Chi ha vinto elezioni politiche italiane anni precedenti


Tutti i vincitori delle elezioni politiche in Italia dal 1946 ad oggi, le date delle elezioni, le coalizioni, le singole liste e i loro leader.

L'Italia è una Repubblica democratica e questo vuol dire che la scelta dei governanti al Parlamento avviene tramite elezioni. Tuttavia, non essendo possibile per il popolo italiano riunirsi in Parlamento per prendere decisioni sulle azioni di governo, questi è chiamato a eleggere ogni 5 anni i suoi rappresentanti.



Elezioni politiche in Italia

In questa pagina trovate una tabella riguardante le elezioni politiche in Italia dal 1948 ad oggi e l'abbiamo suddivisa in due colonne: nella prima colonna è indicata la data delle elezioni (anno - giorno - mese), nella seconda colonna i vincitori delle elezioni. Inoltre, cliccando sull'anno delle elezioni la pagina scorrerà verso il basso dove troverete il risultato di quelle elezioni: l'affluenza al voto, le percentuali di voto dei partiti vincitori e degli altri principali partiti perdenti, i partiti politici che formano le coalizioni e i nomi dei loro leader.



Vincitori elezioni politiche italiane

Data elezione Partito vincitore Leader vincitori
2022 - (25 settembre) Coalizione di centro-destra Giorgia Meloni
2018 - (4 marzo) Coalizione di centro-destra
Movimento 5 Stelle
Matteo Salvini
Luigi Di Maio
2013 - (24-25 febbraio) Nessun vincitore Governo Letta
2008 - 13-14 aprile Coalizione di centro-destra Silvio Berlusconi
2006 - 9-10 aprile L'Unione (coalizione di centro-sinistra) Romano Prodi
2001 - 13 maggio Casa della Libertà (coalizione di centro destra) Silvio Berlusconi
1996 - 21 aprile L'Ulivo (coalizione di centro-sinistra) Romano Prodi
1994 - 27-28 marzo Polo delle Libertà e del Buon Governo Silvio Berlusconi
1992 - 5-6 aprile Democrazia Cristiana Arnaldo Forlani
1987 - 14-15 giugno Democrazia Cristiana Ciriaco De Mita
1983 - 26-27 giugno Democrazia Cristiana Ciriaco De Mita
1979 - 3-4 giugno Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini
1976 - 20-21 giugno Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini
1972 - 7-8 maggio Democrazia Cristiana Arnaldo Forlani
1968 - 19-20 maggio Democrazia Cristiana Mariano Rumor
1963 - 28-29 aprile Democrazia Cristiana Aldo Moro
1958 - 25-26 maggio Democrazia Cristiana Amintore Fanfani
1953 - 7-8 giugno Democrazia Cristiana Alcide De Gasperi
1948 - 18-19 aprile Democrazia Cristiana Alcide De Gasperi
1946 - 2-3 giugno Democrazia Cristiana Alcide De Gasperi



Elezioni politiche italiane: breve riepilogo

Elezioni politiche in Italia del 1946: il 2-3 giugno 1946 si tennero le prime elezioni della storia italiana dopo il periodo di dittatura fascista, che aveva interessato il Paese nel ventennio precedente. Ebbero un'affluenza del 89,08% e videro come forza politica vincitrice il partito Democrazia Cristiana (DC) di Alcide De Gasperi con il 35,21% dei voti. Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria di Pietro Nenni ottenne il 20,88% dei voti; il Partito Comunista Italiano di Palmiro Togliatti ottenne il 18,93% dei voti. Nello steso giorno si svolse il referendum per scegliere la forma istituzionale dello Stato, per decidere se doveva rimanere una Monarchia o diventare una Repubblica. Vinse la Repubblica con 12.717.923 voti (54,3%) e questo giorno viene celebrato ogni 2 giugno come la Festa della Repubblica Italiana.

Elezioni politiche in Italia del 1948: ebbero un'affluenza del 92,19% e videro come forza politica vincitrice il partito Democrazia Cristiana (DC) di Alcide De Gasperi con il 48% dei voti. Il Fronte Democratico Popolare di Palmiro Togliatti ottenne il 30% dei voti, l'Unita Socialista di Giuseppe Saragat ottenne il 7% dei voti.

Elezioni politiche in Italia del 1953: ebbero un'affluenza del 93,81% e i risultati delle elezioni videro la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi nuovamente maggioritaria con il 40% dei voti, seppur in forte calo rispetto alle precedenti elezioni.

Elezioni politiche in Italia del 1958: ebbero un'affluenza del 93,91% e i risultati delle elezioni videro nuovamente maggioritaria la Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani, che incrementò i propri consensi. Per quanto riguarda l'opposizione, i comunisti si mantennero quasi perfettamente stabili, i socialisti aumentarono i propri elettori, mentre la destra subì un brusco arretramento.

Elezioni politiche in Italia del 1963: ebbero un'affluenza del 92,99% e i risultati delle elezioni confermarono la Democrazia Cristiana di Aldo Moro come primo partito, seppur in forte calo (38%), e sancirono la fine del Centrismo e l'inizio del Centrosinistra, ovvero dei governi composti da democristiani e socialisti.

Elezioni politiche in Italia del 1968: ebbero un'affluenza del 92,91% e i risultati delle elezioni videro l'affermarsi della Democrazia Cristiana di Mariano Rumor, in lieve crescita, e dell'alleanza del centro-sinistra che mantenne la maggioranza seppur ridimensionandosi.

Elezioni politiche in Italia del 1972: ebbero un'affluenza del 93,26% e i risultati delle elezioni videro la riconferma della Democrazia Cristiana di Arnaldo Forlani come primo partito e riconsegnarono al centro-sinistra la maggioranza assoluta dei votanti e del Parlamento, con un lieve incremento. La Democrazia Cristiana raccolse il 38% dei voti alla Camera e al Senato contro il 27% del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer.

Elezioni politiche in Italia del 1976: ebbero un'affluenza del 93,40% e i risultati delle elezioni videro prevalere nuovamente la Democrazia Cristiana di Benigno Zaccagnini, pressoché stabile (38%), ma per la prima volta il primato fu seriamente insidiato dal Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer che, ottenendo un impetuoso aumento di consensi, si fermò a pochi punti percentuali dai democristiani (34%) maturando il miglior risultato della sua storia.

Elezioni politiche in Italia del 1979: ebbero un'affluenza del 90,95% e i risultati delle elezioni videro il primato della Democrazia Cristiana di Benigno Zaccagnini con il 38% dei voti, sebbene in lieve calo, sul Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer, con il 31% dei voti, che invece subì un brusco arretramento.

Elezioni politiche in Italia del 1983: ebbero un'affluenza del 88,42% e i risultati delle elezioni videro ancora una volta la Democrazia Cristiana di Ciriaco De Mita primeggiare sul Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer, tuttavia il brusco calo di consensi della Democrazia Cristiana portò il divario tra i due storici avversari a soli tre punti percentuali, ovvero poco più di un milione di voti, mai così ridotto nella storia repubblicana.

Elezioni politiche in Italia del 1987: ebbero un'affluenza del 88,60% e i risultati delle elezioni videro come vincitore il partito Democrazia Cristiana di Ciriaco De Mita con circa il 34% dei voti. Rispetto alle precedenti elezioni, il Partito Comunista Italiano, sotto la guida del segretario Alessandro Natta, subisce un notevole calo di voti in favore di Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano.

Elezioni politiche in Italia del 1992: ebbero un'affluenza del 87,07% e i risultati delle elezioni videro vincitore il partito Democrazia Cristiana di Arnaldo Forlani. Le elezioni furono segnate da una crescente astensione al voto, l'affermazione della Lega Nord (nell'Italia settentrionale) e de La Rete (nel Meridione).

Elezioni politiche in Italia del 1994: ebbero un'affluenza del 86,07% e i risultati delle elezioni videro trionfare la coalizione di centro-destra Polo delle Libertà e del Buon Governo del leader Silvio Berlusconi. La coalizione rivale fu l'Alleanza dei Progressisti di Achille Occhetto. Nonostante il successo elettorale, quello di Berlusconi si dimostrò sin da subito un governo fragile, dapprima perché il Parlamento europeo considerava Berlusconi un personaggio pericoloso per il suo monopolio televisivo (Mediaset) e per un eventuale ritorno del fascismo, successivamente per le frizioni tra Forza Italia e la Lega Nord in particolare sulla riforma delle pensioni ostacolata dai leghisti. L'ansia europea venne respinta dall'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Elezioni politiche in Italia del 1996: ebbero un'affluenza del 82,54% e i risultati delle elezioni videro come vincente la coalizione di centro-sinistra de L'Ulivo del leader Romano Prodi. La coalizione di centro-destra, Il Polo per le Libertà guidato da Silvio Berlusconi, ottenne 1% di voti in meno alla Camera (42% contro il 43% de L'Ulivio) e molti meno voti al Senato (37% contro il 44,5% de L'Ulivo).

Elezioni politiche in Italia del 2001: ebbero un'affluenza del 81,35% e la vittoria della coalizione della Casa della Libertà di Silvio Berlusconi fu netta sia alla Camera che al Senato, nacque così il governo Berlusconi II (dopo il primo esecutivo nel 1994). La coalizione di centro-sinistra, L'Ulivo di Francesco Rutelli, non riuscì a ottenere nemmeno il 40% dei voti.

Elezioni politiche in Italia del 2006: ebbero un'affluenza del 84,24% e i risultati delle elezioni videro vincente la coalizione de L'Unione di Romano Prodi con soli 25.000 voti in più alla Camera e circa 500.000 voti in meno al Senato rispetto alla coalizione di centro-destra di Silvio Berlusconi (nonostante questo il centro-sinistra era in maggioranza anche al Senato perché il numero di seggi viene distribuito su base regionale e non nazionale e loro potevano contare su due seggi in più). Tali elezioni sono state segnate dalle accuse di brogli e contestazioni, addirittura il centro-destra arrivò a chiedere il riconteggio dei voti.

Elezioni politiche in Italia del 2008: ebbero un'affluenza del 80,63% e i risultati delle elezioni videro come coalizione vincitrice alle elezioni il centro-destra di Silvio Berlusconi con circa il 47% dei voti. Il centro destra era composto dai seguenti partiti politici: Il Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia. La coalizione di centro-sinistra di Walter Veltroni ottenne il 37% dei voti ed era composto dal Partito Democratico e Italia dei Valori.

Elezioni politiche in Italia del 2013: ebbero un'affluenza del 75,19% e i risultati delle elezioni videro la coalizione Italia Bene Comune di Pier Luigi Bersani in leggero vantaggio sulla coalizione di centro destra di Silvio Berlusconi. Non essendoci stata una vittoria netta, per la prima volta nella storia delle elezioni politiche italiane non vi fu nessun vincitore. Come soluzione a questo stallo politico nacque il governo Letta, considerato il primo esecutivo di grande coalizione della storia della Repubblica Italiana perché ne facevano parte anche i due rivali che si stavano contendendo le elezioni. L'allora vice-segretario del Partito Democratico ottenne la carica di presidente del Consiglio dei ministri, mentre la carica di vicepresidente del Consiglio dei ministri fu affidata al segretario politico del Popolo della Libertà, Angelino Alfano.

Elezioni politiche in Italia del 2018: ebbero un'affluenza del 72,93% e i risultati delle elezioni videro il centro-destra affermarsi come coalizione più votata, con circa il 37% delle preferenze (della coalizione si è distinta La Lega di Salvini), mentre la singola lista più votata è stata quella del Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio, che ha raccolse oltre il 32% dei voti. Il centro-sinistra di Matteo Renzi raccolse il 22% dei voti.

Elezioni politiche in Italia del 2022: hanno avuto un'affluenza del 63,91%, per cui queste sono state le elezioni politiche meno partecipate della nostra storia. I risultati delle elezioni hanno visto trionfare la coalizione di centro-destra con il 44%, trascinata dal partito politico di estrema destra "Fratelli d'Italia" di Giorgia Meloni che da solo ha ottenuto il 26,3% dei voti: per la prima volta nella storia della Repubblica vince una leader donna. Il secondo posto delle elezioni appartiene al Partito democratico di Enrico Letta, considerato il grande sconfitto e infatti non si presenterà come segretario al prossimo congresso; il terzo posto appartiene al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che ha raggiunto una rimonta insperata rispetto ai sondaggi di inizio estate, con i voti soprattutto dal Sud (Napoli in particolare); La Lega di Matteo Salvini ha subito un clamoroso crollo; il Terzo Polo di Calenda e Renzi, insieme, ha ottenuto solamente il 7,7%; i partiti Italexit (Paragone), Impegno Civico (Di Maio), Unione Popolare (De Magistris), PiùEuropa (Emma Bonino) non hanno superato il 3%. Se l'astensionismo fosse stata una coalizione avrebbe ottenuto il 36% dei voti in quanto hanno votato meno di 2 elettori su 3.


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