Inferno Canto 3 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel terzo canto dell'Inferno (Canto III) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del terzo canto dell'Inferno, il canto in cui Dante e Virgilio giungono alla porta dell'Inferno, leggono la celebre frase posta su di essa, e poi entrano nell'antinferno dove incontrano gli ignavi, ovvero coloro che in vita non presero mai una posizione (tra questi Celestino V). Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 3 dell'Inferno.



Le figure retoriche

Per me si va... = anafora (vv. 1-3). Si ripete per tre volte nei primi tre versi del canto.

Divina podestate = perifrasi (v. 5). Per indicare "Dio Padre".

Somma sapienza = perifrasi (v. 6). Per indicare Dio Figlio

Primo amore = perifrasi (v. 7). Per indicare Dio Spirito Santo

Se non etterne, e io etterno duro = anadiplosi (v. 8).

Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta = chiasmo (vv. 14-15).

Il ben de l'intelletto = perifrasi (v. 18). Per indicare che hanno perduto Dio, la luce dell'intelligenza divina.

Sospiri, pianti e alti guai = climax ascendente (v. 22).

Lingue, favelle, parole, accenti, voci, suon = climax (vv. 25-27).

Come la rena quando turbo spira = similitudine (v. 30).

Fama di loro il mondo esser non lassa = anastrofe (v. 49). Sta per "il mondo non lascia che ci sia di loro alcun ricordo".

Misericordia e giustizia = metonimia (v. 50). Per indicare il Paradiso e l'Inferno.

Colui / che fece per viltade il gran rifiuto perifrasi (59-60). Per indicare probabilmente Papa Celestino V, colui che rinunciò al papato.

Vergognosi e bassi endiadi (v. 79).

Infino al fiume del parlar mi trassi = anastrofe (v. 81). Sta per "non pronunciai parola fino al fiume".

Un vecchio, bianco per antico pelo = ipallage (v. 83). L'aggettivo antico è riferito a pelo anziché a vecchio.

Legno = sineddoche (v. 93). Per indicare l’imbarcazione.

Colà = perifrasi (v. 95). Per indicare "lassù", in cielo.

Quinci fuor quete le lanose gote = sineddoche (v. 97). Indica le guance invece del viso.

Che ’ntorno a li occhi avea di fiamme rote. = anastrofe (v. 99). Sta per "che aveva ruote di fiamme intorno agli occhi".

Forte piangendo = anastrofe (v. 107). L'ordine giusto sarebbe dovuto essere "piangendo forte".

Ciascun uom che Dio non teme = perifrasi (v. 108). Per indicare i peccatori.

Occhi di bragia = metafora (v. 109).

Come d’autunno si levan le foglie / l’una appresso de l’altra, fin che ’l ramo / vede a la terra tutte le sue spoglie, / similemente il mal seme d’Adamo / gittansi di quel lito ad una ad una, / per cenni come augel per suo richiamo = similitudine (vv. 112-117).

Che balenò una luce vermiglia = metonimia (v. 134). L’effetto "luce vermiglia" per la causa "lampo".

Come l’uom che ‘l sonno piglia = similitudine (v. 136).

Enjambement = vv. 19-20; 34-35; 35-36; 37-38; 55-56; 91-92; 113-114; 130-131.


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