Inferno Canto 28 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel ventottesimo canto dell'Inferno (Canto XXVIII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del ventottesimo canto dell'Inferno. In questo canto sono puniti i seminatori di discordie (cioè coloro che in vita hanno seminato scandalo e scisma). Inoltre Dante incontra Maometto, Pier da Medicina, Mosca dei lamberti e Betram del Bornio.  Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 28 dell'Inferno.



Le figure retoriche

Chi poria mai = anastrofe (v. 1). Cioè: "chi mai potrebbe".

Chi poria mai pur con parole sciolte dicer = iperbato (vv. 1-2). Cioè: "chi mai potrebbe descrivere...".

Di Puglia = sineddoche (v. 9). La parte per il tutto, di Puglia invece di dire meridione o sud d'Italia.

Come Livio scrive = anastrofe (v. 12). Cioè: "come scrive Livio".

Dove sanz’arme vinse il vecchio Alardo = anastrofe (v. 18). Cioè: "dove il vecchio Alardo vince senza ricorrere alle armi".

E qual forato suo membro e qual mozzo mostrasse, d’aequar sarebbe nulla il modo de la nona bolgia sozzo = iperbole (vv. 19-21). Cioè: "e se ognuno di questi morti mostrasse le sue membra ferite o mozzate, non sarebbe sufficiente a eguagliare la ripugnante condizione della nona Bolgia".

Già veggia, per mezzul perdere o lulla, com’io vidi un, così non si pertugia, rotto dal mento infin dove si trulla = similitudine (vv. 22-24). Cioè: "Una botte, priva della doga mediana del fondo o laterale, non è bucata così come io vidi un peccatore tagliato dal mento fin dove si scorreggia".

Dal mento infin dove si trulla = metonimia (v. 24). L'effetto per la causa, "fino a dove si scorreggia" anziché dire "fino all'ano".

Seminator di scandalo e di scisma fuor vivi = anastrofe (vv. 35-36). Cioè: "in vita furono seminatori di scandali e scismi".

L’un piè per girsene sospese = anastrofe (v. 61). Cioè: "alzò un piede per andarsene".

Che forata avea la gola = anastrofe (v. 64). Cioè: "che aveva la gola forata".

E tronco ’l naso = anastrofe (v. 65). Cioè: "e il naso tagliato".

Gittati saran = anastrofe (v. 79). Cioè: "saranno gettati".

Quel traditor che vede pur con l’uno = perifrasi (v. 85). Per indicare Malatestino I Malatesta, soprannominato dell'Occhio o il Guercio per il fatto che aveva perso un occhio.

Veduta amara = sinestesia (v. 93). Sfera sensoriale della vista e del gusto.

Oh quanto mi pareva sbigottito con la lingua tagliata ne la strozza Curio = iperbato (vv. 100-102). Cioè: "Oh, quanto mi sembrava sbalordito Curione, con la lingua mozzata in gola".

Ricordera’ti = anastrofe (v. 106). Cioè: "ti ricorderai".

Trista e matta = endiadi (v. 111).

Greggia = sineddoche (v. 120). Il singolare per il plurale.

Quei sa che sì governa = perifrasi (v. 126). Cioè: "lo sa Colui (Dio) che lo rende possibile".


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