcuno senza essere volgare e senza che questi capisca il senso delle nostre parole.
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6° Giornata 4 Novella Decamerone

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Neifile
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Currado Gianfigliazzi, grande signore fiorentino, caccia un gru e la consegna al suo cuoco perché gliela cucini.

Chichibio è all'opera quando arriva Brunetta, la sua innamorata, che gli chiede una pezzetto della gru. Lui, per non contrariarla, gliene dà una coscia.

Quando Currado si accorge dell'assenza di una coscia si arrabbia e manda a chiamare Chichibio che sostiene che le gru abbiano una sola gamba e sostiene anche di poterlo dimostrare.

La mattina successiva, Currado porta Chichibio al fiume dove trovano le gru che dormono su una sola zampa e il cuoco tira un sospiro di sollievo, ma Currado urla e le gru tirano giù la seconda zampa.

Prontamente Chichibio risponde che con l'altra gru egli non aveva gridato ed essa non aveva tirato giù la seconda zampa.

La risposta del cuoco piace talmente tanto a Currado che decide di perdonarlo.

Caratterizzazione dei personaggi:
Currado Gianfigliazzi: grande e magnifico signore e grande cacciatore.
Chichibio: furbastro, pauroso, viene reso coraggioso dalla paura.

Funzione della parola:
Questa novella è un tipico esempio di come la capacità di parlare e di rispondere prontamente può salvare le persone da una brutta fine (quella che rischiava Chichibio se non fosse riuscito a dimostrare che le gru avessero una zampa sola).
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6° Giornata 2 Novella Decamerone

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Pampinea
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Geri Spini sta ospitando due ambasciatori del Papa e con loro passa tutte le mattine davanti a S.Maria Ughi, dove Cisti ha il forno.

Cisti, un fornaio molto ricco, voleva offrir loro da bere e così si faceva vedere ogni mattina sull'uscio a bere saporitamente.

Geri vede Cisti e un giorno cede alla tentazione e si autoinvita ; trova il vino talmente buono che torna lì con gli ambasciatori tutte le mattine.

Dopo qualche tempo Geri dà una festa e manda uno dei suoi servi a prendere un po' di vino da Cisti.

Il servo vuole assaggiare il vino, così prende con sé un fiasco molto grande, ma Cisti capisce le sue intenzioni e lo rimanda da Geri con un "messaggio cifrato".

Geri capisce subito il significato del messaggio e fa cambiare il fiasco al servo.

Cisti gli dà il vino e, dopo le spiegazioni, i due diventano amici.

Caratterizzazione dei personaggi:
Cisti: ricco, furbo e cortese.
Geri Spini: intelligente, gentile, impegnato politicamente.

Funzione della parola:
In questa novella Boccaccio vuole dimostrare che la capacità di parlare è molto utile per evitare i raggiri e per smascherare gli imbroglioni.
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6° Giornata 3 Novella Decamerone

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Lauretta
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Antonio d'Orso era Vescovo di Firenze quando arrivò in città Diego della Latta. Egli era un bell'uomo ed era conosciuto per la sua fama di donnaiolo.

Diego si innamora della nipote del Vescovo, così si accorda con il marito di lei: Diego paga 500 fiorini d'oro e il marito gli lascia sua moglie per una notte.

Diego passa la notte con la nipote del Vescovo, ma imbroglia il marito di lei con del denaro falso e poi racconta la vicenda in città.

Dopo qualche tempo Diego stava cavalcando con il Vescovo, quando incontrano Nonna de' Pulci e il Vescovo le chiede se volesse passare una notte con Diego.

Nonna, offesa, risponde che però vorrebbe almeno del denaro vero e, così dicendo, offende entrambi.
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6° Giornata 1 Novella Decamerone

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Filomena
Tema centrale: l'importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Orietta, moglie di Geri Spini, era una gentildonna con una grande conoscenza dell'arte del ben parlare.

Un giorno, passeggiando per la campagna, uno dei suoi ospiti le chiede di poter raccontare una novella.

Il cavaliere non sa raccontare bene la novella e la rovina.

Orietta lo prega di tacere molto gentilmente usando un giro di parole in modo da non offenderlo apertamente.

Caratterizzazione dei personaggi:
Orietta: gentile, costumata e ben parlante.
Cavaliere: coraggioso, galante, preferisce combattere che parlare.

Funzione della parola:
In questa novella vi è la dimostrazione che la capacità di parlare è importante per conquistare le signore e per intrattenere gli ospiti, oltre che per lanciare "messaggi cifrati" a qualche importuno.
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