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Febbraio, Cardarelli: parafrasi, analisi, commento

Parafrasi e commento della poesia di Vincenzo Cardarelli dedicata al mese di Febbraio visto come un ragazzo sbarazzino.
Febbraio

Febbraio è una poesia di Vincenzo Cardarelli che è inclusa nella sua raccolta intitolata Opere. Da come è facile intuire dal titolo è dedicato al mese di Febbraio, il più corto dell'anno.





Febbraio di Vincenzo Cardarelli

Di seguito trovate il testo nel quale Vincenzo Cardarelli descrive a parole il mese di Febbraio, la versione semplificata del testo, ovvero la parafrasi, l'analisi del testo che spiega l'uso di certe parole ed espressioni, l'individuazione delle figure retoriche e un commento generale di questo componimento poetico.



Testo

Febbraio è sbarazzino.
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa, rimuove il sangue, annuncia il folle
marzo
periglioso e mutante.



Parafrasi

Febbraio è un mese vivace. Non conosce la calma del lungo inverno, ma è piuttosto punzecchiante, con i suoi dispetti che anticipano la primavera. Non ci si può aspettare pace dalla bora di febbraio. Questo mese si comporta come un ragazzo fastidioso e irritante, che mette sottosopra la casa, toglie il fiato, e preannuncia l'arrivo del folle mese di marzo, con tutti i suoi pericoli e continui mutamenti.



Analisi del testo

La poesia è scritta con un ritmo giocoso, come una filastrocca adatta anche per i più piccoli, dal momento che la terminologia utilizzata è molto semplice. Leggendo il testo è facile creare nella propria mente la versione personificata del mese nelle sembianze di un ragazzo vivace e irrequieto.



Figure retoriche

  • Personificazione = "sbarazzino" (v.1).
  • Metafora = "questo mese è un ragazzo fastidioso" (vv. 8-9).
  • Allitterazione della B = "febbraio, sbarazzino" (v.1).
  • Allitterazione della R = "riposi grande inverno" (v.2).
  • Enjambement = "i dispetti / di primavera" (vv. 4-5); "un ragazzo / fastidioso" (vv. 8-9); "folle / marzo" (vv. 10-11).



Commento

Il mese di Febbraio è noto per essere il mese più corto dell'anno, può avere 28 o 29 giorni a seconda se sia o meno l'anno bisestile, ma non ne avrà mai 30 o 31 come tutti gli altri. Il poeta associa la figura di un ragazzo sbarazzino al mese di febbraio per due motivo:
  • è un mese breve, così come è breve la giovinezza;
  • è un mese che dal punto di vista meteorologico fa i dispetti e i capricci.
Il mese di febbraio non è caratterizzato dal clima costante della stagione invernale (fa sempre freddo), sebbene potrebbe ancora nevicare, e non cambia continuamente anche nello stesso giorno come il mese di marzo, che per definizione è considerato pazzerello. In esso si comincia a vedere un assaggio di primavera e più va avanti e più sembra somigliare al mese di Marzo e meno a quelli precedenti (gennaio, dicembre). L'immagine creata è quella di un giovane che non sa stare fermo e che crescendo diventerà sempre più irrequieto e imprevedibile. In altre parole le caratteristiche dei mesi dell'anno vengono spesso usati in poesia per rappresentare una particolare fase della nostra vita, come una fascia di età o il nostro umore.


Il poeta ha anche scritto altre poesie dedicate a uno specifico mese dell'anno, come ad esempio Marzo e Aprile.



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