Etna: descrizione e storia


Appunto di geografia contenente la descrizione dell'Etna: forma, altezza, clima, vegetazione, animali, turismo, attività eruttive più importanti.

L'Etna è il vulcano più grande d'Europa e tra i più attivi del mondo. Si trova nella Sicilia orientale, nella provincia di Catania ed è delimitato alla base dal Mar Ionio a est e dai fiumi Alcantara a nord e Simeto a sud. L'Etna, detta anche Mongibello (monte-gebel), è chiamata dagli abitanti della regione con l'appellativo "la Montagna" (o 'a Muntagna, in siciliano) ad indicare il suo riconoscimento come la montagna per eccellenza.



Descrizione

La forma dell'Etna non è sempre stata come la conosciamo tutti. Tutto ebbe inizio circa 500mila anni fa, quando l'attrito tra due zolle diede origine alle prime eruzioni sottomarine. Tale fenomeno duro per circa 300.000 anni finché non ebbe inizio un'attività di tipo fessurale (con fessure o fratture ai fianchi del vulcano provocate dal suo rigonfiamento o sgonfiamento con la fuoriuscita di lave molto fluide). Da questa attività assume la forma di "vulcano a scudo", il nome deriva dalla forma del cono vulcanico, che, visto di profilo, assomiglia ad uno scudo.
Trascorsi 100.000 anni in questa forma a scudo, l'Etna comincia a crescere in verticali fino ad assumere la sua attuale forma a cono, trasformandosi in uno stratovulcano, cioè in un vulcano di forma generalmente conica costituito dalla sovrapposizione di vari strati di lava solidificata e ceneri vulcaniche, caratterizzati da pendii piuttosto ripidi e periodiche eruzioni di tipo esplosivo. 
Secondo alcuni studiosi questa trasformazione è avvenuta per via dell'innalzamento del livello dei mari che avrebbero tappato alcuni flussi di lava costringendoli a trovare altri percorsi di sfogo.

L'altezza dell'Etna cambia molto frequentemente a causa delle sue eruzioni che ne determinano l'innalzamento o l'abbassamento. All'inizio del 1900 era alta 3295 m, negli anni '60 ha raggiunto 3323 m, e nel 1978 il Cratere di Nord-Est ha raggiunto 3340 m di altezza, e 3350 nel 1981. Da allora, l'altezza del vulcano è progressivamente diminuita: 3330 m nel 1998, 3326 m nel 2018, e dopo un collasso al Cratere di Nord-Est a febbraio 2019, circa 3320 m.
Nel 2021 è stata misurata la vetta più alta del cratere di Sud-Est che raggiungeva i 3357 m.

La superficie dell'Etna è di 1.570 km², ha un diametro di base di circa 45 km e un perimetro di base di circa 212 km.

Il clima sull'Etna è molto vario a causa della sua considerevole altezza e della sua vasta superficie, ma nelle zone più alte lo si può definire un clima di tipo alpino. Le temperature medie annue variano dai 13-14 °C della base ai 2-3 °C della vetta. In inverno, specie nelle zone più alte, il clima freddo è caratterizzato da forti venti ed ampi tratti del territorio sono coperti di neve.




Attività vulcanica

Nel corso di migliaia di anni l'Etna è stata protagonista di numerose eruzioni vulcaniche. Tra le più importanti vi sono:

- L'eruzione del 252 d.C., che aveva colpito il nord di Catania. Si narra che un gruppo di fedeli prese il velo su cui era stata avvolto il corpo di S. Agata e lo misero in prossimità della colata lavica. Questa si arrestò prima di investire la città il 5 febbraio, esattamente il giorno in cui S. Agata era morta l'anno prima.

- L'eruzione del 1614 è nota per essere la più lunga, infatti ebbe una durata di dieci anni. Ebbe luogo sull’alto versante settentrionale del vulcano e ne ricopri 21 km di superficie rilasciando un miliardo di metri cubi di lava

L'eruzione del 1669 durò 4 mesi, arrivò a distruggere la parte occidentale di Catania ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi ricoprendo 40 km di superficie per una lunghezza massima di 17 km. Questa eruzione è stata caratterizzata anche da un'intensa attività esplosiva che ha formato il grande cono oggi chiamato Monti Rossi. Le mura medievali della città contennero e deviarono la colata che raggiunse la costa accumulandosi contro le mura del castello Ursino, che allora si trovava a picco sul mare mentre oggi è al centro della città. La lava del 1669 è anche ricordata come il primo tentativo di deviazione di una colata ad opera dell’uomo: un gruppo di persone guidate dal sacerdote di Pedara, coperte di pelli a protezione dal forte calore, con pale, picconi e scalzatori, aprì una breccia nel canale lavico per far defluire in parte la lava verso ovest. Il tentativo però non piacque agli abitanti di Paternò che lo bloccarono con una certa preoccupazione per la nuova direzione del flusso.

Tra le eruzioni recenti più recenti, vi sono:
  • Nell'eruzione del 1983 si tentò per la prima volta la deviazione del corso lavico per mezzo di esplosivi per salvare i centri abitati alle pendici.
  • l'eruzione del 1991 durò 473 giorni ed è considerata la più importante e la più lunga del XX secolo. La lava fuoriuscì da un insieme di fratture localizzate lungo la base del cratere sud-est e, in pochi giorni, dalla quota 3100 raggiunse la quota 2400 m.s.l.. La lava era arrivata alla Valle del Bove ed era quasi giunta a Zafferana Etnea, così per mezzo di ruspe venne fatto costruire un argine fatto di sassi e di terra che resse all’urto.
  • Anche nell'eruzione del 2001 fu necessario l'uso dell'esplosivo (C4 di 7 tonnellate) che permise di salvare Zafferana Etnea, e il canale di scolo verso Zafferana venne ostruito con grossi massi, costringendo il flusso lavico a deviare verso la Valle del Bove.
Eruzione Etna del 16 Febbraio 2021 ©Scuolissima.com




Turismo e cose da vedere

Si consiglia di visitare l'Etna in primavera e in estate per godere della fioritura e del fresco, oppure in inverno per praticare lo scii quando il vulcano è innevato. Dal momento che le esplosioni sono improvvise e, quindi, molto pericolose, per ragioni di sicurezza è consigliato affidarsi alle visite guidate.

Data l'importanza della flora e della fauna specifiche del luogo, al fine di tutelare un ambiente naturale unico per la sua bellezza il 17 marzo 1987 è stato istituito il Parco dell'Etna.

In cima al vulcano non si trova alcun tipo di vegetazione perché la superficie viene periodicamente ricoperta dalla lava.

Intorno ai 2500 metri si trovano la saponaria, l'astragalo siciliano, il tanaceto, il cerastio, il senecio, la camomilla dell'Etna, il caglio dell'Etna, la romice e qualche muschio e lichene.

Intorno ai 2000 metri si trovano il pino loricato, la betulla dell'Etna, il faggio e più in basso anche castagno, ulivo, la ginestra dell'Etna (una meraviglia vedere il giallo dei fiori della ginestra spiccare nel nero della lava vulcanica).

Nella zona collinare, tra i 650 e gli 850 metri di altitudine circa, si trovano vigneti, frutteti, colture di pistacchio, noccioleti.

La ricca fauna, a seconda dell'altitudine, comprende esemplari di gatto selvatico (specie in estinzione in Sicilia), volpi, istrici, martore, conigli selvatici, lepri, donnole, ricci, ghiri, quercini, topi, pipistrelli, serpenti, uccelli rapaci diurni come le aquile reali, gli sparvieri, le poiane, i falchi pellegrini, i gheppi e numerose altre varietà di uccelli notturni come il barbagianni, l'allocco e il gufo il cui spettacolo contribuirà a coinvolgervi in un'esperienza indimenticabile.


All'interno del parco dell'Etna sono presenti oltre 200 grotte. Le più famose sono: 
  • la grotta dei Lamponi, 
  • la grotta del Gelo (con ghiaccio perenne al suo interno e temperature inferiori a -6 °C), 
  • la grotta dei tre livelli (tra le grotte più estese al mondo), 
  • la grotta delle Palombe.



Curiosità

Per via delle sue enormi dimensioni e per la spettacolare attività vulcanica, l'Etna è diventato protagonista di innumerevoli miti e leggende fin dall'antichità. Eccovi alcuni esempi:

- Nella Grecia pre-socratica (precedente a Socrate), il filosofo Empedocle era affascinato dagli elementi naturali (fuoco, acqua, terra e aria) e li studiava e osservava sognando di diventare un tutt'uno con essi. Di lui si diceva che fosse un mago in grado di controllare le tempeste e che era adorato come un Dio. Secondo la leggenda prese dimora proprio sull'Etna per spiegare i fenomeno eruttivi e che sia morto gettandosi volontariamente all'interno del cratere.

- Nella Divina Commedia, Dante accenna al fatto che Tifeo si trovi sotto la Sicilia. Secondo una leggenda il gigante Tifeo ha combattuto contro Zeus e stava quasi avendo la meglio. Quando Tifeo stava per lanciare un grosso macigno a Zeus (si pensa fosse l'intera Sicilia), questi gli scagliò una fulmine che lo ferì gravemente. Così Tifeo, ormai senza forze, non riuscì a sostenere il peso dell'enorme macigno che gli franò addosso rimanendone eternamente prigioniero. La tradizione popolare vuole che Tifeo sostenga la Sicilia in una sorta di crocifissione e che ogni qual volta il gigante si infuria, fa vomitare fuoco e lava dall’Etna, mentre le scosse non sono altro che il tentativo di Tifeo di liberarsi dal legame eterno.

- Secondo Omero nelle viscere dell'Etna si trova la grande fucina del dio Efesto, dove lavorava insieme ai Ciclopi, e nella quale furono forgiate le armature, lo scudo e le armi di Achille (l'eroe dell'Iliade). 


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