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Foglie morte, Nazim Hikmet: testo, parafrasi, commento

Appunto contenente il testo della poesia Foglie morte di Nazim Hikmet e la parafrasi realizzata da noi, l'analisi retorica e il commento.
veder-cadere-foglie

Foglie morte è una poesia di Nazim Hikmet che ha composto nel settembre del 1961 quando si trovava a Lipsia (Germania) ed è contenuta nella raccolta "Poesie d'amore".





Foglie morte: testo

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali dei viali d'ippocastani.



Parafrasi

Osservare il lento cadere delle foglie mi innesca una profonda commozione, soprattutto quando si tratta delle foglie secche che tappezzano i viali, specialmente se sono quelle degli ippocastani. Questo sentimento si intensifica ulteriormente se osservo dei bambini camminare su di esse, se la giornata è caratterizzata da un cielo limpido, se quel giorno ho ricevuto buone notizie e se il mio cuore non è afflitto. La sensazione è ancor più intensa se credo che la persona amata ricambi i miei sentimenti, se mi sento in sintonia con gli altri e con me stesso. In definitiva, assistere il cadere delle foglie dei viali, soprattutto se sono di ippocastani, risveglia in me profonde emozioni.



Figure retoriche

  • Anafora = "soprattutto" (v.2; v.3; v.4; v.5; v.6; v.7; v.8; v.9; v.11); "veder cadere" (v.2; v.10).
  • Analogia = "Veder cadere le foglie mi lacera dentro" (v.2; v.10);
  • Enumerazione = "soprattutto" (v.2; v.3; v.4; v.5; v.6; v.7; v.8; v.9; v.11);
  • Iterazione = "quel giorno" (vv.6-9).



Commento

Siamo in autunno, e l'equinozio di autunno inizia nel mese di settembre, ovvero nello stesso mese, però del 1960, in cui Nazim Hikmet ha scritto questa poesia. Dunque, il poeta ci parla della stagione che simboleggia la vecchiaia e non è un caso che pochi anni dopo sarebbe morto, tra l'altro a seguito di una crisi cardiaca (in questa poesia accenna ai suoi problemi di salute, in particolare al cuore, in riferimento ai suoi infarti). Infatti, anche l'autore era giunto nell'autunno della vita.
Il poeta sembra riflettere sul timore che anche quando le cose vanno bene, potrebbero cambiare improvvisamente. Desideriamo sempre vivere momenti felici, come l'estate, ma l'autunno arriva inevitabilmente, portando con sé cambiamenti. Nella vita, tutto è soggetto a mutamento e talvolta ci sono eventi destabilizzanti che ci colpiscono quando meno ce l'aspettiamo, come un forte vento che spazza via le foglie. Tuttavia, se si affrontano queste sfide con coraggio e accettazione, si può essere certi che arriverà di nuovo un momento di gioia.
Tuttavia, le foglie non sono solo simboli della fine della vita, ma possono anche rappresentare momenti felici, come suggerisce la poesia "Foglie morte" di Nazim Hikmet. Anche se vedere le foglie cadere dagli alberi può rendere tristi, il poeta trova in questo evento elementi positivi che contrastano con il suo stato d'animo: come la presenza dei bambini o i ricordi di gioventù che ritornano in mente, il cielo sereno, un momento di pace interiore, il sentirsi amati e l'essere in pace con se stessi.



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