Apocalissi - Ungaretti: analisi e commento


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Apocalissi" di Giuseppe Ungaretti: testo, analisi, figure retoriche e commento.

La poesia "Apocalissi" è stata scritta da Giuseppe Ungaretti ed è datata "Roma, 3 gennaio / 23 giugno 1961".



Testo

1
Da una finestra trapelando, luce
Il fastigio dell'albero segnala
Privo di foglie.

2
Se unico subitaneo l'urlo squarcia*
L'alba, riapparso il nostro specchio solito,
Sarà perchè del vivere trascorse
Un'altra notte all'uomo
Che d'ignorarlo supplica
Mentre l'addenta di saperlo l'ansia?

3
Di continuo ti muovono pensieri,
Palpito, cui, struggendoli, dai moto.

4
La verità, per crescita di buio
Più a volare vicino s'alza l'uomo,
Si va facendo la frattura fonda



*a scelta: Se d'improvviso l'urlo squarcia unico     



Analisi del testo e commento

Alla fine di ogni anno, dopo la mezzanotte, Ungaretti aveva l'abitudine di scrivere dei versi ed è così che è nata questa poesia frammentata in 4 parti dal titolo Apocalissi. 

Il titolo potrebbe essere un riferimento alla prima guerra mondiale dato che all'epoca si usava l'espressione "guerra apocalittica" per la presenza di mezzi meccanici e tecnicamente avanzati che ne presero parte come aerei per i bombardamenti e per il coinvolgimento di molti paesi e di conseguenza di molte lingue e culture molto diverse tra loro.

Nel primo frammento si parla di luce, che potrebbe rappresentare la speranza e l'albero privo di foglie che si vede attraverso la finestra rappresenta tradizionalmente il trascorrere del tempo.

Nel secondo frammento vi è un urlo che squarcia, sembra un urlo dettato dal panico dell'umanità che è riuscita a sopravvivere un'altra notte in questa condizione.

Il terzo frammento parla dei pensieri che passano per la testa e che sono sempre in continuo movimento.

Il quarto frammento potrebbe essere un riferimento ai viaggi nello spazio dato che il 12 aprile 1961 il cosmonauta Jurij Gagarin fu il primo essere umano a volare nello spazio esterno (e prima di lui sono stati usati degli animali come il cane Laika nel 1957). Sembra che Ungaretti voglia dirci che nessuna scoperta scientifica riuscirà mai a svelare il mistero, perché più si va alla ricerca della verità e più il mistero si infittisce.




Figure retoriche

Da una finestra trapelando, luce = anastrofe (v. 1). Cioè: "Trapelando luce da una finestra".

Il fastigio dell'albero ... privo di foglie = iperbato (vv. 2-3).

Di continuo ti muovono pensieri = anastrofe (v. 10). Cioè: "ti muovono pensieri di continuo".

La verità, per crescita di buio = antitesi (v. 12). Cioè: "il buio rappresenta l'oscurità, di solito la verità è rappresentata dalla luce".


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