Inferno Canto 15 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel quindicesimo canto dell'Inferno (Canto XV) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del quindicesimo canto dell'Inferno. In questo canto sono puniti i violenti contro Dio (tra cui i sodomiti) e Dante ha modo di incontrare il suo maestro Brunetto Latini e ascoltarlo... ma non comprende bene la profezia del suo esilio. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 15 dell'Inferno.



Le figure retoriche

Quali Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia, temendo ’l fiotto che ’nver lor s’avventa, fanno lo schermo perché ’l mar si fuggia; 6 e quali Padoan lungo la Brenta, per difender lor ville e lor castelli, anzi che Carentana il caldo senta: 9 a tale imagine eran fatti quelli, tutto che né sì alti né sì grossi, qual che si fosse, lo maestro felli = similitudine (vv. 4-12). Sta a significare "Come i Fiamminghi fra Wissant e Bruges erigono dighe per tener lontana la marea, temendo che le onde si avventino contro di loro; e come fanno i Padovani lungo il Brenta per difendere le loro città e i castelli prima che la Carinzia senta il caldo (si sciolgano le nevi): così erano costruiti quegli argini, anche se il costruttore, chiunque fosse, non li aveva eretti così alti e grossi".

D’anime una schiera = anastrofe (v. 16). Sta a significare "una schiera d'anime".

Ciascuna ci riguardava come suol da sera guardare uno altro sotto nuova luna = similitudine (vv. 17-19). Sta a significare "ognuna di esse ci guardava come si osserva qualcuno in una sera di novilunio".

E sì ver’ noi aguzzavan le ciglia come ’l vecchio sartor fa ne la cruna = similitudine (vv. 20-21). Sta a significare "e strizzavano gli occhi verso di noi come fa il vecchio sarto per infilare l'ago nella cruna".

I’ non osava scender de la strada per andar par di lui; ma ’l capo chino tenea com’uom che reverente vada = similitudine (vv. 43-45). Sta a significare "Io non osavo scendere dall'argine per andare insieme a lui; ma tenevo il capo chino, come un uomo che cammina riverente".

A ca = apocope (v. 54). Sta a significare "a casa".

Ti si farà, per tuo ben far, nimico = iperbato (v. 64). Sta a significare "diventerà tuo nemico per le tue buone azioni".

Umana natura = anastrofe (v. 81). Sta a significare "natura umana" o "vita umana".

Giri Fortuna la sua rota = anastrofe (v. 95). Sta a significare "la fortuna giri pure la sua ruota".

D’un peccato medesmo al mondo lerci = anastrofe (v. 108). Sta a significare "lercia dello stesso peccato".

Servo de’ servi = perifrasi (v. 112). Per indicare Bonifacio VIII.

Poi si rivolse, e parve di coloro che corrono a Verona il drappo verde per la campagna; e parve di costoro quelli che vince, non colui che perde = similitudine (vv. 121-124). Sta a significare "Poi si voltò e sembrò come uno di quelli che corrono il palio a Verona per il drappo verde, nella campagna; e tra questi figurò come il vincitore, non il perdente.".

Enjambements = vv. 23-24; 32-33; 37-38; 44-45; 80-81; 101-102.


Nessun commento :

Scrivi un commento

I commenti dovranno prima essere approvati da un amministratore. Verranno pubblicati solo quelli utili a tutti e attinenti al contenuto della pagina. Per commentare utilizzate un account Google/Gmail, altrimenti la modalità "anonimo".