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Arietta di Arnault Daniel: parafrasi e riassunto

Testo della canzone del trovatore Arnault Daniel intitolata "Arietta" del quale sono disponibili: parafrasi, figure retoriche, riassunto e commento.
Arietta

Arietta è una canzone scritta da Arnault Daniel, chiamato Arnoldo Daniello nella versione italianizzata, che è stato un poeta e trovatore francese di lingua occitana vissuto tra il XII e il XIII sec..





Arietta: scheda poesia

Titolo Arietta
Autore Anault Daniel
Genere Poesia lirica
Raccolta Canzone
Corrente letteraria Lirica trobadorica
Data XII-XIII sec.
Temi trattati Desiderio d'amore verso una donna, l'amore non ricambiato
Frase celebre «L'amore ch'entro nel cuore mi raggia / mi tien caldo nel colmo dell'inverno»




Testo

Su quest'arietta leggiadra
compongo versi e li digrosso e piallo,
e saran giusti ed esatti
quando ci avrò passata su la lima;
ché Amore istesso leviga ed indora
il mio canto, ispirato da colei
che pregio mantiene e governa.

Io bene avanzo ogni giorno e m'affino
perché servo ed onoro la più bella
del mondo, ve lo dico apertamente.
Tutto appartengo a lei , dal capo al piede,
e per quanto una gelida aura spiri,
l'amore ch'entro nel cuore mi raggia
mi tien caldo nel colmo dell'inverno.

Mille messe per questo ascolto ed offro,
per questo accendo lumi a cera e ad olio:
perché Dio mi conceda felice esito
di quella contro cui schermirsi è vano;
e quando miro la sua chioma bionda
e la persona gaia, agile e fresca
più l'amo che d'aver Luserna in dono.

Tanto l'amo di cuore e la desidero,
che per troppo desío temo di perderla,
se perdere si può per molto amare.
Il suo cuore sommerge interamente
tutto il mio, né s'evapora.
Tanto ha oprato d'usura
che ora possiede officina e bottega.

Di Roma non vorrei tener l'impero,
né bramerei esserne fatto papa,
se non potessi tornare a colei
per cui il cuore m'arde e mi si spezza.
E se non mi ristora dell'affanno
pur con un bacio, pria dell'anno nuovo,
me fa morire e a sé l'anima danna.

Ma per l'affanno ch'io soffro
dall'amarla non mi distolgo,
bench'ella mi costringa a solitudine,
sì che ne faccio parole per rima.
Più peno, amando, di chi zappa i campi,
ché punto più di me non amò
quel di Monclin donna Odierna.

Io sono Arnaldo che raccolgo il vento
e col bue vado a caccia della lepre
e nuoto contro la marea montante.



Parafrasi

Su questa armoniosa melodia,
scrivo versi e li affino e modello,
e saranno precisi e impeccabili
quando li avrò perfezionati con la lima;
infatti l'Amore stesso leviga e impreziosisce
i miei versi, ispirati da colei
che è guidata dalla virtù.

Ogni giorno continuo a migliorare e a perfezionarmi
per servire e onorare la donna più bella
del mondo, lo posso dire apertamente.
Le appartengo completamente, dalla testa ai piedi,
e per quanto un freddo vento possa soffiare, l'amore che irradia nel mio cuore
mi tiene caldo durante il gelido inverno.

Per questo motivo partecipo a mille messe e faccio offerte,
per questo accendo candele di cera e a olio:
affinché Dio mi conceda il buon esito del mio innamoramento
con quella contro la quale è inutile difendersi;
e quando guardo i suoi capelli biondi
e la sua figura allegra, aggraziata e giovane,
l'amo più del ricevere in dono il possedimento della città di Luserna.

La amo così profondamente e la desidero così intensamente,
che per la troppa passione temo di perderla,
se fosse possibile perdere qualcuno amandolo così intensamente.
Il suo amore ha sommerso completamente
il mio cuore, e non accenna a diminuire.
Tanto agito come un'usuraia
che si è appropriata della mia casa e della mia bottega.

Non desidero governare l'Impero Romano,
né ambisco a diventare papa,
se sapessi di non poter tornare da colei
per cui il mio cuore arde e si frantuma.
E se non mi allevia la sofferenza
anche con un solo bacio, prima del nuovo anno,
mi farà morire e la sua anima meriterà di essere dannata.

Ma nonostante così tanta sofferenza
non riesco a smettere di amarla,
e dal momento che mi costringe alla solitudine,
mi dedico all'attività poetica.
A causa dell'amore, soffro più di chi zappa i campi,
al punto che nemmeno Monclin,
ha sofferto tanto amando Odierna.

Io sono Arnoldo, colui che raccoglie il vento,
vado a caccia di lepri con il bue,
e nuoto contro la marea crescente.



Analisi del testo

Schema metrico: canzone di 7 strofe a loro volta costituite da 7 versi, ad eccezione della strofa finale, detta congedo o commiato, che è formata solamente da 3 versi.
Il testo presente in questa pagina è la versione italianizzata e per questo i versi sono liberi, ma nella versione originale in lingua d'oc scritta da Arnault i versi sono disposti seguendo uno schema metrico ben definito.

Il tema di questa lirica è l'amor cortese: la donna è così bella che conquista il cuore del poeta, e il sentimento d'amore provato da Arnault è così forte che desidera la donna più di qualsiasi altra cosa al mondo.



Figure retoriche

  • Metafora = "digrosso e piallo" (v.2); "passata su la lima" (v.4). Usa la terminologia del falegname per fare riferimento all'immenso lavoro che c'è dietro l'attività poetica.
  • Metafora = "mi raggia" (v.13).
  • Enumerazione per polisindeto = "e li digrosso e piallo, e saran giusti ed esatti" (vv. 2-3).
  • Personificazione = "Amore" (v.5). Per la lettera maiuscola e perché gli fa compiere delle azioni umane.
  • Endiadi = "digrosso e piallo" (v.2); "leviga ed indora" (v.5).
  • Dittologia = "giusti ed esatti" (v.3).
  • Climax ascendente = "gaia, agile e fresca" (v.20).
  • Iperbole = "la più bella del mondo" (vv. 9-10); "mille messe" (v.15); "raccolgo il vento" (v.43); "e col bue vado a caccia della lepre" (v.44); "e nuoto contro la marea montante" (v.45).



Riassunto commentato

Il poeta sta ascoltando una dolce melodia e mentre l'ascolta scrive dei versi con la stessa minuziosa attenzione del falegname che leviga con la sua lima. Il poeta scrive che è l'Amore il motore che dà origine alle parole che compongono la sua lirica ed è ispirato da una donna dotata di grande virtù. Il poeta è intenzionato a migliorare continuamente la sua vena poetica perché la donna più bella al mondo merita i migliori testi poetici possibili e non si vergogna di dirlo pubblicamente che sta lavorando duro nella ricerca delle parole più adatte per amore di una donna. Egli è follemente innamorato e usa varie espressioni per definire l'amore che prova, ad esempio la fiamma del suo amore può bruciare anche alle bassissime temperature. Tuttavia, stiamo parlando di un amore che non è ricambiato e per questo il poeta compie dei riti religiosi come pregare e accendere dei ceri per far sì che anche lei possa provare questo sentimento nei suoi confronti. Quando egli osserva i capelli biondi della donna e la sua figura giovanile, aggraziata e allegra, afferma di preferirla persino alla possibilità di ricevere la città di Luserna in dono (è una città leggendaria, citata nelle Canzoni di gesta). L'amore per lei è così profondo, la passione così intensa, al punto che egli sta iniziando a temere di perderla perché la ama troppo. La paragona anche a un'usuraia perché egli è totalmente attratto da lei, che perfino la sua casa e la sua bottega sono diventate di sua proprietà (vuol dire che adesso la donna è diventata il tema dominante delle sue opere poetiche). Il poeta non ambisce a governare imperi o diventare papa, poiché nel suo cuore c'è posto solo per lei. Arnault ci spiega quanto si può soffrire per amore, e spera di poter ricevere almeno un suo bacio prima della fine dell'anno, senza il quale egli morirà (per la sofferenza d'amore) ed ella verrà dannata (alludendo al fatto che non può rimanere impassibile dinnanzi a tanta dimostrazione d'affetto). Nonostante la sofferenza, il poeta ammette che questo amore non avrà mai fine e approfitta di questo momento di solitudine forzata per dedico alla poesia. Ammette che le sofferenze d'amore sono devastanti e perfino più faticose di chi ara i i campi (lavoro umile e faticoso). Inoltre, per definire quanto sia grande la sua sofferenza cita una celebre coppia dell'epoca, Monclin e Odierna (pare anche anche Monclin soffrì molto per amore, ma il poeta scrive che sta soffrendo ancor di più). Infine il poeta straziato dal dolore descrive se stesso usando l'iperbole, ovvero esagerando, proprio per far capire che a causa dell'amore non ricambiato è disposto a fare cose impossibili. Egli dice si essere Arnoldo, colui che raccoglie il vento, va a caccia di lepri con il bue e nuota contro la marea crescente. Quindi, il vento non può essere raccolto perché è astratto; andare a caccia di lepri usando un bue è un'impresa impossibile perché il bue è noto per la sua lentezza e pesantezza e non può di certo tenere il passo di un animale veloce e leggero come la lepre; e anche nuotare in queste condizioni marittime è impossibile. Attraverso queste iperbole l'autore vuole sottolineare la sua determinazione anche quando si tratta di affrontare delle imprese impossibili esattamente come la conquista del cuore della donna amata.



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