Festa della Repubblica italiana - 2 giugno: storia e significato


Appunto di storia che spiega le origini della festa della Repubblica italiana del 2 giugno: cosa è accaduto e perché si festeggia.

La Festa della Repubblica italiana è una festa nazionale italiana celebrata ogni 2 giugno. In questa data si ricorda il referendum istituzionale avvenuto tra il 2 e il 3 giugno 1946 con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo e al termine della seconda guerra mondiale.



2 giugno 1946: il referendum

In quel referendum per la prima volta in Italia poterono votare anche le donne, che fino ad allora non avevano avuto gli stessi diritti degli uomini, per questo fu detto "a suffragio universale".

L’affluenza alle urne fu altissima: nel 1946 gli aventi diritto al voto erano 28.005.449 e i votanti furono 24.946.878, pari all’89,08%. Certo, è bene ricordare che non tutti gli italiani poterono recarsi alle urne: ad essere esclusi furono, ad esempio, i militari prigionieri di guerra nei campi degli alleati; gli internati in Germania; gli abitanti della provincia di Bolzano; e nemmeno a Trieste, Pola, Fiume e Zara.

Gli italiani presero parte a due elezioni:
  • per l’elezione di un'Assemblea Costituente, alla quale sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale che avrebbe sostituito lo Statuto Albertino.
  • per scegliere tra Monarchia e Repubblica.

La scheda elettorale che gli italiano si trovano tra le mani è semplice, con un titolo sintetico ("Referendum sulla forma istituzionale dello Stato") e due simboli chiari:
  • Sulla sinistra, il profilo della penisola e al centro una testa di donna con una corona turrita ornata di foglie di lauro e di quercia: sopra, la parola "Repubblica". 
  • Sulla destra, un profilo della penisola pressoché identico all'altro e nel centro lo stemma sabaudo (lo scudo con la croce bianca): sopra, la parola "Monarchia".
La scelta della donna turrita del contrassegno repubblicano era stata inizialmente, respinta, perché avrebbe potuto sviare l'elettore. In effetti, per il popolo quell'immagine femminile era il simbolo stesso del Risorgimento, ovvero possedeva un significato universale e unificante comune a tutti gli italiani e non solo a una parte di loro. Nonostante le polemiche, alla fine rimase questo simbolo.



Dopo 85 anni di regno della dinastia dei Savoia, di cui 20 di dittatura fascista, conclusa durante la Seconda Guerra Mondiale, gli italiani scelsero di far diventare l'Italia una Repubblica costituzionale, abolendo la monarchia. I monarchi di casa Savoia vennero esiliati.

Il risultato della consultazione popolare, 12.717.923 voti (54,3%) per la repubblica e 10.719.284 (45,7%) per la monarchia. A esprimersi, fu un'Italia spaccata tra Nord e Sud. Il Nord votò a maggioranza repubblicana mentre il Sud confermò la tradizionale fedeltà all'istituto monarchico.


L'Assemblea costituente che ha redatto la Costituzione italiana restò in carica dal 1946 al 1948.
Articolo 1 
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.



Nascita della repubblica italiana: le date più importanti

Sarebbe un grave errore pensare che la Repubblica sia nata in un solo giorno e, per comprendere al meglio il significato della Festa della Repubblica, è necessario ripercorrere le fasi che hanno portato alla nascita della Repubblica italiana nel 1946.
  • 25 luglio 1943: Seconda guerra mondiale - Benito Mussolini viene sfiduciato dal Gran Consiglio del Fascismo che vota l'ordine del giorno Dino Grandi, e successivamente viene arrestato a Villa Savoia dai capitani dei Carabinieri Paolo Vigneri e Raffaele Aversa e sostituito al governo da Pietro Badoglio; questo fatto segna la caduta del fascismo e il ritorno del Regno d’Italia sotto i re di casa Savoia e Badoglio
  • 25 aprile 1945: Seconda guerra mondiale - l'esercito nazifascista si arrende e lascia l'Italia dopo le insurrezioni partigiane a Genova, Milano e Torino, ponendo fine all'occupazione tedesca in Italia: l'evento viene ricordato ogni anno dalla Festa della Liberazione.
  • 10 dicembre 1945: termina il Governo Parri  e inizia il Governo De Gasperi (DC), vi partecipano tutti i rappresentati delle formazioni antifasciste. Pietro Nenni (vicepresidente del Consiglio e ministro per la Costituente), Palmiro Togliatti (ministro di Grazia e Giustizia). De Gasperi è stato l’ultimo capo dell'esecutivo del regno d’Italia e il primo governo della Repubblica Italiana.
  • 9 maggio 1946: Re Vittorio Emanuele III di Savoia abdica in favore di Umberto II, un mese prima dello svolgimento del referendum istituzionale.
  • 2 giugno 1946: Con un referendum istituzionale gli italiani decidono di trasformare l'Italia da monarchia a repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284). Dopo questo referendum il Re d'Italia Umberto II di Savoia lascia il Paese e sceglie come meta per il suo esilio il Portogallo. Contemporaneamente al referendum si svolgono le elezioni per l'Assemblea Costituente.
  • 28 giugno 1946: Enrico De Nicola viene eletto Capo provvisorio dello Stato italiano dall'Assemblea Costituente.
  • 1 gennaio 1948: Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. Enrico De Nicola diventa il primo Presidente della Repubblica Italiana.



Come si festeggia

Il cerimoniale ufficiale della Festa della Repubblica si tiene ogni anno a Roma. Si inizia con l'alzabandiera all'Altare della Patria e la deposizione della corona di alloro al Milite Ignoto (simbolo di tutti i caduti in guerra e che non sono mai stati riconosciuti) da parte del Presidente della Repubblica, accompagnato dalle massime cariche dello Stato.

Intanto, il Presidente, scortato dai corazzieri, si sposta in via San Gregorio, passando in rassegna i reparti schierati. Poi, davanti alla tribuna presidenziale, in via Fori Imperiali, assiste alla parata militare lungo via dei Fori Imperiali. Alla parata militare prendono parte tutte le forze armate italiane, tutte le forze di polizia della Repubblica, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, la Protezione Civile e la Croce Rossa Italiana. Negli ultimi anni a causa di eventi spiacevoli come terremoti, crisi economica, coronavirus, si è deciso di non fare sfilare i mezzi corazzati che mettono anche a rischio i monumenti antichi della zona o addirittura di sospendere del tutto la parata.

Dopo l’esecuzione dell'Inno di Mameli, è il momento delle Frecce Tricolori, che attraversano con acrobazie e scie colorate i cieli di Roma.



È sempre stata festeggiata il 2 giugno?

La prima celebrazione della Festa della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1947, mentre nel 1948 si ebbe la prima parata militare in via dei Fori Imperiali a Roma e il 2 giugno fu definitivamente dichiarato festa nazionale nel 1949.

A causa della situazione di crisi economica, per contenere i costi e per evitare di far perdere un giorno lavorativo alle persone, con la legge n. 54 del 5 marzo 1977, la Festa della Repubblica fu spostata alla prima domenica di giugno, con la conseguente soppressione del 2 giugno come festività.

Prima della nascita della repubblica, la prima domenica di giugno era la giornata celebrativa nazionale del Regno d'Italia: era la festa dello Statuto Albertino.

Su indicazione dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000 "Ripristino della festività nazionale del 2 giugno, data di fondazione della Repubblica",  a decorrere dal 2001 la celebrazione della festa nazionale della Repubblica ha nuovamente luogo il 2 giugno di ciascun anno, che pertanto viene ripristinato come giorno festivo dopo ben 24 anni in cui non essendo stato un cosiddetto "rosso di calendario" ricorreva la prima domenica di giugno.



Storia di Anna Iberti, il volto della Repubblica


La foto in questione ritrae una ragazza sorridente che fa capolino dalla prima pagina del Corriere della Sera e annuncia la proclamazione della Repubblica, nel giugno del 1946.

Questa foto è utilizzata ovunque, dai libri di scuola alle cartoline, dalle mostre alle manifestazioni politiche. Il motivo risiede nel fatto che quel volto esprime tutta la gioia derivante dalla fine di un periodo oscuro e dalle prospettive di un futuro ricco di speranza.

Ritrae Anna Iberti, futura moglie di Franco Nasi, giornalista del Giorno. Fu scattata per il settimanale Tempo (edizione del 15 giugno 1946) dal fotografo Federico Patellani come parte di un servizio fotografico celebrativo della Repubblica e del nuovo ruolo della donna, e fu proposta anche in prima pagina dallo stesso Corriere e in seguito venne riutilizzata ovunque.

Anna Iberti, all'epoca aveva 24 anni e lavorava come impiegata amministrativa per il quotidiano socialista Avanti!

Per lunghi anni non si è saputo nulla sull'identità del volto simbolo della repubblica, finché un giorno le due figlie, Gabriella e Manuela, raccontarono la storia al giornalista Mario Tedeschini Lalli il quale, grazie anche alla collaborazione di Aldo Patellani, figlio dell'autore della foto, ricostruirono tutta la storia.


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